SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Muri, luogo di comunicazione e incontro
Libro di Michela Monferrini che va oltre parola separare
11 gennaio 201912:11
– MICHELA MONFERRINI, MURI MAESTRI (LA NAVE DI TESEO, pp. 142 – 18,00 euro).
La classica metafora del muro è quella di una barriera, di una divisione, di una interruzione della possibilità di rapporti e di comunicazione e Michela Monferrini in questo libro la ribalta con assoluta naturalezza, con una serie di racconti di gran leggerezza e libertà anche stilistica, e assieme, grazie a un’ottica che nasce dall’unione del sentimento con la ragione, poetici e di rivelatorie profondità. Del resto sin dall’apertura scrive: “immaginate di essere un rondone”, quindi di poter volare e vivere come se i muri fossero altro da quel che sono per gli uomini, perché “questa è la storia del vostro viaggio e del contrario della parola separare”. Ma il suo superare il (concetto di) muro non viene dallo scavalcarlo o abbatterlo o sorvolarlo, ma da farne paradossalmente e naturalmente il luogo della comunicazione e dell’incontro.
Dal Wall of Heroes al Postman’s Park vicino St. Paul a Londra al Muro del Pianto di Gerusalemme, passando anche per il Muro di Berlino e il Muro tra Israele e Cisgiordania, ecco che i muri, come li va a visitare in giro per il mondo e ce li racconta la Monferrini, parlano, hanno memoria, provocano, spingono al dialogo e all’azione, diventano appunto muri maestri, maestri di storia e vita, spazi pubblici di aggregazione sociale che poi sono quelli che per l’autrice contribuiscono a creare la qualità della vita. Quindi, parlando di relazioni umane, ecco che sono certi comportamenti e certi sentimenti a definirne il senso, dalla fratellanza al desiderio, dall’amore alla fede, ognuno dei quali è messo come presupposto alle varie parti del libro.
Nel suo gioco di contrari ecco ancora che queste vicende di muri partono dal senso dell’essere più vicini, “Closer” in inglese, che è il titolo di un film di Mike Nichols sul bisogno e le difficoltà dei rapporti sentimentali, in cui la donna interpretata da Natalie Portman si presenta sotto il falso nome di Alice Ayres anche al fidanzato Clive Owen, che solo alla fine scoprirà da come sia nato quel nome, tornando al Postman’s Park e vedendolo sul Muro degli Eroi tra quelli che compaiono sulle mattonelle che ricordano tutte persone che si sono sacrificate per salvarne altre. E la Monferrini andrà alla scoperta di chi fosse la vera Alice Ayres, domestica in una casa londinese che va a fuoco e che si preoccupa prima di tutto di salvare i bambini il 24 aprile 1885. Così fa seguire le circostanze della morte di altri eroi di questo muro coinvolgente, invitando a andarci, a leggerne i nomi a voce alta per salvarli, come inizio del viaggio lungo molti altri muri, ricordando le parole del Barone rampante di Calvino: ”Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori”. Dal muro sulle vite esemplari stroncate, ecco quindi il muro sul sentimento che tutto muove, quello a Parigi in un giardino su Places des Abbesses con 612 piastrelle con scritto ”Ti amo” in tutte le lingue e i dialetti del mondo; poi anche la creazione sui muri di giardini verticali con le piante che si tendono alla ricerca della luce; e ancora il moncone di muro che testimonia l’attentato alla Stazione di Bologna; quello nato spontaneamente dopo il suo assassinio in memoria di John Lennon a Praga per protesta contro la cecità del potere; quelli riempiti testardamente di graffiti calligrafici di Hang Tosou Choi a Hong Kong; i tanti muri che in vari paesi parlano, trasmettono un messaggio grazie a chi vi ha lasciato una scritta esemplare; il Muro del Pianto in cui si lasciano importanti suppliche, quello vero e i tanti virtuali di oggi; sino ai muri nati nel mondo a riproporre quelli di Candy Chang, che invitano ognuno a scrivervi cosa vorrebbe fare Before I die (prima che muoia), e si riempiono rapidamente dei desideri più banali e di quelli più singolari.
Insomma i muri della Monferrini finiscono in queste pagine per rimandarsi l’un l’altro, in un desiderio di mostraceli in modo nuovo, mentre c’è chi ha fatto crollare quello di Berlino solo pronunciando il 9 novembre 1989 le parole “da adesso” o chi come il berlinese Jan Vormann va in giro per il mondo a riparare crepe e buchi nei muri, incastrandoci simbolici mattoncini colorati Lego, sino a citare, in questo suo ricco archivio di muri, Bergotte morente nella Rcherche proustiana, che intravede quella “piccola ala di muro giallo” nel quadro Veduta di Delft di Vermeer, particolare prezioso e colorato, più che una chiusura, un’apertura su un altrove pieno di possibilità.
