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Riace,nasce fondazione per nuovo modello
Lucano:spero tornare presto,vogliamo ricostruire progetto comune
CAULONIA (REGGIO CALABRIA)12 gennaio 2019
– “Oggi, nonostante tutto quello che è successo in questi ultimi mesi, vogliamo ricostruire quel progetto di comunità, di accoglienza e di integrazione. Spero, comunque, di poter un giorno ritornare a Riace”. Lo ha detto Mimmo Lucano, sindaco sospeso di Riace in occasione della presentazione, a Caulonia, cittadina dove attualmente risiede, dell’iniziativa “E’ stato il vento” finalizzata ad una ripresa dei progetti realizzati nella cittadina calabrese.
All’incontro, che ha fatto da sfondo alla costituzione di un comitato per la creazione di una fondazione che si occuperà di supportare economicamente il nuovo modello Riace, hanno partecipato in tanti, tra gli altri l’ex sindaco di Rosarno Giuseppe Lavorato, designato come presidente della Fondazione; padre Alex Zanotelli e Chiara Sasso, autrice del libro “Riace, una storia italiana”. “A Riace – ha detto Lucano – è nato tutto in modo spontaneo quando una nave carica di profughi è arrivata fin sulla spiaggia della frazione marina”.
Gentiloni, alle Europee lista unitaria per la riscossa ‘Il simbolo? Si vedrà”L’Italia non può permettersi a lungo un governo così’
12 gennaio 2019
“Il Pd si sta preparando per fare delle prossime elezioni Europee una tappa fondamentale della riscossa, perché l’Italia non può permettersi a lungo un governo così. Alle Europee dovremo andare con una grande lista unitaria”. Lo dice Paolo Gentiloni del Pd partecipando a piazza Argentina a Roma alla mobilitazione Dem contro la manovra. Se poi ci sarà o meno il simbolo del Pd, aggiunge, “lo discuteranno nel Pd e con chi parteciperà a questa operazione, sicuramente la lista unitaria avrà il Pd come pilastro fondamentale”.A fronte dei rischi determinati dalla situazione economica “ci sarebbe bisogno grande bisogno di serietà e di unità. Perché tutti vediamo la gelata nell’economia italiana che si sta profilando, favorita anche dal rallentamento europeo, ma determinata in modo significativo dall’irresponsabilità a cui abbiamo assistito in questi mesi. Ma questa serietà non c’è”. Lo afferma l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (Pd) a margine dell’iniziativa ‘Cambio di rotta – le nostre proposte per il Paese’ del suo partito. “La politica da esponenti di punta di governo oggi viene considerata come un palcoscenico in cui esibire proposte irrealistiche. Qualcuno parla di un boom economico imminente, mentre la realtà è fatta di difficoltà, di tasse che aumentano e di preoccupazioni”, conclude Gentiloni.E riguardo al referendum sul reddito di cittadinanza Gentiloni precisa:”Non mi sembra quello più centrato…”. Così l’ex premier risponde a chi gli chiede come veda l’iniziativa lanciata da un esponente del suo partito di raccogliere firme per un referendum che abolisca il reddito di cittadinanza. “Non dobbiamo andare alla ricerca di questa o quella trovata a sorpresa. Penso – spiega l’ex premier a margine di una iniziativa del suo partito contro la Manovra – che gli italiani stiano gradualmente prendendo coscienza della irresponsabilità e dei pericoli a cui stiamo di fronte e devono vedere nel Partito democratico un’alternativa seria, credibile e competente. Questo noi siamo e siamo a disposizione del Paese e credo che lo dobbiamo fare con delle proposte concrete, come abbiamo fatto in Parlamento e come continueremo a fare”.
Di Maio: ‘Prima si approva la legittima difesa meglio è”La Lega l’ha proposta e noi la voteremo’
PORTO TORRES (SASSARI)12 gennaio 2019
“Non mi scandalizzo per il fatto che si vada in piazza a dire che si era per il Sì alla Tav: diciamo che abbiamo fatto la campagna contro le trivelle insieme per il referendum sia noi che la Lega in tempi non sospetti, quando nel 2015 non avevamo nessuna intenzione di neanche di firmare un contratto di governo”. Così il vicepremier Luigi Di Maio ha risposto ai cronisti sulle frizioni Lega-M5s sulla Tav. “È semplicemente il fatto che queste sono due forze politiche che hanno convinzioni diverse – ha osservato Di Maio poco prima di salire sul palco a Porto Torres, prima tappa del suo tour di 24 ore in Sardegna – Infatti per questo come Movimento 5 Stelle, quando abbiamo iniziato il percorso di governo, abbiamo chiesto un contratto di governo perché io sapevo che ci saremmo ritrovati in queste situazioni”.Di Maio ha parlato anche della legittima difesa: “Prima si approva la legge sulla legittima difesa e meglio è”, ha detto. “Non ci sono altre letture, l’ultima lettura è alla Camera – spiega Di Maio – La Lega ha proposto la legittima difesa e noi voteremo la legittima difesa”.”Per come la vedo io possiamo riprenderci e ripartire alla grande se colmiamo tutto quel divario che c’è tra noi e gli altri Paesi del nord Europa – ha detto ancora il vicepremier rispondendo alle domande dei cronisti sul rischio recessione in Italia, durante la sua prima tappa del tour elettorale in Sardegna – su intelligenza artificiale, blockchain, nuove tecnologie, investimenti su nuove forme di produzione energetica e soprattutto aiuti alle persone in difficoltà”. “È chiaro che la nostra economia continuerà a rallentare, perché i nodi stanno arrivando al pettine – ha aggiunto – l’Italia e gli altri Paesi d’Europa erano convinti, in questi anni, di poter affrontare il nuovo millennio con gli strumenti del vecchio”.
