TECNOLOGIA
Samsung Galaxy S10 5G in Corea del Sud
In due varianti, da 256 e 512 Gb di memoria
03 aprile 2019 08:47
– Fa il suo debutto il Samsung Galaxy S10 con connessione 5G: sarà in commercio in Corea del Sud a partire dal 5 aprile, spiega l’azienda sul suo sito. E’ il primo telefono Samsung, presentato il 20 febbraio, a supportare la rete del futuro. Non si sa quando arriverà in Italia, dove le compagnie telefoniche stanno lavorando al 5G. Nel mercato coreano Galaxy S10 5G è atteso in due varianti: con 256 GB di memoria interna ad un prezzo equivalente a circa 1.200 dollari e quella da 512 GB di archivio interno ad un prezzo di circa 1.350 dollari. Il dispositivo è previsto nelle colorazioni Crown Silver, Majestic Black e Royal Gold.
Intanto, Consumer Reports promuove il Samsung Galaxy S10 Plus: risulta essere più robusto rispetto ai suoi concorrenti, in grado di offrire una durata della batteria superiore, così come un eccellente set di telecamere.
Twitter blocca campagna Francia sul voto EuropeeIn base alla legge contro le fake news, ma è polemica
03 aprile 201914:47
Una campagna del ministero dell’Interno francese, che esortava i cittadini a votare per le elezioni europee, è stata rifiutata da Twitter, che ha addotto come motivazione il rischio di violare la nuova legge francese contro le fake news. Lo ha reso noto il governo.La campagna governativa #Ouijevote per esortare a iscriversi sulle liste elettorali del 26 maggio non è potuta partire sul social network, al quale lo Stato era pronto a pagare la tariffa dei tweet sponsorizzati. Promulgata il 22 dicembre, la legge “sulla manipolazione dell’informazione” voluta dal presidente Emmanuel Macron e adottata in autunno dal Parlamento, obbliga fra l’altro le principali piattaforme digitali a fornire le informazioni sulle pubblicità politiche remunerate che diffondono, al fine di evitare manipolazioni o ingerenze elettorali.Mentre Google e Facebook hanno adottato disposizioni in questa direzione, “Twitter non riesce a farlo oggi – spiega il governo – e ha quindi deciso di perseguire una politica estrema, quella di tagliare tutte le campagne di natura politica”. Da parte governativa si sottolinea però che “la campagna bloccata da una decina di giorni è di incitamento ad iscriversi per il voto, è una campagna di informazione pubblica e non politica o di un partito”.
Google: salario minimo 15 dollari a dipendenti società terze Anche assistenza sanitaria e congedo parentale retribuito
03 aprile 201914:48
Google chiederà alle aziende terze di garantire ai lavoratori un salario minimo di 15 dollari e anche benefici relativi all’assistenza sanitaria. Big G risponde ad una richiesta dei suoi dipendenti di non pagare chi lavora per gli appaltatori meno di loro.Le società esterne, che secondo alcuni report impiegano migliaia di persone, avranno tempo fino a gennaio 2020 per introdurre il requisito del salario minimo e fino a gennaio 2022 per mettersi a posto con l’assistenza sanitaria. Tra i nuovi requisiti imposti da Google agli appaltatori, 12 settimane di congedo parentale retribuito e un rimborso di 5.000 dollari l’anno per acquisire nuove competenze. La forza lavoro a contratto nel settore tecnologico spesso viene pagata di meno e ha meno vantaggi rispetto ai dipendenti a tempo pieno che lavorano per giganti della tecnologia.Lo scorso anno Microsoft ha inserito l’obbligo del congedo parentale retribuito alle società esterne. Mentre Amazon a ottobre ha raddoppiato il salario minimo dei suoi dipendenti portandolo a 15 dollari.Negli ultimi anni i dipendenti di Google hanno fatto fronte comune su diverse questioni, riuscendo ad ottenere dei dietrofront della società: hanno criticato il progetto di un motore di ricerca ‘epurato’ in Cina che è stato momentaneamente accantonato; ed è hanno fatto cambiare idea a Google su Project Maven, la collaborazione col Pentagono finalizzata all’impiego dell’intelligenza artificiale dell’esercito Usa durante le missioni nelle zone di conflitto.
