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Svezia riapre caso stupro contro Assange
Fondatore di WikiLeaks è agli arresti in Gb dall’11 aprile
STOCCOLMA13 maggio 2019 11:25
– La Procura svedese ha riaperto oggi il caso per le accuse di stupro contro il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange.
Assange è agli arresti in Gran Bretagna dall’11 aprile dopo l’espulsione dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra che gli aveva dato asilo.
Il caso era stato chiuso a suo tempo data l’impossibilità di sentire il fondatore di WikiLeaks, allora rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Ma dopo la recente revoca dell’asilo e l’arresto da parte della autorità britanniche, Stoccolma è tornata sui suoi passi sulla base della richiesta dell’avvocato di una singola accusatrice. Ora la Svezia potrebbe entrare in competizione nella richiesta di estradizione con gli Usa, che danno la caccia ad Assange fin da quando nel 2010 WikiLeaks contribuì alla diffusione di una montagna di imbarazzanti documenti riservati del Pentagono e di altre istituzioni americane (inclusi alcuni che documentavano sospetti crimini di guerra commessi in Iraq e in Afghanistan) e lo accusano di complicità in pirateria informatica con la talpa Chelsea Manning. L’annuncio svedese era stato ampiamente pronosticato dai media. Secondo l’agenzia di stampa britannica Pa, la viceprocuratrice Eva-Marie Persson, ha spiegato che le circostanze sono ora cambiate e offrono la possibilità di approfondire il caso.
Wikileaks, pressione politica su SveziaAccusa stupro contro Assange ‘già archiviata nel 2010′
LONDRA13 maggio 201913:04
– La decisione della magistratura svedese di riaprire il fascicolo sul sospetto di stupro nei confronti di Julian Assange è il frutto della “pressione politica che circonda la vicenda”. Lo denuncia via Twitter il giornalista investigativo islandese Kristinn Hrafnsson, attuale direttore di Wikileaks.
Hrafnsson ricorda come gli allora responsabili della procura svedese avessero concluso già nel 2010 che “nessun reato era stato commesso”. E come il caso sia stato poi riaperto da altri magistrati, avviato di nuovo verso l’archiviazione nel 2013 e infine chiuso nel 2017 prima della riapertura odierna.
Sottolinea infine che l’incriminazione sarebbe stata possibile anche durante l’asilo di Assange nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, ma che i pm svedesi non l’hanno mai formalizzata. In ogni modo, conclude, ora “Julian avrà la chance di riabilitare il suo nome” definitivamente. “Assange è innocente”, fa eco il suo avvocato svedese, Per Samuelsen.
Altri 14 giorni a Netanyahu per governoDovrà presentare l’esecutivo entro il 29 maggio
13 maggio 201913:06
– Il Capo dello Stato israeliano Reuven Rivlin ha concesso oggi al premier incaricato Benyamin Netanyahu altri 14 giorni (che vanno ad aggiungersi ai primi 28) per completare le trattative con i partiti che comporranno la coalizione e per presentare alla Knesset la nuova maggioranza di governo. Lo ha reso noto l’ufficio di Rivlin secondo cui la data finale per queste operazioni e’ adesso il 29 maggio.
Siria: missili su cristiani,uccisi bimbiLo riferisce fondazione pontificia, morta anche una catechista
CITTA’ DEL VATICANO13 maggio 201913:07
– “In Siria il villaggio cristiano di Al-Sekelbiya ieri è stato colpito da un attacco missilistico. Jessica, Bashar, Angy, Suheir (età 6-10 anni) e la catechista M’kashkash sono stati trucidati durante una lezione di catechismo. Altri sei bambini sono stati feriti”. Lo riferisce la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre aggiungendo che agenzie locali parlano di azione di “gruppi terroristici”.
