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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 05:43 DIMERCOLEDì 10 APRILE 2019

ALLE 10:55 DI GIOVEDì 11 APRILE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Design, il supereroe della sostenibilità
Fatto di materiali recuperati e abbinato a ‘recycling station’
10 APRILE 2019 05:43

– E’ alto sei metri, ha l’aria un po’ inquietante ma un cuore buono come tutti i supereroi RoBOTL, l’installazione sulla sostenibilità realizzata da Timberland in collaborazione con lo studio di Giò Forma (Cristiana Picco, Claudio Santucci e Florian Boje), posizionata in Piazza XXV Aprile per il FuoriSalone.
Il mega robot è interamente fatto di elementi riciclati, riciclabili e smaltibili, recuperati tramite l’associazione Re Mida, che si occupa proprio di recupero materiali e riuso creativo di scarti. Realizzato principalmente con bottiglie di plastica, più di 8000 solo per realizzare la superficie e da materiali provenienti dall’industria del design, il robot ha al suo fianco una Recycling station, creata in collaborazione con Precious Plastic, la global community lanciata nel 2013 per trovare soluzioni per ridurre l’inquinamento dovuto alla plastica. Due macchinari, un tritatore e una pressa, permettono di partecipare a workshop educativi sui meccanismi del riciclo e creare dei portachiavi.
A Taormina i bronzi di Francesco MessinaDal 15 aprile in una mostra dedicata a Sebastiano Tusa

GIARDINI NAXOS (MESSINA)10 aprile 201911:22

– Cinquantotto opere dello scultore Francesco Messina saranno esposte nel Palazzo Ciampoli a Taormina (Messina) da lunedì 15 aprile fino al 15 giugno in una mostra dal titolo “Arte Sicilia Contemporanea, Francesco Messina. Suggestioni ed echi dall’Antica Naxos”. La mostra è dedicata all’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, morto nel disastro dell’Ethiopian Airlines. Fra i capolavori in mostra i ritratti della moglie Bianca Fochessati Clerici e dell’amico Salvatore Quasimodo; “Eva”; i “Pugili”, le “Ballerine”; e i modellini del “Cavallo morente” realizzato per la Rai di Roma e dello “Stallone ferito”. La mostra è l’ultima tappa del progetto della narrazione comparata dello scultore, le cui opere sono proposte accanto a reperti archeologici.
Sommella, Antitrust contro le DisuguaglianzeL’Antitrust e l’impegno per ridurre lo spread sociale di oggi

10 aprile 201912:29

– ROBERTO SOMMELLA, DISUGUAGLIANZE.     Come ridurle, nel mercato e tra i consumatori (Rubbettino Editore, pp.176, 14 Euro). “Dalla parte di tutti e contro nessuno”: è questo lo slogan che meglio identifica l’Antitrust secondo Roberto Sommella, autore per Rubbettino di “Disuguaglianze”, libro in cui vengono chiariti i compiti, gli obiettivi e il raggio d’azione della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Se è vero che viviamo in tempi difficili caratterizzati dallo “scollamento totale tra i bisogni dei cittadini e le capacità degli esecutivi a soddisfarli” e da uno spread sociale (con persone troppo ricche e altre troppo povere) che alimenta la rabbia, è altrettanto vero che l’Antitrust è un’arma a disposizione del cittadino, una sorta di difensore civico. L’Agcm, questo l’acronimo dell’Autorità, “serve a rimuovere comportamenti che aggravano le condizioni di disuguaglianza o che minacciano la fiducia nel funzionamento dei mercati”: l’idea di Sommella è quella di usare lo strumento del libro per fare luce su un organismo utilissimo per la collettività che però è spesso sconosciuto ai più, nonostante possa davvero fare la differenza in materia di torti subiti e di comportamenti scorretti del forte a danno del debole. “Eppure, quando un’impresa abusa di un suo concorrente in virtù della sua forza di mercato (appunto, abuso di posizione dominante) – si legge nel libro – o si mette d’accordo con altre per fissare in alto i prezzi di un bene o di un servizio (intesa o cartello da cui la parola stessa di antitrust, anti-cartello) la cosa riguarda tutti”. E proprio perché tutti hanno bisogno di essere tutelati dall’Antitrust, l’autore concepisce il libro come una sorta di manuale, in cui con un linguaggio diretto affronta con chiarezza una materia complessa. In questo viaggio in compagnia di una realtà che si muove sul mercato come uno “sceriffo”, tanti sono gli esempi concreti, i casi più eclatanti, le istruttorie e le sanzioni, i nomi e i cognomi, le spiegazioni e le dritte per far sì che il lettore (nelle vesti di consumatore ma anche di titolare di una azienda) possa comprendere a fondo le dinamiche economiche e come difendere se stesso e il proprio portafoglio da attacchi esterni, soprattutto in ambiente digitale. Sommella invita il cittadino a farsi avanti ed entrare in contatto con l’Antitrust per chiedere informazioni ed eventualmente denunciare storture, scorrettezze e danni subiti: l’Agcm lavora nell’ombra e vigila affinché tutti possano operare sul mercato con gli stessi doveri e gli stessi diritti, perché se aumenta la concorrenza diventa possibile “abbassare i prezzi, incentivare l’innovazione tecnologica, creare nuove opportunità di lavoro, contribuire alla crescita economica del Paese”.

Elio-Pinocchio debutta con laVerdiPrima assoluta del racconto musicale dedicato ai bambini

10 aprile 201911:55

– E’ un percorso di educazione all’ascolto della musica ‘Pinocchio in…variazioni!’, lo spettacolo che debutterà sabato in prima assoluta all’auditorium di largo Mahler a Milano con Elio come voce narrante.
Adatto ai bambini dai 7 anni, questo Pinocchio rientra nel programma di ‘Crescendo in musica’. Il testo di Collodi è stato adattato dalla scrittrice Sandra Landi, le illustrazioni, che vengono proiettate su schermi sul palcoscenico, sono invece di Roberto Innocenti, mentre le musiche sono state composte da Paolo Furlani, che ha deciso di far fare al pubblico un vero e proprio viaggio dentro l’orchestra, con gli strumenti (singoli, in coppia, o a famiglie strumentali come legni o percussioni) che diventano in qualche modo i personaggi della storia.
“Ho immaginato così un ciclo di variazioni – ha spiegato – su un unico tema che, volta a volta, variazione dopo variazione, ‘illustrino’ con i suoni la scena vissuta da Pinocchio”.
Ad eseguire la partitura di quella che è una commissione di REte MUsica TOscana ci sarà l’orchestra di casa, laVerdi, diretta da Ferdinando Sulla. ‘Pinocchio in…variazioni!’.

Musica: da De Andrè a Dylan e Vasco, Gianluca Sciortino omaggia i bigUscì dal coma ascoltando Venditti, la sua storia diventò un film

10 aprile 201912:10

La musica lo salvò da un coma profondo all’età di dieci anni ed è stata da allora il motore della sua esistenza. Gianluca Sciortino, il ragazzo che si risvegliò ascoltando ‘Dimmelo tu cos’è’ di Antonello Venditti, oggi è impegnato nella composizione e nella musicoterapia con l’Associazione ‘Musica per la vita’ che organizza incontri con i giovani anche nelle scuole e sta per pubblicare un nuovo album con l’inedito ‘All’alba di Pescara’ e omaggi ai big della canzone italiana ed internazionale.Alla storia di Sciortino, che si risvegliò poco prima di Natale, è stato dedicato nel 2008 il film di Rai1 ‘In nome del figlio’, con la regia di Alberto Simone. “La musica è compagna di vita di tutti, arriva dritta al cuore ed è capace di cancellare in un attimo qualsiasi stato d’animo negativo”, dice Gianluca. “La vita è un bene prezioso, così come lo stare in buona salute – aggiunge – e mi rammarico moltissimo nel leggere quasi quotidianamente di ragazzi che, pur avendo ricevuto il dono prezioso della buona salute, se la rovinano andandosi a sballare nei rave party. Ragazzi, state lontani dalla droga e, se dovete guidare, state anche attenti a bere moderatamente perché, non so per quale motivo, si dà per scontata la salute ma non è così e solo quando quest’ultima ci viene meno ce ne accorgiamo, figuriamoci – conclude – quanto è grave cercarsela…”.L’impegno di Gianluca consiste nel cercare di aiutare, per quanto gli è possibile, chi ha vissuto storie analoghe alla sua. Nei brani che ha composto e compone, con la collaborazione e produzione del papà Pino e del maestro Mario Simeoli, cerca sempre di trasmettere emozioni, valori e sentimenti positivi, come pure nelle tournée che effettua da anni col suo gruppo e spesso con Tony Esposito ospite speciale.Il nuovo album di Sciortino prende il titolo dal brano inedito ‘All’alba di Pescara’, indelebile ricordo della sua prima alba vissuta dopo un’intera nottata di veglia dopo aver assistito, da piccolo, ad un concerto. Nell’album il ragazzo omaggia i grandi cantautori: Fabrizio De Andrè, in occasione del ventennale della sua scomparsa, Bob Dylan, Franco Battiato e Vasco Rossi. Gianluca intende dedicare anche i proventi del cd alla musicoterapia.

