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DI LUNEDì 17 DICEMBRE 2018

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Eni: Nigeria, gup, avallati illeciti
Motivi condanne corruzione mediatori. Descalzi è a processo. Società: ‘nostro operato corretto’

MILANO17 dicembre 2018 11:33

La “procedura di acquisto” del giacimento petrolifero OPL 245 in Nigeria “da parte di Eni” è stata “costellata” da “un’impressionante sequenza di anomalie, che “necessariamente devono essere state avallate dai vertici della società e non trovano alcuna logica giustificazione se non negli illeciti accordi spartitori”. Lo scrive il gup Giusy Barbara nelle motivazioni delle condanne in abbreviato per corruzione internazionale a 2 presunti mediatori. Nella tranche a dibattimento è imputato tra gli altri l’ad Claudio Descalzi. La “sequenza degli eventi descritti” – scrive il giudice nelle oltre 300 pagine di motivazioni delle condanne del 20 settembre scorso a 4 anni di reclusione per Obi Emeka e Gianluca Di Nardo, presunti mediatori, nigeriano e italiano – “e il contenuto delle comunicazioni analizzate non lascia perciò alcun dubbio sul fatto che l’intera procedura di acquisto di Opl 245 da parte di Eni sia stata costellata dall’inizio e per tutta la sua durata da un’impressionante sequenza di anomalie, che per quantità e qualità dei manager coinvolti necessariamente devono essere state avallate dai vertici della società e non trovano alcuna logica giustificazione se non negli illeciti accordi spartitori sottostanti, prospettati dalla pubblica accusa”. Il verdetto in abbreviato dello scorso settembre è la prima sentenza a Milano sulla vicenda della presunta maxi tangente da 1 miliardo e 92 milioni versata, secondo l’accusa, da Eni e Shell a politici e burocrati della Nigeria e, si ipotizza, anche a manager del gruppo italiano per l’acquisizione del giacimento. La decisione era arrivata all’indomani dell’assoluzione della compagnia petrolifera italiana, del suo ex ad Paolo Scaroni e dell’attuale numero tre, Antonio Vella, per la presunta maxi ‘stecca’ versata in cambio di commesse in Algeria per la quale, invece, sono stati condannati Saipem e i suoi ex manager. Per il caso Eni-Nigeria sono imputati con rito ordinario (processo in corso) l’attuale numero uno di Eni Descalzi (all’epoca dei fatti ‘numero due’), il suo predecessore Scaroni, le stesse Eni e Shell, e altre 11 persone, tra cui anche Luigi Bisignani. Per il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e il pm Sergio Spadaro, titolari dell’indagine, sarebbe stato Scaroni a dare “il placet alla intermediazione di Obi”, presunto mediatore della maxi tangente, “proposta da Bisignani” e Descalzi, all’epoca dg della divisione Exploration & Production Eni, sarebbe stato invitato “ad adeguarsi”. Sia Scaroni che Descalzi, secondo l’accusa, avrebbero incontrato “il presidente” nigeriano Jonathan Goodluck “per definire l’affare”.Gup, Descalzi prono a pretese Bisignani- L’ad di Eni Claudio Descalzi, che all’epoca dell’acquisizione di Opl 245 era “il numero 2 della più importante azienda italiana nonché primaria società politica mondiale”, sarebbe stato “prono di fronte alle pretese di Luigi Bisignani, cioè di un privato cittadino il cui nome era già emerso in alcune delle inchieste più scottanti e note della storia giudiziaria italiana”. Lo scrive il gup Giusy Barbara nelle motivazioni della sentenza di condanna a 4 anni dei due presunti mediatori. Descalzi è tra gli imputati in dibattimento. Il giudice Barbara, che nel processo con rito abbreviato ha condannato per corruzione internazionale a 4 anni di carcere Obi Emeka e Gianluca Di Nardo, presunti mediatori, nigeriano e italiano, nello scrivere che Descalzi sarebbe stato “prono” alle pretese di Bisignani, cita alcune intercettazioni che risalgono al 13 ottobre 2010. In particolare riporta una telefonata tra l’allora dg della divisione Exploration & Production Eni e l’ex giornalista, in cui questi manifesta al manager pubblico il timore di veder “sfumare” la “provvigione” che sarebbe spettata a lui e a Di Nardo in quanto aveva saputo che il gruppo petrolifero nell’acquisizione del giacimento avrebbe trattato direttamente con la società Malabu titolare della concessione (è ritenuta il ‘veicolo’ delle tangenti per un totale di 1,092 milioni di dollari) senza l’intermediazione di Obi. Dietro Malabu ci sarebbe stato l’ex ministro Dan Etete, anche lui tra gli imputati con rito ordinario. “Il tenore della conversazione è chiarissimo – scrive il giudice -: Descalzi rassicura Bisignani che nulla è cambiato e che l’indomani l’offerta sarà consegnata a Obi”. Secondo il giudice quella intercettazione, che viene riportata integralmente, “dimostra in modo inoppugnabile come Claudio Descalzi, all’epoca ‘numero 2’ della più importante azienda italiana nonché primaria società politica mondiale, in quel momento fosse prono di fronte alle pretese di Luigi Bisignani, cioè di un privato cittadino il cui nome era già emerso in alcune delle inchieste più scottanti e note della storia giudiziaria italiana, quali quelli sulla ‘Loggia P2’ e sulla cosiddetta ‘tangente Enimont’, e che era già stato condannato in via definitiva per gravi reati (finanziamento illecito a partiti, appropriazione indebita) e aveva patteggiato una pena per corruzione”. “Che poi ciò sia accaduto per asserita – dallo stesso Descalzi (interrogatorio del 26/6/2016, ndr) – piaggeria verso un uomo fortemente legato all’amministratore delegato di Eni (ora ex, ndr), Paolo Scaroni, o per altre inconfessabili ragioni è un dilemma che non spetta a questo giudice risolvere”, si precisa nell’atto in quanto sulla vicenda è in corso un dibattimento davanti al Tribunale di MilanoEni, nostro operato corretto – Eni “ribadisce la correttezza del proprio operato nell’acquisizione di OPL 245 in Nigeria e di avere trattato e concluso l’operazione direttamente con il Governo nigeriano”. E’ quanto fa sapere un portavoce del gruppo in una nota in cui si precisa che la società, che si riserva di leggere e valutare le motivazioni della sentenza relativa alla condanna dei signori Obi e Di Nardo nella loro versione integrale, “conferma la propria totale fiducia nell’operato dei giudici del dibattimento che si sta svolgendo presso la settima sezione dello stesso Tribunale”. “Eni – prosegue la nota – ritiene che in tale sede verrà effettuata una ricostruzione dei fatti completa ed esaustiva, rispetto a quella di cui disponeva il giudice del rito abbreviato, che poteva utilizzare solo le acquisizioni della pubblica accusa. Eni è certa che tale ricostruzione potrà definitivamente consentire di provare la totale estraneità della società a qualsiasi ipotesi corruttiva”
‘StartupItalia! Open Summit 2018′ – LIVENel pomeriggio il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Di Maio

