POLITICA
Delrio, governo senza strategia su Paese
Maggioranza non trova intesa nemmeno su “tirare a campare”
05 aprile 2019 13:56
– “Al di là dei ritardi, dei rinvii e dei veti che svelano l’inconsistenza dei quotidiani altezzosi proclami di Conte e dei suoi ministri, l’aspetto più grave della recita che stanno inscenando da settimane, dopo aver accertato il fiasco della manovra economica, è l’assenza di una strategia per sbloccare il Paese”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio. “E neanche su questa specie di “tirare a campare” la maggioranza di Lega e Cinquestelle – ha aggiunto Delrio – riesce a trovare un minimo di intesa come dimostra l’ennesimo ricorso alla formula del decreto approvato ‘salvo intese'”.
Libia: Bernini, svolta è minaccia ItaliaDRamatica escalation militare segna fallimento Roma
05 aprile 201914:35
– “La drammatica escalation militare della crisi libica segna il fallimento totale dell’Italia, che aveva puntato sul governo di al Serraj per riunificare il Paese, mentre la riunificazione la stanno facendo le truppe del generale Haftar”. Lo dichiara in una nota il presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini. Dopo il vertice di Palermo, Conte aveva assicurato che “il 2019 in Libia sarà l’anno della svolta”, una previsione che fa il paio con l'”anno bellissimo” che aveva pronosticato per l’economia italiana. Se la Libia andrà in mano ad Haftar, per l’Italia si porrà un gravissimo problema di sicurezza nazionale su almeno due fronti: le ondate migratorie che tornerebbero ad essere massicce e il rischio di perdere la supremazia nel controllo degli impianti del settore energetico per noi strategico. Insomma: un altro disastro di una politica estera sempre più deficitaria”.
Cirio con sì Tav,piazza rischia dividereTimore di strumentalizzazione politica è alto
TORINO05 aprile 201914:56
– A fianco di chi si batte per la Tav, ma non in piazza, domani a Torino. L’europarlamentare Alberto Cirio (Fi), candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Piemonte, in una lettera aperta a “tutti coloro che parteciperanno alla marcia Sì Tav” spiega perché non si unirà fisicamente a loro. “Il rischio di una strumentalizzazione politica, e di trasformare una piazza che ha unito il Piemonte in una che si divide per bandiere e coalizioni, è troppo alto”.
“Sono stato il primo – scrive Cirio – a depositare a Bruxelles una petizione europea Sì Tav e a portare il presidente dell’Europarlamento Tajani in visita ai cantieri, la scorsa estate. Ho appoggiato tutti gli eventi organizzati finora e, se i bandi non fossero partiti, adesso probabilmente sarei incatenato a Chiomonte”. Cirio riconosce alle ‘madamin’ del comitato ‘Sì Torino va avanti’ e Mino Giachino, fondatore dell’associazione ‘Sì tav sì Lavoro’ il merito di avere portato la questione Tav su una dimensione più ampia.
Verdi e Possibile alleati alle Europee”Non è una lista a sinistra del Pd. Ripartire da Green economy”
05 aprile 201915:10
– Si chiama “Europa verde” ed è la lista con cui Verdi italiani e Possibile (il partito fondato da Giuseppe Civati nel 2015) correranno insieme alle elezioni europee del 26 maggio, in collaborazione con i Verdi europei.
Nel simbolo scelto c’è un fiore giallo e il nome con la O di Europa disegnata come un sole che ride. “Non è una lista a sinistra del Pd come spesso viene definita”, chiarisce Beatrice Brignone, segretaria di Possibile. La portavoce della Federazione dei Verdi italiani, Elena Grandi, spiega come la lista ritenga che “la green economy possa essere lo strumento per trasformare la nostra economia e per cominciare davvero una nuova sostenibilità in Italia e in Europa”.
