Aggiornamenti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:24 DI MERCOLEDì 26 DICEMBRE 2018

ALLE 02:10 DI GIOVEDì 27 DICEMBRE 2018

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Capodanno a teatro tra brindisi e risate
Da Finocchiaro a Brignano, Insinna, Solfrizzi e Lello Arena

26 dicembre 201810:24

Da un classico come ”Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta con Lello Arena alle risate di Angela Finocchiaro in ”Ho perso il filo” e poi di Gigi Proietti, Flavio Insinna, Enrico Brignano ”Innamorato perso”, Lillo e Greg, tutti a Roma. Il debutto di Iva Zanicchi stile ”Il diavolo veste Prada” in ”Men in Italy”, Vincenzo Salemme ”Con tutto il cuore e le note degli Abba per ”Mamma mia!”, a Milano. E ancora, il Commissario Ricciardi dei romanzi di Maurizio De Giovanni, questa volta in carne ed ossa con Claudio Di Palma, e la comicità di Carlo Buccirosso nella sua ultima commedia ”Colpo di scena”, tutti a Napoli. Firenze tra il ritorno in show di Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni o Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni in ”A testa in giù” di Florian Zeller. Fino al travolgente ”Priscilla, la Regina del deserto”, a Bologna: è la lunga notte di Capodanno, tra brindisi e applausi, da festeggiare sin dal week end anche a teatro.
Nelle tue mani, il ragazzo ribelle che sogna la musicaLa magia del pianoforte tra realtà e favola

26 dicembre 201812:37

– Non si era mai visto al cinema un ladro, sorpreso dalla polizia in un appartamento, non fuggire perché troppo impegnato a suonare sul pianoforte un pezzo di Rachmaninov. E’ quello che accade in ‘Nelle tue mani’, film tra realtà e favola, diretto da Ludovic Bernard, in sala dal 27 dicembre distribuito da Cinema di Valerio De Paolis.
Segue la storia di Mathieu (Jules Benchetrit) e si apre proprio con questo ragazzo che, nella confusione della stazione ferroviaria di Parigi, inizia a suonare un pianoforte a disposizione del pubblico con la stessa passione e bravura di Glenn Gould.
Mathieu non è uno che strimpella, ha talento da vendere, tanto da stupire il direttore del Conservatorio Pierre Geithner (Lambert Wilson) che lo ascolta tra la folla.
Quando Pierre gli propone di andare al conservatorio, il ragazzo non accetta, preferisce vivere di furti, messi a segno con due suoi amici.
Un colpo andato male con relativo arresto cambia però le cose. Il direttore del conservatorio propone uno scambio: gli eviterà la prigione in cambio di qualche ora di lavoro, ma il suo vero scopo è prepararlo a un concorso nazionale di pianoforte. E questo sotto la guida della severa e intransigente “Contessa” (Kristin Scott Thomas). Mathieu affronta una sfida che non riguarda soltanto lui, ma il futuro stesso del conservatorio che si ritrova appunto ‘nelle sue mani’.
“L’idea – ha detto il regista Bernard – mi è venuta in modo molto semplice: mentre mi trovavo alla stazione di Bercy e mi accingevo a prendere un treno, ho sentito un giovane suonare il pianoforte. Era un ragazzo che, a prima vista, non possedeva assolutamente i codici della musica classica, ma che interpretava divinamente un valzer di Chopin. stato un momento magico: attorno a me c’erano poche persone. Sono salito sul treno – continua – e mi sono messo a immaginare e a scrivere il passato e il futuro di quel giovane, chiedendomi come avesse potuto imparare a suonare così bene. E questo è stato il punto di partenza della mia storia che in seguito ho ambientato nella stazione ferroviaria parigina Gare du Nord”.
La plebe e la lingua di Roma del BelliEsce definitiva edizione critica in oltre 5000 pagine

