SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Fruit Exhibition premia progetto inedito
‘Humor’ tema della prima edizione, iscrizioni fino al 15 marzo
BOLOGNA22 dicembre 201810:42
– Un premio per il miglior progetto editoriale a tema ‘humor’: lo lancia Fruit Exhibition, festival dell’editoria d’arte indipendente (a Bologna dal primo al 3 febbraio) in collaborazione con la cartiera Favini. Il premio ‘Fip-Fruit Indie Publishing’ è rivolto ai migliori prototipi di libro artistico, progetti editoriali indipendenti e zine: entro il 15 marzo artisti ed editori potranno presentare un progetto inedito che indaghi lo humor e che si distingua per la ricerca tecnica e formale in relazione ai contenuti.
Lo ‘humor’ – spiegano i promotori – sarà il tema guida della prossima edizione di Fruit Exhibition ed è “l’arte di far sorridere, di far vedere le cose da un punto di vista insolito e spiazzante, con intelligenza, originalità e al contempo con leggerezza”. Scopo del concorso è far emergere “la diversità e la vivacità espressiva del settore editoriale indipendente, per incoraggiare e omaggiare tutti gli artisti e creativi che hanno scelto il libro o la rivista come forma d’espressione”.
‘La ligne de vie’, Magritte a LuganoEsposte 70 opere. In città molte gallerie e gli edifici di Botta
22 dicembre 201813:16
– Una mostra su Magritte dal taglio intimo e profondo, quella visitabile ancora per pochi giorni, fino al 6 gennaio prossimo, al Masi-Lac di Lugano, il grande polo museale della città elvetica, raggiungibile in un’ora di treno da Milano. Un’incursione nella sua vita creativa, ma anche giocosa, passata a riflettere sulla realtà ma coinvolgendo amici e famigliari in un connubio di genio e semplicità, sperimentazione e confronto con i diffidenti suoi colleghi contemporanei. Una settantina di opere del geniale maestro belga, uno dei pittori più amati dal grande pubblico, per un allestimento che prende spunto dalla “fondamentale” conferenza tenuta dall’artista nel 1938 al Musée Royal des beaux-arts di Anversa, dove Magritte illustrò l’evoluzione della propria poetica e le tecniche che sceglieva per rendere gli oggetti “grandiosi e sconvolgenti”. Un’occasione per visitare il capoluogo ticinese, ricco di arte diffusa e di gallerie, senza dimenticare i numerosi edifici dell’architetto svizzero Mario Botta.
A Noa il premio Pellegrino di pace”Incoraggiamento a lavoro costante sulla pace” dice la cantante
ASSISI (PERUGIA)22 dicembre 201813:26
– “Questo premio è importante soprattutto in tale momento storico che è un periodo buio. È un incoraggiamento a un lavoro costante sulla pace”: lo ha detto la cantante israeliana Noa in occasione della cerimonia, che si è tenuta al Santuario della Spogliazione, durante la quale le è stato consegnato il premio “Pellegrino di Pace” istituito dal Centro internazionale per la pace fra i popoli di Assisi.
“Mi piace molto il nome di Pellegrino di pace – ha aggiunto – perché il pellegrino è qualcuno che è sempre in viaggio. Per me viaggiare portando questo messaggio è una missione, non è né una moda né una destinazione. Io amo molto San Francesco – ha concluso – per me è un simbolo di vera umiltà”.
Il premio – spiega una nota della diocesi – è stato consegnato dal direttivo e dalla presidente del Centro pace, Caterina Costa, insieme al vescovo Domenico Sorrentino, al sindaco Stefania Proietti, alla presidente del Consiglio comunale Donatella Casciarri e al prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia.
