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Diawara, fortunato a giocare nella Roma
Neoacquisto “Lo Shakhtar mi impressionò.Yaya Tourè il mio idolo”
ROMA21 luglio 2019 17:09
– “Per me essere un giocatore della Roma significa essere fortunato”: sono le prime parole, affidate alla tv del club, di Amadou Diawara, neo acquisto della società giallorossa. “Ho rinunciato a un po’ di vacanze per tornare velocemente – ricorda Diawara, reduce dalla Coppa d’Africa – non vedevo l’ora di conoscere i compagni e l’allenatore, voglio arrivare al meglio prima dell’inizio della stagione”.
A convincerlo a sposare la causa giallorossa anche l’arrivo sulla panchina di Paulo Fonseca: “Ci ho parlato al telefono e non vedo l’ora di lavorare con lui, è un onore essere a sua disposizione. Due anni fa ho giocato contro lo Shakhtar (in Champions, con la maglia del Napoli, ndr) ed erano forti, speriamo possa ripetersi con noi. All’andata ci misero in difficoltà, al ritorno abbiamo retto meglio e abbiamo vinto in casa”. “Il mio idolo? Yaya Touré, non è facile diventare come lui perché è veramente forte e io sono giovane e devo lavorare tanto per arrivare ai suoi livelli”.
Pacquiao, Federer, Buffon, quando lo sport è senza età Campioni Highlander: Zoff mundial a 40 anni, Meneghin show a 44
21 luglio 201918:49
Vincere a 40 anni? Nello sport si può. L’ennesima riprova nella notte italiana è arrivata da una leggenda del pugilato, il filippino Manny Pacquiao, capace di riconquistare il titolo mondiale WBA dei pesi welter ai danni di un avversario più giovane di 10 anni e per giunta imbattuto. Oltre alla corona, che certo non aggiunge molto a una carriera tra le migliori della storia (12 titoli iridati in otto differenti classi di pesi), Pacquiao entra però adesso di diritto anche nel ristrettissimo novero di leggende senza tempo. Perché si può continuare a essere numeri uno anche a 40 anni, vincere un mondiale come Dino Zoff, sfrecciare in pista come Valentino Rossi, esaltare uno stadio intero come Roger Federer. tutti Highlander che hanno prolungato il loro show su circuiti, campi di calcio o di tennis, ring o sotto canestro.Da Carl Lewis a Josefa Idem, da Matthews a Totti, da Zoff a Meneghin, da Foreman appunto a Pacquiao tanto per restare nell’attualità, la vittoria senza tempo è una storia a cui c’e’ sempre un capitolo da aggiungere. E quello di ‘Pac-man’, lo straordinario pugile filippino non arriva inatteso, per chi per oltre 20 anni ha regalato magie sui ring di tutto il mondo. La gallery di sportivi longevi è nutrita: nel calcio non sono mancati i nonni vincenti: Dino Zoff aveva 40 anni e 134 giorni quando sollevò al cielo la coppa del Mundial ’82. Nel ’68, 14 anni prima aveva vinto l’Europeo. Enrico Albertosi conquistò il suo secondo scudetto, con il Milan, a quasi 40 anni, dopo essersi aggiudicato il primo tricolore con il Cagliari nove anni prima. I 40 sembrano essere la soglia dei portieri ,a Gigi Buffon ci è passato anche sopra, decidendo che non è ancora arrivato il momento di appendere i guantoni al chiodo: così, dopo l’anno al Pasg ha deciso di tornare a difendere la porta, sia pure da ‘secondo’, nella sua amata Juventus. Comunque andrà, Super Gigi sarà un altro di quelli per i quali la classe non ha età.A Stanley Matthews venne assegnato il primo Pallone d’Oro della storia, nel 1956: di anni ne aveva 41. L’inglese rimase in campo per altri 9, ritirandosi a 50. Paolo Maldini, a 38 anni, nel 2007, vinse la sua quinta Champions, dopo avere alzato la prima nel 1989, quando ancora si chiamava Coppa dei Campioni. Francesco Totti si è dovuto rassegnare a dire addio a 41 anni e ancora oggi non c’è tifoso giallorosso che non lo rivorrebbe in campo. Un altro senza tempo è Roger Federer: lo svizzero compirà 38 anni