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Khamenei, negoziare con Usa porta danni
La Guida dell’Iran parla nel giorno della Conferenza di Varsavia

ISTANBUL13 febbraio 201912:23

– Eventuali “negoziati con gli Stati Uniti non porteranno altro che danni materiali e spirituali”. Lo ha detto la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Seyyed Ali Khamenei, nel giorno in cui si apre la conferenza di Varsavia sul Medio Oriente, promossa dagli Usa anche in funzione anti-Teheran.
Black List Ue contro il riciclaggioTunisia, Arabia Saudita, Iran tra 23 giurisdizioni ‘inadeguate’

BRUXELLES13 febbraio 201912:58

– Dopo la black list dei paradisi fiscali, la Ue ha preparato anche quella dei Paesi terzi che non hanno norme adeguate contro il riciclaggio di denaro sporco e i flussi sospetti, e quindi favoriscono indirettamente il finanziamento ai terroristi e alla criminalità organizzata. Arabia Saudita, Tunisia, Afghanistan, Iran, Iraq, Panama, Etiopia, Libia, Nigeria, Bahamas e Isole Vergini americane, sono alcuni dei 23 Paesi presenti nella nuova lista della Commissione Ue. L’elenco, spiega Bruxelles, “aiuta le banche e gli altri soggetti sottoposti alla normativa antiriciclaggio dell’Ue a individuare i flussi sospetti di denaro, perché li obbliga ad effettuare controlli rafforzati sulle operazioni finanziarie che coinvolgono clienti e istituti finanziari dei Paesi terzi ad alto rischio” che compaiono nella lista.
Amb.Parigi verrà a Roma a momento giustoIl diplomatico era stato richiamato in Francia per consultazioni

PARIGI13 febbraio 201913:11

– L’ambasciatore di Francia a Roma, Christian Masset, rientrerà in Italia “al momento opportuno”: questa la risposta di un portavoce del Quai d’Orsay, Nicolas Durieu, alla domanda di un giornalista sui tempi del rientro del diplomatico dopo la telefonata di ieri fra i presidenti Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron.
Masset era stato richiamato a Parigi per consultazioni lo scorso 7 febbraio.
Brexit: negoziatore, o accordo o rinvioMa ministro smentisce. E opposizioni preparano nuova sfida

NDRA13 febbraio 201913:22

Riprendono fiato le congetture su un possibile rinvio della Brexit nel Regno Unito, sullo sfondo della sensazione d’impasse del negoziato con l’Ue sul backstop che la richiesta di due settimane in più avanzata ieri da Theresa May ai Comuni non ha fugato. A riproporre lo scenario è stato Olly Robbins, capo negoziatore tecnico di Downing Street, che – ‘intercettato’ da Itv – ha evocato la disponibilità di Bruxelles a concedere anche una proroga “di lunga durata” in caso di mancata approvazione a Westminster di un accordo.
Il ministro per la Brexit, Stephen Barclay, si è affrettato a smentirlo: “Accordo o rinvio non è la politica del governo”, ha troncato oggi. Ma il messaggio ‘trapelato’ pare perfettamente calibrato come un monito ai ai brexiteers a far passare alla fine l’accordo May pena uno slittamento a chissà quando.
Slittamento a cui viceversa l’opposizione laburista e un drappello di ribelli Tory pro-Remain vorrebbero inchiodare la premier, riproponendo presto un emendamento anti-no deal.
Spagna verso le elezioni, bocciata la finanziaria di Sanchez Voto del parlamento accelera la crisi del governo socialista

febbraio 201913:24

Il Parlamento spagnolo ha rigettato la Finanziaria 2019 proposta dal governo socialista di Pedro Sanchez. Si apre così la strada alle elezioni anticipate.

Traballa in Spagna il governo Sanchez, uno dei pochi baluardi rimasti alla sinistra europea, provato dalle pressioni incrociate degli indipendentisti catalani e di una destra che serra i ranghi. A Madrid si consumano giornate cruciali: dopo la manifestazione delle destre unite (Partito popolare, Ciudadanos e Vox) di domenica scorsa, si è aperto ieri il processo ai 12 leader indipendentisti arrestati dopo il referendum di ottobre 2017, accompagnato da nuove proteste.
Ed è in questo contesto che oggi il Congresso dovrebbe votare la finanziaria 2019, sotto la minaccia di un boicottaggio da parte di destre e indipendentisti, senza i quali l’esecutivo Sanchez potrebbe non avere i numeri per andare avanti. Il ministro delle Finanze Maria Jesus Montero ha lanciato ieri ai gruppi parlamentari un ultimo appello a non ostacolare il provvedimento, avvertendo però che il governo “non intende cedere ad alcun ricatto”.

