SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Di Grado, l’amore alla fine del mondo
Romanzo estremo,che respinge e affascina questo ‘Fuoco al cielo’
23 aprile 2019 05:18
– VIOLA DI GRADO, ”FUOCO AL CIELO” (LA NAVE DI TESEO, pp. 234 – 19,00 euro). Viola Di Grado è scrittrice con una sua unicità nel panorama della nostra narrativa, sia per i suoi temi particolari, estremi, esasperati, sia per la sua lingua che è specchio preciso in cui quelle storie prendono vita, trovano la propria umanità e ti arrivano addosso. In quest’ultimo impegnativo romanzo, per certi versi come tra la traumatizzata Camelia e Wen di ”Settanta acrilico e trenta lana” con cui Viola Di Grado debuttò alla grande nel 2011, l’incontro tra Tamara e Vladimir fa sbocciare l’amore, ma qui siamo in un luogo dove oramai parrebbe fuori luogo se non impossibile.Tamara è originaria, è nata e cresciuta in quel posto letteralmente perduto dove fa la maestra, Vladimir, infermiere di buona famiglia moscovita ha invece scelto di prestare la sua opera lì, dove l’attività principale è informare del livello della degenerazione individuale e infine delle morti. Nasce un rapporto appassionato, di condivisione di passione e dolori, di tenerezza, sesso e violenza nella contraddizione tra il cercar di esistere assieme e il non sopportarlo, nel cercarsi e respingersi, tanto che quando sembreranno aprirsi alla vita, all’arrivo di una nuova vita, questa si rivelerà impossibile, malata e condannata a priori e lei andrà fuori di testa.
Siamo a Musljumovo, una cittadina ”segreta”, ovvero che non ha più alcun contatto col resto del mondo e praticamente ”non esiste” nella Russia sovietica che cerca di non restare indietro nella ricerca atomica. Un luogo negli Urali orientali accudito perché possa vegetare, cosa che non può più fare in autonomia, e assieme abbandonato al suo destino di realtà più contaminata del pianeta, che fu discarica, negli anni ’50 di milioni di metri cubi di scorie radioattive che contaminarono tutto in profondità a cominciare dall’acqua del fiume in cui tutto veniva scaricato, così i terreni dove si continua a coltivare qualcosa, l’aria e naturalmente ogni essere vivente, dall’esistenza più che precaria, malato terminale praticamente dall’inizio, spesso deforme e disabile, segnato poi anche da quel che respira e mangia, prigioniero condannato a trascinarsi in una specie di inferno, di landa venefica desertificata.A cambiare le cose per Tamara sarà l’incontro con un piccolo essere cieco reso profondamente deforme dalle radiazioni, tanto da apparire una sorta di alieno, ”grumo di carne, un’escrescenza col grumo vischioso della bocca” che lei prende per un dono divino, la restituzione del proprio figlio, e decide di accudire tra l’incredulità generale, di chi la sa o la crede oramai pazza. Un’emarginato estremo, una solitudine totale che ne incontra un’altra, vita e sentimenti che resistono, che esistono nonostante tutto attorno sia morte. E così questo luogo, questi personaggi senza speranza, questo orrore realisticamente descritto nella sua quotidianità implacabile e repellente, finiscono per respingere, impressionare, ma assieme nonostante tutto coinvolgere, forse alla ricerca di un senso che però non c’è. Come coinvolge in maniera estrema Tamara e Vladimir, con quest’ultimo che resterà prigioniero profondamente di quell’incontro misterioso di cui non riesce più a liberarsi.
Forse come siamo prigionieri tutti, sempre più, di una terra desolata e senza speranza, a meno che, ma non è dato saperlo, un seme, per quanto anomalo e terribile possa essere, non porti in sé misteriosamente il germe di qualche futuro cambiamento.
