SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Chailly e Filarmonica Scala a Modena
In programma la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler
MODENA04 marzo 2019 14:48
– L’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly torna a suonare per la stagione concertistica del Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena il 7 marzo prossimo alle 20.30. Un appuntamento molto atteso per il quale l’orchestra fondata da Claudio Abbado nel 1982 ha in programma la Sinfonia N.5 di Gustav Mahler, una delle più conosciute del compositore boemo, resa celebre da Luchino Visconti che la usò come colonna sonora del film “Morte a Venezia”. Riccardo Chailly è uno dei più autorevoli interpreti della musica mahleriana, da tempo è disponibile su disco l’integrale delle sinfonie, vanta una lunga frequentazione con questi brani fin dai primi anni ’80 quando le eseguiva abitualmente con le orchestre di Berlino, di Bologna e di Amsterdam delle quali era direttore stabile. Cosa che avviene anche adesso che è capo dei complessi del Teatro alla Scala, con i quali prosegue anche l’intensa attività discografica che nei prossimi mesi vedrà il debutto di un cd interamente dedicato a Nino Rota.
Netflix, il nostro cinema è per tuttiSpielberg non voleva “Roma” agli Oscar, “Fanno televisione”
NEW YORK04 marzo 201915:29
– Netflix si difende dalle accuse di Steven Spielberg e di altri vip di Hollywood secondo cui i suoi film non avevano diritto di partecipare agli Oscar. “Amiamo il cinema”, ha replicato su Twitter il colosso web. “Ma ci sono altre cose che amiamo: ad esempio il dare accesso a gente che non si può sempre permettere di andare al cinema o che vive in città dove non ci sono sale. Sono cose che non si escludono a vicenda”. “Cinema per tutti dunque, e dappertutto. E più strade per gli autori di cinema di far conoscere il loro lavoro”, ha proseguito Netflix che ha portato agli Oscar Roma di Antonio Cuaron, conquistando tre statuette tra cui quella per il miglior regista, ma non la più ambita per il miglior film, andata a Green Book. Per qualificarsi alle sue 10 candidature, il servizio di cinema in streaming aveva fatto uscire il film di Cuaron per pochi giorni in alcune sale a New York e Los Angeles.
Spielberg fa parte del board dell’Academy che dovrebbe discutere la questione in una riunione ad aprile.
Libri Come, in 10 anni 325 mila personeRegina, ‘varca i confini nazionali’. Dosal, ‘evento che vive’
04 marzo 201915:52
– Dieci anni che anno visto la presenza di oltre 325 mila persone e di più di 1000 scrittori: ‘Libri Come 2019’ festeggia un’edizione speciale, quella del decennale, e la dedica alla ‘Libertà’, dal 14 al 17 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
“Dieci anni sono gran parte dei 17 anni di vita della Fondazione Musica per Roma che è molto giovane. Il decennale di Libri Come è dedicato a un tema importante che arriva alla vigilia delle elezioni del nuovo Parlamento Europeo. La libertà è uno dei criteri fondanti del nostro spazio come europei. Libri Come varca i confini nazionali. Dobbiamo custodire tutto questo per tanti decenni ancora” ha sottolineato alla presentazione il presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina”.
Emozionato del compleanno anche Josè R. Dosal, ad della Fondazione Musica per Roma che sottolinea come “la parola Libertà sia in questo momento cruciale per tutto il mondo.
‘Libri Come’ è un evento che vive. Lo sosteniamo senza confini, in piena libertà”.
L’amore strappato, Ferilli in fiction C5Serie in onda prossimamente con regia Ricky Tognazzi-Simona Izzo
04 marzo 201915:57
– Prossimamente su Canale 5 “L’amore strappato”, nuova serie tv in tre serate, tratta da una storia vera con protagonista Sabrina Ferilli. La fiction, prodotta da Jeky Productions e diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, racconta di un incredibile errore giudiziario in cui una bambina di appena sette anni viene strappata alla sua famiglia. La mamma, interpretata da Ferilli, lotta con tenacia, coraggio e determinazione per dimostrare l’innocenza del marito, Enzo Decaro, ingiustamente accusato di molestie, e per riavere la sua bambina. La fiction – annuncia una nota Mediaset – è liberamente ispirata al libro “Rapita dalla giustizia”, scritto dalla protagonista ormai più che ventenne Angela Lucanto, insieme a Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri. “L’amore strappato” è una storia che lascerà con il fiato sospeso, raccontando tappa per tappa la dolorosa battaglia di una famiglia felice sconvolta da un’accusa infamante.
Fiere dell’arte a New York con tanta ItaliaFontana e Melotti in Consolato e all’Istituto di Cultura
NEW YORK04 marzo 201916:01
– In Consolato le ceramiche poetiche di Fausto Melotti della Collezione Olnick Spanu: luminescenti sculture entrate amorfe nel forno e uscite come vasi che evocano la natura, fiori, conchiglie, uccelli. Alla porta accanto, sui due piani dell’Istituto di Cultura, le “esplorazioni spaziali” di artisti come Lucio Fontana provenienti dalle vaste collezioni di Banca Intesa Sanpaolo: “L’Italia non è una superpotenza militare, ma la superpotenza del soft power, della cultura come portatrice di pace”, ha detto il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi, inaugurando le due mostre gemelle dedicate all’arte italiana del secondo dopoguerra. Le due rassegne coincidono con le giornate in cui a New York il mondo dell’arte contemporanea entra in fibrillazione: all’Armory, a due isolati dal Consolato, una fetta di Italia è in primo piano con il grande ritorno a base di piccoli Roy Lichtenstein della galleria fondata dal leggendario Leo Castelli. C’è anche un padiglione interamente riservato da Houser and Wirth alla recentissima installazione “Ether en Flocons” del modenese Roberto Cuoghi sul tema della metamorfosi: 10 uccelli in agar agar e gelatina di maiale lasciati esposti agli elementi, liofilizzati per un mese e infine consolidati in una macchina sotto vuoto. La galleria, una delle più importanti sulla scena internazionale, ha annunciato in coincidenza con l’Armory che Cuoghi, unico italiano vivente, sarà tra gli artisti rappresentati. A far da perno c’è il Met Breuer con Lucio Fontana: due capolavori della mostra allestita nel museo satellite del Metropolitan sull’artista dei “tagli” vengono da Intesa Sanpaolo che al Consolato di New York ne ha portati altri quattro, più un’altra ventina di opere di grossi nomi degli anni Cinquanta e Sessanta come Pietro Manzoni e Enrico Castellani: filo conduttore, il rapporto tra spazio e pittura. “L’arte è uno dei settori in cui siamo più attivi”, ha detto il CFO Stefano Del Punta ricordando il tradizionale ruolo di sostegno all’arte e alla cultura esercitato dalle banche fin dal Rinascimento. Per Magazzino Italian Art Foundation, il museo di Cold Springs sull’Hudson co-fondato dai collezionisti e mecenati Giorgio Spanu e Nancy Olnick e ormai meta d’obbligo del turismo culturale fuori da Manhattan, l’inaugurazione della mostra su Melotti è stato un momento speciale, ha detto il direttore Vittorio Calabrese: “La prima collaborazione a New York con le istituzioni italiane e le grandi fiere dell’arte”. Melotti, che considerava l’astrazione in stretto rapporto con musica e architettura, aveva sperimentato con la ceramica fin dall’inizio della sua carriera subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, considerandola “un materiale artistico come marmo e bronzo, semmai ancora più interessante per il mistero da cui è nato”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Milano, musical con canzoni Pino Daniele
Dal 7 marzo agli Arcimboldi l’eredità di un mito con ‘Musicanti’
MILANO04 marzo 201916:47
– Le canzoni di Pino Daniele prendono vita anche a Milano dove dal 7 al 17 marzo, al Teatro degli Arcimboldi, arriverà il tour dello spettacolo ‘Musicanti’. Dopo aver raccolto applausi e sold-out fin da dicembre passando da Napoli, Bari, Firenze e Torino, il testo diretto dal collaboratore di lunga data di Pino Daniele, Fabio Massimo Colasanti, racconterà anche ai milanesi l’unicità del lascito del musicista napoletano, un patrimonio di canzoni, colori e storie. Tutto questo grazie alle interpretazioni di artisti come Noemi Smorra (Anna) e Alessandro D’Auria (Antonio), alla testa di un talentuoso cast alle prese con classici del repertorio di Daniele. Ad accompagnarli una band di “amici” di Pino che conta Fabio Massimo Colasanti, Roberto D’Aquino, Alfredo Golino, Simone Salza ed Elisabetta Serio. La storia originale, scritta da Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, racconta del ritorno a Napoli di Antonio, che dopo la morte del padre eredita un locale di cui man mano comprenderà l’importanza storica.
