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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 12:31 DI GIOVEDì 04 LUGLIO 2019

ALLE 11:52 DI VENERDì 05 LUGLIO 2019

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Halle Bailey sarà la sirenetta in live-action Disney
La pellicola includerà brani del celebre film d’animazione
04 Luglio 2019 12:31

Sarà la cantante Halle Bailey, metà del duo con la sorella Chloe X Halle, che si tufferà negli abissi interpretando la sirenetta Ariel nel prossimo adattamento di “La sirenetta”. La bella e brava cantante nera sarà dunque la protagonista della versione live-action che includerà brani originali del celebre film d’animazione del 1989 e nuovi brani del compositore dei brani della versione originale Alan Menken (Menken ha vinto due Oscar con le musiche del cartoon dedicato ad Ariel, miglior colonna sonora e miglior canzone con In fondo al mar) e di Lin Manuel Miranda, attore, compositore e rapper ormai lanciatissimo nel mondo del musical americano, è tra gli autori della colonna sonora di Oceania e ha già lavorato con Marshall interpretando Jack nel Ritorno di Mary Poppins. Nel cast con Bailey ci saranno Awkwafina e Jacob Tremblay rispettivamente nei ruoli di Scuttle il gabbiano e del pesce Flounder. Il film sarà diretto da Rob Marshall, regista del ritorno di Mary Poppins.

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Remo Bianco al Museo del Novecento
Oltre 80 opere dell’artista milanese sempre in anticipo su tempi

04 luglio 2019 12:31

– “Io non vorrei non concludere niente per aver cercato troppo, questo è il pericolo. Più che il pericolo, direi, la mia disposizione, il mio carattere, la mia natura” confessava Remo Bianco, artista milanese sempre in anticipo sui tempi e per questo inclassificabile, cui il Museo del Novecento dedica la mostra ‘Le impronte della memoria’, aperta da domani al 6 ottobre.
L’esposizione presenta oltre 80 opere dell’artista, che si formò nella Milano del boom economico. Dall’incontro con de Pisis, che lo guida verso la pittura francese, al viaggio in America che gli fa incontrare Pollock e l’Espressionismo astratto; dalla frequentazione della Galleria del Naviglio, dove si lega a Carlo e a Renato Cardazzo, a Lucio Fontana, ai giovani spazialisti e agli esponenti del movimento nucleare alla conoscenza di Pierre Restany, mentore del Nouveau Réalisme, Bianco si è trovato sempre al centro dei contesti più stimolanti degli anni 50 e 60, ma la sua è stata una vita da “ricercatore solitario”.

Ed Quarter a Milano per nuovo cd SheeranInstawall, karaoke, preascolto per ‘No.6 collaborations project’

MILANO04 luglio 201912:31

– Nasce a Milano, dall’11 al 14 luglio, l’ “Ed Quarter”, la prima ‘experience room’ dedicata a Ed Sheeran. In occasione della pubblicazione del suo nuovo album NO.6 Collaborations project, prevista per venerdì 12 luglio, gli spazi del Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano si trasformeranno infatti in un luogo di ritrovo con attività interattive, giochi, esperienze musicali, oltre che in un negozio.
L’appuntamento è l’11 luglio con un’apertura straordinaria a mezzanotte per permettere a tutti i fan di acquistare da subito l’album e proseguirà fino a domenica 14 luglio. Per entrare nel mondo di Ed Sheeran sono previsti Photo booth dove scattare foto entrando nel video di “I Don’t Care”, merchandising esclusivi, un instawall dove lasciare una dedica a Ed. Warner Music darà la possibilità ai cantanti emergenti di esibirsi nei brani di Ed Sheeran su un palco creato ad hoc, ma si potrà anche cantare con gli amici grazie a un karaoke.

Street Players 2019 festeggia LeonardoGrande kermesse di graffiti sul muro del celebre impianto

04 luglio 201912:55

– Viene annunciata come “la più grande jam mai organizzata prima in Italia, con 500 graffiti writer e street artist all’opera sui 5 chilometri di muro di cinta dell’ippodromo del galoppo di Milano”: è ‘Street Players 2019’, di Stradedarts Urban Gallery in collaborazione con Ippodromo Snai San Siro, la cui 5/a edizione si terrà intorno al celebre impianto sportivo i prossimi 5, 6 e 7 luglio incentrata sull’anniversario dei 500 anni di Leonardo. Gli artisti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, “celebreranno con la loro arte i 500 anni da Leonardo Da Vinci – spiegano gli organizzatori -. Stradedarts Urban Gallery, infatti, collabora con i migliori graffiti writer e street artist italiani che, lavorando sui muri metropolitani, sono riusciti a emergere nel mondo dell’arte creando un vero e proprio riferimento culturale e artistico. Queste forme d’arte contemporanea rappresentano il linguaggio creativo più innovativo e una delle correnti artistiche più alternative e vicine al mondo dei giovani”. Palcoscenico ideale di questa rappresentazione artistica dal respiro europeo sarà l’esterno del muro di cinta dell’Ippodromo Snai San Siro che, realizzato nel 1920, è uno dei più prestigiosi al mondo ed è stato dichiarato monumento nazionale.
Proprio davanti alla tribuna secondaria dell’ippodromo è ubicata una delle statue equestri più grande al mondo, il Cavallo di Leonardo, realizzata dalla scultrice statunitense Nina Akamu, che per il suo lavoro si è ispirata ai disegni originali di Leonardo da Vinci, tema di Street Players 2019: “Lo stile Liberty si unisce all’arte contemporanea e al genio di Leonardo!”.