Dipendenti accusano Google di transfobiaPolemiche per scelta membro ultraconservatore per commissione
03 aprile 201919:13
Centinaia di dipendenti di Google hanno chiesto all’azienda di rimuovere uno degli otto componenti della commissione esterna per lo sviluppo etico dell’intelligenza artificiale appena nominata per la sua posizione contro la comunità Lgbt e gli immigrati. La lettera, che ha oltre 1.300 firme anche di esponenti del mondo scientifico, è stata pubblicata da un gruppo chiamato ‘Googlers against Transphobia’ sul sito Medium.Il membro dell’Advanced Technology External Advisory Council (ATEAC) che ha causato le polemiche è Kay Cole James, direttrice del think tank ultraconservatore The Heritage Foundation, già presa di mira negli Usa per le posizioni contro la comunità transgender e a favore del muro ai confini con il Messico voluto dal presidente Trump. “Selezionandola – scrivono i promotori dell’iniziativa – Google ha reso chiaro che la propria versione di etica’valuta la vicinanza al potere più del benessere delle persone trans e degli immigrati. Questa posizione contrasta con i valori della compagnia”.La commissione è stata presentata da Google lo scorso 26 marzo, e la sua istituzione segue di qualche mese la pubblicazione di una vera e propria carta dei principi etici dell’azienda nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, che a sua volta veniva sulla spinta delle polemiche suscitate dalle collaborazioni dell’azienda in diversi ambiti militari. Qualche giorno fa ‘Big G’ era già stata protagonista di una polemica simile per la presenza nello store di una app per la ‘terapia di conversione’ dei gay poi rimossa.
Di Maio, governo attrezzato contro rischi del 5GCentro valutazione e Golden power, tenuto conto di posizione Usa
03 aprile 201917:02
Il Governo ha messo in campo una strategia per affrontare i rischi legati allo sviluppo delle reti 5G, che non vengono sottovalutati. Presso il Mise è stato attivato il Centro di valutazione e certificazione nazionale con il compito di verificare le condizioni di sicurezza dei sistemi destinati alle infrastrutture strategiche e poi c’è l’irrobustimento del Golden power che viene incontro alle preoccupazioni espresse dagli Usa sulle aziende cinesi. Lo avrebbe riferito – a quanto si apprende – il vicepremier Luigi Di Maio, ascoltato oggi dal Copasir.Il rafforzamento del golden power, a parere di Di Maio, fornisce adeguate garanzie rispetto a possibili perdite di sovranità determinate dall’affidamento di servizi ad aziende straniere. Riguardo alle pressioni degli Usa sull’Italia e sugli altri alleati affinchè bandiscano i colossi cinesi delle tlc, come Huawei, il vicepremier avrebbe spiegato che le preoccupazioni americane sono state recepite e che la posizione del Governo in materia è stata illustrata nel suo recente viaggio a Washington, con l’obiettivo di fornire rassicurazioni.
Uber a favore della tassa sul traffico a New YorkL’app dal 2015 ha speso 2 mln dollari per pressioni su autorità
03 aprile 201915:14
Uber ha speso 2 milioni di dollari dal 2015 per far pressione sulle autorità di New York per l’approvazione di una tassa sul traffico.L’app per auto con conducente e’ stata una delle maggiori promotrici dell’iniziativa, ritenuta decisamente migliore rispetto alla altre alternative, quali l’imposizione di un tetto al numero di auto in strada o una tassa sulle prenotazioni di auto.”Nel lungo termine, quello su cui stiamo lavorando e’ un sistema in grado di aiutare la gente a capire l’impatto delle auto nelle aree più congestionate di una città” afferma Andrew Salzberg, responsabile della politica del trasporto di Uber. Salzberg ritiene la decisione di New York sia importante.
WhatsApp, stop inviti ai gruppi indesideratiDopo indiscrezioni arriva funzione in menu privacy
03 aprile 201917:57
Dopo le indiscrezioni, arriva l’ufficialità, WhatsApp lancia la funzione che blocca i gruppi indesiderati, una specie di piaga moderna.Il rilascio avverrà gradualmente nei vari paesi del mondo. In pratica, è stata aggiunta un’apposita voce al menù “privacy” che si trova in “impostazioni” e successivamente, selezionando il pulsante “account”. Dopo questo percorso si troverà la funzione “gruppi”, grazie alla quale poter impostare manualmente chi ha il permesso di aggiungere l’utente nei gruppi stessi.Le opzioni sono: tutti, solo i propri contatti, nessuno. Nell’ultimo caso si riceve un messaggio di avviso che consente di decidere se accettare o meno la richiesta entro 72 ore. La nuova funzione è stata avvistata e provata dal sito specializzato The Next Web. [print-me title=”STAMPA”]
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