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ALLE 13:15 DIMERCOLEDì 29 MAGGIO 2019

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Fotografi senza fissa dimora in mostra
Ri-scatti racconta 13 progetti della Fondazione Cariplo

7 maggio 2019 16:23

– Se si guarda ‘ad altezza uomo’ si trovano la bellezza e il riscatto. E’ quello che hanno fatto i fotografi senza fissa dimora della Onlus Ri-scatti, i cui scatti sono in mostra fino al 1 settembre alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo.
’13 Storie dalla Strada. Fotografi senza fissa dimora’, curata da Dalia Gallico, mette in mostra 52 immagini inedite scelte tra i 9800 scatti realizzati nel corso di un anno, fotografando 13 progetti scelti fra i 1500 che Fondazione Cariplo porta avanti ogni anno. Fedele, Dario, Massimo Francesco, Antonio, Massimo Ettore, Paulos, Aquil, Salvatore, Traorè, Nyang, Fulvio, Amath hanno compiuto un viaggio dalla periferia al cuore della città.
“La fotografia mi ha costretto a cercare le cose belle che ho intorno” racconta Dario che sogna una casa, una famiglia e alla città chiede solo che gli restituisca un po’ di tranquillità.
Desideri semplici come “non avere più paura del futuro” che uniscono l’atto di raccontare a quello del raccontarsi.
Pazzi per la fotografia, su Sky Arte show per appassionatiVia alla quarta edizione di Master of Photography
27 maggio 201919:16

Master of Photography, il primo tv show europeo dedicato al mondo della fotografia, torna con la quarta edizione in esclusiva su Sky Arte (120 e 400 di Sky) e disponibile anche su Sky On Demand, da domani con sei nuovi episodi, e in replica su Sky Uno alle 23.15. Otto concorrenti, selezionati tra i migliori talenti da tutta Europa, dovranno dimostrare a una giuria di fotografi ed esperti di fama mondiale di avere creatività, istinto e versatilità per vincere il premio finale di 100.000 euro.
Nel corso delle puntate vedremo fotografi vincitori di premi internazionali sfidarne altri per cui una carriera in fotografia è ancora solo un sogno. Per completare le varie prove, i concorrenti viaggeranno in diverse location in Europa e si confronteranno con diversi generi fotografici tra street photography, fotografia di paesaggio, ritratto e reportage, mettendo alla prova le proprie capacità tecniche e artistiche.    Anche quest’anno tornano a giudicare i concorrenti Elisabeth Biondi, Visual Editor leggendaria con alle spalle una carriera decennale al New Yorker e Vanity Fair, Mark Sealy curatore di fama mondiale, storico e docente britannico insieme a Oliviero Toscani, acclamato e provocatorio fotografo italiano. Per la prima volta in assoluto nella storia della serie i giudici scenderanno in campo e saranno presenti in alcune delle prove in esterna, dove potranno osservare da vicino i concorrenti in azione. Nel corso delle puntate, i concorrenti avranno modo di mettersi alla prova in un percorso che non è solo una competizione ma un momento di apprendimento e accrescimento professionale. Ad affiancarli in ogni puntata, anche quest’anno, vere e proprie star del mondo della fotografia: Paolo Pellegrin, Martin Schoeller, Brenda Ann Kenneally, Jérôme Sessini, Chris Buck e Rankin.

Sting, My songs, il paesaggio della mia vitaA Milano, nel 2020 a Vegas, domenica alle urne per Lib Dems

MILANO28 maggio 201910:49

Da ‘Englishman In New York’ a ‘Roxanne’, ci sono tutti i suoi brani più celebri in ‘My songs’, l’album in cui Sting rilegge canzoni che “sono il paesaggio della mia vita, ma anche – dice lui, di passaggio a Milano dove si è esibito in piazza Duomo per Radio Italia – di quella di tanti altri”. “Oggi un italiano mi ha detto che lui e la moglie si sono innamorati ascoltando ‘Every breathe you take’, ma c’è anche chi ricorda un mio brano perché ha accompagnato il funerale di uno zio, mi piace – spiega – l’idea di creare una cornice per i ricordi, credo che abbia un valore al di là delle classifiche”.Così, in un mondo musicale dominato dallo streaming, dove le canzoni – dice – si consumano come un caffè, lui ha voluto costruire una cornice intorno ai suoi brani più famosi, andando a raccontare, nelle note dell’album, dove e come sono nati. ‘If you love somebody set them free’ per esempio è stata scritta nel 1985 in una casa ad Hampstead, Londra, dove succedevano cose talmente strane che “temevo – ricorda divertito – fosse abitata dai fantasmi”. Anche il progetto dell’album ha una sua storia: “mi avevano chiesto di suonare ‘Brand new day’ a capodanno a Times Square e ho pensato di rivederla per darle un sound più contemporaneo, il giorno dopo era nella top ten di Itunes e mi è venuta voglia di divertirmi a rivedere le mie canzoni più note in questa chiave”. Un gioco cui Sting invita anche i suoi ascoltatori a partecipare, confrontando le versioni originali e quelle di oggi dei vari brani per trovare le differenze.Affinità e somiglianze saltano all’occhio più con i brani dell’epoca Police che con quelli da solista: “è vero, mi sono preso più libertà con i miei pezzi, ma – spiega – non c’è un motivo preciso, credo che a parte le modalità di registrazione ciò che è cambiato di più nel tempo sia la mia voce, che oggi ha più sfumature e riesce meglio a raccontare storie”. Negli anni, è mutato anche l’approccio: “da giovane hai più energia, lavori più di istinto, forse era più facile”. Eppure da ‘The last ship’ alla collaborazione con Shaggy, Sting non si è mai fermato: appena finito il tour con il collega giamaicano, è già pronto a partire per i concerti legati a ‘My songs’, che lo porteranno il 29 luglio al Lucca Summer Festival e il 30 a Padova. L’anno prossimo, invece, sarà a Las Vegas per una ‘residency’ al Ceasar’s palace: “ho passato anni in tour di città in città e non avevo mai accettato ma ora sono pronto: questa volta sarò io fermo e verrà gente da tutto il mondo a vedermi”.C’è una prima volta per tutto, anche alle urne: “ho votato per la prima volta i liberal-democratici, ho sempre votato laburista, perché sono di estrazione ‘working class’, ma il mio partito è sparito, comunque non sono scoraggiato perché sono andati a votare in tanti e questo è un buon segnale. Io sono per il ‘Remain’ perchè è vero che l’Europa va riformata, ma per farlo bisogna rimanere al tavolo, lasciarlo è da pazzi. E poi la vera sfida è il cambiamento climatico e nessuno può pensare di affrontarlo da solo. A chi è contro l’Europa mi viene da dire una cosa: non dimentichiamo che sono 70 anni che abbiamo la pace e che io non ho dovuto sparare a un tedesco, ma mio padre e mio nonno purtroppo sì”. Che il suo cuore sia con la working class lo sanno gli operai della Bekaert di Figline Valdarno, in provincia di Firenze, che ha sostenuto andando a suonare al loro presidio, ma anche quelli della Gm di Toronto, cui ha portato in fabbrica l’opera ‘The last ship’, creando talmente risonanza che l’azienda ha deciso di non chiudere più lo stabilimento.

