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Sul set di The New Pope, Sorrentino “meglio che realtà non superi fantasia”
I due papi Law e Malkowich, personalità opposte sfida è su look
27 Luglio 2019 23:02
Il teatro 5 di Cinecittà, il teatro di Federico Fellini sta a Paolo Sorrentino, come la Cappella Sistina al Papa e il parallelo non è casuale. Qui si gira The New Pope, la seconda serie ambientata in Vaticano dopo il successo di The Young Pope venduto in 154 paesi. Qui il premio Oscar della Grande Bellezza continua a misurarsi con i tempi dilatati della serialità portando la stessa creatività e irriverenza del suo cinema ad un livello di ennesima potenza. Poi si tornerà al cinema: il prossimo film di Sorrentino è Mob Girl con protagonista Jennifer Lawrence.
The New Pope comincia dove finiva The Young Pope: il papa Pio XIII, il tormentato Lenny Belardo (Jude Law) non si è sentito bene, è entrato in coma, sta tra la vita e la morte e così il segretario di Stato il Cardinal Voiello Silvio Orlando decide che va eletto un nuovo papa. La scelta ricade su un cardinale sui generis, quasi un dandy, John Malkowich. Ma il vecchio Papa non è morto, è in coma e potrebbe svegliarsi: “Ci sembrava costoso pagare una star come Jude Law per dormire e infatti ad un certo punto si sveglierà”, dice ironico Sorrentino nell’immensa sala del teatro 5 con accanto il suo cast in una pausa delle riprese dei nove episodi della serie originale Sky con Hbo e Canal+ prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianiani per Wildside.
“Lenny in Lenny out”, scherza il sardonico Jude Law sottolineando come “siano le contraddizioni a definire questo personaggio”, un papa a dir poco sui generis e che in The New Pope “va in direzioni inaspettate, nuovi luoghi, nuovi sviluppi, nulla di ripetitivo”. Il papa nuovo è John Malkovich che racconta: “sono stato un grande fan della prima serie, non sono un cattolico nè esperto di cose papali, ma sono affascinato dalla filosofia, dalla teologia, dalle vicende del Vaticano”. Accanto a loro il cardinale Silvio Orlando, “un personaggio – dice – che porta un elemento di concretezza in questa storia di fantasia, un elemento disgraziato, di ineleganza – ironizza – ecco nell’estetica grandiosa della Chiesa io sono questo. Paolo Sorrentino? Con lui è sempre un grande viaggio, ogni giorno una sorpresa, ma sempre piacevole”.
La trama dei nuovi episodi è top secret. Capiterà qualcosa di clamoroso Oltre Tevere? “Sul Vaticano non ho scoperto niente, il mio – risponde Sorrentino – non è un lavoro di investigazione, sono curioso proprio perchè non conosco le cose. Dal non conoscere fai il salto mortale per creare una realtà parallela”. Dunque è tutto inventato? “Il Vaticano sa custodire molto bene i propri segreti”, risponde. La realtà però spesso supera la fantasia: “E’ capitato spesso, anche durante la prima stagione che qualche idea frutto di invenzione accadesse poi veramente. La realtà gareggia costantemente con la fantasia. In questa seconda serie siamo andati molto oltre – dice misteriosamente – speriamo di restare fantasiosi stavolta se no sarebbe pericoloso. Quello che capita, meglio che resti all’interno di una serie tv”.
Il regista, che definisce la serie “un luogo ideale di racconto” e di essere affascinato dalla narrazione seriale per la possibilità “di sviluppare i personaggi” spiega così i due papi, Jude Law The Young e John Malkovich The New. “Lenny Belardo, Pio XIII ha una visione reazionaria, conservativa, dogmatica. Sembrava, quando è stato scritto da me con Stefano Rulli, Tony Grisoni e Umberto Contarello, un personaggio anacronistico. Ora sembra molto attuale, corrisponde molto all’umore dei tempi, a certe forme di intransigenza che hanno preso molto piede. Il nuovo Papa, John Malkovich, è a favore del compromesso, ferma gli estremismi, vuole che le forme estreme non prendano piede in Vaticano e questo di colpo è diventato un personaggio molto moderno”. I due papi “non sono in sfida ma in confronto. L’unica competizione – scherzano i due attori – è sulle scarpe, sugli abiti”.
