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Francia: 5 fermi per attacco Strasburgo
Sospettati di aver fornito l’arma a Cheriff Chekatt
PARIGI29 gennaio 2019 10:32
– Cinque persone sono state fermate in Francia nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato al mercatino di Strasburgo. I fermati sono sospettati di essere coinvolti nella fornitura dell’arma all’attentatore Cherif Chekatt.
L’11 dicembre scorso, il ragazzo schedato con la lettera ‘S’ dei radicalizzati a rischio uccise cinque persone, tra cui il giornalista italiano Antonio Megalizzi morto tre giorni dopo, nei pressi del mercatino di Natale di Strasburgo.
Riad nega accesso team Onu a consolatoTeam arrivato ieri a Istanbul per indagare su omicidio reporter
ISTANBUL29 gennaio 201911:17
– Le autorità dell’Arabia Saudita hanno negato stamani l’ingresso nel loro consolato di Istanbul al team di esperti Onu guidato da Agnes Callamard, relatrice speciale sulle Esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, giunto ieri in Turchia per indagare sull’uccisione di Jamal Khashoggi. Lo riferisce Ntv.
Brasile: crollo diga, 65 morti accertatiI dispersi sono 279 per i quali si nutrono pochissime speranze
N PAOLO29 gennaio 201911:20
– Man mano che si estraggono corpi dal fango, aumenta il bilancio ufficiale delle vittime del crollo della diga di rifiuti minerali a Brumadinho, nel Minas Gerais, venerdì scorso: secondo l’ultimo bollettino dei soccorsi, i morti accertati sono ormai 65, dei quali 31 sono stati finora identificati.
I dispersi, per i quali si nutrono pochissime speranze di ritrovarli in vita, sono 279.
Gaza: breve riapertura del valico RafahChiuso due settimane fa per dissensi fra Hamas e Abu Mazen
29 gennaio 201911:21
– Il valico di Rafah fra Gaza ed il Sinai egiziano è stato riaperto stamane nei due sensi, dopo una chiusura di due settimane. Di conseguenza circa 150 palestinesi saranno ammessi oggi in Egitto mentre la lista di attesa per gli altri – secondo fonti locali – è stimata in 15 mila persone.
A quanto pare le uscite da Gaza saranno nuovamente bloccate da domani per il persistere di dissensi fra il presidente Abu Mazen, che ha ritirato i propri funzionari da Rafah, e Hamas che ancora non ha raggiunto con l’Egitto nuove intese per la gestione del valico.
Le tensioni fra Hamas e Abu Mazen si sono peraltro accresciute ieri con il diffondersi di notizie sulla possibile dissoluzione del governo “di riconciliazione nazionale” guidato da Rami Hamdallah e su una sua sostituzione con un nuovo esecutivo in cui, a quanto pare, non ci sarebbe alcuna rappresentanza di Gaza.
Venezuela: Lavrov, Usa vogliono il golpeMinistro Esteri russo, violano diritto internazionale
MOSCA29 gennaio 201911:40
– “Siamo preoccupati per ciò che gli Stati Uniti e i suoi più stretti alleati stanno facendo nei confronti del Venezuela, violando apertamente tutte le norme immaginabili del diritto internazionale e perseguendo apertamente una politica volta a rovesciare il governo legittimo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, citato dalla Tass.
Olp a Onu, sì a osservatori in PalestinaErekat replica ad opposizione di Israele a osservatori Hebron
29 gennaio 201911:44
– TEL AVIV
– “Facciamo appello all’Onu affinché garantisca la sicurezza e la protezione del popolo della Palestina e dislochi una ‘Presenza internazionale permanente’ nella Palestina occupata, Gerusalemme est inclusa, fino al termine della occupazione militare israeliana”: questo l’appello lanciato oggi dal segretario generale dell’Olp Saeb Erekat in seguito all’annuncio di Israele di rifiutare la presenza di osservatori internazionali a Hebron, in Cisgiordania.
Venezuela:Cina,Usa responsabili sanzioni’No misure unilaterali, rendono situazioni solo più complicate’
PECHINO29 gennaio 201911:49
– Gli Usa dovrebbero farsi carico delle responsabilità delle sanzioni sul Venezuela e il petrolio della compagnia statale PDVSA. La Cina, che si oppone a simili misure unilaterali, rimanda all’esperienza storica da cui emerge che le interferenze straniere “rendono solo le situazioni più complicate”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang. “Le sanzioni sul Venezuela porteranno a deteriorare le condizioni di vita della popolazione” e gli Usa “dovrebbero farsi carico delle responsabilità legate alle gravi conseguenze”.
Venezuela:Mosca,sanzioni Usa illegittime’Aderiamo a giudizio Maduro’
MOSCA29 gennaio 201911:55
– Le sanzioni statunitensi contro la compagnia petrolifera venezuelana (Pdvsa) sono “illegittime”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “La leadership venezuelana ha già descritto queste sanzioni come illegittime e noi aderiamo pienamente a questo punto di vista”, ha affermato Peskov ricordando “l’atteggiamento coerente di Mosca a tali restrizioni, alle quali i colleghi americani stanno cominciando a ricorrere sempre più spesso”. Lo riporta Interfax.