Porretta Soul Festival, 30 anni al museo’Memorabilia’ grandi artisti, vasta raccolta foto e audiovideo

BOLOGNA10 aprile 201912:17

– Trent’anni di storia del Porretta Soul Festival in un museo, il ‘Soul Museum’, che si trova in un vicolo del centro che contiene il murale di Sam Cooke: verrà inaugurato venerdì 12 aprile e sarà poi aperto tutti i giorni.
Il museo raccoglie le testimonianze del passaggio da Porretta Terme, sull’Appennino bolognese, dei grandi del soul, a cominciare da Rufus Thomas, Bobby Rush o Toni Green, di cui si conservano abiti di scena, calzature o altri oggetti personali.
Il tutto accanto a una vasta raccolta fotografica e audiovideo.
Fin dal 1988 il Porretta Soul Festival-Tribute to Otis Redding è diventato il più prestigioso appuntamento europeo dedicato alla musica soul e rhytm & blues, con un riferimento particolare al Memphis Sound, la scuola musicale di Otis Redding. Porretta è entrata così di diritto nelle biografie ufficiali dei grandi interpreti e si è guadagnata un posto nello Stax Museum of American Soul Music a Memphis. La prossima edizione, la trentaduesima, è in programma dal 18 al 21 luglio.
Louis Garrel è L’Uomo FedeleDall’11 aprile in sala con la moglie Laetitia Casta

10 aprile 201912:32

Marianne (Laetitia Casta) e Abel (Louis Garrel) si amano e vivono insieme, ma un bel giorno all’improvviso lei lascia lui perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Nessun dramma, nessun piatto rotto, nessuna richiesta di spiegazione da parte di Abel che fa i bagagli e se ne va. Inizia così ‘L’uomo fedele’ diretto e interpretato da Louis Garrel e in sala dall’11 aprile con Europictures.
“Sono sempre stato circondato da donne forti – ha detto Garrel – perciò sono abituato a lasciar fare alle donne. Molti uomini che hanno visto il film mi hanno detto che non si identificavano troppo in Abel, invece per me è normale”. E sullo stesso tema ha da dire qualcosa anche la Casta, moglie di Garrel nella vita: “Non decidere è alla fine un modo per mantenere il potere”. Tornando a ‘L’uomo fedele’ , scritto dallo stesso Garrel insieme a Jean-Claude Carrière, ritroviamo Abel, nove anni dopo, al funerale di Paul, l’amico che gli aveva rubato e messa in cinta Marianne. Gli ex amanti si rivedono e pensano bene di ricominciare ma la giovanissima Eve, sorella di Paul, è innamorata di Abel e lo vuole. A complicare tutto, in questo film che attraversa tanti generi, c’è Joseph, figlio di Marianne e Paul, appassionato di enigmi polizieschi e convinto che la madre abbia avvelenato il padre. “Questo è un film di sentimenti, ma non sentimentale – ha detto l’attore francese a propositi di questo suo secondo lavoro da regista -. E lavorare poi con Carrière è stato fondamentale perché io amo il sentimentalismo e lui lo odia. Certo per ‘L’uomo fedele’ mi sono ispirato a Truffaut, anche se il film attraversa tanti generi dalla commedia, al thriller al romanticismo. Comunque – ha riconosciuto – volevo fare un film tipicamente francese in cui si possono ritrovare Mirabeau, Racine e libri come Le relazioni pericolose (romanzo epistolare di Pierre-Ambroise-Franois Choderlos de Laclos del 1782)”. Di poche parole la bellissima Casta oggi all’incontro stampa. Attrici di riferimento? “Sicuramente Anna Magnani, Romy Schneider e Gena Rowland – ha detto l’attrice – . I film che mi piacciano di più – aggiunge- sono sicuramente quelli d’amore anche se oggi sono molto commerciali”. Lavorare con il marito sul set? “Una cosa davvero strana – dice – Louis diventa un’altra persona”.
Archivio online per 130 anni di ChaplinCineteca Bologna annuncia anche nuovo restauro ‘The Circus’

BOLOGNA10 aprile 201912:51

– La famiglia Chaplin e la Cineteca di Bologna festeggiano i 130 anni di Charlie Chaplin, nato il 16 aprile 1889, con il lancio del sito http://www.charliechaplinarchive.org: l’intero archivio, digitalizzato e catalogato grazie al Progetto Chaplin della Cineteca di Bologna, è ora disponibile online per studiosi e appassionati, che potranno effettuare ricerche e visualizzare oltre 150 mila documenti tra foto, manifesti, manoscritti, sceneggiature, appunti, lettere, telegrammi, contratti, tutto quanto possa raccontare la vita di Charlie Chaplin.
E proprio in occasione dell’anniversario la Cineteca annuncia il ‘cineconcerto’ in Piazza Maggiore a Bologna con il nuovo restauro di ‘The Circus’ (1928), accompagnato dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Timothy Brock, alla 33/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’, in programma dal 22 al 30 giugno.
Gino Paoli, anarchia, jazz e canzoni interrotte’Appunti di un lungo viaggio’ il doppio album in uscita il 19/4

11 aprile 201908:35

“Non ho mai smesso di pensarmi anarchico: né Dio, né padroni. Per me è sempre così e non credo nemmeno alla morte che è solo una stagione alla quale ne seguirà sempre un’altra”. Ha le idee chiare Gino Paoli di quello che è stato dei suoi sessant’anni di carriera, che festeggia con un nuovo doppio album, e di quello che verrà in futuro. Un viaggio musicale di anarchia e canzoni, come quelle dei due cd in uscita il 19 aprile e che contengono due facce del Paoli pensiero: la prima, quella dei brani storici riuniti nel secondo dei due cd, intitolato ‘I ricordi’, e quella di oggi, con una serie di canzoni inedite raccolte sotto il titolo di ‘Canzoni interrotte’.La storia documentata del cantautore genovese per definizione, ma di Monfalcone per nascita, è quella di ‘Che cosa c’è’, ‘Sapore di sale’, ‘Senza fine’ e molti degli altri titoli più celebri, in questo caso rivisti insieme a tre grandi jazzisti come Rita Marcotulli (al pianoforte), Alfredo Golino (alla batteria) ed Ares Tavolazzi (al contrabbasso). La storia di oggi, invece, è quella delle canzoni che evadono dagli standard della forma canzone, libere e, appunto, anarchiche. “L’artista – ha detto Paoli – se è davvero un artista, deve andare anche contro le forme, i condizionamenti e gli schemi. Ho pensato di utilizzare le parole e la musica in modo diverso, eliminando tutto ciò che è obbligatorio per cercare quell’essenzialità che è sempre stata un mio pallino. Quando si è detto a sufficienza, poi è meglio smettere di parlare o di scrivere. Del resto, quando ero un giovane pittore, ho creato assieme ad altri il movimento dell’essenzialismo”. Le ‘Canzoni interrotte’ sono divise per stagioni, con un ciclo non forzato ma con un”Estate’ che arriva subito prima di un ‘Inverno’ e un ‘Autunno’ che segue la ‘Primavera’.”Osservare il ciclo delle stagioni è qualcosa che mi mette serenità – ha commentato Paoli – e il lavoro che da tanti anni condivido con i jazzisti mi da un grande senso di libertà”. Tra i titoli delle canzoni non canzoni, ci sono anche ‘Due cani in chiesa’ (dedicata a Don Gallo che “era un amico eccezionale, era contro tutti e con tutti e non c’era nessuno che nei vicoli di Genova non lo salutasse dicendogli ci vediamo domenica a messa”) e ‘Voglio morire malato’ (“perché io voglio fare tutto e non conservarmi per arrivare per forza sano alla momento di morire”).Per festeggiare i sei decenni di carriera, Paoli sarà anche protagonista di tre eventi speciali dal vivo, a partire da ‘Una lunga storia’ che andrà in scena il 12 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, poi il 13 luglio ad Umbria Jazz e il 18 luglio nella ‘sua’ Genova, per un concerto ai Parchi di Nervi. “Dei miei sessant’anni di carriera non faccio bilanci – ha commentato Paoli – e quando verrà il momento di farne uno lo farà chi mi metterà in una cassa, di certo non io”.

