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Fuga di manager da Snapchat, titolo affonda in Borsa
Tim Stone va via dopo meno di un anno
NEW YORK16 gennaio 2019 15:03
Snap perde un altro pezzo. Il chief financial officer Tim Stone lascia dopo meno di un anno, creando ancora piu’ confusione all’interno della societa’ a cui fa capo Snapchat. Stone restera’ in Snap per assistere nella ricerca del suo successore e per facilitare la transizione.Stone e’ entrato in Snap lo scorso maggio dopo quasi 20 anni ad Amazon. Stone ”ha avuto un grande impatto nel breve periodo” in cui e’ stato in Snap, afferma Evan Spiegel, l’amministratore delegato di Snap. L’uscita di Stone si va ad aggiungere a quella del responsabile delle risorse umane, Jason Halpert, e del chief strategy officer Imran Khan.Con l’uscita di Stone Snap affonda in Borsa. I titoli della societa’ a cui fa capo Snapchat arrivano a perdere oltre il 10%, esattamente il 10,28%.
AstroLuca prepara passeggiate spaziali con la realtà virtualeSi sta addestrando a Houston anche con simulazioni al computer
16 gennaio 201917:25
La realtà virtuale per addestrarsi alle passeggiate spaziali: la sta utilizzando a Houston, l’astronauta Luca Parmitano, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), in vista della missione Beyond.
Oggi, infatti, gli astronauti usano anche le simulazioni al computer per prepararsi alla vita sulla Stazione Spaziale. L’astronauta italiano, a esempio, si sta addestrando nel Virtual Reality Laboratory del Johnson Space Center della Nasa, per affrontare il percorso e le attività all’esterno della Stazione Spaziale, in modo da prepararsi a prendere decisioni e ad agire rapidamente se si troverà all’esterno del laboratorio orbitale.
Il suo comportamento durante la passeggiata da brivido che aveva affrontato nel 2013, nella sua prima missione ‘Volare’ dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), a esempio, secondo la Nasa gli aveva salvato la vita. Un guasto nella tuta infatti aveva provocato una perdita d’acqua nel casco dell’astronauta, ma grazie all’addestramento, AstroLuca non si era fatto prendere dal panico e aveva riferito le sue condizioni cercando di muoversi il meno possibile, per evitare movimenti dell’acqua dentro il casco.
Parmitano si sta addestrando a Houston, a Star City vicino a Mosca, e all’European Astronaut Center di Colonia, per prepararsi alla sua nuova missione di sei mesi. La partenza è prevista nel luglio 2019, insieme all’astronauta della Nasa, Andrew Morgan, e al cosmonauta dell’agenzia Spaziale russa Roscosmos, Alexander Skvortsov.
Durante la seconda parte della missione, Parmitano sarà al comando della Stazione Spaziale, diventando il primo italiano e il terzo astronauta europeo a ricoprire questo ruolo. In vista di assumere questa stimolante responsabilità ha detto di vedersi “come un facilitatore: il mio obiettivo sarà quello di mettere tutti nella condizione di lavorare al meglio delle loro capacità”.
Alibaba: svolta ‘glocal’ di AliExpress con Italia e PmiWang
: ‘Sarete il punto di riferimento per i prossimi 5-10 anni’
HANGZHOU16 gennaio 201918:39
Alibaba Group prosegue la corsa nell’e-commerce e prepara la svolta “glocal”: scommette su Italia e sue Pmi, al centro delle strategie di AliExpress, la piattaforma retail che permette ai consumatori nel mondo di acquistare direttamente in Cina da produttori e distributori. Wang Mingqiang, d.g AliExpress, non ha dubbi sulla scelta e dice di “aver avuto una grande impressione” del Belpaese e del made in Italy, grazie alla miscela unica di diversità di aziende e prodotti, di tradizione e innovazione. Nel campus di 30.000 persone di West Wenyi Road ad Hangzhou, Wang spiega i piani che vedranno a fine marzo (magari alla presenza del patron Jack Ma) il lancio formale della piattaforma in Italia per venditori italiani con l’ambizione di sostenere la loro proiezione globale. “Per i prossimi 5-10 anni faremo dell’Italia il Paese principale di riferimento per la vendita in Italia, Europa e mondo, generando volumi di miliardi di euro o dollari. Convinti che l’Italia abbia il potenziale”.Wang racconta lo stupore provato durante i viaggi italiani nel vedere “la diversità di tipi di aziende, dalle botteghe familiari alle multinazionali”. Racconta la visita a un’azienda toscana di divani giunta alla quarta generazione: “Ho visto una grande lavorazione fatta a mano, qualità del design e un prezzo ragionevole. Sono convinto