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Elisabetta cerca manager per suoi social
Paga da 30.000 sterline l’anno. Candidato deve essere ‘creativo’
18 maggio 2019 16:54
– A tre mesi dal suo primo post su Instagram la regina Elisabetta ha deciso di voler affidare la gestione dei social media reali a un manager “esperto”. Una persona, secondo la “descrizione del lavoro” pubblicata sul sito della famiglia reale britannica, che si occupi canali digitali di suscitare l’interesse per le attività svolte dagli Windsor su “tutti i nostri canali digitali con uno sguardo al futuro e alle nuove tecnologie”. Il candidato ideale secondo Buckingham Palace dovrò essere “esperto” di media e soprattutto “creativo”. Lo stipendio più che reale è medio, 30.000 sterline l’anno ma ci sono benefit che non si possono monetizzare. Prima di tutto, affiancare tutti i membri della famiglia reale nei loro impegni quotidiani. Le nuove generazioni dei Windsor – Kate, William, Meghan e Harry – fanno un largo uso dei social, soprattutto di Instagram, e insieme contano quasi 30 milioni di follower.
Al fortunato assunto saranno inoltre concessi pranzi gratuiti e 33 giorni di ferie.
Gilet gialli, un migliaio a Parigi27/o atto della protesta, piccoli cortei anche in altre città
PARIGI18 maggio 201917:48
– Un migliaio di gilet gialli stanno sfilando a Parigi questo pomeriggio per un 27/o atto della protesta che arriva a sei mesi dall’inizio delle manifestazioni settimanali. Alle 14, secondo il ministero dell’Interno, 2.800 persone stanno manifestando in Francia, di cui 1.100 a Parigi, dal quartiere degli affari della Defense a Montmartre. Sempre vietato ad ogni corteo l’accesso agli Champs-Elysees e a tutti i dintorni degli edifici istituzionali, dall’Eliseo all’Assemblée Nationale. La settimana scorsa, alla stessa ora, la cifra dei manifestanti era stata di 2.700 in Francia e 600 a Parigi. Piccoli cortei sono in corso anche in altre città, fra cui Lione. Qualche tensione si è registrata soltanto a Reims, nel nord.
Australia: sempre creduto nei miracoliPrimo ministro vincitore, ‘oggi ne abbiamo fatto uno’
18 maggio 201917:50
– “Ho sempre creduto nei miracoli e questa sera in Australia ne abbiamo realizzato uno!”. Si è rivolto con queste parole ai suoi sostenitori il primo ministro australiano Scott Morrison uscito vincitore dalla elezioni. “Questa non è la mia giornata nè quella Partito liberale, questa è la giornata di ogni singolo australiano che chiede al governo di mettere l’Australia al primo posto”, ha aggiunto.
Austria: Kurz, votare il prima possibile’Non ci sono alternative per portare avanti riforme’
VIENNA18 maggio 201920:12
– “Ho chiesto al presidente della Repubblica di convocare il prima possibile elezioni anticipate”.
Lo ha detto il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. “Non ci sono alternative – ha aggiunto -, con la Fpoe una collaborazione è impossibile, i socialdemocratici non condividono le nostre posizioni e gli altri partiti sono troppo piccoli”. “Quando è troppo è troppo”, ha aggiunto. “La Fpoe danneggia il nostro Paese. E’ in contrasto con il principio del servizio per il Paese”, ha aggiunto Kurz.
Biden, ‘democrazia a rischio, dobbiamo battere Trump’E l’ex vicepresidente lancia lo slogan ‘Beat Trump’
18 maggio 201920:41
Il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden, lancia l’allarme sul rischio di una deriva dell’America nelle mani dell’attuale amministrazione: “La minaccia alla nostra democrazia è reale. E in questo momento la cosa più importante è tornare tutti insieme e battere Donald Trump”. Biden, tra gli applausi della folla riunita a Filadelfia, lancia quindi lo slogan ‘Beat Trump’.