Sul set di New Pope, Cinecittà è un inedito VaticanoGara di eleganza tra Law e Malkovich. La Pietà è nel teatro 5
28 luglio 201912:24
San Pietro confina con la casa del Grande Fratello, sacro e profano sono a pochi metri. Accade a Cinecittà Studios dove si gira The New Pope, la serie creata e diretta da Paolo Sorrentino, la seconda ambientata in Vaticano dopo The Young Pope vista in 154 paesi.
Abituati ad antichi romani e a scene belliche, gli abitanti dei palazzi dietro la Tuscolana non ci hanno fatto caso più di tanto a questa nuova costruzione sulla collinetta in fondo agli stabilimenti fondati dal Duce. La vista da sotto invece è impressionante: la ricostruzione della facciata con il balcone è proprio come ti aspetti che sia il set di un film, vera nel dettaglio, finta nell’impostazione e infatti dietro è vuota, anzi confina con un altro set ora dismesso (Assisi).
Si sale su una scala di ferro, si spostano lunghissime tende bianche svolazzanti e improvvisamente ci si immerge in un’atmosfera religiosa e sembra di essere sul balcone dell’Angelus. La Cappella Sistina, ricostruita nel teatro 16, è in scala reale – 40 metri per 13.50 – e il pavimento cosmatesco è impressionante, il controluce esalta gli innumerevoli tipi di marmo riprodotti, stampati su linoleum. La produzione originale Sky con Hbo e Canal+ realizzata da Wildside non ha potuto girare nei luoghi veri, “cosi – racconta sul set la scenografa Ludovica Ferrario – siamo andati al Vaticano armati di strumenti per misurare le proporzioni ma ci hanno cacciati. Ci siamo tornati in incognito, mescolandoci ai turisti”. Nel teatro 5, il più grande d’Europa, la Pietà di Michelangelo è perfetta, a grandezza naturale, solo il calore del materiale (resina) esclude la verità perlomeno del marmo. “Le nuove tecnologie aiutano, simulano in 3d in fase progettuale per le copie dei modelli, poi certo il resto è artigianato, una tradizione cinematografica vanto mondiale e che è possibile solo in produzioni grandi come questa”, aggiunge la Ferrario che guida un team di decine di persone tra falegnami, stuccatori, pittori, arredatori che hanno lavorato per oltre 6 mesi solo alla preparazione. “La nostra missione è la verità architettonica, mentre la finzione è mescolare interno di un posto ed esterno di un altro come sempre nel cinema”, spiega. Interni ed esterni di San Pietro, interni ed esterni della Cappella Sistina, interno della Biblioteca Papale: tutto è maniacalmente ricostruito in migliaia di metri quadri.
Il reparto dei costumi, con tutto quel rosso cardinalizio, sembra un museo vaticano: “abbiamo avuto il permesso di visitare i magazzini dei tessuti del Vaticano” racconta orgoglioso dei complimenti Carlo Poggioli, costumista della serie con Luca Canfora. 4500 costumi, 1100 paia di scarpe sono alcuni dei numeri kolossal della produzione internazionale prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside in nove puntate.
