SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
L’Aquila 2009, una lezione mancata
Ex sindaco Cialente ripercorre fatti e sbagli a 10 anni da sisma
01 aprile 2019 03:04
– MASSIMO CIALENTE, L’AQUILA 2009. UNA LEZIONE MANCATA, a cura di Antonella Calcagni (Castelvecchi, pp.
166, 16.50 euro) “Mi colpì l’immagine nitidissima che ho ancora negli occhi dell’enorme nuvola giallo-arancione che avvolgeva il centro storico della città, come un fungo atomico. ‘L’Aquila è finita’, gridai”. Non è solo un diario, un flusso ininterrotto di pensieri, ma soprattutto una testimonianza ‘in prima linea’ il libro “L’Aquila 2009. Una lezione mancata” che Massimo Cialente, sindaco del capoluogo abruzzese dal 2007 al 2017, ha scritto in occasione dei 10 anni dal tragico terremoto del 6 aprile. In libreria dal 28 marzo con Castelvecchi, il libro (a cura di Antonella Calcagni) racconta i drammi personali e politici che il primo cittadino ha vissuto sulla sua pelle e propone al lettore una riflessione su cosa l’Italia e gli italiani abbiano imparato dopo la terribile esperienza del sisma aquilano. Se dopo 10 anni l’Aquila fatica a ritrovare la propria identità e la ricostruzione non è ancora stata completata, se – anche alla luce degli altri disastri naturali che purtroppo sono accaduti – ci ritroviamo sempre a gestire l’emergenza e mai a prevenirla, se ancora il Paese non ha investito quanto avrebbe dovuto per salvaguardare il patrimonio edilizio e artistico, è evidente che in Italia resta più di un problema sul fronte della sicurezza.
Tra le pagine, densissime anche di momenti toccanti, tutto è narrato con attenzione: dalle prime scosse di gennaio al crollo del 6 aprile, dal funerale delle 309 vittime all’avvio della ricostruzione, e poi le New Town, la lotta alla burocrazia, i movimenti di protesta e il rapporto mai facile con il Governo. Cialente fa i nomi, riporta gli eventi con tutti i dettagli, le date, gli orari, le persone presenti e quelle assenti: il suo è un resoconto preciso, quasi come se volesse ricordare ogni minimo particolare prima a se stesso e poi agli altri.
L’obiettivo è non tralasciare nulla, neppure quei tanti attacchi ricevuti che lo hanno cambiato per sempre e nemmeno quel senso di abbandono da parte delle istituzioni che ha sentito forte: perché, scrive, “il Parlamento e il Governo passano il cerino ai sindaci, è sempre così. Non danno loro risorse, ma responsabilità”. Il tono in tutte le pagine è appassionato, commosso, a volte risentito ma mai sopra le righe: quello che emerge è quanto il primo cittadino abbia impegnato ogni energia per aiutare la sua comunità, anche facendo errori ma sempre mettendoci la faccia, e non solo per via della sua carica istituzionale, ma per dovere civico e senso di umanità. Non mancano considerazioni forti, con la disarmante sensazione di sentirsi “al centro di un grande show, o meglio, di un derby calcistico. Da un lato, il governo, alcune reti televisive, alcune trasmissioni e alcuni giornali usavano la nostra tragedia per raccontare e fare audience e creare consenso per il governo: tutto perfetto, tutto bellissimo, tutto risolto e ricostruito.
Dall’altro, gli oppositori del governo e gli oppositori di Berlusconi attaccavano, affermavano che era tutto sbagliato, poco trasparente, che vi erano imbrogli e inefficienze. Noi, i terremotati, eravamo schiacciati in mezzo, tra la curva sud e la curva nord”. In questa grande tragedia italiana, quello che più rammarica l’ex sindaco è aver constatato più volte una sorta di dilettantismo delle istituzioni: “Non una legge, non un finanziamento certo, non una governance condivisa”, scrive Cialente, sottolineando di fronte all’emergenza le tante, troppe “risposte improvvisate, raffazzonate, contingenti e sempre legate o comunque contaminate da interessi particolari, se non altro politici”. Nel libro c’è spazio per un ultimo, necessario, appello affinché si compia finalmente una scelta decisiva, insieme culturale e politica, di “elaborare un grande piano, ultradecennale, con un grandissimo investimento economico, che sia accurato, serio, trasparente, efficace ed efficiente” e garantire così la sicurezza di tutto il Paese.