Nessun do ut des, insomma, che non sia nei binari della Costituzione: “Questo governo – ha detto – non ammetterà in nessuna circostanza che in nessun ordine del giorno figuri il diritto all’autodeterminazione per la Catalogna. Non possiamo, né vogliamo”. “Tutto fa pensare che gli indipendentisti voteranno contro una Finanziaria buona per la Catalogna – ha detto la ministra ai deputati – e le destre contro una Finanziaria buona per la Spagna. Entrambi votano per respingere la conquista di diritti che la cittadinanza attende”. “L’obbligo di un governo – ha proseguito – è che le cose vadano al meglio possibile, e un simile proposito è radicalmente incompatibile con il chiedere l’impossibile, come chiedere che si adottino misure o posizioni aliene alle nostre competenze costituzionali, o che si attenti alla divisione dei poteri o contro principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale”. La ministra ha ammesso che avrebbe preferito che il voto sulla Finanziaria non finisse per sovrapporsi all’apertura del processo ai dodici leader separatisti, ma il potere giudiziario va per la sua strada. Le immagini degli imputati alla sbarra, molti dei quali già europarlamentari o comunque politici di lungo corso, accusati di ribellione, appropriazione indebita e disobbedienza per il loro ruolo nel referendum del 2017 hanno fatto il giro del mondo. Per loro si ipotizzano condanne dai 7 ai 25 anni di carcere, anche se i difensori hanno già contestato la competenza della Corte e sollevato diverse eccezioni gridando al processo politico e preannunciando un ricorso al Tribunale europeo per i diritti umani. Ad infiammare le ragioni degli indipendentisti anche le parole del leader in esilio Carles Puidgemont che in una conferenza stampa a Berlino ha parlato del processo come di uno ‘stress test’ per la democrazia spagnola chiamando l’Europa a far sentire “una voce chiara” in difesa dei diritti umani a suo giudizio violati.

-INTERVISTA/ Cardinale,’che tristezza per Italia e Francia’L’attrice: ‘Essere italiana e francese per me è indissociabile’

PARIGI13 febbraio 201913:42

Italia contro Francia e l’irresistibile sorriso di Claudia Cardinale si spegne per un attimo. Gli occhi le si stringono: “Che tristezza… sono davvero triste per questa situazione, tutta questa tensione.
Come è possibile? La Francia e l’Italia sono sorelle da sempre”.
Tra un premio e un invito, un’onorificenza e un progetto di film, a 80 anni Claudia Cardinale continua ad essere infaticabile. E nelle vie del Marais, che sono diventate la sua casa, si aggira un po’ incredula per le notizie che le arrivano dalla politica: “Vedrete che presto si arriverà a una riappacificazione, tutto si risolverà”, ripete cercando di rinfrancarsi.
Nata a Tunisi da genitori siciliani quando la Tunisia era un protettorato francese, Claudia ha frequentato scuole francesi.
Dopo una vita da protagonista assoluta della scena dello spettacolo, fra Roma e Hollywood, si trasferì nel 1989 a Parigi, che ha sempre definito “la mia vera casa”. Da bambina parlava e studiava in francese, il francese è rimasto la sua lingua madre e in Francia è sempre rimasta, anche se le sue radici italiane sono profondissime: “Per me – dice ancora oggi – essere italiana e francese è qualcosa di indissociabile. Ed è indissociabile anche dalla mia storia e dalla costruzione della mia identità”. Francesi che amano dare lezioni? Italiani troppo invadenti? La Cardinale rifugge da ogni cliché, da ogni giudizio tranchant: “Parlare in questi termini – spiega – vorrebbe dire alimentare questa discordia”. Lei che è stata idolo degli italiani e dei francesi, protagonista di alcune fra le più grandi coproduzioni cinematografiche fra i due paesi, attrice indimenticabile al fianco di Jean-Paul Belmondo, Alain Delon, Annie Girardot e tante altre star, dice oggi: “Fra due sorelle come Italia e Francia, ci sono sempre differenze. Ma alla fine vince lo spirito di fratellanza”. I tempi sono cambiati, tanti anni fa “il ponte culturale aiutava a mantenere vivo il rapporto fra i due paesi”, osserva Claudia. E ripensando a quell’epoca indimenticabile del passato, indica la strada in questo momento così difficile: “Ricordiamoci di tutto quello che abbiamo costruito insieme. E andiamo avanti”.
Nato, nessuna decisione su AfghanistanStoltenberg, alleati faranno mosse insieme