Un’altra vita, la Polonia da ridereDopo Berlino, in sala opera prima della Szumowska
23 aprile 201910:48
‘Un’altra vita – Mug’ della regista polacca Malgorzata Szumowska inizia in un grande magazzino in piena vendita straordinaria solo per clienti in intimo: centinaia di polacchi scatenati si liberano in fretta dei loro abiti per contendersi, fino alla rissa, l’ultima smart-tv da 40 pollici. Così l’incipit di quest’opera prima, tra satira e religione, che nel 2018 al Festival di Berlino si è aggiudicata l’Orso d’Argento (il Gran Premio della Giuria). Ora tra gli scatenati clienti di questo grande magazzino c’è anche il protagonista di questa storia, in sala dal 24 aprile con Bim – Movie Inspired, ovvero Jacek (Mateusz Kościukiewicz), un ragazzo con una faccia da Cristo, che ama l’heavy metal, la sua fidanzata, il suo cane e la sua 126 Fiat rosso Ferrari, con tanto di alettone.La famiglia e i parrocchiani del suo paesino di provincia lo trovano un tipo bizzarro, divertente, un mezzo matto, ma Jacek ha il suo normale lavoro nel cantiere edile di quella che diventerà la statua di Cristo più alta del mondo. Ma il destino vuole che proprio mentre lavora a questa statua, l’uomo ha un terribile incidente e si deve sottoporre al primo trapianto facciale del Paese. Dopo il cambio di faccia, per Jacek le cose non vanno bene. Il suo essere ai confini si amplia ancora di più ora che è una sorta di vero freak. La sua ragazza lo lascia e anche la famiglia lo guarda con sospetto.A complicare il tutto ovviamente lo spirito della cattolicissima Polonia in cui ogni cosa troppo fuori dall’ordinario diventa sempre un po’ sulfurea. “Mi sento molto in sintonia con Jacek – dice la regista -. Questo personaggio che suscita ansia, ilarità, sconcerto, non solo tra i famigliari, ma anche in tutto il paesino, mi ha colpito per la sua energia pura e genuina, la sua onestà in un mondo fatto di distorsioni. Jacek – conclude la Szumowska – possiede tutte le caratteristiche di un eroe romantico. È la personificazione stessa della libertà”.
Sui due elementi più importanti intorno a cui ruota la storia, ovvero la costruzione della più grande statua di Cristo, a Świebodzin, e sulla prima operazione di trapianto facciale al mondo eseguita dai medici del Centro Oncologico di Gliwice, dice poi la regista: “Mi sono documentata accuratamente su entrambi gli eventi e abbiamo parlato anche con Grzegorz Galasiński, l’uomo che si sottopose allora all’operazione”.
Infine sul destino e sul senso stesso di quest’opera, conclude Malgorzata Szumowska: “All’inizio del film la sua famiglia rappresenta la sua forza e la sua debolezza allo stesso tempo. Lui è così grazie e a causa loro. La persona che diventa dopo l’incidente è anche il risultato delle loro azioni nei suoi confronti. La famiglia fa infatti fatica ad adattarsi al nuovo Jacek, così diverso. Sua madre crede addirittura che non sia affatto Jacek, mostrando il suo scetticismo, così tipico dei polacchi, verso i trapianti: non è qualcosa di “conforme alla religione. Questa tipica famiglia polacca, cattolica, è piuttosto una disgrazia per l’eroe, è per questo che vuole scappare”.
Musica: Millencolin, due date in ItaliaIl 3 maggio a Milano, il 4 a Cesena. Uscito nono album ‘Sos’
BOLOGNA23 aprile 201912:38
– La band svedese Millencolin, che da più di 25 anni scrive la storia del punk contemporaneo, torna con un nuovo album, ‘Sos’, e un tour con due tappe italiane: il 3 maggio Live club a Trezzo sull’Adda (Milano), il 4 Vidia club a Cesena. Ad aprire le due date saranno gli scozzesi Woes, una delle giovani band più in vista della nuova scena rock.
I Millencolin, che hanno dimostrato come la scena skate punk non fosse una prerogativa esclusivamente americana, hanno realizzato nove album in studio, tra cui ‘Life on a plate’, ‘For monkeis’ e ‘Pennybridge pioneers’. ‘Sos’, uscito a febbraio su Epitaph Records, è prodotto dal cantante/bassista Nikola Sarcevic e dal chitarrista Mathias Farm, mentre l’artwork è stato curato dal chitarrista Erik Ohlsson.
Woes, attivi dal 2016 e già in tour con gruppi pop punk come State Champs e Neck Deep, hanno pubblicato lo scorso anno un disco, ‘Self help’, e hanno partecipato a vari festival rock europei, tra i quali il Download, lo Slam Dunk e il 2000 Trees.
