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DI VENERDì 21 DICEMBRE 2018

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Studente indossa la mimetica e attacca la scuola con 8 molotov
A 15 anni arrestato per strage. Le istruzioni per le bottiglie trovate sul web. Era vittima di bullismo. I compagni: «Abbiamo esagerato con gli scherzi»
I danni delle molotov all’istituto Rosselli di Aprilia

APRILIA (LATINA) L’America tra noi è ad Aprilia, a metà strada tra Roma e Latina, grossa cittadina da 75mila abitanti che non è più campagna ma non è ancora metropoli. Piuttosto è un hinterland dove si guarda all’altra costa dell’Atlantico e si coltivano sogni. O incubi. Come ieri mattina presto, quando un ragazzino di 15 anni, grande e grosso, un ragazzino che chiameremo con un nome di fantasia, Luca, è uscito di casa ed è andato a scuola con l’animo gonfio di rabbia e la voglia di uccidere. Aveva preparato le cose per bene. Nello zaino portava diverse bottiglie molotov che si era preparato nei giorni scorsi.

uca aveva studiato tanto su Internet come si fa. Bottiglie di vino piene di combustibile e inzeppate con i chiodi perché voleva davvero ammazzarli tutti, i compagni di scuola. E così è entrato tra i primi, è salito lesto al primo piano, e lì, nel corridoio che dà verso le aule e il gabinetto di chimica, ha tirato fuori le prime tre bottiglie incendiarie. I compagni che salivano dietro di lui lo hanno visto paonazzo in volto, vestito con una mimetica paramilitare, e l’accendino in mano. Urlava: «Vi uccido tutti!». E ci ha provato sul serio. Lo hanno visto lanciare alcuni petardi e il primo ordigno, poi altre due bottiglie. Per fortuna, le molotov non sono esplose. «È solo per un miracolo se ora non contiamo morti e feriti», spiegano i carabinieri della zona, comandante il colonnello Gabriele Vitagliano. Luca ha provato a scappare, ma lo hanno fermato due bidelli, e qualche minuto dopo era già nelle mani dei carabinieri. A sera lo hanno arrestato con l’accusa di strage. E adesso la parola passa alla procura dei minori. La scuola, l’istituto «Carlo e Nello Rosselli», è sotto shock. La preside Viviana Bombonati parla di «tragedia evitata», si chiude tutto il pomeriggio con i docenti per interrogarsi su quanto la scuola avrebbe potuto fare, invita a non dare foto o notizie del giovanissimo per rispettarne la privacy. Difficile non scoprire, però, che Luca ha maturato un tale odio contro i compagni di scuola perché si sentiva bullizzato. «Il suo rendimento scolastico era scarso», ammettono a denti stretti i professori. Il ragazzo aveva perso il primo anno per le frequenti assenze, né andava meglio quest’anno. Pochi giorni fa aveva saltato un’interrogazione programmata e anche stavolta era stato messo in mezzo. Ma basta sentirli, i commenti feroci degli altri ragazzini, per capire quale fosse lo stato d’animo di Luca. Uno di 14 anni del primo anno, suo compagno di classe: «Io non l’ho mai preso in giro. Certo non aveva molti amici, in classe quasi tutti lo evitavano. Era un emarginato e di questo mi sento responsabile». Un altro: «Abbiamo esagerato con le prese in giro e questo è il risultato. Potevamo morire tutti». Un terzo, impietoso: «Era totalmente pazzo e non parlava con nessuno. Una persona profondamente sola. Sai che cosa c’è? È un ciccio che non rimorchia». Eccola, crudele, la verità vista dagli occhi degli adolescenti. Luca è un bambinone forse troppo cresciuto per la sua età, grassoccio, bruttino. Le ragazzine non lo degnano di uno sguardo. Lui, la sua famiglia operaia, la vita modesta. Si è sentito deriso e si è chiuso in sé stesso. Sognava improbabili rivalse. Perciò forse gli piaceva indossare la mimetica e partecipare ai giochi di guerra con i «Maverick» di Nettuno, un’associazione di soft-air, quegli adulti che giocano a fare i rambo nei boschi. Per fortuna, Luca si è dovuto accontentare di armi inoffensive e non ha trovato un fucile vero come sarebbe accaduto negli Stati Uniti. Non è riuscito a trovare nemmeno la benzina, perché i benzinai non gli hanno riempito la tanica. Ha dovuto ripiegare sul kerosene che ha trovato al supermercato. E non è stato lo stesso. Per fortuna.