17 dicembre 201812:40

Ci sarà anche il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Di Maio a StartupItalia! Open Summit 2018’, evento con il sindaco di Milano Sala, il presidente di Assolombarda Bonomi, il Ceo di Microsoft Italia Candiani, il rettore dell’Università Bocconi Verona, l’Addell’Ansa De AlessandriLA DIRETTA

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Lapia (M5s): audio con versione diversa
Ascoltati testi e visionate immagine, atti in Procura a Nuoro

NUORO17 dicembre 201812:59

– C’è un audio che circola sui social e che racconta una versione diversa sull’aggressione denunciata dalla deputata nuorese del M5s, Mara Lapia. La parlamentare ha già presentato una formale denuncia contro l’uomo che l’avrebbe prima insultata e poi picchiata all’esterno di un supermercato di Nuoro. Il referto dei medici del Pronto soccorso del San Francesco ha accertato la frattura di una costola e varie contusioni: la prognosi è di 30 giorni. Al suo arrivo, Lapia avrebbe detto ai sanitari di essere stata spinta contro una macchina. Poi ai giornalisti ha raccontato tutti i dettagli, parlando di una “brutale aggressione”. L’audio con una voce di donna rimbalzato sui social, però, contraddice la versione della deputata. “Sull’audio faremo le nostre valutazioni sotto il profilo giuridico – dice l’avvocato Basilio Brodu, che tutela la parlamentare – La polizia giudiziaria sta acquisendo gli atti e noi ci fidiamo pienamente del lavoro degli inquirenti. Fermo restando che il fatto è successo

Ossa umane ritrovate nel NuoreseScoperta nelle campagne di Orosei dopo una segnalazione