Gipi al Festival di giornalismo: ‘Periodo difficile per satira’Il primo fumettista ad essere candidato allo Strega per una sua opera
05 aprile 201918:00
Nell’ultimo periodo Gipi, uno dei più grandi fumettisti italiani, il primo ad essere candidato allo Strega per una sua opera, sta lavorando sui fronti più diversi: in primis la televisione con una serie di corti che mantengono le caratteristiche della sua poetica allargandola verso nuove dimensioni. IL VIDEO GUARDA SU YOUTUBE
“Credo che sia un periodo difficile per fare satira sia a livello italiano che mondiale”. A dirlo
, è il fumettista e regista Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, intervenuto giovedì sera a Perugia per il Festival del Giornalismo. “E’ più facile fare satira – ha spiegato – quando c’è un costume moderato, contenuto e c’è un minimo di etica condivisa, quando sono saltate, invece, tutte le regole, come ora, è molto difficile farla”. Gipi ritiene che satira e informazione siano due cose ben distinte: “L’informazione è utile, mentre la satira credo che non lo sia più”. “Nel futuro – ha aggiunto l’autore dei ‘corti’ di Propaganda Live – se ci sarà una satira credo che la faranno i ragazzi che adesso hanno 18 anni e troveranno modi, mezzi, tagli e parole che io non ho, io sono anziano per questa roba”.Spiegando che “ci sono già molti giovani che fanno roba on line molto forte”. Il suo futuro Gipi lo immagina invece a “disegnare, scrivere, nel fare forse un po’ di cinema e questi corti per Propaganda, se ci verranno ancora buone idee”. “Di sicuro – ha concluso – racconterò storie, adesso sto lavorando a un libro nuovo, ma per scaramanzia non dico niente a proposito”.
POLITICA
Al Festival del Giornalismo Julia Angwin – IL VIDEOPremio Pulitzer, ruolo informazione è nella verifica dei dati
05 aprile 201917:55
Al Festival del Giornalismo il premio Pulitzer Julia AngwinJulia Angwin non è solo vincitrice del premio Pulitzer per il giornalismo divulgativo nel 2003, oltre che due volte finalista con le sue squadre d’inchiesta. E’ una pioniera del nuovo modo di informazione nel terzo millennio, perché già quando era a ProPublica e al Wall Street Journal aveva capito che il mestiere stava profondamente cambiando e il ruolo del giornalista non era più quello di essere solo testimone dei fatti, ma di arrivare laddove il pubblico non poteva, con strumenti completamente nuovi.
Ora ha deciso di lanciare un progetto tutto suo, The Markup, una redazione nonprofit indipendente con sede a New York che produce data-journalism, per informare su come le istituzioni usano la tecnologia per condizionare le persone e la società.
“I giornalisti sono da sempre testimoni degli eventi, vanno nei luoghi dove il pubblico non può andare, questa è stata la tradizione del giornalismo per molto tempo – spiega al Festival di Giornalismo di Perugia -. Ora siamo in una situazione molto strana, nella quale il pubblico può essere testimone e può diffondere le notizie. Questa è sicuramente una buona cosa, ma noi giornalisti dobbiamo evolvere”.
POLITICA
Festival del giornalismo, #metoo in India, giornaliste contro il potere – IL VIDEO
Priya Ramani, così ho costretto alle dimissioni il ministro degli esteri
05 aprile 201916:47
Al Festival del giornalismo a Perugia IL VIDEOIL VIDEO
POLITICA
Pd denuncia: test di gravidanza nelle forze armate contro le donne
“Una vergogna. Governo dice di voler aiutare maternità?”