Caccia ai destinatari del reddito, arriverà una lettera dell’Inps Dopo 12 mesi ok a offerta lavoro o si perde beneficio
12 gennaio 2019
L’Inps potrà scrivere ai potenziali destinatari del reddito di cittadinanza, per avvisarli che ne hanno diritto. Lo prevede l’ultima bozza del decretone nel quale si danno all’istituto 30 giorni per predisporre i moduli per fare domanda di Rdc. “L’Inps – si legge nella bozza – è autorizzato ad inviare comunicazioni informative mirate sul Rdc ai nuclei familiari che a seguito dell’attestazione dell’Isee presentino valori dell’indicatore o di sue componenti compatibili” con i criteri per l’accesso al reddito di cittadinanza.Tra i dettagli che emergono dal testo, ancora in via di definizione, anche la decadenza dal beneficio se si rifiuta una offerta di lavoro trascorsi 12 mesi, anche se fosse solo la prima.La carta attraverso la quale viene erogato il reddito di cittadinanza consentirà di fare anche un bonifico mensile per l’affitto. Lo prevede la bozza del decretone, nella quale si precisano anche i limiti al prelievo in contanti, da un massimo di 100 euro al mese per un single, a 210 euro al mese per una famiglia numerosa, secondo la scala di equivalenza (0,4 per ogni componente maggiorenne, 0,2 per ogni minore con un massimo di 2,1, quindi al massimo 210 euro). Nelle ultime bozze è saltato il divieto esplicito di utilizzare i soldi del Rdc per il gioco d’azzardo, pena la perdita del beneficio. Ma non è escluso che la previsione possa essere reinserita nella stesura finale del testo.
La storia di Michela, la prima poliziotta gay a vertice sindacatoEletta nella segreteria Silp-Cgil. ‘Spero che la mia elezione aiuti il coming out’
12 gennaio 2019
“Mi hanno voluto nella segreteria nazionale non certo perché sono omosessuale. E’ ovvio che le tematiche Lgbt faranno parte della mia attività, ma non mi occuperò solo di quello: vorrebbe dire svilire il mio ruolo e quello del sindacato. Siamo vecchi, pochi, con stipendi ridotti, senza ricambio e senza contratto. Queste sono le priorità”.
Michela Pascali ha le idee chiare su come si deve fare sindacato, anche se sa benissimo che la sua elezione nella segreteria nazionale del Silp-Cgil, uno dei sindacati più numerosi della Polizia, rappresenta un simbolo: è la prima poliziotta dichiaratamente omosessuale a raggiungere il vertice di un’organismo di rappresentanza delle forze dell’ordine.
Da vent’anni in Polizia, Michela ha 45 anni e almeno 2 vite: la prima, con un un marito e 2 figli che oggi hanno 17 e 14 anni; la seconda, iniziata dieci anni fa con la separazione e proseguita con la scoperta della sua omosessualità fino all’arrivo di Benedetta, la sua compagna. “Ma ho un rapporto ottimo con i miei figli e anche con il loro babbo, siamo una famiglia bellissima” dice soddisfatta. Michela è stata prima alla Polfer di Milano e poi è arrivata in questura a Firenze, dove è assistente capo con il ruolo di tecnico informatico.
Impegnata da tempo sulle tematiche Lgbt (è vicepresidente dell’associazione ‘Polis Aperta’), a giugno si è vista negare dalla questura la possibilità di partecipare in divisa alla riunione a Parigi dell’European Glbt Police Association, organismo che riunisce le associazioni che in 16 paesi si battono per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali tra le forze di polizia e armate. Divieto cancellato dal Dipartimento, purché la partecipazione fosse fuori dal servizio.
Ma Michela oggi preferisce parlare d’altro. “Spero – dice – che la mia elezione possa aiutare tanti colleghi a fare coming out, a consentire a tutti quelli che vivono un disagio di uscire fuori senza vergognarsi di quello che sono”. Anche perché lei in 20 anni ne ha subiti di comportamenti omofobi. Dunque sa di cosa parla. “Ma alla fine in caserma è come nella vita reale, dipende chi hai di fronte. Ci sono colleghi e funzionari che hanno una sensibilità enorme e che hanno sempre rispettato le mie scelte, altri invece che operano in maniera sessista. I problemi principali – racconta – li lo ho avuti con delle colleghe non dichiarate ma omosessuali. Il solo accostamento con me da parte degli altri scatenava in loro reazioni pesanti, un atteggiamento provocato dalla paura. E’ un problema culturale, c’è nella polizia, nelle forze armate e nella vita reale”.
Ora però le priorità di Michela sindacalista sono altre.
“Innanzitutto il ricambio generazionale. Ma prima ancora bisogna lavorare sul disagio tra i colleghi. Abbiamo fondi risicati e questo governo certo non ha cambiato la situazione, si lavora sempre più in emergenza, siamo a ranghi ridotti e con un’età elevata. E poi le responsabilità, come poliziotti e come uomini e donne, sono enormi”. E le promesse di Salvini? “L’impressione è che sia solo propaganda, le azioni messe in campo non vanno verso quello che serve alle forze di polizia. E anzi – sottolinea – con il decreto sicurezza la situazione può degenerare perché ci ritroveremo in strada persone che non hanno più tutele. Questo non farà altro che aumentare la percezione di paure e la situazione potrebbe esplodere”.
Così come potrebbero tornare nei suoi confronti le aggressioni omofobe, ora che è ancora più in vista. “Io non voglio fare come chi mi discrimina – risponde convinta – I miei muri li abbatto da sempre. Spero lo facciano anche gli altri. Altrimenti risponderò come ho sempre fatto”. [print-me title=”STAMPA”]
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