NUORO17 dicembre 201813:28

– Alcune ossa di uno scheletro umano, racchiuse dentro degli indumenti ormai logori per via delle intemperie, sono state ritrovate dai Carabinieri della Stazione di Orosei e delle Squadriglie Carabinieri di Iloghe e Monte Pizzinnu. Il ritrovamento è stato fatto in un terreno situato nelle vicinanze di “Riu Sa Minda”, ad Orosei, nella costa del Nuorese.
I militari sono stati allertati da una segnalazione. Ora sono in corso le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nuoro, per riuscire a risalire all’identità della persona e alla possibile causa della morte.
Cc aggredito: pm indaga, acquisito videoL’episodio nel dopo partita della sfida tra Lazio e Eintracht

ROMA17 dicembre 201813:43

– La Procura di Roma acquisirà il video dell’aggressione subita da un carabiniere nella notte tra giovedì e venerdì a Trastevere per mano di un gruppo ultras della Lazio. Il fatto è avvenuto nel dopo partita della sfida tra Lazio e Eintracht Francoforte e il militare dell’Arma sarebbe stato colpito da una bottiglia e altri oggetti perché “reo” di avere difeso un gruppo di tedeschi. Nelle prossime ore una informativa arriverà all’aggiunto Francesco Caporale che formalmente avvierà il fascicolo di indagine. Obiettivo è quello di identificare gli autori dell’aggressione.
Cadavere acque porto Corigliano RossanoIndividuato da Guardia costiera, corpo in stato saponificazione

CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA)17 dicembre 201813:44

– CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA)

– Il cadavere di un uomo, in stato di saponificazione, è stato trovato dalla Guardia costiera nelle acque antistanti il porto di Schiavonea di Corigliano Rossano.
Da una prima ispezione cadaverica il corpo sembrerebbe essere in acqua da oltre dieci giorni. L’uomo deceduto è irriconoscibile ma sembrerebbe essere di carnagione chiara e dall’apparente età di 50 anni. Sul posto, oltre agli uomini della capitaneria di Porto, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Corigliano Calabro.
Il cadavere è stato trasferito nell’obitorio del cimitero di Corigliano. Disposta l’autopsia che sarà effettuata nei prossimi giorni. Indagini in corso da parte dei carabinieri per risalire all’identità dell’uomo e alle cause che ne hanno provocato la morte.
Molesta 18enne scesa dal bus, arrestatoLa vittima era con un’amica e la madre di lei

BOLOGNA17 dicembre 201813:51

– Le ha adocchiate sull’autobus, dove i suoi sguardi insistenti avevano già infastidito due diciottenni, poi è sceso alla stessa fermata e poco dopo ha molestato una di loro: un uomo di 49 anni, nato in Moldavia e cittadino romeno, domiciliato a Bologna, è stato arrestato per violenza sessuale dai Carabinieri, intervenuti nel tardo pomeriggio di sabato in via Corticella, periferia della città. A chiamare il 112 è stata la madre di una coetanea della vittima, che ha assistito alla scena. La donna di 45 anni stava tornando a casa, con la figlia e l’amica, quando le tre si sono accorte dell’uomo che dalla fermata del bus le ha seguite.
Quando si sono fermate a un semaforo pedonale, ha preso di mira una delle ragazze. La madre l’ha allontanato e i Carabinieri lo hanno rintracciato poco dopo, mentre usciva da un supermercato nel quale aveva tentato di nascondersi. Aveva

già precedenti per furto e per resistenza a pubblico ufficiale.
Colpi arma contro auto prete antimafiaQuattro colpi di pistola sparati da persone non identificate

SPECCHIA (LECCE)17 dicembre 201813:53

– Quattro colpi di pistola sono stati sparati la notte scorsa da persone non ancora identificate contro l’auto di don Antonio Coluccia, il prete antimafia originario di Specchia più volte in passato minacciato di morte e per questo finito sotto scorta, fondatore dell’Opera Don Giustino a Roma. L’auto del sacerdote, un’Alfa Romeo, era parcheggiata davanti l’abitazione di famiglia, a Specchia, in via Corso Italia. Nei giorni scorsi a Supersano (Lecce) sono apparse minacce in arabo sul manifesto che annunciava la partecipazione del sacerdote a un incontro su dipendenze e antimafia sociale.I carabinieri hanno acquisito i filmanti delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona. Ad accorgersi dell’accaduto questa mattina è stato lo stesso Don Antonio Coluccia che proprio oggi avrebbe dovuto fare rientro a Roma.
Rifiuti Roma: al lavoro contro criticitàNon c’è ancora intesa su impianto Aprilia, si tratta