Nicola Pepe vince Hell’s Kitchen Italia22 anni, batte nel talent condotto da Cracco ha battuto Ginevra
22 dicembre 201815:31
– E’ Nicola Pepe il vincitore della quinta edizione di Hell’s Kitchen Italia. Sarà lui il nuovo il nuovo Executive Chef di uno dei ristoranti del J.W. Marriott sull’Isola delle Rose di Venezia. Con il suo menù, tra forme e colori del menù “Attraverso gli occhi di un bambino”, Nicola si è imposto su Ginevra, trionfando nella finale della quinta edizione di Hell’s Kitchen Italia, la gara fra cuochi professionisti prodotta da Dry Media e condotta da Chef Carlo Cracco, in onda ieri sera su Sky Uno (e che è possibile rivedere – come tutte le puntate del programma – su Sky On Demand e su Now Tv). A Hell’s Kitchen, Nicola Pepe, 22 anni, era l’unico uomo ad essere arrivato in finale, battendosi con l’aretina Ginevra, che aveva provato a stupire Cracco e gli Chef ospiti Yannick Alléno e Andreas Caminada con un menù a base di mandarino. Fuori dal podio Mayla, mentre sul gradino più basso Michela. Nicola lavora come sous chef a Nizza. Fin dalle prime puntate ha colpito Cracco e i giudici ospiti di ciascuna puntata per la sua positività, la sua capacità di trascinare e insieme unire le brigate in cui, di volta in volta, ha saputo spiccare per l’entusiasmo con cui ha costruito la narrazione dei suoi piatti e della sua idea di cucina “emozionale”. Hell’s Kitchen Italia è un programma di Paola Papa, Romina Ronchi, Luca Danesi, Ilaria Brosi, Jacopo Ghirardelli, Valentina Monti, Sergio Carfora, Vincenzo Maiorana, Mariachiara Salvi, Veronica Pennacchio, per la regia di Umberto Spinazzola.
‘Vice’, Dick Cheney il potere nell’ombraBiopic di McKay con un camaleontico Christian Bale
22 dicembre 201815:52
– Il vero potere? Quello che sta nell’ombra, non compare, non si espone. Questa verità tanto decantata, per fare solo un esempio, da Baltasar Gracián ne ‘L’elogio della prudenza’, sta tutta In ‘Vice – L’uomo nell’ombra’, il nuovo biopic del registaAdam McKay in sala dal 3 gennaio con Eagle Pictures e Leone Film Group. Un film, candidato a ben otto Golden Globe, in cui c’è aria di Michael Moore e dei suoi documentari di denuncia, ma questa volta declinati al passato. Cast straordinario – si va da un camaleontico Christian Bale ad Amy Adams, da Steve Carell a Sam Rockwell -, il tutto per raccontare con ritmo e ironia, Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, considerato da molti e a ragione, il “vero numero uno” della Casa Bianca durante l’amministrazione di George W. Bush. In ‘Vice. L’uomo nell’ombra’, che vede di nuovo insieme Balee il regista McKay a due anni dal campione d’incassi ‘La grande scommessa’, tanti poi i sotto temi. Oltre l’ascesa dell’uomo “nell’ombra”, c’è quello della redenzione di chi parte male e quello dell’importanza della donna dietro la fortuna di molti uomini.
Si parte, attraversando mezzo secolo, con un giovane Cheney ubriaco nel rurale Wyoming fermato nella sua auto dalla polizia (venne arrestato due volte per lo stesso reato). Insomma una partenza da cattivo ragazzo quella del troppo silenzioso Cheney che poi da stagista del Congresso approda, passo dopo passo, alla carica di vice-presidente degli Stati Uniti, ma in realtà co-presidente vista la chiara incapacità del titolare George W.
Bush (Rockwell) di ricoprire la sua delicata funzione.
E questo in anni cruciali, quello che vanno dal 2001 al 2009, partendo proprio dall’attacco delle Torri gemelle, la madre di tutte le tragedie americane, che in realtà venne gestita dal solo Cheney.