che un prodotto del genere possa avere successo in Italia, in Europa e anche in Cina”.Cita poi la sorpresa della visita a una fabbrica di abbigliamento per uomo: “Laboratori di produzione nel retro e showroom all’ingrosso davanti, ma di un design, di uno stile e di un’eleganza come fosse un grande negozio. Ci siamo resi conto che l’essenza del business è il prodotto. L’Italia, centro manifatturiero dal tessile all’abbigliamento e ai mobili, ha il potenziale ideale”. AliExpress è la piattaforma BtoC che opera in 220 Paesi con un sistema supportato da 20 lingue in Europa, Russia, Nord e Sud America Nord e Medio Oriente. “La strategia del gruppo Alibaba è stata sempre di comprare da tutto il mondo e vendere in tutto il mondo, crossboarder”. All’inizio, è stato “più facile partire dalla Cina, da prodotti d’appeal come giocattoli, elettronica e abbigliamento, ma non abbiamo smesso di esplorare le possibilità in altri Paesi, come Russia e Spagna”. Il “global diventa glocal”. Con l’Italia il passaggio successivo: creare un mercato di e-commerce locale capace di diventare globale. “I tempi sono maturi: nel 2018 – rileva Wang – abbiamo avuto 150 milioni di compratori, quando nel 2017 erano 100 milioni. E’ un ritmo di crescita rapido che conta sul miglioramento dei servizi; sulla volontà di aiutare gli utenti a crescere; sull’intelligenza artificiale e gli algoritmi capaci di processare grandi volumi di dati”.Il proteziomismo e le sue barriere “sono negative per l’economia mondiale”, ma “noi pensiamo di superarle fino a quando saremo vicini a venditori e consumatori aiutando a creare business e posti di lavoro”. Mentre sono in corso le prove tecniche della piattaforma, l’obiettivo è partire a fine marzo con “centinaia di venditori e migliaia nel 2020. Nel futuro, in tutto il mondo, puntiamo a un milione di di Pmi e in Italia, nostro focus, auspichiamo di avere 100mila venditori”. Qin Qing, capo del progetto Italia, vede ampi margini di crescita nel BtoC, sottodimensionato. “C’è una cultura in Italia cambiata con le nuove generazioni. Abbiamo trovato l’attenzione delle istituzioni, ad esempio il sindaco di Firenze (Dario Nardella, ndr). Pensiamo si debbano costruire le infrastrutture di e-commerce e puntare sulla formazione. Per questo, ci saranno progetti con Camere di commercio e università”.
Tar, ministeri informino sui rischi dei cellulariEntro sei mesi campagna informativa su impatto salute e ambiente
16 gennaio 201917:28
I ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, entro sei mesi al massimo, dovranno adottare una campagna informativa sulle corrette modalità d’uso di telefonini e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un loro uso improprio. L’ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo parzialmente un ricorso proposto dall’Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog.
L’associazione si era rivolta ai giudici amministrativi per contestare l’inerzia serbata dai ministeri in relazione a un atto di diffida del 28 giugno 2017 diretto a promuovere l’adozione di provvedimenti finalizzati all’informazione capillare della popolazione, nonché per obbligare i ministeri a emanare il decreto del febbraio 2001 contenente la “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”. Il Tar ha ritenuto inammissibile la richiesta diretta a ottenere l’emanazione del decreto ministeriale “per difetto assoluto di giurisdizione, venendo in rilievo il mancato esercizio di poteri di natura normativa”.
Cosa diversa in merito al mancato avvio da parte dei Ministeri competenti di una campagna informativa rivolta alla intera popolazione. Per i giudici – se ne dà conto in sentenza – dagli atti depositati in giudizio, infatti, risulta che già il 16 gennaio 2012 il Ministero della Salute aveva evidenziato che il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all’uso del cellulare fosse alla costante attenzione del Ministero stesso, evidenziando come il Consiglio Superiore di Sanità, in un parere del 15 novembre 2011, aveva rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non fosse dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l’ipotesi di un rapporto causale non potesse essere del tutto esclusa in relazione a un uso molto intenso del telefono cellulare, e comunque raccomandato di mantenere vivo l’interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema. [print-me title=”STAMPA”]
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