“Tutto è ricamato a mano, e su misura per il cast”, spiega Poggioli indicando le file ordinatissime e numerate (“altrimenti la mattina qui è il caos”): di qua le suore di clausura in bianco, di là in nero, più avanti in grigio. John Malkovich ha, nel corso della serie, 64 cambi con velluti e broccati, “Paolo Sorrentino è maniacale, bisogna essere perfetti anche su orli e stiratura”. Oltre al laboratorio della produzione ci si appoggia a eccellenze italiane esterne come la sartoria napoletana Attolini che veste i Windsor e collabora da anni con il regista: “abbiamo incontrato Malkovich a Parigi una prima volta per dargli un’idea, lo abbiamo conquistato con queste stoffe meravigliose, poi a Napoli ha scelto personalmente accessori, sciarpe, cravatte. Anche Jep Gambardella-Toni Servillo della Grande Bellezza era vestito da loro. La sartoria vaticana Ety Cicioni è un’altra delle aziende esterne eccellenti: ha fornito i vestiti clericali di Malkowich e Jude Law. Tra i due una gara (“con gelosie – confessa Poggioli) di eleganza: lo young pope Law vanta anche un abito Armani e scarpe di Louboutin.
“L’idea – spiegano i costumisti – è di restituire al cinema una magia particolare che solo l’artigianalità e la qualità possono dare, sono cose eccezionali, non per tutte le produzioni ma qui sono la regola”. Ecco così che il papa dandy Malkovich ha per gli abiti borghesi le scarpe di Church’s e le vestaglie da gran signore come quelle di Rubelli, che utilizza ancora antichi telai. Altre pregiate stoffe sono state recuperate tra le più famose aziende di Como. Alcune vestaglie sono invece della ditta inglese New e Lingwood. Inoltre, per una vestaglia in particolare, è stato usato un velluto in seta su cui due artigiane di Venezia, le sorelle Adriana e Aglaia Minelli, hanno impresso stampi in legno realizzati apposta seguendo un disegno di Poggioli e Canfora, utilizzando un metodo antico fatto completamente a mano. Metodo che utilizzava Maria Monaci Gallenga, artista dei primi del ‘900. L’antica ditta Pieroni, e anche Borsalino, hanno realizzato i cappelli.
La cucina, storia del cuore della casaAutrice Imma Fiorino docente Architettura interni Politecnico Mi
28 luglio 201912:33
IMMA FIORINO – LA CUCINA – STORIA CULTURALE DI UN LUOGO DOMESTICO (EINAUDI, 488 PP, 36 EURO).
“Uno sbuffo di farina si solleva nella torrida cucina nel momento in cui Cora Smith in Papadakis si appoggia supina sul bordo del consunto tavolo da lavoro, tra le forme di pane da infornare, che con impellente gesto della mano lancia lontano.
‘Come on…come on…’. La scena madre del quarto remake del postino suona sempre due volte, filmato nel 1981 e interpretato da Jessica Lange, è l’incipit del saggio di Imma Fiorino, La cucina – Storia culturale di un luogo domestico. Un inizio non convenzionale per la docente di Architettura degli interni del Politecnico di Milano, che in quasi 500 pagine approfondisce l’evoluzione di questo importante luogo della casa, cuore pulsante della vita famigliare di ogni epoca.
Prendendo in considerazione la cucina quale luogo in cui si materializza l’Eloge du quotidien, dal titolo del noto testo di Tzvetan Todorov, il saggio non indaga la cucina di tutti gli esseri umani nè solo quella di pochi eletti, ma cerca di tracciare una storia del suo progetto in occidente. Organizzata cronologicamente e per paradigmi culturali, la struttura narrativa connette contributi provenienti dall’architettura, dal design, dalle arti visive, a quelli derivanti dalla storia sociale e dal pensiero manageriale, dalla storia dell’alimentazione e della letteratura gastronomica, per delineare immagini e stereotipi culturali della mentalità dell’epoca, ovvero i suoi costumi sociali, economici e alimentari.
