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DALLE 12:06 DI SABATO 15 GIUGNO 2019

ALLE 12:09 DI DOMENICA 16 GIUGNO 2019

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E’ morto Franco Zeffirelli
Su twitter il cordoglio del sindaco di Firenze Nardella

FIRENZE 15 giugno 2019 12:06

– E’ morto Franco Zeffirelli. Il regista aveva 96 anni. “Non avrei mai voluto che arrivasse questo giorno. Franco #Zeffirelli se ne è andato questa mattina.
Uno dei più grandi uomini della cultura mondiale. Ci uniamo al dolore dei suoi cari. Addio caro Maestro, Firenze non ti dimenticherà mai” scrive il sindaco Dario Nardella su twitter.
Zeffirelli, una vita da record tra teatro e cinema Custode dei classici ma anticonformista, per lui mai un Oscar

15 giugno 201913:27

In passato la regina d’Inghilterra ha fatto baronetti anche artisti popolari come i Beatles o Elton John. Ma Franco Zeffirelli, scomparso all’età di 96 anni (era nato a Firenze il 12 febbraio 1923), è stato l’unico regista italiano che poteva fregiarsi del titolo di cavaliere dell’ordine dell’impero britannico (KBE) da quando l’ambita onorificenza gli fu appuntata nel novembre del 2004. Si faceva volentieri chiamare Maestro e certamente, da fiorentino purosangue, amava pensarsi come il rigoglioso frutto di una bottega che ebbe in Luchino Visconti il primo maestro. Era appena diplomato all’Accademia di Belle Arti quando il principe milanese lo volle per allestire le scene teatrali di ‘Troilo e Cressida’ (1949) per poi chiamarlo, come assistente, sul set di ‘La terra trema’.Cominciava così un sodalizio vitale, burrascoso e fecondo che coinvolse gli affetti di Zeffirelli, la sua formazione estetica, la sua carriera. Senza Visconti, probabilmente il giovane orfano (il padre lo aveva riconosciuto solo quando aveva 19 anni, la madre morì quando era bambino) non avrebbe calcato i palcoscenici più famosi, non sarebbe diventato amico e confidente di stelle come Anna Magnani, Maria Callas o Richard Burton, non avrebbe potuto debuttare dietro la cinepresa già nel ’57 (con ‘Camping’) dopo un tirocinio che lo aveva affiancato a Francesco Rosi sul set di ‘Senso’ (1954). Eppure quella cavalcata folgorante e fortunata fu anche il segno critico che per molti anni non avrebbe abbandonato l’immagine di Zeffirelli, fino a diventare un vanto e una maledizione: lo hanno descritto come un calligrafo, un esteta, uno scenografo vestito da regista. E invece onestà vuole che si ricordi il suo vibrante documentario sull’alluvione di Firenze (1966) con la voce narrante proprio di Burton e poi una coppia di successi planetari come ‘La bisbetica domata’ (che nel ’67 riuni’ Richard Burton e Liz Taylor) e ‘Romeo e Giulietta’ (1968).Il nume tutelare era la penna di William Shakespeare, sua la lingua che aprì al regista italiano le porte della fama internazionale, tutti italiani il gusto e la cultura che rivitalizzavano le due grandi tragedie elisabettiane. Quattro anni dopo l’operazione si ripeteva nel nome di San Francesco con ‘Fratello sole, sorella luna’ (1972). Ormai Zeffirelli era una star, eppure un pregiudizio negativo lo avrebbe accompagnato sempre per il suo gusto anticonformista di smarcarsi costantemente dalle correnti del pensiero dominante. Polemico, feroce nei giudizi, scoperto nelle fragilità personali, orgogliosamente fazioso, dalla politica allo sport, Zeffirelli si ritenne a lungo uno straniero in Italia. L’altra sua anima era quella cattolica, che trovava radici nel magistero di Giorgio La Pira, carismatica figura della fede in politica e che fu suo istitutore al convento di San Marco. Non era certo uno sperimentatore Zeffirelli, eppure proprio nel ’74 si cimentò con la tv filmando la cerimonia dell’Anno Santo e poi, due anni dopo, dirigendo per la Rai, il kolossal ‘Gesù’ con Robert Powell nei panni del Cristo. Ma appena possibile si rifugiava in teatro, dimostrandosi insuperabile custode dell’allestimento classico per l’opera lirica. La sua ‘Aida’ verdiana fece storia, ripetutamente fu chiamato ad aprire la stagione della Scala di Milano. Era come se questo secondo amore assorbisse tutte le sue energie da quel punto in poi. Non abbandonò mai il cinema, ma sono rari i titoli capaci di fare storia nella sua maturità, da ‘Il giovane Toscanini’ (contestato a Venezia nel 1988) a un modernissimo ‘Amleto’ (1990) con Mel Gibson. Proprio dagli anni ’90 la sua firma si fece però più rada, nonostante un elegante ‘Jane Eyre’ (1996) o l’autobiografico ‘Un tè con Mussolini’ (1999). Nel ’94 entrava in Parlamento, eletto senatore a Catania per Forza Italia. Tuttavia anche nella cultura liberale il suo anticonformismo disturbò più d’uno e le sue proposte per la cultura e l’ambiente non ebbero seguito.I riconoscimenti che scandiscono la sua carriera sono relativamente pochi rispetto al grande successo conquistato sulla scena e sullo schermo: c’è da riflettere sul fatto che nessun grande festival, e neppure l’Oscar (nonostante ben 14 nomination per i suoi film) abbia voluto riconoscere il suo indubbio talento. Da qualche anno si era rinchiuso in un distaccato silenzio, circondato dall’affetto di pochi amici e dei figli adottivi nella bella casa romana e nella villa sulla costiera amalfitana.E’ riuscito a vedere però l’ultimo suo capolavoro, tenacemente voluto: quella Fondazione per le Arti e lo Spettacolo che porta il suo nome ed ha trovato casa nell’ex Tribunale di Piazza Firenze, dietro Palazzo Vecchio, per ospitare i tesori della sua vita artistica. Ha sempre sognato uno spettacolo al servizio di grandi interpreti, di grandi spazi, di lussuose confezioni. Ha immaginato una cultura italiana ancora rinascimentale, intrisa di gusto antico e di eleganti riferimenti al passato. Ha voluto un’Italia dell’arte e del bello capace di conquistare ancora il mondo, e più di una volta le ha dato vita coi suoi lavori, pagando però il prezzo dell’isolamento e di un ‘passatismo’ scambiato spesso per arroganza aristocratica. La sua visione del mondo e di se stesso è affidata alla bella autobiografia del 2008. Giovane bellissimo, poi dandy raffinato ed elegante, infine gentiluomo solitario, Zeffirelli resta l’isolato cantore di una civiltà ormai scomparsa.