Accompagnato da plurimi infarti, il politico responsabile dell’attacco all’Iraq, di Guantanamo con le sue singolari torture, di disinformazione e bugie e di tanti altre operazioni non troppo politicamente corrette ha avuto però sempre dalla sua, come si vede nel film, un amorevole quanto ambiziosa moglie, Lynne (Amy Adams) e un mentore machiavellico e spavaldo come Donald Rumsfeld (Steve Carell).
“Senza dubbio è stata la natura ambiziosa di Lynne a trasformare Dick – spiega il regista – . Quelli che la conoscevano dicevano che chiunque l’avesse sposata avrebbe fatto molta strada. In caso contrario, Dick sarebbe finito a vivere una vita tranquilla nel Wyoming come i suoi fratelli”.
Infine sullo straordinario ruolo da Oscar di Bale dice sempre Adam McKay: “Bale voleva sapere tutto su Cheney e assorbire tutto di lui. Ha anche incontrato un nutrizionista per prendere peso in modo salutare. Aveva poi un coach vocale, uno per i movimenti. Tutto ciò che poteva aiutarlo a trasformarsi in Cheney: il modo in cui camminava, il modo in cui parlava e si muoveva. Poi il giorno in cui abbiamo iniziato a girare – conclude il regista – è diventato quel personaggio. Abbiamo pensato che Cheney fosse lì davanti a noi”.
Nick Nolte ‘leggenda’ a Capri, HollywoodCon Scacchi e la Richardson tante star, 90 film dal 26 dicembre
NAPOLI22 dicembre 201819:41
( Nick Nolte, Joely Richardson, Greta Scacchi, Marcello Fonte, assieme a Jonathan Pryce, Terry Gilliam, Eli Roth, Amos Gitai, Matteo Garrone e Mario Martone, sono tra i protagonisti del 23/o Capri, Hollywood – The International Film Festival (film dal 26 dicembre, apertura il 27, fino al 2 gennaio) la festa del cinema internazionale che, nel cuore dell’inverno, porta le star del grande schermo e della musica sull’Isola azzurra con 90 proiezioni gratuite, incontri, mostre.
Presieduto dal regista Usa Lee Daniels e dall’israeliana Noa, il festival fondato e prodotto da Pascal Vicedomini con l’Istituto Capri nel mondo inaugura la stagione delle premiazioni globali, con molti attesi titoli nelle sale di Capri e Anacapri, a cominciare da ‘Vice’ di Adam McKay con Christian Bale (anteprima europea 27 dicembre) già candidato a 6 Golden Globes e tra i grandi favoriti all’Oscar 2019. In apertura consegna del ‘Master of Cinematic Art Award’ a Martone (Capri-Revolution). Con lui anche la sceneggiatrice Ippolita Di Majo, gli attori Marianna Fontana e Antonio Folletto (Breakout Actors del 2018), lo scenografo Giancarlo Muselli e il fotografo Mario Spada che presenta una galleria di 30 scatti esposti alla Certosa di San Giacomo. La famiglia Fantastichini ritirerà un riconoscimento alla memoria di Ennio voluto dal Nuovo Imaie.
I Legend Award vanno all’inglese Pryce (‘The Wife’) e all’ americano Nick Nolte. Il tedesco Til Schweiger è film-maker Europeo del 2018; European Movie 2018 è ‘Dogman’ di Garrone, con premio a Marcello Fonte. ‘Producer Award’ all’americano Bradley Fischer artefice del ‘Suspiria’ di Luca Guadagnino e del “Il Mistero Della Casa Del Tempo” di Eli Roth (‘Master Of Fantasy’).
Premi alla Carriera a Gitai, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Ivano Marescotti e Monica Guerritore. Andrea Purgatori e la Richardson riceveranno il ‘Person of the Year Award’ Paolo Ruffini l”Humanitarian Award’, il ‘Peace Award’ va alla Banda del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che aprirà il festival in piazzetta con il presidente onorario Tony Renis. Tra i giovani alla ribalta gli inglesi Frederick Schmidt (Mission Impossible Fallout) e Lashana Lynch, Euridice Axen. ‘Rivelazioni’ sono Damiano e Fabio d’Innocenzo (‘La Terra dell’abbastanza’) il ‘Working Artist Award’ va a Andrea De Sica per la Serie Netflix ‘Baby’ e a Pina Turco (‘Il vizio della speranza’, Cult Award al regista Edoardo De Angelis).