Architetture dell’immaginario a VignolaLaboratorio di cultura dal 5 luglio ad aprile 2020 con 5 artisti

MODENA04 luglio 201913:18

– Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola (Modena) da artisti contemporanei: è il progetto della Fondazione di Vignola che, dal 5 luglio al 26 aprile 2020, propone – in un’esposizione a cura di Lucia Biolchini – ‘Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario’.
La rassegna vedrà alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri.
Sarà un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le ‘Città invisibili’ di Italo Calvino, immaginando l’architettura come luogo in cui l’arte si traduce in pratica quotidiana.
Ad aprire la rassegna sarà ‘Self expression’ di Marina Fulgeri, dal 5 luglio all’8 settembre: l’artista pone l’attenzione sul potere attrattivo che le frequenze cromatiche possono generare e su come la loro lettura in chiave psicologica possa fornire indicazioni per la conoscenza di sé e dello spazio di cui siamo fatti.

Paolo Orsi in Calabria e SiciliaAl museo dei Bronzi di Reggio rassegna in sinergia con Siracusa

SAREGGIO CALABRIA04 luglio 201913:

– E’ stata inaugurata al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, la mostra “Paolo Orsi. Alle origini dell’Archeologia tra Calabria e Sicilia”. L’esposizione, aperta fino all’8 settembre, nasce dalla sinergia tra il MArRC e il Museo archeologico nazionale “Paolo Orsi” di Siracusa.
Alla inaugurazione, assieme al direttore del MArRc Carmelo Malacrino, hanno partecipato la direttrice del Museo siracusano, Maria Musumeci e l’assessore alla Cultura della Regione Calabria, Maria Francesca Corigliano.
“Si deve a Orsi la metodologia di ricerca archeologica che ancora oggi noi usiamo – ha detto Musumeci – quella del metodo dello scavo stratigrafico, che gli inglesi si vantano di avere inventato, ma che Orsi, che fu direttore e ispirò la nascita del Museo archeologico Magna Grecia a Reggio, aveva decisamente posto come base della ricerca archeologica”. “Una mostra – ha sottolineato Malacrino – che rappresenta un atto di omaggio verso questa figura di riferimento dell’archeologia italiana”.

Docu di DiCaprio Ice on fire su SkyTargato Hbo anche su Sky Atlantic e Arte in prima tv il 7 luglio

04 luglio 201914:39

– I cambiamenti climatici distruggeranno la nostra civiltà o è possibile utilizzare le nuove tecnologie per invertire questo processo? A questa domanda cerca di rispondere Ice on fire, il nuovo documentario prodotto per HBO dall’attore premio Oscar Leonardo DiCaprio, che fa anche da voce narrante, diretto da Leila Conners e che in Italia sarà trasmesso domenica 7 luglio alle 21.15 in prima visione assoluta su Sky Arte e su Sky Atlantic per il ciclo “Il racconto del reale”. Ice on fire, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2019, si concentra sulla ricerca scientifica in atto e sulle possibili soluzioni, spesso inedite, pensate per rallentare la crescente crisi ambientale, in particolare per ridurre il carbonio nell’atmosfera e far diminuire le alte temperature responsabili dei maggiori danni del cambiamento climatico in corso. Girato in vari paesi del mondo, dalla Norvegia alla Alaska, dall’Islanda al Colorado, dalla Svizzera al Costa Rica fino al Connecticut invita ad agire al più presto.

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A Venaria viaggio nei Giardini d’Europa
Mostra da domani al 20 ottobre su 4 secoli di storia del verde
VENARIA (TORINO)04 luglio 201915:49

– “I giardini sono luoghi dell’anima, luoghi del ‘fare dell’uomo’ che con le sue mani da forma alla bellezza della natura, giocando con colori, forme e ombre”. Cosi la presidente della Reggia di Venaria, Paola Zini ha presentato la mostra ‘Viaggio nei Giardini d’Europa’, promossa dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, aperta da domani al 20 ottobre.
In tutto 200 opere tra dipinti, disegni, arazzi, volumi, modelli, manufatti che raccontano i giardini d’Europa dal ‘500 all’ ‘800, dalle geometrie di quelli italiani agli ‘infiniti’ di quelli francesi, al ‘pittoresco’ degli inglesi.
La mostra è divisa in 12 sezioni, ognuna dedicata a un ‘viaggiatore, come Montaigne, Andrè Le Notre, Hibert Robert e Fragonard, letterati come Stendhal e Goethe, che nei loro ‘Gran tour’ andavano a caccia delle meraviglie italiche.
Si inaugurano domani, nei Giardini, anche Anafora, la nuova serie di opere di Giuseppe Penone, e il ‘Cavallo leonardesco’ in omaggio ai festeggiamenti per i 500 anni di Leonardo.

A Genova Palazzo Pallavicino si svelaGenova, uno dei Rolli ‘segreti’ si svela, sarà sede esposizioni

GENOVA04 luglio 201915:51

– Palazzo Pallavicino di Genova, tra le 42 dimore storiche dei Rolli patrimonio dell’umanità, per la prima volta si apre per la nascita della Fondazione Pallavicino, inaugurata alla presenza del direttore artistico Vittorio Sgarbi, il presidente Domenico Pallavicino, discendente dell’antica casata che vanta anche tre dogi della Repubblica di Genova, e il sindaco della città Marco Bucci. L’idea della fondazione è di conservare, valorizzare e rendere pubblica la memoria dei Pallavicino, con le importanti opere d’arte della famiglia custodite nel palazzo del Sedicesimo secolo, promuovendo mostre d’arte antica e contemporanea proprio nelle ricche stanze dell’edificio che saranno così visitabili, immaginando pubblicazioni e l’istituzione di borse di studio per giovani studiosi. Nelle intenzioni anche quella di incrementare la collezione con acquisti mirati sul mercato italiano e internazionale.
“E’ il primo segnale di vita nuova dopo il crollo del ponte, che è un crollo dovuto a una situazione di difficoltà strutturale, ma nulla è più grave che l’averlo buttato giù – ha detto con la sua solita verve polemica Sgarbi, presentando la fondazione -. Era un monumento della storia della città. Sarebbe come buttar giù un acquedotto romano perché non funziona più.
Mentre quello diventa polvere qui esce dalla polvere un palazzo straordinario”. “Ho fatto ottenere dal ministero degli Interni la vidimazione e l’inserimento della Fondazione Pallavicino tra le fondazioni di Stato”, ha spiegato Sgarbi. Ci sarà ora da organizzarne l’attività, ma l’ente “potrà avere nel piano inferiore temporaneamente affittato una sede straordinaria, amplissima, piena di straordinari affreschi”.