26 dicembre 201812:37

– GIUSEPPE GIOACCHINO BELLI, ”I SONETTI” (EINAUDI, 4 vol per complessive pp. 5.038, euro 240,00).
Lo scrittore Antonio Baldini parlò per primo di ”Commedione”, alludendo in particolare al poema dantesco ma anche alla Commedia umana di Balzac, a proposito dell’insieme dei sonetti romaneschi di Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863), mentre un linguista e studioso come Muzio Mazzocchi Alemanni non esitò a definire il poeta romano ”un creatore linguistico come Joyce, un artista della parola per la parola come Mallarme”, questo per ricordarne il valore senza nulla levare alla fruibilità immediata che hanno sempre avuto i suoi versi, molto popolari.
Oggi, a venti anni esatti dall’uscita dell’ultima edizione critica dei sonetti, quella in due volumi a cura di Marcello Teodonio (Ed. Newton Compton), ne manda in libreria Einaudi una definitiva in quattro monumentali volumi, ricca di introduzioni, dati, note e commenti saggistici a ognuno dei 2.279 sonetti, varianti, versi incompiuti, indici, a cura di Lucio Felici, Edoardo Ripari e Pietro Gibellini, il quale intitola la sua introduzione generale ”Belli moderno Dante”. Alla ”Divina Commedia” di Dante aveva alluso il poeta Giorgio Vigolo per primo, visto che i sonetti vanno a formare un corpus unico, un poema e soprattutto vivono di una commistione tra sacro e profano, poi finiscono implicitamente per giudicare e denunciare (specie figure e aspetti del potere temporale papalino), cantando assieme le gioie spicciole, quotidiane del sapersi godere la vita, infine perché, costruisce anche Belli un vivace ritratto di un mondo al tramonto, che rende il meglio quando dalla lingua passa al suo volgare, il romanesco, con cui, tra aristocrazia dei prelati e plebe romana, racconta vizi e caratteri umani profondi, che si fanno esemplari e eterni.
Belli, per Gibellini, ”riesce nel miracolo di trattare una materia da ‘Comédie humaine’ in un mega canzoniere, di conciliare Balzac e Leopardi, di creare con i suoi monologhi una poesia-teatro”.
Ancor oggi, nonostante questo, a livello accademico è un autore poco considerato e patisce dell’essere stato visto poeta solo dialettale e per di più licenzioso, senza comprenderne la forza critica e eversiva che era altrove rispetto ai versi più libertini. La prima edizione ”purgatissima” di parte dell’opera in romanesco del Belli apparve postuma a cura del figlio Ciro cui aveva chiesto di bruciarla. Seguirono altre raccolte, ma la lettura critica e filologica piu’ importante, anche per gli studi e le pubblicazioni successive più significative a cura di Maria Teresa Lanza, di Bruno Cagli e di Roberto Vighi, arrivo’ solo nel 1952 con l’edizione a cura di Vigolo. Tutta la produzione romanesca iniziò per Belli, che era comunque già fecondo poeta in italiano, con un sonetto per i ”lustrissimi” partecipanti a un banchetto e che oggi apre la raccolta, e fu come la vena più popolare che era in lui, non ancora quarantenne, desse luogo a un’ondata di piena che produrrà nell’arco di dieci anni, tra il 1827 e il 1837, la maggior parte delle centinaia di suoi sonetti, umano teatro di un’epoca e un luogo, ma capace di farsi emblematica di un sentire esistenziale e della capacità di sorridere davanti alla drammatica, contraddittoria bolgia dell’inferno della vita. La sua non era maniera o folclore, ma espressione ”di un grande poeta che, con ”un’immersione realistica nel fango della vita e della lingua… si fa popolano per diventare protagonista” della gente di Roma, cui fa dire quel che pensano, sanno e fanno, come ribadisce sempre Gibellini, ricordando anche come alcuni papi fossero divenuti suo bersaglio, mentre ”una luce costantemente sinistra investe i cardinali”. In vita, pur essendo cosciente, come scrisse, di aver costruito ”un monumento di quello che è oggi la plebe di Roma”, lui non pensò mai di pubblicarli, arrivando perfino a desiderare che fossero distrutti dopo la sua morte, perché intrisi di ”pensieri e parole riprovevoli”, allo stesso modo rinnegando la paternità di alcune copie che circolavano clandestine. Forse anche per questi suoi timori, smise di scrivere nel 1849, con Pio IX Papa e negli anni della repubblica romana del Mazzini, per il timore che le sue poesie venissero scambiate per testi sovversivi, e ha una svolta reazionaria sempre dichiarandosi devoto alla Chiesa e conducendo una vita solitaria e malinconica fino alla morte, idea e tema che torna sempre nei suoi versi: ”Er tempo fija, è ppeggio d’una lima / Rosica sordo sordo e tt’assottijja / Che ggnisun giorno sei quella de prima”.
Bollani-Valdes, 22/7 a Terme CaracallaNovanta minuti d’improvvisazione per una prima Europea unica