Premio Patroni Griffi all’ inglese Murray Lachlan Young e a Roberto Ando’. ‘Script Award’ alla Di Majo e a Massimo Gaudioso, premi anche a Antonio Catania e Nunzia Schiano, Gianni Zanasi Matilda Lutz. Serie Tv dell’anno è ‘L’Amica Geniale’, documentario dell’anno ‘Sono Gassman. Vittorio re della commedia’ di Fabrizio Corallo. Tra i film anteprime italiane di ‘Eight Grade’ di Bo Burnham, ‘White Boy Rick’ di Yann Demange, ‘Le Jeu’ di Fred Cavayé, ‘Her Smell’ di Alex Ross Perry, ‘Welcome Home’ di George Ratliff, ‘The Bouncer’ di Julien Leclercq, ‘Head Full Of Honey’ di Til Schweiger, ‘Capharnaum’ di Nadine Labaki. Proiezioni speciali di ‘Roma’ di Alfonso Cuaron, ‘Suspiria’ di Guadagnino, ‘The Aspern Papers’ Julien Landais, ‘City Of Lies’ di Brad Furman, ‘Green Book’ di Peter Farrelly, ‘The Front Runner’ di Jason Reitman, ‘Boy Erased’ di Joel Edgerton, ‘Beautiful Boy’ di Felix Van Groeningen, ‘Can You Ever Forgive Me’ di Marielle Heller, ‘Destroyer0 di Karyn Kusama e ‘The Hate U Give’ di George Tillman Jr, ‘All You Ever Wished For’ di Barry Morrow.
Per ‘Capri Kids Global Icons anteprime di ‘REMI’ e ‘Ralph spacca Internet’, omaggio a ’44 Gatti’ (Premio a Rainbow Group per la miglior Tv Series d’animazione) I Simposi Capresi al Centro Ignazio Cerio completano il programma del festival organizzata con il sostegno del Mibac(D.G Cinema), Regione Campania, Comune di Anacapri e della Città di Capri, in collaborazione con Ambi Tatatu, Iris mediaset, Radio”Rai, Nuovo Imaie, caremar, Svan e Sippic.
Sul Tram di Natale l’umanità disperata di CalaciuraPasseggeri senza destinazione in una città notturna e crudele
PALERMO22 dicembre 201815:58
– GIOSUE’ CALACIURA, “IL TRAM DI NATALE (Sellerio, 107 pp., 10 euro).
Il tempo si è fatto storia da quando Giosuè Calaciura raccontò di una giovane nera arrivata su “una nave di ruggine”, chiusa in una stiva dove “il buio della sua pelle si confondeva col buio delle altre pelli”. Da “Sgobbo”, il suo secondo romanzo pubblicato nel 2002, al recentissimo “Il tram di Natale” (passando per altri sei romanzi e numerosi racconti) lo scrittore consiglia all’opulento e sordo Occidente di svegliarsi dal torpore e smettere di giocare con la sofferenza degli altri.
Il tempo si è fatto storia, ma nulla è cambiato, se non in peggio.
Questo povero Natale – che appende all’albero redditi di cittadinanza, decreti sicurezza e s’illumina di spread – l’umanità di Calaciura lo trascorre sul tram 14 di una metropoli notturna, dove a ogni fermata sale un passeggero senza destinazione, a cominciare da un neonato che “odorava d’arancia”, portato su da qualcuno e lasciato vicino alla cabina del conducente che lungo il tragitto s’interroga sulla “manodopera della povertà” che trasporta da un capolinea all’altro, e immagina di “spezzare le catene del percorso obbligato, la condanna dei binari”.