Dimesso premier palestinese HamdallahAncora non è noto se il presidente Abu Mazen le accetti
29 gennaio 201912:21
– Il primo ministro palestinese Rami Hamdallah ha rassegnato le dimissioni del suo governo di ‘riconciliazione nazionale’. Lo rende noto la agenzia di stampa Maan secondo cui l’annuncio e’ giunto durante una riunione del consiglio dei ministri. Hamdallah ha precisato che il suo governo continuera’ ad operare fino alla costituzione di un nuovo esecutivo.Questo sviluppo era dato per scontato fin da ieri negli ambienti politici di Ramallah secondo cui l’Olp e’ adesso impegnata a formare un nuovo governo che sia guidato da un esponente di al-Fatah. Il presidente Abu Mazen comunque non ha ancora reso noto se accetti o meno le dimissioni di Hamdallah.
Venezuela: Onu, 40 morti in sette giorni850 arresti, 700 nella sola giornata autoproclamazione GuAidò
GINEVRA29 gennaio 201912:54
– Almeno 40 persone sono rimaste uccise “in diversi modi” durante le recenti proteste in Venezuela, di cui 26 dagli spari delle forze di sicurezza. Lo rende noto il portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani, Rupert Colville, precisando che anche un membro della Guardia Bolivariana risulta ucciso nello Stato di Monaqas. Tra il 21 e il 26 gennaio sono inoltre state arrestate 850 persone, tra cui 77 minori. Circa 700 arresti sono avvenuti nella sola giornata del 23, quando il presidente del Parlamento Juan Guaidò si è autoproclamato presidente ad interim.
Migranti: Ue, priorità è sbarco’La Commissione segue da vicino e coordina sulla Sea Watch 3′
BRUXELLES29 gennaio 201913:00NE
– “La commissione sta seguendo da vicino la vicenda” della Sea Watch 3 “fin dall’inizio e stiamo avendo un ruolo di coordinatore attivo, come ci è stato chiesto, e come fatto in altri casi simili in passato, per facilitare lo sbarco delle persone sulla Sea Watch 3”. Così una portavoce della Commissione Ue, precisando che “per la Commissione la priorità è la sicurezza delle persone a bordo e per tutti noi dovrebbe essere di facilitare questo sbarco il prima possibile.
La Commissione Ue sta prendendo contatti con vari Paesi”.
“La Commissione europea crede fortemente che servano in modo urgente delle soluzioni prevedibili per assicurare che ogni volta che ci troviamo in casi simili gli sbarchi si effettuino senza ritardo e in modo sistematico”, ha aggiunto.
Moavero,con Abu Mazen parlato di dialogoMinistro, accordo sia su base giusta ed equa
29 gennaio 201913:10NE
– “Abbiamo parlato del dialogo e della necessità di portare avanti il processo di pace in termini giusti ed equi”. Così il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha sintetizzato l’incontro avuto oggi alla Muqata con il presidente palestinese Abu Mazen.
“Il dialogo è essenziale – ha proseguito il ministro – perché con esso si costruisce la fiducia e con questa si può arrivare all’accordo. Questo è stato lo spirito del colloquio e di questi incontri”.
Brasile: crollo diga, 5 arrestiPer certificati sicurezza
SAN PAOLO29 gennaio 201913:12
– Cinque ingegneri che hanno certificato l’idoneità delle misure di sicurezza della diga di rifiuti minerali di Brumadinho – crollata venerdì scorso causando la morte di almeno 65 persone – sono stati arrestati su ordine della Procura federale.
Fonti giudiziarie citate dai media locali hanno precisato che due degli arresti sono avvenuti a San Paolo e tre nel Minas Gerais, dove si trova la miniera di Corrego do Feijao, di proprietà della multinazionale brasiliana Vale, alla quale apparteneva la diga che è crollata.
Le stesse fonti hanno aggiunto che le autorità stanno raccogliendo materiale per verificare se le società esterne che certificavano le condizioni di sicurezza negli stabilimenti della Vale hanno commesso qualche irregolarità.
Siria: autobomba nel nord-ovest, 2 mortiOng, i feriti sono 5
29 gennaio 201913:17
– Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite oggi a causa di un attentato suicida a Idlib, capoluogo dell’omonima regione nel nord-ovest e fuori dal controllo governativo. Secondo fonti locali e l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, l’attentato – realizzato con un’autobomba – ha preso di mira la sede del governo di salvezza nazionale, espressione politica dell’ala siriana di al Qaida, che domina la regione di Idlib.
