TECNOLOGIA
YouTube, le Storie hanno maschere a realtà aumentata
Sempre più simili a quelle di Instagram e di Snapchat
13 marzo 2019 03:47
Le Storie di YouTube diventano sempre più simili a quelle di Instagram e Snapchat. Sulla funzione della popolare piattaforma video arrivano nuovi filtri a realtà aumentata, piccoli effetti come occhiali, corone, le orecchie di animali o gigantesche zanne da sovrapporre alla propria immagine.La novità sfrutta il sistema di intelligenza artificiale di Google da applicare a qualsiasi dispositivo, anche quelli meno sofisticati tecnologicamente e cioè senza i sensori per il riconoscimento facciale come quelli integrati sugli iPhone XS.La funzionalità, al momento, non è per tutti. Le Storie di YouTube sono infatti disponibili solo per i canali con almeno 10.000 iscritti e sono ancora in una fase sperimentale.
Dispositivo su ambulanze spegne la musicaTest Svezia,con musica alta non vengono percepiti mezzi soccorso
13 marzo 201913:09
Niente più musica o radio accese a volume tale da impedire ai conducenti dei veicoli di percepire l’arrivo delle ambulanze. Un gruppo di studenti di ingegneria del Royal Institute of Technology di Stoccolma ha brevettato un sistema che, installato a bordo dei mezzi di soccorso, è capace di disattivare i dispositivi elettronici in grado di produrre musica, a bordo dei veicoli che si trovano nelle sue vicinanze. Ne dà notizia il portale dell’Asaps, gli amici e sostenitori della Polizia Stradale.Il sistema si chiama ‘Evan’ ed è in grado di comunicare con ogni apparecchio dotato di Radio Data System sulle frequenze FM e via bluetooth, inviando un messaggio testuale e uno vocale per avvisare gli automobilisti dell’imminente arrivo dell’ambulanza.Il segnale arriva, ad autoradio accesa, interrompendo cd, radio o musica da bluetooth con una voce che annuncia il sopraggiungere dell’ambulanza, prevedendo in anticipo quanto tempo prima l’automobilista deve ascoltare l’avviso a seconda del traffico. Il sistema calcola i tempi a seconda che ci si trovi nel traffico cittadino, in autostrada o su strade a scorrimento veloce.L’incremento degli incidenti che coinvolgono mezzi di soccorso e automobili private ha spinto questo gruppo di studenti di ingegneria a realizzare il dispositivo. Il tempo necessario alla reazione, di solito, è di 10-15 secondi, mentre sempre più spesso capita che gli automobilisti si rendano conto della presenza dei mezzi di emergenza soltanto un paio di secondi prima di vederli e ne vengano colti di sorpresa, proprio per colpa dell’isolamento acustico.La fase sperimentale durerà 3 mesi e riguarderà solamente le ambulanze di Stoccolma. Una volta analizzati i dati, verrà deciso se installare il sistema Evan su ogni ambulanza svedese.
Huawei: università Usa prendono distanze da fondiTra queste ci sono Princeton e Stanford
13 marzo 201913:16
Alcune delle maggiori universita’ americane prendono le distanze da Huawei, evitando donazioni e fondi dal colosso cinese. Una decisione legata alle pressioni dell’amministrazione Trump e del Congresso, che chiedono di limitare gli accordi con Huawei per timori sulla sicurezza nazionale. Fra le universita’ che stanno evitando Huawei figurano Princeton, Stanford, Ohio State University e l’Universita’ della California.