o di radio europea” A Trento l’ultimo saluto al giovane ucciso nell’attentato di Strasburgo dell’11 dicembre. L’amico commuove la folla: «Ricordo le corse in Parlamento e le discussioni appassionate”LAPRESSEL’omaggio del Presidente Sergio Mattarella al feretro di Antonio Megalizzi, coperto dalla bandiera italiana ed europea

Antonio sarebbe il primo a stemperare la tensione, a dirci di buttar via il foglio e di improvvisare perché il bello della radio è l’adrenalina della diretta. Lo farebbe con la sua elegante ironia e una voce così irriverente ma affabile da mettere a proprio agio chiunque. Ci sono persone che possono dire di conoscere Antonio da anni, decenni. Con noi ha condiviso tre anni della sua vita. Tre anni fatti di viaggi dell’ultimo minuto su qualsiasi mezzo in giro per l’Europa, corse nei corridoi del Parlamento europeo a caccia di dichiarazioni, audio registrati in posti improbabili, discussioni appassionate su WhatsApp su come raccontare l’Unione europea e riunioni interminabili. Ma anche tante risate, battute e confidenze. Sono solo tre anni, ma abbiamo creato con lui un rapporto fortissimo pur abitando quasi tutti in città diverse. È più facile farlo quando costruisci insieme un sogno. Se Europhonica fosse una metafora facile, sarebbe un don Chisciotte che va contro i mulini a vento dell’indifferenza nei confronti delle istituzioni europee. Per farvi capire, Antonio non solo era il primo a guidare la carica contro i mulini, ma aveva trovato i cavalli, studiato il percorso e venduto i diritti della storia a Cervantes. Perché Antonio aveva mille idee imprenditoriali al giorno su come raccontare l’Unione europea. Aveva un approccio democraticamente pop e una dote naturale: spiegare in modo semplice la materia più difficile del mondo: l’Europa e le sue istituzioni. Lo faceva anche smontando con pazienza meticolosa tutte le bufale e i miti negativi che circolano in rete. Perché Antonio pensava che il suo fosse il lavoro più bello del mondo e desiderava farlo per sempre. Basta leggere l’hashtag che accompagna le sue foto: «My job is better than your vacation», «Il mio lavoro è meglio della tua vacanza».«Sogno ancora di arrivare in alto e non penso mai che possa essere troppo» ci scriveva. «L’unica domanda che mi faccio è: “Quanto poco mi sono impegnato oggi perché accada?”». E ancora: «Ho una vita assurda. Inizio a lavorare alle 6,30 e torno a casa alle 21. Però Europhonica è il progetto che vorrei mi desse da vivere. Ce la dobbiamo fare».Antonio era così, non aveva mai tempo perché viveva tanto. Le sue frasi non erano mai pronunciate a caso: «Le parole mi danno da vivere, quindi do loro il giusto peso», ci diceva. Il suo motore era la sana ambizione: «Sono felice, ma perché non posso ambire ad essere più felice?». Antonio non sarà mai per noi una figurina, un’immagine cristallizzata irraggiungibile. Continua a vivere dentro di noi, nei nostri ricordi e nel nostro operato. Porteremo avanti il suo sogno, il nostro sogno, che per anni abbiamo inseguito contando solo sulla nostra passione. Con Antonio abbiamo perso un altro amico. Il nostro travolgente, instancabile ed eccentrico Bartek, che ci ha ospitato questi tre anni ogni volta che andavamo a Strasburgo. In questo momento ci piace immaginare da qualche parte Bartek che trascina Antonio in uno dei suoi interminabili tour culturali pieni di aneddoti. Bartek direbbe mescolando francese, inglese e italiano: «Andiamo, c’è un mio amico che conosce un posto da dove si vede benissimo la diretta di Europhonica a Strasburgo». E Antonio risponderebbe: «Non ci credo, anche qui un altro tour». Ma poi accetterebbe con un sorriso. E si allontanerebbero discutendo di Unione europea, politica e amicizia. Come facevano sempre.