Materiali extra leggeri, ali di farfalleTelaio light antifurto sella, arredi urbani tra pop e guerrilla

10 aprile 201913:51

– In un mondo che va sempre più veloce, la soluzione sta nella leggerezza: si ispira a questo concetto l’installazione A.X.A.P, ovvero as extra as possible, allestita a palazzo Litta per il FuoriSalone. Ad accogliere il visitatore, all’ingresso della mostra, centinaia di farfalle che prendono il volo.
L’installazione di Matteo Ragni Studio fa da ouverture al progetto, sviluppato da Xl extralight e Scuola Politecnica di Design SPD e curato da Matteo Ragni Studio, che abbina la creatività degli studenti alle potenzialità del materiale espanso a celle chiuse delle Industrie Finproject, dando vita a sette prototipi che vanno dall’outdoor al pet care fino al mercato kids, tutti all’insegna della leggerezza.
“Di grande ispirazione – spiega Matteo Ragni – è stata la farfalla, l’animale che in assoluto rappresenta questo valore in natura”. Insieme a Antonio De Marco ha coordinato i progetti degli studenti SPD, che sono racchiusi in una galleria museale, con boiserie e teche luminose con prototipi e campioni

Rock in Roma 2019 in 4 locationAttesi Kraftwerk, Thirty Seconds to Mars, Bertè, Calcutta, Salmo

10 aprile 201920:09

Undicesima edizione, quattro location, una trentina di concerti annunciati ai quali se ne aggiungeranno altri tre o quattro: il Rock in Roma edizione 2019, al via dal 23 giugno, conferma sempre di più l’attitudine a essere un festival “diffuso” sul territorio e “diversificato” nell’offerta, moltiplicando se stesso con date nella storica sede dell’Ippodromo delle Capannelle (quest’anno con due palchi), al Teatro Romano di Ostia Antica, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica e al Circo Massimo, con l’evento di chiusura in programma il 7 settembre affidato ai Thegiornalisti.Nel cast molti italiani e molti giovani tra cui, a Capannelle, Calcutta, Capo Plaza, Franco126, Gemitaiz, The Zen Circus, J-Ax e Articolo31, Salmo, Carl Brave, Subsonica, Ex-Otago. A Ostia attesi Kraftwerk per due date, Negrita, Marlene Kuntz e Loredana Bertè. Gli artisti stranieri vanno in scena, invece, alla Cavea con Thirty Seconds to Mars, Skunk Anansie, Ben Harper, Nick Mason’s Saucerful of Secrets.
Walter Nudo in attesa intervento a cuore”thank you, you guys rock”, risponde ai tanti messaggi

10 aprile 201914:35

– Walter Nudo è arrivato in Italia da Los Angeles dove aveva avuto un malore e al momento è ricoverato all’Ospedale Monzino di Milano per fare accertamenti in attesa dell’intervento al cuore. ”Walter in questo momento si trova all’ospedale Monzino nelle ottime mani del prof. Marco Zanobini. Sta facendo una serie di esami – spiega per lui la Nudofamily – per capire l’esatta causa del malore e per prepararsi all’intervento al cuore per tornare a vivere la vita al massimo come ha sempre fatto! Walter ci tiene ancora una volta a tranquillizzare e a ringraziare tutti gli amici, tutte le persone del mondo dello spettacolo ed soprattutto i fan per i numerosi messaggi pieni di affetto: “thank you, you guys rock !!!”.
Torna ‘Tango glaciale’ dopo 36 anniTanti giovani allo spettacolo del 1982 che rivelò Mario Martone

10 aprile 201914:52

– La platea del Teatro India è piena di giovani che, alla fine, plaudono entusiasti a uno spettacolo che ha 36 anni e, evidentemente, non li dimostra. E’ ‘Tango glaciale’, il lavoro che pose Mario Martone e il collettivo di artisti Falso Movimento all’attenzione nazionale e non solo, ora in fedele versione “reloaded (1982-2018)”, riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi con la supervisione di Martone stesso. Si replica fino al 14/4.
“Lo spettacolo racconta l’attraversamento di una casa da parte di tre suoi abitanti – spiega Martone – Un meccanismo viaggiante dall’esterno verso l’interno procedendo dall’antica Grecia all’America anni ’50”, tutto in 12 quadri che si succedono rapidi, uno ogni 5 minuti circa per un’ora totale, come in un montaggio cinematografico. E’ un viaggio attraverso anche l’immaginario dei tre personaggi, verso il loro mondo interiore, passando per reminiscenze classiche (con un discobolo e un tedoforo) e visioni da fantascienza o sogni da poliziottesco d’epoca.
Il Bif&st apre con 4 premi OscarFestival dal 27 aprile al 4 maggio dedicato a Morricone

BARI10 aprile 201914:54

– Quattro premi Oscar saliranno sul palco del Teatro Petruzzelli di Bari per la serata inaugurale della decima edizione del Bif&st, il Bari International Film Festival, in programma dal 27 aprile al 4 maggio. L’occasione sarà la consegna a Ennio Morricone, “il più grande compositore vivente di musiche da film”, al quale è dedicata la retrospettiva di questa edizione (con 42 film da lui musicati), del premio “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”. Con Morricone ci saranno gli altri Oscar Nicola Piovani, Gianni Quaranta e Giuseppe Tornatore. Il Bif&st 2019, diretto da Felice Laudadio e presieduto da Margarethe von Trotta, porterà a Bari decine di protagonisti del mondo del cinema, circa 150 proiezioni, sei lezioni di cinema, incontri con attori e registi, laboratori, mostre fotografiche.
Sette le anteprime italiane ospitate nel Petruzzelli, tra le quali le anteprime mondiali “Non sono un assassino” di Andrea Zaccariello, “Il grande spirito” di Rubini e “Passeggeri notturni” di Grandi.
34° Lovers Festival con Berger e ArgentoDionisio, rassegna parla di resilienza. Dal 24 al 28 aprile

TORINO10 aprile 201914:58

– E’ ricco, più di sempre, di grandi nomi il 34/o Lovers Film Festival Torino Lgbtqi Vision in programma dal 24 al 28 aprile, l’ultima edizione diretta da Irene Dionisio che dopo tre anni lascia la kermesse per tornare a fare a tempo pieno la regista. Si va dall’attore più amato da Visconti, Helmut Berger, alla madrina Alba Rohrwacher, da Giancarlo Giannini ad Asia Argento, alla regista americana Ira Sachs.
“Lascio un festival che amo tanto e che ha un rinnovato significato di resilienza, in un momento in cui certi diritti sembrano in discussione. In primo luogo il diritto di tutti di essere se stessi e felici”. Il nuovo direttore verrà comunicato l’ultimo giorno del festival dal presidente del Museo del Cinema, Sergio Toffetti. Nella rosa c’è anche Vladimir Luxuria.
Quest’anno, per sottolineare il carattere ‘politico’ del festival verranno dedicati focus al Fuori, prima associazione gay italiana (1971), al Pride e ai 50 anni dei moti di Stonewall.
Curia di Lecce nega piazza Duomo a Levante’Testi troppo irriverenti per la piazza simbolo della Chiesa’

LECCE10 aprile 201917:04

La Curia di Lecce dice no al concerto di Levante in piazza Duomo, ritenendo i contenuti dei testi della cantautrice siciliana incompatibili con i valori che simboleggia la piazza in cui si trovano la Cattedrale, il palazzo vescovile e il seminario. La conferma al diniego alla richiesta, avanzata nei mesi scorsi dall’entourage dell’artista, arriva da Vincenzo Paticchio, portavoce del vescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia.”Abbiamo scoperto – spiega Paticchio – che la tappa leccese in piazza Duomo del tour era già stata pubblicizzata per il 6 agosto sul sito dell’artista e su Ticketone, nonostante la commissione eventi della Curia non si fosse ancora riunita. La decisione è stata deliberata solo lo scorso primo aprile, quando la commissione si è riunita decidendo di non accogliere la richiesta. Il vescovo vuole aprire Piazza Duomo agli eventi – prosegue Paticchio -. I giovani vanno incoraggiati, ma certi testi sono troppo irriverenti per essere cantati nella piazza simbolo della Chiesa di Lecce”.

