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Migranti: Salvini, Olanda disinteressata
‘C’è una nave da 11 giorni in mare, e Ue assente come sempre’
23 giugno 2019 02:21
“Ho scritto personalmente al mio collega ministro olandese: sono incredulo perché si stanno disinteressando di una nave con la loro bandiera, peraltro usata da una Ong tedesca, che da ormai undici giorni galleggia in mezzo al mare. Riterremo il governo olandese, e l’Unione Europea assente e lontana come sempre, responsabili di qualunque cosa accadrà alle donne e agli uomini a bordo della SeaWatch”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Di Battista,Salvini vuol mandare tutto in aria per interessePer me conta più l’interesse del Paese che quello di un partito
CATANIA22 giugno 201921:42
– “Il governo dura? Non lo so: perché vedo Salvini che provoca ogni giorno, tutti i giorni. E sono convinto che nella logica di Salvini ci sia l’idea di mandare tutto all’aria per mero tornaconto personale. È questo per me sarebbe molto grave perché conta molto di più l’interesse del Paese che quello privato di una forza politica”. Lo dice Alessandro Di Battista a margine del Rosseau City Lab a Catania.
Autonomia:Brugnaro,lista a sostegno ZaiaAlle prossime regionali,per mettere centro efficientamento
VENEZIA23 giugno 201917:10
– Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, lancia l’idea di un patto con Luca Zaia, facendosi promotore di una lista civica trasversale alle Regionali del 2020 a sostegno del governatore leghista “per aiutare il Veneto nel percorso dell’autonomia”. “Penso a un movimento – dice Brugnaro – che metta al centro l’idea di autonomia come efficientamento dello Stato. Se questa proposta trovasse gradimento degli elettori potrebbe essere ampliata a livello nazionale o in altri territori”. Secondo Brugnaro, che guida il Comune di Venezia con la propria lista fucsia e l’appoggio della Lega, una civica trasversale per Zaia “potrebbe essere interessante anche per quanti sono alla ricerca di una collocazione, e sono smarriti”.
Di Maio: incosciente chi destabilizza. Di Battista accusa SalviniPolemica a distanza tra i due esponenti M5s: “Basta destabilizzare il Movimento”. Per Diba ‘La Lega sta cercando l’incidente’
23 giugno 201918:37
“Destabilizzare il Governo in questo momento in cui il Presidente del Consiglio sta portando avanti una trattativa difficilissima con l’Unione Europea è da incoscienti, e questo lo dico sia al Movimento che alla Lega”. Lo scrive il vicepremier e capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio su Facebook.”Non mi interessa se in buonafede o in malafede, ma se qualcuno in questa fase destabilizza il Movimento con dichiarazioni, eventi, libri, destabilizza anche la capacità del Movimento di orientare le scelte di Governo”, scrive il vicepremier e capo dei 5 Stelle. “Stiamo governando la Nazione Italia, non stiamo giocando a risiko. Si rimettano i carriarmatini nella scatola e ognuno porti avanti il ruolo che è chiamato ad assolvere nella società: ministro, parlamentare, attivista, cittadino”. Di Battista: chiamero’ Di Maio, polemica montata ad arte
“Non rispondo alle polemiche montate ad arte tra me e Luigi. Domani lo chiamo ed è tutto a posto. Non mi interessa assolutamente questa polemica, quindi non mi ci infilo”. Lo dichiara Alessandro Di Battista a margine del Rousseau City Lab a Catania che però insiste: “Ieri ho visto il ministro dell’Interno annunciare che intende convocare i sindacati, questo è un modo di destabilizzare il governo, un ministro dell’Interno deve fare il ministro dell’Interno”. Così Alessandro Di Battista, esponente del Movimento 5 stelle ed ex deputato, ha commentato a “1/2 h in più” su Rai3, l’intervento in cui Luigi Di Maio invita a non destabilizzare il M5s e il governo. “Se fossi Di Maio, chiederei a Salvini dove intendere trovare i soldi per la flat tax. Io sono perfettamente d’accordo” sul provvedimento “ma bisogna trovare i soldi”.