Lunedì mattina nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio sarà allestita la camera ardente per il Maestro. Secondo quanto si apprende dalla Fondazione Zeffirelli, i familiari del Maestro hanno cambiato idea e deciso di spostare la camera ardente, inizialmente prevista in Campidoglio a Roma, in Palazzo Vecchio.

Franco Zeffirelli, all’anagrafe Gian Franco Corsi Zeffirelli, è morto stamani nella sua casa di Roma, sull’Appia Antica, assistito dai figli adottivi Pippo e Luciano, da un medico e dal parroco della chiesa di San Tarcisio che ha benedetto la salma. Circa una settimana fa, secondo quanto si apprende dalla famiglia, aveva ricevuto l’estrema unzione. “Si è spento serenamente – riferiscono i familiari – dopo una lunga malattia, peggiorata negli ultimi mesi”.

Il maestro Zeffirelli, dopo i funerali di cui stabilire ancora luogo e data, riposerà nel cimitero monumentale delle Porte Sante di Firenze, città dove era nato il 12 febbraio 1923. La camera ardente sarà allestita in Campidoglio a Roma.

“Ciao Maestro. E’ stato un onore averti conosciuto e aver condiviso con te il sogno del tuo Centro internazionale per le Arti dello Spettacolo a San Firenze”:  ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, appresa la notizia della morte del celebre regista Franco Zeffirelli, nell’esprimere il suo cordoglio per la morte del maestro.”Franco Zeffirelli – ha ricordato Nardella – ha sempre amato visceralmente la sua città, anche se da anni gli impegni lavorativi e la fama internazionale lo avevano portato altrove. E proprio qui, nell’ex tribunale di San Firenze, aveva fortemente voluto il Centro che raccoglie la sua eredità professionale, un centro dedicato all’immane materiale raccolto nei decenni di successi nel cinema, scenografia, teatro, lirica”.”Zeffirelli – ha continuato Nardella – voleva che il centro diventasse anche un punto di riferimento per i giovani che vogliono intraprendere la strada dello spettacolo. Per questo, oltre al suo archivio, il centro accoglie un museo, una biblioteca, corsi di regia, sceneggiatura, scenografia, fotografia, costume, recitazione. Questo spazio è il coronamento di un sogno e un bellissimo regalo per la sua, la nostra città”. “Di Zeffirelli mi piace ricordare il carattere forte e verace, la passione instancabile per il lavoro e per la sua città, dove tornava appena poteva e dove, per suo volere, sarà sepolto: questo amore, contraccambiato, per Firenze, trovò come suo apice la consegna del Fiorino d’oro da parte del sindaco Matteo Renzi il 31 maggio 2013”. “In accordo con la famiglia, alla quale vanno le più commosse condoglianze mie personali e dell’amministrazione – ha concluso il sindaco – troveremo insieme un modo di altissimo significato per ricordare il Maestro, uno più grandi esponenti della cultura mondiale”.