Brexit: su Twitter disinformazione supportata da destra Ricerca, “attività inorganica marcata in dialoghi sul ‘Leave'”
13 marzo 201913:17
Un’attività “inorganica” volta ad amplificare le opinioni a favore della Brexit, da parte di utenti Twitter di estrema destra situati al di fuori del Regno Unito. L’ha rilevata la società di cybersicurezza F-Secure analizzando 24 milioni di tweet provenienti da 1,65 milioni di profili, raccolti tra il 4 dicembre 2018 e il 13 febbraio 2019 che contenevano la parola ‘brexit’.La ricerca ha messo in evidenza esempi di “attività inorganica” su entrambi i fronti del dibattito, ‘Leave’ e ‘Remain’, “ma è risultata molto più marcata nelle conversazioni riguardanti l’uscita dalla Ue” spiegano gli esperti aggiungendo che “l’obiettivo era “amplificare le opinioni populiste di destra sulla Brexit e su altre questioni politiche, come le proteste dei gilet gialli in Francia”.”La nostra ricerca mostra che c’è uno sforzo a livello globale da parte dell’estrema destra di amplificare il fronte Leave all’interno del dibattito”, afferma Andy Patel, senior researcher presso l’Artificial Intelligence Centre di F-Secure.”L’attività inorganica, in relazione ai movimenti e agli eventi politici – prosegue il ricercatore di F-Secure – può essere a volte indicativa dell’astroturfing, cioè una pratica di marketing basata sulla costruzione di un’opinione fittizia e artificiosa o della diffusione di disinformazione”.Nello specifico, secondo l’analisi, i primi due influencer del fronte Leave hanno ricevuto un numero sproporzionato di retweet, rispetto ai modelli di influencer visti nel fronte Remain. Il gruppo pro-uscita si è basato sul supporto di una manciata di fonti di notizie non autorevoli, un numero significativo di account non britannici sono stati coinvolti in conversazioni pro-uscita e attività di retweet; alcuni account pro-uscita hanno twittato un mix di problematiche su Brexit e non Brexit (in particolare #giletsjaunes e #MAGA). Alcuni account a favore dell’uscita dall’Unione Europea hanno preso parte alle discussioni relative alle questioni politiche francesi (#franceprotests).
Spotify denuncia Apple ad Antitrust Ue, abuso su controllo appE’ guerra per il controllo della musica
NEW YORK13 marzo 20191
Spotify accusa Apple di aver abusato sul controllo delle app che compaiono sull’App Store, limitando così di fatto i servizi di musica in streaming che sono in concorrenza con Apple Musica. La denuncia antitrust di Spotify è stata presentata all’Unione Europea. “Negli ultimi anni Apple ha introdotto regole per limitare la scelta e soffocare l’innovazione a danno dell’esperienza dei clienti” afferma l’amministratore delegato di Spotify, Daniel Ek, sul blog della società. “Apple richiede a Spotify e ad altri servizi digitali di pagare una tassa del 30% sugli acquisti effettuati tramite il sistema di pagamento di Apple, incluso l’upgrade per il nostro servizio Premium” spiega Ek, sottolineando che pagando questa tassa “saremmo costretti ad alzare artificialmente i prezzi per i nostri abbonamenti Premium decisamente al di sopra del prezzo di Apple Music. E per mantenere i nostri prezzi competitivi per i clienti, questo è qualcosa che non possiamo fare”.”Se scegliamo di non usare il sistema di pagamenti di Apple, Apple allora applica una serie di restrizioni a Spotify. Per esempio limita le nostre comunicazioni con i clienti. In alcuni casi non ci è neanche consentito di inviare email ai nostri clienti che usano Apple” aggiunge Ek. “Non vogliamo alcun trattamento speciale. Vogliamo semplicemente lo stesso trattamento riservato a numerose altre app sull’App Store, quali Uber e Deliveroo, che non sono soggette alla tassa di Apple e quindi non hanno le stesse restrizioni”.
Apple, con streaming tv avrebbe 100 milioni utentiAnalisti, dal servizio attesi ricavi di 7-10 miliardi di dollari all’anno
13 marzo 201917:07
Se Apple lanciasse un servizio in abbonamento simile a Netflix, con film e serie tv da guardare in streaming via internet, raggiungerebbe i 100 milioni di abbonati entro cinque anni al massimo, arrivando a incassare fino a 10 miliardi di dollari all’anno. E’ quanto prevedono due analisti di Wedbush in merito al nuovo servizio che – secondo indiscrezioni – Apple dovrebbe annunciare nel corso di un evento per la stampa in programma il 25 marzo.Cento milioni di abbonati sono una cifra “realistica”, scrivono gli analisti Daniel Ives e Strecker Backe in una nota.Vista l’ampia base di utenti su cui Apple può contare, nonché “una fedeltà senza pari al marchio”, per gli esperti i 100 milioni di abbonati al servizio di tv in streaming sono “un obiettivo realistico nel medio termine (3-5 anni), che potrebbe tradursi in 7-10 miliardi di dollari di entrate annuali”.Apple nei giorni scorsi ha convocato la stampa per un evento che si terrà il 25 marzo allo Steve Jobs Theater, l’auditorium dell’Apple Park a Cupertino (California) alle 10 del mattino ora locale (le ore 18 in Italia). L’attesa è per due servizi in abbonamento: oltre a quello sui contenuti audiovisivi, dovrebbe essere presentato anche un servizio dedicato all’informazione, con una sezione a pagamento di Apple News.
