MONDO
Ciccone, rischio Assange diventi modello
“Per Governi che cercano punire media” dice anima Festival
PERUGIA12 aprile 2019 11:21
– “Bisogna riflettere sulle gravi implicazioni che questo arresto avrà sul giornalismo e sulla libertà di informazione”: Arianna Ciccone, fondatrice e anima del Festival internazionale del giornalismo che si tiene a Perugia parla così dell’arresto a Londra di Julian Assange.
“Esiste il pericolo reale che il caso possa diventare un modello per i governi che cercano di punire i media per aver esposto prove di abusi”.
MONDO
Per Ciccone “non bisogna dimenticare che tutta la vicenda nasce dalla pubblicazione da parte di Wikileaks delle prove di gravi crimini commessi dall’esercito americano, in cui persero la vita decine di civili e due giornalisti della Reuters”. “Chat criptate, cartelle condivise, fonti anonime – ha aggiunto -, sono tutte attività normali del giornalismo nell’era digitale.
Che queste siano configurate come attività cospirazioniste a carico di Assange per commettere frodi informatiche, potrebbe costituire un pericoloso precedente per i giornalisti di tutto il mondo”.
“A mio avviso la Gran Bretagna – ha sottolineato ancora la fondatrice del Festival – non dovrebbe concedere l’estradizione negli Usa”.
“Come scrive Reporters without borders – ha ricordato infine Ciccone – ‘Prendere di mira Assange dopo quasi nove anni per il fatto che WikiLeaks abbia fornito informazioni (come i cablo della diplomazia Usa) a giornalisti nell’interesse pubblico sarebbe una misura puramente punitiva, e stabilirebbe un pericoloso precedente per giornalisti, whistleblower, e altre fonte giornalistiche che gli Stati Uniti potrebbero voler perseguire in futuro. La Gran Bretagna deve mantenere una posizione di sani principi rispetto a qualunque richiesta di estradare Assange negli Usa, e garantirne la protezione secondo le leggi britanniche ed europee rilevanti per il suo contributo al giornalismo'”.
Brexit: Farage prepara campagna Europee’Nuovo Brexit Party sarà intollerante contro l’intolleranza’
LONDRA12 aprile 201911:47
– Un partito euroscettico, ma non di destra radicale; sostenitore senza compromessi della Brexit, ma “intollerante contro l’intolleranza”. E’ il profilo del nuovo Brexit Party secondo Nigel Farage, insediatosi come leader per preparare la campagna elettorale in vista della sempre più probabile partecipazione britannica al voto europeo di fine maggio per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo: inevitabile – malgrado i quasi tre anni trascorsi dal risultato pro Leave del referendum del 2016 – se in poco più di un mese Londra non sarà in grado di ratificare un accordo di divorzio dall’Ue.
Farage ha spiegato che il Brexit Party si distinguerà dall’Ukip, il suo vecchio partito, da lui accusato di essersi “contaminato” con gruppi e gruppetti “di estrema destra”. E che accetterà solo piccole donazioni individuali senza cercare contributi da miliardari come Arron Banks: suo controverso finanziatore durante la campagna referendaria del 2016.
Sudan: governo transizione sarà ‘civile’L’annuncio del capo ‘politico’ della giunta al potere
IL CAIRO12 aprile 201912:21
– I militari che hanno preso il potere in Sudan rovesciando il trentennale autocrate Omar al-Bashir hanno annunciato che il governo che gestirà il Paese nei due anni di transizione sarà “civile”. Lo riferisce un tweet di Sky News Arabiya.
“Rimetteremo il potere a un governo civile” ha detto a Khartum il capo del Consiglio militare politico, Omar Zine El Abidine, riferisce l’emittente.
Militari, al-Bashir non sarà estradato Il presidente deposto é ricercato per il genocidio in Darfur
KHARTUM12 aprile 201912:27
– Le autorità militari sudanesi hanno annunciato che eviteranno di estradare il deposto presidente Omar a-Bashir alla Corte penale internazionale che lo ricerca per il genocidio in Darfur e che l’ormai ex-leader verrà processato in Sudan. L’annuncio é stato fatto in una conferenza stampa a Khartum dal generale Omar Zein Abedeen, componente del Consiglio di tradizione che ha preso il potere ieri nel Paese africano arrestando al-Bashir.
Israele: Likud primo partito35 ‘Blu-Bianco’, peso coalizioni invariato. Fuori ‘Nuova Destra’
12 aprile 201913:00
– TEL AVIV
– Il Likud di Benyamin Netanyahu con 36 seggi è il primo partito israeliano. E’ il nuovo assetto che esce dalla pubblicazione dei risultati ufficiali del voto del 9 aprile da parte del Comitato centrale elettorale dopo le verifiche finali.
Il passaggio di un seggio al Likud – che così scavalca ‘Blu-Bianco’ di Benny Gantz fermo a 35 deputati – avviene a spese del partito religioso ‘Torah-Unita’ che scende da 8 a 7.
Eguale anche il peso delle coalizioni: 65 deputati (su 120 alla Knesset) di quella di destra, guidata da Netanyahu, e 55 quella di centro sinistra. Confermata anche l’esclusione di ‘Nuova Destra’ degli attuali ministri Naftali Bennett e Ayelet Shaked che non ha superato il quorum di sbarramento del 3.25%.