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Armani veste Italia alle Olimpiadi
La collaborazione dello stilista con il Coni e con il Cip

15 giugno 201913:37

– Giorgio Armani vestirà la squadra italiana ai giochi olimpici e paralimpici di Tokyo 2020. La collaborazione dello stilista con il Coni e con il Cip, il Comitato paralimpico italiano, è stata annunciata in occasione della presentazione della collezione Emporio Armani uomo per la prossima primavera estate. In passerella anche 20 atleti olimpici e 9 paralimpici delle diverse discipline con i capi firmati EA7 Emporio Armani creati appositamente per il podio. “Sono felice di questa collaborazione che rinnova il sodalizio nato nel 2012 – ha detto Giorgio Armani – trovo sempre stimolante cercare nuove soluzioni per le uniformi degli atleti che devono fondere l’eleganza dello stile alla praticità d’uso.
Per l’Italia team a Tokyo ho creato dettagli visivi che sono un omaggio al Giappone, un paese che ammiro da sempre e che mi ha accolto di recente con grande calore”. Ospite della sfilata, in prima fila, il presidente del Coni Giovanni Malagò.
Men in Black: International a GiffoniAtteso spin-off della serie cult per giffoners e pubblico

NAPOLI16 giugno 201911:11

– L’attesissimo spin-off della serie cult Men in Black Men in Black: International sarà presentato in anteprima a pubblico e giffoners durante la giornata inaugurale della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, il 19 luglio. Nel cast del film Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Kumail Nanjiani, Rebecca Ferguson, Rafe Spall, Laurent Bourgeois e Larry Bourgeois. Insieme a loro anche Emma Thompson e Liam Neeson.In serata è prevista anche una sorpresa che collega la presenza di Men in Black al Festival attraverso il tema principale della 49/a edizione, Aria. I Men in Black hanno sempre protetto la terra dalle insidie dell’universo. In questa nuova avventura dovranno affrontare la più grande minaccia di sempre: una talpa all’interno dell’organizzazione Men in Black. Diretto da Gary Gray e scritto da Art Marcum e Matt Holloway, Men in Black: International è basato sui fumetti di culto realizzati da Lowell Cunningham, e vede tra i produttori esecutivi anche Steven Spielberg.
Al Teatro Rossetti The Choir of ManTante le novità per la stagione 2019-2020

TRIESTE15 giugno 201914:53

– Una stagione contraddistinta da due nuove produzioni, i fumetti di Zerocalcare e il musical ‘The Choir of Man’ in esclusiva per l’Italia. Sono queste le prime novità della stagione 2019-2020 del Rossetti di Trieste, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, annunciate dal presidente, Sergio Pacor, e dal direttore Franco Però, che prenderà il via il 22 ottobre con la prima ‘alzata’ del sipario.
A inaugurare il cartellone sarà ‘L’onore perduto di Katharina Blum’ di Heinrich Boll, testo che mette alla berlina il giornalismo scandalistico che Letizia Russo adatta per la scena e che vedrà salire sul palco Elena Radonicich e Peppino Mazzotta. Nell’approssimarsi del traguardo di Esof2020, lo Stabile regionale continua a guardare anche al tema della scienza: debutterà in prima assoluta il 12 luglio al Mittelfest e sarà poi da ottobre alla Sala Bartoli ‘L’infinito tra parentesi’ di Marco Malvaldi.