Onu, ‘dl sicurezza bis viola i diritti’Farnesina conferma, lettera trasmessa a ministero Interno
18 maggio 201922:25
– L’Onu ha chiesto al governo italiano di respingere il decreto sicurezza bis in quando, a suo giudizio, “è potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti, inclusi richiedenti asilo e le vittime o potenziali vittime di detenzione arbitraria, tortura, traffico di esseri umani e altre gravi violazioni dei diritti umani”.
Il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, ha confermato di aver ricevuto dalla Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra una lettera con richieste di chiarimenti e “rilievi di preoccupazione con riguardo alla bozza del cosiddetto “decreto sicurezza bis non ancora discusso dal Consiglio dei Ministri”.
La lettera è stata trasmessa anche al governo della Libia e all’Unione europea e al Ministero dell’Interno “e, naturalmente, riceverà da parte del Governo la dovuta attenzione, in coerenza con il tradizionale rispetto degli impegni internazionali e dell’assoluta tutela dei diritti umani”, vi si legge.
L’Alto Commissariato per i Diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr) in una lettera indirizzata al governo italiano punta l’indice contro le politiche migratorie del Viminale di Matteo Salvini e in particolare il decreto sicurezza bis. In 12 pagine fitte, in cui si giunge a chiedere al governo di assumere ‘misure ad interim’ per ‘fermare le violazioni’ ed ‘evitare che si ripetano’. Non solo: ‘gli eventuali responsabili dovranno renderne conto’ qualora apposite inchieste accertino azioni contrarie alle norme internazionali.Nello specifico, si chiede al governo di ritirare le circolari di Salvini contro la Mare Jonio e di bloccare il provvedimento che multa le Ong che effettuino soccorsi in mare. Il decreto sicurezza bis, a giudizio degli esperti delle Nazioni Unite, ‘e’ potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti, inclusi richiedenti asilo e le vittime o potenziali vittime di detenzione arbitraria, tortura, traffico di esseri umani e altre gravi violazioni dei diritti umani’.’Siamo profondamente preoccupati per queste direttive – si legge nella lettera dell’Ohchr – , che non sono basate su alcuna sentenza della competente autorita’ giuridica’ e che appaiono agli occhi delle Nazioni Unite come ‘l’ennesimo tentativo di criminalizzare le operazioni ‘search and rescue’ delle organizzazioni civili’, oltre a ‘intensificare il clima di ostilita’ e xenofobia nei confronti dei migranti’. Il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, ha confermato di aver ricevuto dalla Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra una lettera con richieste di chiarimenti e “rilievi di preoccupazione con riguardo alla bozza del cosiddetto “decreto sicurezza bis non ancora discusso dal Consiglio dei Ministri”.
La lettera è stata trasmessa anche al governo della Libia e all’Unione europea e al Ministero dell’Interno “e, naturalmente, riceverà da parte del Governo la dovuta attenzione, in coerenza con il tradizionale rispetto degli impegni internazionali e dell’assoluta tutela dei diritti umani”, vi si legge.
Schwarzenegger aggredito con calcio alla schiena, illesoIn Sudafrica, durante un evento sportivo per bambini
18 maggio 201922:46
Arnold Schwarzenegger è stato aggredito fisicamente con un calcio volante alla schiena durante una sua partecipazione a un evento sportivo a Johannesburg, in Sudafrica. Il 71/enne attore e politico americano di origini austriache è barcollato, rimanendo in piedi, mentre è intervenuta la sicurezza, che ha bloccato l’energumeno. La scena è stata ripresa da un telefonino ed è avvenuta mentre Schewarzenegger stava riprendendo un gruppo di bambini che partecipavano al Wayne Price. Ripresosi subito dal colpo, l’ex governatore della California ed ex culturista ha commentato solo: “Sono solo contento che quell’idiota non abbia interrotto il mio Snapchat”, aggiungendo di non voler sporgere denuncia. Fuori scena nel video, dopo l’intervento della sicurezza, si sente una voce gridare “Aiutatemi!”. Uscito dall’evento sorridente e per nulla dolorante, Schwarzy ha poi postato sui social ai fan: “Grazie per esservi preoccupati, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi”, aggiungendo di aver avuto l’impressione di essere stato solo sospinto dalla folla, fino a quando non ha visto il video dell’aggressore che da dietro gli tirava un calcio volante in stile arti marziali.