Torna a Comacchio festival ‘Nero Laguna’Tra gli ospiti Wollocks e Connor, con omaggio a Notre Dame
COMACCHIO (FERRARA)23 aprile 201912:54
– Con la presenza di Tim Willocks e Alex Connor, la terza edizione di Nero Laguna, il festival letterario realizzato dal Comune di Comacchio (Ferrara), diretto dallo scrittore Marcello Simoni in programma dal 2 al 5 maggio (patrocinio Regione Emilia-Romagna) si apre ad autori internazionali, con un pensiero a Notre Dame. Alla cattedrale francese pressoché distrutta dal rogo, ispiratrice nel corso dei secoli di moltissimi autori e romanzi sarà infatti dedicata l’anteprima con Simoni e Mariangela Ciavarella (giovedì 2 maggio, ore 16.30, Museo Delta Antico) che si confronteranno sulle Alchimie e misteri tra arte e letteratura. Un’edizione internazionale perché, se protagonista rimane il noir, tra gli ospiti spiccano lo scrittore, sceneggiatore e psichiatra britannico Tim Willocks e Alex Connor, autrice di thriller e romanzi storici ambientati nel mondo dell’arte. Tra gli ospiti Pupi Avati, che proprio a Comacchio ha girato il suo ultimo film e Gianrico Carofiglio. Ci saranno anche Francesca Bertuzzi, Valerio Varesi, Luca Crovi, Eraldo Baldini, Massimo Lugli, Antonio Del Greco, Alberto Sebastiani, Patrizia Debicke. Una scelta, quella di oltrepassare i confini nazionali, che Simoni reputa tutt’altro che un azzardo perché dopo due edizioni rodate dal punto di vista dell’affluenza e della critica, “lo scatto ‘internazionale’ era non solo necessario ma possibile”. Più o meno invariato il format, concepito per rendere fruibile anche la città lagunare e il territorio. Pochi ma autorevoli scrittori, per una decina di presentazioni e alcune iniziative collaterali, come la Mostra su Troia, organizzata in collaborazione con il Mann di Napoli, così da evitare sovrapposizioni. Tutti concentrati tra Trepponti, simbolo di Comacchio, Museo Delta Antico, Antica Pescheria e Palazzo Bellini.
Ambra-Guenzi conducono Concerto 1 maggioFra artisti Noel Gallagher, Achille Lauro, Silvestri
23 aprile 201915:40
Ambra Angiolini e Lodo Guenzi saranno i conduttori del Concerto del Primo Maggio 2019 a Piazza San Giovanni promosso da Cgil, Cisl e Uil. Trasmesso in diretta da Rai3 a partire dalle 15 fino a mezzanotte e da Rai radio 2 on air in diretta live e social dal backstage, avrà fra i temi, il lavoro i diritti, lo stato sociale, la nostra Europa.
Fra gli artisti protagonisti Noel Gallagher’s High Flying Birds, Achille Lauro, Anastasio, Daniele Silvestri, Ex-Otago, Ghali, Ghemon, Manuel Agnelli feat Rodrigo d’Erasmo, Motta, Negrita, Subsonica, The Zen Circus, Rancore.
Festival Disobbedienza con CaposselaDal 26 al 28/4 a S.Margherita Ligure. Premio Fernanda Pivano
23 aprile 201915:40
– I talenti musicali ‘disobbedienti’, fuori dagli schemi, sono i protagonisti del primo Festival della Disobbedienza, che si terrà dal 26 al 28 aprile a Santa Margherita Ligure (Genova) con oltre 30 eventi tra concerti, letture, talk e performance artistiche in luoghi inconsueti della città. Dal concerto ‘Beat-i miti’ di Vinicio Capossela nella Chiesa di San Girolamo La Cervara all’esibizione live del più ‘divergente’ Dargen D’Amico, dal ‘Silent concert’ di Emiliano Pepe all’omaggio ai Beatles di Fabrizio Grecchi, dai reading letterari con accompagnamento musicale alle note delle pianiste Giulia Molteni, Roberta Di Mario e Sun Hee You.
Chiude il festival, domenica 28 alle 12 a Villa Durazzo, la consegna del Premio Fernanda Pivano che torna nel suo luogo d’origine, dopo 10 anni di edizioni Milano. “I miti ci rendono beati o siamo noi a beatificarli? Fernanda Pivano ci ha permesso di bearci di miti in letteratura”, sottolinea Capossela.