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A teatro Guerritore, Cristicchi, Benni
De Sica si Racconta. Lavia riscopre Prévert

10 aprile 201916:15

– Monica Guerritore nei panni di ‘Giovanna D’Arco’ e Simone Cristicchi con ‘Manuale di Volo per Uomo’ per Antonio Calenda, a Roma; Stefano Benni alias Julio Cortazar in ‘Ulula’, ancora nella capitale, e ‘Christian Racconta Christian De Sica’ a Milano; Gabriele Lavia e ‘I ragazzi che si amano’ da Jacques Prévert, a Torino, e il ‘Barry Lyndon’ di Giancarlo Sepe da William Makepeace Thackeray a Firenze: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Riapre il Parco del Tuscolo, la Pompei di RomaTra scoperte e nuovo percorso, weekend eventi nell’antica città

A10 aprile 201920:2

“Dalle rivelazioni aree si intuiva un lungo allineamento sotto al terreno. Abbiamo aperto e ci siamo trovati davanti un muro lungo 29 metri: una Chiesa medioevale, con tanto di ossari e gallerie sepolcrali in facciata, impostata sulle colonne delle antiche terme romane. Dai bolli, sicuramente adrianee”. A parlare è Valeria Beolchini, l’archeologa che oggi meglio conosce l’antica Tusculum, città latina che leggenda vuole fondata da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe, conquistata da Roma nel 496 a.C per diventare residenza estiva d’elite, tra senatori e imperatori, da Cicerone a Tiberio, Plinio e Lucullo, poi distrutta e abbandonata definitivamente nel 1191.Per tutto l’800 depredata e saccheggiata (molti dei reperti si trovano in Piemonte, ad Agliè, “collezione” dei Savoia), oggi l’antica città riprende forma con la riapertura, dopo un anno, del Parco Archeologico e culturale di Tuscolo, al centro del progetto Tuscolo. Il luogo primitivo dell’anima, che la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini (che ha acquistato il sito nel 1984 dai principi Aldobrandini) ha finanziato per un milione e 200 mila euro. Già realizzati, messe in sicurezza, scavi, restauri, riqualificazione dell’area e, oggi, il rinnovo dell’accordo di collaborazione con la Escuela Espanola de Historia y Arquelogia en Roma-CSIC che dal 1994 ha realizzato qui oltre 20 campagne di scavo. “La chiamavano la Pompei alle porte di Roma”, racconta la Beolchini, che qui da anni studia e scava, responsabile del progetto Tusculum.Per festeggiare la riapertura, il Parco ha organizzato due giorni di eventi, il 13 e 14 aprile, con laboratori didattici, visite guidate e trekking. Ma basta guardarsi intorno venendo su per il nuovo percorso di visita che dall’antica Via dei Sepolcri arriva fin sul basolato del Decumano (proseguendo con il “falso storico” allestito accogliere Papa Gregorio XVI) per vivere un vero viaggio all’indietro nel tempo, tra il Foro, le botteghe, i resti del Tempio di Mercurio, l’area dei tempietti, la Fontana arcaica e il Teatro del 75 a.C. che un tempo, dice la Beolchini, poteva arrivare a contenere forse anche duemila persone. “I prossimi scavi – raccontano il presidente della Comunità montana Damiano Pucci e il direttore della Escuela Espanola, José Ramon Urquijo Goitia, alla presenza anche dell’Ambasciatore di Spagna Alfonso Dastis Quecedo – si concentreranno all’esterno dell’area”. Ovvero proprio intorno a quella basilica di epoca medioevale, con annessa necropoli, che già si scorge, ma che la nuova campagna di scavi del 2020, la più grande mai realizzata a Tuscolo dai tempi di Luciano Bonaparte e Luigi Canina, dovrebbe svelare completamente.”Sotto – racconta la Beolchini – abbiamo trovato pavimenti in mosaico bianchi e neri, affreschi coloratissimi, latrine e le vasche per il tiepidarium e frigidarium. È la città che sta riprendendo forma. Grazie alle rilevazioni aeree e geofische possiamo ricostruire tutto in 3d. Abbiamo le planimetrie degli edifici e delle strade. Incrociando competenze e collaborazioni, poi – prosegue – stiamo scoprendo molto sulla vita che si conduceva qui. Le ceramiche, più piccole di quelle di Roma, e gli studi sulle ossa, ad esempio, ci raccontano che in tavola si privilegiavano gli stufati alle carni alla brace. Da un cranio colpito da un proiettile nel 1191 stiamo ricostruendo le tecniche belliche (i reperti vengono esposti al Museo di Frascati ndr). Quanto all’età romana, per ora abbiamo sondato l’area monumentale, dove sono numerose le epigrafi, marmi e decori. Ma appena fuori le mura, abbiamo le domus più ricche. Personalmente non penso si debba sempre scavare tutto. Ma qualche primo saggio ci ha svelato pareti preziosissime, dipinte di rosso”. Proprio come a Pompei.

Ferragamo, mostra esplora sostenibilitàFino all’8 marzo 2020 ‘Sustainable Thinking’

FIRENZE10 aprile 201916:48

– La maison Salvatore Ferragamo lancia il progetto Sustainable Thinking con una serie di mostre e iniziative che coinvolgono il Museo Ferragamo, il Museo del Novecento e Palazzo Vecchio con la sala delle Udienze.
Sustainable Thinking è anche il nome della mostra al Museo Ferragamo (12 aprile-8 marzo 2020) che si apre con una sezione sull’ambiente con un’opera di Pascale Marthine Tayou per un ‘paesaggio contaminato’ con una sezione sui materiali e modelli della maison: 77 scarpe, brevetti, lavorazioni, filmati e idee sostenibili come la zeppa di sughero. C’è un’area sulla trasformazione dei materiali e sull’economia circolare, e ancora l’arte con l’opera Energy Spill dell’artista africano El Anatsui e Satelliti dell’americana Sheila Hicks. Poi spazio ad alcuni designer e alle loro idee green: Paul Andrew e Maria Sole Ferragamo, nipote di Salvatore, che ha creato Artemisia. Dopo spazio a fibre e tessuti green, artigianato, moda sociale e infine l’arte: Pietro Gilardi e Michelangelo Pistoletto.
Gli zombie di Jarmusch aprono il festival”Un cast da svegliare i morti” con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton

10 aprile 201920:54

Il festival di Cannes apre nel segno dell’horror ed è la prima volta. Con un dichiarato omaggio, sin dal manifesto con la mano che esce da sotto terra, al George Romero della Notte dei morti viventi, il film di Jim Jarmusch The Dead Don’t Die la sera del 14 maggio inaugurerà la 72a edizione (14-25 maggio 2019). Il regista americano indipendente promette “un cast che farà resuscitare i morti” e con questa battuta c’è subito da intendersi: horror sì, ma venato di commedia.E’ quello che ci si può aspettare dall’autore di Stranger than Paradise, Daunbailò, Coffee and Cigarettes che aveva fatto incursioni nel film di genere prima con il western Dead Man poi con il crime orientale Ghost Dog: Il codice del Samurai e il film sui vampiri Solo gli amanti sopravvivono. Il nuovo film di Jarmusch sarà in anteprima mondiale e in competizione per la Palma d’oro all’attenzione della giuria presieduta dal cineasta messicano Alejandro Gonzalez Inarritu. The Dead Don’t Die è un film corale e intorno a questa storia di zombie il regista ha coinvolto un cast incredibile: Bill Murray, Adam Driver, Selena Gomez, Tilda Swinton, Chloe Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Iggy Pop, RZA, Sara Driver, Austin Butler, Luka Sabbat, Eszter Balint, Carol Kane e persino Tom Waits. La vicenda è ambientata nella pacifica, assonnata cittadina di Centerville. Ma qualcosa non va dritto: La luna è grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali stanno iniziando a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati. Ma nessuno prevede la ripercussione più strana e più pericolosa che presto tormenterà Centerville: i morti non muoiono, si alzano dalle loro tombe, attaccano selvaggiamente e banchettano sui viventi e i cittadini devono combattere per la loro sopravvivenza.Il cinema di Jarmusch, sempre nel filo del racconto di un’altra America, fatta di anti-eroi, solitari, diametralmente opposti alla retorica dei vincenti ma anzi piuttosto ai margini della società, ha sempre avuto a Cannes una vetrina d’eccellenza sin dai tempi di Stranger Than Paradise, con cui vinse nel 1984 la Camera d’or. Al festival il regista-musicista nato in Ohio ma newyorkese di formazione, 66 anni, ha avuto in questi anni quattro premi, compresa la Palma d’oro al miglior cortometraggio nel 1993 per Coffee and Cigarettes: Somewhere in California and il Grand Prix nel 2005 per Broken Flowers. E nel 2016 ha avuto eccellente accoglienza con il film in concorso Paterson con Adam Driver e Golshifteh Farahani oltre che con il documentario musicale Gimme Danger che ha portato sulla Croisette un rocker di razza come Iggy Pop. The Dead Don’t Die sarà distribuito da Focus Features e Universal Pictures International nel mondo, uscirà in Francia lo stesso giorno della proiezione di Cannes il 14 maggio e il 14 giugno in America e poi nel mondo. Il film di Jarmusch è il primo del concorso del 72/o festival il cui programma sarà annunciato a Parigi il 18 aprile.