Doppio gala per Roberto Bolle a BolognaIl 6 e 7 marzo l’Etoile dei Due Mondi all’EuropAuditorium
BOLOGNA04 marzo 201916:59
– Saranno Timofej Andrijashenko, Young Gyu Choi, Nicola Del Freo, Melissa Hamilton, Nicoletta Manni, Anna Ol, Alejandro Virelles ed Elena Vostrotina i ‘Friends’ che accompagneranno Roberto Bolle nel gala in programma il 6 e 7 marzo al teatro EuropAuditorium di Bologna (ore 20.45). Un cast come sempre di grandi stelle della danza per le due date ‘rubate’ al fitto calendario di Bolle per venire incontro – spiega Artedanza, che ne cura la produzione – alle richieste di assistere ai suoi spettacoli e “per rispondere alle migliaia di richieste rimaste inevase di assistere ad un Gala dell’Etoile dei Due Mondi”.
Nove i quadri che compongono le serate, su coreografie di Nacho Duato, Lev Ivanovic Ivanov, Wayne McGregor, Marius Petipa, Willyam Forsythe, Jiri Bubenicek, Mauro Bigonzetti e musiche di Granados, Cajkovskij, Bach, Pugni, Pachelbel e Bubenicek, Minkus e Moretti da Monteverdi.
Oltre 1.200 candidature a DeA Planeta1.169 ammessi, a fine marzo cinquina, 15 aprile il vincitore
04 marzo 201917:23
– Boom di partecipazione alla prima edizione del Premio letterario DeA Planeta: sono state 1.244 le candidature arrivate tra il 25 settembre 2018 e la mezzanotte del 28 febbraio 2019. Le opere provengono da ogni regione d’Italia come da altri Paesi europei, dall’America e dall’Australia, e da cittadini di origine straniera che vivono in Italia e scrivono nella nostra lingua.
Fra queste, sono 75 le opere non ammesse perché non inedite o destinate a un pubblico non adulto. I romanzi in concorso sono dunque 1.169. Tra gli iscritti figurano autori di ogni età e sono rappresentati tutti i generi letterari con una prevalenza di noir e thriller, del fantasy e delle storie vere. In 208 hanno deciso di utilizzare uno pseudonimo. Entro la fine di marzo sarà annunciata la cinquina e il 15 aprile 2019 sarà proclamato il vincitore. “Siamo entusiasti per l’accoglienza positiva ottenuta da questa nuova iniziativa che sta molto a cuore alla nostra casa editrice” afferma Gian Luca Pulvirenti, ad di DeA Planeta Libri.
“La qualità e la quantità delle opere ricevute ci rende molto soddisfatti e testimonia la grande vivacità ed energia nel mondo degli scrittori” spiega Pulvirenti. Il DeA Planeta garantisce lo sbocco internazionale all’opera vincitrice e il montepremi del valore economico di 150.000 euro.
Lanciato il 25 settembre scorso nella sua prima edizione, il Premio DeA Planeta si è posto da subito come una novità assoluta nel panorama del mercato editoriale italiano. Ideato dalla casa editrice DeA Planeta Libri, prendendo ispirazione dal successo dell’esperienza spagnola del Premio Planeta, ha come obiettivo quello di offrire al grande pubblico romanzi di qualità.
Vibrazioni, 26/3 al Forum per i 20 anniOspiti Pelù, Achille Lauro, Ministri, Nigiotti, Carone-Dear Jack
04 marzo 201917:53
– Il 26 marzo Le Vibrazioni saliranno per la prima volta sul palco del Mediolanum Forum di Assago (Milano) per celebrare 20 anni di carriera. Insieme alla band, si esibiranno Piero Pelù, Achille Lauro, Ministri, Enrico Nigiotti e Pierdavide Carone & Dear Jack. È in rotazione radiofonica “CAMBIA”, il nuovo singolo della band, prodotto da 432 e distribuito da Artist First.
Francavilla disegna manifesto ComiconDisegnatore firma il poster ufficiale del salone di Napoli
04 marzo 201917:59
NAPOLI
– E’ di Francesco Francavilla il manifesto dell’edizione 2019 di Comicon che si svolge a Napoli dal 25 al 28 aprile. Giunto alla XXI edizione, Comicon ridisegna la strategia creativa dei propri manifesti affidandosi, a partire da quest’anno con Francavilla, ai migliori poster artist internazionali. Al centro del manifesto una ragazza che sfreccia verso il futuro, portando con sé gli elementi e le immagini che hanno caratterizzato – dalla prima, memorabile affiche firmata da Mattotti – vent’anni di festival. “Sono molto legato a Napoli, il primo festival di fumetto cui ho partecipato si svolgeva proprio qui. Per la realizzazione del manifesto ho pensato a Moebius, artista di cui sono un grande appassionato. Ho immaginato una space-girl immersa in un contesto fantascientifico, ma volevo in qualche modo suggerire l’atmosfera di Napoli. Il risultato è quello che vedete: una Napoli futuristica dove i teenager possono guidare hover-scooter accompagnati da robot giganti in una corsa verso le porte di COMICON”.
Veltroni, oggi la bontà è rivoluzionariaDal 7 marzo in sala ‘C’è tempo’, il suo primo film da regista
05 marzo 201920:12
Quella che propone Walter Veltroni in ‘C’è tempo’, suo primo film da regista dopo alcuni documentari, è poco più di una favola piena di buoni sentimenti, ma non per questo, a suo modo di vedere, meno rivoluzionaria. “Nel buio dell’oggi i buoni sentimenti sono rivoluzionari – dice oggi il politico-regista -. E poi sono fatto così, non avrei certo potuto fare un film splatter”. Protagonista del film – in sala dal 7 marzo in 250 copie con Vision Distribution, pieno zeppo di citazioni del cinema italiano (“ce ne sono almeno cinquanta”, spiega Veltroni) – Stefano (Stefano Fresi) quarantenne precario e infantile che vive con la moglie in un paesino di montagna facendo un lavoro bizzarro e poetico: l’osservatore di arcobaleni. Alla morte del padre, mai conosciuto, l’uomo scopre però di avere un fratellastro tredicenne, Giovanni (Giovanni Fuoco), del tutto diverso da lui, anche troppo maturo per la sua età.Stefano parte per Roma e accetta la tutela del ragazzo senza troppa passione, ma solo per ricevere una bella cifra promessagli dal notaio. Da qui un lungo viaggio nella mitica Volkswagen Cabrio 1300 dell’esuberante Stefano alla volta di casa. Un viaggio che si allungherà a dismisura anche per l’incontro con la cantante Simona (Simona Molinari), in tour con sua figlia Francesca (Francesca Zezza). Cosa accade tra i due fratellastri durante questo lungo viaggio? Semplice, scopriranno di non essere poi tanto diversi, ma solo due dei tanti colori di un arcobaleno possibile da vivere. “Il tema del film è l’incontro e lo scambio con il diverso, l’altro come capita appunto con l’arcobaleno che fa incontrare tanti colori per poi fonderli”, spiega il regista. Tutte le citazioni del film (si va dalla padella de ‘La grande guerra’ all’elmo di ‘Brancaleone alle Crociate’ fino al cameo finale di Jean Pierre Léaud a Parigi) “sono per me solo un modo di dire grazie a tutti i registi con cui sono cresciuto”.Sull’elogio di restare bambini, un tema che c’è in tutto il film, spiega Veltroni: “Non ho mai smesso di esserlo e mi fa paura chi dice di averlo fatto. E poi i bambini – aggiunge – non sono affatto fragili come si dice di loro”. All’indomani delle primarie del Pd, Veltroni parla di “un segnale di luce ed io ho paura del buio che c’è, oggi più che mai, come della perdita di speranza. Quando si vota c’è sempre democrazia, ed è sempre un fatto positivo sia votare che fare opposizione”. A chi gli chiede, infine, se intende tornare in politica, Veltroni risponde: “Non devo tornare, perché in realtà non sono mai andato via, ci sono tanti modi per fare politica”. Nel cast del film anche: Sergio Pierattini, Laura Efrikian, Silvia Gallerano, Shi Yang Shi, Max Tortora, Anna Billò e Giovanni Benincasa.