Scala: 11 nuove produzioni e Tosca in edizione criticaFirmata da Davide Livermore, ‘vicina a quella di Puccini’

MILANO27 maggio 2019

Undici nuovi allestimenti su 15 nel cartellone 2019-2020 della Scala, che inaugurerà la stagione con una ‘Tosca’ in edizione critica diretta da Riccardo Chailly. Lo ha annunciato il sovrintendente del teatro Alexander Pereira nella tradizionale conferenza condotta con il direttore musicale e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
E sarà una Tosca firmata dal regista Davide Livermore, con le scene di Giò Forma, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Antonio Castro. “Una Tosca, secondo il maestro Chailly, molto vicina a quella presentata da Giacomo Puccini la sera della prima assoluta, il 14 gennaio del 1900”. Da allora le incrostazioni della tradizione lirica, un po’ volute dalle mode, si sono succedute le une alle altre, fino a oggi.
Ma questa edizione critica realizzata da di Roger Parker per Ricordi, riporta tutto come quella sera di gennaio del 1900. “In questa Tosca – afferma Chailly – ci saranno pagine dell’opera che non abbiamo mai sentito, nello stesso personaggio di Tosca, ma anche di Cavaradossi, Scarpia, Spoletta… Il pubblico della Scala potrà gustare la grandezza di Puccini al suo primo passaggio. E sono pagine che meritano di essere conosciute”.
A interpretare il personaggio di Tosca sarà Anna Netrebko (Saioa Hernandez in 3 recite di gennaio), Luca Salsi sarà Scarpia, Vladimir Sazdovski Angelotti, Alfonso Antoniozzi il sacrestano, Carlo Bosi Spoletta e Giulio Mastrototaro Sciarrone.
Non si sa ancora chi sarà il tenore, il protagonista maschile che indosserà i panni del pittore Mario Cavaradossi. Con questa edizione critica, Chailly continua il percorso di presentazione delle opere di Giacomo Puccini alla luce delle ricerche musicologiche più recenti, con cui ha già riportato alla Scala Turandot, La fanciulla del West, Madama Butterfly e Manon Lescaut.
Ma Tosca, come detto, sarà solo uno dei lavori presentati nella stagione con una nuova produzione. Fra gli allestimenti più attesi, ‘Il Trovatore’ di Giuseppe Verdi (in febbraio 2020), con la direzione di Nicola Luisotti e la regia di Alvis Hermanis, e poi ‘Il turco in Italia’ di Rossini, una ‘Salomè’ che rappresenterà il debutto di Chailly con un’opera di di Richard Strauss. Fra gli autori che troveranno un titolo, Debussy (con Pelleas et Melisande), Wagner con Tannhauser. E poi Umberto Giordano con ‘Fedora’. E ancora Verdi con ‘Un ballo in maschera’ direttoda Zubin Metha e Ponchielli con ‘La Gioconda’.
Fino a Haendel con ‘Semele’ eseguita dall’orchestra con strumenti storici e alla musica contemporanea di Schoemberg e Nono.

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Filarmonica 199, da Beethoven ai Pink Floyd
concerti, formazione, danza e l’anno prossimo festa dei 200 anni

27 maggio 201921:10

Stagione 199 per l’Accademia Filarmonica Romana che l’anno prossimo compie duecento anni e porta avanti il proprio impegno verso la città per l’ascolto, l’approfondimento, la formazione musicale e la danza, al cui centro – come ha sottolineato il direttore artistico Andrea Lucchesini, introdotto dal presidente Paolo Baratta – sono i 13 appuntamenti della stagione di concerti al Teatro Argentina che si aprirà il 7 novembre con la violoncellista Sol Gabetta e Nelson Goerner al piano, per chiudersi il 2 aprile col duo Nikolaj Znaider e Robert Kulek, e prevede l’integrale di Quartetti di Beethoven per i 250 anni dalla sua nascita. A ricordare subito il lavoro di formazione dell’Accademia, c’è un’anteprima il 12 e 13 ottobre al Teatro di Villa Torlonia con gli studenti dei corsi di perfezionamento che partecipano al progetto quinquennale RossiniLab impegnati ne ‘La cambiale di matrimonio’ diretti da Giovanni Battista Rigon e regia di Cesare Scarton, che stanno per iniziare la preparazione per ‘L’inganno felice’ da presentare il prossimo anno, quale nuovo appuntamento con le cinque farse rossiniane.
Le Giornate della Danza a Roma (e non più Festival come in passato, perché sparse nell’anno e non concentrate assieme) saranno 4 in collaborazione col Teatro Olimpico, col ritorno della ‘Alice’ dei Momix e la novità del balletto-opera rock ‘Shine – Pink Floyd Moon’ di Micha Van Hoeke, più il tango argentino di Miguel Angel Zotto e le fantasie aereo acrobatiche di ‘Dumm’ dei Sonics. Cinque gli appuntamenti alla sala Casella con la prosecuzione di giovani interpreti impegnati in ‘Chopin e…’ che ha visto crescere molto i consensi la stagione passata; due i concerti del Quartetti Lyskamm in residenza triennale all’Accademia. La musica contemporanea ha invece spazio particolare nel ciclo ‘Assoli’, aperto da un omaggio a Marco Stroppa, e nella ‘Newmusicweek’, una settimana con il Midi Ensemble, con seminario di composizione e masterclass sulla prassi esecutiva strumentale.
Tre le linee di sviluppo della stagione all’Argentina con i quartetti di Beethoven (Quartetti Pavel Haas il 5 dicembre, Belcea il 6 febbraio, Jerusalem il 20 febbraio e Hagen il 26 marzo), i grandi solisti (da Piotr Anderzewski alla giovane rivelazione Filippo Gorini) e tre serate tra musica e letteratura con cantanti e voce recitante (‘Giulio Cesare, eroe barocco’ con la Lira di Orfeo Ensemble il 23 gennaio; ‘Marcel Proust’ col trio Rizzi-Gnocchi-Cominati il 13 febbraio; ‘Alla ricerca di Orfeo’ con Ensemble L’Astrèe il il 5 marzo), puntando su scoperte, riscoperte e curiosità.
Da citare poi gli stupefacenti e fortunatissimi due cicli musicali per bambini (Musicainfasce e Allegro capriccioso sino ai tre anni) , mentre per i ragazzi continua la collaborazione con l’ As.Li.Co e un ‘Rigoletto’ presentato in versione ‘Opera kids’ alla sala Casella e per i più grandi al Teatro Olimpico, oltre a concerti nelle scuole e incontri con i protagonisti della stagione. Le collaborazioni andranno dal Reate Festival al Premio Bucchi e il Concorso Taddei. Si amplia infine la collaborazione con Giovanni Bietti sulla divulgazione musicale e le sue Lezioni di musica dal vivo (registrate e trasmesse da Rai Radio 3) dedicate quest’anno anch’esse a Beethoven Cocome nella stagione stiva in giardino si avrà un Beethoven day a maggio) cui si aggiunge un workshop che vuol insegnare a 10 giovani musicisti i segreti della divulgazione e del racconto della musica a parole, perché, come ha ricordato Lucchesini ”la musica non è mai solo un fatto emozionale’.

Poesia: ‘Oven’ premia Grunbein e LoiVersi di Leopardi recitati all’alba dalla cima di una torre
BOLOGNA28 maggio 201912:25

– Un festival di poesia per “donare un momento di alta concentrazione culturale e costituire un polo geografico di riferimento per la poesia nazionale e internazionale”. E’ lo scopo di ‘Oven’, in programma a Bologna dal 5 al 7 giugno, organizzato dal Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna.
Appuntamenti e protagonisti coinvolgeranno diversi luoghi: da una ‘Lectura Leopardis’ alle prime luci dell’alba nella Torre Prendiparte, in cima alla quale si reciteranno versi di Giacomo Leopardi in occasione del bicentenario della scrittura de ‘L’infinito’, a ‘Magma’, primo meeting nazionale tra giovani poeti, nel Dipartimento di Filologia classica e italianistica.
Eventi centrali dell’iniziativa, nella sala del Papa di Palazzo Boncompagni, saranno la premiazione del poeta tedesco Durs Grünbein, quella del poeta dialettale Franco Loi, e la performance del poeta polacco Adam Zagajewski. Prevista anche l’antica sfida in versi tra studenti universitari, il Certamen, sul palco di piazza Verdi.