Boschi di pioppi dove c’erano veleni: così rinasce la Terra dei Fuochi

Un progetto green dell’Università Federico II bonifica i terreni agricoli in cui la camorra caricava liquidi inquinanti e rifiuti: i nuovi alberi piantati assorbono i metalli nociviLA STORIA Migliaia di pioppi corrono paralleli, in file ordinate. Il sole illumina i tronchi, ancora esili. Guardando questo bosco di Giugliano (Napoli) sembra impossibile che la camorra sversasse qui liquidi inquinanti delle concerie: le analisi hanno rivelato la presenza di cromo, zinco, e cadmio, un metallo pesante altamente tossico per l’uomo, anche in concentrazioni minime. La zona sfregiata per decenni dai clan, nel cuore della Terra dei Fuochi, è tornata a vivere grazie a un progetto di ricerca … continua

e del ponte, in Procura come testimone tocca all’ex ministro Delrio E il sindaco di Genova Bucci chiede 400 milioni ad Autostrade

GENOVA Nell’inchiesta sulla strage del ponte Morandi (43 vittime il 14 agosto scorso) viene interrogato in Procura a Genova Graziano Delrio, esponente Pd, che fu ministro dei Trasporti dal 2 aprile 2015 al 1° giugno 2018 nei governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni (oggi è capogruppo dem alla Camera). Delrio viene sentito in qualità di testimone, per far luce in particolare sul mancato consolidamento delle strutture interne al dicastero che avrebbero dovuto garantire maggiori controlli sul concessionario privato Autostrade per l’Italia. Dal 2014 era stata creata la Dgvca, Divisione generale per la vigilanza sui concessionari autostradali, le cui mansioni erano però di fatto circoscritte a piccole verifiche, mutuate dai vecchi “disciplinari” di Anas: gli ispettori pubblici si preoccupavano di testare condizioni dell’asfalto, illuminazione, aiuole, mai della tenuta complessiva d’infrastrutture nodali come i viadotti. Ed è proprio su questo punto che i pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cortugno – titolari dell’indagine per omicidio colposo e stradale, disastro e attentato alla sicurezza dei trasporti – stanno chiedendo delucidazione a Delrio. «Nessuno – aveva ribadito nei giorni immediatamente successivi al crollo – mi aveva mai segnalato criticità o allarmi specifici sul Morandi». Nei giorni scorsi era stato sentito dai pm Antonio Di Pietro, in carica nel 2007 quando fu siglata la “convenzione” che disciplinava di fatto i rapporti tra lo Stato, tramite Anas, e il privato.

essione, con una nuova lettera inviata dal Mit all’azienda, ancorché i tempi si profilino lunghi. «Il ministero ha assegnato ad Autostrade per l’Italia – si legge in una nota diffusa ieri sera dalla stessa Aspi – un termine di 120 giorni, per fornire spiegazioni e approfondimenti ulteriori rispetto al ponte, in ordine all’idoneità e adeguatezza dei sistemi di valutazione e monitoraggio adottati, alle condizioni delle opere d’arte in concessione, anche in ragione della normativa tecnica applicabile e alle misure precauzionali adottate sui lavori in corso. Il ministero ha inoltre richiesto all’azienda una propria valutazione su possibili cause del crollo richiamate nella lettera», sebbene un pool di tecnici ministeriali avesse nei mesi scorsi già redatto una relazione, con la quale si faceva il punto sulla possibile matrice del disastro e si profilavano opzioni piuttosto definite.Bucci chiede 400 milioni ad Autostrade
Sempre ieri il sindaco di Genova e commissario alla ricostruzione, Marco Bucci, ha annunciato che tra oggi e lunedì partirà la richiesta formale ad Autostrade di 400 milioni. Serviranno a cancellare ciò che resta del ponte e a realizzare il nuovo, ad acquistare le case degli sfollati, le sedi e i macchinari delle aziende in zona rossa, e il gruppo ha 30 giorni per rispondere: «Pagheremo la ricostruzione» ribadisce l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, ma a breve sarà chiesto un incontro allo stesso Bucci per valutare l’effettiva entità dei costi e capire se la cifra totale non sia inferiore. E’ stato dato intanto simbolicamente il via alla demolizione, con l’abbattimento d’una palazzina dell’azienda della nettezza urbana Amiu: le operazioni servono a liberare l’area che ospiterà i mezzi necessari a rimuovere i monconi. Autostrade negli ultimi giorni ha inoltre presentato un esposto in Procura sulla presunta violazione di segreti d’ufficio, allegando numerosi articoli di varie testate, firmati da una cinquantina di giornalisti: «Non è un’iniziativa contro la stampa – ribadiscono dalla società – ma solo per chiedere all’autorità giudiziaria se corrispondono al vero alcuni virgolettati d’interrogatori, e comprendere se ci sono state veicolazioni anomale da parte dei pubblici ufficiali».

