POLITICA
Fico, su carceri Italia viola norme
Sul divieto di tortura e trattamenti degradanti
27 marzo 201909:51
– Il “ruolo di rieducazione sociale affidato alla pena, sancito dalla Costituzione” é stato richiamato dal presidente della Camera Roberto Fico alla presentazione delle relazione annuale del Garante dei detenuti.”Sul divieto di tortura e di trattamenti degradanti”, ha detto Fico, “l’Italia purtroppo non ha ottemperato pienamente a obblighi costituzionali e internazionali”. “Il sovraffollamento delle carceri diventa una pena aggiuntiva – così Fico -, su questo i miglioramenti sono stati timidi e parziali in questi anni”.
POLITICA
Carceri, Garante: ‘Il sovraffollamento non è una fake news’
27 marzo 201910:12
Nell’ultimo anno si contano 2.047 detenuti in più, “con un andamento progressivo crescente e preoccupante”, e “questo aumento si riverbera sulle condizioni di vita interna e sul sovraffollamento, che non è una fake news”. Lo evidenzia il garante nazionale delle persone detenute Mauro Palma nella relazione al Parlamento. Nello stesso periodo il numero di persone finite in carcere è diminuito, sono 887 in meno, quindi l’aumento è dovuto alla minore possibilità di uscita. In totale sono 60.472 i detenuti e 50.514 i posti letto. Il garante nazionale invita, quindi, il Parlamento a riflettere sulle cifre. Innanzitutto sottolinea Palma perché “nel luogo di ricostruzione, o a volte di costruzione, del senso di legalità non possono essere fatte vivere situazioni che ledono la legalità stessa”. Inoltre, “l’attenzione geometrica alla ‘cella’ non deve far perdere il principio che la persona detenuta deve vivere la gran parte della giornata al di fuori di essa impegnata in varie attività significative. Il nostro modello di detenzione – afferma – continua, al contrario, a essere imperniato, culturalmente e sul piano attuativo, sulla permanenza nella ‘cella’, così vanificando la proiezione verso il dopo e il fuori”. Il sovraffollamento nelle carceri “non è una fake news”: secondo gli ultimo dati, aggiornati al 26 marzo i posti regolamentari disponibili nei 191 istituti di pena italiani sono 46.904 ma vi sono presenti 60.512 persone. Quindi 13.608 detenuti in più, con un sovraffollamento del 129%. È quanto rileva la relazione al Parlamento del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. In un anno, c’è stato un aumento di 2mila detenuti: al 31 dicembre 2017 erano 57.608, al 31 dicembre 2018 59.655. E a preoccupare il garante sono le ragioni alla base di tale crescita, che non è dovuta ai maggiori ingressi ma a un minor numero di dimissioni, 887 in un anno: “molto probabilmente perché si utilizzano di meno le misure alternative al carcere”. Al 20 marzo di quest’anno risultano detenute 1.839 persone con una pena inflitta inferiore a un anno e 3.319 con una pena tra 1 e 2 anni. Si tratta cioè di 5.158 persone che potrebbero usufruire di misure alternative al carcere, ma che rimangono all’interno degli istituti. Per questo per l’autorità indipendente, presieduta da Mauro Palma, è “urgente una riflessione che coinvolga tutti i soggetti coinvolti nell’esecuzione penale, magistratura, amministrazione penitenziaria, operatori del sociale e lo stesso Parlamento” per “rimuovere gli ostacoli che impediscono la concreta applicazione di misure esecutive della pena alternativa alla detenzione, secondo quanto l’ordinamento prevede”.Vale per tutti, “ogni persona, nativa o straniera, libera o ristretta, capace o meno di intendere o in qualsiasi altra condizione”, il diritto “alla dignità personale e alla propria integrità psicofisica” e a questi “aggiungo il diritto alla speranza”. Lo dice Maura Palma, illustrando la relazione annuale al Parlamento del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. A questo diritto, aggiunge, corrisponde “l’obbligo” di garantire “la maggiore autodeterminazione possibile nei limiti dati dalla sua condizione e nel contesto dei valori e principi che la nostra Costituzione tutela”. E la percezione di insicurezza “non può essere semplicemente assunta, da parte di chi ha responsabilità istituzionali, come un dato, fisso, ingiudicabile; non può costituire il criterio informatore di norme né di decisioni amministrative”.Il “ruolo di rieducazione sociale affidato alla pena, sancito dalla Costituzione” é stato richiamato dal presidente della Camera Roberto Fico alla presentazione delle relazione annuale del Garante dei detenuti.”Sul divieto di tortura e di trattamenti degradanti”, ha detto Fico, “l’Italia purtroppo non ha ottemperato pienamente a obblighi costituzionali e internazionali”. “Il sovraffollamento delle carceri diventa una pena aggiuntiva – così Fico -, su questo i miglioramenti sono stati timidi e parziali in questi anni”. “Questo dato – sottolinea Fico – impone alle Istituzioni, con urgenza, l’adozione di misure risolutive che restituiscano la dignità alle persone detenute. Misure che contemplino la riduzione della popolazione carceraria attraverso opportuni interventi sul codice penale. Misure che assicurino, anche e soprattutto, che la pena sia uno strumento per agevolare un reinserimento sociale e non una condanna ulteriore alla esclusione e marginalizzazione e quindi alla probabile recidiva. Migliorare le condizioni di chi sconta una pena in prigione – puntualizza il presidente della Camera – non è un atto di indulgenza verso chi ha commesso reati. Restituire alla società una persona migliore rispetto a quella che ha fatto il suo ingresso in carcere, che abbia piena consapevolezza della sua dignità e dei suoi diritti, è il migliore antidoto per prevenire che essa torni a delinquere”. Per Fico, “dalla Relazione del Garante è che molto resta da fare per migliorare la condizione dei detenuti. Ed il Parlamento è chiamato a fare la sua parte, anche sulla base delle proposte che il Garante formulerà oggi. Molto importanti sono le considerazioni puntuali della Relazione relative alla necessità di migliorare la qualità delle celle e di altri luoghi connessi alla privazione o limitazione della libertà personali, come in particolare i cortili e le sale colloqui”, conclude.