Sala, sovrintendente Scala? cda il 18Incontro a breve con il ministro, rosa nomi molto ristretta
MILANO28 maggio 201914:27

– Per il nome del nuovo sovrintendente della Scala bisognerà aspettare anche se il sindaco di Milano Giuseppe Sala, in qualità di presidente del teatro, assicura che “prima delle vacanze una decisione verrà presa”.
Nel cda convocato oggi una scelta definitiva non è stata ratificata e una nuova riunione è stata fissata per il 18 giugno. Il sindaco vuole infatti parlare prima con il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. “Mi pare una cosa di garbo” ha detto ai giornalisti. Già domani il sindaco sentirà Bonisoli al telefono. Il lavoro della società di selezione Egon Zehnder, chiamata a fornire una rosa di candidati, “è ufficialmente finito” e “a questo punto la rosa è molto ristretta”.
Probabilmente più ristretta dunque dei tre nomi che giravano ultimamente (Fortunato Ortombina dalla Fenice, Carlos Fuortes dall’opera di Roma e Dominique Mayer da Vienna) a cui si aggiunge la possibilità di una conferma per uno o due anni di Alexander Pereira dopo la fine del suo contratto nel 2020.
Giornata rifugiato, Rimini porto sicuroIl 20 giugno Modena City Ramblers, Marlene Kuntz e altri artisti

RIMINI28 maggio 201915:10

– Musica e parole il 20 giugno a Rimini, in occasione della Giornata internazionale del rifugiato, per affrontare grazie all’arte e alle canzoni il tema dei viaggi dei migranti. ‘Rimini porto sicuro’ è il titolo della manifestazione, organizzata dal Comune con l’associazione Arcobaleno, che porterà sul palco allestito a pochi passi dal molo Modena City Ramblers, Pierpaolo Capovilla, ‘I racconti delle nebbie’ (Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri), O Zulù (99 Posse), Punkreas, Giulio Casale, Cesare Malfatti (fondatore de La Crus con Mauro Ermanno Giovanardi e Alessandro Cremonesi) e i Marlene Kuntz.
Ci sarà spazio anche per le testimonianze di Stefano Calabrò, sindaco di S.Alessio, piccolo paese in Aspromonte diventato caso-scuola di integrazione dei rifugiati nel tessuto economico e sociale di quella realtà, e del fotoreporter Stefano Schirato, impegnato nel racconto di temi sociali attraverso le immagini.
“La giornata – spiega il vicesindaco Gloria Lisi – sarà un’occasione di confronto e riflessione”.
Gué Pequeno, 14 giugno parte Summer tourTra le date annunciate la Notte della Taranta e Home Festival
28 maggio 201916:20

– Dopo lo storico sold-out al Forum di Assago, Gué Pequeno torna sul palco per tutta l’estate a presentare il suo ultimo lavoro Sinatra e i classici senza tempo della sua discografia, sia in versione live che dj set.
Gué Pequeno – Summer 2019 toccherà la Notte della Taranta a Lecce. Tra giganti del rap Usa come Young Thug e Pusha T, sarà anche tra i nomi più attesi del cartellone dell’Home Festival a Venezia; insieme al super ospite J Balvin e a Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini, inoltre, sarà protagonista del Mamacita Festival di Milano. Queste le date: a giugno il 14 Milano; il 15 a Cittanova (RC); il 21 a Campi Bisenzio (FI); il 30 a Vieste (FG); a luglio il 6 a Termoli (CB); il 14 a Venezia; il 19 a Cecina (LI); il 20 a Corte Franca (BS); il 28 a Formentera (Spagna); il 30 a Ibiza (Spagna); ad agosto il 5 Pag (Croazia); il 6 Montalto Di Castro (VT); il 9 Forte Dei Marmi (LU); il 13 Porto Rotondo (OT); il 17 Gallipoli (LE); il 24 Lecce. A settembre il 5 ad Olgiate Olona (VA); il 6 Lanzada (SO).
Tom Walker a Ogr Torino il 15 ottobreDopo il successo planetario di ‘Leave A Light On’ e Sanremo 2019

TORINO28 maggio 201916:21

ORINO28 maggio 201916:21

– Tom Walker approda sul palco delle Ogr di Torino il 15 ottobre. Dopo il successo planetario di Leave A Light On (doppio disco di platino), e dopo essersi esibito quest’anno sul palco del Festival di Sanremo ospite di Marco Mengoni, con cui ha duettato in Hola (I Say), e dopo aver vinto il British Breakthrough Act ai Brit Awards 2019. Il cantautore inglese Walker arriva in Italia con il suo album di debutto ‘What A Time To Be Alive’, uscito l’1 marzo 2019 con Sony Music e che ha subito guadagnato il primo posto delle classifiche nel Regno Unito con oltre 104 milioni di stream totali. Il disco contiene anche il nuovo singolo ‘Just You And I’, in vetta all’airplay radiofonico italiano con 22 milioni di visualizzazioni su Youtube e 79 milioni di stream su Spotify. Il titolo dell’album, che include 12 tracce, è tratto da ‘Blessings’, una delle più belle canzoni d’amore di Walker.
Carrère, torna Vite che non sono la miaA Lignano il 22/6 scrittore francese riceverà Premio Hemingway

UDINE28 maggio 201917:03

– Un libro “sulla vita e sulla morte, sulla povertà, la giustizia, la malattia e, soprattutto l’amore”. E’ lo stesso Emmanuel Carrère a definire uno dei suoi lavori più empatici e commoventi Vite che non sono la mia che dal 13 giugno prossimo torna nelle librerie italiane per i tipi di Aldelphi nella nuova traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, proprio in occasione della 35/a edizione del Premio Hemingway che si terrà a Lignano Sabbiadoro dal 17 al 22 giugno prossimi e che assegnerà all’autore francese il riconoscimento per la sezione Letteratura. Pubblicato in Francia nel 2009, per mesi ‘D’autres vies que la mienne’ ha dominato le classifiche dei libri più venduti. A spingerlo a volere raccontare “le vite degli altri”, due episodi che lo hanno segnato nel profondo: il devastante tsunami in Sri Lanka del 2004 dove lui stesso si trovava e la morte per cancro della sorella della sua compagna. Carrère riceverà il Premio Hemingway sabato 22 giugno.
Curve e moda, via a taglie forti in UsaLa donna media è taglia 50, in pista da Rodarte a Veronica Beard

NEW YORK28 maggio 201917:06

– Oltre la 52 oggi si può. Dagli Usa dove un’epidemia di obesità sta trasformando il corpo delle donne, nuove start up offrono possibilità di scelta a clienti costrette finora a frequentare il ghetto delle taglie forti. La parole d’ordine e’ “inclusione”. Finora gli stilisti hanno ignorato chiunque si trovasse al di fuori dello standard 0-12 (38-48 in Italia). Con la conseguenza che negli Usa, per la maggioranza delle donne che non rientrano nella fascia media di altezza e di peso, la prospettiva di sentirsi “chic” era finora out of limits. Le cose stanno cambiando: se ad oggi solo il 7% dell’abbigliamento femminile in department stores e boutiques e’ destinato alle misure oltre 50, un nuovo movimento alimentato dai social offre la chance di non sentirsi esclusa. Veronica Beard, Zac Posen, Michael Kors e la catena di department Nordstrom puntano a far fronte alla richiesta delle curvy, mentre su Instagram modelle/influencer come Ashley Graham e Tess Holliday stanno trasformando il messaggio.

Musica, arriva 39/a OperaestateDal 10 luglio al 7 ottobre in 30 città del Veneto

VENEZIA28 maggio 201917:08

– “Della civiltà e della partecipazione” è il tema chiamato a scandire gli appuntamenti della 39/a edizione di Operaestate, presentata oggi al Teatro La Fenice di Venezia: un cartellone forte di oltre 120 titoli fra teatro, danza e musica nell’arco di quasi tre mesi, in 30 città del Veneto con fulcro a Bassano del Grappa (Vicenza). Molte le prime nazionali del festival itinerante, in programma dal 10 luglio al 7 ottobre 2019.