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Arriva in sala After, fenomeno da milioni copie
Saga nata da fanfiction. Anna Todd, lettori vi si riconoscono
01 aprile 201910:07
– E’ nata da una fanfiction (storie scritte dai fan ispirate da libri, film, serie o celebrità) su Harry Styles degli One Direction, scritta da Anna Todd, classe 1989, sul cellulare, e letta online oltre un miliardo e mezzo di volte, l’impressionante fenomeno letterario young adult di After. La saga romantica, pubblicata poi in cinque libri, ha venduto finora circa 15 milioni di copie nel mondo di cui un milione e un 400 mila in Italia dove la pubblica Sperling & Kupfer. Inevitabile l’approdo al cinema: il primo film, After, di Jenny Gage, con Hero Fiennes Tiffin (nipote di Ralph Fiennes) e Josephine Langford, sarà in sala dall’11 aprile con 01 Distribution.”Non so dire quale sia il motivo di tanto successo – ha spiegato Anna Todd a Roma, dove è arrivata con Hero Fiennes Tiffin, dopo la tappa di Milano dove i fan gli hanno riservato un bagno di folla -. I lettori mi dicono di riconoscersi nei personaggi. Una storia d’amore, come un romanzo di formazione hanno temi universali, ma non penso saprò mai con sicurezza cosa sia scattato”. Eroi della vicenda sono Tessa (Langford, arrivata per partecipare al tour promozionale in Italia ma bloccata a Milano da una brutta influenza), 19enne riservata e figlia modello, al primo anno di università, e Hardin (Fiennes Tiffin), bel tenebroso, figlio ribelle del rettore, che condivide con Tessa l’amore per i libri. Lo scontro iniziale fra i due ragazzi, diventerà un incontro e un amore appassionato, turbato da segreti e difficoltà. Da un personaggio come Hardin “ho imparato l’importanza di dire la verità, non nasconderla, soprattutto a chi si ama – spiega Fiennes Tiffin -. La cosa più difficile è stato non giudicarlo, cercare di capire il suo modo di pensare. Abbiamo in comune però il trovarci bene nella nostra pelle”. Anna Todd, sposata a un militare e mamma di un bambino, è anche coproduttrice degli adattamenti e spera che “ci sarà un film per ogni libro, anche perché sono libri molto lunghi – ha detto sorridendo -. Ho voluto che la versione cinematografica fosse più rappresentativa del mondo reale, che ci fosse più diversità, inserendo anche personaggi Lgbt, perché si rispecchiasse il microcosmo di un vero college”.Nella fanfiction iniziale il personaggio di Hardin corrispondeva a Harry Styles: “Da parte sua non c’è mai stato nessun feedback” ha precisato l’autrice (il cantante ha detto di non aver mai nemmeno letto la storia, ndr). E Fiennes Tiffin non ha pensato a Styles per costruire il ruolo: “Anna nei libri ha arricchito tanto Hardin dal renderlo del tutto autonomo”. Nel tour mondiale, l’attore 21enne, che è stato anche modello per Dolce & Gabbana, sta sperimentando il calore e l’entusiasmo degli appassionati della saga: “In Italia i fan sono particolarmente calorosi – ha raccontato divertito -. Una ragazza al firmacopie di Milano aveva scritto sulla prima pagina del libro una domanda ‘Mi vuoi sposare?’ con sotto due caselle fra cui scegliere, entrambe con sopra scritto sì”. Ora ha in cantiere un film sulla Guerra Civile americana, Freedom’s Path, e tra le prime esperienze di cinema, a nove anni aveva anche recitato nella saga cult di Harry Potter, dando volto alla versione giovane di Tom Riddle/ Voldemort, il personaggio interpretato dallo zio Ralph. Ti piacerebbe tornare in uno dei prequel? “Perché no? ho dei bei ricordi del set”. Anna Todd non teme che tutto il successo che sta riscuotendo possa finire: “E’ già un’immensa fortuna poter vivere tutto questo, anche se gestire famiglia e impegni sta diventando più complicato”. C’è un messaggio preciso che voleva comunicare con After? “Penso che ognuno di noi ne tragga uno personale diverso da un libro, un film, una serie. Dai lettori ho le reazioni più varie. Dal ringraziarmi perché ora leggono di più, a chi mi dice che queste storie li hanno aiutati a perdonare i genitori o a affrontare qualche problema, anche andando dallo psicanalista. Io spero solo che intrattengano e soddisfino il pubblico”.
Scala: Debutta Manon versione originaleQualche dissenso su scene, regista inciampa in passerella finale
01 aprile 201910:54
– Lunghi applausi ieri sera per il maestro Riccardo Chailly che ha diretto ‘Manon Lescaut’ di Giacomo Puccini, riproposta per la prima volta nella sua versione originale, quella andata in scena al Regio di Torino nel 1893. Consensi anche per l’interprete José Maria Siri, una Manon voluttuosa, appassionata e volubile e per gli altri interpreti, l’amante Des Grieux (Marcelo Alvarez) e il fratello Lescaut (Massimo Cavalletti). Il pubblico della Scala si è però diviso quando sono usciti il regista 72enne David Poutney, che è inciampato nella buca ma si è subito rialzato ridendo, e soprattutto la costumista Marie-Jeanne Lecca e lo scenografo Denni Seyers. A provocare qualche fischio e ‘buu’ è stato l’allestimento dell’opera, in stile kolossal, ambientata in una stazione ferroviaria di fine’800.
Lingua sarda nata prima del latinoLo studio apre una nuova collana della casa editrice Lincom
CAGLIARI01 aprile 201913:51
– La casa editrice internazionale tedesca “Lincom” apre una nuova collana dal titolo “Grammar Surveys” e pubblica con il numero 1 la ricerca “Il latino è lingua dei Sardi – Su latinu est limba de sos Sardos – latinum lingua sardorum est” di Bartolomeo Porcheddu. Il libro è composto di 312 pagine con modifiche e integrazioni rispetto all’edizione precedente autoprodotta.
La tesi di Porcheddu è nota: secondo i suoi studi il sardo sarebbe nato prima del latino. “In quest’opera – spiega l’autore – sono messe in rilievo le migliaia di corrispondenze tra il sardo e il latino che dimostrano in modo scientifico e quindi inequivocabile che si tratta della stessa lingua. Ogni esempio relativo al latino è preso da testi di autori antichi, dei quali si indica a piè di pagina il titolo dell’opera, il capitolo o libro e il paragrafo”.
Un dibattito sempre aperto: “Molti studiosi della lingua latina – insiste Porcheddu – hanno affermato che i ‘casi’ sono presi dalla lingua greca e che il sardo è la lingua che più di altre si avvicina al latino, ma nessuno di loro si è posto le cinque domande di rito: chi, dove, come, quando e perché? Questo libro dà le risposte a questi cinque quesiti. Quello che fino ad ora nessuno era riuscito a rilevare è il dato che la lingua latina era una lingua standardizzata, ovverosia costruita artificialmente”.