Conte: favorevole a cittadinanza a RamyPremier su ragazzino eroe. Salvini ha annunciato ieri la svolta
27 marzo 201910:59
– “Sono favorevole”: così il premier Giuseppe Conte ha risposto ai cronisti sulla cittadinanza italiana al giovane Ramy, che ha sventato la strage sul bus vicino a Milano. Ieri il ministro degli Interni Matteo Salvini ha sciolto la riserva e annunciato che il ragazzino di origine egiziana, ma nato in Italia, avrà la cittadinanza per meriti speciali.
Sequestro Silvia Romano, rogatoria da pm Roma al KenyaLa volontaria milanese di 23 anni è stata rapita il 20 novembre scorso mentre si trovava nel villaggio di Chakama. Si indaga per sequestro di persona per finalità di terrorismo.
27 marzo 201911:06
La Procura di Roma è in attesa di una risposta dalle autorità kenyote dopo l’invio di una rogatoria internazionale in relazione alla vicenda di Silvia Romano, la volontaria milanese di 23 anni rapita il 20 novembre scorso mentre si trovava nel villaggio di Chakama. A piazzale Clodio si indaga per sequestro di persona per finalità di terrorismo.Fonti giudiziarie precisano che nella rogatoria gli inquirenti chiedono agli omologhi kenyoti di potere condividere, anche sul piano della cortesia internazionale poiché mancano trattati di cooperazione tra i due Paesi, gli elementi di indagine acquisiti dalla magistratura locale e in particolare le testimonianze e l’attività istruttoria svolta per risalire agli autori del rapimento. In questo ambito rientra anche la richiesta, avanzata alcuni giorni fa e di cui oggi scrivono alcuni quotidiani, trasmessa via Interpol di potere inviare un pool di investigatori italiani ma anche in questo caso le autorità africane non hanno dato risposta. A piazzale Clodio si fa notare che la scelta della Procura e dei Ros di inviare un team di inquirenti “è segno di particolare attenzione poiché fatta solo in casi particolari”.
Bussetti, Università fattore di sviluppo”Necessità di più laureati” dice ministro a Perugia
– L’Università è un fattore “fondamentale per lo sviluppo del Paese”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Ateneo di Perugia.
“Abbiamo anche la necessità di aumentare il numero dei laureati in Italia – ha detto ancora il ministro – ma soprattutto di sviluppare e potenziare la ricerca. Che secondo me potrà essere un volano propulsore enorme per far sì che la nostra economia decolli ancora di più”.
Bussetti ha quindi detto che la sua presenza a Perugia vuole “testimoniare anche l’ottimo lavoro del rettore Franco Moriconi e di tutto il suo staff” all’ultimo anno di guida della struttura.
L’inaugurazione dell’anno accademico si è svolta alla presenza delle massime autorità, tra le quali la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e quella dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi.
Processo Garavaglia, pm chiede 2 anniImputato turbativa asta. Chiesti 7 anni e 6 mesi per Mantovani
27 marzo 201912:12
– Il pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto una condanna a 2 anni per il viceministro leghista dell’Economia Massimo Garavaglia imputato per turbativa d’asta, in qualità di ex assessore lombardo all’Economia, per una gara da 11 milioni di euro del 2014 per il servizio di trasporto di persone dializzate. Imputato in concorso anche l’ex vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani per il quale il pm ha chiesto 7 anni anni e 6 mesi. Nel processo a 12 imputati Mantovani è anche accusato di corruzione e concussione.
Europee: +Europa e Pizzarotti insiemeProtestano i Verdi, sindaco Parma aveva impegni con noi
27 marzo 201914:18
– +Europa e Italia in Comune di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, hanno siglato una intesa per liste comuni alle elezioni europee. È quanto è stato annunciato in una conferenza stampa dai vertici dei due partiti.
Protestano i Verdi che denunciano mesi di incontri e impegni per un accordo con il movimento del sindaco di Parma.
Oggi voto finale su decretoneBocciate tutte le modifiche proposte
27 marzo 201914:21
– Conclusa in Aula al Senato la votazione sugli emendamenti al decretone che contiene reddito di cittadinanza e quota 100. Nessuna delle modifiche proposte è stata accolta. La seduta è stata sospesa fino alle ore 17 per permettere al Partito democratico di svolgere l’assemblea del gruppo. Alla ripresa dei lavori si terranno le dichiarazioni di voto e il voto finale.
Riunione a P. Chigi su dl crescitaPunto con sottosegretari, assenti Tria e Di Maio
27 marzo 201914:23
– E’ previsto nel primo pomeriggio un vertice sul decreto crescita a Palazzo Chigi. La riunione sarà presieduta dal premier Giuseppe Conte e vedrà la partecipazione dei sottosegretari interessati al provvedimento che ha visto la co-partecipazione del Mise e del Mef. Assenti, invece, sia il ministro dell’Economia Giovanni Tria, in queste ore in Cina, sia il vicepremier Luigi Di Maio, negli Stati Uniti fino a giovedì. [print-me title=”STAMPA”]
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