Libro, mon amour! per amanti libri cartaDal 7 al 10 marzo a Roma maratona di letture
04 marzo 201918:42
– Per gli amanti dei libri di carta arriva ‘Libro, mon amour!’ che unisce videoarte, installazioni e letture ad alta voce in una speciale manifestazione, dal 7 al 10 marzo allo Spazio Marsi, in via dei Marsi a Roma, dalle 18 alle 21, a cura di Giovanna Nicolai e Carla Petino.
Ognuna, ognuno, potrà dare il proprio contributo portando un “libro in tasca” da cui leggerà i suoi brani preferiti in un clima di libera condivisione tra videoarte ‘Cartoni inanimati’ di Maria Pizzi e una installazione Ex-Libri di Maria Grazia Tata.
Nel giorno di chiusura, il 10 marzo, sarà proposto un recital dell’attore e cantante Antonio Marziantonio sulla vita e l’opera di Alda Merini, tratto dal suo spettacolo ‘Viaggio nella poesia italiana’.
Il 7 marzo hanno già dato la loro adesione Silvia Bre, Fabiana Carpiceci, Claudio Damiani, Francesco Gallo, Luigi Gallo, Filippo La Porta, Elio Pecora, Juan Carlos Gonzalez Santiago.
L’8 marzo letture di Chiara Balestrazzi, Laura Ceccacci, Chiara Colafranceschi, Michele De Mieri. E ancora letture di Dino Ignani, Diego Mormorio, Sandra Petrignani, Gaia Riposati, Gabriella Sica, Pino Strabioli, Martina Suozzo, Alessandra Vanzi, Marta Zeichen. Sabato 9 marzo letture di Dona Amati, Marco Caporali, Maria Teresa Carbone, Stefano Cuneo, Betta Lodoli, Maria Teresa Marciante, Barbara Mautino, Nicky Nicolai, Silvio Raffo, Cristina Reggio, Patrizia Sacchi, Sabina Vannucci.
Museo della canzone a Fonoprint BolognaAscolti guidati negli studi di Lucio Dalla e Vasco Rossi
BOLOGNA04 marzo 201918:43
– “Fissare una storia là dove è stata fatta, in un luogo che fa parte di noi, che è patrimonio della musica perché da qui sono passati i più grandi artisti”. Così Gaetano Curreri, leader degli Stadio e collaboratore di Vasco Rossi e altri, ha presentato il ‘Museo della musica della canzone’, alla Fonoprint, gli studi di incisione di Bologna dove le stelle del pop hanno realizzato dischi importanti, da Dalla a Zucchero, da Rossi a Pino Daniele e Ramazzotti. Sono previste visite guidate delle sale e degli studi (per un massimo di 35 persone), ascolti multitraccia in alta definizione, nonché la possibilità di visite esperienziali, con la guida di Maurizio Biancani, dal 1977 ingegnere del suono, oltre a workshop e master. Il museo, che ha il contributo del Comune (“Sarà anche un richiamo turistico” ha detto l’assessore alla cultura Matteo Lepore) e della Regione Emilia-Romagna, ha in calendario già due visite, il 10 marzo e il 18 maggio, ma altre si aggiungeranno.
E’ morto Luke PerryIl 28 febbraio era stato colpito da un ictus
04 marzo 201919:03
– Luke Perry, il Dylan di Beverly Hills 90210 della serie cult degli anni Novanta, è morto questo pomeriggio a Los Angeles. Giovedì scorso, l’attore era stato colpito da un ictus. Aveva 52 anni. Lo riporta TMZ. Perry era impegnato in questo periodo nelle riprese della serie Riverdale a Los Angeles.
Resident 2, il lato ‘oscuro’ dei mediciDal 5 marzo i nuovi episodi con Matt Czuchry
04 marzo 201919:06
– In The Resident viene messo in luce ciò che accade davvero negli ospedali americani e la burocrazia che colpisce i medici e le infermiere che combattono per aiutare i loro pazienti. Il medical drama con protagonista Matt Czuchry (nella top ten dei medici più sexy della televisione) dopo la lunga pausa natalizia torna con i nuovi episodi della seconda stagione e new entry nel cast, in prima visione assoluta dal 5 marzo ogni martedì alle 21:00 su FoxLife (112, Sky). La serie, che ha già appassionato l’America nel raccontare il “lato oscuro” del sistema sanitario statunitense, è ambientata al Chastain Park Memorial Hospital con al centro medici ciascuno in un momento diverso della propria carriera. Conrad Hawkins (Matt Czuchry) è uno dei migliori dottori, disposto a tutto per curare i pazienti. L’infermiera Nicolette (Emily VanCamp) è abile e esperta e ha una relazione e Jane Leeves (candidata agli Emmy Award e ai Golden Globe per Frasier) nel ruolo del nuovo chirurgo ortopedico Kitt Voss.
Lucio Dalla ‘rivive’ al ComunaleL’omonimo album di 40 anni fa reinterpretato in chiave sinfonica
BOLOGNA05 marzo 201909:21
– “Tempi come questi avrebbero bisogno di Lucio Dalla”: lo dice e lo ripete Walter Veltroni in video, al teatro Comunale, mentre Bologna onora con un concerto molto applaudito, nella sera in cui avrebbe festeggiato il 76/o compleanno, il suo celebre concittadino stroncato da un infarto sette anni fa a Montreux, in Svizzera. ‘Quarant’anni dopo’ è il titolo dello spettacolo, che ha permesso di riascoltare – affidati ad amici di vecchia data e a giovani interpreti, accompagnati dall’Orchestra del Comunale – i nove brani di ‘Lucio Dalla’, album uscito nel febbraio 1979 e considerato uno dei dischi più importanti della storia della musica italiana. Nove gioielli in cui Lucio annunciava con largo anticipo il grande cambiamento sociale e di costume che sarebbe avvenuto nel nostro Paese: nel giro di qualche anno l’Italia sarebbe passata dall’impegno al disimpegno, dalla cultura della resistenza al ‘sogno americano’. Ha aperto Gaetano Curreri con ‘L’ultima luna’, chiusura d’obbligo con Ron e ‘L’anno che verrà’.
Carnevale, festa del mondoUno studio di Giovanni Kezich su senso e tradizione
05 marzo 201909:39
“Non è una festa che si offre al popolo, ma una festa che il popolo offre a se stesso”, scriveva Goethe del carnevale, come ricorda Giovanni Kezich, antropologo e direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, autore di vari studi sulle maschere e appunto il carnevale festa del mondo, mondana, “perché il mondo degli uomini vi celebra fasti tutti propri, senza alcun dichiarato riferimento ultraterreno”, sulle cui origini e caratteri circola un repertorio di leggende e notizie varie sfuocate, pretestuose e contraddittorie.