Se è vero che da puro nutrimento il cibo si è presto trasformato in complessa e raffinata operazione che convoca gusti e intelligenze per assurgere allo status d’imprescindibile “linguaggio”, il luogo domestico a esso dedicato, in adesione al codice culturale percepito come egemone, viene a rivestire un ruolo di non comune interesse. Dalla scoperta del fuoco in epoca preistorica fino alle modernissime realizzazioni della tecnologia e della domotica, queste pagine ne seguono l’evoluzione privilegiando lo studio dell’architettura e del design su scala europea e nordamericana e verificandolo nella lunga durata, negli studi sociologici, antropologici e di genere, nei riflessi letterari e cinematografici, nello sviluppo sorprendente del gusto e dei suoi artefici attraverso i secoli.
È un perfetto microcosmo, lo spazio che chiamiamo cucina, contesto sempre in bilico tra stabilità e cambiamenti la cui vicenda, qui raccontata con ricchezza di fonti e affabilità narrativa, si intreccia significativamente alla storia delle gerarchie sociali e familiari, ai ruoli definiti e alla loro eloquente messa in discussione. Ogni società, ogni epoca, ogni geografia ha la propria cucina da narrare, soprattutto nel privilegiato rapporto “ordinario” con la vita. Ciascuna rappresenta un’affascinante microstoria: giustapposta o cucita alle altre, simboleggia il più ampio racconto antropico, in cui siamo emotivamente quanto culturalmente coinvolti.
Ramones, 40 anni da primo live album, a settembre nuova versioneUltimo album in cui compaiono tutti e quattro membri della band
29 luglio 201909:40
Il primo live album dei Ramones festeggia il suo 40esimo anniversario in una nuova versione, con il suono rimasterizzato ed esteso e con tre concerti inediti dello stesso tour. Originalmente registrato a Londra nel capodanno 1977 e finalmente pubblicato come doppio album nel 1979, It’s Alive: 40th Anniversary deluxe edition (etichetta Rhino) sarà disponibile dal 20 settembre. Prodotto in edizione limitata e numerata di 8000 copie, il cofanetto 4CD/2LP 180 grammi si presenta in un libro con copertina rigida. Le note di copertina sono scritte dal leggendario produttore e musicista Steve Albini e da Ed Stasium, il quale ha prodotto e assistito It’s Alive e rimasterizzato tutta la musica inclusa nella raccolta. E’ la prima volta che viene pubblicato su vinile negli Stati Uniti.
Prendendo il nome da un film horror del 1974, It’s Alive è l’ultimo album in cui compaiono tutti e quattro i membri della band: Dee Dee Ramone, Joey Ramone, Johnny Ramone e Tommy Ramone.
Gianni Togni torna con Futuro improvvisotre anni di lavoro per il nuovo disco in uscita il 20 settembre
28 luglio 201917:45
Dopo tre anni di lavoro, Gianni Togni è pronto a pubblicare il nuovo album: il 20 settembre esce “Futuro improvviso” (etichetta Acquarello), distribuito da Self (CD e LP) e da Believe in digitale.
“Futuro improvviso” contiene 10 canzoni di pop alternativo e altre tracce speciali, registrate in analogico. La colorata grafica di copertina è realizzata da Federico Romanazzo.
Giffoni: differenza e integrazione vincono tra cortometraggi
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 2019 23:02
– Nessun confine geografico, nessun pregiudizio, nessuna differenza può limitare il confronto tra culture, realtà ed esistenze diverse.
I giurati della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, attraverso i premi assegnati ai cortometraggi, hanno scelto un messaggio forte e chiaro.
Il primo a essere premiato con il Gryphon Award è “The Most Magnificent Thing” di Arna Selznick (Canada) per gli Elements +3, storia di una bambina determinata e caparbia che, nonostante la giovane età, è decisa a costruire, contro ogni pregiudizio, qualcosa di grandioso. Il film è tratto da un libro di Ashley Spires, edito in Italia da Erickson con il titolo La cosa più grandiosa. Il valore della diversità è, invece, il messaggio scelto dagli Elements +6 con “Zibilla” di Isabelle Favez (Svizzera).