L’autore anticipa una curiosità: “Pochi sanno che in latino esiste il verbo “sardare, io sardo…”, che è coniugato solo con i tempi semplici (poiché non ha subito la standardizzazione dei costruttori statuali della lingua latina che hanno trasformato i tempi composti sardo-latini in sintetici per adeguarli alla lingua greca), e significa “avere l’intelletto fino come un Sardo”. Che cosa ci fa un verbo del genere nella lingua latina? È chiaro che si tratta di un verbo autoreferenziale dei Sardi che hanno conquistato nell’antichità il Latius Vetus (ndr l’antico Lazio)”.
Cina è guest nation a Pitti Uomo11 stilisti in mostra e sfilata brand Pronounce
FIRENZE01 aprile 201914:19
– I nomi più promettenti della nuova scena creativa cinese saranno protagonisti a Firenze durante Pitti Uomo 96 con il progetto speciale Guest nation, promosso da Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con Shanghai Fashion Week. Saranno 11 i designer in mostra, ma il progetto culminerà con il fashion show del duo cinese alla guida del brand Pronounce, Yushan Li e Jun Zhou, che lancerà in passerella anche una versione decostruita delle scarpe Converse Jack Purcell. Ci sarà anche una mostra fotografica di Leslie Zhang, uno dei più affermati fotografi di moda cinesi.
Tra gli 11 brand protagonisti ci sono 8on8 dello stilista Gong Li che ha ricevuto il Grand Prix Lvmh Scholarship, Danshan, Ffixxed Studios, Junwei Lin, Percy Lau, Private Policy, Pronounce, Samuel Guì Yang, Staffonly, The Flocks, Untitlab.
70 anni del fumetto Topolino in edicolaIl 3 aprile uscirà il n. 3306 con cover del maestro Cavazzano
01 aprile 201914:32
– Era il 7 aprile 1949 quando Topolino veniva pubblicato nello storico formato libretto. Da allora, il celebre settimanale a fumetti ha accompagnato generazioni di italiani e il 3 aprile esce con un numero celebrativo e con un volume che ripercorre la storia unica del magazine. Il numero 3306 di Topolino sarà dedicato all’importante anniversario che ricorda i 70 anni dalla prima edizione del giornale in formato “libretto”, in edicola il 7 aprile 1949. Da allora è rimasto invariato nel suo formato, ma ha saputo evolversi e adeguarsi alla società che cambia, accompagnando generazioni di italiani dai primi passi nella lettura, a momenti piacevoli di svago, intrattenimento, ma anche di conoscenza e apprendimento.
In occasione dell’anniversario, il settimanale sarà in edicola con una cover disegnata dal maestro Giorgio Cavazzano, che rivisita in chiave moderna la celeberrima cover rossa del 1949 in cui Topolino veste i panni di suonatore di banda dalle insolite braghette azzurre. Nel numero del 3 aprile poi, spazio a storie a fumetti che ripercorrono la tradizione del fumetto disneyano – dall’epopea nel Klondike all’ironia di Silvia Ziche passando per Paperinik e le sue imprese da supereroe – e raccoglie i contributi di alcune personalità del mondo del giornalismo e della cultura, che ricordano il proprio rapporto con il settimanale Disney. Inoltre, in allegato a Topolino i lettori troveranno un volume dedicato alla storia del magazine – dalle sue origini ai giorni nostri – che mette in luce tutti i momenti salienti che hanno reso così speciale questo fumetto.
Le celebrazioni proseguiranno con il numero successivo di Topolino, in edicola il 10 aprile: abbinata a una parte di tiratura del settimanale e con prezzo speciale di lancio, ci sarà la prima delle trenta targhe metalliche da collezione, che riproducono alcune delle più belle copertine del settimanale.
Si comincia con l’iconica cover dell’aprile 1949: ogni targa sarà accompagnata da un fascicolo che fornirà informazioni sulla pubblicazione, aneddoti, curiosità e tavole. Topolino 70 anni di copertine è invece il volume per collezionisti in edicola che raccoglie 150 cover storiche.
Preti e i Maestri del SeicentoLanfranco e Domenichino a confronto con il Cavalier Calabrese
TAVERNA (CATANZARO)01 aprile 201914:33
– Ha aperto i battenti a Taverna, nelle sale del Museo civico, la mostra “Forme magnifiche e gran pieghe de’ panni. Modelli e riflessi della maniera di Mattia Preti a Napoli”, a cura di Giuseppe Valentino e Giuseppe Porzio. L’esposizione, che propone una selezione di opere di Mattia Preti, Lanfranco, Domenichino, Stanzione, Solimena, Giordano e altri artisti, rimarrà a disposizione del pubblico fino al 30 giugno. Rappresentativo della stagione del Barocco napoletano, il percorso espositivo, nato dalla collaborazione con l’Università l’Orientale di Napoli, focalizza le istanze storiche del secolare rapporto culturale tra Napoli e la Calabria. La mostra è stata inaugurata alla presenza, oltre che dei curatori Valentino, direttore del Museo civico, e Porzio, dell’Orientale, di Riccardo Naldi (docente all’Orientale), del sindaco di Taverna Sebastiano Tarantino, di Clementina Amelio delegato alla cultura e dell’assessore alla Cultura della Regione Calabria, Maria Francesca Corigliano.
Nuovo progetto Art Mapping PiemonteTre installazioni nelle campagne di Novello, Parodi e Asti
TORINO01 aprile 201916:33
– Portare le opere contemporanee di artisti di fama internazionale in luoghi poco conosciuti del Piemonte, ma di grande impatto visivo ed emotivo. E’ l’obiettivo del progetto ‘Art Mapping Piemonte’, promosso da Regione Piemonte, Fondazione Torino Musei e Artissima con il sostegno di Compagnia di San Paolo.