Omaggio a Dall’Ongaro con ironiaEseguite due composizioni all’Accademia Filarmonica Romana

04 luglio 201916:06

”La mia idea è di trattare le figure musicali come personaggi, da ritrovare anche a distanza di anni, un po’ come accade con i moschettieri di Dumas”, spiega Michele Dall’Ongaro, rivelando subito quel suo sguardo ironico e quella fiducia nella capacità di comunicare, di avere quasi una forma narrativa e farsi chiave per leggere il mondo, della musica. E questo vale per il suo Quartetto n. 5 per archi e per il gioco drammaturgico ”Gilda, mia Gilda” costruito a suo tempo con Vittorio Sermonti sul ”Rigoletto” verdiano, che sono stati i due perni esemplari della serata Omaggio che gli ha dedicato l’Accademia Filarmonica Romana, all’interno della stagione estiva nei giardini di Via Flaminia.
I suoi ”personaggi” sono nati un tempo nei primi 2 Quartetti, ”poi sono cresciuti e hanno fatto nuovi incontri.
Qualcuno si è anche perso di vista: non trovo più tutti quei quarti di tono del terzo Quartetto, credo siano finiti nei computer, siano emigrati nei pezzi di musica elettroacustica.

Premaman couture dall’Accademia MaianiPrima sfilata al Pratibus Distric degli stilisti bando Mestieri

MA04 luglio 201916:55

Abiti premaman ma di haute couture, sulla passerella dell’Accademia Maiani che ha sfilato per prima al Pratibus District aprendo il calendario di Altaroma.
La collezione dedicata alla vita è stata disegnata dagli aspiranti stilisti che partecipano gratuitamente al corso di moda dell’Accademia Maiani grazie al bando Mestieri, promosso e finanziato dalla Regione Lazio, nell’ambito dei progetti sostenuti dalla Comunità Europea. La caratteristica di questi allievi, con un’età che abbraccia giovani e meno giovani, è quella d’intraprendere un differente percorso professionale dopo la perdita del proprio lavoro e avere così una nuova occasione per ricominciare. Un trampolino di lancio quello di Alta Roma, che vede sedici stilisti, non solo italiani ma anche stranieri residenti nel Lazio, solcare per la prima volta con le loro creazioni una passerella di moda. Sfilano abiti bianchi stile impero, decorati con preziose bordure nere e argento che allude al cordone ombelicale e avvolge il corpo.

Docu su Aretha Franklin al Taofest’Amazing Grace’ strappa applausi al Teatro Antico

loTAORMINA05 luglio 201910:13

a già successo all’ultima Berlinale, tutti a pregare e battere le mani in omaggio alla voce divina di Aretha Franklin protagonista di ‘Amazing Grace’ docu sul leggendario album della Franklin, realizzato nel gennaio del 1972 con il Southern Community Choir e il reverendo James Cleveland nella New Temple Missionary Baptist Church a Los Angeles. Ma ieri sera Amazing Grace, ha avuto come palcoscenico il Teatro Antico di Taormina e così i ripetuti applausi, a fine di ogni canzone da parte di un pubblico sotto le stelle, ricordavano in tutto per tutto quelli di un concerto live. Potenza di uno straordinario film – firmato da Alan Elliott, ma i cui materiali furono girati all’epoca da Sidney Pollack – che racconta senza alcun commento, il ritorno della regina del gospel da dove era partita, ovvero da quella chiesa dove Aretha e le sue due sorelle, Carolyn ed Erma, intrattenevano i fedeli del padre, il famoso predicatore battista C.L. Franklin. E questo prima che la cantante diventasse un’icona del soul e del R&B e quando aveva già all’attivo brani come Respect, I Say a Little Prayer, (You Make Me Feel Like a) e Natural Woman. Nel documentario tanti brani di questo album (il disco gospel di più successo di tutti i tempi), tra cui una straordinaria versione di undici minuti di Amazing Grace, ma anche Never Grow Old, la straordinaria Wholy Holy e la corale Climbing Higher Mountains. Oltre la voce straordinaria di Aretha (lo Stato del Michigan l’ha dichiarata “una meraviglia della natura”) nel documentario il contesto della performance parla ancora con più forza. Si vede infatti un pubblico scatenato che si alza, balla, urla e mima le frasi delle canzoni-preghiera al ritmo incessante della musica estatica dell’orchestra e, da contraltare, un coro altrettanto anarchico, stranamente seduto e che, di volta in volta, si muove all’unisono e poi, subito dopo, si ritrova in preda al più sfrenato individualismo.
Nel concerto compare poi il padre della cantante, C.L.
Franklin, predicatore e grande voce gospel e, a sorpresa, due giovanissimi Mick Jagger e Charlie Watts dei Rolling Stones in città per registrare l’album Exile On Main Street. Il docu ‘Amazing Grace’ per ora non ha nessuna distribuzione italiana, un vero peccato perché, oltre al valore del concerto, resta una straordinaria fotografia di un mondo che sembra molto più lontano di quanto sia in realtà. Infine, ecco la prima fulminante strofa di Amazing Grace: “Incredibile grazia, dolce suono che ha salvato un disgraziato come me… Ero perso ma ora mi sono ritrovato. Ero cieco, ma adesso vedo…”.

Rino Gaetano, cofanetto per Ahi MariaAnche una versione inedita del brano e diverse cover

MA04 luglio 201917:41

L’eredità musicale di Rino Gaetano continua a fornire nuovi spunti, soprattutto per la straordinaria attualità delle sue canzoni, a 38 anni dalla sua prematura scomparsa. Domani esce “Ahi Maria 40th”, un cofanetto che celebra i 40 anni di “Ahi Maria”, il brano che fa parte di “Resta vile maschio, dove vai?”. Si tratta di un lavoro da collezione, quattro cd o doppio Lp, più un libretto di 40 pagine in cui le persone che più sono state vicine a Gaetano raccontano aneddoti e particolari biografici che possono dare un’immagine diversa di uno dei personaggi più anticonformisti della canzone italiana. I brani sono 48, compresa una versione demo inedita proprio di “Ahi Maria”, rarità live, chicche da collezionisti e cover firmate da Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Fabrizio Moro, Gianluca Grignani, Giusy Ferreri.