A carnevale si sfila, si va di casa in casa e di casa in piazza, si va dietro i carri e, tutti costretti in comportamenti in genere legati al rito, si cerca protetti dalla maschera l’occasione di qualche burla, che talvolta specie in alcune “tradizioni” potevano però diventare violente, pretesto per regolamento anonimo di conti, come a Ivrea o a Porto Santo Stefano. “A carnevale, ogni scherzo vale”, recita un caposaldo dell’esegesi popolare, che si lega al mito del “mondo alla rovescia”, così che in alcuni luoghi, in aderenza con lo spirito degli antichi saturnali, il sindaco cede per finta le chiavi della città al Re del carnevale, in nome di una rivoluzione sociale effimera, anche se è capitato, nel 1580 a Romans sull’Isère in Francia, che tutto si trasformasse in una rivolta popolare contro le tasse e le prepotenze dei nobili. Naturalmente questa festa è il regno delle maschere e le maschere tradizionali d’inverno, stagione appunto del carnevale, formano in Europa, secondo Kezich, un quadro coerente in cui “gli stessi temi, gli stessi atti rituali, gli stessi personaggi e situazioni rimbalzano da un capo all’altro del continente, secondo il dettato dell’augurale celebrazione annuale della continuità ciclica della vita”, se si libera il campo dai grandi carnevali cittadini come quelli di Viareggio o Venezia, di Colonia o Basilea, mentre acquista interesse la grande sfilata di Pernik in Bulgaria, che con i suoi seimila figuranti dal 1966 è l’evento principale delle mascherate tradizionali europee.
Rispetto alle grandi organizzazioni spettacolari cittadine, i carnevali paesani, più piccoli e modesti, sembrano cosa diversa e con radici più popolari, ma hanno con gli altri molti elementi di contiguità, sono due aspetti di una medesima vicenda in uno sforzo di allegria più o meno forzata che spinse sempre Goethe a annotare a Roma: “un baccano inverosimile, ma di letizia sincera nemmen l’idea”, e spesso conclusa da “quella passione laicale che affligge su un golgota improvvisato un personaggio che riassume in sé il senso della festa e viene consegnato al fuoco come un vero capro espiatorio”.
Il libro affronta poi la nascita della maschera, che l’uomo adotta solo quando è a uno stadio evolutivo di consolidamento della coscienza e identità dell’io, e l’autonomia della mascherata in Europa con figure ambigue e bizzarre del tutto estranee ai carnevali urbani di cartapesta e coriandoli e che hanno una stessa sostanza dai caratteri inquietanti e misteriosi con al centro il giro di questua. Al di là delle diverse denominazioni: Corsa, Zingarata, Banda, Giorno dei vecchi…
Kezich ne studia i diversi aspetti e intrecci con le tradizioni locali, le radice con feste pagane, i legami religiosi, le celebrazioni di stagioni e periodi dell’anno, ne ricerca i natali che vede nell’Italia dei Comuni ben dopo l’anno Mille con la trasformazione in farsa del rito che era nel regime religioso. Il carnevale diventa così un presunto tripudio di licenziosità e di gola legittimato quale necessaria antifona della successiva espiazione quaresimale. Forte di questo salvacondotto, lo studioso spiega come questo periodo di festa sia divenuto protagonista della cultura popolare della rinascenza europea, di cui seguirà le sorti, per prendere infine il piroscafo e andare a conquistare le grandi città della sponda orientale dell’America latina e della Louisiana, dove avrà inizio la sua inarrestabile ascesa sulla scena globale del nostro tempo.
Cinema: Cocaine, una storia vera di spaccio e famigliaDal 7 marzo con Matthew McConaughey
05 marzo 201909:40
Quello che colpisce di più del noir urbano ‘Cocaine La vera storia di White Boy Rick’, diretto da Yann Demange e con uno straordinario Matthew McConaughey, oltre ovviamente alla storia di spaccio ambientata in anni Ottanta perfettamente ricostruiti, è il singolare rapporto tra padre e figlio. O meglio, la grande bravura di McConaughey nell’interpretare questo padre balordo e sempre ai confini con la galera, che vive ai margini nella periferia di Detroit e che ha però un grande senso della famiglia. E questo nonostante il suo nucleo familiare sia da anni del tutto alla deriva dopo che la moglie li ha abbandonati e la figlia, da allora, abbia scelto la strada della droga.
L’incipit del film, in sala dal 7 marzo distribuito da Warner Bros, ti porta subito dentro il cuore della storia.
Troviamo McConaughey insieme al figlio quattordicenne Rick Wershe Jr (interpretato dal l’esordiente Riche Merritt) in un’enorme fiera d’armi trattare per dei mitra, spacciati per originali, ma in realtà costruiti in Afghanistan. Il ragazzino, a quanto si vede, ne sa quanto e più del padre ed è anche più bravo di lui negli affari. E se il padre vende sottobanco armi a chi non potrebbe mai acquistarle, il figlio ha un destino altrettanto singolare.
Diventa infatti, a soli 14 anni, un informatore sotto copertura per la DEA che vuole un infiltrato nell’ambiente della droga gestito principalmente da uomini di colore. Ma il ragazzino è svelto, ci sa fare, e con il soprannome di “White Boy Rick” si fa strada nell’ambiente affermandosi come spacciatore di alto rilievo. Ma quando Rick si mette in proprio e viene trovato con otto chili di cocaina, i federali lo mollano, gli fanno mancare la copertura e per lui è ergastolo.
Nel cast anche Jennifer Jason Leigh, nei panni di un’agente dell’FBI, Eddie Marsan e Bruce Dern (nonno di Rick).
Gli sceneggiatori del film, presentato a Telluride e al Toronto Film Festival, sono i gemelli Noah e Logan Miller, insieme a Andy Weiss.
Rof a Muscat (Oman) con La scala di setaIn tournée workshop per tecnici teatrali e allievi Università
PESARO05 marzo 201912:34
– Prosegue la collaborazione del Rossini Opera Festival con la Royal Opera House Muscat (Oman), che ospiterà nella capitale omanita il 7 e 8 marzo La scala di seta, produzione del Rof messa in scena nel 2009 a Pesaro da Damiano Michieletto e poi applaudita anche alla Scala. Lo spettacolo, ripreso da Eleonora Gravagnola, vedrà Iván López-Reynoso dirigere l’Orchestra Sinfonica G. Rossini e un cast composto da Marina Monzò, Laura Verrecchia, Paolo Bordogna, Pietro Adaini, Davide Giangregorio e Enrico Iviglia. Durante la tournée, Rof e Roh Muscat hanno organizzato workshop per tecnici teatrali e attività didattiche per gli allievi dell’Università di Muscat. La partnership con il teatro omanita prevede la messinscena integrale delle cinque farse rossiniane: L’occasione fa il ladro(nel 2017), l’imminente Scala di seta, L’inganno felice nel 2020 (produzione di Graham Vick del 1994) e le coproduzioni dei nuovi allestimenti di Cambiale di matrimonio e Signor Bruschino nel 2021 e 2022.