Red carpet ‘verde’, Argentina pro-abortoCollettivo femminista per legge su autodeterminazione donne
CANNES18 maggio 201919:26
– Onda verde sul tappeto rosso del festival di Cannes. E’ un modo per manifestare per un collettivo di attrici, attiviste, registe per sensibilizzare su quello che accade in Argentina a 10 giorni esatti da un voto che puo’ rendere legale l’aborto. Hanno indossato le scarpe verdi della campagna pro-choice per l’autodeterminazione dei diritti delle donne. In Argentina, una donna muore ogni settimana a seguito di un aborto illegale più di una volta al giorno in America Latina, dove 300 milioni di donne vivono senza il diritto di porre fine alle loro gravidanze”, ha detto il regista Juan Solanas.
L’occasione della ‘performance’ sul tappeto rosso e’ la prima mondiale del documentario argentino Que Sea Ley (Let it be law) diretto da Juan Solanas insieme al padre Fernando “Pino” Solanas. Un film che arriva in pieno dibattito sull’aborto dopo che in molti paesi si torna a discutere di leggi restrittive sull’interruzione di gravidanza, tra cui gli Stati Uniti, negli stati Indiana, Ohio, Alabama, Missouri, Georgia.
Migranti: Weber, ‘non dimenticare valori cristiani”Dinanzi a immagini da Mediterraneo’.’Per Africa Piano Marshall’
18 maggio 201920:15
– ZAGABRIA
– “L’Unione europea e il Partito popolare europeo (Ppe) sono fondati sui valori cristiani” che non dobbiamo dimenticare davanti alle immagini chi ci vengono “dal Mediterraneo e da Lampedusa”. Lo ha detto stasera a Zagabria, a un comizio del Ppe in vista delle elezioni europee, Manfred Weber, spitzenkandidat per la presidenza della futura Commissione europea.
“Lampedusa in noi deve risvegliare la nostra cristianità e la nostra umanità”, ha dichiarato Weber, aggiungendo che l’Europa deve avere a cuore l’Africa.
“L’Europa non potrà avere un futuro felice e stabile finché il continente a noi più vicino vivrà nel caos”, ha spiegato Weber, annunciando che la futura Commissione europea a sua guida preparerà “un piano Marshall per l’Africa”. –
Gilet gialli, sempre meno in piazza
A Parigi soltanto qualche centinaio. Strappata bandiera Ue Nancy
PARIGI18 maggio 201923:55
– A sei mesi dall’inizio del movimento di protesta, il 27/o atto dei gilet gialli è quello che ha fatto registrare la più debole mobilitazione finora: appena 15.500 persone in tutta la Francia, secondo il ministero dell’Interno. Una settimana fa erano state 18.600.
Corteo tranquillo a Parigi, dalla Défense fino a Montmartre, di 1.600 persone (1.200 una settimana fa). Le cifre sono come sempre diverse rispetto a quelle degli organizzatori, che parlano di 40.497 persone (comunque sempre in ribasso rispetto ai loro stessi numeri di 45.235 della settimana scorsa).
Qualche disordine si è registrato a Reims, dove una donna è finita per terra riportando una ferita alla testa, e dove è stata gravemente danneggiata da casseur la redazione della radio pubblica France Bleu.
A Nancy, su un edificio pubblico, la bandiera europea è stata strappata e sostituita con un drappo giallo fluorescente.
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