05 aprile 201918:13
“Apprendere che il personale femminile delle Forze Armate deve sottoporsi a un test di gravidanza per poter partecipare a un concorso per la progressione di carriera interna è sconvolgente e una vergogna”. Lo afferma la deputata del Pd Raffaella Paita.”La donna sarebbe costretta a decidere se abortire o rinunciare a un miglioramento professionale? Non si può accettare, specie se ad avallare questo scandalo è un governo che si riempie la bocca di politiche a favore delle famiglie e dell’incremento demografico. Questa è un’idea che mortifica la privacy, oltre che il corpo delle donne. In Parlamento – conclude Paita – faremo un’interrogazione rivolta alla ministra della Difesa Trenta e al ministro Fontana. Vogliamo sapere innanzitutto se queste informazioni sono vere e se così fosse vogliamo sapere cosa farà il governo in merito. È ora che questo governo ci dica chiaramente se difende o meno le donne e il loro diritto alla maternità”.”Riguardo agli attacchi giunti dalla deputata Pd Paita sulla questione dei test di gravidanza ricordiamo che il decreto attuativo del Testo unico in materia di ordinamento militare fu firmato dall’ex ministro Pinotti, in quota Pd appunto”. Lo fanno sapere fonti della Difesa, replicando alla deputata dem sulla norma che impone al personale femminile delle forze armate di sottoporsi ad un test di gravidanza per poter partecipare a un concorso per la progressione di carriera interna. “Al contempo – aggiungono le fonti – il ministro Trenta segue la questione da tempo e già settimane fa ha incaricato gli uffici legislativi di rivedere la normativa in questione per permettere alle donne in gravidanza di svolgere poi in un secondo momento le prove previste. Fra non molto sarà definita la nuova normativa”.
POLITICA
Di Maio: ‘Preoccupa Lega alleata con chi nega Olocausto’
Il vicepremier risponde sulle alleanze in vista delle Europee
05 aprile 201918:38
“Mi preoccupa questa deriva di ultradestra a livello europeo con forze politiche che faranno parte del gruppo con cui si alleerà la Lega, che addirittura, in alcuni casi, negano l’Olocausto”. Lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio a margine di un incontro a Milano rispondendo ai giornalisti sulle alleanze in vista delle Europee.”Stiamo parlando di gruppi parlamentari – ha aggiunto Di Maio – che sono usciti dal Parlamento, quando si commemorava la strage dell’Olocausto e quello che hanno fatto nei campi di concentramento, quindi quando vedo queste cose mi preoccupo. E’ mio dovere come forza politica e come capo politico del M5S dire che quelle cose non mi appartengono, infatti noi creeremo un gruppo unico e indipendente in Parlamento europeo con altri movimenti civici come il nostro e non staremo con queste ultradestre, che quando si tratta di scontri ideologici mi preoccupano non poco”.
Fnsi, 85% delle giornaliste dichiara di aver subito molestieIndagine tra dipendenti media e con questionari anonimi . Il 97,8% non ha presentato denuncia
05 aprile 201918:17
L’85% di giornaliste che lavorano come dipendenti dei media (in quotidiani, tv e agenzie di stampa, esclusi i periodici) dichiara di aver subito molestie (il 66,3% negli ultimi 5 anni). Emerge dall’indagine, effettuata con questionari anonimi, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e condotta da Kairos Ricerche. “Sono stati inviati 2775 questionari e le risposte sono state 1132, il 42% del totale. “Risultati sono orientativi, vanno presi con cautela- spiega la curatrice Linda Laura Sabbadini – ma identificano situazione di forte disagio fra le donne”.La forma di molestia più diffusa, subita dall’80,7% delle intervistate sono quelle verbali a sfondo sessuale e gli sguardi inopportuni o lascivi. Il 19,3% dichiara di essere state sottoposte a richieste di prestazioni sessuali mentre cercava lavoro e il 13,8 per progredire nella carriera. Rilevante anche il dato sulle molestie fisiche e sessuali: il 34,9% dichiara che sono state abbracciate, baciate, toccate o messe alle strette contro la loro volontà in modo che ha provocato disagio. Ci sono anche casi di violenza sessuale (2,9%) e tentata violenza sessuale (8%) , minacce di violenza sessuale (1,9%) e minacce di altri tipi di violenze (11,7%).
“Esiste una necessità di evoluzione di comportamenti -dice Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi – Il recepimento del codice antimolestie deve diventare parte integrante dei nostri contratti”.
Nel 98,6% dei casi a molestare è l’uomo e nell’1,4% una donna. Si tratta perlopiù di superiori diretti (26,9%), colleghi con maggiore anzianità (16,7%), direttori e vicedirettori (14,8%). Quasi la metà ha più di 46 anni. Le molestie sono state subite nell’89,5% dei casi mentre si lavorava: per il 72,3% come dipendente a tempo indeterminato.