Protagonista una zebra, una diversa e una discriminata in un paese di magnifici cavallini. Ma un’eccitante avventura, condivisa con i suoi compagni, e l’incontro con un leone selvaggio farà capire a tutti il vero valore della piccola Zibilla. È del regista italiano Salvatore Allocca “The School Trip”, il cortometraggio scelto dagli Elements +10. Megalie, 14 anni, è figlia di genitori immigrati dal Senegal ma è nata e cresciuta in Italia. La ragazza ha un sogno: andare in gita a Parigi con i suoi compagni tra i quali Marco, il ragazzo che ama. A distruggere l’illusione c’è però la burocrazia. Per i Generator +18 il corto vincitore è “Song Sparrow” di Farzaneh Omidvarnia (Danimarca). Persone di diverso colore, razza e cultura, vecchi e giovani, intraprendono viaggi alla ricerca di un luogo sicuro in cui vivere. Troppo spesso, come racconta il corto tratto da una storia vera accaduta in Austria nell’agosto 2015, questo percorso si trasforma in una discesa all’inferno. Doppia premiazione per Parental Experience. La competizione internazionale ha visto la vittoria di “Skin” di Guy Nattiv (USA), già premiato con l’Oscar come Miglior Cortometraggio lo scorso febbraio. Nel piccolo supermercato di una cittadina operaia, un uomo di colore sorride a un ragazzino bianco di 10 anni mentre sono in fila alla cassa. Questo innocuo episodio scatena una serie di drammatici eventi che avranno uno scioccante epilogo. Mentre per la competizione nazionale di Parental Experience vince “Brother” di Beppe Tufarulo. Quando sono costretti a separarsi, Ali, un bambino di 10 anni, e suo fratello Mohammed, 18 anni, sono già in viaggio da molto tempo.
Tre anni prima, una bomba ha distrutto la loro casa a Kabul e ucciso i loro genitori.
Acciaroli,cultura per contaminare movidaNel Cilento dal 2 al 4 agosto Festival di letterature resistenti
ACCIAROLI28 luglio 201914:46
– ACCIAROLI-POLLICA (SALERNO)
– Un appuntamento per dare un contributo “ad una indispensabile ricostruzione culturale e di rapporti veri” contro il “decadimento complessivo che si registra in ampi strati della società e la pervasività dei nuovi media. Vogliamo che la cultura contamini la movida estiva”. Così, nelle parole del sindaco di Pollica (Salerno), Stefano Pisani, la kermesse ‘Immaginare il futuro’, prima edizione dal 2 al 4 agosto del festival letterario internazionale che ha come carattere quello di essere un “festival di letterature resistenti” e che si terrà nella frazione di Acciaroli, sulla costa cilentana. Un progetto nato da un’idea del gruppo di Left Wing e del Comune di Pollica, prodotto e finanziato dalla Regione Campania con la Scabec per la direzione artistica di Flavio Soriga, Alessandro Mazzarelli e Nicola Muscas. Tre giorni con Mario Martone, Karina Sainz Borgo, Valeria Parrella, Massimo Cirri, Roberta Scorrenese, Elvira Mujčič, Annalisa Camilli, Christian Raimo, Luca Restivo.
The Quake, disaster movie scandinavoTragedie naturali ed esistenziali nel film di Andersen
28 luglio 201917:46
I disaster movie non sono affatto monopolio del Usa. A misurarsi con questo genere va forte anche la Scandinavia, almeno se si considera ‘The Quake – Il terremoto del secolo’ di John Andreas Andersen nelle sale italiane dall’8 agosto, distribuito da Altre Storie e Minerva Pictures.