e Gratta&Vinci, in un anno l’azzardo si è mangiato cinque miliardi in più Superenalotto, scommesse sportive, bingo: nel 2017 gli italiani hanno puntato sulla sorte qualcosa come 102 miliardi di euro. Per le macchinette spesi oltre 815 euro a testa

Una cifra pari a più di quattro manovre finanziarie, più di quanto speso per sanità o istruzione. Nel 2017 gli italiani hanno giocato 101,8 miliardi di euro, oltre 5 miliardi in più del 2016. Una somma che contiene oltre 49 miliardi di giocato per le slot, ma anche, per esempio, circa 9 miliardi spesi per i Gratta&Vinci, e che include anche i soldi giocati nell’on-line. A questi dati, pubblicati sul libro blu dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Aams) nei giorni scorsi, si aggiungono quelli della nuova inchiesta realizzata dal Visual Lab per tutte le testate del gruppo Gedi in collaborazione con Dataninja ed Effecinque. “L’Italia delle slot 2 – Quanto giocano gli italiani” è un progetto che aggiorna e prosegue quanto già realizzato l’anno scorso, con l’obiettivo però di allargare il campo di analisi. Per la prima volta vengono messi a disposizione di tutti i dati comune per comune di ogni gioco gestito dai Monopoli.

Ai dati sull’andamento delle macchinette (nelle due tipologie: le videolottery “Vlt” e le slot presenti nei bar, le “Awp”) riferiti al 2017 – i più nuovi al momento disponibili – si sono infatti aggiunti quest’anno quelli di tutti gli altri giochi gestiti dai Monopoli, dal Bingo ai giochi definiti “numerici a totalizzatore” (ad esempio Win For Life, Superenalotto o EuroJackpot), dai giochi a base ippica e sportiva ai pronostici sportivi e alle scommesse virtuali, dalle lotterie tradizionali ai Gratta&Vinci, poi scommesse sportive e virtuali, pronostici sportivi e persino giochi di abilità manuale con vincite non in denaro, le classiche attrazioni da luna park. Tutti i dati che compongono “L’Italia delle slot 2” sono stati ottenuti tramite un Foia, la procedura per avere accesso ai dati e ai documenti della pubblica amministrazione. L’elaborazione, a cura del Visual Lab e di Dataninja, tiene conto anche dei dati sulla popolazione e sul reddito degli italiani. Il risultato è stata la creazione di un database interrogabile in grado di mostrare dove e quanto si gioca in oltre 7 mila comuni italiani, un’istantanea complessa, ma sicuramente dettagliata del rapporto degli italiani con l’azzardo.