WhatsApp ‘banna’ chi usa i cloni dell’appPuò inibire uso della chat ad un numero di telefono
13 marzo 201916:53
Tolleranza zero di WhatsApp nei confronti di cloni e delle varianti non ufficiali come Whatsapp Plus. Chi fa uso di versioni di terze parti – spiega la compagnia nell’aggiornamento delle Faq, le risposte alle domande più richieste dagli utenti – d’ora in avanti si vedrà sospendere il servizio e dovrà contattare l’assistenza.I cloni di WhatsApp promettono di offrire delle funzionalità premium, come la possibilità di cambiare temi o usare caratteri diversi, ma possono avere delle falle di sicurezza, sulla correzione delle quali gli sviluppatori della chat non hanno alcun potere.Whatsapp, di proprietà di Facebook, ha la facoltà di bannare gli account per uso improprio o perché vengono meno alle regole imposte dalla nuova policy. Oltre all’uso di versioni non ufficiali dell’app, si può essere penalizzati se si mandano messaggi osceni, diffamatori o minacciosi, oppure che promuovono crimini violenti. Ma anche se si crea il falso account di una persona oppure se si inviano virus malevoli.
Cresce mercato smartphone in Africa, +2,3% nel 2018Idc, giù i telefoni tradizionali ma sono ancora la maggioranza
13 marzo 201917:23
A fronte di un mercato globale in difficoltà, in Africa il settore degli smartphone torna a crescere, anche se l’incremento non basta a contrastare il calo dei cellulari tradizionali che, nel continente, sono ancora i più diffusi. Stando agli analisti di Idc, l’anno scorso le consegne di smartphone sono aumentate del 2,3% a quota 88,2 milioni di unità, grazie al traino dei tre mercati più grandi: Nigeria, Sudafrica, Egitto. Le consegne complessive, smartphone più telefonini, sono però diminuite dell’1,9% attestandosi a 215,3 milioni di pezzi.I telefonini tradizionali sono ancora predominanti in Africa, dove l’anno scorso hanno rappresentato il 59% delle consegne contro il 41% degli smartphone. In pratica, ogni 10 telefoni 6 sono cellulari e 4 sono smartphone.Per il 2019 gli analisti prevedono che le consegne di smartphone aumenteranno del 5,4% grazie anche alla maggiore offerta di dispositivi economici, mentre le consegne di telefonini diminuiranno del 5,1%. Nel complesso il mercato cederà lo 0,8%.A livello di brand, nel 2018 le consegne di smartphone in Africa hanno visto sul podio Transsion, Samsung e Huawei con quote rispettivamente del 34,3%, 22,6% e 9,9%. Nei telefoni tradizionali Transsion è prima con una market share del 58,7%, seguita da Nokia con il 9,6%.
Facebook e Instagram sono downIn Italia il disservizio è nelle tendenze del momento su Twitter
13 marzo 201919:21
Problemi per Facebook e Instagram: un malfunzionamento coinvolge gli utenti su scala globale. Sul sito Downdetector.com sono migliaia le segnalazioni di utenti che lamentano il disservizio.Le due piattaforme, entrambe di proprietà della compagnia di Mark Zuckerberg, mostrano problemi anche in Italia, dove molte persone stanno lamentando il disservizio su Twitter. Nei trend di Twitter, #instagramdown è al momento al primo posto, mentre #facebookdown è al terzo.”Siamo consapevoli del fatto che alcune persone stiano avendo problemi ad accedere alla famiglia di app Facebook. Stiamo lavorando per risolvere il problema il prima possibile”. Lo afferma un portavoce del social network in merito al disservizio che ha coinvolto le piattaforme Facebook e Instagram.
TECNOLOGIA
Google, stop a 2,3 mld annunci ingannevoli
“Sventata conl’ Fbi anche una grande operazione di frode pubblicitaria”
15 marzo 201912:00
– Nel 2018 Google ha bloccato 2,3 miliardi di annunci pubblicitari ingannevoli o pericolosi, oltre 6 milioni al giorno. Quasi 207.000 erano annunci per la rivendita di biglietti, oltre 531.000 di prestiti per cauzioni e circa 58,8 milioni legati ad attività di phishing. Lo rende noto la società nel report periodico Trust and Safety Ads.