Un’antica carta nautica per Matera 2019Di Albino de Canepa, sarà esposta dal 19 aprile al 19 agosto

POTENZA10 aprile 201917:09

– Una preziosa mappa nautica di Albino de Canepa, del 1480, è uno dei pezzi che compongono la mostra “Il Rinascimento visto da sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”. L’opera, di proprietà della Società geografica italiana, “lascia la storica sede di Villa Celimontana a Roma per essere esposta dal 19 aprile al 19 agosto nel Museo nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi”.
Rilievi in 3D del Mausoleo di TeodoricoDati su costruzione monumento a disposizione degli studiosi

BOLOGNA10 aprile 201917:35

– Fare luce sui molti aspetti rimasti oscuri del Mausoleo di Teodorico di Ravenna, come l’originaria configurazione, che nel corso dei secoli ha dato luogo alle più fantasiose ipotesi, e le tecniche di esecuzione ed edificazione della grandiosa cupola monolitica di 291 tonnellate. E’ l’obiettivo del rilievo in 3D del Mausoleo, fatto dallo studio 3WD di Osimo (Ancona), che consente di ‘raccontare’ il monumento, dalle origini alle tecniche di esecuzione ed edificazione della costruzione voluta dal re goto Teodorico (454-526 d.C.), sito Unesco dal 1996. Il Polo museale regionale, spiega il direttore Mario Scalini, ha investito nelle nuove tecnologie per un rilievo analitico e tridimensionale finalizzato alla ricerca storica, al monitoraggio ed allo sviluppo di nuove progettualità sulla valorizzazione del monumento. I dati sono così a disposizione degli studiosi, attraverso la rete.

Il prof Accorsi e ‘Il campione’ di calcioIn sala dal 18 aprile il film di D’Agostini con Carpenzano

10 aprile 201920:11

Da una parte un campione di calcio come tanti, giovanissimo, ricco, popolare e straviziato (Lamborghini e Ferrari nel garage della sua mega-villa), dall’altra un professore un po’ triste con un passato da dimenticare. Questa la formula de ‘Il campione’, opera prima di Leonardo D’Agostini in sala dal 18 aprile in trecento copie distribuite da 01. Christian Ferro (Andrea Carpenzano) è il giovanissimo centrocampista della Roma, tanto talento e altrettanta capacità di mettersi nei guai: risse, incidenti d’auto e nessuna disciplina. Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), è invece il professore, un uomo solitario e schivo, con problemi economici, un matrimonio fallito alle spalle e per nulla appassionato di calcio.Fatto sta che il professore viene affiancato al giovane campione quando, dopo l’ennesima bravata, l’autorevole presidente del club, Tito (Massimo Popolizio), decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina. La mission impossible è quella di far prendere a Christian un diploma, ma non sarà affatto facile. Il campione vive infatti tra videogiochi, una donna influencer, per la quale contano solo i followers, e amici squisitamente coatti, mentre Valerio è sempre solo tra i suoi libri. Tra i due all’inizio saranno scintille e incomprensioni, ma lentamente si ritroveranno l’uno accanto all’altro legati da un affetto che ricorda molto quello che si crea tra padre e figlio.”Il film – spiega il regista alla sua opera prima – parla di tante cose con al centro la gestione del successo, come nel caso di questo calciatore che si ritrova a vivere al massimo e deve gestire tutto quello che gli accade senza perdersi. Un lavoro molto complesso – aggiunge D’Agostini – che ha richiesto tra l’altro una grossa documentazione sul mondo del calcio e sui calciatori, che hanno spesso tratti in comune nelle loro vite”. Per Accorsi, “il film racconta sia un successo reale, quello del calciatore, ma anche la percezione stessa del successo che abbiamo tutti noi attraverso i social. Il mio personaggio – aggiunge – è una bellissima figura di professore, una di quelle persone che se incontri davvero te ne ricordi tutta la vita”.Per ‘Il campione’, che passerà in anteprima al Festival del cinema Europeo di Lecce, c’è stato comunque il placet di Francesco Totti che dopo averlo visto ha detto nel suo stile conciso: “È vero, è proprio così”. Infine, nel cast del film, una produzione Groenlanddia con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, anche Camilla Semino Favro e Anita Caprioli.

Scuola sopravvivenza, decidi finale tuSu Netflix la nuova serie con Bear Grylls, adatta a giovanissimi

10 aprile 201919:34

– Questa volta il finale lo decidi tu.
E’ lo stesso Bear Grylls a rivolgersi direttamente a chi lo sta guardando in tv, con una serie di domande mentre si trova in situazioni alle volte di estrema difficoltà. Per esempio: devo mangiare o meno una larva, camminare oppure strisciare su un lago ghiacciato, seguire un tunnel sotterraneo con una corrente d’aria o prenderne un altro senza. Ogni volta sotto comparirà la scritta con le due opzioni da scegliere e basterà cliccare ‘ok’ con il proprio cursore del telecomando. Ma attenzione, il destino della missione può dipendere da te. ‘Scuola di sopravvivenza’ è la serie interattiva di Netflix, disponibile sul colosso streaming tv dal 10 aprile. Ogni episodio sarà ambientato in una particolare località, dal deserto alle vette di una montagna, nella giungla o tra neve alta, crepacci e valanghe. Ad accompagnare il giocatore nell’avventura tra i più ostili habitat della Terra è l’esperto di sopravvivenza per eccellenza.

Gala del Met sul ‘Camp’ in crisi di vipWWD, “Lauren, Dior e Calvin Klein non acquistano tavoli”

NEW YORK10 aprile 201918:17

– Alcuni vip del mondo della moda potrebbero disertare al Gala del Met di quest’anno organizzato il 6 maggio per celebrare la mostra del Costume Institute sul concetto di “Camp”. La festa è un appuntamento fisso per i divi e stilisti con biglietti individuali da 35 mila dollari.
Quest’anno tuttavia, secondo fonti del quotidiano dell’industria della moda “Womens’ Wear Daily”, Ralph Lauren, Dior e Calvin Klein avrebbero deciso di non acquistare tavoli per i loro ospiti a un prezzo da 200 e 300 mila dollari ciascuno.
I tre marchi sono stati per anni grandi sponsor dell’evento vestendo decine di celebrità e ospiti di alto profilo. Restano confermati altri brand per la serata in cui Lady Gaga farà da madrina con Serena Williams, Harry Styles e Alessandro Michele. Gucci è lo sponsor ufficiale con Louis Vuitton e Burberry che acquisteranno tavoli. “Siamo al tutto esaurito come sempre”, ha detto una portavoce di Vogue a “Wwd”.
Matera 2019, occhialini da temponautaPer promuovere il “passaporto” e il “cittadino temporaneo”

MATERA10 aprile 201918:21

– Per promuovere il “passaporto” per assistere (al prezzo unico di 19 euro) a tutte le manifestazioni previste durante il 2019 – anno di Matera Capitale europea della Cultura – e “il concetto di cittadino temporaneo”, saranno in vendita dall’11 aprile nella città dei Sassi “gli occhialini da temponauta”.
Si tratta di un’iniziativa della Fondazione Matera-Basilicata 2019 per raggiungere uno dei traguardi indicati nel dossier di candidatura della città, “ovvero – ha spiegato il direttore generale della Fondazione, Paolo Verri – di un turista che non si ferma a osservare passivamente la straordinaria bellezza della città, ma vive e respira questi luoghi, magari anche producendo qualcosa per sé e per gli altri”.
Linea gioielli Maria Sole FerragamoNipote Salvatore, crea accessori con pelle riciclata

FIRENZE10 aprile 201918:41

– Heritage, tecnologia e sostenibilità, in un mix creativo che sceglie la pelle riciclata come materiale preferito per un’elegante linea di gioielli e accessori. Ecco il cuore del progetto So-Le Studio, la linea di gioielli e accessori creata Maria Sole Ferragamo, architetto e designer, nipote di Salvatore, il fondatore della maison fiorentina. Dopo aver conseguito una laurea in architettura al Politecnico di Milano e un master in design del gioiello alla Central Saint Martins di Londra, Maria Sole Ferragamo ha deciso di lanciare il suo progetto a Firenze, creando gioielli unici realizzati con la pelle riciclata. “Architetture per il corpo”, li definisce lei, che tengono in massima considerazione la sostenibilità e l’idea del recupero. L’11 aprile lancia il suo sito (mariasoleferragamo.com). E’ lei stessa che sceglie la pelle di recupero, studia le applicazioni (come quella con la polvere di acciaio) e lavora con gli artigiani. In collezione orecchini, bracciali, collane e cinture, tutti personalizzabili.
All’Opera Roma Vedova Allegra anni ’50Regista Michieletto, storia di soldi ambientata in banca