ico. Una patologia che è sinonimo di dipendenza e di utilizzo compulsivo di Awp e Vlt. Con oltre 49 miliardi di euro (€49.414.009.858 per l’esattezza) sono video lottery e slot machine a rappresentare la maggior parte del giocato degli italiani per l’azzardo. Ogni cittadino ha speso in media 815,55 euro a testa nel 2017 per questi apparecchi, che rappresentano il 65% dei soldi spesi per l’azzardo in tutta Italia. Un dato costante rispetto al 2016. Da Awp e Vlt il governo conta di recuperare 450 milioni di euro sui 10 miliardi necessari per evitare l’infrazione europea: con un incremento della tassazione sui giochi l’emendamento presentato punta a prelevare su entrambe le tipologie di macchinette 1,25 punti percentuali delle somme giocate. In attesa degli effetti delle nuove normeLa legge di stabilità 2016 aveva disposto, a decorrere dal 2017, la riduzione del 30% delle newslot (Awp) rispetto agli apparecchi attivi. La disposizione è diventata effettiva grazie al decreto legge 50 del 2017 che ha introdotto un effettivo piano di riduzione delle slot in due fasi: alla data del 31 dicembre 2017 il numero di nulla osta per le slot machine presenti sul territorio italiano è diminuito, portando gli apparecchi presenti sulla penisola a 345.000. Una soglia che, dal 30 aprile 2018, si è ulteriormente ridotta, portando le slot attorno alle 265mila unità, il 35% in meno. È ancora presto per fornire una valutazione dell’effetto della legge sui soldi effettivamente spesi nelle macchinette, quel che certo è che il giocato degli italiani è stato stabile. «Non sembra, dai primi dati a disposizione, che questa norma abbia dato immediatamente i suoi frutti, ma dobbiamo ancora aspettare», sottolinea il sociologo Maurizio Fiasco, presidente di Alea, associazione per lo studio del gioco d’azzardo.A oggi il giocato non è diminuito e in assenza di una legislazione nazionale omogenea, le azioni di contrasto dipendono spesso dalle iniziative dei singoli amministratori locali. Un particolare che è abbastanza evidente in vari casi virtuosi, come quello di Anacapri o di Bergamo. In entrambi i casi, le limitazioni territoriali o temporali sull’utilizzo delle slot hanno diminuito complessivamente le spese per l’azzardo. Modelli da seguire: «Non c’è proibizionismo, in questi comuni si è puntato su una misura ecologica, separare il tempo e gli spazi dei giochi da quelli della vita delle persone e gli effetti si sono avuti non solo per le slot: in entrambi i casi il gioco è complessivamente diminuito», spiega Fiasco.Dove si gioca di più: l’eccezione AbruzzoÈ di nuovo Caresanablot, comune del Vercellese, a fare registrare il record italiano di giocate pro capite. Nel paese piemontese che conta poco più di mille abitanti nel 2017 il giocato pro capite è stato di oltre 28 mila euro per l’azzardo, una spesa trainata, come già evidente dallo scorso anno , quasi unicamente da Awp e Vlt. Come è possibile un numero così alto? Caresanablot ha una grande sala slot lungo una provinciale, capace di attirare giocatori anche dai comuni limitrofi o di passaggio nella zona. Le giocate totali sulle macchinette sono in vertiginoso aumento rispetto allo scorso anno: si è passati dai 27,45 milioni di euro del 2016 agli oltre 32 di quest’anno; le spese per le slot (soprattutto AWP) sono aumentate di ben 4000 euro a testa nel 2017 e rappresentano quasi l’unica voce di spesa per il gioco.Tra bingo e lotto: il caso di Scurcola Marsicana e CoculloDa Forcola, in provincia di Sondrio, a Castagnito nel Cuneese, da Vertemate con Minoprio nel Comasco a Bosnasco in provincia di Pavia: sono spesso i piccoli comuni del Nord a fare registrare i record pro capite di giocate. Tra le regioni il record spetta all’Abruzzo. Con una spesa di 1.500 euro a testa, gli abruzzesi sono i primi per giocate pro capite in Italia, quasi 40 euro in più di quanto speso dai romagnoli e dai lombardi, rispettivamente secondi e terzi in classifica. Un record, quello abruzzese, che si riscontra anche in singoli picchi di giocate e in record locali. È il caso, ad esempio, di Scurcola Marsicana, ottavo comune in