Sul tram ci sono un cameriere dai piedi dolenti, un venditore d’ombrelli che scruta il cielo in cerca di nuvole che non arrivano, un migrante fuggito dalla guerra, un anziano ambulante, una prostituta nera che s’accompagna a un vedovo ignaro di sé, quasi una statua di cera, ed “è priva di qualsiasi sogno se non quello di saziarsi”.
Poi arrivano due “Volontari della patria” che fanno la ronda ai fantasmi del fascismo, così minacciati da quest’esercito di disperati che ha pietà di un coniglio bianco, “sicuramente straniero”. Anche stavolta un animale fa ingresso nelle pagine di Calaciura. Il coniglio, con cui il migrante William divide ogni giorno la sua unica carota, ricevendo in cambio affetto e fiducia, finirà arrosto per opera d’altri affamati.
A differenza di Dickens (in esergo è richiamato un brano del “Canto di Natale”), Calaciura non ha nessuno Scrooge da redimere né missioni da compiere, se non quella di fornirci, con un linguaggio preciso, la misura della nostra informata inconsapevolezza davanti agli orrori del mondo.
Arte, Maino dall’Hermitage a Torino’Regalo’ di Intesa Sanpaolo che lo espone gratis al grattacielo
TORINO22 dicembre 201816:39
– L’Adorazione dei Pastori di Juan Bautista Maino approda a Torino per le feste di Natale. A portarla dall’Hermitage di San Pietroburgo è Intesa Sanpaolo, con la Fondazione Torino Musei, che lo espone allo Spazio Trentacinque del suo grattacielo. L’opera del ‘caravaggista freddo’ non è l’unico regalo della banca al capoluogo piemontese: allo studio, per il 2019, c’è una grande mostra a Palazzo Madama.
Quella con l’Adorazione dei Pastori, che può essere ammirato fino al 6 gennaio gratis previa prenotazione, è l’ottava edizione de L’Ospite illustre, che propone un capolavoro in prestito da prestigiosi musei italiani e stranieri. “Salutiamo un anno importante – commenta Michele Coppola, della Direzione Centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo – con l’intenzione di continuare nel 2019 con la stessa determinazione”. Sotto l’albero di Natale, per l’anno prossimo, c’è “una grande mostra – annuncia la sindaca Appendino – a dimostrazione di quanto importante sia il rapporto pubblico-privato”.
Campagna Ferretti firmata da David SimsNegli scatti a Londra la modella Rebecca Leigh Longendyke
22 dicembre 201816:46
– La nuova campagna Alberta Ferretti per la collezione Primavera/Estate 2019 è stata scattata dal fotografo britannico David Sims. Intensi fasci di luce illuminano i dieci scatti iconici che ritraggono una giovane donna dalla femminilità contemporanea, interpretata dalla aristocratica modella Rebecca Leigh Longendyke che in un’atmosfera sofisticata e atemporale indossa abiti eterei e romantici.
La campagna è stata scattata a Londra e sarà pubblicata a partire dal mese di gennaio 2019.
Tris top model in foto Versace di MeiselSOno Bella Hadid, Shalom Harlow e Irina Shayk
22 dicembre 201817:34
– Tris di supermodelle nella nuova campagna Versace per la collezione Primavera/Estate 2019. Bella Hadid, Shalom Harlow e Irina Shayk posano per Steven Meisel nelle mise più colorate ed esplosive degli ultimi anni per la maison della Medusa. Le immagini sono esempi del forte legame che unisce tutti i membri della famiglia Versace.
L’influenza di Donatella è presente in ogni scatto, un’impronta indelebile che ricorda come lo stile di Versace sia eterno e scritto nel dna. Ma l’influenza dello stilo colorato e colto della famiglia Versace appare soprattutto negli abiti dai tagli sensuali e cromaticamente riconoscibili a prima vista nel mix & match di stampati che uniscono nuovi e vecchi temi in una meravigliosa convivenza.
Ferzan Ozpetek cittadino onorario di NapoliSindaco, benvenuto Maestro. Regista: ‘Posso dire sono esaltato?’