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Artissima indaga su desiderio/censura
Dal 31 ottobre al 3 novembre. Diretta da Ilaria Bonacossa

TORINO28 maggio 201917:10

– La 26/a edizione di Artissima, Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, si terrà dal 31 ottobre al 3 novembre all’Oval, sarà diretta per il terzo anno da Ilaria Bonacossa (confermata alla direzione fino al 2021) e avrà come tema il binomio desiderio/censura, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul rapporto tra utopie contemporanee e il loro controllo.
Sono queste alcune anticipazione rese note dal board della più grande fiera italiana dedicata all’arte contemporanea.
“Il desiderio – dice Bonacossa – nasce dal rapporto tra corpo e società, realtà vissuta e realtà ambita. Le opere d’arte sono storicamente portatrici di immagini in grado di emancipare ciò che viene considerato un tabù, grazie al desiderio di sovvertire le regole, rendendo fluidi i confini tra normale ed eccezionale.
Tra le novità di quest’anno l’ingresso di nuovi membri nel comitato di selezione delle gallerie e l’immagine grafica, uno sfondo nero forato da sei cerchi che lasciano intravedere un altro fondo.

Hallyday, tribunale dà ragione ai figliGiudici di Nanterre, ‘è competente la magistratura francese’

PARIGI28 maggio 201918:52

– Sconfitta per Laeticia Hallyday, vedova del popolarissimo Johnny, il cantante francese scomparso nel dicembre 2017, nella dura battaglia legale che la oppone ai primi due figli dell’artista, David e Laura Smet. Il tribunale di Nanterre (Parigi) ha deciso che la è la giustizia francese competente nel giudizio sull’eredità contesa. Laeticia si è fin qui duramente battuta affinché fosse il tribunale Usa competente in materia. Il cantante “ha conservato fino alla fine uno stile di vita itinerante e bohemien, ma soprattutto molto francese, che lo portava a vivere in modo abituale in Francia”, ha stabilito il tribunale di Nanterre. E nonostante i numerosi viaggi e soggiorni negli Usa, era residente in Francia al momento della morte. Da oltre un anno, i due figli più grandi della rock star francese, il cantante e musicista David Hallyday e l’attrice Laura Smet, sono impegnati in un braccio di ferro giudiziario con Laeticia per ottenere la loro parte di eredità.
Lei ha annunciato appello.
Coez, vado controcorrenteParte da Roma il nuovo tour. ‘Sanremo? Mi spaventa, ma…”

8 maggio 201920:37

“Mi sono impegnato tanto in questo periodo ma mi è mancato il motivo principale per cui faccio questo lavoro, suonare. Ora riparto dai palazzetti, proponendo quasi 30 canzoni… non vedo l’ora”. Lo dice accennando un sorriso Coez, il cantautore/rapper di origine campana, cresciuto a Roma, che con tre anteprime nella Capitale, il 28, 29 e 31 maggio al Palazzo dello Sport (già Palalottomatica), dà il via al nuovo tour che dopo una pausa estiva riprenderà dal 29 settembre all’Arena di Verona, per proseguire fino a dicembre.
Tra le tappe: Torino, Ancona, Assago (Mi), Livorno, Firenze, Casalecchio di Reno (Bo), Acireale (Ct), Napoli e Bari. Concerti costruiti sull’intero percorso artistico di Coez (all’anagrafe Silvano Albanese, classe 1983), che festeggia quest’anno dieci anni di carriera solista: il suo quinto album, E’ sempre bello, ha debuttato a fine marzo, direttamente al primo posto in classifica. Rispetto a 10 anni fa la scena musicale italiana è molto cambiata, rap e giovane cantautorato hanno più attenzione: “C’è chi dice che ci sia un pre Coez e un post Coez. Non so se sia così ma un contributo penso di averlo dato. Il mio percorso credo sia a se’, non ho mai seguito l’esistente, le mode. Sono sempre andato controcorrente”. La cosa più bella che ti dicono i fans? “Che con la mia musica gli risparmio l’analisi. La scrittura si sa che è terapeutica, se poi lo è per qualcuno anche ascoltare le mie canzoni, è il massimo”. Durante i concerti, Coez proporrà anche un video su Open Arms, Ong che opera nel Mediterraneo per salvare i migranti: “Volevo un momento ‘sociale’, e quella di Open Arms è una realtà che mi è vicina perché la vivono alcuni amici. Non parlo di politica, ma il mio pubblico sa come la penso. Anche se non lo dico apertamente certe cose arrivano. Chi ha recepito qualcosa di me e delle mie canzoni, penso apprezzerà”. Una partecipazione a Sanremo è da escludere? “Il festival m’ha sempre un po’ spaventato, ho provato due volte ma mi ha sempre ‘rimbalzato’ anche con pezzi che poi hanno fatto bei numeri. Io non sono uno che dice Sanremo o morte, anche se può essere da una parte coraggioso andare lì e mettersi in gioco.
Chissà, potrei andarci o no, in base al pezzo che ho”. Per Coez è importante ripartire con il tour dalla Capitale: “Essendo un artista che si è espanso ‘a macchia d’olio’, cioè poco con le radio e le TV, e molto con il passaparola, venire da una città grande come questa mi ha agevolato. L’anno scorso ho fatto a Rock in Roma il record con 33000 spettatori, ma è un sostegno che ho sempre sentito. Anche quando certi dischi magari non sono stati apprezzati subito, Roma è lo zoccolo duro mi ha tenuto in vita, che mi ha dato sempre la forza di andare avanti”.

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Springsteen, concerto a Roma nel 2020
Nel 2016 protagonista al Circo Massimo, il 14/6 esce nuovo album

28 maggio 201920:08

– Dopo la tappa al Circo Massimo del suo ‘The River Tour 2016’ in cui furono registrate quasi 60 mila presenze, nel 2016, Bruce Springsteen – che il 14 giugno uscirà con un nuovo disco di inediti dal titolo Western Stars – l’anno prossimo tornerà a Roma per un grande evento. Lo ha annunciato l’assessore ai Grandi Eventi di Roma Daniele Frongia su Fb.
“Bruce Springsteen ha un forte legame con la Capitale. In occasione dell’87/o Csio di Roma – Piazza di Siena – dove era presente per supportare la figlia in gara – ha annunciato che tornerà a Roma con un grande concerto nel 2020. Già questa è una notizia entusiasmante. Ancora più entusiasmante è il fatto che Roma rappresenti per lui un grande palco e una importantissima vetrina scelta per presentare nuovamente la sua musica”.
Gennaro Serio vince 32/o Premio CalvinoCon ‘L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI’

TORINO28 maggio 201920:11

– Gennaro Serio è il vincitore della 32/a edizione del Premio Italo Calvino con il romanzo ‘L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI’. Una prima menzione speciale della Giuria è andata a Cristina Gregorin, per il romanzo ‘L’ultima testimone’, e una seconda a Daniela Gambaro, per la raccolta di racconti ‘Dieci storie quasi vere’. La giuria ha deciso di assegnare il Premio al romanzo di Serio “per il coraggioso esperimento metaletterario condotto nel testo con lingua poliedrica, sulla scia dei modelli cosmopoliti di Vila-Matas e Bolao. Un giallo sofisticato dal gusto ironico e parodistico che vede i protagonisti in viaggio per l’Europa dei luoghi di culto della scrittura terminando nella Gibilterra dell’immortale Molly Bloom”.
Infine è stata assegnata a ‘Sildenepro il fantasista ribelle’ di Roberto Peretto la ‘menzione speciale del Direttivo’. L’opera è stata scelta, tra tutti i manoscritti partecipanti al bando, per il suo particolare valore sotto il profilo sperimentale.
Genovese, giro un film sulle coppieCineasta, vogliono diriga anche remake Usa Perfetti sconosciuti