26 dicembre 201812:28

– I pianisti e compositori Stefano Bollani e Chucho Valdés si incontreranno per suonare insieme in un nuovo progetto senza precedenti. Il 22 luglio, alle Terme di Caracalla a Roma, i due artisti daranno il via a un tour che proseguirà poi in tutto il mondo.
Dopo una prima partecipazione di Valdés come ospite al programma televisivo di Bollani “L’importante è avere un piano” su Rai 1, i due hanno poi eseguito il loro primo concerto al Gran Teatro dell’Avana nel giugno del 2018. Da qui è scoccata la scintilla che ha portato alla volontà di intraprendere un nuovo progetto basato sull’incontro ed il forte legame musicale che li unisce. L’influenza afro-cubana e il ritmo latino di Valdés, mescolati all’estro musicale e alla fantasia versatile di Bollani, per uno spettacolo musicale di impatto.
Novanta minuti di pura improvvisazione, in cui i due ci faranno viaggiare da un genere a un altro, da Cuba a Roma, toccando svariati stili.
Dal 28 dicembre Umbria Jazz Winter#26A Orvieto i più bei nomi del jazz italiano e personaggi di culto

ORVIETO (TERNI)26 dicembre 201814:38

Dopo i concerti di Natale del New Direction Tennessee State Gospel Choir del 23 e 24 dicembre al via il 28, fino al primo gennaio, Umbria Jazz Winter#26 a Orvieto.
Nel cartellone – spiega l’ufficio stampa – scorrono i più bei nomi del jazz italiano (da notare la partecipazione dei quattro più importanti trombettisti: Rava, Fresu, Bosso, Boltro) e personaggi di culto del jazz americano, esponenti di generazioni diverse come Ethan Iverson e Barry Harris. È una edizione che si segnala per un grande numero di proposte interessanti dal punto di vista progettuale, con alcune esclusive. Molti artisti presenti hanno voluto approfondire aspetti particolari di quell’universo variegato che oggi è il jazz oppure della sua storia, dalle musiche del cinema italiano all’arte di Bud Powell e al bebop, dall’omaggio alla leggenda di New Orleans, la città culla del jazz, al ricordo di Fabrizio De André a vent’anni dalla morte con uno spettacolo tra jazz e canzone, ma anche letture e documenti originali. Il programma conferma l’identità di una manifestazione “colta” (ma non elitaria) che privilegia un rapporto profondo e motivato con la musica. Ci sono comunque, in linea con la filosofia di Umbria Jazz, anche proposte più “popolari”, nel senso di generi musicali che vanno incontro ai gusti dei non addetti ai lavori o non specialisti, ma che rispondono ai requisiti di qualità che da sempre per Umbria Jazz sono imprescindibili. Quasi tutti gli artisti sono residenti e si potranno ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.
Immutata la formula della manifestazione, anche perché ormai collaudata da anni e premiata dal gradimento del pubblico. I luoghi della musica sono il teatro Mancinelli, il museo Emilio Greco, le sale del Palazzo del Capitano del Popolo, tutti nel cuore dell’acropoli orvietana. Musica non stop al Palazzo dei Sette e Jazz lunch e Jazz dinner al “Malandrino” e al “San Francesco”. Qui jazz ed enogastronomia, un’altra eccellenza dell’Umbria, trovano una accattivante simbiosi. Come sempre, ci saranno i Funk Off a sfilare per le vie del centro della Città della Rupe. La street band toscana con il suo festoso e spettacolare mix di funky e tradizioni musicali di New Orleans (ma in chiave moderna) è ormai la colonna sonora ufficiale di Umbria Jazz. E per chi vorrà far tardi, niente di meglio delle jam session che sono uno dei riti più identitari del jazz fin dalle sue origini. Si comincia a mezzanotte con la resident band (Piero Odorici e Daniele Scannapieco ai sax, Andrea Pozza al piano, Aldo Zunino al contrabbasso e Antony Pinciotti alla batteria) e si prosegue finché si ha voglia.
Restano centrali i due momenti che da sempre caratterizzano il festival. Il primo è il concerto gospel che segue la Messa di Capodanno nel Duomo (quest’anno il New Direction Gospel Choir del Tennessee). Il secondo momento è la notte che saluta l’arrivo del nuovo anno con tre grandi veglioni in altrettanti locali e con concerti prima e dopo la mezzanotte.
Umbria Jazz, infine, offre anche quest’anno una vetrina di prestigio a due giovani formazioni: la vincitrice del Conad Jazz Contest 2018 ed il Berklee/Umbria Jazz Clinics 2018 Award Group, ovvero gli studenti più promettenti tra quelli che hanno frequentato i corsi estivi del College di Boston. Forse tra loro ci sono le star di domani. O addirittura di oggi.