NAPOLI22 dicembre 201819:38
Il regista turco Ferzan Ozpetek è cittadino onorario di Napoli: lo ha deciso il sindaco Luigi de Magistris, accogliendo anche le sollecitazioni di un gruppo di intellettuali. La cerimonia di conferimento ufficiale si svolgerà nei primi mesi del 2019. “Benvenuto Maestro, anche se con il cuore e la tua anima sei sempre stato uno di noi, un vero napoletano” dice de Magistris. E l’autore di ‘Napoli velata’ risponde: “Che sia onorato è dire poco. Posso dire esaltato? In realtà ho soltanto condiviso i miei sentimenti con la comunità napoletana che li esprime: l’amore e il fascino seducente della sua immensa cultura, il calore delle persone con il loro pensiero e i modi nobili”.
Nella delibera proposta dal sindaco e approvata dall’intera Giunta si ripercorre la carriera del regista che incontra Napoli già nei suoi primi importanti impegni cinematografici, in particolare quando collabora con Massimo Troisi, nel film “Scusate il ritardo”. Negli anni successivi tanti successi al cinema ma anche in teatro, con le regie al San Carlo e con periodi di assidua frequentazione della città.
“Di Napoli – dice il regista – mi ha stregato tutto ciò che tocca i sensi e trasforma i sentimenti, quella luce unica, quei suoni magici che si fondono alle voci e al rumore, mentre invece sotto le strade ti viene incontro il silenzio, ti avvolge il mistero delle catacombe e della città sotterranea in cui ho provato allo stesso momento smarrimento ed euforia. E’ lo stupore affettuoso che ti riserva questa città”.
“Questo intenso rapporto – sottolinea de Magistris – lo ha condotto alla progettazione e alla realizzazione del film ‘Napoli velata’, nel quale Ozpetek racconta la Napoli dei mille misteri, delle grandi contraddizioni, una città che come ha affermato lo stesso Ozpetek è ‘un’ossessione in cui mi sono sentito a casa’. Una Napoli opulenta, con una grande e spiccata vitalità, ma anche cupa, pagana, cristiana, di una bellezza stupefacente, condita dalla grande sensualità e dall’ immensa umanità. Una umanità che mi ha arricchito”. Ozpetek, proprio con Napoli velata ha offerto – si legge nella delibera di conferimento della cittadinanza onoraria – “uno sguardo attento, profondo, con grande amore, senza sotterfugi o stereotipi che accompagnano la nostra città. Ha svelato, anche attraverso la musica che accompagna il film – in particolare con il brano ‘Vasame’ di Enzo Gragnaniello – le vere caratteristiche di una città unica, ardente, anche se ferita, e viva come nessun altra”.
Scenari lucani per i Moschettieri del ReLe riprese anche in Basilicata che si conferma “terra di cinema”
POTENZA22 dicembre 201812:19
– Tanti castelli, i calanchi di Pisticci e l’abbazia di Montescaglioso (Matera) sono alcuni dei luoghi che saranno a loro modo protagonisti del film “I moschettieri del Re. La penultima missione”, regia di Giovanni Veronesi, Pierfranc esco Favino nel ruolo di D’Artagna, che sarà nelle sale dal 27 dicembre. Lo ha detto la Lucana Film Commission, secondo la quale l’opera “fortifica ancora una volta quel motto entrato nell’immaginario collettivo che recita ‘Basilicata terra di cinema’”. Nel film saranno visibili “i castelli di Matera, Grottole, Pietrapertosa, Melfi, le masserie, l’area della riserva naturale di San Giuliano, la Piana del Lago di Marsicovetere, il Rifugio dei Pastori a Viggiano, gli scenografici calanchi di Pisticci, il Parco di Gallipoli Cognato, l’abbazia di Montescaglioso, la meravigliosa località Sanzanella posta tra Venosa e Rapolla”. [print-me title=”STAMPA”]
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