“Nostro eroe”, selfie agenti stradale con David HasselhoffAttore in Italia, sui social anche le foto nei panni di Mitch

15 giugno 201919:09

Non era a bordo della sua “Supercar” Kitt, ma semplicemente in viaggio in Italia per partecipare a una corsa automobilistica. David Hasselhoff, idolo di numerose serie televisive anni ’80 come Supercar o Baywatch, è stato fermato ieri sull’A21 durante alcuni controlli di routine della polizia stradale. Ma quando gli agenti hanno visto scendere dall’auto il loro attore preferito, non hanno resistito e gli hanno chiesto una foto. L’immagine è stata condivisa dal profilo ufficiale Twitter della Polizia di Stato, ma anche dallo stesso attore statunitense, oggi anche cantante, sui suoi social. “Mi hanno fatto scendere ma volevano una foto con quello che hanno detto fosse il ‘loro eroe’. La vita è bella”, il suo commento.”Niente Supercar e tutto in ordine – il post della Polizia -. Poi una foto per gli agenti con il loro attore preferito”. Hasselhoff ha approfittato del suo viaggio in Italia per visitare anche la Puglia. Nelle foto postate sui social si è fatto ritrarre nei panni di Mitch Buchannon, il celebre protagonista di Baywatch, con tanto di salvagente rosso e posto riservato sulla torretta di controllo.
Giungle e Sicilia per Dolce e GabbanaMix libero di stili e stampe, ‘ignorante’ come piace ai giovani

15 giugno 201916:49

– Dolce e Gabbana spiegano che per i giovani non è così, che ignorante per chi ha 20 anni significa libero di non adeguarsi alle regole, aprendosi quindi alla possibilità di creare qualcosa di nuovo. Ed è questo l’approccio che hanno scelto per la loro nuova collezione, in passerella a Milano. Ed ecco che da una foresta lussureggiante escono sulla passerella maculata del Metropol una miriade di proposte che uniscono decenni lontani tra loro, con i pantaloni a vita alta stile Eighties, le camicie anni ’40, le scarpe rockabilly dei favolosi Fifties. E poi le fantasie, che prendono dalle piante e dagli animali della giungla e dei tropici ma anche dalle maioliche siciliane, dai classici gessati, dalle intramontabili righe mixate ai pois. Tutto mescolato insieme.
Scala, Zeffirelli lascia un segnoTributo al regista protagonista della storia del teatro

MILANO15 giugno 201917:16

– Franco Zeffirelli ha lasciato “un segno inconfondibile e personale nella storia del teatro musicale, del cinema e della prosa”. E’ così che il teatro alla Scala lo vuole ricordare nel giorno della morte. Un messaggio non solo del sovrintendente Alexander Pereira, del direttore musicale Riccardo Chailly, del maestro del Coro Bruno Casoni ma anche “di tutti i lavoratori”.
D’altronde Zeffirelli – che fu assistente di Visconti – ha segnato la vita del teatro per oltre sessant’anni firmando 23 spettacoli. Alcuni ripresi ancora oggi a partire da L’italiana in Algeri nel 1953. Sono entrati nella storia Il turco in Italia con Maria Callas nel 1955 e La Bohème del 1963 diretta da Herbert von Karajan, continuamente ripresa (l’ultima volta nel 2017). Ultima opera che ha firmato è l’Aida che ha aperto la stagione il 7 dicembre 2005. Mentre l’allestimento storico del 1963 è stato ripreso lo scorso anno in omaggio di Aida è stato riproposto lo scorso anno come omaggio per il suo 95mo compleanno.

Guanciale, il mio Ricciardi rispettoso di De GiovanniSul set tra Taranto e Napoli. D’Alatri, atmosfera anni ’30