Italia per giocate pro capite e primo in assoluto per spese relative al Bingo: qui si sono spesi nel 2017 circa 2.049 euro a testa per questo gioco. Singolare, sempre in Abruzzo, a distanza di pochi chilometri dal paese marsicano, il record di Cocullo: con 1.129,88 euro pro capite il paese è il primo in Italia per quanto riguarda le giocate relative al Lotto. Prato ancora al vertice tra le province per l’azzardoA livello provinciale si conferma il record di Prato: nella provincia toscana la spesa media per l’azzardo è stata di 2.948,08 euro pro capite. Seguono con spese rilevanti le province di Ravenna, Rovigo, Como e Teramo, unica città del Centro Sud a piazzarsi nella top ten delle province italiane per volume di giocato pro capite. Il record di Prato per l’azzardo è confermato anche dalla classifica italiana dei comuni di media grandezza (compresi tra 50mila e 200mila abitanti): il comune toscano è primo in questa classifica con una spesa pro capite media di ben €3.320,54 euro nel corso del 2017. Tra le grandi città, rilevante invece il primato di Bologna: con €1.875 euro pro capite spese nello scorso anno, i bolognesi hanno speso in media più di 200 euro in più rispetto ai milanesi, 400 rispetto ai romani e addirittura 650 in più rispetto ai palermitani. Giochi, non solo slotCon una spesa pari a oltre 49 miliardi di euro, le slot machine coprono quasi il 65% del giocato degli italiani per l’azzardo (senza tenere conto dell’online), ma non rappresentano certo l’unica voce di spesa. Rilevante, con oltre 9 miliardi di giocato nel 2017 (12% del giocato complessivo), l’apporto economico delle cosiddette lotterie istantanee o Gratta&Vinci, un gioco presente su tutta la Penisola, ma diffuso particolarmente in Lombardia, dove si assiste al record di Orio al Serio (2.793 euro pro capite spese nel 2017). Il legame tra i differenti giochi? Per Simone Feder, psicologo e tra le voci del movimento No Slot, è sempre la vincita: «All’inizio del circolo vizioso c’è sempre una vincita, spesso anche piccola. E il giocatore, soprattutto il giovane, prende spesso un pacchetto di gioco onnicomprensivo». Alte anche le spese per il Lotto: gli italiani hanno giocato nel 2017 circa 7 miliardi di euro e mezzo per questa tipologia di gioco (9% del totale). Spese rilevanti anche per le scommesse sportive a quota fissa con €4.334.343.047,00 di spesa, rappresentano circa il 5,7 % del giocato e per il Bingo, che con una raccolta di €1.528.636.500,00, rappresenta il 2% del giocato a livello nazionale.Aumenta il gioco diminuiscono le entrate dello statoSe come anticipato, gli italiani hanno giocato 5 miliardi in più, rispetto all’anno precedente, gli incassi erariali sono calati di circa 200 milioni di euro rispetto allo scorso anno. Questo nonostante una tassazione più elevata per Awp e Vlt, un’evidenza che secondo il sociologo Maurizio Fiasco è indice di una variazione delle modalità di gioco: «Il giocato in slot Awp e Vlt si mantiene stabile, mentre aumenta il volume netto del giocato, questo vuol dire che sta avvenendo un trasferimento del tempo di gioco, da alcune modalità ad altre». Il dato potrebbe essere connesso con l’ascesa dell’online e di nuove tipologie, come, ad esempio, le scommesse virtuali che nel 2017 fanno registrare un giocato di circa un miliardo e 458.179.981,00, sono molto diffuse tra i più giovani e rappresentano quasi il 2% del giocato su supporti fisici. Si tratta di scommesse effettuate su eventi simulati al computer, si pensi ad esempio a una corsa virtuale di cavalli o all’estrazione di un numero casuale. Sono diffuse soprattutto nei piccoli comuni del Sud: il primato spetta ad Arpaia, un comune del Beneventano. Qui si sono spesi circa €575,38 euro pro capite spese nel corso del 2017 in questa tipologia di gioco, sintomo che il gioco è sempre più intergenerazionale. Del resto, come ricorda Simone Feder: «Il gioco è l’unica droga capace di colpire davvero ogni età».Inchiesta del Visual Lab del Gruppo Gedi in collaborazione con Dataninja ed Effecinque. Fonte dati: Aams (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli)