Migranti: 10 giorni in mare per A. KurdiNave di Sea Eye sempre in acque internazionali a sudest di Malta
12 aprile 201912:19
– Decimo giorno in mare per i 62 migranti soccorsi lo scorso 3 aprile dalla Alan Kurdi, la nave della ong tedesca Sea Eye, al largo delle coste libiche. Dopo il rifiuto dell’Italia, anche Malta continua ad essere ferma nel suo ‘no’ all’ingresso nelle proprie acque dell’imbarcazione umanitaria. La Alan Kurdi si trova così a sud-est dell’isola, in acque internazionali: due persone sono state evacuate nei giorni scorsi per le precarie condizioni di salute.
A bordo, comunque, si cerca di mantenere alto l’umore. Un video postato da Sea Eye mostra i migranti che cantano in coro avvolti nelle coperte.
Francia,accoglieremo 20 migranti Sea EyeL’annuncio del ministro dell’Interno Christophe Castaner
12 aprile 201913:05
– La Francia è pronta, “come diversi altri partner europei” ad accogliere 20 dei 60 migranti bloccati a bordo della Alan Kurdi, la nave dell’Ong Sea-Eye, al largo di Malta. Lo ha annunciato il ministro dell’interno francese Christophe Castaner. “Come per le altre navi (Lifeline, Aquarius, SeaWatch), ho chiesto al personale del ministero e dell’Ofpra (Ufficio francese per i rifugiati) di tenersi pronti a recarsi sul posto nelle prossime ore per facilitare il trasferimento in Francia di 20 persone con bisogno di protezione”, ha precisato.
Libia: oggi vertice a Palazzo ChigiRiunione convocata dal premier
12 aprile 201913:59
– Vertice sulla Libia convocato dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi questo pomeriggio. Alla riunione, a quanto si apprende, è prevista la presenza del ministro degli Esteri Enzo Moavero e del ministro della Difesa Elisabetta Trenta.
World Press Photo, vince John MooreTra i premiati anche due italiani, Gualazzini e Tugnoli
12 aprile 201913:41
– “Il mio obiettivo da quando, dieci anni fa, ho iniziato a occuparmi con le mie foto di immigrazione e sicurezza delle frontiere è stato quello di fare luce su una tematica che viene spesso raccontata solo attraverso le statistiche. Sono molto orgoglioso di vedere che questo lavoro sta avendo un impatto su un pubblico globale”. Lo ha detto il fotoreporter John Moore vincitore del premio della World Press Photo Foundation per la Foto dell’Anno con il suo scatto della bambina honduregna che piange mentre sua madre è detenuta dal Border Patrol degli Stati Uniti.
“E’ un onore incredibile ricevere questo riconoscimento dalla World Press Photo Foundation” ha sottolineato Moore che è special correspondent e senior photographer di Getty Images. Tra i vincitori del più importante premio di fotogiornalismo, anche due italiani dell’agenzia Contrasto: Marco Gualazzini per Ambiente, Storie e Lorenzo Tugnoli per General News, Storie.
La mostra di fotogiornalismo sarà al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 25 aprile.
India, 100 anni massacro Gb a AmritsarNel 1919 l’esercito uccise 379 persone durante protesta pacifica
NEW DELHI12 aprile 201912:57
A cento anni esatti, l’India aspetta ancora dall’Inghilterra le scuse formali per il massacro di Jallianwala Bagh, noto anche come il massacro di Amritsar: tutti i media rilanciano oggi la necessità delle scuse, assecondando la proposta dello scrittore e politico Shashi Tharoor che, recentemente, aveva suggerito la ricorrenza dei cento anni di oggi come momento ideale per l’atteso gesto di scuse. La settimana scorsa la premier inglese Theresa May, parlando al parlamento ha espresso “dispiacere per l’accaduto” e ha definito la tragedia una “cicatrice vergognosa della storia anglo-indiana. Come disse la Regina Elisabetta II prima di visitare Jallianwala Bagh nel 1997”, ha affermato May, “si tratta di un esempio doloroso del nostro passato in India”. Le vittime del massacro furono almeno 379, tra cui molte donne e bambini. Quel pomeriggio moltissime persone si erano riunite ad Amritsar, nel giardino di Jallianwala per protestare pacificamente contro l’arresto di due leader nazionalisti
Iran: protesta contro il velo, arrestataPer aver girato un video senza hijab per la campagna ‘la mia libertà furtiva’
TEHERAN12 aprile 201912:02
Yasaman Ariyaee, 23 anni, sostenitrice del movimento iraniano “My Stealthy Freedom” (La mia libertà furtiva) contro l’obbligo per le donne di indossare il chador o lo hijab, il velo islamico, è stata arrestata con la madre, secondo quanto rivela l’agenzia Farsnews. La campagna, online e sui social, è stata fondata nel 2014 dalla giornalista e attivista per le donne Masih Alinejad, che ora vive negli Stati Uniti. Le attiviste di My Stealthy Freedom si mostrano in filmati mentre, in posti pubblici ma fuori dagli sguardi della gente, si tolgono il velo.
Yasaman, scrive Farsnews, è stata arrestata per un video inviato alla Alinajad in cui si sfilava l’hijab in occasione della Festa della donna, l’8 marzo scorso. Nel video lei e alcune amiche si tolgono il velo e offrono caramelle alle altre donne presenti nel vagone solo femminile della metropolitana di Teheran, in segno di “rispetto” per chi aveva scelto di osservare la prescrizione del hijab invece del chador iraniano, più leggero.
Terremoto a Sulawesi, allarme tsunamiAi residenti in alcune aree è stato ordinato di evacuare
12 aprile 201914:26
– Una forte scossa di terremoto di 6.8 è stata registrata ad est dell’isola di Sulawesi, in Indonesia, e le autorità hanno lanciato un allarme tsunami. Ai residenti in alcune aree è stato chiesto di evacuare. [print-me title=”STAMPA”]
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