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Artigianato: Cgia, in 10 anni perse 165 mila imprese
Emorragia senza fine. Solo nel 2018 perse 16.300 attività
VENEZIA02 febbraio 201911:01
L’emorragia delle imprese artigiane, secondo la Cgia di Mestre, continua.Se nell’ultimo anno (2018 su 2017) lo stock complessivo presente in Italia è sceso di oltre 16.300 unità (-1,2%), negli ultimi 10 anni, invece, la contrazione è stata pesantissima: -165.500 attività (-11,3%). Una caduta che non ha registrato soluzioni di continuità in tutto l’arco temporale analizzato (2018-2009).Al 31 dicembre scorso, invece, il numero totale delle imprese artigiane attive in Italia si è attestato poco sopra 1.300.000 unità. Di queste, il 37,7% nell’edilizia, il 33,2% nei servizi, il 22,9% opera nel settore produttivo e il 6,2% nei trasporti.
Banche: da 2015 crediti deteriorati -39%Studio Ey, anche grazie a Gacs transazioni a 80 miliardi
02 febbraio 201916:43
Le Non performing exposures (Npe) del sistema bancario italiano sono in forte miglioramento: il totale al lordo delle svalutazioni è passato dai 341 miliardi del dicembre 2015 ai 209 miliardi del settembre scorso. Lo afferma uno studio di Ey, il gruppo di Ernst & Young di revisione e organizzazione contabile.Secondo la ricerca, la gestione degli Utp (Unlikely to pay, uno dei capitoli che con gli Npl formano gli Npe) è diventata una priorità per le banche italiane, con un valore dei crediti incagliati nei bilanci al netto degli accantonamenti di 52 miliardi.Nel 2018, anche grazie al successo dello schema Gacs sulle cartolarizzazioni, le transazioni annunciate hanno raggiunto un volume di quasi 80 miliardi, con un incremento di quasi il 40% rispetto al 2017. “Nel corso dell’anno è proseguito l’impegno delle principali autorità europee per la riduzione dello stock di Npe e la definizione di livelli comuni di accantonamento, i cui impatti saranno significativi anche nei prossimi anni”, aggiunge Ey.
Reddito: lunedì sarà presentato il sitowww.redditodicittadinanza.gov.it
02 febbraio 201916:42
Il sito che consentirà di avere informazioni sul reddito di cittadinanza e poi dal mese prossimo di inviare telematicamente la domanda per il sussidio se si possiede l’identità digitale Spid che sarà presentato lunedì 4 dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, si chiamerà http://www.redditodicittadinanza.gov.it. Il nome è contenuto in un opuscolo dell’Inps che sarà presto pubblicato che spiega con le risposte a 21 domande i principali temi che riguardano il Reddito.
L’opuscolo spiega che la domanda per il Rdc può essere presentata “in modalità cartacea presso gli uffici postali avvalendosi del modulo di domanda predisposto dall’Inps, a partire dal 6 marzo 2019, ai Centri di assistenza fiscale (con le modalità che saranno comunicate successivamente) oppure “on line, direttamente sul sito del ministero del Lavoro al link http://www.redditodicittadinanza.gov.it tramite le credenziali Spid”.
Visco, mondo rallenta ma Italia peggioScontro con Ue ha pesato. Rimane incertezza sui conti 2020-21
02 febbraio 201911:24
– Senza “risultati consistenti sul piano strutturale” attraverso le riforme “quelli che a livello internazionale sono rallentamenti di natura congiunturale tendono da noi a trasformarsi in un ristagno o in un calo dell’attività produttiva”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco all’Assiom Forex che per il 2019 vede “fattori di rischio rilevanti, di origine sia internazionale che interna”. Visco, che individua nello scontro con l’Ue sulla legge di bilancio a fine 2018, l’effetto negativo sulla domanda interna e sulle spread, ritiene che “l’incertezza sulla politica di bilancio non si è dissipata”. “L’accordo con la Commissione è stato raggiunto per il 2019 – afferma – ma per il 2020-21 restano da definire numerosi aspetti e, specialmente, il futuro delle cosiddette clausole di salvaguardia”. Si tratta degli aumenti Iva messi ora a garanzia, che il governo punta a cancellare, che valgono 23 miliardi di entrate per il 2020 e di 29 miliardi per il 2021.
74 milioni a 166 famiglie sfollati ponteStrutture commissariale prosegue evasione domande zona rossa
GENOVA02 febbraio 201916:25
– Prosegue il lavoro degli uffici della Struttura Commissariale per evadere i mandati di pagamento per gli immobili e le aziende della zona rossa di ponte Morandi a Genova. Rispetto alla scorsa settimana (le procedure sono iniziate il 25 gennaio), 166 nuclei famigliari sono destinatari del mandato di pagamento, per un totale di circa 74 milioni di euro. I tempi per l’effettivo accredito del bonifico dipendono dalle tempistiche dei singoli istituti di credito fa notare in una nota la struttura commissariale.
Il lavoro degli uffici riprende da lunedì – primo giorno utile per la contabilità bancaria – per garantire ai cittadini e alle aziende coinvolte che il saldo avvenga nei tempi più rapidi possibili. [print-me title=”STAMPA”]
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