S. Cecilia, Pappano dirige BrucknerIl maestro sul podio per la stagione sinfonica dell’ Acccademia
23 aprile 201915:43
– “Una esperienza dell’anima”: così Antonio Pappano definisce la Sinfonia n. 8 di Anton Bruckner. Il maestro anglo italiano, direttore musicale di Santa Cecilia, guiderà l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale nella esecuzione dell’ opera del compositore austriaco venerdì 26 aprile alle 20:30 (Auditorium Parco della Musica, repliche sabato 27 e domenica 28 alle 18). “La sua musica è come una cattedrale – dice Pappano – sia da un punto di vista architettonico sia sonoro. Ascoltare l’Ottava è un’esperienza religiosa. È un pezzo dalle dimensioni mastodontiche, come gigantesca è l’Orchestra”. La Sinfonia n. 8, la più vasta e ambiziosa concepita da Bruckner e anche l’ ultima che portò a termine, richiese all’ autore uno impegno creativo durato sei anni, dal 1884 alle revisioni del 1887 e del 1890. Pappano aveva già diretto l’ Orchestra ceciliana nell’Ottava nella stagione 2015 e nella acclamata tournée a Praga, Dresda e Vienna.
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Genio e impresa,evento in segno Leonardo
Il 3 maggio, tra ospiti Bocelli, Vincenzo Boccia e Mario Botta
FIRENZE23 aprile 201915:44
– Un grande evento con il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, l’artista Andrea Bocelli, l’architetto Mario Botta, lo chef Annie Féolde, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e la conduzione di Bruno Vespa: è ‘Genio & Impresa’, l’evento organizzato da Confindustria Firenze e Assolombarda a Palazzo Pitti il prossimo 3 maggio, a 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Si tratta del primo di una serie di eventi che proseguiranno a Milano. L’iniziativa, vuole essere una celebrazione del genio del Rinascimento come ispirazione per il ‘saper fare’ delle imprese italiane.
“E’ un genio, un tecnico, un progettuale, un innovatore – ha spiegato Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze – quindi è un personaggio che è veramente una guida per quanto riguarda anche e soprattutto lo spirito imprenditoriale di noi tutti”.
Primo memorial dedicato a Claudio Lolli’Vorrei farti vedere la mia vita’ il 9-10 maggio con 32 artisti
BOLOGNA23 aprile 201916:43
– Due serate dedicate al poeta della canzone di protesta e cantore del ’77 bolognese, scomparso a 68 anni lo scorso agosto: 32 artisti ricorderanno Claudio Lolli il 9 e 10 maggio al cinema teatro Galliera di Bologna nel ‘Primo Memorial’ a lui dedicato, intitolato ‘Vorrei farti vedere la mia vita’.
Tra gli altri saliranno sul palco Luca Carboni, Marina Rei, Riccardo Sinigallia, Emidio Clementi (Massimo Volume), Edoardo De Angelis e il poeta Gianni D’Elia. Ad accompagnarli saranno i musicisti che hanno collaborato con Lolli nelle produzioni in studio e nei concerti dal vivo. La direzione artistica è di Danilo Tomasetta, storico sassofonista dell’autore di ‘Aspettando Godot’, ‘Ho visto anche degli zingari felici’ e ‘Disoccupate le strade dai sogni’.
“Forse molti non sanno – dice Tomasetta – quanto Claudio fosse stimato da musicisti e colleghi. Lo spettacolo che stiamo allestendo, dove protagoniste assolute saranno le sue canzoni, porterà la sua arte anche all’attenzione di chi finora l’ha trascurata”.
Piero Pelù, da novembre in tourLive nei club. In lavorazione il nuovo progetto solista
23 aprile 201917:22
– “Ciao Ragazzacci come promesso da tempo il mio nuovo progetto da solista si sta definendo sempre meglio e quindi tenetevi pronti per questo tour autunnale e per le uscite dei singoli imminenti”. Novità in arrivo per Piero Pelù, che le annuncia sui suoi social. A novembre, il rocker toscano insieme ai Bandisos (Giacomo Castellano alla chitarra “James Castillo”, Luca Martelli alla batteria e ai cori “Luc Mitraglia” e Dado Neri al basso “Black Dado”) tornerà live con una serie di concerti nei club. Queste le prime date confermate di “Benvenuto al mondo Tour”: 13 novembre Roma, 15 novembre Bologna, 16 novembre San Biagio di Callalta (TV), 19 novembre Milano, 20 novembre Torino, 22 novembre Firenze.
