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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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CON, OLTRE AL RESTO, TUTTO SUI GOLDEN GLOBES

AGGIORNAMENTO DALLE 06:23 ALLE 10:33 DI LUNEDì 07 GENNAIO 2019

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Bohemian Rhapsody vince i Golden Globes
Malek miglior attore, Close batte Lady Gaga. Vince “Green Book”

LOS ANGELES07 gennaio 2019 06:23

– Il colpo di scena della 76ma edizione dei Golden Globes è arrivato a fine serata, quando la favorita al premio per la migliore attrice drammatica, Lady Gaga, candidata per A star is Born, si è vista soffiare il Globo d’Oro da Glenn Close, per The Wife. Poco dopo Bohemian Rhapsody, che racconta la storia di Freddie Mercury, batteva lo stesso A star is born, dato per vincitore sicuro sino a poche ore prima nella categoria miglior film drammatico. Sono stati quelli finali i pochi momenti memorabili di una serata altrimenti prevedibile. Rami Malek ha vinto anche il Globo al migliore attore drammatico, per la sua interpretazione di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody. A livello di numeri il film che vince di più è Green Book, che racconta il viaggio di un famoso musicista nero, Don Shirley, e del suo autista italoamericano negli Stati Uniti del Sud, profondamente razzisti, degli anni ’60. Il film vince 3 premi: miglior film musical, miglior attore non protagonista Mahershala Ali e migliore sceneggiatura.
Tre Globi d’Oro a Green Book, due a Bohemian Rhapsody e due a Roma, uno solo a A Star is Born. Green book è la miglior “comedy o musical”, mentre il racconto della vita di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody è il miglior film drammatico. Rami Malek è il migliore attore protagonista. Roma di Alfonso Cuaron è il miglior film straniero e Cuaron il miglior regista. Delusione per A star is born, con Lady Gaga che si vede soffiare il premio per miglior attrice da Glenn Close.

La cerimonia dei Golden Globes ha aperto la stagione dei premi decretando i vincitori del premio istituito dall’Hollywood Foreign Press Association, che riunisce i giornalisti stranieri a Hollywood. Green book è la miglior “comedy o musical”, mentre il racconto della vita di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody è il miglior film drammatico. Rami Malek che interpreta Mercury è il migliore attore protagonista mentre il miglior non protagonista è Mahershala Ali per Green Book, film che vince anche per la migliore sceneggiatura. L’acclamato Roma di Alfonso Cuaron è il miglior film straniero e Cuaron il miglior regista.

Delusione invece per A star is born, candidato a 5 premi ma che si deve accontentare di quello alla migliore canzone, Shallow di Lady Gaga, che perde il premio alla migliore attrice drammatica, andato a Glenn Close, per The Wife.

Anche Vice, che aveva dalla sua 6 nomination, vince poco: migliore attore protagonista Christian Bale nei panni di Dick Cheney. Olivia Colman vince il premio per la migliore attrice brillante per il film in costume La Favorita. Sul fronte della televisione il primo vincitore assoluto della serata è stato Michael Douglas per la serie the Kominsky Method che ha vinto anche il Globo per la migliore serie brillante. The Americans, sullo spionaggio sovietico in USA durante da Guerra Fredda, giunta alla sua ultima stagione, ha vinto il premio alla migliore serie drammatica.

Torna in sala restaurato il classico Hitchcock Gli UccelliDal 7 gennaio da Cineteca Bologna film con Tippi Hedren