Ispirato al terremoto che ha colpito Oslo nel lontano 1904 e sequel “spirituale” del bellissimo The Wave di Roar Uthaug del 2015, il film è un action thriller che unisce agli annunciati disastri naturali propri al genere, quelli esistenziali dei personaggi. È il caso del protagonista di questo film, il geologo Kristian Elkjord (Kristoffer Joner), un uomo introverso e dalla faccia perennemente triste, la cui vita privata sembra essere appesa a un filo. Motivo di questa sua malinconia? Proprio l’ossessione di un terremoto a venire di cui lui solo sembra essere il testimone. Un’ossessione verso il suo lavoro, quella di quest’uomo, che lo ha già portato a separarsi dalla moglie Idun (Ane Dahl Torp) e a trascurare i due figli: lo studente universitario Sondre (Jonas Hoff Oftebro) e la piccola Julia (Edith Haagenrud-Sande). Ma ora la sua grande esperienza e il suo intuito di geologo lo rendono sempre più convinto che Oslo è minacciata da un imminente catastrofico terremoto che potrebbe coinvolgere anche la sua famiglia e che ha la potenza di distruggere l’intera città. Per Kristian è ormai solo una corsa contro il tempo per convincere le autorità di Oslo delle sue ragioni, ma è troppo tardi e uno sciame sismico colpisce la città devastandola poco a poco. E in uno dei grattacieli più alti sua figlia è in pericolo. “La mia speranza è che questo film conduca lo spettatore in un viaggio pieno di azione, avvincente sotto il punto di vista emotivo e visivo” dice il regista norvegese. E ancora Andersen:”L’idea di realizzare un film su un terremoto in Norvegia mi sembrava in qualche modo assurda. Ma con il tempo ho capito le basi sulle quali si fonda questa storia: la Norvegia e in effetti la zona sismica più attiva del nord Europa. Nel 1904 ci fu un forte terremoto che colpi la regione di Oslo. Questo tipo di eventi si ripeterà nuovamente. E nessuno puo’ dire con esattezza quando”
Tancredi e Clorinda tra Monteverdi e AmbrosiniAl Cantiere di Montepulciano vicenda del Tasso rivisitata a 4 secoli di distanza
MONTEPULCIANO (SI)28 luglio 201917:42
Ecco che con ricercati effetti sonori Claudio Monteverdi riproduce all’inizio il galoppo del cavallo di Tancredi in arrivo e lo stesso accade con altri suoni contemporanei nel lavoro di Claudio Ambrosini che a quello si ispira e ne propone una sorta di sequel a quasi quattro secoli di distanza. I due lavori sono stati proposti ora in un’unica serata al Cantiere Internazionale d’Arte al Teatro Poliziano di Montepulciano sotto la direzione di Roger Hamilton con gli archi dell’RNCM di Manchester e l’aggiunta di un cembalo, un arciliuto, una tiorba e le percussioni.
”Il combattimento di Tancredi e Clorinda” è una pietra miliare del teatro musicale, madrigale rappresentativo in cui vengono appunto sperimentate soluzioni musicali nuove, effetti sonori mimetici realistici oltre a usare e per la prima volta segnare esplicitamente in partitura il tremulo, rapida ripetizione dello stesso suono detto ‘stile concitato’, e del pizzicato per ottenere effetti speciali nelle scene drammatiche.
E’ questo, ma non solo, che fa dell’opera di Monteverdi (1567 – 1643) una pietra miliare nella storia della musica drammatica, composta per il Carnevale di Venezia del 1624 su commissione di Girolamo Moncenigo segna il passaggio tra la musica vocale pura e la vocalità concertante, ovvero con strumenti d’accompagnamento e con autonoma identità melodica.
Il lavoro musica ottave di Torquato Tasso della ”Gerusalemme liberta”, ma anche della ”conquistata” con una nuova, moderna aderenza al testo con la musica che trova immediato riscontro nella parola. Il racconto è quello di Tancredi eroe di Gerusalemme che arriva e sfida un cavaliere dall’armatura araba di cui, a un certo punto chiede l’identità sotto l’elmo senza ottenere soddisfazione, e quindi combatte e l’uccide per scoprire (”la vide e la conobbe”) che sotto la corazza si celava la sua amatissima Clorinda. Questa lo perdona e chiede che la battezzi prima di spirare, concludendo ”s’apre il ciel; io vado in pace”, lasciando l’altro nel più terribile dolore e senso di colpa.