Torna C’è posta per te, con Ricky MartinIl 12/1 su Canale5. Anche Belen, Alessio Sakara e Castrogiovanni
11 gennaio 201914:03
– Il 12 gennaio, alle 21.10 su Canale 5, primo appuntamento con i sentimenti di “C’è Posta per Te”, il people show ideato e condotto da Maria De Filippi. In studio le sorprese sono di Ricky Martin, Belen Rodriguez. Al centro della ventiduesima edizione come sempre le storie di vita delle persone comuni che affidano a Maria il delicato compito di recapitare un messaggio. L’obiettivo quello di recuperare un rapporto, ricucire un distacco, ritrovare un parente perduto, un primo amore mai dimenticato o semplicemente fare una sorpresa ad una persona speciale.
In questa prima puntata a regalare una sorpresa e un momento di gioia sono: la popstar internazionale Ricky Martin e il trio di conduttori di “Tu sì que Vales” formato da Belen Rodriguez e dai campioni di sport e di simpatia Alessio Sakara e Martin Castrogiovanni. Il programma è prodotto da Fascino P.g.t. per Mediaset. Regia di Paolo Pietrangeli.
De André, inediti ‘Sguardi randagi’ in foto HarariA 20 anni dalla morte immagini e parole profetiche di Fabrizio
11 gennaio 201920:45
– FABRIZIO DE ANDRÉ. SGUARDI RANDAGI. LE FOTOGRAFIE DI GUIDO HARARI (RIZZOLI ILLUSTRATI, PP 256, EURO 45). Fabrizio De Andre’, dentro e oltre il suo sguardo. Lo raccontano, a vent’anni dalla morte, l’11 gennaio 1999, le oltre 300 fotografie tra colori e bianco e nero di Guido Harari raccolte nel libro ‘Fabrizio De Andre’. Sguardi randagi’, pubblicato da Rizzoli con la prefazione di Cristiano De Andrè e la postfazione di Dori Ghezzi.”Che effetto fa a me rivedere le foto del passato? E’ come ripercorrere le emozioni che ci hanno accompagnato lungo la nostra vita, soprattutto se a fissarle è la sensibilità di Guido Harari, maestro di quell’arte speciale che cattura il miracolo della natura di quel sorriso unico, quello sguardo unico e irripetibile, generato dallo stato d’animo di un momento, risultato dell’alchimia che mescola i vari sentimenti di un preciso istante: serenità, amore o sofferenza, preoccupazione, disillusione, imbarazzo o complicità, rendendo così immortale un sentimento che altrimenti sarebbe soltanto (il) passato” dice Dori nella postfazione.A Fabrizio “non piaceva farsi fotografare” ma Harari, che per quasi vent’anni è stato uno dei fotografi personali di De Andrè al quale ha dedicato diversi libri, è riuscito a catturare il vero sguardo del poeta, del cantautore e dell’uomo, è stato capace di cogliere e “accettare il ticchettio della sua intelligenza, assecondando i suoi tempi, le manie, le esigenze, procedendo per piccoli spostamenti creativi, da un’idea all’altra, o proprio senza nessuna idea”. Si è formato così un libro “fuori dagli schemi”, di “sguardi rubati, sull’onda dell’estro del momento, dentro e oltre l’ufficialità” come dice Harari che ha aperto il suo archivio per la prima volta integralmente, ma dove si sente soprattutto tutta la forza delle parole di Fabrizio. Il volume sarà presentato oggi a Novara, il 12 gennaio a Torino e il 16 a Genova.Tra gli inediti un ritratto di Fabrizio realizzato sulla scia di una foto del Nobel portoghese José Saramago, che lo aveva affascinato. “Fabrizio s’era invaghito di un ritratto che avevo fatto ad uno dei nostri autori preferiti, il portoghese José Saramago, di cui gli avevo regalato una stampa. Mi spiazzò domandandomi di realizzargliene uno uguale” racconta Harari che scattò “pochi rullini, rimasti fino ad oggi inediti: è che, sottratto a una qualunque atmosfera, Fabrizio – dice – sembrava spegnersi nel puro gioco estetico che lui stesso aveva richiesto”. Scopriamo poi il De Andrè privato, che sorride mentre si fa tagliare i capelli da una radiosa Dori. E poi che stringe in un grande abbraccio Fernanda Pivano, nei camerini del Teatro Smeraldo di Milano nel 1997. La Nanda che scriverà: “Che dolore pensare che foto così non se ne potranno fare più, che riconoscenza che ci sono. Fabrizio c’è stato e ci sarà sempre.Grazie a queste, e grazie a Dori, grazie a canzoni e poesie che appartengono con lui agli enormi spazi profumati dell’eternità”.