BRUXELLES13 febbraio 201913:48

– “Nessuna decisione è stata presa su alcun ritiro” dall’Afghanistan. “La presenza militare della Nato serve a creare le condizioni per una soluzione pacifica.
Non ci vogliamo restare per sempre. Ci stiamo per combattere il terrorismo e addestrare le forze di sicurezza, così che possano stabilizzare il loro Paese. Gli alleati della Nato ci sono andati insieme e prenderemo insieme le decisioni sulla posizione futura”. Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg a margine della riunione dei ministri della Difesa.

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Spagna, Parlamento boccia la finanziaria
Si apre la strada a elezioni anticipate

13 febbraio 201913:56

– Il Parlamento spagnolo ha rigettato la Finanziaria 2019 proposta dal governo socialista di Pedro Sanchez. Si apre così la strada alle elezioni anticipate. A votare contro la legge di bilancio dell’esecutivo socialista di Pedro Sanchez, dopo il rifiuto del governo di negoziare l’autodeterminazione di Catalogna, i partiti indipendentisti, che hanno così sostanzialmente decretato la fine della legislatura, e quelli di centrodestra. In particolare, hanno votato contro i partiti indipendentisti catalani Erc, del PdeCat e quelli dei partiti di centro-destra Partido Popular e Ciudadanos e del Foro Asturias e Coaliccion Canaria, per 191 no complessivi a fronte di 156 si – dei deputati del Psoe e di Podemos – e 1 astensione. Starà ora al premier Pedro Sanchez decidere se sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate, come reclamano Pp e Ciudadanos. La fine naturale della legislatura sarebbe prevista per il 2020. Il leader socialista, lasciando l’emiciclo, non si è pronunciato al riguardo.
Amb. Venezuela,contenti posizione ItaliaRodriguez Diaz, il parlamento ha mantenuto posizione equilibrio

13 febbraio 201914:16

– “Noi siamo contenti della dichiarazione espressa ieri dal Parlamento italiano. Il Parlamento non ha preso partito, ha mantenuto una posizione di equilibrio che è la cosa importante in questo momento”. Lo ha detto l’Ambasciatore del Venezuela in Italia, Julian Isaias Rodriguez Diaz in audizione alla commissione Esteri al Senato.
Rohani, sì al dialogo ma senza pressioniPresidente Iran, ‘chi vuole trattare con noi ci rispetti’

ISTANBUL13 febbraio 201914:29

– “Se qualcuno vuole dialogare con noi su una questione specifica, deve rispettare la dignità del nostro Paese, il diritto internazionale”. A queste condizioni “siamo sempre pronti a discutere”, ma “non siamo disposti ad accettare imposizioni e pressioni”. Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani in una riunione con i membri del suo governo, secondo l’agenzia ufficiale Irna. Il popolo iraniano, ha aggiunto, non cederà al “nemico” malgrado “la guerra economica, psicologica e di propaganda”, spiegando che accettare i diktat degli Stati Uniti “significa ledere la dignità, l’indipendenza e l’identità del Paese”.
Migranti: calo richieste asilo in 2018Easo, nuova diminuzione per terzo anno. Aumentano da Venezuela

BRUXELLES13 febbraio 201914:31

– Nel 2018 i Paesi dell’Unione più Norvegia e Svizzera, hanno registrato circa 634.700 richieste di protezione internazionale, facendo registrare una diminuzione del 10% rispetto al 2017, ed un nuovo calo per il terzo anno consecutivo dopo i flussi conseguenza della grande crisi migratoria del 2015. In generale i dati sull’asilo è tornato a livelli pre-crisi del 2014, quando i Paesi Ue+ trattavano 641mila richieste per la protezione internazionale. Emerge da una relazione dell’Ufficio europeo di sostegno all’Asilo (Easo).
La Siria resta il principale paese di origine dei candidati all’asilo, ma col 25% di domande in meno rispetto al 2017. Più di uno su dieci di tutti i richiedenti era un cittadino siriano, rispetto al 2015-2016, quando i siriani erano più di uno su quattro. Con la Siria, sono l’Afghanistan e l’Iraq i primi tre paesi d’origine dei richiedenti asilo nel 2018. Nonostante il calo generale, alcune popolazioni, tra cui i venezuelani hanno presentato più domande rispetto al 2017