“Le grandi opere d’arte nella storia hanno sempre avuto committenti e mecenati, così è per l’arte contemporanea”, spiega la direttrice di Artissima, Ilaria Bonacossa.
I primi tre lavori sono stati commissionati a Mario Airò, che realizzerà un’installazione sull’altare della chiesa sconsacrata di San Remigio di Parodi (Alessandria), del 1003; Nathalie du Pasquier lavorerà alla torre dell’acqua di Novello (Cuneo) e Zhang Enli affrescherà la chiesetta rurale di Montabone (Asti).
“Un vero stimolo per il turismo – dice l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi – grazie anche alla guida turistica annessa al progetto in collaborazione con Gambero Rosso e Artribune”.
Angelo Guglielmi compie 90 anniEsce suo libro di racconti sparsi più tre suoi saggi su Gadda
01 aprile 201920:14
Angelo Guglielmi compie 90 anni. Originario di Arona, dove è nato il 2 aprile del 1929, nella sua lunga e attivissima vita se ne nascondono almeno quattro: quella del critico letterario, del direttore della terza rete televisiva, del presidente dell’Istituto Luce e infine dell’assessore alla Cultura per il Comune di Bologna, oltre che di affermato editorialista e prolifico scrittore. Entrato in Rai nel 1955, ha diretto Rai3 dal 1987 al 1994, dando vita a una rete audace e innovativa e creando quella che è stata battezzata la tv della realtà. Sotto la sua direzione sono nati programmi come Samarcanda, Blob, Telefono giallo, Quelli che il calcio (ora in onda su Rai2), La tv delle ragazze, Avanzi, Mi manda Lubrano, Chi l’ha visto?, Ultimo minuto e Un giorno in pretura e vengono lanciati personaggi come Michele Santoro, Serena Dandini, Fabio Fazio, Piero Chiambretti, Giuliano Ferrara e Daniele Luttazzi. Guglielmi ha avuto amici che hanno fatto la storia del ‘900, è stato tra i fondatori del Gruppo 63 con Umberto Eco e Edoardo Sanguineti. Per anni critico letterario per L’Espresso, oggi scrive per Tuttolibri – La Stampa. Sta per uscire la sua ultima fatica letteraria (edita da La Nave di Teseo), ‘Sfido a riconoscermi – Racconti sparsi’ (più tre saggi su Gadda, che verranno messi appunto in una sorta di “tasca” del libro). Un modo di rendere omaggio a uno degli intellettuali principali del nostro tempo, in occasione del suo anniversario tondo. Un racconto fitto di incontri letterari e personali: da Gadda ad Arbasino, da Calvino a Umberto Eco, da Moravia a Pasolini dal Neorealismo ai reality in tv. Quel che resta del Novecento italiano in racconti sparsi di vita e di lavoro (di critica letteraria, di cinema, di televisione e di politica). E per la prima volta raccolti in volume i suoi leggendari tre saggi su Gadda.
“Io non ho mai scritto di me – spiega – ho in odio l’autobiografia, ritenendola il male degli ultimi trent’anni della narrativa italiana, ma sento il bisogno di esternare alcuni ricordi della mia vita di bambino e di adolescente, che per la loro diciamo singolarità sono decisivi per dare il giusto significato alle performance, le incertezze e i fallimenti della mia vita di adulto. Giacché molte cose non tornano nella mia vita, e ciò che pare certo diventa pericolante né impedisce esiti finali indesiderati. Forse il contenuto di quei ricordi ci fornisce qualche luce di chiarimento. Dunque un piccolo breviario laico, da prendere e abbandonare all’occasione, costituito di ricordi autobiografici, giudizi e considerazioni sulla letteratura italiana da metà del secolo scorso a oggi, sulla televisione, sul cinema, sulla politica (che sono i quattro ambiti in cui mi sono impegnato nella mia lunga carriera di lavoro)”. Guglielmi parla anche dei giornalisti: “Si dividono in giornalisti, grandi giornalisti e grandi direttori giornalisti. Di grandi direttori giornalisti come non citare Montanelli, Ottone e Scalfari, tra i grandi giornalisti Bocca, Biagi, un tempo Emanuelli, ma di grandi direttori ne conosco solo uno: Sandro Curzi, che aveva un fiuto straordinario e mai sbagliava il senso complessivo di quello che stava accadendo.
Dei suoi telegiornali era straordinaria la scaletta, che ti sorprendeva per l’ordine in cui si susseguivano i fatti raccontati, magari figurando al primo posto una notizia cui tu non avevi dato particolare importanza e che poi scopri essere il primo indizio di ciò che sta per accadere. Seguire telegiornali di Curzi era il modo sicuro per sapere in che paese anzi in che mondo stavi vivendo”. Quindi parla dell’amicizia storica con Beniamino Placido, Tatti Sanguineti, Eco, Arbasino. Ci sono anche ricordi dell’infanzia di Guglielmi assolutamente inediti: “Allora avevo otto anni poi nove e vivevo a Roma; nel 1937 e 1938 prima muore D’Annunzio poi Marconi; io ricordo vividamente e, senza temere smentite, di avere partecipato ai funerali dell’uno e dell’altro con decisione autonoma, da solo, camminando a piedi da via Etruria, dove abitavo (quartiere San Giovanni)… sento i discorsi degli officianti, anche quello di Mussolini. Ripeto, lo ricordo, senza tema di smentita con vividezza indiscutibile per tutti gli anni della mia lunga vita (e alle volte ne parlo anche adesso) l’ho raccontato e lo racconto ad amici e parenti.
Ma avevo solo otto o nove anni e non avevo prove che lo confermassero. È possibile che corrisponda a qualcosa di realisticamente accaduto? No, non è possibile; Allora i ricordi sono bugiardi? Sì, sono bugiardi, ma sono anche veri per chi li percepisce. E allora come è nato (cosa nasconde) il mio ricordo-bugia…”.