Emirati, inchiesta su ‘sabotaggio’ naviSecondo Riad, due sono petroliere saudite
BEIRUT13 maggio 201913:09
– Gli Emirati Arabi Uniti confermano stamani che quattro imbarcazioni commerciali, tra cui due petroliere saudite, hanno “subito un sabotaggio” senza causare vittime al largo delle coste emiratine nel Golfo dell’Oman, nei pressi dello Stretto di Hormuz, da giorni al centro delle cronache per la crescente tensione tra Iran e Stati Uniti e dove passa circa un quarto del greggio mondiale. In una nota affidata all’agenzia governativa di notizie emiratina, le autorità di Abu Dhabi precisano che l’inchiesta sul “sabotaggio” è in corso e che al momento non è possibile indicare responsabilità. Le autorità saudite avevano affermato stamani che due petroliere del regno del Golfo erano state danneggiate nel Golfo dell’Oman. L’Iran ha dal canto suo deplorato l’accaduto definendo “fragile” la sicurezza delle acque del Golfo.
Attaccate due petroliere sauditeAl largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, ingenti danni
DUBAI13 maggio 201915:31
Il ministero dell’Energia dell’Arabia Saudita afferma che due petroliere saudite sono state prese di mira in un “attacco di sabotaggio” al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti e hanno subìto “danni significativi”. Il ministro Khalid Al-Falih ha detto che le due imbarcazioni sono state attaccate davanti la costa di Fujairah. Una delle petroliere era in rotta verso il regno per essere caricata con petrolio greggio saudita da inviare negli Stati Uniti. “Fortunatamente l’attacco non ha causato vittime né sversamenti di petrolio, ma ha causato danni significativi alle strutture delle due navi”, ha dichiarato Falih. Gli Stati Uniti avevano diramato una allerta alle navi avvertendo che “l’Iran o suoi delegati” potrebbero prendere di mira il traffico marittimo nella regione. L’Iran ha chiesto all’Arabia Saudita di chiarire quanto accaduto alle due petroliere del Regno che secondo Riad sono state “danneggiate” nelle scorse ore al largo degli Emirati Arabi Uniti in un “atto di sabotaggio” da parte di soggetti non identificati. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Abbas Mousavi, ha espresso preoccupazione per l’accaduto, sottolineando che la sicurezza del trasporto marittimo nella regione è di cruciale importanza per tutti. Il portavoce ha inoltre avvisato contro i rischi di una “cospirazione orchestrata da forze malevole” e “dell’avventurismo di stranieri” che mirano a colpire la stabilità e la sicurezza della regione. Ieri gli Emirati avevano parlato di 4 navi colpite, senza individuare i presunti autori dell’attacco. Le petroliere “danneggiate” non sono state identificate.
Mogherini incontra Sarraj a BruxellesSu Libia obiettivo è giungere a processo politico, cessate fuoco
BRUXELLES13 maggio 2019 11:25
– L’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini al suo arrivo al Consiglio esteri a Bruxelles ha confermato che in mattinata avrà un bilaterale con il premier libico Fayez al Sarraj.
“La Libia è uno dei temi principali in agenda del Consiglio esteri – ha precisato -, poi sentiremo dal rappresentante speciale Onu Ghassame Salame’ gli ultimi sviluppi nel Paese” africano. L’obiettivo, ha sottolineato Mogherini, è riconvocare le parti in Libia per arrivare ad un “processo politico e ad un cessate il fuoco”. L’Alto rappresentante ha poi aggiunto che in agenda si discuterà della “partnership orientale” e della situazione nella regione del Sahel.
‘Haftar risoluto a marciare su Tripoli’Lo ha detto suo ministro Esteri Iahweej di passaggio a Parigi
PARIGI13 maggio 201912:53
Khalifa Haftar è “deciso a proseguire la sua offensiva su Tripoli”: lo scrive oggi Le Figaro, citando il ministro degli Esteri del maresciallo Haftar, Abdulhadi Ibrahim Iahweej, a Parigi nel fine settimana senza incontri ufficiali. Secondo il quotidiano, il passaggio di Iahweej a Parigi è avvenuto “nella massima discrezione, al contrario di quello, mercoledì scorso, di Sarraj, ricevuto all’Eliseo. Non c’è stato alcun appuntamento, neppure ufficioso”. Ma la visita, aggiunge Le Figaro, “puntava a contrastare l’offensiva diplomatica di Sarraj”. Le Figaro scrive di aver “incontrato” Iahweej, per il quale “l’unico obiettivo dell’operazione su Tripoli è di mettere fine al caos delle milizie armate, del terrorismo, dell’immigrazione irregolare e delle navi della morte; l’obiettivo non è governare i libici con la forza, imporre una giunta o un uomo solo al governo, ma ricostruire uno Stato”. “La liberazione di Tripoli è imminente – ha aggiunto – il dialogo verrà dopo la liberazione di Tripoli”.