Trump pensa a firma intesa anti-shutdownLo riporta la Cnn citando fonti vicine al presidente Usa

NEW YORK13 febbraio 201914:33

– Il presidente Donald Trump intende firmare l’accordo per la sicurezza la confine con il Messico per evitare un nuovo shutdown. Lo riporta la Cnn citando fonti vicine al presidente. Il Congresso deve approvare il provvedimento e Trump firmarlo entro venerdì per evitare che scatti una nuova paralisi.
– Il presidente Donald Trump intende firmare l’accordo per La sicurezza al confine con il Messico per evitare un nuovo shutdown. Lo riporta la Cnn citando fonti vicine al presidente. Il Congresso deve approvare il provvedimento e Trump firmarlo entro venerdì per evitare che scatti una nuova paralisi.

Filippine: fermata reporter anti-DuterteMaria Ressa è accusata di diffamazione, ha pagato cauzione

BANGKOK13 febbraio 201914:34

– Una giornalista critica nei confronti del presidente filippino Rodrigo Duterte, Maria Ressa, è stata arrestata per un caso di diffamazione che lei definisce “privo di fondamento” e “stupefacente”. Ressa, fondatrice e direttrice del sito Rappler, è stata arrestata con un mandato emesso ieri da un tribunale locale. Ha pagato la cauzione e ora in libertà. Il caso era stato sollevato nel 2017 da una denuncia dell’uomo d’affari Wilfredo Keng, che un’inchiesta di Rappler aveva collegato ad attività criminali come il narcotraffico e il traffico di esseri umani. L’articolo risaliva al 2012, e la giornalista sostiene che l’articolo fu pubblicato prima dell’introduzione di una legge sulla diffamazione online. In un’indagine separata, lo scorso ottobre Ressa e il suo sito sono stati accusati di evasione fiscale, un reato punibile con un massimo di dieci anni di reclusione.
Brexit: May, Labour approvi l’accordoMa Corbyn denuncia linea evasiva e accusa su contratto con ferry

LONDRA13 febbraio 201914:37

– L’obiettivo del governo britannico resta quello di una Brexit concordata con l’Ue, ma “per evitare” il rischio di un no deal, l’unica soluzione “è quella di dire sì a un deal”. Lo ha ribadito la premier Theresa May polemizzando con il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, nel tradizionale Question Time del mercoledì ai Comuni. May ha accusato Corbyn di “ambiguità” e di strumentalizzare il tema invece di privilegiare “l’interesse nazionale”. Corbyn ha replicato denunciando la linea dilatoria ed “evasiva” della premier e attaccando, come simbolo del “caos” creato a suo dire dal governo Tory, l’esempio di un controverso contratto da 13,8 milioni di sterline firmato e poi cancellato dal dicastero dei Trasporti con una società – Seaborne Freight – che avrebbe dovuto contribuire a potenziare i servizi di ferry sulla Manica in caso d’intoppi doganali causati da un’ipotetica Brexit no deal, ma che non aveva navi.
Gaze: crisi fondi, chiude Tv della JihadLicenziati molti giornalisti. Prosegue attività radio e web

13 febbraio 201914:38

– GAZA

– La televisione al-Quds, un’emittente della Jihad islamica, ha chiuso all’improvviso i propri studi a Gaza e in questi giorni ha licenziato parte dei giornalisti. Proseguono invece le sue trasmissioni radio e gli aggiornamenti nel sito web. Lo riferiscono fonti stampa a Gaza che attribuiscono questo sviluppo ad un indebolimento dei finanziamenti stranieri alla Jihad islamica, una organizzazione di orientamento filo-iraniano. Proseguono invece a Gaza, sia pure in condizioni non facili, le trasmissioni di due altre emittenti locali: la Tv al-Aqsa legata a Hamas (i cui studi sono stati bombardati da Israele durante una escalation militare nel novembre scorso) e la Tv Falastin dell’Autorità nazionale palestinese. Quest’ultima ha subito alla fine di dicembre un attacco vandalistico nei propri studi che il governo dell’Anp ha attribuito a Hamas.
Polonia: corteo iraniani contro TeheranIn vista conferenza al via stasera nella capitale