10 aprile 201918:44

– Una “Vedova Allegra” che lascia il periodo glorioso della Belle Epoque per prendere forma alla fine degli anni ’50, non a Parigi nella sede dell’ambasciata di un paese immaginario, ma in una banca di provincia, non più cantata nella traduzione italiana ma per la prima volta in tedesco con i sopratitoli. La più celebre tra le operette arriva al Costanzi di Roma al 14 al 20 aprile con le novità scelte dal regista Damiano Michieletto per dare maggiore credibilità a una vicenda e a personaggi che altrimenti resterebbero confinati agli aspetti frivoli e leggeri del genere. Sul podio a dirigere cantanti, orchestra e coro sarà il giovane maestro Costantin Trinks, uno specialista al suo debutto al Teatro dell’Opera.
“Die Lustige Witwe’, composta dal tedesco di origine ungherese Franz Lehàr su libretto di Victor Léon e Leo Stein, debuttò a Vienna nel 1905 con un grandissimo successo, bissato in Italia due anni dopo. Lo spettacolo che arriva nella capitale è frutto di una coproduzione con la Fenice di Venezia.
A Luca Alcini il premio AntinooPremio sarà consegnato il 6 maggio a Cinecittà

10 aprile 201918:58

– Luca Alcini, regista e autore di Ballando con le Stelle, vince il Premio Antinoo per la regia televisiva. Il premio, alla sua seconda edizione è nato sotto il patrocinio della Action Academy di Maria Grazia Cucinotta e Nando Moscariello. Luca Alcini ha firmato nel corso degli anni, oltre a “Ballando con le stelle” la regia televisiva di numerose produzioni tra le quali Miss Italia, Notti sul ghiaccio, Telethon, Altrimenti ci arrabbiamo, Nastri d’Argento del Cinema Italiano. Il premio verrà assegnato il 6 Maggio a Cinecittà. Nel corso dell’evento verranno premiati anche Saverio Costanzo per L’amica Geniale; i responsabili Netflix per Suburra, Pippo BAUDO per il programma storico “Fantastico”.
Salini, il Giro d’Italia unisce il PaeseIn prima fila per edizione 2019 Rai2, Rai Sport Hd, radio e Web

10 aprile 201919:11

– 66 anni fa la Rai iniziava il racconto, mai interrotto, del Giro d’Italia, con una diretta sperimentale della tappa di Milano. Per la 102/a edizione, che partirà l’11/5 da Bologna e si concluderà il 2/6 con la cronometro di Verona, saranno in prima fila Rai2 e Rai Sport Hd (che il 9/5 proporrà anche la presentazione delle squadre) con tanti appuntamenti, che ogni giorno culmineranno nel Processo alla Tappa, e approfondimenti (come Viaggio nell’Italia del Giro condotto da Edoardo Camurri), per 170 ore di trasmissione, ma anche i canali radio e il web, da Rai Play ai social.
“Il Giro d’Italia unisce il Paese, ne unisce i valori – dice l’ad Rai Fabrizio Salini -. E’ uno dei biglietti da visita per noi più prestigiosi per quanto riguarda lo sport”. La Rai racconterà il Giro grazie al rinnovo dell’accordo con Rcs.
“Ascoltando Salini che dice meraviglie del Giro mi chiedo perché la Rai allora lo abbia pagato così poco”, scherza Urbano Cairo, presidente di Cairo Communication e presidente e ad di Rcs.
Carlucci, mi sono fratturata un piede”Ma sabato sarò a Ballando, zoppicando ma ci sarò”

10 aprile 201919:56

– “Sono stata un po’ latitante nei giorni scorsi perché c’è un problema, la frattura del piede, del metatarso del quarto dito, quindi frattura completa. Ne avrò per sei settimane, sto facendo di tutto per accorciare i tempi ma le ossa ci mettono un certo tempo a saldarsi”. Milly Carlucci, in un videomessaggio inviato alla Vita In Diretta, il programma di Rai1 condotto da Francesca Fialdini e Tiberio Timperi, ha rivelato la sua recente disavventura. La conduttrice di Ballando con le stelle è andata in onda per ben due puntate senza sapere di avere un piede fratturato, ma sabato scenderà di nuovo in pista: “Si va avanti con una gamba sola, zoppicando con l’altra”.
Proietti professore emerito, difendiamo il teatroLezione-spettacolo a Tor Vergata, ‘la comicità è un grande mistero’

10 aprile 201920:23

Un grande sorriso, aperto e sincero, a illuminare il viso, e un’espressione emozionata, quasi incredula, nell’indossare quella lunga toga nera e rosa di fronte a tanti studenti: dal 10 aprile Gigi Proietti non è soltanto uno dei più grandi attori italiani, ma anche un “Distinguished Professor”, grazie all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata che gli ha conferito il titolo di Professore Emerito Honoris Causa. “La comicità è un grande mistero. Si sa solo che fa ride'”, dice l’attore prendendo la parola sul palco dell’Auditorium Ennio Morricone alla Facoltà di Lettere dell’Ateneo, in una prima “lezione” che fin da subito sembra uno spettacolo.”Non ho avuto maestri, non ho fatto l’accademia e non ho finito giurisprudenza all’università perché cantavo nei nightclub. Non avevo idea di cosa fosse il teatro, poi ho fatto la prova pratica al Centro Universitario Teatrale della Sapienza – racconta – e mi hanno detto che recitavo come Albertazzi. E chi è, mi sono detto”, racconta Proietti, “ho conosciuto Giancarlo Cobelli e da lui ho appreso la disciplina: se riaprissi una scuola di teatro la pretenderei di più di come ho fatto. Chi fa questo mestiere deve amare in modo sacro il proprio lavoro”. Il tono si fa serio constatando la difficile situazione dei teatri, italiani e romani: “Il teatro andrebbe curato di più dalle istituzioni: abbassare i prezzi è possibile solo se lo Stato ci aiuta. Nella nostra città chiudono i teatri come i cinema, ed è chiuso anche il Valle, uno dei teatri più belli d’Europa, proprio in un momento in cui nulla potrebbe essere più aggregante del teatro, da vedere ma anche da fare. La cosa più pericolosa di oggi è il pensiero che si allontana”, dice, “eppure il pubblico esiste, non si esprime ma c’è. Bisognerebbe ricominciare il rapporto tra chi fa teatro e chi lo fruisce”.”Con A me gli occhi please abbiamo fatto una cosa importante storicamente, proponendo una contaminazione di generi senza soluzione di continuità, una commistione di stili senza spiegare agli spettatori. Un grande successo, che mi ha fatto decidere di interessarmi a un pubblico più vasto”, racconta, “non mi sono mai fermato, ma forse negli anni la tv ha cambiato un po’ il pubblico che ora ride anche per cose che non fanno ridere. Però c’è voglia di conoscere: al Globe Theatre per esempio (il teatro elisabettiano dentro Villa Borghese da lui creato e diretto, ndr) rispettiamo la struttura drammaturgica di Shakespeare. È sempre meglio prima leggere che rileggere”. Sala gremita di ragazzi, molti dei quali rimasti in piedi, tutti pronti con il telefonino a immortalare le battute di Proietti, i suoi racconti, i sonetti recitati: tanti gli applausi, tantissime le risate, ma soprattutto molto alta l’attenzione di fronte alle parole sagge del “nuovo professore” da parte di una platea giovanissima (ma ci sono anche gli ‘adulti’ ad assistere all’incontro) che dimostra di amare l’artista romano e di conoscere la storia e il valore del suo lavoro.Classe 1940, attore istrionico di teatro, cinema e tv, regista, doppiatore, direttore artistico, cantante e grande affabulatore capace di rendere vera con la voce e il corpo anche la più grande illusione (“più sono bravo a fingere, più il pubblico è bravo a credere alla finzione: così può veicolare qualcosa”, spiega), Proietti è “costantemente attento a coniugare, grazie alla sua straordinaria poliedricità attoriale, la ricerca artistica con la tradizione”, si legge nelle motivazioni del titolo conferito, e “nella sua carriera artistica riesce a mostrarsi insieme appassionatamente radicato al suo territorio, eppur attento ad istituire con accortezza dinamiche di sprovincializzazione”. Oggi l’attore conferma anche la sua vocazione da docente, trascinando i ragazzi in un discorso ironico e amaro, divertente e nostalgico, mentre alle sue spalle su uno schermo passano le immagini dei suoi successi, le foto con gli amici, le sue smorfie celebri, la sua lunga carriera. “L’università è cambiata negli ultimi anni: abbiamo aperto le aule anche ai non accademici, qualcuno fa polemica ma a noi non importa. Vogliamo creare cittadini competenti non buoni”, sottolinea aprendo la cerimonia il professor Giuseppe Novelli, Rettore di Tor Vergata.