Nel volume anche il De Andrè appassionato di astrologia: “godeva a fare l’oroscopo agli amici più stretti: dopo averne tracciato il quadro astrale, si divertiva a indovinarne il futuro”, racconta Harari. Ci sono le prove, gli arrangiamenti, i concerti e il leggendario tour con la Pfm, le sue riflessioni sull’essere padre, sull’alcolismo, sull’essere borghese e sul moralismo. C’e’ l’amore per la natura, ci sono i figli Cristiano chiamato Fabrizietto per la somiglianza con il padre, e Luvi, ritratti anche in una foto insieme. “Guido è stato e rimane l’alchimista che ha saputo tradurre in immagini alcuni passaggi salienti della storia della mia famiglia, quasi ne fosse sempre stato un membro”, scrive Cristiano De Andrè. Insieme al suo sguardo c’è quello di chi lo ha amato in questo viaggio di immagini e parole in un’alchimia che ci fa respirare l’atmosfera in cui era avvolta la vita dell’autore de La canzone di Marinella, di Bocca di rosa e di Crêuza de mä.
C’è “tutto Fabrizio in una foto: la giacca abbandonata sulla sedia, una bottiglia di Glen Grant” come sottolinea Harari e c’e’ tutta la sua forza profetica quando dice: “Oggi, purtroppo, non ci resta che la rassegnazione davanti a un mondo che semmai è cambiato in peggio, a una giustizia e a un’opposizione fantasma. Il canto delle cicale, che apre e chiude Le nuvole, rappresenta l’unica voce di protesta che è rimasta: la gente purtroppo non parla più”.
Mareggiata Portofino regala anforeScoperta di due sub, 15 i reperti individuati
PORTOFINO (GENOVA)11 gennaio 201914:28
– Anfore galliche di epoca romana sono state ritrovate a 50 metri di profondità su un fondale sabbioso nell’area protetta del parco di Portofino.
Secondo gli esperti a favorire la scoperta ha contribuito la devastante mareggiata del fine ottobre scorso. Le anfore individuate sono 15, databili nel primo secolo dopo Cristo. La scoperta è stata fatta da due sub di un diving di Santa Margherita Ligure che hanno coinvolto immediatamente la Soprintendenza archeologica ligure e la Capitaneria di Porto. Il ritrovamento è avvenuto sotto villa Altachiara che fu della contessa Francesca Vacca Augusta, nella zona dello scoglio “della Liscia”. La scoperta è avvenuta alla fine di novembre dello scorso anno, il 10 gennaio è stata recuperata la prima anfora.
Genova in coda per ricordare De AndréGente commossa davanti ai video di Rai Teche
GENOVA11 gennaio 201914:46
– Genova ricorda il ‘suo’ cantautore a 20 anni dalla morte. La giornata dedicata a Fabrizio De André è iniziata in mattinata con una serie di proiezioni, curate da Vincenzo Mollica, di filmati di Rai Teche sul cantautore genovese e è proseguita con un concerto evocativo dei suoi successi. Per ascoltare la ‘storia’ di De André i genovesi e non solo si sono messi pazientemente in coda fin da mezzogiorno dopo aver assistito, alcuni decisamente commossi, ai filmati di Rai Teche proiettati anche nell’atrio di Palazzo Ducale. All’evento ha preso parte anche una piccola rappresentanza della Comunità di san Benedetto al Porto fondata da don Andrea Gallo, il ‘prete di strada’ amico del cantautore genovese. Nel pomeriggio, nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, Dori Ghezzi e Cristiano De André con Luca Bizzarri, Fabio Fazio, Neri Marcoré, Morgan, Gino Paoli e Ivano Fossati ricorderanno Fabrizio De André marito, uomo, padre e amico, oltre che uno dei più grandi cantautori della storia musicale italiana.
Pitti la giacca che si lava in lavatriceLinea TMB by Tombolini. Testimone a Milano Uomo, 11-14 gennaio
FIRENZE11 gennaio 201915:42
– E’ una vera rivoluzione wash&clean: la giacca sartoriale che si può lavare in lavatrice. Fa parte della nuova collezione TMB prodotta da Tombolini, è la linea ZG Washable ed è una delle più rivoluzionarie novità di Pitti Uomo 95, l’edizione del salone fiorentino di maschile cominciato l’8 gennaio, che ora passa il testimone alle sfilate di Milano Uomo in programma fino al 14 gennaio. Da Tombolini il tema del viaggio ha ispirato dunque pratici blazer da mettere in valigia e tirare fuori perfetti, senza pieghe. Una qualità che si unisce a quella della leggerezza dei tessuti e delle combinazioni cromatiche che abbinano beige e marrone, blu e marsala, bianco con tocchi di giallo senape, verde-viola. Con la linea ZG TMB rilancia inoltre la lavorazione Zero Sewing: vestiti senza cuciture e fili per capi che pesano 300 grammi. Per il classico da Brunello Cucinelli l’eleganza è anni ’50. Per l’outdoor C.P. Company presenta le giacche Explorer e Mille, realizzate in Quartz, un nylon multi filamento.