E’ tale strazio il tema del ”Tancredi appresso il combattimento” di Claudio Ambrosini, compositore classe 1948, diplomato a Venezia, studioso della musica elettronica, vincitore nel 1985 del Prix de Rome, primo compositore non francese, e nel 2007 del Leone d’Oro della Biennale Musica. Nel 1979 ha fondato a Venezia l’Ex novo ensemble e nel 1983 il CIRS, Centro internazionale per la ricerca strumentale, componendo musica lirica, strumentale, sinfonica e da camera, elettronica e non.
La sua musica per questo lavoro vive di vibrati, di dissonanze e suoni concreti in una sorta di delicato continuum, di tessuto sonoro si fa protagonista con e in alternanza al testo, strofe tassesche di Vincenzo De Vivo tutte rammarico, sogno, desolazione cui le voci danno potenza dolorosa, a cominciare da quella narrante di Christian Federici, mentre Tancredi è Claudio Zazzaro e Clorinda Ginevra Schiassi. Nell’allestimento, con praticamente la stessa scena a astratta ( che per Monteverdi si focalizza su una poltrona e un leggio) in cui teneramente all’inizio i due amanti giacciono accasciati e scomposti, quindi lui si rialza tenendo lei abbracciata ormai esanime. Tancredi vive il suo lutto straziante e Corinda, fantasmatica, onirica in una leggera tunica bianca illuminata da sotto, cerca quasi di consolarlo. Insomma un lamento funebre tragico, intriso di dolore e tenerezza. Il classico lavoro di Monteverdi vede invece quale unico interprete, che narra e dà voce ai due personaggi, Alvaro Lonzano, dal bell’impegno musicale ma che lo porta a una dizione non sempre chiara dei versi del Tasso, sino a una chiusura in cui il personaggio si chiude in sé stesso e nel suo dolore, abbracciandosi le ginocchia e dondolandosi in maniera sofferente, mentre cala la luce.
Incassi Usa, Il Re Leone ruggisce al topApertura record per Tarantino con Pitt-DiCaprio supera i 40 mln
28 luglio 201919:38
Il Re Leone ruggisce al top del box office americano per il secondo weekend consecutivo: gli incassi del fine settimana, stimati da Box Office Mojo, sono di circa 75 milioni 524 mila dollari solo per il mercato domestico. Il nuovo adattamento live-action del film classico Disney, diretto da Jon Favreau a 25 anni di distanza dal primo cult, sfiora con gli incassi globali il miliardo di dollari e sale l’attesa per il pubblico italiano che dovrà aspettare il 21 agosto. Al secondo posto con un’apertura record per lui, C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino con il supercast Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie: nel weekend ha esordito con 40 milioni 350 mila dollari (in sala in Italia dal 19 settembre). Terzo posto per Spider Man: Far From Home che aggiunge 12 milioni di dollari al suo incasso che globalmente ha superato il miliardo di dollari.
Morto il venezuelano Cruz-Diez, maestro Op ArtViveva dal 1960 a Parigi. Sue opere al MoMa Ny e Tate Modern
CARACAS28 luglio 201919:39
L’artista venezuelano Carlos Cruz-Diez, una delle figure eminenti dell’arte cinetica e della ‘Op Art’, è morto ieri a Parigi all’età di 95 anni.
Considerato un ‘Maestro del colore’ e delle linee è stato autore di esperienze visuali fluide e partecipative con l’esplicito intento, hanno rilevato i critici, di stimolare di fronte all’opera una conversazione filosofica sull’ontologia e la percezione.
In un comunicato da Parigi, dove risiedeva dal 1960, i famigliari hanno reso nota la notizia del decesso avvenuto “per cause naturali”.