8 maggio 201920:36S

– Un film “sulle coppie, che ho iniziato a scrivere da un mese”, il remake americano di Perfetti sconosciuti, “che mi hanno chiesto di dirigere” e la serie da Tutta colpa di Freud che sta entrando in fase di casting. Sono fra i nuovi progetti di Paolo Genovese, protagonista di Caravaggio incontri, al Cinema Caravaggio di Roma. Autori e registi prima si raccontano e poi introducono la proiezione di un loro film al quale si sentono particolarmente legati: Genovese ha scelto Una famiglia perfetta” (2012) con Sergio Castellitto, Claudia Gerini, Marco Giallini, Carolina Crescentini: “Ci tengo molto – dice – lo considero uno dei miei più belli”. Il cineasta, nella conversazione con Laura Delli Colli e gli spettatori, mescola riflessioni, ricordi e aneddoti divertenti, come quello sul remake Usa di Perfetti sconosciuti: “E’ iniziato tutto da Charlize Theron. Ha visto il film durante un volo, gli è piaciuto molto e si è convinta se ne potesse fare un remake.
Così ho ricevuto una chiamata da Hollywood in cui mi chiedevano di andare a Los Angeles per un incontro. Gli ho risposto che ero sul Lungotevere e non mi veniva proprio facile. Poi ci siamo visti più volte con il produttore che ha acquisito i diritti dopo il fallimento della società di Weinstein (che se li era assicurati inizialmente, insieme a Leonardo DiCaprio, ndr). E’ ancora tutto in una fase molto embrionale. Per ora gli americani stanno fantasticando sul cast ideale, e quando parlano fanno fanno solo i nomi, tipo Bradley, Natalie, Charlize… vedremo”.
Il progetto è un’ulteriore consacrazione per Perfetti sconosciuti che è stato venduto in 85 Paesi ed ha già originato 18 remake: “Il mese prossimo entreremo per questo nel Guinness dei primati – dice il regista -. Io ne ho visti sei o sette, e mi sembrano tutti orrendi. Ma è normale, dopo aver lavorato tanto sulla sceneggiatura, soffri a vedere scene cambiate e battute tagliate”. Qual è il segreto di questo film? “Penso sia stato una sorta di autoanalisi collettiva su un momento di cambiamento profondo della società e della nostra vita, con il cellulare che diventa il fulcro di tante cose”. Genovese l’anno scorso è stato giurato alla Mostra del cinema di Venezia: “E’ una di quelle esperienze che ti permette di capire quanto sia importante raccontare storie internazionali.
Quelle che sono state premiate, avevano in filo rosso che gli permetteva di essere perfettamente capite da sette persone come noi con storie e culture diverse, da Guillermo Del Toro a Naomi Watts. Bisogna smettere di guardarsi l’ombelico. Questo non vuol dire che non vadano raccontate storie locali, ma bisogna farlo con un linguaggio che tutti possano capire”. Tra i progetti internazionali c’è anche l’adattamento del suo romanzo Il primo giorno della mia vita: “Diventerà un film ambientato a New York ma la preparazione richiede ancora tempo, per questo ho pensato di girare prima il film in Italia sulle coppie”. Dal pubblico gli chiedono quali attori che ancora non ha diretto vorrebbe in un suo progetto: “Tra le attrici penso ad esempio a Jasmine Trinca, mi piace moltissimo, siamo andati vicino a lavorare insieme varie volte. Avrebbe dovuto fare Perfetti Sconosciuti ma era bloccata su un altro set. E amo molto Elio Germano, lo considero un grande attore anche da commedia, perché le commedie vere non sono film comici, ma partono dal dramma e dall’osservazione della realtà”. All’indomani delle elezioni, si dice “non contento di questa Italia, per niente, ma non ho mai pensato di dare molto spazio alla politica nei miei film. Mi piace raccontare storie assolute che prima di tutto emozionino e in cui ci si identifichi. Potete stare sicuri che nel film sulle coppie non entreranno – conclude scherzando – ne’ Salvini ne’ di Maio”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bruce Springsteen, il nuovo album è come un grande film
In uscita il 14 giugno, poi in tour. Nel 2020 concerto a Roma
29 maggio 201910:51

Bruce Springsteen è un uomo di parola. Aveva annunciato che il suo nuovo album solista, senza la E Street Band, avrebbe avuto un’ispirazione cinematografica e così è stato. “Western Stars”, in uscita il 14 giugno, è un gioiello avvolto di malinconia e ricco di arrangiamenti orchestrali in cui la ritmica è un elemento minore, se non del tutto assente, a favore di tessiture armoniche che si muovono in un territorio tra Ennio Morricone, Jimmy Webb, il Wall of Sound di Phil Spector. Dimenticate dunque le chitarre elettriche, la batteria possente di Max Weinberg e l’irresistibile incedere della E Street Band: per tutto questo bisogna aspettare il prossimo album e il prossimo tour (già annunciati, con tanto di tappa, nel 2020 a Roma).Con “Western Stars” si entra nell’atmosfera dei temi fondanti del Grande Romanzo Americano, spazi infiniti e solitudine, il vagabondaggio come necessità esistenziale, le sfide al quotidiano che oscillano tra la sconfitta e la redenzione, l’isolamento e la comunità, la vita di personaggi anonimi che diventa un affresco collettivo, la solitudine dopo un amore finito. Sono più di 20 i musicisti coinvolti in questo album che è stato in gran parte registrato nello studio del Boss nel New Jersey: tra questi David Sancious, session man super star che è stato il primo tastierista della E Street Band (ai tempi di Asbury Park abitava all’incrocio tra 10th Avenue ed E Street), “Sister” Soozie Tyrell e Charlie Giordano, rispettivamente violinista e organista dell’attuale line up del gruppo, Patti Scialfa, la signora Springsteen nonchè cantante, compagna di band e responsabile degli arrangiamenti vocali.Come nei due album precedenti, il produttore è Ron Aniello che in questo caso ha svolto un lavoro davvero di altissimo livello nel bilanciare i suoni, nell’assecondare il racconto di 13 brani che coprono una gamma espressiva che va dall’essenzialità acustica ai pieni orchestrali. Springsteen, che nelle foto del booklet appare con un look decisamente da Western, con cavalli selvaggi, praterie, chitarre acustiche e macchine pick up, affronta questo album da compositore che ha il coraggio di uscire dalla sua comfort zone per rendere omaggio ai suoi amori musicali, letterari e cinematografici e, da grande cantante. “Hello Sunshine”, con i suoi echi di “Everybody’s Talkin'”, e “There Goes My Miracle”, i due brani che hanno anticipato “Western Stars” danno un’idea abbastanza precisa dell’atmosfera dell’album, soprattutto il secondo, clamoroso, quanto commovente, omaggio a Roy Orbison, uno degli eroi del Boss. Entrando nel dettaglio, “Hitch Hikin'”, il brano iniziale, è il ritratto di un uomo che viaggia facendo l’autostop, ha un inizio acustico, minimale, che dalla seconda strofa è arricchito da un crescendo orchestrale. “The Wayfarer” è la storia di un viandante che “quando tutti dormono mette le sue ruote sull’autostrada” accompagnato da un gioco di chitarre e archi e un ritmica leggera.”Tucson Train” è la ricerca di una nuova vita lontana dagli scontri dell’esistenza precedente poggiata su tappeti di tastiere; “Western Stars” è un omaggio ad Ennio Morricone e al valore dell’amicizia in un’atmosfera da racconto western; “Sleepy Joe’s Cafe” può ricordare le Seeger Session; “Drive Fast (The Stuntman)” è una ballata a medio tempo che ritrae uno stuntman che nonostante gli acciacchi crede ancora nel vivere veloce, sicuro che le sue gambe malconce lo porteranno a casa; “Chasing Wild Horses” è una ballata acustica che si conclude con un pieno orchestrale mentre il protagonista cerca di togliersi dalla mente il pensiero della donna che ama; “Sundown” è il brano che con più naturalezza si adatterebbe al suono della E Street Band. Qui Springsteen si regala un acuto finale incastonato in un clima da Wall of Sound; “Somewhere North of Nashville” è struggente, un racconto breve costruito sulla pedal steel guitar, cori, pianoforte, chitarra acustica; “Stones” è il ritratto di un amore consumato dalle bugie che diventa una ballata arricchita dagli arhci e da una finale “reprise” strumentale; “Moonlight Hotel”, il pezzo conclusivo, è un acustico racconto di solitudine, di sorsi di Jack Daniels bevuti in un triste motel in ricordo di un amore che se n’è andato. “Western Stars” è un album che va ascoltato e vissuto, una sintesi emozionante dei riferimenti su cui Springsteen ha costruito la sua grandezza. Il disco pacato e malinconico di un eroe popolare che non ha più paura dei suoi fantasmi e che ancora una volta riesce a prenderci per mano per portarci in un viaggio che ci renderà migliori.