Glass, superuomini al manicomioShyamalan conclude la sua trilogia dopo Unbreakable e Split
11 gennaio 201920:16
L’anarchico, la mente, l’eroe riluttante: sono i tre archetipi che M. Night Shyamalan, proietta in un confronto senza esclusione di colpi fra le mura di un ospedale psichiatrico, in Glass, capitolo finale della trilogia incrociata su un supereroe e due supervillain, in arrivo in sala dal 17 gennaio con Disney. Il versatile regista, con una carriera punteggiata da successi globali e flop da record, tira le fila del racconto iniziato con Unbreakable (2000), dove David Dunn (Bruce Willis), scopriva le sue straordinarie abilità dopo essere stato l’unico sopravvissuto in un disastro ferroviario pianificato dal brillantissimo e letale Mr Glass (Samuel L. Jackson), e proseguita con Split, (2017), ritratto di Kevin Wendell Crumb (James McAvoy), funambolico serial killer abitato dall’Orda, cioè 24 personalità diverse, tra le quali una potentissima e quasi invulnerabile, ‘La Bestia’.A differenza dei film Marvel e DC Comics, Shyamalan non ha adattato un fumetto, ma ha creato i suoi super-personaggi, immergendoli nella vita reale, evitando un utilizzo massiccio di Cgi e tenendo fede al genere che preferisce, il thriller. “Voglio che ciascun film sia un’opera completa, con una sua forza, un suo linguaggio, una sua originalità – dice il regista nelle note di produzione -. Ma la trilogia, nella sua interezza artistica, è più della semplice somma delle parti. I tre film si onorano a vicenda come fratelli e sorelle”. Quella che è stata ribattezzata la ‘Eastrail 177 Trilogy’ (per il ruolo del treno deragliato nel primo film, su tutte le storie) in Glass, riprende da David (Willis), che di giorno vende apparati di sicurezza e di notte si attiva con l’aiuto del figlio, facendo da supervigilante a Philadelphia. Ora è sulle tracce di Kevin Wendell Crumb/La Bestia, che ha di nuovo rapito delle adolescenti.L’inevitabile scontro fra i due superuomini si conclude con l’arresto di entrambi e il confinamento sotto stretta sorveglianza in un ospedale psichiatrico, affidati alle cure di Ellie Staple (Sarah Paulson), psichiatra specializzata in pazienti convinti di essere personaggi dei fumetti. E’ la stessa struttura dove è rinchiuso anche il geniale Elijah Price (Jackson) alias Mr. Glass (per la malattia che lo affligge, l’osteogenesi imperfetta, che rende le sue ossa fragili come vetro), responsabile di centinaia di morti, fra cui gli oltre 130 dell’East 177 Trilogy e sempre più convinto di essere un supercattivo.Riunire i suoi eroi e antieroi nello stesso ambiente permette a Shyamalan di approfondire la tessitura psicologica dei suoi personaggi in particolare nelle loro fragilità, ma il racconto, a confronto con i punti di snodo tipici del genere ‘superhero’, dallo scontro con il mondo esterno ai racconti ‘di origine’ dei personaggi, perde di originalità e potenza. Una caduta che vari critici americani non gli perdonano, soprattutto dopo il grande ritorno alla ribalta con Split, accolto due anni fa con critiche entusiastiche e incassi boom (quasi 280 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di appena 9). Ora sarà pubblico (il film debutterà la prossima settimana negli Usa e in un’altra ventina di Paesi) a decidere se la resa dei conti fra uomini e superuomini sia riuscita. Intano Shyamalan è già al lavoro su un altro thriller psicologico, stavolta in formato serie tv (ancora senza titolo) in 10 episodi per Apple tv.