“Continuiamo ad essere impegnati nella lotta alla disinformazione e ai siti di bassa qualità”, spiega Scott Spencer, Director of Sustainable Ads di Google.
Nel rapporto, Google spiega anche di aver sventato una grande operazione di frode pubblicitaria in collaborazione con Fbi e la società di cybersecurity White Ops. Con il nome in codice ‘3ve’, l’operazione usava tattiche sofisticate per sfruttare data center, pc infettati, domini fraudolenti e siti falsi. In totale, ha prodotto più di 10.000 domini contraffatti e generato oltre 3 miliardi di richieste di annuncio al giorno. Sono state denunciate otto persone per reati che includevano il furto di identità aggravato e il riciclaggio di denaro.
FB, Usa aprono indagini su accordi datiGran giurì chiede informazioni a due produttori di smartphone
NEW YORK14 marzo 201910:48
– Le autorità americane hanno avviato indagini penali in merito agli accordi sui dati stretti da Facebook con altri colossi tecnologici, intensificando la pressione sul social network di Mark Zuckerberg. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo cui un gran giurì ha chiesto informazioni ad almeno due importanti produttori di smartphone che avrebbero siglato accordi con Facebook, guadagnando così l’accesso ai dati personali di centinaia di milioni di persone.
Le due società fanno parte del gruppo di oltre 150 aziende – fra le quali Amazon, Apple e Sony – che hanno firmato accordi per la condivisione di dati.
Facebook, risolto il malfunzionamentoGiù le segnalazioni di disservizio. Instagram: siamo tornati
14 marzo 201911:14
– Sembra rientrato il disservizio che ieri ha interessato tutto l’ecosistema Facebook, in primis il social network e Instagram, e in misura minore le chat Messenger e WhatsApp. Instagram ha twittato “siamo tornati” intorno alle 5 del mattino, mentre per Facebook le segnalazioni di malfunzionamento fatte dagli utenti si sono notevolmente ridotte.
Il problema, iniziato tra le ore 16 e le 17 di ieri, era stato segnalato da migliaia di utenti su scala globale sia sul sito Downdetector, sia su Twitter, dove #instagramdown e #facebookdown erano diventati gli hashtag più gettonati.Su Facebook il malfunzionamento è durato circa 15 ore: tra i più lunghi nei 15 anni di vita del social. Attualmente la pagina che riporta lo status di Facebook, dedicata agli sviluppatori, continua a segnalare una “interruzione parziale”.
Facebook non ha reso note le cause del disservizio, ma nella serata di ieri ha escluso, in un tweet, di aver subito un attacco informatico.
Softbank, 1 mld a Uber per le auto autonomeInsieme ad altri investitori, è spinta per Ipo
NEW YORK14 marzo 201911:15
NEW YORK – Un consorzio guidato da Softbank è in trattative per investire un miliardo di dollari o più nella divisione di auto autonome di Uber. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l’investimento può aiutare l’app per auto con conducente in vista dell’offerta pubblica iniziale (Ipo) per la quotazione in Borsa.
Le trattative riguardano l’acquisizione da parte di Softbank e altri investitori, fra i quali una casa automobilistica, di una quota di minoranza nella divisione di auto senza guidatore a una valutazione fra i cinque e i dieci miliardi di dollari.
Un milione di italiani paga ‘mobile’ nei negoziNel 2018 oltre 15 milioni di transazioni, per un valore di 530 milioni
14 marzo 201914:03
– Il 2018 è stato l’anno del boom in Italia per il Mobile proximity payment, cioè per i pagamenti fatti nei negozi attraverso lo smartphone, che hanno messo a segno una crescita esponenziale (+650%). Nei 12 mesi si sono registrati 530 milioni di euro transati, con oltre 15,6 milioni di transazioni effettuate. A utilizzare il telefono per fare pagamenti nei punti vendita è stato circa un milione di italiani, il doppio rispetto al 2017. Raddoppiata anche la spesa annuale media, che ha superato i 500 euro per persona. I dati emergono dalla nuova edizione dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, presentata stamani a Milano.