07 gennaio 201909:45

Il 2019 inizia nel segno del brivido: Gli uccelli di Alfred Hitchcock, è il nuovo classico restaurato distribuito dalla Cineteca di Bologna nelle sale italiane a partire da lunedì 7 gennaio, grazie al progetto Il Cinema Ritrovato. “Fantasia apocalittica” (come l’ha definita il critico americano Jonathan Rosenbaum) diretta nel 1963, Gli uccelli segna l’esordio, se non consideriamo il musical del 1950 The Pretty Girl, nel quale appare non accreditata, per Tippi Hedren, che Hitchcock vorrà anche nel suo film successivo, Marnie, nel ruolo della protagonista.
“Gli uccelli è il prototipo di un nuovo genere – il film catastrofico (disaster film) – che porterà fiumi di dollari nelle casse della Universal negli anni Settanta”, ha scritto Bill Krohn. “Divenuto egli stesso una star, Hitchcock aveva ragione di pensare che avrebbe potuto fare a meno di attori importanti e di dare spiegazioni in merito agli attacchi degli uccelli. Dopo tutto un lungo trailer in cui si rivolgeva al pubblico per parlare delle relazioni tra gli essere umani e “gli amici alati” avrebbe dato l’idea che gli uccelli, nel film, si stessero vendicando di secoli di abusi. Ma la campagna promozionale aveva creato delle attese che furono disattese nei primi quaranta minuti del film. Quando gli uccelli fanno irruzione in un spasmodico crescendo di violenza, essi sono anche proiezioni del nostro desiderio nascosto. Gli attacchi successivi sono inframmezzati da scene all’interno di un caffè o nella casa di Brenner, dove si alza il sipario sul piccolo teatro di Hitchcock: periodi di tregua che ci consentono di nuovo di fare il pieno di impulsi violenti che ci hanno spinti ad acquistare il biglietto”.
Ma ecco alcuni espedienti studiati da Hitchock per realizzare uno dei film più complessi sul piano tecnico: “Il problema era quello di far scendere in picchiata gli uccelli. Affittammo un’isola lontano dalla costa e piazzammo la macchina da presa su un’alta scogliera. Attiravamo i gabbiani con dei pesci dietro la macchina da presa e gettavamo i pesci dalla scogliera. Un’altra macchina da presa si trovava sulla spiaggia sottostante. Quando vedemmo la pellicola sviluppata ecco cosa ammirammo: una scogliera, onde, una spiaggia e i gabbiani che volavano verso il basso. Poi, due donne, con un lavoro su poco più di cinque metri di pellicola ma che durò tre mesi, dipinsero a mano, fotogramma per fotogramma, ogni singolo uccello su uno sfondo e la silhouette di ogni uccello. In questo modo gli uccelli vennero stampati sulla scena nella quale li si vede scendere in picchiata. Tre mesi di lavoro per poco più di dieci secondi sullo schermo!”.
È Francois Truffat a raccogliere alcune delle più preziose testimonianze dalla viva voce di Alfred Hitchcock: “Mi sono lasciato andare a delle improvvisazioni. Per esempio, tutta la scena dell’attacco esterno sulla casa, dell’assedio della casa da parte degli uccelli, che non si vedono è stata improvvisata sul set. Non mi era quasi mai accaduto, ma non ci ho messo molto a decidermi e ho disegnato rapidamente i diversi movimenti dei personaggi”.
Golden Globes, nei discorsi domina il tema dell’ inclusione razzialeBale vince per interpretazione Dick Cheney e ringrazia “Satana”

07 gennaio 201909:56

Se l’anno scorso il punto focale dei Golden Globes, come delle altre cerimonie di premiazione compresi gli Oscar, furono i diritti delle donne e i movimenti Metoo e TimesUp, quest’anno è stata l’inclusione razziale e la diversità il tema sociale più sentito durante la serata dei 76mi Golden Globes, i premi istituiti dall’associazione che riunisce i giornalisti stranieri a Los Angeles, la HFPA, Hollywood Foreign Press Association. Il tema è stato trattato spesso, ad iniziare dai discorsi di Andy Samberg e Sandra Oh, presentatori della serata. E la diversità ha vinto quando i premi sono andati alla stessa Sandra Oh per la serie tv Killing Eve, a Mahershala Ali, migliore attore non protagonista in Green Book e a Regina King premiata per Se la strada potesse parlare. La King ha fatto uno dei pochi discorsi a contenuto politico della serata, promettendo di produrre, nei prossimi due anni solo progetti con il 50% delle donne impiegate in cast e crew.
L’altro discorso importante è arrivato dall’accettazione del premio del regista di The Green Book, Peter Farrelly, che ha parlato del tema raccontando nel film la storia di un musicista nero che non poteva esprimere la sua musica per via del colore della sua pelle e di un italo-americano la cui integrazione negli Stati Uniti degli anni Sessanta non è stata tanto più facile. “Temi ancora oggi presenti nella nostra società – ha detto il regista -, ecco perché certe storie sono ancora così importanti”.
Ma il discorso più sorprendente della serata è arrivato da Christian Bale, che nell’accettare il Globo per il migliore attore protagonista di un film comedy, con Vice, ha ringraziato niente meno che il diavolo: “Grazie Satana per avermi dato l’ispirazione per interpretare questo ruolo”, ha detto l’attore che con la sua consueta abilità (e anche grazie a una dieta ipercalorica che gli ha fatto guadagnare 30 chili) si è completamente trasformato, fisicamente ma anche psicologicamente, nella controversa figura di Dick Cheney, potente vice-presidente durante l’amministrazione di George W.  Bush.
Camilla Grebe, Animali nel buioUn noir nel bianco della neve svedese, tra paura e intolleranza