Gassman, un gigante pieno di malinconiaDomenica 13/1 su Sky Arte il documentario di Fabrizio Corallo
11 gennaio 201920:18
Vittorio Gassman era un gigante pieno di malinconia, un timido esuberante come è per molti introversi. Per conoscere meglio la sua figura di artista eclettico, mattatore e fragile, padre assente e presente, arriva il documentario di Fabrizio Corallo, ‘Sono Gassman! Vittorio, re della commedia’ che, dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma, va in onda domenica 13 gennaio alle 21.15 su Sky Arte. La grandezza del materiale raccolto e delle testimonianze, oltre che stralci di interviste all’attore morto nel 2000, fanno giustizia alla sua vita artistica e indirettamente alla vera e autentica ‘commedia all’italiana’ che resta un momento felice e insuperabile del nostro cinema.”Quando i produttori Adriano De Micheli e Massimo Vigliar mi hanno chiesto di realizzare un suo ritratto filmato – ha spiegato Fabrizio Corallo – sono stato ovviamente lusingato, ma anche consapevole di dover provare a raccontarlo non solo con la sconfinata ammirazione di spettatore incantato, ma anche cercando senza eccessive enfasi e seriosità la misura e il disincanto che lui avrebbe desiderato. Ho tentato così di privilegiare tra le tante ipotesi di racconto soprattutto quella di una doppia metamorfosi di cui Vittorio è stato protagonista nel tempo. La prima, quella che a partire dal film di Monicelli ‘I soliti ignoti’ lo ha trasformato alla fine degli anni ’50 da acclamato interprete teatrale e di film drammatici – da lui giudicati quasi sempre “‘dimenticabili’ – in uno dei più amati attori brillanti del nostro cinema grazie alla straordinaria stagione della cosiddetta ‘commedia all’italiana. La seconda è stata quella che lo ha portato a rivelare col tempo, soprattutto nei suoi ultimi anni di vita, la sua vera natura di persona introversa e ipersensibile, spesso preda di impensabili vulnerabilità”. E proprio questa parte è quella che nel documentario di Corallo fa la differenza. E questo anche attraverso le parole di Monicelli che descrive Gassman “discreto e fragile” e di Fanny Ardant che ne parla come di “un grande timido che si nascondeva”.Scorrono sullo schermo le immagini della moglie, Diletta D’Andrea, dei figli Alessandro, Paola, Vittoria e Jacopo e di Emanuele Salce, cresciuto con sua madre Diletta e con Vittorio e da lui considerato un figlio a tutti gli effetti. E questo accanto a brani di film celebri e filmati di Teche Rai – Cinecittà Luce e Mediaset. Ci sono poi le interviste d’archivio a Gassman, Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola. E ancora i contributi di Stefania Sandrelli, Gigi Proietti, Jean-Louis Trintignant, Giancarlo Giannini e Giovanna Ralli, Carlo Verdone, Paolo Virzì, Paola Cortellesi, Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Marco Risi, Ricky Tognazzi e di osservatori del costume nazionale come Renzo Arbore, Maurizio Costanzo e Valerio Caprara. Tra le cose che rivela il documentario, la volontà scherzosa di Vittorio Gassman di essere, post mortem, impagliato e posto all’ingresso di casa e, infine, la sua lapide in cui si legge davvero un monito non solo attoriale: “Non fu mai impallato”.
Matera 2019: orchestra lucana a PlovdivIntanto nella città dei Sassi arrivano volontari da tre Paesi
MATERA11 gennaio 201916:21
– L’orchestra di Montescaglioso (Matera) – che suonerà musiche di Verdi, Rossini e Puccini – parteciperà all’inaugurazione di “Plovdiv 2019″, la città bulgara che, insieme a Matera, sarà Capitale europea della cultura fino alla fine dell’anno. L’orchestra, diretta da Giovanni Pompeo, è composta da 40 elementi e si esibirà il 12 gennaio a Plovdiv, durante la cerimonia di apertura della Capitale della cultura: il programma prevede arie dell'”Aida” e dal “Nabucco”, dalla “Gazza ladra” e da “Guglielmo Tell”, da “Turandot” e alcune marce di altri autori. A Matera, intanto, in vista dell’inaugurazione dell’anno da Capitale europea della Cultura, il 19 gennaio, stanno per arrivare volontari da tre Paesi europei.
Silvestri, arriva Complimenti ignorantiPrima di Sanremo, assaggio dell’album in uscita in primavera
11 gennaio 201916:53
– Daniele Silvestri è tornato con la sua ironia e un carico di potenza elettronica: arriva l’11 gennaio, su tutte le piattaforme digitali, “Complimenti ignoranti”, una sorpresa per i fan e un assaggio del nuovo album in uscita in primavera per Sony.
L’artista, in attesa del prossimo Festival di Sanremo, la sera di capodanno, sul palco di Reggio Emilia, aveva fatto ascoltare in anteprima al pubblico il brano poco dopo la mezzanotte. Daniele, autocitandosi, gioca con le parole e con i luoghi comuni dei social network nell’era dei fan che demonizzano o osannano gli artisti sul web.
Masterchef All Stars, vince MicheleCannistraro detto il cannibale da passione moto ad amore cucina
11 gennaio 201917:00
– È Michele Cannistraro, soprannominato il ‘cannibale’, il vincitore di “MasterChef All Stars”. 40 anni, di Milano, Michele, ex capocantiere, ha battuto in finale Rubina Rovini e Simone Finetti. La serata finale di “MasterChef All Stars”, il cooking show prodotto da Endemol Shine Italy, è stata vista il 10 gennaio su Sky da 805 mila spettatori medi, un ascolto superiore del +40% rispetto alla seconda edizione di “Celebrity MasterChef Italia”. Michele si è aggiudicato il premio di 100.000 euro interamente devoluti in beneficenza a Liberamensa, l’associazione che, dal 2008, si occupa di offrire opportunità di reintegro ai detenuti del carcere di Torino. Il suo soprannome nacque durante le gare di moto a cui partecipava perché riusciva a vincere all’ultimo. Dal 17 gennaio andrà in onda la nuova edizione di “MasterChef Italia”, ogni giovedì alle ore 21.15 su Sky Uno: in giuria ci saranno Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Antonino Cannavacciuolo e appunto il nuovo giudice Giorgio Locatelli.