Altaroma A.I. tendenza migrante in scenaThe shape of water tema nuova edizione Artisanal Intelligence

04 luglio 201918:13

– Tendenza migrante per parlare di sostenibilità ambientale e solidarietà è uno degli spunti che fanno riflettere della nuova edizione di A.I. (Artisanal Intelligence) la rassegna di Altaroma in scena al Pratibus District che porta in campo le eccellenze artigianali del territorio. Il titolo scelto stavolta è infatti The shape of the water – sottotitolo reinvenzione, sostenibilità, trend migrante.
In linea con la necessità di dare voce alla realtà, l’attenzione è posta non solo sui materiali di scarto, che vengono reinventati, ma anche sull’importanza di definire e diffondere lo stile migrante come tendenza di moda. La diversità è accolta come uno spunto di crescita, apertura delle proprie vedute, arricchimento personale. Emblematico è il nome scelto per il progetto: A.I. Artisanal Intelligence – The Shape of the Water.
L’acqua è intesa come elemento di trasformazione e metamorfosi.
Nel suo continuo scorrere è simbolo di rinascita e purezza, nonché del legame tra uomo e pianeta.

Al Castello di Rivoli ‘Supercondominio’40 soggetti discutono sul futuro Italia

TORINO04 luglio 201918:51

– Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con il suo dipartimento di ricerca Crri e in collaborazione Combo – concept di ospitalità innovativa, ospita, per il secondo anno, il 6 e il 7 luglio, ‘Supercondominio’, l’assemblea annuale dei nuovi spazi per l’Italia. In tutto 40 rappresentanti di enti ed associazione che si occupano di produzioni artistiche, chiamati ad interrogarsi sui nuovi orizzonti dei grandi eventi e dei luoghi di cultura.
“I protagonisti di Supercondominio2 – dicono i promotori – discutono delle trasformazioni che coinvolgono i luoghi che operano autonomamente in Italia”. L’obiettivo è fare incontrare, in modo anche informale (i partecipanti dormono sotto le stelle, in tende offerte da Combo, nel giardino della Manica Lunga), i maggiori operatori del settore del paese. La seconda giornata di incontri si tiene nell’Ex Caserma dei Vigili del Fuoco di corso regina Margherita, futura sede di Combo destinata a diventare un nuovo hotspot culturale nevralgico di Torino.

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Frank Borzage, da val di Non a Hollywood
Il paese di Ronzone organizza eventi e gli dedica una via

TRENTO04 luglio 201918:54

Per ricordare l’attore e regista Frank Borzage (1894-1962), vincitore di due Premi Oscar, figlio di un emigrato della val di Non, il Comune di Ronzone, con la collaborazione della Provincia autonoma di Trento e di Trentino Film Commission, ha programmato una serie di eventi, il primo dei quali sarà una mostra che si aprirà il 12 luglio a Ronzone, dove gli verrà dedicata una via.
Nel 2020 vedrà verrà inoltre proposta una retrospettiva dei suoi film più significativi e sarà pubblicato un volume biografico. L’esposizione – con il supporto di materiali d’epoca, fotografie, documenti e preziosi manifesti originali – racconta la vita e i successi professionali di questo poliedrico uomo di cinema. Il padre, Luigi Borzaga (il cognome venne modificato all’anagrafe americana), era nato in Trentino a Ronzone, piccolo paese della val di Non da dove partì per tentare la fortuna negli Stati Uniti.

L’Architettura in Festival a RomaDal 10 al 18 ottobre al via Spam-Dreamcity

SAROMA04 luglio 201918:56

Da Mario Bellini a Daniel Libeskind da Massimiliano Fuksas a Manuel Aires Mateus. Roma ingaggia le grandi firme dell’architettura per un Festival che si terrà il prossimo autunno alla Casa dell’Architettura. Presentato oggi nella capitale dall’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, “SPAM – DREAMCITY”, questo il titolo della manifestazione, si terrà dal 10 al 18 ottobre 2019. Le adesioni stanno ancora arrivando, sottolineano gli organizzatori, ma intanto tra gli studi internazionali che hanno confermato la presenza si contano MVRDV, Mad Architects e UNStudio. Tra gli italiani, il curatore del padiglione Italia alla Biennale Architettura 2020 Alessandro Melis. Numerosi i progettisti romani che hanno aderito come Labics, Nemesi, King Roselli Architetti, Insula e Alvisi Kirimoto. Insieme a loro, rappresentanti del mondo della politica, del cinema e dell’arte. Obiettivo “riaccendere un faro su Roma, come riferimento per lo sviluppo del pensiero architettonico e delle riflessioni sulla città”, spiega Roberto Grio, curatore scientifico dell’iniziativa e Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia. Che aggiunge: “A cosa è legato il futuro di una città vivibile? Salute, mobilità sostenibile, alimentazione e ciclo di produzione virtuoso. DreamCity, la città dei sogni, è quella che ancora non esiste ma che l’architetto prova a immaginare sulla base delle istanze di una società in continua trasformazione”.
Obiettivo dichiarato, “far crescere una rinnovata cultura del progetto, offrendo una panoramica della progettazione su scala internazionale a partire dalla contaminazione delle idee intorno al tema dell’architettura. Una rappresentazione corale nel segno dell’efficienza, la credibilità e la qualità”. In cartellone, secondo un programma articolato dalla mattina alla sera, ci saranno incontri, focus, tavole rotonde. Ma anche dialoghi tra i protagonisti, letture, confronti a due. Non mancano un rassegna cinematografica serale, workshop e laboratori per 60 studenti e giovani architetti.