17 dicembre 201813:55

– “A seguito del rogo che ha distrutto l’impianto Tmb di via Salaria lavoriamo incessantemente per risolvere la situazione. Stiamo collaborando con i diversi livelli istituzionali, che abbiamo coinvolto da subito, a partire dal Ministero dell’Ambiente che voglio ringraziare per l’importante supporto che ci sta dando. Sul tavolo abbiamo diverse opzioni a breve, medio e lungo termine per evitare rallentamenti nella raccolta e criticità nel periodo natalizio”.
Così su Facebook l’assessore all’Ambiente e Rifiuti di Roma Pinuccia Montanari. Intanto non è ancora stato raggiunto, questa mattina, l’accordo tra Rida Ambiente, la società che gestisce l’impianto di trattamento di Aprilia che dovrebbe accogliere maggiori quantitativi di rifiuti da Roma, e Lazio Ambiente (società controllata dalla Regione Lazio) che gestisce una discarica a Colleferro necessaria per conferire i relativi scarti di lavorazione. Si starebbe ancora trattando sui contenuti del contratto tra le due realtà.
Strasburgo:somalo,ok se uccide cristianiCommento intercettato all’indomani strage nei mercatini natalizi

BARI17 dicembre 201813:57

– “Speriamo. Quello che uccide i cristiani, i nemici di Allah, è un nostro fratello. Da dove viene, viene. Però se uccide i cristiani è nostro fratello”.
Così Mohsin Ibrahim Omar alias Anas Khalil, il 20enne somalo in carcere a Bari dallo scorso 13 dicembre per terrorismo internazionale, commenta l’attentato a Strasburgo dello scorso 11 dicembre. Lo hanno reso noto gli investigatori dell’antiterrorismo barese oggi nel corso di una conferenza stampa.

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Ponte: Bucci, domani nome di chi lo rifà
La procura annuncia che si può demolire il moncone ovest

GENOVA17 dicembre 201814:40

– “Domani sera, anzi domani pomeriggio, facciamo alle 16, avrete la decisione su chi ricostruirà il ponte”: così il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci conferma che la negoziazione sull’affidamento dei lavori è in dirittura d’arrivo. “Il decreto sarà pubblicato domani sera – aggiunge, parlando a margine della presentazione degli eventi di Capodanno a Genova – ci sono ancora da capire alcune cose che non posso svelare, alcune tessere del puzzle che vanno messe al posto giusto”.
La procura di Genova ha firmato l’autorizzazione allo smontaggio del moncone ovest “in permanenza del sequestro”. In pratica non un vero e proprio dissequestro: l’atto servirà a salvaguardare i reperti smontati che rimarranno nella stessa area per consentire ai tecnici di analizzarli. I lavori potranno iniziare appena il documento sarà trasmesso alla struttura commissariale.
Coppia stalker,divieto avvicinar sindacoDivieto anche di avvicinarsi a capogruppo di opposizione

MANTOVA17 dicembre 201814:49

– Marito e moglie sono accusati di stalking e diffamazione nei confronti del sindaco di Mantova Mattia Palazzi (Pd) e del capogruppo di Forza Italia Pierluigi Baschieri e dovranno osservare il divieto di avvicinarsi a loro a meno di 200 metri in base alla richiesta formulata dalla Procura e accolta dal gip.
A Lorenza Buzzago, 49 anni e al marito Fabrizio Ferrari, 53 anni, di Mantova sono stati anche sequestrati i profili Facebook utilizzati per diffondere video e documenti diffamatori. La Buzzago, ex dipendente del Comune di Mantova, aveva denunciato per molestie sessuali sia il sindaco che il capogruppo di Forza Italia, ma il pm aveva archiviato. In seguito, la donna era stata licenziata ma aveva continuato a diffamare i due. Il 23 novembre scorso il questore di Mantova aveva emesso nei suoi confronti in provvedimento di ammonimento per stalking, poi violato.

Clochard morto, si indaga per omicidioHa ferite e tumefazioni alla testa, disposta autopsia

PALERMO17 dicembre 201815:21

– La procura di Palermo ha aperto un’indagine a carico di ignoti, per omicidio, dopo la morte di Aid Abdellah, il clochard di 56 anni trovato morto sotto i portici di piazzale Ungheria a Palermo. L’apertura dell’inchiesta consente l’effettuazione dell’autopsia sul corpo dell’uomo che presenta tumefazioni e ferite alla testa. Il clochard potrebbe essere caduto, ma l’ipotesi del delitto non è esclusa. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni.       [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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