Asia Bibi: Tajani, incubo finitoHa diritto vita in sicurezza
BRUXELLES29 gennaio 201913:25
– “L’innocenza di Asia Bibi è confermata, l’incubo è finito! Dopo le ingiuste accuse e il carcere, per la sola ‘colpa’ di essere cristiana, ora ha il diritto di rifarsi una vita in sicurezza con la sua famiglia.
Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a fare giustizia”.
Così in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
Poroshenko conferma: ‘mi ricandido’Le presidenziali ucraine sono in programma il 31 marzo
MOSCA29 gennaio 201914:24
– Il capo di Stato ucraino Petro Poroshenko ha annunciato la sua candidatura alle presidenziali del 31 marzo confermando ufficialmente la sua intenzione di correre per un secondo mandato.
Poroshenko ha fatto sapere di volersi candidare durante un incontro del suo partito ‘Blocco Poroshenko’ al Centro espositivo internazionale di Kiev. Che intendesse candidarsi era in realtà noto da tempo, visto che da qualche mese nelle città ucraine sono presenti suoi manifesti elettorali. Il presidente ucraino ha promesso che, in caso di rielezione, continuerà a perseguire l’ingresso di Kiev nell’Unione europea e nella Nato.
Dazi: Mnuchin, attesi progressi con CinaIn nuovo round di trattative che si apre domani a Washington
NEW YORK29 gennaio 201914:40
– Il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, si attende “significativi progressi” dal nuovo round di trattative commerciali con la Cina, che si apre domani a Washington. In un’intervista a Fox Business, Mnuchin spiega come il caso Huawei sia separato dalle trattative commerciali.
India: Modi a studenti, non solo esamiL’incontro col premier seguito obbligatoriamente nelle scuole
NEW DELHI29 gennaio 201914:41
– “Ricordate che esiste la vita, oltre agli esami”: lo ha detto il premier indiano Narendra Modi nel corso di Pariksha Pe Charcha, l’incontro interattivo con oltre 2000 studenti, docenti, e genitori dei ragazzi, che si è svolto questa mattina nello stadio Talkatoria, a Delhi. L’incontro, che replicava il primo, di un anno fa, organizzato in vista degli esami di mid-term per gli studenti delle superiori, che inizieranno ai primi di febbraio, si poteva seguire in diretta dalla rete televisiva nazionale Dooradarshan. Il quotidiano Times of India scrive che, per l’occasione, lo stato del Gujarat, di cui Modi fu Governatore per tre mandati, ha imposto la visione obbligatoria dell’incontro ad oltre 10 mila scuole e ha chiesto ai responsabili di tutti gli istituti di stendere rapporti sulla partecipazione degli studenti e dei professori all’evento.
May: impegno a cambiare l’accordo BrexitLa premier pronta a negoziare con l’Ue modifiche sul ‘backstop’
LONDRA29 gennaio 201915:02
– Theresa May è pronta a cercare di negoziare con l’Ue modifiche all’accordo di divorzio raggiunto a novembre che introducano garanzie “vincolanti” contro il contestato meccanismo del backstop per l’Irlanda. La premier lo ha detto inaugurando oggi la ripresa del dibattito ai Comuni sul ‘piano B’ sulla Brexit, sullo sfondo del sostegno del governo a un emendamento ad hoc del deputato Graham Brady, mirante a ricompattare la maggioranza e a far rientrare il dissenso dei Tory brexiteers e degli alleati unionisti nordirlandesi del Dup.
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Asia Bibi, confermata assoluzione, può lasciare il Pakistan
La Corte Suprema respinge richiesta su revisione sentenza
ISLAMABAD29 gennaio 201914:37
La Corte Suprema del Pakistan ha confermato l’assoluzione di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte nel 2010 per blasfemia e rilasciata lo scorso ottobre. Ora la donna può lasciare il Paese dove era trattenuta, tra le minacce di morte degli islamisti, fino alla decisione dell’Alta Corte sul ricorso contro l’assoluzione. Secondo il giudice Asif Saeed Khosa, presidente dei tre membri della Corte chiamati a rivedere il caso, il firmatario del ricorso “non è stato in grado di individuare alcun errore nel verdetto della Corte Suprema che ha assolto Asia Bibi”. Durante l’udienza di oggi, l’avvocato Ghulam Ikram, legale del ricorrente Qari Muhammad Salaam, aveva chiesto che a giudicare la richiesta fosse un tribunale più ampio che includesse anche religiosi islamici e ulema. Dura la risposta del presidente: “Il verdetto è stato emesso sulla base di testimonianze. Secondo l’Islam una persona dovrebbe essere punita anche se non è stata giudicata colpevole? Ci dimostri cosa c’è di sbagliato nel verdetto”.”L’innocenza di Asia Bibi è confermata, l’incubo è finito! Dopo le ingiuste accuse e il carcere, per la sola ‘colpa’ di essere cristiana, ora ha il diritto di rifarsi una vita in sicurezza con la sua famiglia. Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a fare giustizia”. Così in un tweet il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. [print-me title=”STAMPA”]
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