Cuccarini-Parisi, nuovo scontro tra le eterne rivaliGaffe della ‘più amata dagli italiani’: “Non votiamo da 10 anni”. La showgirl americana: “Dopo ballerina sovranista, la ballerina “Maître à penser”
06 marzo 201912:33
Cuccarini-Parisi, si riaccende lo scontro. Dopo l’endorsement nei mesi scorsi al governo giallo-verde della “più amata dagli italiani”, seguita dalla stilettata della showgirl americana che l’ha definita “ballerina sovranista”, oggi va in scena una nuova puntata. A far riaccendere la miccia, l’intervento con gaffe della Cuccarini, ospite ad ‘Otto e Mezzo’ su La7. “Elezioni? Penso che quelle del 2018 erano elezioni che noi non facevamo da diversi anni – ha detto, rispondendo ad una domanda di Lilli Gruber -. Adesso io non mi ricordo da quanto, ma non votavamo per le politiche da 10-9 anni”. Ed ha ha espresso la sua opinione sul razzismo in Italia, sostenendo che “In Italia non esiste. Ho girato l’Italia in lungo e largo e francamente…”. Parole che, ancora una volta, non si fa sfuggire l’eterna rivale ballerina di ‘Cicale’. Che, come già fatto in passato, la punzecchia con un tweet al vetriolo: “E così dopo la ballerina sovranista, la ballerina Maître à penser”
A quando il nuovo duello?
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Malato l’organo del Duomo di Milano
Parte raccolta fondi “15.800 note”, tante quante canne strumento
MILANO05 marzo 201914:24
– Vuole ridare voce all’organo del Duomo di Milano, il più grande in Italia e secondo in Europa, “15.800 note per il Duomo”, la campagna di raccolta fondi per sostenere il restauro del prezioso strumento. Il capolavoro di arte e meccanica è infatti a rischio con le 15.800 canne e 180 registri. L’attuale strumento è datato 1938, ma comprende elementi ben più antichi come le ante, costituite da grandi tele raffiguranti episodi tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, realizzati tra il XVI ed il XVII secolo, opera di artisti quali, tra gli altri, Giuseppe Meda e Camillo Procaccini. Partecipando alla raccolta fondi con una cifra uguale o superiore a 50 euro, sarà possibile entrare a far parte dell’Albo dei Donatori della Veneranda Fabbrica, associando il proprio volto alla campagna sul sito ufficiale del Duomo di Milano (duomomilano.it), con la possibilità di ricevere tre inviti validi per due persone per partecipare ai concerti d’organo in Cattedrale.
Magna Charta per prima volta in ItaliaDal Regno Unito a Vercelli per 800 anni basilica Sant’Andrea
VERCELLI05 marzo 201915:48
– Una delle quattro copie esistenti al mondo della Magna Charta verrà esposta al pubblico, dal 23 marzo al 9 giugno, nell’Arca di San Marco a Vercelli, nell’ambito degli 800 anni della basilica di Sant’Andrea, dove è stata stata allestita la mostra “La Magna Charta: Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento”.
La Magna Charta, scritta in latino, fu concessa dal re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra ai baroni del Regno, suoi diretti feudatari, presso Runnymede, il 15 giugno 1215. E’ stato il primo documento nella storia a elencare i diritti fondamentali di un popolo e riconosce che nessuno, sovrano compreso, è al di sopra della legge e che chiunque ha diritto a un processo equo.
Ora il prezioso documento giuridico arriva in Italia da Hereford (Gb) per la festa della basilica di Sant’Andrea, raro esempio di gotico precoce in Italia, la cui costruzione fu voluta da Guala Biccheri, il cardinale che volle anche revisionare la Magna Charta l’anno prima della sua pubblicazione.
Reality tv valorizzerà Villa MirabelloFirmato il contratto tra il Comune e la Heilman Production
ROSIGNANO MARITTIMO (LIVORNO)05 marzo 201916:07
– Il Comune di Rosignano Marittimo (Livorno) ha sottoscritto un contratto con la società di produzione televisiva Heilman Production Llc per un progetto di valorizzazione della settecentesca Villa Mirabello, una dimora storica di proprietà comunale in località Gabbro. La società statunitense ha manifestato il proprio interesse alla concessione della villa per realizzarvi il programma televisivo ‘The italian job’, un ‘competition show’ basato su una gara tra restauratori per il recupero dell’immobile, in cui il vincitore ottiene il diritto di accesso alla villa per l’utilizzo, mentre il produttore ne mantiene la gestione. L’affidamento alla società è stato possibile poiché alla scadenza del bando, promosso dall’amministrazione per la concessione di valorizzazione ed utilizzo economico di Villa Mirabello nell’ambito del progetto ‘Torri, fari ed edifici costieri’ dell’Agenzia del Demanio, non sono pervenute proposte.
Torna a Torino Biennale DemocraziaLa VI edizione dal 27 al 31 marzo, 133 incontri in programma
TORINO05 marzo 201916:16
– ‘Visibile invisibile’, perché “la nostra società ci consente di guardare tante cose, ma non è detto che le vediamo davvero”. Gustavo Zagrebelsky introduce così il tema della VI edizione di Biennale Democrazia, a Torino dal 27 al 31 marzo. Sono 133 gli incontri, animati da 251 relatori di tutto il mondo.
L’inaugurazione è affidata a Adriano Prosperi con la lectio magistralis su ‘La visibilità dell’altro’ seguita da uno spettacolo dedicato a ‘I sommersi e i salvati’ di Primo Levi nel centenario della nascita. Un altro spettacolo, ispirato a ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino, chiude la manifestazione che quest’anno coinvolge le periferie col progetto ‘Welcome Aurora’ nell’omonimo quartiere.
“Il tema di quest’anno – dice la sindaca Chiara Appendino – è centrale per Torino, impegnata nel contrastare i fenomeni di marginalità sociale favorendo l’uscita degli invisibili dall’ombra”. Quattro i filoni: Luci e ombre, La società della trasparenza, Legami invisibili, Dal tramonto all’alba.
Amore e altri rimedi per coppie in crisiDall’11/3 su FoxLife, con Claudia Gerini narratrice d’eccezione
05 marzo 201919:59
Il confronto acceso tra Sofia e Stefano, che per combattere la noia sono alle prese con la complessa libertà del poliamore e con tutte le implicazioni di una scelta non del tutto condivisa. Oppure le difficoltà di Alexia e Daniele, che nel ménage quotidiano faticano a trovare un equilibrio, tra la voglia di autonomia di lei e le attenzioni un po’ soffocanti di lui. E poi tanti altri, con una storia d’amore in panne perché la passione si affievolisce, la famiglia ostacola la carriera o il partner non sente il desiderio di genitorialità. E’ un concentrato di tutte le emozioni che vivono le coppie in crisi “Amore e altri rimedi”, il nuovo format originale di Fox Networks Group Italy che andrà in onda in prima visione assoluta su FoxLife (Sky 114) da lunedì 11 marzo alle 21.55.A metà tra la terapia d’urto e l’esperimento sociale, questa produzione, realizzata da Nonpanic Banijay, avrà come narratrice d’eccezione Claudia Gerini: sarà lei infatti a rivestire un ruolo speciale, quello di osservatrice privilegiata per raccontare al pubblico come una ‘compagna di divano’ le storie di ben 16 coppie con problemi di cuore. In ognuna delle 8 puntate del docu-reality (adattato per l’Italia dal format internazionale Seven Year Switch), l’attrice darà il suo punto di vista, entrando in empatia senza essere invadente, mentre i protagonisti vivranno una piccola rivoluzione: con l’aiuto di due specialisti, gli psicologi Laura Duranti e Gianluca Franciosi, ogni coppia infatti si separerà per una settimana e sarà coinvolta in un “cambio di partner”. Vivendo fianco a fianco con la moglie/compagna o marito/compagno dell’altra coppia, gli innamorati in crisi potranno riflettere e trovare una nuova consapevolezza, portando alla luce dubbi e certezze per capire se la loro relazione potrà sopravvivere. “Mi piace parlare d’amore e anche come attrice cerco sempre di far emergere qualcosa dell’animo umano: qui puntualizzo lo svolgimento dell’esperimento e sono una guida, una narratrice, un’amica del divano con cui commentare”, ha detto oggi Claudia Gerini a Roma, alla presentazione di “Amore e altri rimedi”. Come in una lente di ingrandimento, il format chiarisce la complessità delle emozioni quando una coppia si incrina: il punto di partenza è il vissuto reale dei protagonisti (selezionati con attenzione tra 80 coppie) che affrontano a viso aperto problematiche classiche, dalla gelosia, spesso amplificata dai social, all’aggressività alla mancanza di comunicazione.”Nel programma abbiamo incontrato tanti personaggi buffi e ci siamo accorti che nella coppia è davvero tutto possibile; i protagonisti del format si trovano in un confronto alla pari: devono capire se restare insieme o lasciarsi”, ha proseguito, sottolineando di non aver trovato con le coppie in gioco molti punti in comune con la sua storia personale, “forse solo nel contrasto tra maternità e carriera”. “Di certo questi innamorati si sono messi in gioco senza nulla di artefatto. La voglia che hanno di aggiustare le cose fa ben sperare, anche perché a volte a un rapporto va data una possibilità senza fretta”, ha proseguito, “forse in loro c’è un po’ di vanità nel mostrarsi senza pudore, ma del resto oggi ognuno fa della sua vita un piccolo show. E con i reality il privato è ormai sdoganato”. In ogni puntata l’attrice si ritrova a condividere i suoi pensieri, offrendo un punto di vista esterno e identificandosi con lo spettatore: “Mi piace il fatto di essere ripresa sempre in contesti particolari, un po’ cinematografici, in cui rifletto e mi pongo domande in un tono intimo, diventando complice del pubblico”, ha concluso.