Netanyahu per legge contro Corte SupremaMedia,consentirebbe a governo cassare decisioni contrarie organo
TEL AVIV13 maggio 201912:55
Il premier Benyamin Netanyahu sta pensando di promuovere una legge che consentirebbe al governo di respingere decisioni della Corte Suprema in materia amministrativa. Lo riporta con grande evidenza il quotidiano liberal Haaretz secondo cui la legge, una volta approvata, permetterebbe a Netanyahu di conservare l’immunità con l’annullamento di tutte le decisioni contrarie. Il provvedimento, inoltre, autorizzerebbe il Parlamento a ignorare le decisioni della Corte in materia amministrativa e a ripescare leggi già cassate in passato. In sostanza, secondo il quotidiano, si impedirebbe così alla Corte di respingere le leggi parlamentari e le decisioni del governo, mettendo queste un piano al di sopra del potere giudiziario. In Israele è forte in questi giorni la polemica su tali indiscrezioni visto tra l’altro che sul premier pende l’annunciata incriminazione per corruzione da parte dell’Avvocato dello Stato, Avichai Mendelblit, salvo audizione di garanzia prevista a metà luglio.
Siria:offensiva Idlib,120 civili uccisiIn 2 settimane di raid russi e siriani e bombardamenti ribelli
13 maggio 201917:03
Sono più di 120 i civili siriani morti nelle ultime due settimane di raid aerei russi e governativi sulla regione di Idlib e di lanci di artiglieria da parte di miliziani anti-regime nella vicina zona di Hama. Lo riferisce l’Onu in un conteggio diffuso oggi e basato su fonti mediche delle zone colpite dalle violenze nel nord-ovest del paese.
Dazi: Cina, stretta su 60 mld beni UsaDal primo giugno le tariffe saranno maggiorate
PECHINO13 maggio 201917:43
La Cina ha annunciato che su alcuni beni Usa per un totale di 60 miliardi di dollari graveranno dal primo giugno dazi maggiorati. Lo si legge in una nota del ministero del Commercio. La decisione, spiega una nota, è maturata all’interno della Commissione sulle tariffe doganali del Consiglio di Stato (governo cinese) dopo la mossa americana che, efficace da venerdì, ha portato i dazi dal 10% al 25% sull’import di 200 miliardi di dollari di beni ‘made in China’.Queste ultime sono considerate “in contrasto col consenso delle parti di risolvere le divergenze commerciali attraverso consultazioni, ledendo gli interessi di entrambe le parti e non soddisfacendo l’aspettativa generale della comunità internazionale”. A difesa del sistema commerciale multilaterale e dei suoi diritti e interessi legittimi, “la Cina deve adeguare le tariffe su alcuni beni importati dagli Stati Uniti”.Nel complesso, si tratta di una lunga lista di 2.493 beni, colpiti da dazi al 10%, al 20% e al 25%. L’adeguamento alle misure tariffarie è “una risposta all’ unilateralismo e al protezionismo” degli Usa. La Cina “spera” che la parte americana torni alle consultazioni con sforzi congiunti nella stessa direzione “al fine di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso sulla base del rispetto”.ma Donald Trump mette in guardia la Cina sui dazi: in caso di ritorsioni “sarà ancora peggio”. In una serie di tweet il presidente americano afferma che l’accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina era quasi completo quando Pechino ha deciso di fare un passo indietro. Poi Trump si rivolge ai consumatori americani: “Non c’è alcun motivo per pagare i dazi. Possono essere completamente evitati se si acquistano prodotti da Paesi che non hanno tariffe o se si acquistano prodotti americani”.