Letterature guarda al domani dei classiciTra ospiti Scurati e Saviano, Santa Cecilia torna a Massenzio
23 aprile 201920:39
Torna il Festival Internazionale di Roma ‘Letterature’ e guarda a ‘Il domani dei classici’ in 8 serate, dal 4 al 28 giugno alla Basilica di Massenzio, con tra i protagonisti del giorno d’apertura Antonio Scurati e di chiusura Roberto Saviano e come immagine guida una testa vista da dietro donata al festival da Mimmo Paladino. Ma, nel terzo anno della gestione affidata all’istituzione Biblioteche di Roma, il festival si apre sempre di più a tutta la città, con tra gli appuntamenti ‘Letterature off’ e allarga la sua collaborazione con tutte le istituzioni culturali. Tra le novità un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia che, il 9 giugno, dopo 40 anni tornerà a suonare a Massenzio con un programma dedicato a Mozart e il 14 giugno l’esordio sul palco della Basilica al Foro Romano, dell’orchestra di Piazza Vittorio con un film-spettacolo sul Flauto Magico.E, “alla Casa del Cinema, grazie alla collaborazione di Giorgio Gosetti, ci sarà un piccolo ciclo cinematografico, dal 23 al 26 giugno, con quattro serate nell’arena Ettore Scola, che rendono un esplicito omaggio alle intuizioni di Renato Nicolini, a cominciare dalla riproposizione di ‘Senso’ di Luchino Visconti, primo film proiettato a Massenzio il 25 agosto 1977” come ha spiegato Paolo Fallai, presidente Biblioteche di Roma, oggi alla presentazione nella Giornata Mondiale del Libro. Al vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma Capitale, Luca Bergamo, piacerebbe proprio “riportare il Cinema a Massenzio il prossimo anno. E’ un auspicio”. “Letterature è sempre stato una bellissima iniziativa, di qualità. Essere stati capaci di utilizzare quel valore per produrre un evento in continua trasformazione è stato possibile grazie al fatto che le istituzioni di Roma Capitale hanno accolto questo messaggio”, ha sottolineato Bergamo. E nel giorno in cui si discute il Decreto Crescita il vicesindaco afferma: “Quando Salvini dice non facciamo regali, no a salva Raggi dimostra di non avere la più pallida idea di come sia fatta Roma”. Nasce anche un nuovo ‘Premio per la traduzione letteraria’ rivolto a un esordiente e alla carriera, fondato da Istituzione Biblioteche di Roma con il centro Studi Vittorio Bodini.Nel lungo elenco dei partner della manifestazione spiccano anche la Fondazione Bellonci che organizza il Premio Strega. “Presenteremo – ha spiegato il direttore della Fondazione, Stefano Petrocchi – nelle biblioteche di Casa delle Letterature e Flaminia i 12 semifinalisti e la cinquina sul palco di Massenzio. E sono 15 i circoli di lettura che esprimeranno ciascuno un voto collettivo”. Del Premio Formentor, che il 6 maggio annuncerà a Roma il vincitore 2019, saranno a Massenzio l’argentino Alberto Manguel, vincitore nel 2017 e il rumeno Mircea Cartarescu nel 2018. Le otto serate a Massenzio, ideate e dirette da Maria Ida Gaeta con la regia di Fabrizio Arcuri, saranno precedute da un’anteprima, il 16 maggio, al Macro Asilo-Auditorium di Via Nizza, con il Premio Pulitzer Anthony Doerr. Invariata la formula: agli ospiti sarà chiesto di scrivere un brano inedito per il festival sul tema: “qual è il testo contemporaneo che può essere considerato un classico?. Riguarda dunque il rapporto con la tradizione e con il tempo” ha sottolineato la Gaeta che ha anche annunciato una “collaborazione con la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi per le serate del 2-3 luglio”, senza contare i convegni e una lunga serie di appuntamenti in biblioteca da maggio. Con Scurati, in corsa per la cinquina del Premio Strega 2019 con ‘M. Il figlio del secolo (Bompiani)’, nella serata inaugurale ci saranno Manuel Vilas e Andrea Satta. A Massenzio anche il filosofo Jordan Shapiro, Adam Gopnik, Anthony Cartwright, Alicia Gimenez Bartlett e Antonio Manzini.Tra le voci nuove o da scoprire la californiana di origini filippine Elaine Castillo, le scrittrici di origine africana Lesley Arimah, Tayari Jones e Ayesha Harruna Attah che sarà sul palco con Saviano, Joe Lansdale, Lewis Shiner e Valeria Parrella. Per il Festival off spicca ‘Mamme narranti’ “che raccontano storie antiche su come si addormentano i piccoli” ha sottolineato Andrea Satta, cantante dei Tetes de Bois e pediatra.
