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Alpinista salvato nella notte a Sondrio
I soccorsi nelle ore di Capodanno al buio e durante tormenta
VALFURVA (SONDRIO)01 gennaio 2019 11:20
– Un alpinista di 56 anni di Lurate Caccivio (Como) è stato salvato nella notte di San Silvestro dal Soccorso Alpino della VII Delegazione di Valtellina e Valchiavenna e dai militari del Sagf della Guardia di Finanza. L’uomo era precipitato in un dirupo nella zona del ghiacciaio dei Forni, ad alta quota, nel territorio di Valfurva (Sondrio), e si trovava in uno stato di ipotermia.
Si era avventurato in montagna per un’escursione con le caspole verso il ghiacciaio dei Forni, in zona capanna Pizzini, e non era più rientrato, facendo allarmare così la moglie che ha messo in moto la macchina dei soccorsi. Nelle ricerche sono stati impegnati circa 20 uomini e l’operazione di soccorso è stata ostacolata, oltre che dall’oscurità, da una tormenta di neve. È stata effettuata una battuta a rastrello e, grazie anche ai fari e alle torce, l’escursionista ferito è stato localizzato e portato in superficie. E’ ricoverato all’ospedale di Sondalo per i vari traumi subiti nella caduta e lo stato di ipotermia.
Capodanno, spesi 2,1 mld per cenoneAl top cotechini e zamponi, serviti 6 milioni di chili
01 gennaio 201912:12
– Per il cenone di fine anno gli italiani hanno speso 2,1 miliardi di euro per i cibi e le bevande che due italiani su tre (68%) hanno consumato nelle case, proprie o di parenti e amici, mentre gli altri si sono divisi tra ristoranti, trattorie, pizzerie, pub e agriturismi.
E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè. Lo spumante si conferma il prodotto immancabile per quasi nove italiani su dieci (91%) che hanno fatto saltare ben 68 milioni di tappi durante le feste di fine anno, seguito dalle lenticchie presenti nell’86% dei menu. Come da tradizione, cotechino e zampone sono sul 72% delle tavole. Coldiretti stima che siano stati serviti 6 milioni di chili di cotechini e zamponi. Durante le festività di fine anno, del resto, sparisce circa il 90% del totale della produzione nazionale di cotechino e zampone di Modena Igp, a cui si aggiungono cotechini e zamponi artigianali. Sulle tavole per le feste è stata forte anche la presenza del pesce nazionale a partire da alici, vongole, sogliole, triglie e seppie.
Botti, nessun morto ma due feriti graviStudente 19enne perde una mano per un petardo in val di Susa
01 gennaio 201912:26
– Nonostante i divieti, non sono mancati incidenti legati all’uso dei botti durante i festeggiamenti per Capodanno. In particolare in provincia di Milano un giovane è in gravi condizioni dopo lo scoppio di un petardo che gli ha dilaniato le mani e ferito volto e testa. Grave anche una donna di 36 anni, ricoverata in ospedale a Benevento dopo essere stata colpita dalla scheggia di un grosso ordigno a Sant’Agata dei Goti. In val di Susa uno studente di diciannove anni ha perso la mano destra ed è rimasto ferito ad una gamba per lo scoppio di un petardo. A Napoli e provincia i feriti, secondo un primo bilancio della questura, sono stati 37, uno in meno dell’anno passato. Decine di cassonetti dei rifiuti in fiamme a Roma.
Botti: polizia, 216 feriti,44 ricoveratiGli arresti sono stati 45 e 200 le persone denunciate
01 gennaio 201913:03
– Per il sesto anno di fila non ci sono stati morti a causa dei botti di capodanno, ma il numero dei feriti è risultato in lieve aumento: 216, di cui 44 ricoverati, a fronte dei 212 dello scorso anno. E’ quanto emerge dal bilancio della polizia di Stato.
I feriti lievi, con prognosi inferiore o uguale ai 40 giorni, sono 203. Quelli più gravi, con prognosi superiore ai 40 giorni, sono 13 a fronte dei 9 dello scorso Capodanno. Per quanto riguarda poi i minorenni feriti, si registra un decremento del dato complessivo, con 41 casi contro i 50 di un anno fa.
Rispetto al 2016 e al 2017, quando i feriti furono rispettivamente 190 e 184, c’è stato un aumento, ma le cifre sono comunque molto più contenute rispetto a sei anni fa, quando oltre a due morti si contarono 622 feriti, 29 dei quali con prognosi superiore a 40 giorni (i feriti furono 361 nel 2014 e 253 nel 2015). Quest’anno i dati degli arresti risultano in aumento: 45 rispetto ai 30 dello scorso anno. Cala il numero dei denunciati: 200 rispetto a 242.
Spari contro telecamere Comune SassareseNuovo episodio a Esporlatu dopo intimidazione a sindaco
ESPORLATU (SASSARI)01 gennaio 201913:15
– Nuovo attentato a Esporlatu, nel Sassarese. Qualcuno ha sparato contro le telecamere del sistema pubblico di videosorveglianza in una cittadina già colpita da atti intimidatori. Esattamente come già accaduto lo scorso 6 dicembre, infatti, ignoti hanno preso di mira in particolare quelle che si trovano all’ingresso del paese, all’incrocio tra Esporlatu, Burgos e Bottidda. Agli inizi di dicembre nel mirino era finito il sindaco del paese, Francesco Giuseppe Furriolu: in quel caso i malviventi avevano tentato di incendiare il portoncino d’ingresso della sua abitazione.
I carabinieri della compagnia di Bono stanno facendo un sopralluogo per verificare se anche le altre apparecchiature del sistema, voluto dal Comune proprio per disincentivare atti vandalici o intimidatori, siano state manomesse.-
Primo nato a Roma da genitori Sri Lanka, lo chiamano Italo
A visitarlo stamane sindaca Raggi. Nome di suo fratello è Romano
ROMA01 gennaio 201914:56
Uno dei primi quattro nati del 2019 a Roma, il primo in assoluto, si chiama Italo e pesa 4.8 chili. Un nome molto legato all’Italia, scelto da genitori originari dello Sri Lanka che avevano già chiamato Romano il suo fratellino maggiore, che ora ha 18 mesi. A visitare il bambino, che è nato all’ospedale San Filippo Neri pochi secondi dopo mezzanotte, stamane è stata la sindaca Virginia Raggi. Il papà ha 44 anni e vive nel Bel Paese da nove anni. A Roma ha lavorato per sei anni come badante per un anziano signore di nome Giorgio.La mamma, di nome Ranga, 32 anni, sta qui da tre anni ed è in cerca di lavoro. La famiglia, di religione buddista, abita in zona San Pietro. Poco dopo la visita della sindaca Raggu, Ranga racconta: “Sono stata contenta, abbiamo parlato di mio figlio. Abbiamo scelto questo nome perché è legato all’Italia, posto in cui viviamo e ci troviamo bene. Poi lo abbiamo scelto perché piaceva molto a Giorgio il signore per cui lavorava mio marito, scomparso a dicembre, e a cui eravamo molto affezionati”. La donna coglie l’occasione anche per ringraziare il personale dell’ospedale San Filippo Neri dove racconta di essersi trovata “benissimo”.
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