‘Rolling Stone’, il nuovo brano di AimaDDal 18 gennaio in radio, viaggio trap del cantante millennial
11 gennaio 201917:02
– Un video con Milano protagonista e un nuovo brano che racchiude le ambizioni di AimaD. Esce il 18 gennaio in radio e su tutte le piattaforme digitali ‘Rolling Stone’ il singolo che anticipa l’album d’esordio (‘La follia dell’esistere’) di prossima uscita del giovane cantante ternano.
Dopo ‘Ilary’, pubblicata qualche mese fa, nel nuovo brano AimaD mostra la sua vena meno romantica, raccontando la voglia di chi partendo dalla provincia vuole conquistare nuove realtà musicali. E Milano diventa la meta ideale del 18enne AimaD, che ha nella trap e nel rap i suoi generi di riferimento. Per raccontare – come appunto in Rolling Stone – la sua voglia di ‘farcela’. La trap in AimaD è solo nel sound, ma nei testi nessun richiamo a violenza: il messaggio è quello di un sano riscatto e il nuovo brano è un viaggio alla ricerca del meglio di sé. Classe 2000, il millennial AimaD – Damiano Bonaventura Casicci il suo nome – è un emergente della scena trap italiana.
Addio Blugirl, arriva be BlumarineDisegnato da Marquez e Fontana, brand accessibile e trasversale
11 gennaio 201917:16
– Andrà a sostituire la storica etichetta Blugirl il nuovo marchio be Blumarine, presentato dai designer Mirko Fontana e Diego Marquez e da Gianguido Tarabini, Amministratore Unico di Blufin.
“Ci siamo guardati intorno e ci siamo detti: ‘perché non utilizzare il nome della prima linea?’ – racconta Tarabini – e poi mi piace molto il ‘to be’, che indica il sentirsi Blumarine”. Rispetto a Blugirl, il nuovo marchio – che arriverà nei negozi a giugno – perde infatti quell’accento ‘young’ che andava a identificare un target essenzialmente giovanile, per andare ad allargarsi in modo trasversale e in chiave più contemporary. Anche i monomarca – una cinquantina nel mondo – cambieranno presto insegna e Tarabini spera anche di allargare ulteriormente la rete di vendita perché “oggi il mercato chiede una moda più accessibile e noi vogliamo che questa linea arrivi alle donne che desiderano vestirsi Blumarine, ma trovare proposte a pressi accessibili”. Un esempio? Abiti a partire da 200 euro al pubblico.
Biuu torna a sfilare a Milano UomoMotivi spaziali e decori Maya per lui e per lei
11 gennaio 201917:17
– Torna a Milano, dopo il debutto dello scorso anno, il brand cinese Biuu, fondato a Parigi nel 2016 dal direttore creativo Wu Hao. E torna a parlare di spazio, con una collezione uomo e 10 look donna che si muovono tra nuvole e astronavi, unendoli a motivi presi dai Maya.
Ecco il bomber dove i decori Maya e le immagini spaziali sono sovrapposte, abbinato al maglione patchwork con astronave ricamata, o il biker da astronauta con interno in velluto devoré. Stesso mood per lei: minibomber grigio, maxigilet trapuntato giallo e stivaletti siderali glitterati. Per la sera, la tuta blu elettrico da mettere con il bomber oversize a motivi pixelati e con dettagli catarinfrangenti.
Dopo aver archiviato il 2017 con un fatturato di oltre 3 milioni di euro, l’azienda punta a raggiungere quota 100 milioni di euro in 3 anni. L’Italia è il punto di partenza del piano di sviluppo: l’idea è di spostare qui una parte della produzione e di aprire anche un negozio e uno showroom.
Sgarbi, crimine libri Cibotto al maceroCritico presenta denuncia-querela ai Carabinieri di Rovigo
VENEZIA11 gennaio 201917:40
– Il critico d’arte Vittorio Sgarbi, dopo un’interrogazione parlamentare presentata a fine dicembre al ministro per i beni culturali Alberto Bonisoli, ha presentato una denuncia-querela ai carabinieri di Rovigo, corredata di materiale fotografico, in merito alla vicenda dei libri gettati al macero dall’Accademia dei Concordi, circa 67 quintali, parte dei quali facevano parte del lascito di Gian Antonio Cibotto, scrittore rodigino morto nel 2017. Al termine Sgarbi ha voluto tenere una conferenza stampa assieme allo scrittore Giancarlo Marinelli e all’editore e libraio Franco Caramanti. “E’ stato commesso un crimine, un delitto contro la città, contro la cultura, contro Cibotto – ha detto – . Quello che è accaduto a Rovigo – ha ripetuto – è grave come l’assassinio Matteotti e l’alluvione del Po, del 1951”.