25 anni fa moriva Kurt CobainVoce dei Nirvana e simbolo inquietudini della Generazione X
01 aprile 201918:42
Il 5 aprile di 25 anni fa Kurt Cobain si sparava un colpo di fucile alla testa, entrando nel “Club 27” delle morti precoci del rock, come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse. Cobain rimane comunque l’icona più potente e anche quella che sintetizza un percorso collettivo. Con i Nirvana era riuscito a sintetizzare quei fermenti musicali che si concentravano a Seattle rendendoli però universali. “Nevermind”, uno degli album rock più importanti della storia, nel 1991 ha clamorosamente portato la musica indipendente in vetta alle classifiche, dando voce alle inquietudini di quella che allora veniva chiamata la Generazione X, raccontata da Douglas Coupland.
E’ proprio questo ruolo di star, di immagine da t-shirt, di personaggio da copertina che probabilmente ha fatto esplodere un disagio che affondava le sue radici in un’infanzia tormentata e ha trovato alimento in una scena musicale che ha portato Seattle a diventare una delle metropoli più vitali e accoglienti del mondo.
A maggio il nuovo Almodovar con BanderasDolor y Gloria, storia ‘autobiografica’ di regista al tramonto
01 aprile 201918:53
E’ nelle sale in Spagna, non è escluso che si potrà vedere al festival di Cannes e comunque arriva in Italia a maggio il nuovo film di Pedro Almodovar, Dolor y Gloria con protagonista, come una sorta di alter ego, Antonio Banderas nei panni di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Il film ruota intorno ad una serie di ricongiungimenti: alcuni sono fisici, altri ricordati. Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza. Nel film c’è anche la partecipazione speciale di Penélope Cruz.
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Ucciso a LA il rapper Nipsey Hussle
Noto per musica e impegno anti-gang. Lacrime di Le Bron, Rihanna
NEW YORK01 aprile 201916:56
– Ancora sangue sul mondo del rap: a Los Angeles è stato ucciso Nipsey Hussle, benefattore del suo quartiere, impresario del disco e della moda e un mese fa candidato ai Grammy per l’album “Victory Lap”. Ad annunciare la morte è stato il sindaco della metropoli Gil Garcetti.
Nipsey, che aveva 33 anni e il cui vero nome era Ermias Asghedom, è stato coinvolto in una sparatoria in pieno giorno davanti al suo negozio di abbigliamento sportivo, The Marathon Clothing, in un quartiere, South Central L.A, dove l’artista era noto per il suo impegno civico. Il rapper era stimato nel mondo dell’hip hop non solo per la sua musica, ma anche per aver superato gli ostacoli di un ambiente che non perdona, reso famoso da generazioni di leggende del rap sulla West Coast, per diventare una delle figure più amate e rispettate di quella cultura. Lo piangono star dello sport e del cinema e della musica: l’attrice Issa Rae, il campione dei Lakers Le Bron James, Rihanna, Drake, Chance the Rapper, Meek Mill e molti altri.
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Raffaella Carrà, niente balli, è l’ora del racconto su Rai3
Da Fiorello a Sorrentino, sei incontri speciali ‘senza stress’
01 aprile 201920:13
“Ho un’età, cazzarola, tutti aspettano che canti e balli, ma io non ho più voglia di farlo. Ho lavorato tutta la vita, ho avuto soddisfazioni più grandi di quelle che mi aspettassi, ho avuto momenti di tv straordinari come Canzonissima con Corrado o Milleluci con Mina, e non è che senta il bisogno di tornare in tv, si sta bene anche senza di me” dice Raffaella Carrà, che si è lasciata convincere dal direttore di Rai3 Stefano Coletta a condurre un nuovo programma.Raffa, 75 anni, e una voglia dichiarata di “fuggire da situazioni di ansia e stress”, da giovedì 4 aprile alle 21.20 sulla terza rete Rai torna con una trasmissione di incontri con grandi protagonisti del nostro tempo.Si intitola ‘A raccontare comincia tu’, è prodotto in collaborazione con Ballandi Arts e vede la Carrà dialogare, anche con molto umorismo, con Fiorello, Sophia Loren, il giocatore della Juventus Leonardo Bonucci, il maestro Riccardo Muti, il regista Paolo Sorrentino e Maria De Filippi.
L’alfabeto della moda di Sofia GnoliDal bon ton di Deneuve (Bella di Giorno) al camp style di Bowie
01 aprile 201918:43
– Gli abiti bon ton femminili tipici del perbenismo medio borghese anni Sessanta indossati da Catherine Deneuve in Bella di giorno, i travestimenti “camp” (stile a base di capi di vinile o alluminio e calze animalier) di David Bowie, i cappellini color sorbetto della regina Elisabetta: tra consigli d’eleganza, curiosità e qualche succoso gossip, “L’Alfabeto della moda” di Sofia Gnoli, non è un vocabolario di settore come ingannevolmente il titolo indurrebbe a pensare, ma descrive l’atmosfera attorno a un certo tipo di abito, di accessorio o di stile.
Nel volumetto illustrato da Aldo Sacchetti (Carocci Editore, 208 pp, 14 euro), tornano alla memoria arbitri d’eleganza, creatori di moda e stelle del cinema, che hanno suggerito a milioni di donne come vestire, camminare, dissimulare i propri difetti. Da Gabriele d’Annunzio a Diana Vreeland, da Coco Chanel a Mae West, che affermava: “mi fanno ridere le donne che vogliono governare il mondo sole, senza uomini chi tira su la chiusura lampo sul dietro di un abito?”.