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Dazi: Cina, stretta su 60 mld beni Usa. Affondano i future a Wall street
La Cina ha annunciato che su alcuni beni Usa per un totale di 60 miliardi di dollari graveranno dal primo giugno dazi maggiorati. Lo si legge in una nota del ministero del Commercio
PECHINO13 maggio 201919:09
Tra Usa e Cina è scontro totale sui dazi. Tremano i mercati: in forte calo sia le Borse Europee che Wall Street. Pechino ha annunciato che su alcuni beni americani, per un totale di 60 miliardi di dollari, graveranno dal primo giugno dazi maggiorati. La decisione dopo la mossa americana che ha portato da venerdì i dazi dal 10% al 25% sull’import di 200 miliardi di dollari di beni ‘made in China’.Queste ultime sono considerate “in contrasto col consenso delle parti di risolvere le divergenze commerciali attraverso consultazioni, ledendo gli interessi di entrambe le parti e non soddisfacendo l’aspettativa generale della comunità internazionale”.A difesa del sistema commerciale multilaterale e dei suoi diritti e interessi legittimi, “la Cina deve adeguare le tariffe su alcuni beni importati dagli Stati Uniti”. Nel complesso, si tratta di una lunga lista di 2.493 beni, colpiti da dazi al 10%, al 20% e al 25%. L’adeguamento alle misure tariffarie è “una risposta all’ unilateralismo e al protezionismo” degli Usa. La Cina “spera” che la parte americana torni alle consultazioni con sforzi congiunti nella stessa direzione “al fine di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso sulla base del rispetto”.Apertura in territorio negativo per Wall Street che poi peggiora ulteriormente. Il Dow Jones perde il 2,32% a 25.342,00 punti, il Nasdaq cede il 3,14% a 7.667,61 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,38% a 2.812,89 punti.La guerra dei dazi fa crollare anche Apple a Wall Street. I titoli di Cupertino perdono il 5,62%. A pesare anche la sconfitta davanti alla Corte Suprema sull’azione legale di un gruppo di consumatori, che l’ha accusata di usare la sua posizione dominante per gonfiare i prezzi sull’App Store.L’Unione europea “è pronta” a rispondere se gli Stati Uniti “impongono dazi sulle auto e parti di auto”: lo ha detto il commissario Ue per il Commercio Cecilia Malmstrom intervenendo a un incontro organizzato dal gruppo parlamentare della Cdu/Csu al Bundestag, aggiungendo: “abbiamo una lista che discuteremo con i Paesi membri prima di fare qualsiasi cosa. Forse dovremo usarla, ma spero veramente di no”. Chiusura in negativo per le principali Borse europee: Francoforte (-1,52%), Parigi (-1,22%), Londra (-0,55%), Milano (-1,35%).
Israele: Lieberman e Netanyahu divisiEx ministro difesa, differenze significative su temi sicurezza
13 maggio 201916:50
– Nei contatti per formare il nuovo governo, Benyamin Netanyahu sta avendo difficoltà con il nazionalista laico Avigdor Lieberman, leader di Israele casa nostra e detentore di 5 decisivi seggi alla Knesset. A confermare lo stallo nelle trattative è lo stesso Lieberman, che ha riferito di “differenze significative” con il Likud, il partito del premier. Nonostante l’intesa sul fatto che Lieberman torni ad essere ministro della difesa e che abbia nel nuovo governo anche il portafoglio dell’assorbimento degli immigrati, le divisioni riguardano sopratutto i temi della sicurezza. Lieberman è fortemente critico della politica di Netanyahu nei confronti di Hamas e chiede poi impegni stretti sul fatto che Netanyahu non si opponga all’abbattimento del villaggio beduino di Khan al-Ahmar (dove sorge la Scuola di gomme), difeso a spada tratta dall’Ue. Infine, la riforma delle regole della leva degli ortodossi, che Lieberman da tempo insegue. In mancanza di tutto questo – ha detto – andrà all’opposizione.