RSAVIA13 febbraio 201914:41

– Alcune centinaia di persone di origini iraniane hanno protestato oggi a Varsavia contro il regime di Teheran, in vista della conferenza anti-Iran al via stasera nella capitale polacca con la partecipazione del segretario di Stato, Mike Pence, e i rappresentanti di 60 stati.
Per l’Italia sarà presente il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi. Vestiti in gilet gialli, i partecipanti della manifestazione hanno scandito slogan contro le autorità iraniane. In una conferenza stampa prima della manifestazione Rudy Giuliani, ex sindaco di New York, ha detto che Teheran è lo sponsor maggiore del terrorismo mondiale. Le autorità polacche informano che hanno respinto dalle frontiere per motivi di sicurezza circa 200 persone in arrivo in Polonia in concomitanza con la conferenza.
Iraq: premier, no a basi Usa nel PaeseDecisione dopo l’incontro con il segretario Usa Shanahan

BEIRUT13 febbraio 201914:46

– BEIRUT

– Il presidente iracheno Adel Abdel Mahdi ha annunciato che l’Iraq non intende ospitare basi militari americane. Lo si apprende oggi dai media iracheni, che citano un comunicato della presidenza del consiglio di Baghdad, al termine dell’incontro avvenuto nelle ultime ore nella capitale irachena tra il premier e il segretario alla difesa americano pro tempore Patrick Shanahan. L’alto emissario di Washington si era recato in Iraq per discutere, tra l’altro, il ridispiegamento delle truppe americane dalla Siria verso basi militari nell’Iraq occidentale non lontano dal confine siriano. Secondo i media iracheni, Shanahan ha ribadito al premier Abdel Mahdi che la presenza dei circa 5 mila soldati Usa in Iraq è stata richiesta nel 2014 da una esplicita richiesta delle autorità irachene all’inizio della guerra contro l’Isis.
Brexit: May, Labour approvi l’accordoMa Corbyn denuncia linea evasiva e accusa su contratto con ferry

LONDRA13 febbraio 201914:47

L’obiettivo del governo britannico resta quello di una Brexit concordata con l’Ue, ma “per evitare” il rischio di un no deal, l’unica soluzione “è quella di dire sì a un deal”. Lo ha ribadito la premier Theresa May polemizzando con il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, nel tradizionale Question Time del mercoledì ai Comuni. May ha accusato Corbyn di “ambiguità” e di strumentalizzare il tema invece di privilegiare “l’interesse nazionale”. Corbyn ha replicato denunciando la linea dilatoria ed “evasiva” della premier e attaccando, come simbolo del “caos” creato a suo dire dal governo Tory, l’esempio di un controverso contratto da 13,8 milioni di sterline firmato e poi cancellato dal dicastero dei Trasporti con una società – Seaborne Freight – che avrebbe dovuto contribuire a potenziare i servizi di ferry sulla Manica in caso d’intoppi doganali causati da un’ipotetica Brexit no deal, ma che non aveva navi.
Esplosione in una scuola nel Kashmir17 studenti feriti, cause ignote. Scontri a arrivo della polizia

NEW DELHI13 febbraio 201914:49

– Diciassette studenti sono rimasti feriti nel primo pomeriggio di oggi in Kashmir, in una scuola privata nell’area di Kakapora Pulwama, a seguito di un’esplosione le cui cause non sono tuttora chiare: tutti i ragazzi sono stati trattati al punto di soccorso più vicino, i tre più gravi sono stati trasferiti all’ospedale di Srinagar. In Kashmir la tensione è costantemente alle stelle, e la popolazione insorge facilmente contro la polizia e le forze di controllo indiane presenti ovunque. Secondo il sito online freepresskashmir non appena la polizia ha raggiunto la scuola, pochi minuti dopo lo scoppio, sono iniziati scontri con gli studenti usciti dalle classi: per disperderli, la polizia ha usato i gas lacrimogeni. La situazione si è calmata solo perché i ragazzi hanno accolto l’invito a smettere di lanciare sassi che arrivava dagli altoparlanti di una vicina moschea.          [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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