Stanescu, Quando le foglie ridonoCrisi economica e sentimentale in una Milano di periferia

29 maggio 201911:45

– CRISTINA STANESCU, QUANDO LE FOGLIE RIDONO (SOCIETÀ EDITRICE MILANESE, PP.208, 15 EURO). Cresce lentamente e poi trascina con sé il lettore con il suo bagaglio di amarezze e illusioni il romanzo di Cristina Stanescu “Quando le foglie ridono”. Una scrittura fluida, brillante, fresca quella dell’autrice milanese che costruisce una vicenda in cui tante piccole storie intrecciate tra loro ne compongono una di più ampio respiro. La vicenda prende avvio nel quartiere Lambrate dove una giornalista accorre per realizzare un servizio di cronaca: è infatti in corso il funerale delle vittime dell’esplosione di una vecchia casa per una fuga di gas. La reporter, in cerca di uno scoop, si ferma a parlare con Milena che è seduta al tavolino di un bar, pensando che la donna possa rilasciarle qualche dichiarazione strappalacrime sulle persone coinvolte nella strage.Invece Milena è pronta a raccontarle un’altra storia: la sua in primis, quella cioè di una ex starlette della tv che non è mai riuscita veramente a fare il “salto” verso il successo, e quella di un gruppo di ragazzi che diversi anni prima, quando anche lei era una del quartiere, le vivevano accanto. In un racconto che andando a ritroso con la memoria si fa vivido e sempre più coinvolgente, ecco apparire – accanto a Milena e ai suoi amori inconcludenti – come su un palcoscenico una serie di personaggi: c’è Silvia, ex ricca, ossessionata a tal punto dall’agiatezza persa da non riuscire a vivere le cose belle che ha intorno. Ci sono Roberta e Corrado, coppia sposata la cui solidità viene minata dai soldi che non bastano mai e dal logorio della vita quotidiana. C’è infine Salvatore, il fratello di Corrado, ragazzo buono e ancora capace di sognare che, con un posto fisso in banca, coltiva il sogno di lavorare come fotografo. Contornati da personaggi secondari ma ben caratterizzati, i protagonisti si affannano a vivere: nascono e si rompono amicizie e amori, e tanti sono gli equivoci e le parole non dette tra loro, tante altre le recriminazioni di questi ragazzi che sembrano aver perso la bussola, smarriti nel mare delle loro insoddisfazioni. Sono tutti “giovani vecchi”, tutti con le spalle incurvate dalla crisi economica, dai sogni infranti, dalle ingiustizie di una vita che prometteva faville e invece si è rivelata una sequela poco appagante di insipide giornate.    Nessuna vibrazione, se non qualche illusorio guizzo di gioia, nessun posto al sole li attende: per ognuno di loro solo un continuo arrabattarsi verso una felicità che si piega sotto i colpi della precarietà, della frustrazione per quello che poteva essere e non è stato, del continuo malcontento. Accanto ai protagonisti, muta testimone di tutti i loro giorni c’è Milano, con i locali alla moda e le boutique, con le macchine incolonnate, le fatiscenti case di ringhiera e le periferie dell’hinterland, ma anche con i suoi volti nostalgici e mutevoli come le stagioni, tra il bianco della sua neve, le foglie dei suoi alberi, il torrido caldo della sua estate.    Giornalista, autrice, conduttrice e blogger, Stanescu parte da un mondo che conosce bene (quello dell’informazione e dello spettacolo) e poi si allarga, ampliando il suo sguardo verso le inquietudini dei nostri tempi, descrivendo esistenze dolenti, solitudini e sprazzi d’amore: il risultato è un romanzo dolce amaro, che conduce il lettore direttamente dentro la vicenda, accarezzandolo con sentimenti in cui è facile riconoscersi, e la cui forza resta intatta sulla pagina.
I millennials nei quartieri di camorraDopo Berlino, in sala ‘Selfie’ di Agostino Ferrente

29 maggio 201911:46

Come dimostra ‘Selfie’ di Agostino Ferrente, ci sono anche i millennials nei quartieri infestati dalla camorra. Ragazzi che si raccontano con video-selfie, ma potrebbero di colpo passare dal cellulare alla pistola se non fossero bravi ragazzi. Già al Festival di Berlino nella sezione Panorama e ora in sala dal 30 maggio distribuito da Istituto Luce Cinecittà della Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi questo film, coproduzione tra Italia e Francia, ha il volano della grande prova e autentica spontaneità di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando) due adolescenti che si filmano con un iPhone per raccontare il loro complicato quartiere, il Rione Traiano, attraverso la loro vita quotidiana e, soprattutto, l’amicizia che li lega.Al centro della loro storia, come un ombra, la tragedia vera di Davide Bifolco, un loro amico ucciso nel 2014 da un carabiniere al termine di un inseguimento.Alessandro e Pietro accettano la proposta del regista di auto-riprendersi con il suo iPhone per raccontare in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, il quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide. Aiutati dalla guida costante del regista e del resto della troupe, oltre che fare da cameraman, i due interpretano se stessi, guardandosi sempre nel display del cellulare, come fosse uno specchio, in cui rivedere la propria vita.”Napoli è stata raccontata in molti modi – spiega il regista – e io non volevo farne la solita cartolina, ma inquadrare gli occhi di chi vive davvero certe cose come appunto i due protagonisti. Davide Bifolco, il ragazzo ucciso – aggiunge Ferrente – , poteva essere uno di loro. Queste cose insomma succedono e non volevo le spiegasse un sociologo, ma il punto di vista dei ragazzi, attori e anche cameraman di se stessi”.”Dopo ‘L’Orchestra di Piazza Vittorio’ e ‘Le cose belle’, avevo giurato di non realizzare piu’ documentari – spiega ancora Agostino Ferrente – avevo sofferto troppo entrando nelle vite delle persone coinvolte. Non so fare documentari diversamente, ho bisogno di immergermi a fondo nella realtà che voglio raccontare, fino a diventarne parte. Non so realizzare documentari d’osservazione, raccontare in maniera neutra. No: io sprofondo nella realtà di cui mi innamoro e non voglio piu’ raccontarla, voglio modificarla, ripararla. Ma poi venni a conoscenza della storia di Davide. Se ne era parlato molto tra giornali e talk show e mi aveva colpito la facilita’ con cui un ragazzino colpevole solo di avere l’eta’ sbagliata nel momento e nel posto sbagliati, per molti era diventato il colpevole e non la vittima: a poche ore dalla notizia – conclude – il tritacarne del pregiudizio sociale aveva già sentenziato che si trattava di un potenziale delinquente e che quindi, in fondo, era solo ‘uno in meno'”.
Scala: standing ovation a Die tote StadtApplausi per 12 minuti al cast e al visionario regista Vick