Generali Italia apre Palazzo BonaparteDopo restauro, il 6 ottobre la mostra ‘Impressionisti segreti’

04 luglio 201919:08

Nasce il primo spazio Generali Valore Cultura a Palazzo Bonaparte a Roma. Ad aprirlo Generali Italia dopo un importante restauro che trasforma lo storico palazzo – da cui Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, osservava dal famoso balconcino verde il via vai tra Piazza Venezia e via del Corso – in un nuovo polo di arte e cultura, grazie alla partnership con Arthemisia. Per celebrare l’evento, la prima apertura straordinaria con #PalazzoinMostra il 9 luglio dalle 14 alle 24.
Ad inaugurare il nuovo spazio, il 6 ottobre, la mostra ‘Impressionisti segreti’ con oltre 50 opere provenienti dalle più importanti collezioni private del mondo, normalmente inaccessibili di artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin e Signac. “Palazzo Bonaparte rappresenta un nuovo passo lungo il percorso tracciato da Generali Valore Cultura in questi ultimi anni” ha spiegato Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia.
“Un progetto – ha detto Sciacca – che nasce proprio con l’idea di rendere vivo il patrimonio artistico e culturale con iniziative di partecipazione e accessibilità offrendo esperienze innovative, coinvolgenti per le persone e rilevanti per l’intera comunità. In 3 anni, gli eventi di Generali Valore Cultura hanno coinvolto oltre 3,5 milioni di persone con molta attenzione ai giovani e alle famiglie” ha spiegato Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia.
“Partecipare alla nascita del nuovo polo culturale Generali Valore Cultura a Palazzo Bonaparte a Roma è per noi un grande privilegio; vi porteremo importanti mostre d’arte, iniziando con uno dei temi più appassionanti per il pubblico, l’Impressionismo. Con Generali condividiamo da anni l’obiettivo di aprire le porte della cultura a quante più persone possibili” ha sottolineato Iole Siena, presidente del Gruppo Arthemisia.
In uno degli edifici storici più preziosi di Generali saranno accolte mostre, eventi culturali e didattici.  Marco Sesana, Country Manager & CEO of Generali Italia and Global Business Lines, ha dichiarato: “Fare azienda in modo moderno vuol dire affiancare l’impegno verso i nostri 10 milioni di clienti con un impegno concreto verso le comunità. Questo per noi è essere Partner di Vita delle persone e in questa nostra ambizione si colloca l’apertura e la valorizzazione dei nostri asset come Palazzo Bonaparte: un bene che, grazie anche alla collaborazione di un operatore importante come Arthemisia, diventa un polo di sviluppo per la comunità.”.

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Giacobini torna con ‘La schiava bianca’
Il romanzo pubblicato da Cairo presentato oggi a Milano

04 luglio 201920:30

– Silvana Giacobini torna alla narrativa con un romanzo ambientato in una Venezia gotica e misteriosa, ‘La schiava bianca’ (Cairo), presentato oggi a Milano nella libreria Rizzoli che ha sede nella Galleria Vittorio Emanuele.
Il romanzo comincia con un incipit di grande impatto, con una giovane donna che giace immobile, sepolta viva, e muore nell’incendio di un palazzo fatiscente di Venezia. La giovane era stata vittima di un sequestro anomalo e aveva indossato per i suoi 18 anni un costume settecentesco da favola. Dieci anni dopo a vestire quello stesso abito è la scrittrice Margot Amati, ospite di uno sfarzoso ballo in maschera, a cui è stata personalmente invitata dalla consorte del marchese Pietro Gradenigo di Soranzo dei Cavalieri. All’evento partecipano ricchi industriali, principesse arabe, imprenditori, magnati della finanza. Margot scopre che l’invito ha un secondo fine: smascherare l’autore delle lettere anonime, firmate l’Occhio della Fenice, che minaccia di morte la marchesa e suo figlio.
Nel frattempo la città lagunare è colpita da una serie di delitti che sembrano legati da un filo conduttore che solo Margot riesce a cogliere.
Silvana Giacobini, romana di nascita e milanese di adozione, è stata direttore di Gioia, e ha progettato e diretto i settimanali Chi (Mondadori) e Diva e donna (Cairo). Ha scritto i romanzi ‘La signora della città’ e ‘Un bacio nel buio’ che sono diventati film per la tv.

Scurati stravince il Premio Strega 2019 con 228 voti Il suo libro ”M. Il figlio del secolo’ pubblicato da Bompiani