Sri Lanka: imposto il coprifuocoDopo attacchi alle moschee. Bloccati anche Facebook e WhatsApp
13 maggio 201917:10
Coprifuoco in Sri Lanka dalle 21 alle 4 del mattino. La decisione arriva dopo i numerosi attacchi a moschee e negozi gestiti da musulmani a seguito degli attentati di Pasqua contro chiese e alberghi costati la vita a 250 persone. E’ stata imposto anche il blocco di Facebook e WhatsApp per “impedire l’incitamento alla violenza”.
Buttigieg ricorda il suo coming out’Fu prima di partire per l’Afghanistan, nel 2015′
NEW YORK13 maggio 201917:14
– Il candidato democratico alla Casa Bianca Pete Buttigieg ha descritto durante un comizio come è avvenuto il suo coming out nel 2015, e in che modo l’esclusione che ha vissuto lo ha reso consapevole della necessità di superare le divisioni. Il 37enne sindaco di South Bend, in Indiana, ha parlato di una “crisi di appartenenza in questo paese” per la comunità Lgbt, donne, immigrati, persone di colore, disabili, e del bisogno di “voci coraggiose e piene di speranza” per unire la popolazione in un momento di cambiamento.
Quindi ha raccontato quando decise di dichiarare pubblicamente la sua omosessualità. Era già sindaco di South Bend e stava per partire per l’Afghanistan come ufficiale dell’intelligence nella Marina, quando si rese conto che poteva morire in azione senza che la sua identità fosse nota, così lo dichiarò in un editoriale su un giornale. “Ho capito che avrei potuto essere ucciso in azione senza avere la minima idea di cosa volesse dire essere innamorato. Sapevo che dovevo essere me stesso”.
Trump sdogana OrbanPrima visita del premier ungherese alla Casa Bianca dal 2005
WASHINGTON13 maggio 201917:23
Donald Trump riceve il leader ‘sovranista’ anti immigrati Viktor Orban, primo premier ungherese a visitare la Casa Bianca dal 2005, nonchè grande ammiratore e sostenitore del tycoon, tanto da emularne lo slogan con ‘Hungary first’. La visita, che offre una tribuna ad Orban a meno di due settimane dalle elezioni europee in cui le forze populiste ed euroscettiche aspirano a vincere, ha sollevato proteste in Usa. Non solo da parte dei difensori di quei diritti umani che il premier ungherese e’ accusato di calpestare, ma anche dei democratici, che in una lettera avevano chiesto al presidente di non accogliere Orban finche’ “non avrà rimesso il suo Paese sulla strada della democrazia”.
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Anche l’Italia pronta ad aumentare il suo impegno
13 maggio 201917:49
– Come medici che accorrono al capezzale di un malato, così sempre più satelliti punteranno il loro occhio clinico sulla Terra sofferente a causa dell’uomo: tre sono le nuove missioni che l’Agenzia spaziale europea (Esa) sta preparando per i prossimi anni, forte del successo ottenuto con il programma Copernicus. Intanto anche l’Agenzia spaziale italiana (Asi) punta ad aumentare il suo impegno, andando a caccia di nuovi fondi, che potrebbero diventare accessibili grazie alla nuova governance dello spazio italiano. Questo il quadro che emerge dal primo giorno di ‘Living Planet’, la più grande conferenza sull’osservazione del pianeta, organizzata dall’Agenzia spaziale europea (Esa) a Milano, con il sostegno dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).
Sono oltre 4.000 gli esponenti della ricerca, dell’industria e delle istituzioni che si confronteranno fino a venerdì per discutere dello stato di salute del Pianeta, incalzati dalla presenza di duemila studenti delle scuole primarie e secondarie, e soprattutto dai giovani esponenti del movimento Fridays For Future come Jackob Blasel, che sul palco della cerimonia di apertura ha ricordato ancora una volta l’urgenza rappresentata dal cambiamento climatico.
“La Terra soffre per l’attività degli esseri umani e lo si vede molto bene dai satelliti, per esempio dall’innalzamento del livello dei mari, dallo scioglimento dei ghiacciai e dall’agricoltura che minaccia le foreste”, afferma Josef Aschbacher, direttore dell’Esrin e delle attività di osservazione della Terra dell’Esa.