15 giugno 201919:48

– Siamo nel 1932. Luigi Alfredo Ricciardi ha trent’anni ed è commissario della Mobile di Napoli. Catturare gli assassini è la sua vocazione e ma anche ossessione: si porta dentro un terribile segreto, una maledizione ereditata dalla madre. Vede il fantasma delle persone morte in modo violento. La madre,consapevole del carico di dolore che dovrà sopportare, lo ha avvertito prima di morire: “Non commettere il mio stesso errore, non avere figli, altrimenti li condannerai come ho io ho fatto con te”.Sono iniziate il 23 maggio le riprese de “Il commissario Ricciardi”, la nuova serie targata Rai Fiction tratta dai romanzi di successo di Maurizio De Giovanni, pubblicati da Einaudi. La fiction, scritta dallo stesso giallista napoletano con gli sceneggiatori Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff, è diretta da Alessandro D’Alatri e vede come protagonista nei panni del commissario uno degli attori più richiesti e amati dal pubblico televisivo, Lino Guanciale (tra i successi tv l’Allieva 1 e 2 con Alessandra Mastronardi e Non dirlo al mio capo con Vanessa Incontrada, oltre alla Porta Rossa con Gabriella Pession, ma anche tanto cinema e moltissimo teatro, la sua grande passione). Raggiunto sul set a Taranto che lo sta impegnando diverse ore al giorno, Guanciale dice: “Interpretare il Commissario Ricciardi è un onore e una grande responsabilità. È un set con un grande regista e attori di livello straordinario e la cosa che sin dall’inizio risulta evidente a tutti noi che siamo qui è il grande investimento in termini di qualità che si sta facendo. Sia a Taranto ora – così come poi a Napoli – stiamo tutti cercando di rendere al meglio possibile lo spirito e la complessità dell’architettura costruita da Maurizio De Giovanni attorno a questi personaggi tutti ricchissimi. L’impegno è tanto e tutti quanti stiamo lavorando perché il risultato sia degno”.Il regista da parte sua aggiunge: “Ora a Taranto si respira quotidianamente l’atmosfera degli anni Trenta con quella dose di eleganza e semplicità che hanno caratterizzato un’epoca così distante e al tempo stesso così vicina alla nostra. Cast artistico e tecnico di grande qualità: Napoli, capitale del teatro, ha offerto un parco talenti straordinari per dare anima ai meravigliosi personaggi creati dalla penna di De Giovanni”. “Tra un mese – aggiunge D’Alatri – torneremo a Napoli per i due terzi di produzione mancante portandoci nel cuore l’ospitalità e la gentilezza dei tarantini. Un ringraziamento particolare a Rai Fiction e a Clemart che hanno reso possibile la trasposizione dei romanzi di De Giovanni in una realtà filmica così veritiera , ricca e puntuale” .Come si può invitare una donna a condividere la vita con un uomo tormentato dai fantasmi dei morti, che gli sussurrano per giorni e giorni il loro ultimo pensiero? Per questo Ricciardi si dedica in modo totalizzante al suo lavoro, indagando sui casi più spinosi e complicati. Gli manca la maggior parte degli strumenti usati oggi per risolvere i delitti, ma è dotato di straordinarie doti intuitive, di un’ossessiva tenacia ed è come guidato dalle ultime parole delle vittime, che sembrano sollecitarlo a cercare giustizia. Ricciardi è circondato da un’aura di mistero, che allontana i suoi colleghi: sia il diretto superiore, Garzo, e sia i subordinati. Uniche eccezioni, il brigadiere Maione e il medico legale Modo, suoi stretti collaboratori: di loro si fida e li considera suoi amici. La sua solitudine, che divide con l’anziana tata Rosa, è scalfita dall’incontro con due donne, diverse ma ugualmente affascinanti. Una, Enrica, incarna la quieta normalità degli affetti familiari cui Ricciardi aspira; l’altra, Livia, rappresenta la sensualità e la passione, da cui si sente attratto. Quale delle due riuscirà a fare breccia nel cuore del commissario?Nel cast anche Serena Iansiti (Livia), Maria Vera Ratti (Enrica), Antonio Milo (Maione), Enrico Ianniello (il dottor Bruno Modo), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Nunzia Schiano (Rosa), Peppe Servillo (Don Pierino), Mario Pirrello (Garzo), Adriano Falivene (Bambinella), Massimo De Matteo (il padre di Enrica), Susy Del Giudice (la madre di Enrica) e Marco Palvetti (Falco). Il commissario Ricciardi andrà in onda prossimamente in prima serata su Rai1. Le riprese tra Taranto e Napoli e avranno una durata di circa 23 settimane. La fiction è realizzata con il sostegno di Apulia Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission, con il patrocinio del Comune di Taranto e in collaborazione con la Film Commission Regione Campania. C’è grande attesa intanto per l’uscita del libro ‘Il pianto dell’alba – Ultima ombra per il commissario Ricciardi’ (il 25 giugno per Einaudi), il romanzo in cui il detective chiude il suo ciclo, e trepidazione per il tipo di fine che sarà riservata al personaggio che da 15 anni vive nei romanzi di De Giovanni.

