MONDO
Congo, grazia per 700 detenuti politici
Decreto del nuovo presidente Felix Tshisekedi
KINSHASA14 marzo 2019 01:22
– Il nuovo presidente del Congo, Felix Tshisekedi, ha graziato circa 700 prigionieri politici incarcerati sotto il suo predecessore. Tshisekedi ha firmato ieri il relativo decreto, rispettando la promessa fatta a inizio mese di farlo durante i suoi primi 100 giorni in carica.
Tra le persone che verranno rilasciate c’è Firmin Yangambi, condannato nel 2009 a 20 anni di carcere con l’accusa di essere una minaccia per la sicurezza nazionale. Verrà liberato anche Franck Diongo, personaggio dell’opposizione condannato a cinque anni durante la precedente amministrazione.
Il presidente ha detto inoltre che lavorerà attivamente per garantire le condizioni per un rapido ritorno di coloro che si trovano fuori dal Paese per motivi politici. Durante il suo primo viaggio internazionale nella vicina Repubblica del Congo a febbraio ha esortato decine di migliaia di esiliati politici a tornare a casa, dicendo che tutti sarebbero necessari per far avanzare il Congo.
Aereo caduto: scatole nere a ParigiDopo il rifiuto della Germania di ieri
14 marzo 201907:50
– Le scatole nere del volo della Ethiopian Airlines precipitato domenica scorsa ad Addis Abeba sono state inviate a Parigi per essere analizzate: lo ha reso noto oggi la stessa compagnia aerea, secondo quanto riportano i media internazionali.
Ieri l’Etiopia aveva scelto di affidare alla Germania le scatole nere del Boeing 737 Max della compagnia aerea etiope, ma l’ente federale tedesco per gli incidenti aerei aveva declinato la richiesta per “mancanza del software necessario” ad analizzarle.
I due registratori di volo sono stati danneggiati nello schianto e l’estrazione dei dati appare complessa. L’Etiopia aveva annunciato di volerli inviare in Europa perché non dispone della tecnologia necessaria alla lettura dei dati.
Pedofilia: Pell a rischio in carcere, starà in isolamentoFinché le autorità carcerarie australiane potranno elaborare procedure per proteggerlo
SYDNEY14 marzo 201908:47
Il cardinale George Pell potrebbe essere “in serio pericolo” di vita in carcere e di fatto resterà dunque in isolamento, finché le autorità carcerarie potranno elaborare procedure per proteggerlo: a quanto riferisce oggi il quotidiano The Australian, l’ente statale responsabile delle carceri Corrections Victoria sta esaminando quando il prelato potrà essere trasferito da una struttura di massima sicurezza a una prigione più permanente, possibilmente con altri criminali sessuali. Pell è stato condannato ieri dalla County Court per abusi sessuali su minori a sei anni di carcere e potrà chiedere la libertà su cauzione dopo tre anni e otto mesi. Era stato giudicato colpevole da una giuria in dicembre di aver abusato sessualmente di due coristi di 13 anni quando era arcivescovo cattolico di Melbourne negli anni ’90, dopo aver celebrato messa nella cattedrale, e di aver aggredito sessualmente una seconda volta uno dei due minori, due mesi dopo. Corrections Victoria ha presentato alla corte un affidavit in cui dichiara che Pell, 77 anni, e “a serio rischio a causa del tipo di reati e del suo alto profilo”. “Come rileva l’affidavit, vi sono preoccupazioni per la notorietà del condannato per e la natura di profilo estremamente alto della causa”, ha dichiarato ieri il giudice Peter Kidd nell’emettere la sentenza. “Questo solleva preoccupazioni di sicurezza. Sono consapevole che il tempo in prigione sarà impattato materialmente e negativamente a causa di questi fattori. La posizione del condannato è legata all’età avanzata e alla conseguente vulnerabilità Il condannato potrebbe non vivere fino all’esaurimento della pena”. I problemi di salute di Pell includono lunghi precedenti di disturbi cardiaci, ipertensione e insufficienza cardiaca congestizia. Secondo il quotidiano, Pell potrebbe essere trasferito in una di due strutture nell’entroterra del Victoria in cui sono detenuti in relative condizioni di sicurezza criminali sessuali e detenuti di bassa sicurezza. Una seconda opzione è la prigione di minima sicurezza di Langi Kai Kal, 150 km a ovest di Melbourne, vicino a Ballarat, città natale di Pell.
Ucciso Frank Cali’,boss famiglia GambinoA Ny, davanti alla sua residenza di Staten Island
14 marzo 201908:49
– L’italoamericano Francesco ‘Frank’ Cali’, 53 anni, è stato vittima ieri sera di un agguato davanti alla sua residenza di Staten Island (New York City) ed è morto in ospedale a causa delle ferite riportate da colpi di arma da fuoco: lo riferiscono i media Usa, che citano la polizia locale.
Secondo i media si tratta del primo assassinio di rilievo negli ambienti della criminalità organizzata di New York da oltre 30 anni. L’agguato è avvenuto alle 21:00 ora locale (le 2:00 di oggi in Italia). [print-me title=”STAMPA”]
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