Insomma, il libro di suggerimenti e aneddoti di Sofia Gnoli, e in un momento di totale assenza di regole aiuta perlomeno a sorridere e a tenere alto il morale.
Sofia Gnoli, studiosa di moda, docente universitaria e giornalista, scrive sul “Venerdì” e la “Repubblica”. Fra le sue ultime pubblicazioni: The Origins of Italian Fashion (V&A Publishing, 2014). Con Carocci editore ha pubblicato Moda. Dalla nascita della haute couture a oggi (8a rist. 2019) ed Eleganza fascista (2017).
In mostra ‘L’Ultima cena dopo Leonardo’A Milano fino al 30/6 opere inedite reinterpretano tema vinciano
01 aprile 201917:05
– Il polittico di 16 metri dell’artista Wang Guangyi è arrivato su un cargo dalla Cina: otto tele che per la prima volta vengono esposte in Italia e in Occidente. Con lui anche le due opere di Anish Kapoor; e ancora Robert Longo, Yue Minjun e gli italiani Nicola Samorì e Masbedo (la coppia di artisti multimediali Nicolò Massanza e Iacopo Bedogni). Sei star dell’arte contemporanea reinterpretano da domani alla Fondazione Stelline di Milano con opere tutte rigorosamente inedite l’Ultima Cena di Leonardo.
Intitolata “L’Ultima cena dopo Leonardo”, la rassegna che inaugura la Milano Art Week, rimarrà aperta fino al 30 giugno.
“Dopo Andy Wharol l’Ultima Cena è diventata un’icona della contemporaneità – spiega il curatore Demetrio Paparoni – si sono fatti tanti rifacimenti dell’opera; noi abbiamo puntato sugli inediti, creando anche un dialogo tra Oriente e Occidente”.
Sunnei, T-shirt per giornata autismoMinicollezione nata da workshop con associazione milanese
01 aprile 201917:24
– E’ nata da un workshop con l’associazione Cerchio Colorato, cooperativa sociale milanese che si occupa della presa in carico di bambini con disturbo dello spettro autistico, la capsule benefica di cento T-shirt, una diversa dall’altro, firmata Sunnei, che evidenzia con ironia come lo smartphone sia diventato parte integrante della nostra quotidianità.
Durante il laboratorio con i due creativi di Sunnei, i bambini coinvolti hanno avuto l’opportunità di dipingere a mano, senza nessun vincolo, la t-shirt bianca con la grafica di uno smartphone che aveva sfilato per la collezione Primavera Estate 2019 al trentunesimo piano di Palazzo Pirelli. L’intero ricavato del progetto benefico – disponibile da domani, Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo – sarà devoluto proprio all’Associazione Cerchio Colorato.
Cruise Vuitton sfila in terminal Twa NYGhesquière sceglie il flight center che sarà hotel da 512 camere
01 aprile 201917:32
– La prossima sfilata della collezione Cruise Louis Vuitton si terrà l’8 maggio nel Twa Flight Center, situato all’interno dell’Aeroporto Internazionale John F.
Kennedy a New York. Dopo Monaco, la Bob & Dolores Hope Estate a Palm Spings, il Mac Niteroi in Brasile, il Miho Museum in Giappone e la Fondazione Maeght nella French Riviera, Nicolas Ghesquière continua il suo viaggio nell’iconico TWA Flight Center del 1962, uno dei terminal aeroportuali più frequentati del mondo. Celebre per inseguire l’aspetto sperimentale del design, l’architetto finlandese naturalizzato statunitense, Eero Saarinen creò questo capolavoro di architettura moderna degli anni ’50, una struttura alata di diciottomila mq, agli albori dell’era Jet della Trans World Airlines. Designato come pietra miliare della Big Apple nel 1994 e annoverato nel Registro dei Luoghi Storici nazionale e di New York nel 2005, il Flight Center TWA fu chiuso nel 2001 ed è al momento in fase di ristrutturazione per diventare il cuore del TWA Hotel, 512 camere.
Mahama impacchetta Porta VeneziaMateriali simbolo globalizzazione e ferite della storia
01 aprile 201917:33
– I caselli daziari di Porta Venezia rivestiti da sacchi di juta: è l’installazione ‘A Friend’ dell’artista ghanese Ibrahim Mahama, curata da Massimiliano Gioni per la fondazione Nicola Trussardi in occasione dell’Art e della Design Week milanesi.
Attraverso la ricerca e la trasformazione dei materiali, Mahama indaga temi come la migrazione, la globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone. I sacchi sono elementi fondamentali della sua ricerca: simbolo dei mercati del Ghana, sono fabbricati in Asia e importati in Africa per il trasporto su scala internazionale di merci. Strappati, rattoppati e marcati, i sacchi con le loro cuciture raffazzonate diventano garze che tamponano le ferite della storia, simbolo di conflitti e drammi che da secoli si consumano all’ombra dell’economia globale. I sacchi di Mahama racchiudono allo stesso tempo un significato più nascosto che riguarda la forza lavoro che si cela dietro la circolazione internazionale delle merci. Il sacco di juta, spiega l’artista, “racconta delle mani che l’hanno sollevato, come dei prodotti che ha portato con sé, tra porti, magazzini, mercati e città. Le condizioni delle persone vi restano imprigionate. E lo stesso accade ai luoghi che attraversa”. Per assemblare i sacchi, spesso Mahama collabora con migranti provenienti da zone urbane e rurali in cerca di lavoro, senza documenti né diritti, vittime di un’esistenza nomade e incerta che ricorda le condizioni subite dagli oggetti utilizzati nelle proprie opere.
