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Rissa migranti Trieste, un ferito grave
In ospedale altre 2 persone.
Salvini,lavoriamo per ripulire città
TRIESTE03 luglio 2019 17:52
– Un uomo, probabilmente iracheno, è rimasto seriamente ferito oggi in una rissa, avvenuta in piazza Libertà a Trieste, in cui sono rimaste coinvolte e ferite anche altre due persone, forse connazionali. Secondo la ricostruzione della Polizia locale, la colluttazione sarebbe cominciata nei giardini della piazza, frequentata anche da gruppi di migranti, dove due uomini avrebbero cominciato a inseguire un terzo.
Quest’ultimo sarebbe fuggito, tornando poi con un coltello con cui avrebbe aggredito entrambi i suoi inseguitori, provocando ferite serie a uno dei due. Subito dopo avrebbe gettato l’arma in uno scavo vicino a un bar dove la colluttazione avrebbe avuto fine per intervento della Polizia locale. Sul posto anche Carabinieri e 118. I tre sono piantonati in ospedale.
La visita di venerdì a Trieste – ha detto il vicepremier Matteo Salvini – “sarà anche l’occasione per ribadire che lavoriamo seriamente per ripulire la città, visto quello che è successo in piazza Libertà con la rissa tra immigrati”.
Procure, Poniz: ‘Non persa credibilità’Vicenda orrenda, ma siamo parte dello storia migliore del Paese
03 luglio 201919:54
– “Ho letto oggi una dichiarazione che trovo inaccettabile perché violenta e che respingo al mittente, che i magistrati per colpa di queste vicende hanno perso la loro credibilità. Questo va respinto con forza, perché noi siamo i magistrati italiani, siamo parte della storia migliore di questo paese”. Lo ha detto il presidente Anm Luca Poniz. “Nessuno ci ha mai intimidito – ha aggiunto – non le pallottole, non il tritolo, non le oscene manifestazioni della politica sulle scalinate di questo tribunale”. Poniz, nel suo intervento ad un’assemblea dell’Anm milanese, ha poi voluto evidenziare che i magistrati sono la “parte della storia migliore di questo paese, e vogliamo continuare a esserlo. Dobbiamo prendere forza dall’isolamento forte che abbiamo fatto avvertire a chi si è reso responsabile di questa orrenda vicenda – ha aggiunto Poniz – Dobbiamo far sentire forte l’isolamento che la magistratura alza verso questa patologia enorme che abbiamo accertato”.
Sea Watch: musica per Carola a GenovaL’ora di silenzio per la pace trasformata in festa
GENOVA03 luglio 201920:07
– Da Fabrizio De Andrè a Giorgio Gaber, passando per Bob Dylan e Johan Baez, Da Francesco De Gregori a Pierangelo Bertoli. Per una volta l’ora di silenzio per la pace, che da 892 settimane si tiene il mercoledì in piazza De Ferrari a Genova, diventa un momento di musica, per ringraziare Carola Rackete, la comandante della Sea Watch3, arrestata e poi liberata dopo il salvataggio di 42 migranti. In scena, quindi, i quattro più importanti cori genovesi, Daneo, Quattro Canti, Cantolibero e Quarto Coro per il concerto “Quattro cori per Carola”, un’iniziativa di solidarietà e sensibilizzazione. “Noi vogliamo festeggiare – spiega Norma Bertulacelli, una dei pacifisti genovesi che animano l’iniziativa – anche perché avevamo organizzato la cosa per esprimere solidarietà a Carola Rackete e, ora che abbiamo saputo che è giustamente libera facciamo festa con canzoni degli anni 60 e 70 che parlano di un mondo più giusto”.
Abusi su figlio 15enne, arrestatoRintracciato oggi dai carabinieri dopo essersi reso irreperibile
CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA)03 luglio 201920:14
– Un 55enne è stato arrestato dai carabinieri per violenza sessuale sul figlio minorenne. L’uomo, nei cui confronti è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, si era reso irreperibile ma oggi è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro in collaborazione con lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia. Dalle prime indagini, era emerso che il 55enne, pastore, già noto alle forze dell’ordine, si era rifugiato in una casa rurale sulla sommità di una collina nel territorio di Corigliano. Partite le ricerche dei carabinieri di Corigliano Calabro supportati dai Cacciatori di Calabria, l’uomo è stato individuato ed arrestato. L’uomo, che dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata sul figlio di 15 anni, è stato portato nel carcere di Castrovillari.
Nicola Leone nuovo rettore UnicalOrdinario di ingegneria subentra a Gino Mirocle Crisci
SACOSENZA03 luglio 201921:08
– E’ il prof. Nicola Leone il nuovo rettore dell’Università della Calabria, l’ottavo nella storia dell’Ateneo. Cinquantasei anni, originario di Diamante, Leone è ordinario di ingegneria informatica ed è stato direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica per due mandati e membro del Senato accademico.
Il nuovo rettore è stato eletto oggi. Leone ha superato l’altro candidato, Raffaele Perrelli, già preside della facoltà di Lettere, mentre Luigi Palopoli, direttore del dipartimento di Ingegneri informativa, ha ritirato la candidatura dopo il primo turno.
Leone subentra a Gino Mirocle Crisci.
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Da Regione diktat a Ama, ‘pulire subito’
Azienda invitata a pagare fornitori e disporre impianti mobili
ROMA03 luglio 201921:24
– Pulire subito la città, pagare i fornitori, disporre di impianti di trattamento di rifiuti mobili. Nell’ordinanza con la quale la Regione Lazio mette a disposizione tutti gli impianti fino alla capienza massima per i rifiuti di Roma, vengono posti veri e propri diktat all’azienda capitolina. Tra questi anche l’assicurare idonee aree di trasferenza dei rifiuti.
Condannati per tortura, è prima voltaMinorenni picchiarono e segregarono un ragazzo a Varese
VARESE03 luglio 201921:36
– È stata la prima sentenza di condanna in Italia per il reato di tortura quella emessa oggi dal Tribunale per i minorenni di Milano, nei confronti dei quattro quindicenni accusati di aver segregato e picchiato un coetaneo in un garage di Varese. Lo ha confermato il procuratore del Tribunale per i minorenni Ciro Cascone. La legge che ha introdotto in Italia il reato di tortura risale a poco più di un anno fa e, ha dichiarato il procuratore del Tribunale per i minorenni di Milano Ciro Cascone, “la cronaca giudiziaria ha registrato finora due sue applicazioni”. La prima, “è l’ordinanza del 23 novembre 2018 del Gip del Tribunale per i minorenni di Milano” che ha portato all’arresto dei quattro giovanissimi, “e per la quale oggi il Gup ha emesso sentenza di condanna”. La seconda, ha aggiunto Cascone, “riguarda i fatti avvenuti in provincia di Taranto”, ovvero i sei minorenni “indiziati dei delitti di tortura aggravata, danneggiamento aggravato, violazione di domicilio e sequestro di persona”.
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