Per aumentare la consapevolezza di cittadini e decisori politici, l’Esa cercherà di fornire dati sempre più dettagliati, aumentando i satelliti ‘sentinella’ di Copernicus e lanciando tre nuove missioni tra il 2022 e il 2023: “Biomass misurerà la biomassa delle foreste globali – spiega Aschbacher -. Flex misurerà l’attività fotosintetica, per scoprire la sofferenza delle piante prima ancora che mostrino segni visibili. Infine EarthCare farà un bilancio della radiazione solare in atmosfera, per capire meglio i cambiamenti climatici”.
Anche l’Italia farà la sua parte, forte di una lunga esperienza, culminata con il recente lancio del satellite Prisma, che sarà operativo fra poche settimane, come spiega il neopresidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia: “Il nostro Paese ha bisogno dell’osservazione della Terra in tutti i campi di applicazione: dalle situazioni di crisi al monitoraggio delle difficoltà ambientali. Oggi – sottolinea Saccoccia – l’Asi investe in questo settore oltre un quarto del suo budget. Ma spero che la nuova governance dello spazio italiano ci potrà dare la possibilità in futuro di avere potenzialmente accesso a nuovi finanziamenti”.
Siria:Onu, 180mila sfollati a IdlibColpiti ospedali, scuole e tre campi profughi
13 maggio 201917:52
– BEIRUT
– Sono più di 180mila i civili siriani messi in fuga dall’offensiva governativa e russa nella regione di Idlib al confine con quella di Hama. Lo riferisce l’Onu in un comunicato in cui si afferma che nei raid aerei compiuti dal 29 aprile al 9 maggio scorsi sono stati colpiti 15 tra ospedali e cliniche mediche, 16 scuole e tre campi profughi.
A Parigi la Conferenza sull’acquaUnesco, serve approccio comune a gestione risorse
13 maggio 201917:56
– Le immagini che dallo spazio ci mostrano le abbondanti masse d’acqua che caratterizzano la terra non tengono conto che meno dell’1% di questa massa è di acqua dolce. E’ dunque poca l’acqua utilizzabile dalle popolazioni per la produzione alimentare, l’energia, l’industria o il tempo libero. La giusta gestione di questa limitata risorsa è indispensabile per la salute dell’uomo, per il mantenimento dell’ecosistema, ma anche per garantire la parità di genere. Per affrontare questo tema cruciale si è aperta a Parigi la Conferenza internazionale sull’acqua organizzata dall’Unesco. L’obiettivo è riunire tutti i Paesi del mondo intorno ad un tavolo per discutere un approccio comune per la gestione delle risorse idriche. Tenuto conto che quasi tutte le attività umane dipendono dall’acqua, questa è alla base dello sviluppo durevole, della riduzione della povertà ma anche della pace.
Teheran, scontri a protesta contro veloTra studenti e polizia religiosa Basij, slogan antigovernativi
TEHERAN13 maggio 201918:07
– Scontri all’università di Teheran, dove gruppi di studenti si erano riuniti per protestare contro l’obbligo del velo islamico (hijab) e altre restrizioni all’abbigliamento negli atenei iraniani. Alcuni manifestanti si sono scontrati con le forze paramilitari Basij delle Guardie della Rivoluzione, che hanno compiti di polizia religiosa, che volevano impedire la protesta. Tra gli slogan urlati dagli studenti, secondo i media locali, “Abbasso la dittatura”, “Fondamentalisti e riformisti: la storia sta finendo” e “Gli studenti possono morire, ma non accettare il disonore”. Negli ultimi anni si sono diffuse in Iran le iniziative contro l’obbligo del velo. Tra queste, i gruppi noti come ‘Le ragazze di Viale Enghelab’, che se lo sono tolte in pubblico sventolandolo poi su bastoni come una bandiera, ‘I mercoledì bianchi’, una protesta consistita nel togliersi l’hijab di colore bianco sempre il mercoledì, e ‘La mia libertà clandestina’, iniziativa di donne che si scoprono il capo in luoghi pubblici ma nascosti.