I segreti di Richard ScarryIl figlio a Bologna cura una retrospettiva per centenario
BOLOGNA01 aprile 201917:37
– Scoprire e imparare cose nuove ma “sempre divertendosi”. Era uno dei segreti di Richard Scarry che con i suoi albi ha fatto sognare generazioni di bambini e anche di adulti. Nel centenario della nascita dell’autore di Zigo Zago, il gatto Sandrino e Mamma Orsa il figlio Huck, ripercorre la vita del padre nella mostra ‘1,2,3…Scarry!’ che si inaugura il 2 aprile all’Archiginnasio di Bologna e tornano in libreria, in un raffinato restyling di collana, i libri pubblicati da Mondadori a partire dal 1962. Quarantadue i titoli pubblicati in Italia che hanno venduto 4.670 mila copie. “I suoi libri, che Mondadori ripubblica in una veste elegante, sono sempre giovani e freschi per il modo in cui sono disegnati. E questo è un altro dei segreti dell’arte di mio padre che aveva un senso della grafica, dell’armonia dei colori ineguagliabile. Mi diceva sempre che metteva nel disegno quello che voleva vedere e nient’altro. I suoi disegni sono leggeri, come uno scherzo, anche se dietro c’e’ molto pensiero”.
Easton Ellis, “Io bianco e privilegiato”Dopo 10 anni in libreria con White l’autore di American Psycho
NEW YORK01 aprile 201917:39
– Dopo quasi dieci anni di silenzio Bret Easton Ellis torna in libreria e stavolta si cimenta con la saggistica. Titolo di copertina, che già di per sé è una provocazione, è “White”, bianco. L’antologia di saggi in libreria dal 16 aprile darà all’ormai 55enne autore di “American Psyco” uno spazio più ampio di quello che già ha su Twitter alimentando la sua fama di essere “un ragazzaccio e un rompicoglioni”.
Cosa significa “White”? E’ il colore della pelle di Bret e del privilegio che non ha sempre voluto riconoscere, ma da cui non ha mai preso le distanze? Lo scrittore di “American Psycho” è abituato alla cattiva pubblicità. Dal debutto nel 1985 con “Meno di Zero” la sua fiction violentemente nichilista e la sua persona pubblica all’antitesi del “politically correct” gli hanno guadagnato amici e nemici. “Stavolta non mi preoccupo. Non mi importa di quel che penserà la gente. Questo è il tipo di libro per chi vuole avere letto tutto di Bret Easton Ellis”, ha detto al New York Times.
Salvator Mundi, non si sa dov’è finitoTracce del Leonardo da record si perdono dopo vendita Christie’s
NEW YORK01 aprile 201918:13
– Dov’è finito il “Salvator Mundi”? Il dipinto più costoso mai venduto a un’asta è diventato la “Primula Rossa” del mondo dell’arte. Attribuito con qualche contestazione al pennello di Leonardo e venduto per 450 milioni di dollari nel novembre 2017, avrebbe dovuto costituire il perno a cui ancorare la collezione del Louvre di Abu Dhabi, ma, da quando ha lasciato i saloni di Christie’s a New York dopo la vendita, è letteralmente scomparso dalla circolazione.
Nessuno sa dove sia finito il dipinto e se qualcuno lo sa sta tenendo la bocca cucita, ha concluso il New York Times dopo una indagine a tutto campo tra New York, Parigi, la Svizzera e gli Emirati. Esponenti dello staff del Louvre di Abu Dhabi, dove il Leonardo avrebbe dovuto essere esposto nel settembre 2018, hanno detto al giornale di non sapere dov’è. Lo stesso vale per il Louvre di Parigi che ha dato la licenza del nome al “cugino” del Golfo e che spererebbe tanto di includere il quadro nelle mostre per i 500 anni dalla morte di Leonardo.
Manzoni va onlinePresentato portale. Bonisoli, digitalizzare tutti archivi
01 aprile 201918:23
– Oltre 250 mila (251.829) immagini digitali tra opere, scritti, manoscritti, lettere, documenti, postille, annotazioni e orecchiette sulle pagine comprese, di Alessandro Manzoni entreranno a far parte di un imponente archivio digitale a disposizione di tutti dal febbraio 2020.
Finanziato con 250 mila euro dal Miur e con 150 mila per la digitalizzazione dal Mibac, il progetto, ‘Manzoni online’, è stato presentato da Maria Goffredo, direttrice del Fondo Manzoniano della Biblioteca Braidense, dove sono conservati la maggior parte dei suoi manoscritti e la biblioteca dello scrittore.
“La digitalizzazione in generale è una delle aree di nostro interesse – ha detto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli – come ministero abbiamo la responsabilità di tutti gli archivi: in maggioranza ancora basati su struttura cartacea ma molti cominciano ad essere ibridi e ora dobbiamo ragionare cosa comporta digitare tutto anche in termini di sicurezza”.
Ori Castellani tornano a Villa GiuliaIndagini ufficialmente concluse, recuperata anche collana
01 aprile 201918:45
– Rubati sei anni fa in una burrascosa notte alla vigilia di Pasqua, in parte recuperati già nella prima fase delle indagini, tornano finalmente quasi tutti a casa da domani, nella sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia i gioielli Castellani, capolavori dell’oreficeria d’arte di fine ‘800. Un bottino principesco, orecchini, spille, anelli e collane per oltre 3 milioni di euro recuperato quasi integralmente, dopo una complessa attività investigativa, coordinata dalla procura della Repubblica di Roma e condotta dal Reparto operativo del Comando carabinieri.
I gioielli, in parte copie di monili etruschi, appartengono alla collezione donata nel 1919 al museo dalla famiglia Castellani, orafi e antiquari romani dell’Ottocento, appassionati collezionisti di antichità. In occasione del sesto anniversario dal furto, il museo e i carabinieri Tpc annunciano la conclusione delle indagini e presentano l’ultimo ritrovamento, una collana d’oro, con smeraldi incisi, rubini, perle.