Arena Verona, inaugura ‘La Traviata’Anche Aida, Trovatore, Carmen e Tosca. 100mila biglietti venduti
05 marzo 201916:33
– Traviata, Aida, Trovatore, Carmen, Tosca, cioè cinque fra le opere liriche più note e popolari, con voci fra le più grandi come Anna Netrebko, Placido Domingo, Leo Nucci, Vittorio Grigolo, Aleksandra Kurzak, Jusif Eyvazof, Saioa Hernandez, Maria José Siri e molte altre. L’Arena di Verona torna a brillare, nella stagione 2019, tra il 21 giugno e il 7 settembre, sotto la guida del sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia e la direzione musicale di Daniel Oren, che sarà sul podio per 25 serate. L’Arena “tornerà presto ad essere, come la chiamavano una volta – racconta Gasdia – ‘la Scala d’estate’, quando tutte le voci più famose venivano a cantare a Verona”, avendo chiuso col commissariamento e il triennio della legge Bray sul risanamento delle fondazioni liriche in difficoltà economiche. “Le prospettive ci sono tutte”, dice il sindaco Federico Sboarina, presidente della Fondazione Arena: “ad oggi abbiamo già venduto quasi 100 mila biglietti, per 23mila spettatori in più rispetto al 2018”.
Jams, la prima serie kids antimolestieSu Rai Gulp dall’11 marzo. In anteprima dal 6 marzo su Rai Play
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Dopo i Braccialetti rossi, arrivano i ‘braccialetti gialli’ dei quattro giovanissimi protagonisti di Jams, prima serie kids europea che pur mantenendo un linguaggio, un ritmo e una sensibilità adatti ai bambini, tratta un tema difficile come le molestie sui minori (vittime nel 2017, di 5788 reati, +43% rispetto a 10 anni fa, stando ai dati del Settimo Dossier della Campagna ‘Indifesa’ di Terre des Hommes). La serie, in 10 puntate, di Simona Ercolani, prodotta da Stand By Me e Rai Ragazzi, è stata pensata per un pubblico dagli otto anni in su, e realizzata con la consulenza scientifica del Bambin Gesù. Debutterà su Rai Gulp l’11 marzo alle 21, ma sarà disponibile in anteprima su Rai Play dal 6 marzo.Protagonisti della storia sono i dodicenni Joy (Sonia Battisti), Alice (Giulia Cragnotti), Max (Andrea Dolcini) e Stefano (Luca Edoardo Varone). Insieme in prima media, decidono di partecipare a un contest di cucina organizzato dalla scuola, che permetterà anche di incontrare uno chef famoso (Alessandro Borghese, in un cameo). Una quotidianità fatta di uscite, chiacchiere, primi amori, rivalità con compagni poco simpatici e ricette da inventare, è scossa dal trauma che subisce Joy, la cuoca provetta del gruppo: la bambina è vittima delle molestie di un amico di famiglia e non sa come chiedere aiuto. Saranno proprio gli amici a permetterle di rompere il muro di silenzio in cui si è rinchiusa. Nel cast, fra gli altri, anche Sara Casanica, Flavio Civitani e Fabiola di Gianfilippo. “E’ la prima serie per ragazzi realizzata in Europa in cui si affronta all’interno del racconto il tema di una molestia sessuale. Fondamentale è stato trovare il modo di parlarne – dice Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi -. Qui lo si fa legando il tema a un racconto. Gli spettatori possono identificarsi in Joy e nel suo gruppo di amici”. Con Jams “volevamo fornire ai ragazzi strumenti di comprensione per affrontare un trauma come la molestia sessuale, far capire i segnali di pericolo, che non si è soli, e quanto sua importante parlarne”.Alla serie “sono legati una campagna di sensibilizzazione sul tema, anche via social, e una serie di incontri nelle scuole in collaborazione con il Miur”. Essere i primi in Europa a realizzare un progetto come Jams “è stata una grandissima responsabilità e una bella sfida – spiega l’ideatrice Simona Ercolani, anche coautrice con l’idolo Disney Ruggero Pasquarelli del brano che fa da sigla, Un istante di te -. La consulenza scientifica del Bambin Gesù ci ha aiutato a raccontare certe verità senza turbare i bambini”. Per Ruggero Parrotta, direttore generale del Bambin Gesù, quello delle molestie sui minori “è un tema delicato e attuale molto più di quanto si ammetta. Per un ospedale come il nostro che incontra tante famiglie e ragazzi, collaborare a un progetto come questo è un impegno civico, un dovere”. Per parlare del tema “con un linguaggio che fosse tecnico ma comprensibile e accessibile per i bambini dal punto di vista emotivo – spiega Paola De Rose, neuropsichiatra nell’ospedale pediatrico – sono risuonate tutte le storie di abuso infantile che abbiamo affrontato, circa 2000 in 10 anni”. E proprio una delle psicologhe della struttura, Paola Bergonzini, ha accettato anche di recitare il ruolo del medico con cui va a parlare Joy, per renderlo più veritiero possibile. I giovani protagonisti della serie, sottolineano “il clima accogliente e positivo” creato per loro sul set: “Per me è stata una bellissima esperienza anche a livello di crescita – dice Sonia Battisti -. Mi ha fatto capire quanto sia importante parlare anche delle cose brutte che ci possono capitare”.