“Mi fido pienamente del lavoro del presidente del Consiglio che sta portando avanti un lavoro con grande dignità. La Lega sta provando a sondare per trovare un incidente. Se poi mi sbaglio, sarò il più felice” rincalza Di Battista. “Sulla Tav io sono contrarissimo, non per posizione ideologica ma credo sia un’opera pubblica che costa tanti denari e non è utile” ha ribadito Alessandro Di Battista. “Sono convinto che Conte possa trovare una soluzione”, ha aggiunto. Poi riferendosi a posizioni un po’ diverse e più morbide sull’alta velocità da parte dello stesso Movimento, ha detto: “Io i ‘se’ e i ‘ma’ non li posso commentare. Posso dire quello che penso di quest’opera. E credo che occorra investire in altre opere, servirà una mobilità diversa e sostenibile”.
Salvini: ‘Flat tax da almeno 15 miliardi, fondi già trovati”Vogliamo anticipare la manovra d’autunno’ dice il vicepremier. ‘L’Ue non esageri comunque vada taglio le tasse’
23 giugno 201920:44
La flat tax si farà? “Ovvio”. Così risponde Matteo Salvini a SkyTg24 che lo intervista a Milano Marittima. Varrà “almeno 15 miliardi”, fondi che sono stati “già trovati”, assicura. “Non è un capriccio della Lega diminuire le tasse alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori. E’ l’unico modo per far ripartire questo Paese. A Bruxelles si mettano l’anima in pace: nel 2020 non tutti ma tanti italiani pagheranno meno tasse, apriranno nuove imprese e ci saranno più assunzioni”.Nessuna manovra aggiuntiva dice il vicepremier ma anticipare la manovra d’autunno. “No, nessuna nuova tassa in più. Anzi, vogliamo fare subito la manovra che di solito si fa in inverno” dichiara Salvini.”Sull’immigrazione l’Europa continua a non esistere: non esagerassero parlando di infrazione, multe, commissari. Noi all’Europa diamo sei miliardi l’anno quindi ci permettano di tagliare le tasse agli italiani. Cosa che io farò qualunque cosa accada”: così il vicepremier della Lega, in un’intervista sulla spiaggia di Milano Marittina a SkyTg24. Il premier Giuseppe Conte “sta lavorando bene, sta lavorando bene”. Quanto durerà il governo? “Quattro anni”, risponde il vicepremier.
“Nessuno ha ancora visto nel dettaglio il piano della Lega sulla Flat tax. Nessuno ha ancora visto le coperture, non le conosciamo o almeno io in modo ufficiale non ho ancora ricevuto nulla, ma non lo dico con vena polemica, anzi. Siamo fiduciosi che la Lega le presenti. Sono 15 miliardi, non sono pochi, ma se la Lega per un anno ha detto che si può fare non abbiamo motivo di pensare il contrario”. Lo dichiara
il viceministro all’economia Laura Castelli.
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Giorgetti chiude ai minibot: ‘Non sono verosimili’
‘Chi crede a Borghi? Se si potessero fare li farebbero tutti’
23 giugno 201921:00
“C’è ancora chi crede a Borghi? Ma vi sembrano verosimili i minibot? Se si potessero fare, li farebbero tutti”. Così il sottosegretario leghista allo Sport, Giancarlo Giorgetti, ha commentato con una battuta l’idea del presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, parlando a Losanna con i giornalisti.