l’8 agosto e solo una settimana fa è andato vicino all’ ennesima impresa di una carriera straordinaria e unica, il nono Wimbledon (perso solo al tie break del 5/o set) e il 21mo Slam, dopo essere tornato n.1 del tennis mondiale a 36 anni (oggi è n.3 a 38).Michael Jordan chiuse la sua gloriosa carriera di mago del canestro Usa a 40 anni tondi. Il pugile statunitense Bernard Hopkins a 46 anni e 126 giorni conquistò il mondiale dei medi Wbc, battendo il 28enne canadese Jean Pascal: la sua prima corona 20 anni prima. Sempre per restare al ring, George Foreman vinse il mondiale dei massimi Ibf addirittura 45 anni e 299 giorni. Eroi infiniti anche Carl Lewis che vinse quattro ori ai Giochi di Los Angeles nel 1984: l’ultimo titolo nel 1996, quattro Olimpiadi sempre da campione. Il recordman della scherma Edoardo Mangiarotti: dal 1936 al 1960, sempre in pedana, rivincendo lo stesso titolo olimpico a 24 anni di distanza. Josefa Idem, mamma e campionessa da Seul ’88 a Pechino 2008. Canestro no limits per Dino Meneghin: una carriera iniziata a 16 anni e terminata a 44. Il longevo del basket e’ riuscito a giocare anche una partita di campionato contro suo figlio Andrea. Max Biaggi, eterno rivale di Rossi, dopo l’addio alla motogp, ha rivinto un titolo iridato a 41 anni nella Superbike. Sono le storie, tante, di campioni a cui il tempo non fa paura.
Lazio: 5-2 in amichevole alla TriestinaIn gol Immobile, Correa e Milinkovic. Doppietta di Caicedo
ROMA21 luglio 201919:34
– La Lazio vince anche la terza amichevole stagionale battendo la Triestina 5-2 allo stadio Zandegiacomo di Auronzo di Cadore (Belluno). A sigillare il risultato, nel primo tempo un gol di Ciro Immobile, poi il rigore di Correa e la rete di testa di Milinkovic-Savic. Nella ripresa la doppietta di Felipe Caicedo tra le due reti dei friulani di Codromaz e Marzola.
Gasperini “mercato? Ne servono altri 2″”Un difensore e una punta. La Champions ci permette 4 ‘colpi'”
CLUSONE (BERGAMO)21 luglio 201920:28
– “Muriel a questo punto della preparazione è più avanti di quanto non fosse Zapata l’estate scorsa”. Gian Piero Gasperini, dopo il test di Clusone contro il Renate che chiude la prima fase della preparazione dell’Atalanta, fa il punto del suo reparto avanzato: “Luis è un po’ affaticato in questo momento e necessità di un po’ di tempo per adattarsi, ma è sicuramente un elemento di qualità come lo è Malinovskyi – spiega l’allenatore nerazzurro -. Luis l’abbiamo voluto tutti e c’è stata l’opportunità di prenderlo in fretta, Malinovskyi ha vinto il campionato belga col Genk ed era sotto osservazione da tempo. Si tratta di giocatori con doti importanti. Per una rosa all’altezza della Champions abbiamo la chance per la prima volta di realizzare almeno quattro colpi senza preoccupazioni economiche: mancano un difensore per sostituire Mancini e un attaccante con certe caratteristiche. Ma due di grande livello, lo ripeto, sono già qui. Punto ad almeno 17 titolari da far ruotare”.
Commisso, presto risolta vicenda ChiesaIl patron ne ha parlato negli Usa con Pradè e Barone
IRENZE21 luglio 201921:34
– “La situazione di Federico Chiesa? La definiremo presto”. Lo ha detto a Radio Bruno il proprietario della Fiorentina, Rocco Commisso, nel corso della festa in onore della squadra a New York dove nei prossimi giorni affronterà l’ultima delle tre gare dell’International Champions Cup, contro il Benfica. Il magnate italo-americano ha convocato il direttore sportivo, Daniele Pradè, e il proprio braccio destro, Joe Barone, per fare il punto sul mercato. Al centro anche la situazione del talento viola che lo stesso Commisso intende tenere almeno per un’altra stagione respingendo l’assalto della Juventus e di altre big.
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