Tornano Music Awards all’Arena di VeronaIl 4 e 5 giugno appuntamento con stelle della musica italiana
23 aprile 201917:55
– I Music Awards tornano il 4 e il 5 giugno all’Arena di Verona. Due serate per premiare le stelle della musica per i loro recenti successi discografici e live.
Oltre cinquanta gli artisti in cartellone per questa tredicesima edizione della manifestazione, che si alterneranno sul palco con le loro hit.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Cranberries, disco e mostra a Roma
Il 26 aprile esce In the End, in memoria di Dolores
23 aprile 201918:32
– Il 26 aprile esce “In The End” (BMG), ottavo e ultimo album dei Cranberries. “In The End” vede ancora Stephen Street nella veste di produttore delle undici tracce e rappresenta una celebrazione e una testimonianza della vita e del lavoro creativo di Dolores O’Riordan (scomparsa il 15 gennaio 2018), insieme ai suoi compagni Noel Hogan, Mike Hogan e Fergal Lawler.
In occasione dell’uscita del disco, Cranberries Italia, la community ufficiale dei fan italiani dei Cranberries attiva dal 2001, ha organizzato una mostra intitolata “memories will never end…” un’esposizione di memorabilia e rarità attraverso le quali sarà possibile ripercorrere le tappe della carriera della band. La mostra sarà aperta dal 26 aprile al 3 maggio a Roma presso la Discoteca Laziale.
Zellweger in tv con social thriller What/ifPrimo ruolo tv per Netflix, per bionda ex Bridges Jones
23 aprile 201919:51
“E se ti facessi un’offerta così straordinaria che non puoi rifiutare, potresti avere tutti e tutto a tua disposizione. I partecipanti sono pronti. Cosa rischieresti per avere tutto?”. Netflix ha rilasciato il video e le immagini della serie tv What/if. La voce che si sente, molto sensuale e accattivante ben lontana dal ruolo che l’ha resa popolare e amatissima dal pubblico, è quella della bionda attrice, Renée Zellweger, qui al suo primo ruolo televisivo, e che la vede tri i protagonisti. Definito dagli stessi ideatori un “social thriller”, sulle derive morali dei comportamenti umani e, insieme, la metamorfosi etica di singoli individui.
La serie, in dieci episodi, sarà interamente disponibile su Netflix dal 24 maggio 2019. Il progetto è stato creato da Mike Kelley, già autore di Revenge. Il destino è solo una bugia, c’è sempre scelta. What/if, che in Italia verrà reso in “E Se”…, è una serie neo-noir ambientata al tempo dei social network, in cui persone normali scelgono di compiere azioni totalmente inaccettabili, generando un catastrofico effetto domino. Al centro della prima stagione una coppia di giovani sposi di san Francisco accetta un’offerta redditizia, ma moralmente discutibile, da parte di una misteriosa benefattrice, interpretata Zellweger nei panni di Anne, un donna di San Francisco affascinante, influente, carismatica e seducente, in alcuni casi persino vulnerabile quando la cosa rientra nei propri interessi. Nelle prime immagini vediamo la bella Renèe avvolta in un seducente abito bianco e in una posa che ricorda Sharon Stone in Basic Instict più che in Bridget Jones. Tuttavia Anne ha anche una lunga lista di scheletri nell’armadio, tra cui un misterioso patto con il diavolo stipulato in giovane età che ha determinato la sua intera carriera.
Renée Zellweger è stata per tre volte nominata agli Oscar e ha vinto grazie al film Cold Mountain la statutetta come miglior attrice non protagonista. Il 25 di aprile, compie 50 anni.
Nata nel 1969 a Katy, piccola città del Texas, ha interpretato numerosi film, ma la fama la deve a “Bridget Jones”, personaggio letterario di Helen Fielding che lei magistralmente ha portato sul grande schermo. Davvero credibile nei panni della pasticciona e simpaticissima inglesina. Il ruolo l’ha improvvisamente consacrata icona di tutte le trentenni single del pianeta. Era il 2001 e aveva appena vinto il Golden Globe per “Betty Love”. Nel 2002, dopo aver interpretato il drammatico “White Oleander” insieme a Michelle Pfeiffer, la Zellweger mette a segno un altro colpo vincente grazie al musical “Chicago” di Rob Marshall (con Richard Gere e Catherine Zeta Jones), che le fa conquistare un nuovo Golden Globe e le regala una meritatissima nomination all’Oscar come migliore attrice protagonista. Ma i suoi successi non sono finiti qui.