In base al report, il valore degli acquisti online di beni e servizi tramite sito mobile o app (tipologie che rientrano nel Mobile remote commerce) è cresciuto del 40% per un totale di 8,4 miliardi di euro: un valore pari al 31% del totale dell’e-commerce, in crescita rispetto al 25% del 2017. A trainare è l’abbigliamento, seguito dal Food&Grocery, mentre ha meno appeal la vendita di servizi, dal turismo e trasporti alle assicurazioni.
Continua poi a crescere, ma meno rispetto al passato, il mercato del Mobile remote payment – cioè i pagamenti di ricariche telefoniche, bollette, parcheggi, biglietti dei mezzi, noleggi auto e taxi attraverso il cellulare – che raggiunge i 900 milioni di euro di transato con un incremento del 10%.
In particolare, aumentano del 53% i pagamenti di parcheggi, biglietti dei mezzi pubblici, taxi, servizi di car sharing e bike sharing. In totale valgono oltre 180 milioni di euro e sono presenti in 460 comuni (il 5,8% del totale), abitati dal 39% circa della popolazione italiana.
Apple cerca intesa con Hbo su contenutiBloomberg, trattative anche con Showtime e Starz
15 marzo 201909:43
Apple sarebbe vicina a stringere accordi con Hbo, Showtime e Starz per assicurarsi film e telefilm da offrire, accanto ai suoi contenuti originali, nel servizio tv in abbonamento che secondo le indiscrezioni lancerà il 25 marzo. Lo riferisce Bloomberg citando fonti a conoscenza della situazione.Il servizio di tv in streaming poggerà su due basi: da un lato i programmi finanziati, acquistati o sviluppati da Apple, e dall’altro i programmi di società esterne. Apple sarebbe in trattativa, tra gli altri, con l’operatore AT&T che è il proprietario di Hbo, con la Cbs e il suo network Showtime, e con Starz, il canale premium via cavo di proprietà di Lions Gate Entertainment. Almeno un paio di accordi, secondo le fonti, dovrebbero essere chiusi entro venerdì.Apple nei giorni scorsi ha convocato la stampa per un evento in programma all’Apple Park di Cupertino, in California, il 25 marzo. All’evento è attesa la presentazione di due servizi in abbonamento: uno incentrato sui contenuti audiovisivi, rivale di Netflix, e uno dedicato all’informazione, con con una sezione a pagamento di Apple News.Il servizio di tv in streaming, stando a due analisti di Wedbush, potrebbe raggiungere i 100 milioni di abbonati nel giro di 3-5 anni, che si tradurrebbero in entrate annuali di 7-10 miliardi di dollari.
Facebook: Nyt; Usa aprono indagini penali su accordi datiGran jury chiede informazioni a 2 produttori smartphone. Titolo in calo
NEW YORK14 marzo 201919:30
– Le autorità americane hanno avviato indagini penali sugli accordi sui dati di Facebook con altri colossi tecnologici, intensificando la pressione sul social network di Mark Zuckerberg. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo il quale un grand jury ha chiesto informazioni ad almeno due importanti produttori di smartphone che avrebbero siglato accordi con Facebook, guadagnando così l’accessi ai dati personali di centinaia di milioni di persone. Le due società fanno parte del gruppo di oltre 150 aziende – fra le quale Amazon, Apple e Sony – che hanno siglato accordi per la condivisione di dati. Il titolo Facebook è in calo a Wall Street. I titoli del social media perdono il 2,46% sulla scia delle indiscrezioni del New York Times.
Cina, “mai chiesto a società di spiare”Premier, “contrario a nostre leggi, non lo faremo in futuro”
PECHINO15 marzo 201910:36
– La Cina “non ha chiesto e non lo farà in futuro” a compagnie cinesi o individui di spiare Paesi stranieri. Lo ha detto il premier Li Keqiang nella conferenza stampa finale del Congresso nazionale del popolo, alla domanda se Pechino abbia mai chiesto a società cinesi di “spiare” all’estero, nel mezzo delle accuse Usa sui rischi in tal senso relativi al colosso delle tlc Huawei.
“La Cina non si comporta in quel modo”, ha aggiunto Li.
“Lasciatemelo dire in modo esplicito, questo è contrario alle leggi cinesi. Non lo abbiamo fatto e non lo faremo in futuro”.
