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Trump, l’Iran sta giocando col fuoco
Dopo il superamento dei limiti dell’arricchimento di uranio
01 Luglio 2019 19:21
– “L’Iran sta giocando col fuoco”: lo ha detto Donald Trump ai cronisti, commentando il superamento dei limiti dell’arricchimento dell’uranio previsti dall’accordo sul nucleare del 2015.
“L’amministrazione Trump chiede alla comunità internazionale di ripristinare il vecchio standard di nessun arricchimento per il programma nucleare iraniano”: lo afferma il segretario di stato Usa Mike Pompeo ricordando che dal 2006 il consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato sei risoluzioni che chiedono al regime di Teheran di sospendere ogni attivita’ di arricchimento e ritrattamento. “L’Iran ha l’incontestabile capacita’ di perseguire l’energia nucleare pacifica senza arricchimento domestico”, aggiunge.
L’Iran supera i limiti di uranio.Trump, gioca col fuoco Nuovo ultimatum di Teheran alla Ue, sale la tensione con gli Usa
WASHINGTON01 luglio 201923:53
‘Iran lo aveva minacciato e ora dalle parole è passato ai fatti, superando per la prima volta la fatidica soglia dei 300 chilogrammi di uranio arricchito consentiti dallo storico accordo sul nucleare del 2015. Si tratta di una quantità ancora insufficiente per arrivare a realizzare una bomba atomica, ma quello che Teheran lancia al mondo intero è un segnale forte: la Repubblica islamica non intende piegarsi alla linea dura di Donald Trump, che proprio un anno fa abbandonò quell’accordo voluto da Barack Obama e dal presidente iraniano Hassan Rohani. E lo stesso tycoon non l’ha presa bene, avvertendo l’Iran che “sta giocando col fuoco”. La prima a dare la notizia della violazione dell’intesa è stata l’agenzia iraniana Fars. Notizia poi confermata sia dall’Aiea, l’agenzia atomica delle Nazioni Unite, sia dal ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, uno dei massimi artefici dell’accordo del 2015 insieme all’ex segretario di Stato americano John Kerry. “L’Iran con un passo significativo avanza verso la produzione di armi nucleari”, l’allarme lanciato ancora una volta dal premier israeliano Benyamin Netanyahu. In realtà per arrivare alla bomba atomica la quantità di uranio arricchito necessaria – spiegano gli esperti – è di circa 800-900 chilogrammi. Ma non c’è dubbio che quella di Teheran rappresenta una svolta che manda in fumo impegni che erano stati fissati nero su bianco dopo anni e anni di pressioni e di negoziati con gli Usa e l’Europa. Del resto per Zarif l’Iran ha tutto il diritto di riprendere a ritmo più sostenuto la produzione di uranio arricchito, visto che i primi a violare l’intesa – ha ribadito anche oggi – sono stati gli Usa: prima uscendo dall’accordo del 2015, poi imponendo nuove sanzioni contro Teheran. Inoltre l’Europa – è la denuncia iraniana – nonostante continui a difendere l’intesa stracciata dalla Casa Bianca di Donald Trump non è stata in grado di mettere in moto quel meccanismo finanziario promesso da Londra, Parigi e Berlino e in grado di bypassare le sanzioni Usa, che solo sul fronte delle vendite di petrolio sono costate all’Iran almeno 50 miliardi di dollari. E’ stato proprio dopo l’incontro con gli europei a Vienna, lo scorso 28 giugno, che la leadership di Teheran si è convinta a passare a sua volta alla linea dura. Lanciando nelle ultime ore un nuovo ultimatum anche al Vecchio Continente: “L’Iran si augura che l’Ue prenda misure pratiche e tangibili per mettere in funzione il meccanismo finanziario Instex entro il 7 luglio, dopo di che comincerà a fare nuovi passi”, ha avvertito il portavoce del ministero degli Esteri Abbas Mousavi. E il prossimo passo potrebbe essere quello di oltrepassare un’altra soglia prevista dall’accordo del 2015, quella di 13 tonnellate relativa allo stock di acqua pesante. Se la preoccupazione è quella di un’escalation dalla conseguenze imprevedibili con Washington, alcuni osservatori sottolineano come quella di Teheran potrebbe essere una tattica negoziale per mettere in difficoltà Trump, anche di fronte agli alleati europei, e convincerlo a tornare sui suoi passi. Del resto più volte il tycoon ha lanciato un segnale di apertura verso l’Iran con l’obiettivo di avviare le trattative per una nuova intesa sul nucleare. Per ora però l’Iran ha respinto ogni avance: prima Washington rientri nell’accordo del 2015 e rispetti i suoi impegni, poi si potrà pensare a sedersi di nuovo attorno a un tavolo. E la nuova sfida di Teheran sull’uranio provoca l’immediata reazione degli americani. “Finché l’Iran continuerà a rifiutare la diplomazia e ad espandere il suo programma nucleare, la pressione economica e l’isolamento diplomatico saranno intensificati”, ha fatto sapere il segretario di stato Mike Pompeo, secondo cui l’obiettivo deve essere quello di “ripristinare il vecchio standard di nessun arricchimento per il programma nucleare iraniano”.
Iran: Trump ha parlato con Macron di arricchimento uranio
WASHINGTON01 luglio 201923:50
– Donald Trump ha parlato con il presidente francese Emmanuel Macron dell’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran oltre il limite previsto dall’accordo multilaterale sul nucleare, da cui gli Usa sono usciti. Lo rende noto la Casa Bianca.
Hong Kong: governatrice condanna assalto’Speriamo si torni alla normalità’. 50 feriti negli scontri
02 luglio 201900:19
– La governatrice di Hong Kong Carrie Lam ha condannato l’irruzione dei manifestanti in parlamento contro la legge sull’estradizione in Cina: “Perseguiremo ogni atto illegale”, ha avvertito in una conferenza stampa nel quartier generale della polizia. Lam ha assicurato che le forze dell’ordine hanno agito con moderazione contro i manifestanti, che sono stati “estremamente violenti”. Ed ha auspicato che “si ritorni alla normalità il prima possibile”. Riconoscendo che in migliaia hanno marciato pacificamente.
Oltre cinquanta feriti: è il bilancio dell’ennesima giornata di tensione a Hong Kong, culminata con l’irruzione dei manifestanti nel parlamento e le cariche della polizia per disperderli. Le cifre sono state fornite da fonti sanitarie locali. In particolare 54 persone (38 uomini e 16 donne) sono state portate in ospedale. Tre di loro sono in gravi condizioni. Quasi tutti gli altri sono stati dimessi.
Facebook: allerta sarin,evacuati edificiPacco positivo a test. Sotto osservazione 2 persone. Indaga Fbi
WASHINGTON02 luglio 201900:36
Quattro edifici del quartier generale di Facebook sono stati evacuati dopo che un pacco recapitato alla società è risultato positivo ai test per il sarin, un gas con possibili effetti letali. Sotto osservazione due persone che sono entrate in contatto con il pacco ma che per ora non hanno mostrato i sintomi legati all’esposizione a questo tipo di sostanza. Indagini sono in corso da parte dell’Fbi.
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