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Versace, quando il giovane diventa uomo
Sfida alle convenzioni con formale laminato, colori e stampe

15 giugno 201920:00

– Partono le note di ‘Smack my Bitch up’ dei Prodigy e un’auto da corsa ricoperta di fiori rosa comincia a roteare al centro della passerella: inizia così la sfilata uomo Versace, che Donatella dedica “al mio caro amico Keith (Flint, ndr), che purtroppo è mancato quest’anno”.
Per disegnare la nuova collezione, la designer ha pensato a quel momento spartiacque tra la gioventù e l’età adulta, di cui è metafora la macchina al centro della pedana, creata in collaborazione con l’artista canadese Andy Dixon. “Per ogni giovane uomo, la prima automobile ha un significato molto forte.
È indipendenza, maturità (non per tutti, ma quasi) e soprattutto è libertà”. Ecco il nuovo formale del cappotto di pelle abbinato a shorts e scarpe classiche; degli abiti, metà neri e metà in Principe di Galles; della cravatta nera con la firma di Gianni Versace; dei pantaloni e delle giacche con effetto laminato, che “un’alternativa per le generazioni più giovani che vogliono sentirsi cool”. Si osa anche con colori e stampe.
Lucania, tra realismo magico e westernArriva in sala il film di Gigi Roccati con Angela Fontana

16 giugno 201911:09

– ‘Lucania, terra, sangue e magia’, oltre ad essere il titolo del film di Gigi Roccati, è anche una perfetta sintesi di quest’opera sospesa tra realismo magico, mitologia e western mediterraneo. Il film, passato in anteprima al Bif&st (nella sezione Italia Film Fest) e ora in sala con 102 Distribution dal 20 giugno, racconta appunto di una ‘terra’, quella di una Lucania senza tempo; di ‘sangue’, quello versato e da versare, come capita sempre nel mondo del mito e, infine, di ‘magia’, presente sempre quando si entra in una favola archetipica.Tutto si svolge nell’enorme spazio, racchiuso tra le montagne e il mare, dove vivono i protagonisti principali di questo western mediterraneo: il contadino Rocco (Giovanni Capalbo che e’ anche il produttore del film) e la figlia Lucia (Angela Fontana). Lui è un padre severo e amorevole allo stesso tempo, un uomo comunque legato alla sua terra che è disposto a difendere fino all’estremo sacrificio; lei invece, una ragazza selvatica, una ninfa folle, muta dalla morte della madre Argenzia. Una madre che però Lucia ha ancora il dono di vedere accanto a sé nei momenti di bisogno, tanto da sembrare, all’apprensivo padre, che parli al vento.Ma quando Rocco respinge l’offerta di Carmine (un Pippo Del Bono in versione villain), autotrasportatore che gli offre di seppellire rifiuti tossici nella propria terra in cambio di denaro, tutto precipita. Per reagire a un’aggressione notturna, Rocco infatti ammazza uno degli uomini di Carmine e si trova cosi’ costretto a fuggire a piedi per le montagne insieme alla folle figlia. Una infinita fuga, la sua, prima tra la bellezza di una natura rigogliosa e poi nella durezza di una terra morente.Per Lucia, dopo un ballo primitivo, estatico, intorno a un falò al ritmo di una chitarra, è tempo di miracolo, ritrova la voce e la ragione. Appena in tempo, però, per assistere allo scontro fatale tra suo padre e chi avvelena i campi pieno di voglia di vendetta.”Il regista è lo scienziato delle emozioni e il cinema è un’esperienza condivisa che deve andare dritta al cuore, come un colpo di fucile”, ha detto il regista e sceneggiatore torinese quarantenne Gigi Roccati. Un artista che con il suo esordio cinematografico Babylon Sisters è stato in oltre trenta Festival internazionali tra cui Roma, Pune, Trieste, Parigi, Cine Sans Frontieres e Cairo, diventando immagine e locandina del BFI London Indian Film Festival 2017 al British Film Institute.Nel cast di Lucania, prodotto da Fabrique Entertainment con Moliwood Films in collaborazione con Rai Cinema, anche Maia Morgenstern, Christo Jivkov e Marco Leonardi.

Zeffirelli, il 18 funerali Duomo FirenzeOfficia card. Betori. Il 17 camera ardente in Palazzo Vecchio

FIRENZE16 giugno 201911:06

– Si svolgeranno martedì prossimo, 18 giugno, in Duomo a Firenze i funerali di Franco Zeffirelli, morto ieri a Roma a 96 anni. A officiare il rito funebre sarà l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. E’ quanto si apprende a Firenze, città dove Zeffirelli era nato il 12 febbraio 1923. Il salone dei 500, in Palazzo Vecchio, ospiterà invece il 17 giugno la camera ardente, dalle 11 alle 23.