05 luglio 201910:18

ionfa Antonio Scurati al Premio Strega 2019. Le oltre 800 pagine del suo romanzo documentaristico ‘M. il figlio del secolo’ (Bompiani) hanno avuto 228 voti stasera al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, con un ampio stacco dagli altri autori della cinquina: 101 voti in più di Benedetta Cibrario, arrivata seconda e 137 in più di Marco Missiroli, arrivato terzo.”Sono felice ma soprattutto contento che molti altri italiani leggeranno questo libro non solo perchè lo ho scritto io ma perchè impareranno a conoscere la nostra storia con la speranza che non si ripeta, anche se in forme diverse”, ha detto Scurati che poco prima era stato abbracciato da Missiroli. “Dedico questa vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che fra loro trovarono il coraggio di combatterlo. E insieme lo vorrei dedicare ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto cent’anni fa e in modo particolare a mia figlia Lucia”, ha sottolineato lo scrittore bevendo dalla bottiglia dello Strega.
Dopo due vittorie perse, per un solo voto nel 2009 e per cinque voti nel 2014, Scurati, che ha da poco compiuto 50 anni, si porta a casa una vittoria schiacciante con un libro, di cui Wildside ha già acquistato i diritti per una serie tv, che fa parte di un ampio progetto: è il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso la storia di Benito Mussolini e il primo volume di una trilogia. L’espediente che lo scrittore ha adottato per trovare “il sentimento della storia è di raccontarla come una cronaca, al presente”.
Nell’afa del Ninfeo non è andato in scena nessun duello con Missiroli come era prevedibile alla vigilia della votazione, che è arrivato terzo con 91 voti, dopo Benedetta Cibrario, seconda con il suo ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori), che ha avuto 127 voti. Si è riconfermato così l’ordine della cinquina con l’outsider Claudia Durastanti e il suo romanzo rivelazione ‘La straniera’ (La nave di Teseo), che è piaciuto tanto a Nicola Lagioia, al quarto posto con 63 voti e Nadia Terranova con il suo ‘Addio fantasmi’, al quinto posto con 47 voti.L’autore di ‘Fedeltà’, 38 anni, di cui Netflix ha acquistato i diritti audiovisivi per farne una serie, afflitto per un anno dal tormentone del superfavorito con il suo libro che indaga sull’animo umano, “se non lo vinco tornerò tra 95 anni” ha detto mentre si aspettava lo spoglio dei voti e la diretta di Rai3 condotta dalle 23 da Pino Strabioli con letture di Piera Degli Esposti.
La Cibrario, con un abito blu savoia come la copertina del suo libro, che ha raccontato il Risorgimento da un punto di vista molto particolare: attraverso la storia di una ragazza inglese che arriva in Piemonte, che allo spoglio dei primi cento voti sembrava in vantaggio, “e’ un’emozione pazzesca, non credevo. Comunque vada sono felice. E’ stato bello portare il libro ovunque, mi mancherà questa cinquina” ha detto. Mentre la Terranova non guardava la lavagna durante lo spoglio dei voti.
In questa cinquina che ha visto sul podio tre donne, speciale per qualità di libri e armonia tra gli autori, nonostante la presenza di due romanzi di uno stesso marchio editoriale, Einaudi, la tensione della volata finale non ha impedito di prendere le cose anche con un po’ di gioia e sana leggerezza.
Il seggio era presieduto da Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2019 e su 660 votanti hanno espresso le loro preferenze in 556. Al tavolo Bompiani che ha esultato all’annuncio sedevano tra gli altri Sergio Giunti e Mario Andreose. Al Ninfeo bollente c’erano l’ex ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, Caterina Balivo seduta al tavolo Bompiani, Dacia Maraini, Fausto Bertinotti e Remo Girone, Carmen Llera Moravia, Corrado Augias al tavolo Einaudi e a quello Mondadori Enrico Selva Codde’, amministratore delegato area Trade Mondadori Libri, e il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi.

Lorenzetto, Chi (non) l’ha dettoUn dizionario contro citazionismo imperante e sciatteria

05 luglio 201909:53

– Una dichiarazione di guerra alla sciatteria, un bonario richiamo all’ordine rivolto ai colleghi più distratti, ma soprattutto un atto d’amore nei confronti di una professione, quella del giornalista, che oggi non se la passa troppo bene: è un vademecum intelligente e ironico l’ultimo libro di Stefano Lorenzetto dal titolo “Chi (non) l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate”, edito da Marsilio.
Con un tono divertito, ma con grande precisione, l’autore ha compiuto un’indagine volta a smascherare, nell’era delle fake news e della post verità, i detti e le frasi che si sono diffusi in modo errato, e che purtroppo si trovano spesso sulla bocca (e sulla penna) dei giornalisti, così come dei politici, che li attribuiscono a chi non li ha mai pronunciati. Nella convinzione che proprio il citazionismo abbia contribuito a togliere credibilità al giornalismo, Lorenzetto ha tentato di porre fine (ma senza pretesa di essere esaustivo) a questa lunga sequela di pensieri erroneamente attribuiti.

Cagliari, Basilica Bonaria in brick LegoIn mostra nella chiesa domenica 7 per festa religiosa estiva

CAGLIARI05 luglio 201909:54

La Basilica di Nostra Signora Bonaria a Cagliari, uno dei monumenti più importanti della Sardegna, meta di pellegrinaggio di migliaia di fedeli e dei Papi in visita nell’Isola, da ultimo Papa Francesco, sarà riprodotta in mattoncini Lego. Circa 45mila pezzi per un’opera che è stata realizzata in otto mesi, dal novembre 2018 ad oggi, da un appassionato: Maurizio Lampis, agente di commercio di 43 anni con la passione per le “costruzioni” sin da piccolo.
L’installazione – profonda 2,40 metri, per 1,25 di larghezza e 1,70 alla cupola – sarà esposta nel porticato della Basilica domenica 7 luglio, giorno della festa estiva a mare della Madonna di Bonaria. “E’ stato il mio lavoro più complicato – racconta Maurizio – ho dovuto scattare quasi 200 foto per riprendere tutte le varie angolazioni e i dettagli. Ho scelto di riprodurre la Basilica di Bonaria perché penso sia uno dei simboli della Sardegna, equiparato ai nuraghi e al mare”.
Per Lampis, che nasce come costruttore di castelli in mattoncini Lego, l’impresa di realizzare uno dei monumenti dell’Isola non è una novità: qualche anno fa ha realizzato la Torre degli Elefanti di Cagliari, che ha riscosso notevole successo. “Il tutto nasce nel 2009 quando ho cominciato a costruire per conto mio – spiega – non mi interessava cioè seguire le istruzioni che trovano nei set che si possono comprare nei negozi o sul web. Così, ho iniziato a comprare castelli, tre o quattro, e li ho modificati”. La prima mostra alla quale ha partecipato è stata quella di Jesolo nel 2012 e da allora ogni mese per cinque anni ha girato l’Italia: Lucca, Empoli, Torino e Genova. “Nel 2017 ho fondato Karalisbrick, un gruppo di ragazzi che condividono la passione per i mattoncini della Lego – svela – in un anno e mezzo abbiamo fatto 17 manifestazioni in tutta l’Isola raccogliendo complessivamente 80 mila visitatori complessivi”.