Più di recente grazie al film di Anthony Minghella “Ritorno a Cold Mountain”, nel quale recita accanto a Nicole Kidman e Jude Law, l’attrice vince l’Oscar come migliore attrice non protagonista. Alla fine del 2004 è tornata sul grande schermo con il suo personaggio più noto, nel film “Che pasticcio Bridget Jones!” (con Hugh Grant). Zellweger mora sarà Judy Garland nel prossimo film già girato da Rupert Goold.
Nel cast della serie originale Netflix anche Jane Levy (Castle Rock, Suburgatory), Blake Jenner (American Animals, Glee), Samantha Ware (Glee), Keith Powers (Famous in Love), Daniella Pineda (Jurassic World – Il Regno Distrutto), Juan Castano (Shades of Blue), John Clarence Stewart (Luke Cage) e Dave Annable (Brothers & Sisters – Segreti di famiglia).
Produttori esecutivi gli showrunner: Mike Kelley, Melissa Loy (Page Fright); Alex Gartner, Charles Roven (Atlas Entertainment); Robert Zemeckis, Jack Rapke (Compari Entertainment). What/if è prodotta da Warner Bros. Television per Netflix.
Al Mann arriva anche “La Pace” di Canova25 aprile ingresso gratuito dalle 17,30 per darle il benvenuto
NAPOLI23 aprile 201920:16
– Per dare il benvenuto a ‘La Pace’ la statua di Antonio Canova in arrivo dall’Ucraina, che completa il percorso espositivo della mostra ‘Canova e l’Antico’ (già oltre 80mila visitatori), ingresso libero dalle 17,30 del 25 aprile al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il marmo di quasi due metri d’altezza proviene dal Museo Bogdan e Varvara Khanenko di Kiev, ed è la seconda volta in assoluto che esce dal paese dove era giunto dalla Russia nel 1953. ‘La Pace’ è un capolavoro tra i meno conosciuti di Canova che lo realizzò tra il 1811 e il 1815, e dal forte valore simbolico, contenendo segni visibili delle complicate vicende politiche dell’Europa di quegli anni. Committente fu il principe Nicolaj Rumianzev, doveva essere una un’allegoria della Pace a grandezza naturale e recare tre iscrizioni da realizzarsi in francese, commemorative dei trattati siglati da membri eminenti dei Rumianzev. La commissione della statua avvenne mentre fervevano i preparativi della Campagna di Russia.
Normal, ecco la follia dei generiAdele Tulli racconta maschi e femmine senza dare risposte
23 aprile 201920:34
– ‘Normal’, il nuovo film documentario di Adele Tulli già presentato alla Berlinale nella sezione ‘Panorama’ e ora in sala dal 2 maggio con l’Istituto Luce, non racconta solo, in immagini e senza commento, gli stereotipi di genere, ovvero dell’essere uomo e donna oggi, ma fa molto di più. Come una gigantesca quanto asettica lente di ingrandimento, come in un quadro di Domenico Gnoli, la regista, classe 1982, mette lentamente sotto i riflettori e ingigantisce la realtà mostrando quanto ci sia in essa di oggettiva follia. In un caravanserraglio di situazioni, accompagnate solo da una ossessiva colonna sonora, tutto il grottesco di ciò che ci circonda e che neppure vediamo. Adele Tulli, con già un profilo internazionale nella produzione di cinema del reale, ha studiato, tra l’altro, Screen Documentary alla Goldsmiths University of London. E questo film nasce proprio da un progetto universitario.