Gere ospite alle ‘Giornate’ di MarateaDal 23 al 27/7. Festa per 10 anni ‘Basilicata coast to coast’

POTENZA15 giugno 201917:05

– Richard Gere sarà il superospite dell’undicesima edizione de “Le Giornate del cinema lucano-Premio internazionale Basilicata”, in programma a Maratea (Potenza) dal 23 al 27 luglio. E nella Perla del Tirreno ci sarà spazio anche per celebrare i dieci anni del film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast”.
Tra gli altri ospiti della manifestazione – organizzata dall’Associazione Cinema Mediterraneo, in collaborazione con la Lucana Film Commission – vi saranno Toni Servillo, Kabir Bedi, Elena Sofia Ricci, Paolo Genovese, Caterina Shulha, Vittoria Puccini, Gabriel Garko, Paolo Ruffini, Diana Del Bufalo e i registi lucani Fontana e Stasi.
Darren Criss, la mia ossessione è comunicareL’attore e cantante sarà nel prossimo film di Emmerich

CAGLIARI15 giugno 201919:46

– Un vero sangue misto pieno di verve Darren Criss, attore e cantautore statunitense, nato a San Francisco nel 1987 da Cerina e Charles William Criss, rispettivamente di origini filippine e irlandesi. Camicia jeans e smalto bianco sulle unghie delle mani, incontra i giornalisti a Forte Village alla seconda edizione del Filming Sardegna Festival con grande entusiasmo e parlando anche un po’ d’italiano, ha studiato infatti recitazione ad Arezzo undici anni fa. La sua ambizione principale? “Comunicare sia recitando che con la musica. Mi piace incontrare tante persone – dice -, la mia ossessione è sempre stata quella di comunicare, mettere insieme le persone”.Star di ‘Glee’ e del musical ‘Harry Potter’, grazie al ruolo di Andrew Cunanan nella seconda stagione di American Crime Story si è portato a casa tutti i principali premi: un Emmy Award, un Golden Globe, un Critics’ Choice Award e uno SAG Award. E ora per lui lo sbarco al ‘cinema-cinema’: sarà infatti nel prossimo film bellico di Roland Emmerich, ‘Midway’. Il suo grande appeal sul mondo giovanile, spiega, “non è un fardello, casomai una responsabilità. Ma non è scontato averlo, perché il tempo ti cambia e cambia anche il pubblico. E così bisogna essere forti abbastanza per mantenere alta l’attenzione, per non restare indietro”.Tra musica e recitazione – Criss è tra l’altro un polistrumentista – non sa che scegliere: “Mi rappresentano entrambe le cose. Certo, quando scrivo canzoni forse mi diverto di più, è una cosa per certi versi più artistica”. Riguardo al film di Emmerich in cui interpreta un aviatore, “è la mia prima volta in un grande film. Sono poi cresciuto con i le opere di questo regista – spiega – ed è davvero incredibile che adesso recito per lui”. Del ruolo del serial killer Andrew Cunanan in L’assassinio di Gianni Versace, spiega: “E’ molto complicato giudicare questo personaggio. Certo è più facile vedere le cose in bianco e nero. Da attore, va detto, mi piacciono di più i ruoli con zone grigie. Certo lui ha fatto un gesto orribile, ma chissà, poteva capitare a me. Insomma è difficile giudicare la persona che l’ha compiuto”. Sul suo futuro preferisce scherzare: “Volete sapere dei miei progetti? Per ora so solo che berrò due scotch e poi anche una birra. E visto che stiamo in Sardegna, non mancherò di bere un mirto”.

Zeffirelli: Gasdia, all’Arena il suo ultimo sognoPer La Traviata il 21 giugno, si prepara un grande omaggio