Ultimo, re dell’Olimpico per una seraChiude a Roma davanti a 64mila persone Colpa delle favole tour

ROMA05 luglio 201910:23

– L’aria che si respira è quella dell’evento speciale, una di quelle date da segnare sul calendario. Per ricordarla, per dire tra qualche tempo “io c’ero”. Lo Stadio Olimpico, a Roma, è gremito come non mai: il prato è una distesa unica di telefoni accesi a immortalare l’attimo fuggente e anche l’ultimo posto sugli spalti, quello più in alto, quello più lontano, è occupato. E’ la consacrazione di Ultimo tra i grandi della musica italiana. A 23 anni si prende lo stadio per la chiusura del Colpa delle favole tour: è il più giovane artista italiano a raggiungere un traguardo così ambizioso. Lo stadio di casa. Di Roma, della sua Roma, la squadra del cuore, che tifava da quelle stesse gradinate da cui ora gridano a squarciagola il suo nome. Ad attenderlo 64 mila persone, che cantano con lui ognuna delle 34 canzoni in scaletta per due ore e mezzo di show. Senza sosta, senza incertezze, senza saltare una strofa. Ultimo, all’anagrafe Niccolò Moriconi di San Basilio, periferia difficile della capitale, arriva occhiali scuri e canotta nera con il suo nome stampato sopra e con il piglio di chi sa di aver avuto ragione. A crederci, a osare, a voler sbancare. Stasera raccoglie a mani basse il lavoro fatto negli ultimi due anni: la vittoria tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo nel 2018, il secondo posto tra i Big quest’anno, ma soprattutto i tanti concerti sold out in giro per tutta la Penisola e i tre album pubblicati nella top ten dei dischi più venduti nei primi sei mesi del 2019. Il giovane cantautore affronta le due ore e mezzo di concerto con tranquillità, misura a passi sicuri i 50 metri di palco, corre per i 30 metri della passerella che si allunga tra il pubblico, tra due megaschermi che rimandano la sua immagine. “Benvenuti nella favola”, è una delle poche concessioni che fa al suo pubblico perché, aveva detto poco prima di salire sul palco, “non so’ bono a parlare.
Mi incarto”. Ma non ha bisogno di parole: è energia pura, è entusiasmo, è forza, coraggio, gioia. E spariscono in un attimo anche le ultime quattro notti passate insonni. Arrivano, in nome dell’amicizia e della “romanità” che li lega, prima Fabrizio Moro, con cui canta L’Eternità e Portami Via, e poi Antonello Venditti per Roma Capoccia (e spunta un video di Niccolò 14enne al suo primo saggio con la stessa canzone) e Notte Prima degli esami. Ma in scaletta ci sono quasi tutte le canzoni dei suoi tre album: dopo l’intro con la chiave portafortuna che Ultimo esibisce anche al collo, parte, con boato annesso, Colpa delle favole, la canzone che dà il titolo all’ultimo album. Tra effetti di luci blu, gialle, rosse, viola, e fumo, tra visual tridimensionali e immagini dal palco, Niccolò affronta il suo repertorio, accompagnato dagli archi (in Sabbia) o sedendosi al pianoforte come Piccola Stella o Peter Pan. Non possono mancare Il ballo delle incertezze (il brano sanremese che gli valse la vittoria tra le Nuove Proposte, doppio platino) né I tuoi particolari (al Festival di quest’anno). C’è la canzone in romanesco Fateme Canta’, poi Giusy e Pianeti. Per il medley sceglie Buon viaggio, Racconterò di te, Vorrei soltanto amarti. Seduto sul pianoforte con la chitarra imbracciata intona Forse dormirai e Fermo. L’omaggio alla sua città arriva con Poesia per Roma, inedita poesia in musica, prima della carrellata di ricordi per immagini su La Stazione di Ricordi.
Sogni Appesi è il bis che saluta tutti.
Nella calda notte romana niente più colpe, è grazie alle favole che Ultimo si prende tutto: la favola ora è realtà.

favola di Ultimo. Quella iniziata nel quartiere romano di San Basilio, raccontata al Festival di Sanremo, cresciuta in decine di concerti sold out. La favola che è arrivata al capitolo più bello ed emozionante: il live, il primo per lui in uno stadio, all’Olimpico della sua Roma davanti a 64 mila persone, a coronamento di due anni corsi con il piede spinto sull’acceleratore che chiude il tour. E proprio nel giorno che consacra il suo ultimo disco Colpa delle Favole al primo posto della classifica degli album più venduti nei primi sei mesi del 2019 (e con gli altri due pubblicati al quinto, Peter Pan, e al nono, Pianeti). “Mai avrei pensato di essere qui dopo il terzo album – racconta Ultimo nei camerini, emozionato poco prima di salire sul palco -. E’ la soddisfazione più grande per me che ho sempre puntato sui live. Il mio obiettivo è fare concerti, la parte più bella della musica. Quella in cui le canzoni ti ringraziano maggiormente. E poi essere qui, nella mia città, non vale doppio, vale triplo. E’ un’esperienza forte: non mi è mai successo di non dormire per 3-4 notti di seguito. Sento la pressione: è una responsabilità stare davanti a 60 mila persone”. Durante le prove è andato a cercare anche i posti che fino a qualche tempo fa occupava da abbonato alle partite della Roma, con suo padre e i suoi fratelli.
Pensare che due anni fa (“era l’8 luglio 2017 a Testaccio”), si esibiva davanti a 10 persone. “Non lo so come sia successo tutto questo, io ho fatto quello che mi sentivo di fare. Sto bruciando le tappe, mentirei se dicessi il contrario. Ma non penso sia sbagliato provare a fare il passo più lungo della gamba. Ho sempre avuto bisogno di strafare”, dice senza arroganza. L’Olimpico sarà solo l’antipasto per i mesi a venire: è stato già annunciato per l’estate 2020 un intero tour negli stadi. “Ma non farò un album nuovo e non penso di tornare neanche a Sanremo – aggiunge Ultimo, che a febbraio arrivò secondo al Festival non senza qualche polemica -. In questo momento per me la dimensione live è al centro di tutto. Un tour all’anno è la mia ambizione”. Non nasconde neppure l’idea di suonare nei teatri con un’orchestra. Tre i momenti più significativi che hanno segnato questi ultimi anni: il contest lanciato dalla casa discografico Honiro che gli ha permesso di firmare il primo contratto, il primo live alla Santeria di Milano il 19 gennaio 2018. “E oggi”. Ad accompagnarlo anche due colleghi, diventati due amici: Antonello Venditti, con il quale duetta su Roma Capoccia e Notte Prima degli Esami, e Fabrizio Moro (L’Eternità e Portami Via). “Con Antonello ho un rapporto intimo, ma mantengo sempre un passo indietro, perché a prescindere dall’amicizia ho rispetto per lui. Fabrizio, invece, è come fratello, è vicino al mio modo di essere e di fare”. Per lui, poco incline a lasciarsi andare a discorsi durante i live (“Non so’ bono a parlare. Mi incarto e mi perdo”), ci sarà però un momento dedicato a Roma, con la lettura della Poesia per Roma (“scritta alla fine di una vacanza a Capodanno all’estero. Quando ho finito mi sono accorto che una bandiera giallorossa sventolava davanti a me”, racconta ancora Ultimo). Una poesia in musica composta in romanesco in cui il giovane cantautore racconta la bellezza della Città eterna e che sarà disponibile da mezzanotte.