MILANO29 maggio 201911:49

– È finita con oltre 12 minuti di applausi e una standing ovation la prima alla Scala di Die tote Stadt, opera di Korngold del 1920 finora mai rappresentata a Milano. È piaciuta la lettura di Graham Vick che ha intrecciato la vicenda narrata, di ispirazione anche a Hitchcock per La donna che visse due volte (un vedovo che vive nel ricordo della moglie e incontra una donna talmente simile da fargli pensare che sia tornata in vita) con la biografia di Korngold, costretto perché ebreo a fuggire in America dove lavorò per il cinema.
Così la seducente Marietta (una formidabile e applauditissima Asmik Grigorian che canta e balla con nonchalance indossando un paio di copricapezzoli e poco più) ricorda la Dietrich, e il coro dei chierichetti diventa di Hitlerjugend perché rifugiarsi nel passato non protegge dalle brutture del presente: che sia il dolore per un lutto o l’avvento del nazismo. Applausi al direttore Alan Gilbert e a tutto il cast a partire da Klaus Florian Vogl (il vedovo Paul) e Markus Werba (Fritz).
A teatro, Latella ritrova BonaventuraDelbono a Festival Colline Torinesi, Marchioni dirige a Milano
29 maggio 201912:21

– ”L’Isola dei pappagalli con Bonaventura prigioniero degli antropofagi” di Sergio Tofano diretto da Antonio Latella a Torino e il focus su Gérard Watkins tra ”Non mi ricordo più tanto bene” e ”Scene di violenza coniugale”, a Roma; ”Matilde e il tram per San Vittore” di Renato Sarti e ”La nipote di Mubarak” di Valentina Diana per la regia di Vinicio Marchioni, entrambi a Milano; fino a ”La gioia” di Pippo Delbono che apre il 24/a Festival delle Colline Torinesi: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Arriva in Italia Facebook filmWarner Bros. testa funzione per Godzilla II King of the Monster
29 maggio 201912:24

– Arriva anche in Italia Facebook Film, una funzionalità dedicata agli appassionati di cinema. Lanciata per la prima volta negli Stati Uniti e poi in Regno Unito e Canada, Film consente di visualizzare tutti gli spettacoli cinematografici nelle vicinanze, ovunque ci si trovi, e di condividere quest’esperienza con i propri amici con un clic.
Warner Bros. Entertainment Italia è una delle prime major a testare queste nuove funzionalità in occasione dell’uscita nelle sale italiane di Godzilla II King of the Monsters – nuovo capitolo dell’universo MonsterVerse – il 30 maggio. Per provare Film è sufficiente accedere al menu generale di Facebook e selezionare l’icona con l’immagine di una bobina cinematografica. A quel punto appariranno due sezioni: “Film”, con l’elenco degli spettacoli in programmazione, la descrizione, il trailer, tutte le informazioni su cast e regista; e “Cinema”, con la lista delle sale, gli orari degli spettacoli e i link per acquistare il biglietto online.

Bosso-Mazzariello a Umbria jazzSi esibiranno il 15 luglio alla Galleria nazionale dell’Umbria
PERUGIA29 maggio 201912:58

– Tandem live at Umbria Jazz Winter è il nuovo album di Fabrizio Bosso e Julian Olivera Mazzariello, che i due proporranno al pubblico di Umbria jazz il 15 luglio alla Sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria.
Registrato nella notte di Capodanno 2018, in occasione dell’edizione invernale del festival a Orvieto, il disco – sottolinea Uj – rappresenta la “naturale cristallizzazione e restituzione al pubblico” dell’intesa musicale che intercorre tra Bosso e Mazzariello. Questi hanno percorso in tandem gran parte delle loro carriere, verso obiettivi condivisi. Una lunga storia di musica e di amicizia, quella tra il trombettista torinese ed il pianista anglo italiano, cominciata nei primi anni del 2000 con la comune militanza negli High Five, band di giovani emergenti con un grande avvenire. Da lì in avanti nei tanti progetti di Bosso quella di Mazzariello è stata una presenza costante, dal quartetto (una delle migliori band stabili del jazz italiano) alla formazione più estesa di “Duke”.

Cinema: “A mano disarmata”, Gerini è Federica AngeliDal 6 giugno in sala, film su giornalista sotto scorta da 2013/CLIP ESCLUSIVA

28 maggio 201919:05

La sfida alla malavita con un’unica arma: la penna. Arriverà nelle nostre sale il prossimo 6 giugno distribuito dalla Eagle, il film di Claudio Bonivento ‘A mano disarmata’ con una bravissima Claudia Gerini che presta il volto e anima alla cronista di Repubblica Federica Angeli sotto scorta dal 2013, perché minacciata dalla mafia in seguito alle sue inchieste sulla criminalità di Ostia e al suo rifiuto di voltare la faccia dall’altra parte. Una produzione Laser Digital Film in collaborazione Rai Cinema. Tratto dal libro dal medesimo titolo del film scritto dalla stessa Angeli – Edizioni Baldini&Castoldi 5 edizioni (20.000 copie vendute).    “Conoscevo la sua storia a grandi linee – racconta l’attrice Claudia Gerini in un video distribuito dalla produzione – quella di giornalista e cronista e mi ha sempre molto interessato, la vicenda delle sue inchiesta di Ostia fino a quando le è stata assegnata la scorta. Mi riconosco in lei anche io sono una donna d’azione, mi sento dalla parte dei deboli, detesto le ingiustizie. L’ho intuita, assorbita, ho cercato di capirla, e mi sono preparata semplicemente amandola”.    Federica Angeli rivela: “Quando mi hanno comunicato che l’attrice che mi avrebbe interpretato sarebbe stata Claudia Gerini sono stata contenta. Ho sempre avuto stima della sua professionalità, lei ha voluto conoscere me, e tutta la mia famiglia, è venuta a casa mia. E’ entrata nel personaggio e devo dire che in molti aspetti siamo simili. Più la conoscevo e più la ritenevo adatta a interpretarmi e dopo questa esperienza insieme non potevamo che diventare amiche”. In uno dei trailer diffusi la protagonista Gerini/Angeli, è a pranzo in un ristorante con la famiglia, viene a sapere delle minacce ricevute dal figlio piccolo. Una scena che fa capire quanto queste scelte coraggiose e giuste, spesso criticate costino a chi le compie.    Federica Angeli ha deciso di usare la propria vita per una causa civile, la lotta ai clan mafiosi che infestano una parte di Roma, Ostia, dove lei stessa vive. Il film è girato nei luoghi reali della vicenda, in parte anche nella redazione di ‘Repubblica’. Nel cast anche Francesco Venditti, Francesco Pannofino, Mirko Frezza, Rodolfo Laganà, Milena Mancini, Maurizio Mattioli.
Una storia di paure, disperazione, momenti di solitudine ma pure di vittorie e di un moto straordinario di solidarietà dal web, dagli studenti, da alcuni magistrati, da parte del mondo politico e dai carabinieri della sua scorta. “Come diceva Borsellino – prosegue Angeli in un altro video a pochi giorni dall’uscita in sala del film – quando ami un posto o una persona ne fai emergere le criticità o le brutture per poterle superare: ecco oggi Ostia è riuscita a rialzare la testa. La vita sotto scorta è fatta di rinunce, momenti rubati, anche di momenti di solitudine. Non hai più privacy, è una vita dura e questo il film lo rende molto bene. Nella mia battaglia ha avuto un ruolo fondamentale mio marito (in una scena toccante di un trailer quando gli viene comunicato che la moglie sarà sotto scorta chiede se anche i figli piccoli la avranno, ma gli viene spiegato che per i bambini non è previsto ndr). La forza di questo film è uscirne con la consapevolezza che le mafie possono essere sconfitte”. Il marito di Federica nel film è interpretato da Francesco Venditti.    Nella vita reale Angeli è stata la prima persona a Ostia che in quarant’anni abbia avuto il coraggio di denunciare alla magistratura gli atti perpetrati da cosche criminali nei confronti della popolazione del litorale romano. Il regista Claudio Bonivento sottolinea come: “A differenza di altre recenti produzioni cinematografiche, piuttosto che far prevalere le “imprese” delinquenziali, abbiamo pensato, questa volta, di far risaltare le gravissime e terribili situazioni nelle quali si trova una persona, sotto minaccia di morte, a cui viene assegnata una scorta armata. Situazioni che coinvolgono quindi sia la propria vita che quella della sua famiglia, rivoluzionando completamente la quotidianità e rinunciando così alla libertà”. Il maxi processo per mafia contro i clan di Ostia inizia il 6 giugno 2018. Un anno dopo il film al cinema.
Primo ciak nuovo film Carlo VerdoneGirato in Puglia. Con Verdone, Foglietta, Papaleo, Tortora