FB, lascia il responsabile prodotti CoxVia anche capo WhatApp, Zuck annuncia riorganizzazione vertici
NEW YORK15 marzo 201912:09
– Chris Cox, il responsabile dei prodotti di Facebook, lascia la società. Lo ha reso noto Mark Zuckerberg con un post sul blog di Facebook. “Con Chris ho lavorato a stretto contatto per costruire i nostri prodotti per oltre dieci anni. Ha avuto molti ruoli cruciali in Facebook”, ha messo in evidenza Zuckerberg. A lasciare la compagnia èstato anche Chris Daniels, a capo di WhatsApp.
Zuckerberg ha annunciato una riorganizzazione ai vertici di Facebook. Will Cathcart sarà il nuovo responsabile di WhatsApp, mentre Fidji Simo sarà alla guida dell’app di Facebook.
Industria Ue auto in mirino hacker AsiaSecondo FireEye i più attivi sono cinesi, coreani e vietnamiti
15 marzo 201911:00
– L’industria automobilistica europea sarebbe esposta a un attacco continuo da parte di hacker asiatici, con particolare attività proveniente dalla Cina, dalla Corea del Nord e dal Vietnam. A lanciare l’allarme è la società FireEye che si occupa di sicurezza informatica e che sottolinea come gli attacchi non interessino solo le auto connesse a Internet ma che si concretizzino in varie azioni criminali nei confronti dei player del settore. Secondo quanto osservato dalla società californiana che si occupa di security, le minacce odierne per l’industria dell’auto riguarderebbero sette aree ben definite. Al primo posto ci sarebbe il cyber spionaggio per ottenere un vantaggio competitivo, per “sottrarre informazioni alle case automobilistiche” spiegano da FireEye in una nota. Poi ci sarebbero poi le azioni di cyber spionaggio per uso militare, “per ottenere informazioni sui progressi tecnologici, da poter poi utilizzare per applicazioni militari” e le minacce informatiche agli stabilimenti produttivi. In pericolo anche i veicoli connessi. “Ad oggi, un numero sempre maggiore di veicoli utilizza sistemi di accesso keyless e telecomandi elettronici per chiudere e aprire le portiere dell’auto” e i criminali informatici sfruttano sempre più spesso le vulnerabilità di questi sistemi per accedere ai veicoli. Quindi ci sono i rischi per i veicoli autonomi: “gli attaccanti potrebbero essere portati a rubare le tecnologie per accelerare la ricerca e lo sviluppo della guida senza conducente”. Infine vengono indicate le cosiddette campagne ‘ransomware’, ovvero attività poste in essere con lo scopo di causare una sostanziale perdita dei dati nei soggetti colpiti.
Apple, Spotify è trattata come gli altriL’affondo della Mela: ‘vuole guadagnare a scapito degli artisti’
15 marzo 201912:07
– Apple risponde a Spotify, che nei giorni scorsi ha accusato la compagnia di Cupertino davanti all’Antitrust Ue di abusare del controllo delle app che compaiono sull’App Store, limitando di fatto i servizi di musica in streaming che sono in concorrenza con Apple Music. In un lungo comunicato stampa, Apple ribatte punto su punto alle dichiarazioni di Spotify, a cui – assicura – ha riservato lo stesso trattamento che hanno le altre app, e non risparmia una stoccata all’azienda scandinava, regina della musica in streaming, accusata di voler fare profitti a scapito degli artisti.
“L’obiettivo di Spotify è quello di guadagnare di più dal lavoro degli altri. E non sta cercando di spremere solo l’App Store, ma anche gli artisti, i musicisti e i cantautori”, afferma Apple.
“Dopo aver utilizzato l’App Store per anni per far crescere in modo esponenziale la propria attività, Spotify cerca di mantenere tutti i vantaggi di questo ecosistema – inclusi i notevoli guadagni che gli arrivano dai clienti dell’App Store – senza apportare alcun contributo a quel mercato”, evidenzia Apple. Allo stesso tempo, è l’affondo, Spotify “distribuisce musica dando contributi sempre più piccoli ad artisti, musicisti e cantautori, arrivando persino a portarli in tribunale”.
Nel merito, la società guidata da Tim Cook respinge l’accusa di aver ostacolato la app di Spotify e rivendica il contributo richiesto “per acquisti fatti all’interno dell’app usando il nostro sistema di pagamento. Quella quota è del 30% per il primo anno di un abbonamento, ma scende al 15% negli anni seguenti”.