Più del 50% delle molestie avviene entro i 35 anni ma colpiscono ogni età: la fascia più esposta è quella fra i 27 e i 30 anni.
Il 35% delle intervistate dichiara di essere stata molestata in redazione in mezzo agli altri colleghi, denunciando un clima diffuso di accettazione o scarsa consapevolezza del fenomeno; il 22,7% delle intervistate è stata molestata in redazione ma in una stanza chiusa e il 26% all’esterno.
Nel 31,2% dei casi le molestie sono avvenute di fronte a testimoni, ma solo nel 18,4% chi ha assistito è intervenuto o ha tentato di intervenire. Nel 60,1% chi ha subito molestie sessuali ne ha parlato con qualcuno, ma solo il 2,2% afferma di aver presentato denuncia (il 3,7% negli ultimi 12 mesi). Chi non ha denunciato, dichiara nel 42,8% dei casi che il fatto non era abbastanza grave o successo solo una volta; il 22,2% aveva la percezione di perdere tempo inutilmente; il 13,3 dichiara di aver risolto il problema da sola o con un familiare e il 10,7% aveva paura di essere giudicata, non creduta o trattata male . Quanto a eventuali provvedimenti contro il molestatori, la risposta è negativa per il 90,6%, non so per il 7,2% e affermativa solo per il 2,2% delle intervistate.
Giallo Zanotti, sparisce 7 mesi, poi video, ‘Mi hanno rapito’Due filmati nel 2016 e nel 2017,i debiti e il viaggio in Turchia
05 aprile 201921:56
Una storia misteriosa, quella di Sergio Zanotti, lombardo 59enne di cui il premier Giuseppe Conte ha annunciato la liberazione in Siria.
Misteriosa a partire dal suo sequestro, annunciato con un video diffuso in rete dal sito russo Newsfront il 15 novembre del 2016, in cui l’uomo appare inginocchiato – con alle spalle un uomo incappucciato che imbraccia un mitra – mentre dice di essere prigioniero da sette mesi in Siria e chiede al Governo di intervenire per la sua liberazione. Il filmato è stato postato da un profilo col nome ‘Almed Medi’. L’autore si è presentato col nome Abu Jihad, descrivendosi come jihadista siriano e minacciando di uccidere l’italiano se il Governo italiano non agirà. A maggio del 2017 appare un nuovo video, con Zanotti sempre in ginocchio con alle spalle due uomini armati vestiti di nero. “Oggi e’ il primo maggio. Mi chiamo Zanotti Sergio.
Questo è il secondo richiamo che mi lasciano fare”, le sue parole.
L’uomo è originario del bresciano, ma residente nel bergamasco. Due matrimoni falliti alle spalle, un periodo agli arresti domiciliari ed una condanna per evasione fiscale nel suo passato; e tre figlie con le quali sembra avesse rotto da tempo.
Era partito per la Turchia, nella zona di confine con la Siria, nell’aprile del 2016 per imprecisate ragioni di lavoro. Doveva star via pochi giorni, ma una volta arrivato in territorio turco se ne sono perse le tracce, fino al primo video. Tra le ipotesi circolate, anche quella che il viaggio fosse finalizzato a reperire soldi per un debito che aveva accumulato.
Alitalia: Conte, Stato al 15%? ProntiStiamo lavorando per risanare compagnia bandiera
BRESCIA05 aprile 201918:26
– “Certo stiamo lavorando per risanare la compagnia di bandiera”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Brescia. A chi gli chiede se sia possibile che lo Stato entri al 15%, Conte risponde: “Siamo pronti a questa evenienza”.
Buste sospette a Ferrero e VergnanoAncora in isolamento i sette dipendenti della Lavazza
ALBA (CUNEO)05 aprile 201919:23
– Una busta sospetta, del tutto simile a quella ricevuta oggi al quartier generale della Lavazza, è arrivata nel pomeriggio allo stabilimento della Ferrero, ad Alba (Cuneo). All’interno una polvere che verrà fatta analizzare. Sul posto con i carabinieri sono intervenuti i vigili del fuoco e una squadra di artificieri. La produzione industriale non è stata interrotta. Un’altra busta ancora, secondo quanto si apprende ora, è arrivata ieri allo stabilimento Caffè Vergnano di Santena (Torino).