Bellaria Film Festival apre con BacalovDiciotto documentari in gara sull’articolo 9 della Costituzione

BELLARIA (RIMINI)26 dicembre 201812:31

– L’omaggio al Premio Oscar Luis Bacalov, scomparso un anno fa, e alla musica nel cinema è tra i momenti principali della prima giornata del Bellaria Film Festival (27-30 dicembre), che per la 36/a edizione si rinnova con la direzione artistica di Marcello Corvino. Il premio ‘Una vita da film’ sarà ritirato, a nome della famiglia, dal regista Carlo Branca; gli Anema eseguiranno dal vivo, assieme al fondatore dei New Trolls Vittorio De Scalzi, alcune colonne sonore che hanno segnato la carriera del compositore.
In programma anche i primi dei 18 documentari in concorso nelle categorie Bei Doc e Bei Young Doc, dedicata ai registi under 30: saranno valutati in base alla capacità di focalizzare l’art.9 della Costituzione (‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione’).
Presidente di giuria è Moni Ovadia. Ospite d’eccezione quest’anno Lina Wertmuller, che ritirerà il Premio alla Carriera.
Kevin Spacey torna e si difendebizzarro video replica a imminente incriminazione

NEW YORK26 dicembre 201815:53

– “Non e’ finita”. Mentre i media americani annunciano un imminente rinvio a giudizio in Massachusetts per uno dei casi di molestie sessuali di cui e’ accusato, Kevin Spacey rompe il silenzio postando un bizzarro video sul web intitolato “Let Me Be Frank” in cui, giocando sul nome del suo ruolo in “House of Cards” (il presidente Frank Underwood, ma “frank” significa sincero in inglese), sembra difendersi dallo stigma della pedofilia che oltre un anno fa ha travolto la sua carriera. Apparentemente ai fornelli a cucinare il cenone, l’attore americano riprende il ruolo di Underwood da cui e’ stato licenziato quando, nell’ottobre 2017, sono emerse le prime accuse di molestie gay su giovani aspiranti attori. “Possono aver cercato di separarci ma quello che abbiamo in comune e’ troppo forte. Abbiamo condiviso tutto, voi e io. Vi ho detto i miei segreti piu’ profondi, piu’ oscuri. So cosa volete. Mi volete indietro”, dice l’attore, mischiando fatti e fiction.       [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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