Bova, racconterò nuoto e storia BortuzzoL’attore apre Incontri di Sorrento. ‘Con me anche Rosolino’

SORRENTO (NAPOLI)10 aprile 201920:37

– Raoul Bova sta lavorando a un progetto che racconterà il nuoto attraverso quattro grandi campioni “incrociando anche la cronaca, con la storia di Manuel Bortuzzo”. Lo ha anticipato l’attore nel corso della prima giornata dei 41/i Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento. “Stiamo terminando la sceneggiatura, uno dei campioni è Massimiliano Rosolino, l’altro è un nuotatore che è poi diventato attore – ha detto Bova riferendosi alla sua storia – ho conosciuto Bortuzzo e sono sicuro che tornerà a nuotare”, ha aggiunto poi parlando del giovane atleta colpito a Roma da un proiettile lo scorso febbraio e rimasto paralizzato gli arti inferiori, “ma non voglio aggiungere altro”.
Raoul Bova (in autunno sul piccolo schermo nei panni di Giorgio Armani nella serie “Made in Italy”), è stato protagonista di Ciak Incontra, la sezione realizzata in collaborazione con il magazine Ciak, ed intervistato da Piera Detassis ha ripercorso la sua carriera e i suoi rapporti con il cinema americano.
Villa Farnesina, al via il restauro per la sala delle nozze Progetto di recupero per gli affreschi del Sodoma

10 aprile 201920:56

VILLA FARNESINA – Per la decorazione di quella stanza da letto, sontuosa come non se ne vedevano in quel tempo pure così ricco di splendori, il ricchissimo Agostino Chigi, banchiere dei papi, imprenditore di genio con l’amore della cultura e il vezzo del mecenatismo, aveva chiesto aiuto a Raffaello e poi fatto venire a Roma dal Veneto uno fra i pittori più bravi del suo tempo, Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma, che nella capitale portò la sensibilità appresa dal suo maestro, il grande Giorgione. Un capolavoro assoluto concepito per amore e offerto in dono alla bellissima Francesca, compagna veneziana del banchiere, per arricchire ancora di più la residenza sul lungotevere che oggi porta il nome di Villa Farnesina (da Alessandro Farnese che l’acquistò dopo la morte di Chigi) ed è la sede di rappresentanza dell’Accademia dei Lincei.
A distanza di cinquecento anni e più, dopo altri importanti recuperi che hanno interessato la villa, segnata anche dai lanzichenecchi che la occuparono durante il sacco di Roma, parte un nuovo progetto di restauro che interesserà due pareti di questa camera nuziale, quella a nord est con le nozze di Alessandro Magno e Rossane e un’altra nella quale Alessandro accoglie magnanimo la madre del re persiano Dario, che lui aveva appena sconfitto.
Commissionati dall’Accademia dei Lincei con il finanziamento di uno sponsor privato, la Double Consulting, e diretti da Antonio Sgamellotti, i lavori dovrebbero terminare entro il 2020. “Un progetto che si inserisce in un più vasto programma di recupero e valorizzazione della nostra sede di rappresentanza che con i suoi magnifici affreschi costituisce un gioiello del Rinascimento italiano –  sottolinea Sgamellotti – un ulteriore passo verso una nuova e più ampia fruizione della Villa Farnesina”. Soddisfatto anche l’ad di Double Consulting Francesco Rosetti: “Ci riconosciamo molto nei mecenati di una volta, che sapevano cogliere il talento degli artisti, dandogli la possibilità di esprimersi e di lasciare nel mondo un’impronta tangibile della propria arte”, commenta.
I lavori, spiegano gli esperti, puntano a valorizzare le scene rappresentate dal Sodoma in particolare con la rimozione dei depositi superficiali, la pulitura meccanica e chimica, bendaggi e velature di protezione delle zone distaccate, consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica, stuccature, ricostruzione degli intonaci e degli elementi lignei mancanti, reintegrazione pittorica e delle dorature, fino alla protezione finale.Un passo di più per far tornare al suo antico splendore la fastosa residenza di Agostino Chigi, che non a caso i contemporanei avevano ribattezzato “il Magnifico”, scrigno di tesori incomparabili (oltre agli affreschi de il Sodoma ci sono quelli del grande Raffaello che decorò un’intera loggia e quelli di un altro grandissimo dell’epoca, Baldassarre Peruzzi, poi ci sono le incredibili grottaglie della galleria recentemente ritrovata, l’incredibile giardino di piante rare)  ancora oggi forse non abbastanza conosciuta dal grande pubblico.
A Cartoons on the Bay il Re Artù modernoNe Il Ragazzo che diverrà re Merlino ha t-shirt dei Led Zeppelin

11 aprile 201910:32

Quando la spada Excalibur è conficcata tra le macerie di un cantiere abbandonato di Londra, quando il gracile Semola è il bambino “sfigato” vittima dei bulletti della scuola, ma soprattutto quando il mago Merlino al posto della palandrana azzurra porta una camicia sdrucita e una t-shirt dei Led Zeppelin, si capisce che una leggenda come quella di Re Artù davvero è così potente da poter essere raccontata mille volte in mille modi diversi ai bambini dei secoli scorsi fino a quelli della nostra epoca in blue jeans e con lo smartphone alla mano.A Torino nella pre-apertura di Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione che in corso fino a sabato a Torino, c’è stata l’anteprima de Il ragazzo che diventerà re, film scritto e diretto da Joe Cornish (già co-sceneggiatore di Ant-Man e Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno, e regista di Attack the Block – Invasione aliena) che uscirà in sala con 20th Century Fox Italy il 18 aprile.A interpretare il protagonista principale, il giovane Alex, è un figlio d’arte Louis Ashbourne Serkis, il cui papà è l’attore e regista Andy Serkis, famoso per avere interpretato tra l’altro tra l’altro Gollum/Smeagol de Il Signore degli Anelli. Ma nel cast ci sono anche Patrick Stewart – l’impareggiabile Merlino anziano che grazie agli starnuti diventa un gufo oppure un giovanotto interpretato da Angus Imrie, Tom Taylor, Dean Chaumoo – e tra le signore – Rebecca Ferguson, Denise Gough e Rihanna Dorris.”L’idea di fare un film di questo tipo – spiega il regista – l’ho avuta già a scuola, quando dopo aver visto Re Artù e ET di Spielberg, disegnavo sul mio diario la storia di un ragazzino che trovava la magica Excalibur nella vasca da bagno”. E dopo tanti film sulla vicenda, dopo varie riedizioni in cui bambini moderni finivano nel Medioevo, questo è il primo caso in cui Artù si trova nel XXI secolo e riesce a fare la mitica battuta: “Anche Harry Potter e Luke Skywalker non conoscevano i loro padri e gli sono accadute cose magiche e meravigliose…”.”E’ un film davvero carino – commenta il direttore di Cartoons on the Bay Roberto Genovesi – con un’ottima interpretazione di Patrick Stewart. Ti fa capire come in realtà il cartone animato e il live action debbano parlarsi perché ormai è impossibile seguire strade indipendenti. Questo perché gli effetti speciali di un film live sono sempre più realizzati attraverso la CGI, cioè l’animazione computerizzata, e questo è un po’ il futuro dei professionisti”.Le riprese, iniziate a Londra nei mitici Leavesden Studios, sono proseguite negli spettacolari scenari storici e paesaggistici della Gran Bretagna dalla Cornovaglia al Devon, dall’isola Tintagel, nel cui castello sul Canale di San Giorgio si racconta sia nato re Artù, fino alla brughiera di Bodmin, dove si dice ci fosse la Signora del Lago.Molto attuale in tempo di tensioni internazionali continue e di Brexit il messaggio sociopolitico con Re Artù che trasforma in nemici in alleati (e suoi pari attorno alla tavola rotonda) e che salva il suo popolo dalla schiavitù rischiando la propria vita.