07 gennaio 201909:34

CAMILLA GREBE, ANIMALI NEL BUIO (Einaudi, pp.440, 19.50 Euro; traduzione Sara Culeddu). La violenza di un passato lontano che torna per diventare presente.
La memoria che si scontra con l’oblio. La paura del diverso di una piccola comunità ciecamente chiusa nel suo mondo e incapace di vedere l’orrore in casa propria. Camilla Grebe tiene legato il lettore fino all’ultima pagina con il suo Animali nel buio (Einaudi), thriller ambientato nei paesaggi innevati della Svezia che arriva in Italia dopo il successo de La sconosciuta. Siamo a Ormberg, paesino sperduto che fatica a stare al passo con i tempi. Qui, dove la globalizzazione ha portato la chiusura di fabbriche e la perdita di posti di lavoro lasciando la popolazione in preda a solitudine, diffidenza e frustrazione, i detective Peter e Hanna indagano su un ‘cold case’ vecchio di 8 anni, relativo al ritrovamento nel bosco del cadavere di una bambina mai identificata. I due investigatori, che fanno coppia anche nella vita e insieme affrontano la malattia di Hanne che compromette la sua memoria, possono contare sulla collaborazione di Malin, poliziotta nata e cresciuta a Ormberg, e dei suoi colleghi. Ben presto un nuovo delitto dai risvolti inaspettati, che vede implicato suo malgrado anche Jake, un giovane del paese in crisi adolescenziale, sensibile e vittima di bullismo, porta a galla un passato tragico: tutti coloro che in un modo o nell’altro si trovano coinvolti nel caso saranno messi di fronte alle proprie convinzioni e vedranno vacillare non poche certezze. In pagine avvincenti piene di descrizioni accurate (molte anche legate alla natura maestosa della Svezia), è interessante la scelta di restituire al lettore una trama efficace attraverso tre differenti punti di vista: quello della giovane poliziotta Malin, che scappa dalle sue radici e rifiuta di aprirsi all’altro, quello di Jake, delicato adolescente in cerca della propria identità che scopre di avere un inaspettato coraggio, e infine quello dell’investigatrice Hanne, disperatamente in lotta per trattenere la sua memoria ormai annebbiata dalla malattia inesorabile. Di quest’ultimo personaggio l’autrice fa sentire anche la voce più intima, con i brani di un diario che la detective malata decide di scrivere proprio per cercare di mantenere il più possibile intatti i ricordi, sia quelli personali che quelli legati all’indagine. Proprio queste scelte stilistiche lasciano emergere la bravura della Grebe di indagare nell’animo dei suoi personaggi, di mostrarne le relazioni affettive, le ferite e le fragilità, le ambizioni e i desideri, pur senza mai far scemare la suspense del racconto. Ma ciò che arricchisce davvero questo noir è la riflessione attualissima sul tema dell’immigrazione e sui conflitti che essa porta con sé: pensieri e considerazioni che la Grebe lascia trapelare tra le pagine integrandoli direttamente nella trama. Qui risiede il punto di forza del romanzo, nonché il messaggio dell’autrice: con questa sua immaginaria eppure credibilissima Ormberg – che “è più una condizione mentale che un luogo geografico, una condizione che si verifica dopo un grande cambiamento”, scrive nella nota alla fine del libro – Camilla Grebe descrive i tempi bui, di diffidenza e ostilità, che stiamo vivendo, e la nostra incapacità di metterci nei panni di chi fugge dalla guerra e dalla fame.        [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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