I sette dipendenti della Lavazza sono ancora. Gli investigatori attendono, in serata, gli esiti delle analisi dell’istituto Zooprofilattico. Nella busta, inviata dal Belgio, c’era anche una lettera scritta al computer in cui si chiedevano 300mila euro per non avvelenare il caffè. Polizia e carabinieri, che indagano sul caso, stanno valutando tutte le ipotesi.
Analoga minaccia è quella giunta allo stabilimento Ferrero di Alba (Cuneo) e alla Caffè Vergnano di Santena (Torino).
Tria, flat tax si farà in manovraMinistro, c’è largo accordo con Bruxelles su obiettivi Def
BUCAREST05 aprile 201917:44
– “La flat tax si farà in una riforma studiata per la manovra di settembre in cui ci sarà un riaggiustamento del sistema fiscale e anche della spesa”: così il ministro dell’economia Giovanni Tria a chi gli chiede se la flat tax sarà nella manovra 2020. “Comparirà nella riforma che verrà disegnata con la legge di bilancio. Ma ovviamente è prevista”, ha aggiunto. Parlando delle prossime mosse sul fronte ‘macro’ e del rischio di una manovra correttiva Tria ha poi spiegato che “secondo il disegno del Def che presenteremo, c’è un largo accordo che c’è una compliance con gli obiettivi, poi si vedrà a giugno, ma non dovremmo avere problemi”.
Blutec:Di Maio firma integrazione salariSarà di 6 mensilità per 691 lavoratori da 1 gennaio a 30 giugno
05 aprile 201917:00
– Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, ha firmato oggi il Decreto che autorizza l’Inps all’erogazione dell’acconto di “sei mensilità di integrazione salariale straordinaria in favore di un numero massimo di 691 lavoratori sospesi da Blutec spa” nell’unità produttiva di Termini Imerese, in provincia di Palermo. Il trattamento decorre dal primo gennaio 2019 e sarà erogato fino al 30 giugno 2019. Lo si legge in una nota del ministero.
Liberato Sergio Zanotti in SiriaIl connazionale rapito in Siria nell’aprile 2016. Conte: ‘Ulteriore successo nostre istituzioni, in particolare dell’Aise’
05 aprile 201922:13
A quasi tre anni dal suo rapimento e dopo che da due non si avevano più sue notizie, dal buco nero siriano riemerge sano e salvo l’italiano Sergio Zanotti, un imprenditore scomparso in circostanze finora rimaste avvolte dal mistero. A dare la notizia della liberazione, prima del suo rientro in serata a Ciampino, è stato direttamente il premier Giuseppe Conte, che ha parlato di un uomo “in buone condizioni”.”A conclusione di una complessa e delicata attività di intelligence, investigativa e diplomatica, condotta in maniera sinergica, in data odierna siamo riusciti a ottenere la liberazione di Sergio Zanotti, rapito in Siria nell’aprile 2016. Il nostro connazionale appare in buone condizioni generali e tra qualche ora rientrerà in Italia, a Roma. Un ulteriore successo delle nostre Istituzioni e, in particolare, dell’Aise: a loro il mio più vivo e sentito ringraziamento”. E’ quanto si legge in una nota del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Zanotti verra’ ascoltato domani mattina in una caserma del Ros a Rom. L’imprenditore bresciano arriverà questa sera all’aeroporto di Ciampino. L’audizione sarà svolta davanti al pm Sergio Colaiocco, della Procura di Roma, che sulla vicenda aveva aperto un fascicolo in cui si ipotizzava il reato di sequestro di persona con finalità di terrorismo.
“Sono contenta. Però non so niente di più. Adesso lo aspetto”. Sono queste le prime parole della sorella di Sergio Zanotti, il bresciano scomparso da tre anni dopo un viaggio in Turchia. Era stato rapito ed è stato liberato oggi. “Sono troppo felice” ha commentato la sorella in lacrime. [print-me title=”STAMPA”]
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