Algoritmo per Netflix utile per biologiaMette il turbo alla tecnica di analisi dei tessuti
15 marzo 201911:48
– Da Netflix arriva un aiuto alla biologia: un algoritmo sviluppato per capire e prevedere i film preferiti dagli spettatori è stato utilizzato per catturare le immagini dei tessuti a una velocità senza precedenti. Il metodo, descritto su Optica dalla Scuola normale superiore francese, può aiutare nella diagnosi precoce dei tumori e nell’analisi dei tessuti. La tecnica è stata sperimentata per aumentare la velocità e ridurre la mole di dati acquisiti con la spettroscopia Raman, che permette di analizzare i materiali in modo non invasivo e che non richiede la preparazione dei campioni. Anche se si è mostrata promettente per identificare le cellule tumorali e l’analisi dei tessuti malati, la spettroscopia Raman richiedeva tempi di acquisizione dell’immagine troppo lunghi, oltre ad una lunga elaborazione dell’enorme mole di dati generata, e quindi poco utilizzabile in ambito biomedico. “Con questo metodo abbiamo risolto i due problemi, aumentando la velocità e usando un modo più semplice per acquisire informazioni utili da questo tipo di immagini”, commenta Hilton de Aguiar, coordinatore dello studio. L’immagine viene così acquisita in poche decine di secondi (e non diversi minuti come prima), e la mole di dati ridotta fino a 64 volte. Il risultato è stato possibile prendendo solo una porzione dei dati normalmente richiesti con la spettroscopia, e poi completando le informazioni mancanti con l’algoritmo che era stato pensato per Netflix. Un approccio che ora verrà testato su diversi tipi di tessuti e che potrebbe essere usato in biologia, per esempio nello studio delle alghe.
Assistente Watson IBM a bordo delle SeatAccordo punta a rivoluzionare mobilità urbana con uso AI
15 marzo 201912:08
Sulle Seat del futuro ci sarà a bordo l’intelligenza artificiale (AI) di Watson, l’assistente virtuale di IBM con funzionamento basato sulla cosiddetta “nuvola”, il Cloud. L’accordo tra la Casa spagnola del gruppo Volkswagen e Big Blue punta a rivoluzionare il concetto di mobilità urbana con l’utilizzo del nuovo sistema Mobility Advisor. Attualmente in fase di sviluppo si servirà di Watson per consentire ai conducenti di prendere le decisioni di trasporto quotidiano migliori: dall’auto privata ai mezzi pubblici, al carsharing, al motosharing o al bikeharing. Funziona tramite un’app e può fornire agli automobilisti un’interfaccia di conversazione per pianificare e ottimizzare i percorsi o per dare consigli su come completare il proprio viaggio al meglio. Grazie alla tecnologia di apprendimento (machine learning) ideata da IBM, il sistema impara a conoscere nel tempo le preferenze del conducente per poi proporre suggerimenti personalizzati.
Da IBM chiariscono: “Si adegua dinamicamente a condizioni mutevoli tenendo conto delle previsioni del tempo, delle segnalazioni sul traffico e di ciò che accade in città quel giorno. Inoltre, in base agli appuntamenti e all’umore del conducente suggerisce diverse opzioni di trasporto, anche se ciò significa non prendere l’auto, camminare o usare uno scooter”.
“Con il lancio delle reti 5G nelle città nei prossimi anni – chiarisce Juan Ramon Gutierrez Villar, industry solutions leader di IBM Global Markets – le possibilità di trasformare l’esperienza del conducente sono illimitate. Stiamo lavorando con aziende di telecomunicazioni e imprese innovative come Seat per fornire le tecnologie open necessarie per realizzare questa visione e creare esperienze utente altamente contestualizzate e personalizzate che funzionino velocemente su più cloud e con tecnologie di intelligenza artificiale”.
Tokyo 2020, robot aiuteranno i disabiliMessi a punto da Toyota. Panasonic svela un esoscheletro
15 marzo 201912:48
I Giochi di Tokyo potrebbero passare alla storia come le “Olimpiadi dei robot”. Gli organizzatori hanno infatti presentato i supporti robotici pensati per aiutare spettatori, lavoratori e atleti durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi del 2020, in primis chi è in sedia a rotelle.
Le novità, svelate stamani nel corso di una conferenza nella capitale giapponese, sono due e portano la firma di due sponsor forti della kermesse sportiva: Toyota e Panasonic. Toyota ha svelato il suo Human Support Robot (Hsr), un robot bianco e nero dotato di braccio meccanico che assiste chi si trova su sedia a rotelle: trasporta borse e altri oggetti, offre informazioni e guida gli spettatori al loro posto. Allo stadio olimpico di Tokyo ce ne saranno sedici in funzione.