Riapre dopo 2 anni chiesa Santo SudarioA Torino, cripta ospita il Museo della Sindone
TORINO11 gennaio 201917:41
– Dopo due anni di chiusura e 7 mesi di lavori per il restauro della volta settecentesca, riapre la chiesa del Santo Sudario, l’edificio religioso torinese che da 20 anni ospita nella sua cripta il Museo della Sindone.
L’intervento si era reso necessario in seguito ai gravi danni causati alla decorazione pittorica di Piero Alzeri e Michele Antonio Milocco dalle infiltrazioni d’acqua ed è stato realizzato grazie al sostegno economico di Fondazione Crt, Compagnia di San Paolo e Niaf, il National Italian American Foundation.
“Il restauro degli affreschi – sottolinea la sindaca Chiara Appendino – rappresenta non solo un importante intervento finalizzato alla salvaguardia di un prezioso bene storico e artistico cittadino, ma anche un atto di attenzione e rispetto nei confronti di uno dei simboli, la Sindone, in cui la nostra città ormai da secoli si riconosce”.
La chiesa viene così restituita alla città anche per una fruizione più ampia attraverso mostre, conferenze e concerti.
The New Pope, si gira in Canal Grande”Apparizione” di John Malkovich su un taxi acqueo
VENEZIA11 gennaio 201917:50
– È il giorno della “scena madre” in Canal Grande per The New Pope, la serie targata Sky firmata da Paolo Sorrentino, che in questi giorni ha il set a Venezia. Dopo aver lavorato nei giorni scorsi sulle Fondamenta Nuove e in campo San Giovanni e Paolo, l’11 gennaio la troupe è stata impegnata in una serie di riprese lungo la principale arteria acquea lagunare. Assente il registra premio Oscar, John Malkovich – che nella segreta trama di Sorrentino sarebbe il pontefice sostituto di Jude Law, ricoverato in coma dopo un malore – è “apparso” a bordo di un motoscafo mentre saluta un gruppo di paparazzi che lo segue, nei pressi del Ponte dell’Accademia.
Dal quartier generale all’hotel Bauer, un motoscafo con le insegne vaticane ha prima girato alcune scene a Rialto, quindi nella zona dell’Accademia con Malkovich filmato a salutare i paparazzi. La città ha vissuto questo come qualsiasi altro giorno, con vaporetti e imbarcazioni libere di transitare, turisti e residenti a camminare lungo le rive.
A NY nuovo centro per arti sull’HudsonAncorato alla High Linee Hudson Yards aprirà il 5 aprile
NEW YORK11 gennaio 201917:54
– Il mondo delle arti di New York si sposta sempre più verso l’Hudson: il 5 aprile aprirà lo Shed, nuovo centro culturale ancorato alla High Line che promette di rivoluzionare l’approccio interdisciplinare alle arti come fecero il MoMA a fine anni ’20 e il Lincoln Center negli anni ’60. Potrebbero approdare nell’edificio avveniristico disegnato da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con il Rockwell Group nel cuore degli Hudson Yards anche le sfilate di Fashion Week, ha anticipato WWD, quotidiano specializzato nell’industria della moda. Intanto, per la stagione inaugurale, si è mobilitato il Gotha dell’arte, del teatro, della danza, della poesia, del cinema, della musica classica e del pop: “Volevamo un edificio in grado di creare parità tra tutte le forme artistiche”, ha detto il direttore Alex Potts. La stagione inaugurale include un concerto di Björk diretto da John Tiffany di Harry Potter and the Cursed Child del West End e di Broadway e un musical kung fu con brani rimixati di Sia.
Sold out La fiaba di CenerentolaAll’Auditorium di Torino sabato 12/1 con Orchestra Nazionale
TORINO11 gennaio 201919:01
– Sono stati tutti venduti i biglietti per l’unica data, il 12 gennaio all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, della Cenerentola di Gioachino Rossini con la regia di Manu Lalli, gli attori della Compagnia Venti Lucenti e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Giuseppe La Malfa, il Coro delle Voci bianche di Torino e Provincia istruito da Andrea Sardi e le voci dell’Accademia del Maggio Fiorentino.
Si tratta del terzo appuntamento, dopo due edizioni con ‘Il mago di Oz’, con il progetto speciale ‘Wow! World. Orchestra.
Wonderful’ pensato per avvicinare i giovanissimi alla magia della musica e del teatro, realizzato dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con Miur-Ufficio Scolastico Regionale Piemonte, Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, Assessorato all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica della Città di Torino e con la partecipazione del Centro di Produzione TV Rai di Torino.