Al via la prima puntata di The Voice of Italy 2019Sesta edizione fatta di novità e anche di grandi ritorni
23 aprile 201923:43
E’ una sesta edizione fatta di novità e anche di grandi ritorni, quella di The Voice of Italy in partenza su Rai2. Il primo è quello di Simona Ventura, chiamata dal direttore di rete Carlo Freccero alla conduzione del talent musicale firmato dalla Rai, dopo diversi anni di assenza dalla televisione pubblica.”La Rai e Freccero sono stati come Cleopatra e io come Marcantonio – ha detto la Ventura – e non avrei potuto resistere. Ho ritrovato un’azienda in cui poter fare qualcosa di nuovo e dove mi è stata data tanta libertà”.Per la conduzione delle otto puntate, che saranno trasmesse anche su Radio2 con Andrea Delogu e Stefano DeMartino, Simona Ventura ha cercato di metterci anche del suo, ritoccando dove possibile alcune regole fisse del format olandese. “Il compito di questo programma – ha spiegato – è quello di promuovere un artista che abbia un futuro dopo la fine di tutte le puntate. Così non è andata nelle edizioni precedenti ma quest’anno le cose cambieranno”.A scegliere tra i papabili talenti che si sono candidati a diventare la nuova voce della musica italiana, ci sarà una giuria completamente rinnovata e come sempre composta da quattro coach. Un ritorno sul piccolo schermo della Rai è anche quello di Marco Castoldi, in arte Morgan, che promette di dispensare cultura musicale nell’esercizio della sua funzione di coach. “Il motivo per cui sono qui – ha commentato – è la mia grande fiducia nei confronti della Rai, nonostante la mia precedente cacciata immotivata. La Rai è però anche fatta di persone che cambiano, è un’istituzione che ho sempre considerato come una grande opportunità. Lo dico dopo aver visto, televisivamente parlando, come si lavora da altre parti. In Rai mi sento a casa e valorizzerò anche il dissenso, che va coltivato per essere un artista”.Alla sua prima esperienza televisiva dai grandi numeri è invece Gue Pequeno, nome di punta della scena rap italiana, che ha contribuito a portare alla ribalta in tempi non sospetti. “E’ la mia prima esperienza così mainstream – ha detto Cosimo Fini, questo il nome all’anagrafe del rapper – e sono felice che arrivi proprio in un momento per me positivo. Porterò il mio bagaglio di esperienza e cercherò un talento come ho fatto negli anni passati con la mia etichetta”.Veterano della scena musicale italiana è anche Gigi D’Alessio, al suo debutto nei panni di coach. “Siamo quattro giudici musicalmente lontani – ha detto D’Alessio – ma solo in apparenza, perché la musica non ha confini. Con questa squadra sono tornato ad avere negli occhi la luce di un tempo”.Punzecchiata sulla scelta di Elettra Lamborghini, che invece nel mondo della musica c’è da molto meno tempo dei colleghi, Simona Ventura, che ha scommesso personalmente sulla voce di ‘Pem Pem’, singolo da record per visualizzazioni su YouTube, non usa giri di parole. “Sono pregiudizi di una vecchia mentalità italiana che dobbiamo superare – ha detto la conduttrice – e frutto di anni di radical chic che ci hanno segnato. Elettra è un punto di riferimento per le nuove generazioni e ho voluto seguire il mio intuito”.
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Scuola: accordo Governo-sindacati, revocato sciopero
Era in programma del 17 maggio
24 aprile 201908:21
E’ stato siglato nella notte a Palazzo Chigi l’accordo tra i sindacati del mondo della scuola e il Governo, presenti il ministro dell’Istruzione Bussetti e il premier Giuseppe Conte. L’accordo prevede tra l’altro più risorse per il rinnovo contrattuale e soluzioni per il precariato. I sindacati, in seguito all’intesa, hanno sospeso lo sciopero che era stato proclamato per il prossimo 17 maggio.”Consapevole di dover investire di più” nella scuola, “pur in un quadro di finanza pubblica che purtroppo ci pone dei vincoli – annuncia Conte all’esito del confronto con i sindacati della scuola -, il governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, assicurando un congruo incremento degli stipendi”. L’intesa, spiega, è anche su altri temi, come “strumenti per superare il problema del precariato”.”Giornata o, meglio, notte impegnativa – scrive su Facebook Giuseppe Conte -. Sono le 6 del mattino e si è appena conclusa una riunione fiume con i sindacati della scuola: istruzione e ricerca sono un comparto strategico per il Paese e una priorità di questo governo”. “Al termine del Consiglio dei Ministri, con il ministro Bussetti e il sottosegretario Giuliano, ho ascoltato le richieste” dei sindacati ed “è stato finalmente raggiunto un accordo” che ha permesso di revocare lo sciopero indetto per il 17 maggio”, annuncia. “Le retribuzioni degli insegnanti devono essere adeguate alla responsabilità che ricoprono”. “Andiamo avanti sulla via del dialogo – conclude il premier – con l’obiettivo di superare le vertenze di un comparto troppo a lungo trascurato dai precedenti governi. Il nostro obiettivo è rilanciare e far ripartire il sistema Italia. Continuerò a visitare le scuole, nella consapevolezza del ruolo fondamentale, in una prospettiva inclusiva e solidale, nella costruzione di un futuro migliore, più umano e giusto, per il nostro Paese”. [print-me title=”STAMPA”]
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