28 maggio 201912:14

– Tre uomini e una donna. Medici tanto abili in sala operatoria – il Papa si affida alle loro cure – quanto maldestri nella vita privata. Sono i protagonisti di SI VIVE UNA VOLTA SOLA, nuovo film di Carlo Verdone, sceneggiato da Verdone con Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino, le cui riprese sono iniziate in Puglia il 27 maggio. Da Bari a Monopoli, da San Vito di Polignano a Otranto e in provincia di Lecce – la troupe si sposterà a Castro, Sant’Andrea, Porto Badisco, Santa Cesarea Terme, Serrano – il film sarà girato interamente in Puglia per otto settimane. Il Professor Umberto Gastaldi (Carlo Verdone) guida una formidabile équipe medica composta dalla strumentista Lucia Santilli (Anna Foglietta), dall’anestesista Amedeo Lasalandra (Rocco Papaleo) e dal suo assistente Corrado Pezzella (Max Tortora): un team di professionisti della medicina ma anche un gruppo di maestri della beffa. Prodotto e distribuito da Filmauro di Luigi e Aurelio De Laurentiis, uscirà in sala all’inizio del 2020.

‘Mia’, Romanelli gioca con il thrillerIl segreto e il disvelamento che spiega più di un saggio

28 maggio 201911:09

– EUGENIA ROMANELLI, ‘MIA’ (Castelvecchi, pag. 240, euro 17.50). E’ nell’eleganza del non detto, che trasforma il racconto di una storia apparentemente brutale in qualcosa di completamente diverso, il fascino di questa nuova prova narrativa di Eugenia Romanelli, scrittrice che riesce sempre a mantenere un equilibrio unico tra la freddezza algida, aulica, dell’arte e l’emotività spinta fino al limite della perversione. Nel mezzo, in questo libro, c’è la raggiunta maturità di un’autrice che questa volta porta il lettore su e giù sulle montagne russe dei sentimenti più estremi, sorprendendolo ad ogni angolo perché nulla è mai come sembra. Facendolo cadere nella trappola dell’inganno con estrema capacità attrattiva, eppure portando contemporaneamente alla luce in forma di romanzo una serie di temi da trattato sociologico sulle delicatissime questioni etiche al centro della nostra vita quotidiana, della cronaca, della politica: il senso e l’identità della famiglia, e i rapporti uomo-donna.    E’ difficile quindi parlare di ‘Mia’, perché raccontarne il contenuto sarebbe non soltanto semplice e controproducente spoiler ma proprio azione devastante rispetto a un libro che fa dell’epifania del diverso il suo nesso sostanziale. Apparentemente comunque si tratta di un thriller, e ne ha fin dal principio tutte le caratteristiche positive. Protagonista, in tutti i sensi, è una bambina di quattro anni, la Mia del titolo appunto, bellissima, sensibile, inconsapevole. Mia vive in una borghesissima Roma e ha due mamme, Valentine e Anna, diversissime tra loro ma entrambe molto impegnate sul lavoro e quindi necessariamente distanti. La prima, dalla sessualità indistinta, emana fascino da vendere. La seconda ancora più impegnata di lei e dal carattere decisamente algido. La bambina, che passa molto tempo con una baby-sitter un po’ troppo distratta, viene avvicinata da un uomo che nutre nei suoi confronti sentimenti forti. Lui è Xavier, viene da Malaga dove ha lasciato senza spiegazioni la moglie e il lavoro. La moglie, Luisa – a cui lo lega un rapporto solido e controverso costruito in anni di amore senza regole – lo cerca ovunque, non si dà per vinta e, indagando, scopre uno dopo l’altro una serie di misteri nella vita di Xavier che fanno venire alla luce un uomo che non conosceva, pur condividendo con lui la vita da molti anni. Ed anche un trauma, forse, una macchia nera.    L’ammiratore segreto compare dal primo secondo, con la macchina fotografica in mano, occhio che serve a prendere la distanze e insieme a non perdere nessun dettaglio. Fotografa la bambina di nascosto e cerca di avvicinarla ogni volta e in ogni occasione, riuscendo a stringere con lei un rapporto di complicità sincero, facendo breccia nelle sue infantili debolezze. Lei ha del resto quattro anni e manifesta il suo disagio balbettando. Non ha il coraggio di rivelare il suo segreto alle mamme. Ma quale sarà il segreto? Se ne parla a Roma, mercoledì 29 maggio alle ore 18:00 alla Libreria Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo. E i personaggi prenderanno corpo nelle letture di Margherita Buy e Nadia Perciabosco.

Rai: Fazio verso Rai2, incontro con Freccero a MilanoSul tavolo c’è già un piano di lavoro per la prossima stagione, che prevede tra l’altro la possibilità che il programma abbia anche un”anteprima’ nel preserale

27 maggio 201917:51

Si fa sempre più concreta l’ipotesi del trasloco di Fabio Fazio da Rai1 a Rai2. A quanto si apprende, il conduttore di Che tempo che fa ha avuto oggi a Milano un incontro, giudicato molto positivo, con il direttore della seconda rete Carlo Freccero. Sul tavolo c’è già un piano di lavoro per la prossima stagione, che prevede tra l’altro la possibilità che il programma abbia anche un”anteprima’ nel preserale.

Romulus, via riprese nuova serie SkyRegia di Matteo Rovere, 10 episodi tra storia e leggenda

29 maggio 201913:01

– Fra storia, leggenda e rivoluzione, l’epico racconto della nascita di Roma nella nuova serie Sky Original: Romulus, una serie di Matteo Rovere, al suo esordio alla regia di un progetto televisivo. Prodotta da Sky, Cattleya e Groenlandia, la serie è composta da 10 episodi. Le riprese inizieranno a Roma i primi di giugno e andranno avanti per 28 settimane tra la capitale e i dintorni.
Nel cast Andrea Arcangeli (The Startup, Trust – Il rapimento Getty), Marianna Fontana (Indivisibili, Capri-Revolution) e Francesco Di Napoli (La paranza dei bambini), giovani e già apprezzatissimi talenti che saranno i protagonisti di una storia di sopravvivenza diretta da Matteo Rovere (Veloce come il vento, Il primo re) da Michele Alhaique (Non uccidere; Senza nessuna pietà) e da Enrico Maria Artale (Il terzo tempo).
Due intere città meticolosamente ricostruite sulla base di ricerche storiche documentate, migliaia di figurazioni, più di 700 presenze stunt e centinaia di armi riprodotte per una serie, Romulus, ambientata otto secoli prima di Cristo, in un mondo primitivo e brutale nel quale il destino di ognuno è deciso dal potere implacabile della natura e degli dei. Girato in protolatino, Romulus è il racconto di questo mondo attraverso gli occhi di tre ragazzi segnati dalla morte, dalla solitudine e dalla violenza: Iemos, Wiros e la giovane vestale Ilia. Una storia di uomini e donne che scoprono come crearsi un destino anziché subirlo. Una rivoluzione guidata anche da una figura femminile feroce e protettiva, spietata e materna. Romulus è la storia epica della nascita di Roma come non è mai stata raccontata.          [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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