sione e cielo sereno

Un’imponente struttura di alta pressione sta per conquistare tutta l’Europa e quindi anche l’Italia, presagendo un lungo periodo stabile durante le feste. Il weekend prenatalizio sarà contraddistinto dalla nebbia al Nord, sulle pianure principali del Centro e sulle vallate alpine, prealpine e appenniniche. Dove non ci sarà nebbia prevarrà il sole, salvo qualche pioggia su Campania e Calabria. La Vigilia di Natale partirà con un tempo simile al Nord, entro sera però l’irruzione di venti più freddi da Nord/Nordest provocherà un blitz di maltempo dalle regioni adriatiche centro-meridionali verso il resto del Sud. Giorno di Natale con ultime piogge al Sud, ma migliorerà presto, ancora nebbie o cielo coperto al Nord. Temperature in aumento con valori sopra la media anche di 10°C.

Dal giorno di Santo Stefano e almeno fino a Domenica 30 l’alta pressione dominerà incontrastata tutto il Paese con tempo stabile, soleggiato e temperature nella media del periodo. Tra l’ultimo dell’anno e Capodanno invece è possibile l’irruzione di aria gelida di origine siberiana con conseguente crollo delle temperature, ma data la distanza temporale questa tendenza dovrà essere aggiornata nei prossimi giorni.

mbino Gesù di Roma Il papà ha donato le cellule staminali

Il piccolo paziente affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH), trasferito dall’Ospedale Great Ormond Street di Londra presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma a fine novembre, è stato sottoposto, come da programma precedentemente annunciato, a trapianto di cellule staminali emopoietiche. Lo si apprende dall’ospedale pediatrico.

ei giorni scorsi erano stati completati tutti gli screening necessari per identificare, tra i due genitori, il donatore di cellule staminali emopoietiche ed è stato, a tal fine, selezionato il padre. Il bambino nel corso dell’ultima settimana ha ricevuto la terapia di preparazione al trapianto mirata a distruggere le cellule portatrici del difetto genetico responsabile della patologia.Le cellule del padre, dopo essere state mobilizzate e raccolte dal sangue periferico, sono state opportunamente manipolate e infuse nel bambino nella giornata di ieri. Bisognerà ora attendere il decorso dei prossimi giorni, sorvegliando adeguatamente che non insorgano complicanze e che non si manifesti il rigetto delle cellule trapiantate, potenziale complicanza che potrebbe essere il problema principale per questo bambino. Il percorso trapiantologico potrà dirsi compiutamente realizzato presumibilmente prima della fine del mese di gennaio.La famiglia del paziente ha espresso la volontà di mantenere anche nei prossimi giorni lo stesso riserbo osservato fino ad ora. Con l’occasione, la famiglia vuole ringraziare ancora una volta tutte le persone che continuano a seguire con affetto la vicenda: «Il Ministro della Sanità ed il suo staff per il sostegno e l’attenzione ricevuti; il Centro Nazionale Trapianti e l’Admo per l’impegno profuso nelle piazze italiane; i donatori nuovi e futuri che hanno deciso di dare una nuova speranza a tutte le persone malate ed in attesa di un trapianto di midollo osseo per continuare a vivere; le diverse aziende ed associazioni ed in particolare il Gruppo UniCredit, oltre che per il sostegno che ci ha dato anche per le numerose iniziative di sensibilizzazione alla donazione che ha promosso sia in Italia che all’estero e, non da ultimo per importanza, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, con tutti i medici e gli infermieri assiduamente impegnati nella qualificata e affettuosa assistenza prestata in queste ultime settimane. Rivolgiamo un sentito ringraziamento anche al Sistema Sanitario Nazionale (SSN) Italiano e al National Health System (NHS) Inglese per avere reso possibile un trattamento così medicalmente sofisticato e di altro profilo».

t delle case popolari a Ostia, confermate in appello le condanne a 7 esponenti del clan Spada Uno degli imputati urla in aula: «Buffoni, quando esco spacco tutto»

Grida e tensioni in aula dopo la lettura della sentenza di condanna nel processo sul racket delle case popolari a Ostia che vedeva imputati alcuni esponenti della famiglia Spada. Uno degli imputati presenti in aula ha urlato contro i giudici: “Buffoni, quando esco da qui spacco tutto”. In aula anche una ventina tra amici e parenti dei condannati, alcuni dei quali dopo il verdetto hanno gridato contro la corte: “Vergogna”.

sfratti forzati da alloggi popolari e una gambizzazione. Il tutto aggravato dal metodo mafioso, riconosciuto dai giudici, con cui il gruppo teneva sotto scacco un pezzo di litorale romano.Queste le condanne arrivate dopo una camera di consiglio durata tre ore: 13 anni e 8 mesi di carcere a Massimiliano Spada, 5 anni a Ottavio Spada, 6 anni e 4 mesi Davide Cirillo, 6 anni e 4 mesi a Mirko Miserino, 7 anni e 4 mesi a Maria Dora Spada, 11 anni a Massimo Massimiani e 6 anni e mezzo a Manuel Granato.

Incendio su A1, 17 km di coda

Quindici chilometri di coda sull’A1 Milano-Napoli, tra Orte e Magliano Sabina in direzione di Roma. all’altezza del km 497, è stato concluso l’intervento dei Vigili del Fuoco su un mezzo pesante trasportante mobili che aveva preso fuoco. Autostrade per l’Italia consiglia agli utenti provenienti da Firenze e diretti verso Roma, che viaggiano su veicoli leggeri, di uscire ad Orvieto, percorrere la strada provinciale 71 verso Montefiascone, quindi la strada statale 2 Cassia verso Roma.      [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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