Panasonic ha invece messo a punto la Power Assist Suit: un esoscheletro che consente di sollevare e trasportare oggetti con meno fatica e senza sovraccaricare la schiena. Sarà usato dai lavoratori nelle location di Olimpiadi e Paralimpiadi, oltre che nel villaggio olimpico.
“I robot non dovrebbero sopraffare le persone; possono avere una relazione amichevole con gli esseri umani e possono lavorarci insieme. E’ questo il tipo di robot che immaginiamo”, ha detto Masaaki Komiya, vice direttore generale alle Olimpiadi di Tokyo. Grazie ai Giochi, ha aggiunto il direttore dei servizi tecnologici Hideyo Hirata, “la gente in tutto il mondo potrà comprendere quanto il Giappone sia avanzato in termini di tecnologia robotica”.
Facebook: AI contro il revenge pornSocial annuncia anche un un centro di supporto per le vittime
15 marzo 201914:08
– Facebook mette in campo l’intelligenza artificiale contro il revenge porn, cioè la pubblicazione di immagini intime di una persona senza il suo consenso. Il social network annuncia una nuova tecnologia di rilevamento, volta a identificare le immagini per rimuoverle, e lancia un centro si supporto per aiutare le persone a rispondere quando subiscono questo tipo di abusi.
“Grazie all’apprendimento automatico e all’intelligenza artificiale, ora siamo in grado di rilevare in modo proattivo immagini o video che vengono condivisi senza autorizzazione su Facebook e Instagram. Ciò significa che possiamo trovare questi contenuti prima che qualcuno li segnali”, spiega in un post Antigone Davis, Global Head of Safety di Facebook. “Persone appositamente formate esamineranno i contenuti individuati dalla nostra tecnologia”, prosegue. “Se un immagine o un video viola i nostri standard lo rimuoveremo, e nella maggior parte dei casi disabiliteremo gli account che condivideranno contenuti intimi senza autorizzazione”.
Accanto a questo, “stiamo lanciando ‘Non senza il mio consenso’, un centro di supporto alle vittime all’interno del nostroSafety Centerche abbiamo sviluppato insieme ad esperti”, evidenzia Davis. “Qui le vittime troveranno organizzazioni e risorse che possono offrire loro sostegno, compresi gli strumenti da usare per rimuovere un contenuto dalla nostra piattaforma e impedirne l’ulteriore condivisione”.
Polizia neozelandese, stop video crimineFacebook, Twitter e YouTube rimuovono ma i media lo mostrano
15 marzo 201914:13
– La polizia della Nuova Zelanda è al lavoro per eliminare dal web il video trasmesso in diretta su Facebook da uno dei criminali responsabili dell’attacco a due moschee di Christchurch, e fa appello affinché le persone non lo condividano online. In un tweet, la polizia spiega di essere “consapevole che ci sono filmati estremamente angoscianti relativi all’evento di Christchurch che circolano online”. Per questo, “raccomandiamo caldamente che non siano condivisi”.
L’appello è stato rilanciato dal primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern.
Facebook ha collaborato con le forze dell’ordine, rimuovendo il video e bloccando gli account dell’autore. Anche Twitter e YouTube hanno fatto sapere di essere al lavoro per rimuovere il filmato, che tuttavia è stato mostrato – in forma censurata – dai media locali.
“La polizia neozelandese ci ha avvisato di un video su Facebook poco dopo l’inizio della diretta, e abbiamo rimosso rapidamente sia gli account Facebook e Instagram dell’uomo, sia il video”, ha fatto sapere la responsabile locale dei contenuti di Facebook, Mia Garlick. “Stiamo anche rimuovendo qualsiasi elogio o sostegno per il crimine e i criminali non appena ne veniamo a conoscenza”.
Parte del filmato, non contenente spari o immagini di vittime, è stato mostrato più volte dai media australiani. Come riferisce il Guardian, Sky News Australia lo ha mandato in onda ripetutamente, mentre Ten Daily lo aveva inserito sul suo sito e i suoi social, ma dopo alcune ore lo ha rimosso. Coinvolti anche News.com.au, Channel Nine e l’Herald-Sun.). [print-me title=”STAMPA”]
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