Compie 50 anni Il padrino di Mario PuzoScritto tra i debiti, riedizione con l’introduzione di Coppola
NEW YORK05 marzo 201920:03
Un romanzo scritto per salvarsi dai creditori divenne immediatamente un successo planetario. Il 10 marzo 1969 usciva negli Stati Uniti “Il Padrino”. “Se avessi saputo che tanta gente mi avrebbe letto, lo avrei scritto meglio”, disse qualche anno dopo il suo autore, Mario Gianluigi Puzo, che a 45 anni si era chiuso in uno scantinato per scrivere quello che aveva promesso ai cinque figli: un bestseller.I bombardamenti in Vietnam erano al loro apice, ma la guerra stava andando a rotoli, l’uomo stava per sbarcare sulla Luna, a ruota sarebbe arrivato Woodstock. L’America stava attraversando una fase di profonda rivoluzione culturale che aveva attaccato anche i valori tradizionali della famiglia. Prima del “Padrino” Puzo aveva pubblicato due romanzi sull’esperienza italo-americana che avevano incassato poche migliaia di dollari. Sul lastrico lo scrittore decise di abbandonare aspirazioni letterarie per dare alle stampe quello che diventò subito il monumentale successo commerciale che salvò dai creditori: “Avevo 45 anni, dovevo decine di migliaia di dollari a parenti, alle banche, società finanziarie, allibratori e usurai. Era arrivato il momento di diventare adulto e fare fortuna”.Famiglia, amicizia, rispetto: “Molti americani rimasero affascinati dall’idea che i Corleone erano pronti a uccidere per conservare i loro valori e tradizioni familiari”, ha rievocato lo scrittore Gay Talese. Ma se gli italo-americani sono sempre stati ambivalenti (proprio come anni più tardi con “I Soprano”), “Godfather”, che fece conoscere al pubblico americano parole italiane come “famiglia”, “rispetto”, “caporegime”, “omertà” e creò espressioni diventate comuni come “l’offerta che non si può rifiutare”, uscì al momento giusto. La saga della famiglia di Vito Corleone, pubblicata in Italia nel 1970 dalla casa editrice Dall’Oglio, rimase per 67 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times vendendo in due anni oltre nove milioni di copie e diventando negli anni uno dei 10 libri più venduti della fiction a stelle e strisce. Nel 1972 arrivò Hollywood con Francis Ford Coppola: dal romanzo originale vennero ricavati tre film che vinsero nove Oscar. Coppola, italo-americano come Puzo, ha scritto l’introduzione all’edizione del cinquantenario che sta per andare alle stampe.
Esposito da Gomorra a giornalista ‘eroe’In sala il noir opera prima di Cristiano Anania
06 marzo 201912:38
Immaginate Salvatore Esposito, il Genny Savastano di Gomorra, nei panni di Giorgio, un giornalista anche troppo mite, con tanto di occhiali, timidezza e passione per gli origami ed entrerete di fatto nella storia noir de ‘L’eroe’, opera prima di Cristiano Anania in sala dal 21 marzo distribuito da Mescalito Film.La storia del film segue, attraverso molti stereotipi, la vita di questo giornalista trentenne ambizioso, anche se non si vede che a un certo punto viene licenziato dal direttore (Paolo Sassanelli) de ‘Il corriere del centro’ dove lavora e mandato in provincia. Nel paese in cui si ritrova Giorgio c’è ben poco da fare, tranne mettere in piedi un’amicizia con una giovane laureanda (Marta Gastini) e con Francesco (Vincenzo Nemolato), l’esuberante scemo del villaggio. Quando poi Giorgio comincia a trovare la sua dimensione lavorativa, viene di colpo licenziato dal direttore. A salvarlo sarà un tragico quanto provvidenziale fatto di cronaca: il rapimento di Carlo, nipote della più importante imprenditrice locale (Cristina Donadio). Così quel paesino, poco interessante, diventa come sempre capita centrale nell’informazione italiana. Ma qualcuno, alla fine, si chiede se tutto questo sia stato davvero un caso.Paura di essere identificato sempre e solo con il personaggio di Genny Savastano? “Paura zero – dice l’attore oggi a Roma -. Cerco sempre di scegliere progetti in cui posso essere me stesso. Non mi pongo però limiti, il criterio è sempre quello di credere nel personaggio da interpretare”. La commedia? “È un genere che mi piace molto e che vorrei esplorare di più – spiega l’attore che ultimamente si è misurato nel ruolo di un gay in Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi -. Il problema di questo genere è solo quando diventa macchietta o cade negli stereotipi”. Per Esposito i veri eroi di oggi “sono quei ragazzi di periferia che ogni mattina vanno a lavorare non facendosi tentare dai guadagni facili”. Se dovesse fare il supereroe? “Per la Marvel farei sicuramente Hulk. Per la Dc Comics non avrei scelta: sarei sicuramente Batman”.
Architettura, a Isozaki il premio PritzerOscar dell’architettura, oltre cento edifici in tutti continenti
NEW YORK05 marzo 201920:19
Va all'”imperatore dell’architettura giapponese” Arata Isozaki l’Oscar dell’architettura 2019. L’annuncio del prestigioso Premio Pritzker e’ stato salutato da molti come un atto dovuto per l’87enne architetto. Isozaki ha firmato oltre cento edifici in tutti i continenti tra cui il Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, il Palau Sant Jordi di Barcellona e in Italia la Torre Allianz di Milano con Andrea Maffei e il Palasport olimpico di Torino, si e’ detto “al settimo cielo dalla gioia”. Riceverà il riconoscimento in maggio in Francia. Nato nel 1931, Isozaki pensa all’architettura come a un organismo all’interno di un sistema sempre più complesso, la metropoli, in continua trasformazione nel seguire il cambiamento della società, dei suoi modelli e degli stili di vita. Negli ultimi anni ha lavorato molto in Italia. Tra i suoi progetti anche quello, molto contestato e ancora in attesa di realizzazione, per la copertura della uscita degli Uffizi
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Santa Cecilia, Ax con Beethoven
Sakari Oramo dirige concerto n.1 e due brani di Sibelius
05 marzo 201918:50
– Il pianista Emanuel Ax protagonista giovedì 7 marzo all’Auditorium Parco della Musica con il concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Beethoven per la Stagione Sinfonica di Santa Cecilia (ore 19:30, repliche venerdì 8 alle 20:30 e sabato 9 alle 18:00). Sul podio il finlandese Sakari Oramo che, dopo tre anni, torna a dirigere l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale. In programma anche due brani di Sibelius, il più amato e noto compositore finlandese del quale Oramo è considerato uno tra gli interpreti più importanti. In apertura di serata, diretta per la prima volta da Oramo, Snöfrid, “improvvisazione in musica per voce recitante, Coro e Orchestra” composta nel 1900 ispirata da un testo dello scrittore svedese Victor Rydberg, basato su storie tradizionali di ballate scandinave. La parte narrata sarà affidata all’attrice romana Francesca Picozza. L’altro brano di Sibelius è la Sinfonia n. 1.
Michele Hunziker ‘avvistata’ in RaiNella sede di Viale Mazzini. Progetti in vista?
05 marzo 201920:09
– Michelle Hunziker in mattinata è stata nella sede Rai di Viale Mazzini. La showgirl è arrivata poco prima delle 11, distesa e sorridente, insieme a un paio di persone del suo entourage, compresa l’agente Graziella Lopedota.
Bocche cucite sul motivo dell’incursione, ma è difficile non pensare alla possibilità di contatti o progetti con Rai1. Dopo aver condotto il Festival di Sanremo 2018 con Claudio Baglioni e Pierfrancesco Favino, Hunziker è tornata quest’anno all’Ariston per una serata, protagonista dello show con Claudio Bisio su una cover della Lega dell’amore di Elio e le Storie Tese.
Carnevale Venezia, lo ‘Svolo del Leon’Dopo le giornate over ‘100’, 60mila arrivi in città
VENEZIA05 marzo 201918:58
– Con il tradizionale “Svolo del Leon” si è chiusa in Piazza San Marco l’edizione 2019 del Carnevale di Venezia. Una festa con un grande afflusso di pubblico nella città storica (mediamente 50-60mila arrivi ogni giorno), con punte di oltre 100mila presenze la domenica. Anche oggi il conteggio è di circa 60mila ospiti. Folla nell’area marciana per assistere alla suggestiva cerimonia dello ‘Svolo del Leon’, l’enorme gonfalone, realizzato nel 2012 da Angelo Lodi in seta di scena, che dal palco è risalito in volo verso il campanile, sulle note dell’inno di San Marco. Il volo è stato preceduto dall’incoronazione, da parte del Doge, della “Maria dell’Anno”, la 19enne di Mogliano Veneto Linda Pani, eletta ieri sera alla Fenice dalla giuria tecnica. La Maria preferita dal pubblico è stata invece Eleonora Boscolo, 18 anni, di Venezia.