Fosco Maraini, il Dio delle montagneessant’anni di avventure e ferrate tra le Apuane e l’Himalaya

11 aprile 201909:01

– FOSCO MARAINI, ‘FARFALLE E GHIACCIAI, LA MIA VITA TRA LE MONTAGNE’ (HOEPLI EDITORE, PP 157, EURO 19,46) La montagna era per lui il “Dio fresco”, il “Dio libero”, il “Dio diretto”, tutto l’opposto del “Dio in scatola” claustrofobico delle chiese e delle cattedrali. Un Dio che Fosco Maraini, spinto da un’insaziabile curiosità etica, ha cercato sin da ragazzo, in centinaia di arrampicate e ferrate, in migliaia di chilometri, scalando vette prima vicine alla sua Firenze, poi sempre più lontane e impossibili. “Farfalle e ghiacciai, la mia vita tra le montagne”, è un libro che raccoglie gli scritti e gli articoli di sessant’anni di viaggi e avventure, pubblicati su testate nazionali come il Corriere della Sera o riviste specializzate per gli alpinisti. Sono divisi in tre sezioni tematiche, Occidente, Oriente, Estremo Oriente, a cui corrispondono anche tre capitoli della vita dell’autore. Fosco Maraini (1912-2004) è un personaggio complesso da classificare: etnologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore e poeta, ma anche analista delle diversità, indagatore dell’altrove, ricercatore dello sconosciuto. Assetato di vita, in senso universale. Le sue pagine sulla straordinaria bellezza e intensità della natura o sugli altrettanto straordinari incontri con persone di culture ed etnie diverse emozionano a distanza di tanti anni. La sua passione per le montagne s’impone da subito. Insieme a tre compagni adolescenti temerari e incoscienti come lui (li chiamavano i quattro selvaggi), sfida le nebbie, i temporali, le solitudini e le leggende nere delle Apuane, che negli anni ’20, erano sinonimo di un luogo totalmente inaccessibile e sconosciuto. Poi è la volta dell’Appennino tosco-emiliano, e delle Dolomiti. Dall’Occidente all’Oriente: nel 1937, senza più gli amici fiorentini, parte per il Tibet per confrontarsi con i monti più alti del mondo, il primo di tanti viaggi. Il titolo ‘Farfalle e ghiacciai” fa riferimento a questo passaggio decisivo. La spedizione, di cui fa parte Fosco, sta attraversando la giungla tropicale. “oggi è bel tempo e miriadi di farfalle di ogni colore svolazzano lungo il sentiero”, scrive Maraini. Le nubi che hanno chiuso la valle e la volta vegetale si aprono all’improvviso: “Mi volto. Dinanzi a me, sopra di me, terribilmente addosso, vicinissimo e lontanissimo allo stesso tempo, il Kangchenjunga, una delle più alte montagne del mondo, scintilla nel sole, come un castello incantato d’argentee sostanze lunari. Settemila metri di dislivello stanno tra me e la vetta; ma paiono 70mila. È come guardare un altro pianeta”, racconta Maraini. Ciò che lo sorprende e affascina è che “questi gelidi ricami glaciali, queste torri di avorio intatto” siano incorniciati “dai fiori delicati e carnosi, dalle foglie verdi e bagnate della foresta calda dei tropici”. “È un’epitome dell’India, del mondo, quasi”, aggiunge. “Pare un gioco magico di riflessi, di miraggi, che ripiega su se stessi i meridiani portando ad un inatteso e subitaneo contatto le silenti desolazioni polari con l’orgia della vita tropicale”. L’Estremo Oriente arriva nel 1938 dove in Giappone altre montagne lo tenteranno e sedurranno, come osserva la figlia, Dacia Maraini, nell’introduzione del libro. Qui, però, l’intera famiglia finirà in un campo di concentramento, quando Fosco e la moglie rifiuteranno di firmare nel 1943 la loro adesione alla Repubblica di Salò. Per cercare di ottenere condizioni di vita migliori soprattutto per le tre figlie bambine, Fosco si taglierà una parte del mignolo di una mano, davanti ai militari giapponesi. Come in natura esiste, sotto un bosco di alberi, anche una foresta sottoterra, che si fa strada alla maniera di “una miriade di serpi tra sasso e sasso, tra zolla e zolla”, anche nei popoli c’è una “foresta inversa”, spiega Fosco in uno dei racconti. È la foresta inversa “per sempre celata agli occhi, potente, oscura e terribile, degli impulsi primordiali, delle tradizioni ataviche, delle disperate voglie che non salgono alla coscienza, ma condizionano gli atti, scatenano le guerre, urgono cose atroci”.
Dai libri al film, arriva in sala AfterLa saga romantica adolescenziale dall’11 aprile

11 aprile 201909:01

– E’ nata da una fanfiction (storie scritte dai fans ispirate da libri, film, serie o celebrita’) su Harry Styles degli One Direction, scritta da Anna todd, classe 1989, sul cellulare, e letta online oltre un miliardo e mezzo di volte, l’impressionante fenomeno letterario young adult di After. La saga romantica pubblicata poi in cinque libri, ha venduto finora circa 15 milioni di copie nel mondo di cui un milione e un 400 mila in Italia dove la pubblica Sperling & Kupfer. Inevitabile l’approdo al cinema: il primo film, After, di Jenny Gage, con Hero Fiennes Tiffin (nipote di Ralph Fiennes) e Josephine Langford, sara’ in sala dall’11 aprile con 01 Distribution.
“Non so dire quale sia il motivo di tanto successo – ha spiegato Anna Todd – I lettori mi dicono di riconoscersi nei personaggi. Una storia d’amore, come un romanzo di formazione hanno temi universali, ma non penso sapro’ mai con sicurezza cosa sia scattato”. Eroi della vicenda sono Tessa (Langford), 19enne riservata e figlia modello, al primo anno di universita’ e Hardin (Fiennes Tiffin), bel tenebroso, figlio ribelle del rettore, che condivide con Tessa l’amore per i libri. Lo scontro iniziale fra i due ragazzi, diventera’ un incontro e un amore appassionato, turbato da segreti e difficolta’.
Da un personaggio come Hardin “ho imparato l’importanza di dire la verita’, non nasconderla, soprattutto a chi si ama – ha spiegato Fiennes Tiffin -. La cosa piu’ difficile e’ stato non giudicarlo, cercare di capire il suo modo di pensare. Abbiamo in comune pero’ il trovarci bene nella nostra pelle”. Anna Todd, sposata a un militare e mamma di un bambino, e’ anche coproduttrice degli adattamenti e spera che “ci sara’ un film per ogni libro, anche perche’ sono libri molto lunghi – ha aggiunto -. Ho voluto che la versione cinematografica fosse piu’ rappresentativa del mondo reale, che ci fosse piu’ diversita’, inserendo anche personaggi Lgbt, perche’ si rispecchiasse il microcosmo di un vero college”.
L’attore 21enne ora ha in cantiere un film sulla Guerra Civile americana, Freedom’s Path e tra le prime esperienze di cinema, a nove anni aveva anche recitato nella saga cult di Harry Potter, dando volto alla versione giovane di Tom Riddle/ Voldemort, il personaggio interpretato dallo zio Ralph. Ti piacerebbe tornare in uno dei prequel? “Perche’ no? ho dei bei ricordi del set”. Anna Todd, non teme che tutto il successo che sta riscuotendo possa finire: “E’ gia’ un’immensa fortuna poter vivere tutto questo, anche se gestire famiglia e impegni sta diventando piu’ complicato”. C’e’ un messaggio preciso che voleva comunicare con After? “penso che ognuno di noi ne tragga uno personale diverso da un libro, un film, una serie. Dai lettori ho le reazioni piu’ varie. Dal ringraziarmi perche’ ora leggono di piu’, a chi mi dice che queste storie li hanno aiutati a perdonare i genitori o a affrontare qualche problema, anche andando dallo psicanalista. Io spero solo che intrattengano e soddisfino il pubblico”.
Far East Festival, 76 film da 12 PaesiA Udine anteprima di Birthday. Attesa per star Anthony Wong

UDINE10 aprile 201917:49

– In arrivo 76 film da 12 cinematografie, tra cui 51 titoli in concorso e 14 opere prime, alla 21/a edizione del Far East Film Festival, tra i principali festival europei del cinema orientale contemporaneo, in programma dal 26 aprile al 4 maggio a Udine, a cura del Centro espressioni cinematografiche (Cec). Apertura delle proiezioni, al Teatro Giovanni da Udine, con l’anteprima di Birthday, film prodotto da Lee Chang-dong e diretto dalla giovane Lee Jong-un, che racconta il naufragio del traghetto Sewol, tragedia avvenuta nel 2014 che segnò la storia della Corea del Sud. L’edizione 2019 del Festival è stata presentata a Udine dalla presidente del Cec, Sabrina Baracetti. Tra gli ospiti più importanti, Anthony Wong, divo del cinema di Hong Kong, che ritorna a Udine con Still Human di Oliver Siu Kuen Chan e che ritirerà il Gelso d’Oro alla Carriera, affiancando i nomi di altre star come Jackie Chan, Joe Hisaishi e Brigitte Lin.
Il nuovo film di Jarmusch apre Cannes”Un cast da svegliare i morti” con Murray, Drivers, Swinton

10 aprile 201917:01

– The Dead Don’t Die, del regista indipendente americano Jim Jarmusch, è il film di apertura del 72/o festival di Cannes (14-25 maggio). Sarà presentato in concorso e in prima mondiale martedì 14 maggio, sullo schermo del Grand Theatre Lumière. E’ un’incursione nel film di genere con chiaro omaggio al George Romero della Notte dei morti viventi. Il regista, non senza ironia, promette “un cast da svegliare i morti” con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloe Sevigny, Steve Buscemi, Iggy Pop, Selena Gomez.          [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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