Dazi: Ue pronta a rispondere agli UsaCommissaria Malmstroem: ‘se li imporranno sulle auto europee’
BERLINO13 maggio 201918:29
– L’Unione europea “è pronta” a rispondere se gli Stati Uniti “impongono dazi sulle auto e parti di auto”: lo ha detto il commissario Ue per il Commercio Cecilia Malmstrom intervenendo a un incontro organizzato dal gruppo parlamentare della Cdu/Csu al Bundestag, aggiungendo: “abbiamo una lista che discuteremo con i Paesi membri prima di fare qualsiasi cosa. Forse dovremo usarla, ma spero veramente di no”.
Sudan: incriminato Omar BashirPer uccisione manifestanti. Accusato di coinvolgimento
13 maggio 201918:51
– Le autorità giudiziarie sudanesi hanno incriminato l’ex presidente Omar al-Bashir con l’accusa di coinvolgimento e incitazione nell’uccisione di manifestanti durante i disordini che hanno portato alla sua cacciata il mese scorso. Lo riferiscono media internazionali citando una comunicazione ufficiale. Non è al momento chiaro a quale tipo di condanna l’ex presidente sudanese vada incontro.
Rep. Ceca: proteste contro premier BabisAccusato di frode. Proteste anche contro ministra Giustizia
PRAGA13 maggio 201920:26
– Migliaia di persone hanno protestato oggi a Praga, Brno, Pilsen e Hradec Kralové contro il premier ceco Andrej Babis e la nuova ministra della giustizia Marie Benesova. I manifestanti hanno chiesto la nomina di un ministro indipendente temendo interventi nella giustizia in favore di Babis, sotto inchiesta per frode al denaro europeo. Decine di migliaia i partecipanti al raduno nella Piazza della Città Vecchia a Praga, dove sono stati mostrati striscioni con foto di Babis e Benesova con scritte in inglese quali ‘Prime minister or crime mister?’ (Premier o maestro criminale?), ”Minister of Justice hides my crimes in practice” (La ministra della giustizia copre i miei crimini). In molti portavano bandierine della Repubblica ceca e della Ue. Gli organizzatori della protesta sostengono che Benesova da due anni mette in dubio le accuse di Babis e che la sua nomina alla carica di ministro della giustizia e’ ”la maggiore interferenza nella giustizia dalla caduta del comunismo nel 1989”.
Uomo cerca entrare armato in Casa RosadaIn possesso di una Magnum 44
BUENOS AIRES13 maggio 201920:31
– Un argentino che aveva con sé un’arma ha cercato di introdursi oggi nel palazzo presidenziale (Casa Rosada) a Buenos Aires sostenendo di avere un appuntamento con il presidente della Repubblica, Mauricio Macri. Respinto, l’uomo ha allora lanciato la sua valigetta contenente l’arma oltre la recinzione esterna, cercando poi di fuggire, ma è stato arrestato poco dopo dagli agenti della sicurezza.
L’uomo è Francisco Ariel Muniz, 35 anni, che in passato è stato militante della coalizione governativa Cambiemos, cercando anche attraverso di essa di farsi eleggere per una carica locale nel comune di General Pinto, in provincia di Buenos Aires.
L’ispezione del contenuto della valigetta ha permesso alla polizia di scoprire un revolver Magnum Taurus 44 con il tamburo carico di proiettili, per cui Muniz è stato denunciato per intimidazione pubblica e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Ue: Cav, c.destra con Salvini e OrbanBasta alleanze Ppe con la sinistra europea, bisogna cambiare
13 maggio 201919:36
– “La nostra missione di cambiare l’Europa parte dal cambiamento delle alleanze del Ppe con la sinistra europea, bisogna cambiare e costruire una alleanza con i conservatori, anche con Orban e Salvini, sperando che si accorgano che da soli non possono incidere su nulla. Con me nel Ppe riusciremo a fare il centrodestra europeo che lasci l’alleanza con il Pse”. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervistato a Povera Patria in onda stasera su Rai2. [print-me title=”STAMPA”]
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