La casa di carta n.3 il 19/7 su NetflixNel trailer “La vacanza è finita” protagonisti tornano a realtà
01 aprile 201918:53
– La terza stagione della fortunata serie spagnola La Casa di Carta (La Casa de Papel), scritta da Alex Pina, debutterà su Netflix il 19 luglio. Ad annunciarlo un comunicato della piattaforma d’intrattenimento via Internet.
Nelle prime immagini della terza parte si vedono i protagonisti intenti a godersi le rispettive vacanze quando arriva qualcosa a perturbarle ed a riportarli alla realtà dei fatti. “La vacanza è finita” recita infatti il trailer di presentazione. Il professore, Tokyo, Denver, Rio, Nairobi e tutti gli altri. “Tagliata” dalla compagnia di Los Gatos in episodi di durata regolare rispetto alla messa in onda originale, e proposta nei 190 paesi dove arriva il servizio di streaming, La casa di carta è esplosa fino a trasformarsi in fenomeno planetario. Uno delle serie in lingua non inglese più visti sulla piattaforma.
Incassi, Dumbo vince con 3.3 milioniSlitta 2/o A un metro da te, 3/o Bisio Bentornato Presidente
01 aprile 201910:35
– Dumbo di Tim Burton è il re dell’ultimo week end di marzo al botteghino italiano. L’incasso è di 3 milioni 336 mila in 4 giorni con una media di 4000 mila euro su 834 sale. Slitta dalla vetta al secondo posto A un metro da te di Justin Baldoni, che guadagna un altro milione per un totale di 2 milioni 792 mila in 15 giorni. A chiudere il podio un altro debuttante, Bentornato Presidente con Claudio Bisio e Sarah Felberbaum, con 635 mila euro.
Altri 3 film hanno cominciato la loro “corsa” lo scorso fine settimana: l’horror The Prodigy – Il figlio del male di Nicholas McCarthy che mette via 260 mila euro e conquista il sesto posto, Una giusta causa (On the Basis of Sex) – di Mimi Leder con Felicity Jones, Justin Theroux e Kathy Bates – che è ottavo con 195 mila euro e il fantascientifico Captive State il film di Rupert Wyatt che chiude decimo con 161 mila euro.
Morto l’attore Giacomo BattagliaArtista reggino si esibiva in coppia con Gigi Misefari
REGGIO CALABRIA01 aprile 201914:17
– E’ morto la scorsa notte in un ospedale di Crotone, dov’era ricoverato da tempo per una grave malattia, l’attore reggino Giacomo Battaglia.
Battaglia, 54 anni, noto per esibirsi in pubblico in coppia con Gigi Misefari, uno dei protagonisti delle ultime stagioni del teatro Bagaglino di Roma e più volte ospite di Porta a Porta, la trasmissione di Bruno Vespa, di cui era imitatore ed estimatore. Pur colpito dalla grave malattia, Battaglia, fino a che le condizioni di salute glielo hanno permesso, ha proseguito la sua attività culturale, scrivendo il romanzo “Mia madre non lo deve sapere”, e a chiunque lo avvicinava ripeteva continuamente: “Chi non ride è fuori moda”.
Secondo quanto si è appreso, i funerali saranno celebrati a Reggio Calabria in forma privata. Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha proclamato per domani il lutto cittadino e l’esposizione delle bandiere della sede municipale a mezz’asta.
Luttazzi in Rai per ipotesi programmaA 17 anni dall’Editto Bulgaro
01 aprile 201919:36
A 18 anni dalla bufera Satyricon, a 17 dal cosiddetto editto bulgaro di Silvio Berlusconi, Daniele Luttazzi si è rivisto a Viale Mazzini, dove ha incontrato il direttore di Rai2 Carlo Freccero, che fin dall’arrivo alla guida della seconda rete aveva parlato dell’idea di riportare l’attore in Rai. Il colloquio è durato circa un’ora e mezza: sul tavolo, un progetto satirico in otto puntate. Se ci saranno le condizioni, il programma dovrebbe andare in onda il prossimo autunno. Due settimane fa, durante l’audizione in commissione di Vigilanza, Freccero aveva spiegato di volere il “controllo editoriale” sul programma di Luttazzi, annunciando che avrebbe incontrato il comico al ritorno dalla Spagna. E il 1 aprile, in un’intervista alla ‘Stampa’, ha aggiunto: “Sto pensando a uno show di satira di 50 minuti ma devo prima parlarne con lui”.
Mick Jagger sarà operato al cuoreIn settimana a New York. Media, ‘atteso recupero completo’
NEW YORK01 aprile 201919:36
La star dei Rolling Stones, Mick Jagger, si sottoporra’ in settimana a New York ad un intervento per la sostituzione di una valvola cardiaca. Lo rivela Drudge Report. Secondo una fonte informata, Jagger dovrebbe riprendersi completamente e tornerà sul palco entro l’estate. L’operazione a cui si sottoporrà Jagger ha un tasso di successo del 95%, e secondo quanto rivelato dalla fonte a Drudge Report la rockstar, 75 anni, e’ in condizioni fisiche straordinarie. I Rolling Stones hanno annunciato durante il fine settimana che avrebbero posticipato il tour in 17 città di Usa e Canada, che doveva partire il 20 aprile a Miami, a causa dei problemi di salute del cantante. La band ha fatto sapere che “a Mick e’ stato consigliato dai medici di non andare in tour in questo momento, perche’ ha bisogno di cure”. “Sono devastato per aver dovuto posticipare il tour – ha detto invece Jagger secondo il New York Post – ma lavorerò duramente per tornare in pista il prima possibile. Porgo a tutti le mie scuse”. [print-me title=”STAMPA”]
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