Zeichen al passaggio di secoloesce ‘Diario 2000′ a tre anni dalla morte del poeta il 5 luglio

05 luglio 201910:35

”Per chi avrà trascorso la maggior parte della vita nel secolo scorso, una volta espulso da questo, per comparire nel terzio millennio, con quale mandato o diritto giudicherà ancora il Novecento letterario, essendone così distanziato?” si chiede Valentino Zeichen e questa riflessione è come un po’ riguardasse anche la sua vita che vive ”non solo un mero scatto di date sul calendario, ma pure una presa di distanza dello spirito”. Così, rispetto a un certo sconforto che si trovava evidente nel ”Diario 1999”, nelle pagine di quello del 2000 il poeta appare sempre estremamente critico sul presente, alle prese con affanni quotidiani tra i danni della sua casa a Borghetto Flaminio e malanni fisici, ma più disposto a vivere e lasciarsi vivere con una certa leggerezza, più simile a come lo conosciamo, col suo disincanto.
Il nuovo volume dei suoi Diari esce in concomitanza con i tre anni dalla sua morte il 5 luglio 2016 a 78 anni e ci riporta a una Roma di salotti e cene tra mondanità e cultura in cui ognuno alla fine cerca anche un proprio piccolo tornaconto: il poeta la cena e un po’ di compagnia, gli ospiti magari un po’ di luce, di visibilità sotto la luminosità di certi invitati. A una persona che ha dato un ricevimento in suo onore e poi gli chiede cosa se ne dica, che riscontro abbia avuto lui, un po’ ironico e un po’ paziente, invia una pagina di Repubblica con una sua lunga intervista. Ad amici che lamentano abbia disertato un loro pranzo cui aveva assicurato d’esserci, spiega invece che è stato attratto da un invito dove sapeva che sarebbero corsi fiumi di champagne, per cui ha una debolezza.
Tra una cena, una presentazione di un libro, la vernice di una mostra, la visione di un film (e si legga la divertente pagina su ”Kippur” di Amos Gitai) l’arrivo di un amico c’è, come era spesso in lui almeno apparentemente, un vivere contingente, quotidiano ma con una romana svogliatezza nonostante le origini austroungariche, così come il lavoro, la scrittura, la pubblicazione di un libro sembrano non dargli più appagamento. ”A differenza di molti miei colleghi ho sempre coltivato un’ambizione letteraria leggera, dilettantesca”, afferma, chiedendosi se questo valga anche dopo aver pubblicato otto libri, se possa essere ancora ”un disinteressato attore che interpreta il ruolo di autore in questa commedia della letteratura”. Del resto il gioco del ruolo e delle parti lo avverte sempre e ama chi si maschera come l’artista amico Ontani. O se la prende pacatamente con la recensione ”contraddittoria o incomprensibile” dell’amico Cordelli sul suo libro ”Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio”, uscito proprio nel 2000.
L’atmosfera di queste pagine, di questi appunti quasi quotidiani in prosa e in versi, è del resto molto di ambiente e atmosfera romana, come sono i suoi versi e sentimenti più romani quelli dei versi raccolti in quel libro, con quelle poesie tutte intitolate a luoghi e monumenti della città ma poi così sottilmente e sostanzialmente esistenziali. Si legano, tanto per citarne tre, ”Marco Aurelio”, ”Arancia mondo” o ”Ragazza romana”, visto che Fazi ha giustamente riproposto in appendice a questo Diario l’integrale di quella raccolta. Sono queste, come quelle del volume precedente, pagine ricche di notazioni intelligenti, di curiosità e pensieri, di giudizi anche di un uomo e un artista assolutamente libero che gioca col passare del tempo, lasciandoci mille occasioni per riflettere e meravigliarci (forse non a caso in tedesco Zeichen vuol dire: segno, segnale, marchio, indizio) o, come scrive, per spingerci a ”applicare alle tempie / specchietti retrovisori / e ogni tanto dare / un’occhiata al passato”.

Ti presento Patrick, una commedia all’ingleseCome può cambiare la vita un esuberante e micidiale carlino

04 luglio 201914:06

– La commedia all’inglese si rinnova con Ti presento Patrick di Mandie Fletcher con Beattie Edmondson, Jennifer Saunders, Ed Skrein, Tom Bennett, Emily Atack, Adrian Scarborough, Gemma Jones, Cherie Lunnghi, Emilia Jones, Bernard Cribbins. La triste vita di Sarah, lasciata dal fidanzato e disperata, potrebbe avere una svolta imprevista quando riceve un’inattesa eredità dalla nonna. Peccato che il dono si riveli essere un esuberante quanto micidiale amico a quattro zampe, un carlino. Il nuovo arrivato, Patrick, metterà a soqquadro l’esistenza della sua nuova padroncina, ma alla fine sarà capace di cambiarle davvero la vita, e in meglio.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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