A Muccino il David dello SpettatoreE’ al top delle presenze con 1 milione 430mila
06 marzo 201911:40
– A casa tutti bene di Gabriele Muccino si aggiudica il David dello Spettatore della 64/a edizione dei premi David di Donatello. Lo annuncia Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Il riconoscimento sarà consegnato il 27 marzo nell’ambito della cerimonia di premiazione dei David, in diretta in prima serata su Rai1, condotta da Carlo Conti.
A casa tutti bene ha collezionato il maggior numero di spettatori e presenze fra le uscite in sala entro il 31 dicembre 2018: sulla base dei dati forniti da Cinetel e calcolati entro la fine di febbraio 2019, il film di Muccino ha totalizzato un milione e 430mila spettatori. A casa tutti bene è anche candidato a tre David: Migliore attore non protagonista per Massimo Ghini, Migliore musicista per Nicola Piovani e Migliore canzone originale, “L’invenzione di un poeta” (musica di Nicola Piovani, testo di Aisha Cerami e Nicola Piovani, interpretata da Tosca).
Nobel Letteratura, doppia assegnazione nel 2019Dopo stop nel 2018 l’Accademia svedese si rinnova
06 marzo 201913:24
– Doppio Nobel per la Letteratura nel 2019. Lo ha confermato la Fondazione del Nobel dopo che nel 2018 il Premio non era stato assegnato per lo scandalo molestie che aveva colpito il regista e fotografo franco-svedese Jean Claude Arnault, marito della poetessa Katarina Frostenson, tra i membri dell’Accademia, che portò a una serie di dimissioni. Questo aveva impedito di votare per l’assegnazione del Nobel 2018 che viene così recuperato in questa edizione. I vincitori del prestigioso Premio, che per la prima volta nella sua storia viene assegnato due volte nello stesso anno, saranno annunciati a ottobre 2019 dall’Accademia Reale Svedese.Oltre alla doppia premiazione la Fondazione ha annunciato che “sono stati fatti molti importanti cambiamenti” nel regolamento dell’Accademia. Tra questi una modifica che consente ai membri di dimettersi dalla carica poichè non hanno più diritto di occupare lo scranno a vita. Inoltre l’Accademia non “include più membri che siano soggetti a conflitti d’intertesse o sottoposti a indagini penali” come viene spiegato nella nota ufficiale. Sono stati eletti anche nuovi membri e “per aumentare la fiducia nel Premio Nobel per la Letteratura” nei prossimi anni “faranno parte del comitato che assegna i Nobel anche cinque membri esterni indipendenti che parteciperanno alla selezione dei Premi”.Solo un’altra volta, prima del 2018, il Nobel non era stato assegnato: nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. L’ultimo Nobel per la Letteratura è stato quello del 2017 allo scrittore giapponese naturalizzato britannico Kazuo Ishiguro.
Baryshevskyi e la Toscanini a ParmaAll’Auditorium Paganini diretti da Marcus Bosch
PARMA06 marzo 201913:27
– La stagione concertistica Nuove atmosfere della Filarmonica Arturo Toscanini ha in programma un doppio appuntamento (7 e 9 marzo, ore 20.30) all’Auditorium Paganini con protagonisti il direttore tedesco Marcus Bosch e il pianista ucraino Antonii Baryshevskyi. Il programma, uguale per le due serate, si aprirà con il Concerto per pianoforte e orchestra N. 2 in sol minore Op. 16 di Sergej Prokofiev, mentre nella seconda parte si potrà ascoltare la rara Sinfonia N.0 in re minore “Die Nullte” di Anton Bruckner.
Scritto tra il 1912 e il 1913, il concerto del compositore russo è uno dei più spettacolari e difficili del repertorio per pianoforte e orchestra. Baryshevskyi, vincitore del 14/o Concorso internazionale di Tel Aviv, è uno dei più apprezzati pianisti degli ultimi anni e, proprio in Italia sta segnando alcune tappe importanti della sua carriera. Col brano di Prokofiev vanta da tempo una lunga frequentazione.
Regia femminile alla Casa delle DonneDa Rohrwacher a De Gregorio, tante risposte a Chiamata alle Arti
05 marzo 201913:32
– Proseguono le iniziative a sostegno del progetto Casa Internazionale delle Donne di Roma, luogo di autonomia e libertà. Da marzo prende il via Regia alle donne – film e incontri con le registe divario (di) genere, focus sulla regia al femminile nell’ambito del quale verrà affrontata la tematica della disparità di genere nel cinema a partire dal progetto Dea (Donne & Audiovisivo) realizzato dal Cnr – Irpps (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali) e sponsorizzato da Siae. Partecipano al progetto Women in Film e Dissenso Comune. Su http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/eventi c’è il programma completo.
Tante le registe ad aver risposto alla Chiamata alle Arti per il nuovo progetto: Elisa Amoruso, Mariangela Barbanente, Laura Bispuri, Esmeralda Calabria, Carlotta Cerquetti, Concita De Gregorio, Antonietta De Lillo, Federica Di Giacomo, Wilma Labate, Elisabetta Lodoli, Cecilia Mangini, Alina Marazzi, Susanna Nicchiarelli, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher.
Captain Marvel, eroismo al femminileIn sala l’atteso blockbuster con Larson, Law e Samuel Jackson
06 marzo 201910:10
La frase tormentone di ‘Captain Marvel’ , riscatto femminile della Cinematic Universe (SPECIALE) è paradossalmente quella detta da un uomo, il mentore dell’eroina, il colonnello Yon-Rogg (Jude Law). È lui che, allenandola al combattimento, le indica uno degli archetipi delle arti marziali: “Non mettere mai passione nei colpi, ma solo la tecnica”. Insomma mai perdere il controllo. Solo una breve interferenza maschile prima che la bella eroina ‘della porta accanto’, interpretata dall’attrice premio Oscar Brie Larson diventi di fatto il più potente supereroe della Marvel di sempre, una donna capace di fermare nello spazio razzi continentali con la forza delle sole braccia.
Il film, nelle sale dal 6 marzo con The Walt Disney Company Italia, è di fatto il 21/o della Marvel Cinematic Universe. Diretto per la prima volta da una donna, Anna Boden (affiancata dal marito Ryan Fleck), è l’ultimo lungometraggio della Casa delle Idee prima dell’uscita di ‘Avengers: Endgame’, film che chiuderà la Fase Tre del franchise.
Così se solo l’anno scorso ci fu il caso di Black Panther, il primo cinecomic realizzato da una squadra quasi interamente afroamericana, ora tocca alle donne. Il blockbuster segue le vicende di Carol Danvers, ovvero Captain Marvel, che diventa uno degli eroi più potenti dell’universo quando la Terra viene coinvolta in una guerra galattica tra due razze aliene. Ambientato negli anni ’90, il film ha un sapore volutamente rétro ambientato, com’è, circa quindici anni prima dell’inizio della Fase Uno, ovvero il periodo storico mai visto prima nell’Universo Cinematografico Marvel.Una curiosità, essendo questo ventunesimo episodio una sorta il prequel di tutta la serie, gli effetti speciali Marvel, per quanto riguarda il ringiovanimento digitale degli attori, hanno dato il meglio di sé. Nel caso di Nick Fury (Samuel L. Jackson) l’effetto è davvero impressionante come è per Phil Coulson, interpretato ancora una volta da Clark Gregg. Infine è la prima volta al cinema che compaiono gli Skrull, gli avversari degli eroi Marvel anche detti mutaforma. Ovvero alieni dalla pelle verde, una sorta di lucertoloni capaci di assumere le sembianze di chiunque, un vero volano per ogni tentativo di invasione invisibile. Oltre a Brie Larson, fanno parte del cast di Captain Marvel, Ben Mendelsohn, Lashana Lynch, Gemma Chan, Algenis Perez Soto, Rune Temte e Mckenna Grace. [print-me title=”STAMPA”]
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