15 giugno 201916:25

“Ho reso possibile il suo ultimo grande sogno: la Traviata all’Arena di Verona”. Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arena di Verona, che a Franco Zeffirelli deve parte della sua carriera di artista, parla con grande commozione del suo rapporto con il regista, morto oggi a 96 anni, che fino all’ultimo ha lavorato all’allestimento del capolavoro di Giuseppe Verdi con cui il 21 giugno si aprirà l’Opera Festival 2019, accompagnato da un grande omaggio al maestro.”Mi sento onorata di poter restituire quel grande regalo che lui aveva fatto a me con La Traviata, ma voglio talmente bene a Zeffirelli per quello che ha fatto per me e per il teatro che mi sembra ancora poco” dice la cantante, che nel 1984 fu chiamata da Zeffirelli proprio per il ruolo di Violetta nella Traviata. “Sembra quasi un destino che ci ha unito per tutta la vita e anche nella morte. La Traviata è stata molto importante per tutta la mia vita e carriera. Franco mi ha insegnato i movimenti e a tirare fuori cose che non sapevo di avere. Chi ha lavorato con lui lo ha amato, era un gigante, una specie di mago” spiega la Gasdia con la voce rotta dalla commozione.”Per me oggi Franco Zeffirelli è passato all’immortalità, anche se fino a poche ore fa era una leggenda vivente. Ha fatto tutta la storia del teatro e del cinema” spiega. E aggiunge: “Franco amava molto i giovani, la mia storia ne è un esempio”. Zeffirelli “mi diceva sempre che avrebbe voluto fare la Traviata a Verona dove aveva realizzato tante opere, da Turandot ad Aida a Madame Butterfly. Gli era rimasto questo desiderio dalla prima volta che venne in Arena. Per Turandot aveva creato un bozzetto anni fa che era rimasto lì. L’anno scorso da sovrintendente dell’Arena gli ho fatto la proposta di rimettere mano a questo lavoro e il suo entusiasmo è andato alle stelle. Ha fatto nuovi bozzetti, ha lavorato ai costumi, alle scenografie. E’ un kolossal hollywoodiano. Voleva essere con noi alle prove e speravamo tutti potesse venire alla prima” dice la Gasdia che l’ultima volta lo ha visto un mese fa.Poi racconta un aneddoto: “La prima volta che l’ho incontrato avevo 23 anni e mezzo ed ero un po’ cicciottella. Quando ho bussato alla sua porta di casa è venuto lui ad aprire, mi ha guardata a mi ha detto: ‘Chi è lei? Ma non penserà mica di fare la Traviata in queste condizioni?’. Mi sono messa un po’ a dieta e più tardi mi ha detto che stava scherzando. Ci furono quasi due mesi di prove e lui era presente sempre, dalla mattina alla sera. Il mio abito ha finito di decorarlo in scena, con una sarta accanto. Siamo diventati grandi amici. Ho lavorato a tantissime sue opere. Ho passato con lui intere giornate nella villa di Positano e a Roma”. Le prove della Traviata all’Arena sono cominciate circa dieci giorni fa, mentre all’allestimento si lavora da sei mesi. “Eravamo in attesa di veder arrivare Zeffirelli da un momento all’altro per la sua Traviata hollywoodiana e cinematografica in cui ha messo la summa di tutto il suo amore per le numerose edizioni dell’opera che ha realizzato, a cominciare da quella con la Callas” sottolinea la Gasdia.Per il 21 giugno “prepareremo un grande omaggio, ma non so ancora esattamente come sarà perché vorrei fare la cosa più bella per Franco. Sarà una giornata bellissima, ma di grande dolore. Avremo il presidente della Repubblica alla prima ed è già tutto esaurito. Ci saranno undici repliche e sarà in scena anche nel 2020. Sono certa che questa Traviata rimarrà negli annali della Fondazione per tanti anni” dice la sovrintendente e direttrice artistica.

Eddie Vedder a Firenze, rock e emozioneIl frontman dei Pearl Jam fa bis a festival e omaggia Zeffirelli

FIRENZE16 giugno 201911:32

– Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam, è tornato sul palco del Firenze Rocks il 15 giugno, a due anni dal concerto del 2017 che, con 55mila spettatori, aveva infranto il record della sua carriera solista. Lo show è il primo dei due in programma in Italia nel 2019: il 17 Vedder sarà a Barolo.
Il concerto si apre con Eddie seduto al pianoforte che intona Cross River. La voce caldissima e profonda del cantante americano riempie la Visarno Arena e fa scendere le prime lacrime ai fan arrivati da tutta Italia. La scenografia è semplice, arricchita unicamente dalla presenza del Red Limo String Quartet, quartetto d’archi olandese. Vedder saluta con un ‘buonasera amici miei’ e ribadisce il suo amore per l’Italia, il Paese in cui ha conosciuto la moglie. Lo show prosegue con altre cover di vere e proprie leggende: Brain Damage dei Pink Floyd, Wildflowers di Tom Petty e Should I Stay or Should I Go dei The Clash. Fuori programma l’omaggio a Franco Zeffirelli: per il maestro scomparso Vedder intona Just Breathe.           [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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