Marchetto e Foglietta al DopofestivalSpazio a ‘The Dark Side of Sanremo’, scenografia ‘lunare’
11 gennaio 201919:14
– L’attrice Anna Foglietta e la showgirl Melissa Greta Marchetto affiancheranno Rocco Papaleo al Dopofestival, in onda in diretta dal Teatro del Casinò dal 5 al 9 febbraio su Rai1, dopo le serate del festival: ognuna a rappresentare due anime diverse di quello che, in omaggio ai Pink Floyd, quest’anno è il sottotitolo del Dopofestival, The Dark Side of Sanremo.
A 50 anni dallo sbarco dell’uomo sulla luna – spiega una nota di Viale Mazzini – il Dopofestival renderà omaggio alle stelle della musica e alle canzoni dell’Ariston. E cielo, stelle e luna saranno non solo al centro di una rinnovata scenografia, ma parte integrante di un programma che farà del racconto poetico e di un’ironia stralunata la propria cifra. A trasportare il pubblico in questo mondo sarà Papaleo che insieme a una band musicale accoglierà gli artisti protagonisti del festival giocando con loro, intervistandoli e coinvolgendoli in cameo musicali dove si esibirà lui stesso. E’ previsto anche un collegamento in esterna da Santa Tecla.
Hit parade, Salmo resta al topSul podio Mengoni e i Queen
11 gennaio 201920:30
– Salmo resta in vetta alla hit parade della settimana con l’album Playlist davanti a Marco Mengoni, secondo con il suo Atlantico. Sale al terzo posto ‘Platinum Collection’ dei Queen che, sulla scia del film sulla vita di Freddie Mercury, vedono in classifica anche Bohemian Rhapsody, al settimo posto dopo Sfera Ebbasta, sesto con Rockstar.
Scendono dal terzo al quarto posto i Maneskin con Il Ballo della Vita seguiti da Ultimo con Peter Pan. E fa un balzo dalla quindicesima alla nona posizione Capo Plaza con 20 che si piazza dopo Eros Ramazotti, saldo in ottava posizione con Vita ce n’è.
Al decimo posto degli album Giorgia con Pop Heart.
Tra i singoli sempre primo Il cielo in una stanza di Salmo con Nstasia. New entry al secondo posto per ‘Che cazzo ridi’, il nuovo brano di Fedez feat. Tedua & Trippie Redd che fa scendere al terzo posto i Maneskin con Torna a casa.
Tra i vinili, il primo posto spetta sempre ai Pink Floyd con il classico The Dark Side of The Moon che sono terzi con The Wall e quinti con Wish you were here. Al secono posto i Queen con Greatest Hits I.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 4 al 10 gennaio 2019 1) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY) 2) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY) 3) PLATINUM COLLECTION, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC) 4) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY) 5) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES) 6) ROCKSTAR (POPSTAR EDITION), SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC) 7) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC) 8) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC) 9) 20, CAPO PLAZA (STO RECORDS/ATLANTIC RECORDS – WMI) 10) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA S.R.L.-SONY) Questa la classifica dei singoli digitali più venduti: 1) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT. NSTASIA (EPIC-SME) 2) CHE CAZZO RIDI, FEDEZ FEAT. TEDUA & TRIPPIE REDD (EPIC-SME) 3) TORNA A CASA, MNESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME) 4) HOLA, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SME) 5) CALMA REMIX, PEDRO CAPà E FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME) Infine, la classifica dei vinili: 1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI) 2) GEATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC) 3) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI) 4) NEVERMIND, NIRVANA (GEFFEN RECORDS/USM-UNIVERSAL MUSIC) 5) WISH YOU WERE HERE, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)
D’Angelo e D’Alessio, la prima volta insieme21, 22 e 23 giugno concerto all’Arena Flegrea di Napoli
NAPOLI11 gennaio 201920:05
Prima volta insieme per due icone della musica partenopea: Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio saranno i protagonisti di una grande festa della musica il 21, 22 e 23 giugno a Napoli sul palco dell’Arena Flegrea. I due artisti sono legati da una lunga amicizia quasi trentennale, ma da sempre sono considerati artisticamente rivali anche a causa del loro pubblico, vere e proprie ‘tifoserie’ che spesso si sono considerate antagonisti.
“Oltre ad essere la festa della musica, il 21 giugno è anche il compleanno di Nino e l’onomastico di Gigi. Avendo tanti parenti con una grande famiglia, abbiamo pensato di annunciare direttamente tre date” dicono scherzosamente i due artisti.
Sul palco ci sarà ad accompagnarli una super band formata dai musicisti di entrambi, della quale fanno parte Alfredo Golino alla batteria, Giorgio Savarese e Lorenzo Maffia alle tastiere, Roberto D’Aquino al basso, Maurizio Fiordiliso e Pippo Seno alle chitarre, Agostino Mennella alla batteria, Massimo Gargiulo alle tastiere e pianoforte, Guido Russo al basso, Mimmo Langella e Franco Ponzo alle chitarre, e la vocalist Milly Ascolese. RTL 102.5 è media partner dell’evento. [print-me title=”STAMPA”]
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