“Poverino, Giorgetti è lì che aspetta una cosa importante come le Olimpiadi e gli rompono le scatole con i minibot. E’ probabile che poi uno sbotti”. Claudio Borghi, a Radio Capital, commenta le dichiarazioni del Sottosegretario Giorgetti sui Minibot. A proposito dell’accusa di essere strumenti di pagamento “inverosimili” il Presidente della Commissione Bilancio della Camera risponde che “sono verosimili, vero è che non sono mai stati fatti. E’ una cosa che abbiamo discusso tante volte, anche di recente, Salvini è d’accordo. Non c’è alcun incidente con Giorgetti. Certo è una cosa molto coraggiosa, difficile da portare a casa viste le reazioni negative di mezzo mondo”. Sulla frase di Giorgetti “c’è qualcuno che crede ancora a Borghi”, l’esponente leghista commenta dicendo che non crede a quei “virgolettati delle agenzie, tante volte hanno scritto cose mie che non stavano né in cielo né in terra”.
“Le dichiarazioni di Giorgetti sui minibot? Ci hanno sorpreso, sono una proposta che la Lega ha voluto inserire nel contratto di governo, la retromarcia ci ha sorpreso per questo. Ad ogni modo quel che conta è pagare subito le imprese creditrici, la pubblica amministrazione deve sanare tutti quei debiti che ha con le imprese ormai da troppi anni”. Lo dichiarano fonti M5S.
Nugnes lascia M5s. Di Maio: ‘Via dal Senato’ Il vicepremier Di Maio sottolinea: ‘vuole tradire la promessa del taglio dei parlamentari, dovrebbe dimettersi’
23 giugno 201918:34
La senatrice Paola Nugnes ha annunciato, in un’intervista al Manifesto, l’intenzione di lasciare il Movimento 5 Stelle e passare al gruppo Misto, accusando il capo politico, Luigi Di Maio, di controllare “ogni aspetto” della vita del Movimento. Di Maio replica con un duro post su Facebook: “Leggo che la senatrice Nugnes vuole lasciare il M5s anche perché reputa la legge che taglia 345 parlamentari, una legge anti democratica. Se si vuole tradire una promessa, bisognerebbe dimettersi non passare al misto”.”Ho fatto tutti i passi necessari” perché il distacco dal Movimento “avvenga in modo indolore, dall’altro lato ho ricevuto solo silenzio. Se il mio modo di agire è stato interpretato come una debolezza, sappiano che combatterò”. Così spiega al Manifesto la senatrice, intervistata anche dal quotidiano La Verità in cui si augura una separazione “consensuale”. Poi ricordando che in base al regolamento del M5s, in caso di passaggio a un diverso gruppo parlamentare è previsto il pagamento di una penale di 100 mila euro, Nugnes sostiene che sarebbe pronta a impugnare in tutte le sedi, se il M5s decidesse di tentare di trattenerla con la forza. “Non si può restare insieme quando si è così diversi”, insiste nell’intervista e ammette: “Ero talmente appassionata, talmente convinta, che non ho visto alcune cose che altri hanno visto prima di me”. E sul lavoro parlamentare conclude: “Il decreto sicurezza era disgustoso, il decreto sicurezza due lo è due volte. Abbiamo ottenuto il reddito di cittadinanza? Ok, ma non si può camminare sulla testa delle persone. Facciano il loro lavoro, io voglio fare il mio: il mio significa anche fare opposizione politica”. “Il giro di boa di un anno di governo devo constatare che qualsiasi critica costruttiva è diventata impossibile. Ogni aspetto della vita del Movimento, dentro e fuori dal Parlamento, è sottoposto alla volontà del capo politico e per questo, dopo più di dieci anni, lascio i 5 Stelle”, aggiunge nell’intervista al Manifesto. “Andrò tra gli indipendenti, se non riuscirò a incidere darò le dimissioni. È giusto rimanere a lottare anche per bloccare le ipotesi di riforma dello stesso Parlamento. Riduzione nel numero degli eletti e del loro stipendio, a fronte di nessuna modifica per i ministeri significa rafforzare l’esecutivo a scapito del legislativo e della rappresentanza popolare. È una svolta autoritaria”, conclude.
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