Oltre che in vari luoghi del Venezuela (come la ‘Cromointerferencia de Color Aditivo’ nell’aeroporto Maiquetia di Caracas), grandi opere di Cruz-Diez si trovano in musei di rilievo di tutto il mondo, fra cui il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, la Tate Modern di Londra ed il Centre Pompidou di Parigi.
Rossa, potere ai PiccoliRapaccini firma distopia che disturba e fa riflettere
29 luglio 201910:38
La paura e la speranza, la cieca crudeltà e il miracolo del perdono, la natura dirompente che nessuna tecnologia potrà mai eguagliare, la vita che nonostante tutto batte la morte: è un piccolo gioiello, in cui ogni elemento è dosato alla perfezione, l’ultimo libro di Chiara Rapaccini dal titolo Rossa, edito da La nave di Teseo. Con una penna eccellente, un’intelligenza acuta e un sottofondo di poesia, l’artista, illustratrice e scrittrice fiorentina confeziona una fiaba oscura per adulti che disturba, ma che è necessaria nella sua capacità di parlarci del nostro presente: una distopia in cui il lettore si scoprirà appassionato, incuriosito, ma anche impaurito e sì, forse proverà anche un po’ di vergogna perché il libro ci sbatte in faccia quello che rischiamo di diventare, un triste mondo per vecchi. In un futuro prossimo, la miseria dilaga, la tecnologia ha messo la natura sotto scacco, gli uomini si nutrono solo di cibi liofilizzati e i robot svolgono ogni attività. Ormai comandano i malvagi Vecchi, che sono alla continua ricerca di bambini ed adolescenti per sterminarli e nutrirsi del loro sangue vivo. In questo desolato contesto, l’autrice ambienta la vicenda di Rossa, quattordicenne che viene abbandonata dai genitori, desiderosi solo di avere una bocca in meno da sfamare, e che rimane sola alla mercé di ogni pericolo. Dalla sua però ha personalità e coraggio da vendere: così si aggrappa alla vita in ogni modo per sopravvivere, lottando con le unghie e con i denti. Nella sofferenza e nelle privazioni diventerà donna, scoprirà la tentazione della vendetta e l’atto liberatorio del perdono, e forse, in mezzo all’odio troverà l’amore. Anche Rossa, dopo una serie incredibile di avventure dolorose, si unirà all’esercito dei Piccoli che ancora resistono e non vogliono rinunciare alla loro umanità: insieme combatteranno per liberare il mondo dal sadismo e dall’avidità dei Vecchi. Un linguaggio accattivante e fluido, 49 capitoli snelli, una storia avvincente, la capacità di descrivere la profondità dei sentimenti e la bellezza della natura con pennellate vivide: così Rapaccini conquista il lettore, lo provoca, lo spinge non solo a girare pagina ma anche a stimolare il pensiero. Abbiamo dimenticato che “non siamo creature virtuali che fluttuano nel web, senza radici, senza storia”? Siamo davvero così diversi dai temibili Vecchi del libro che vogliono “distrarci dalla nostra natura umana più autentica, dal pensiero, dalla cultura, dalla storia, dalla consapevolezza di esistere con corpo e mente e di essere mortali”? Nel dipanare la storia di Rossa, l’autrice ci ricorda chi siamo e da dove veniamo, parlandoci di cibi genuini, del profumo delle stagioni, della semplicità dello stare insieme, del potere dell’immaginazione; e poi di libri preziosi più dei gioielli, di film da vedere rigorosamente insieme, di valori veri da non perdere e da condividere. In poche parole, della bellezza fragile del nostro essere umani.
I segreti della Piccola BossIn sala black comedy con Marsai Martin e Regina Hall
29 luglio 201910:38
– La piccola boss del titolo è Jordan Sanders, potente donna in carriera a guida di un’azienda con tanti dipendenti. Lo stress è la sua dimensione quotidiana: pressioni da sopportare, decisioni da prendere, iperattivismo e il risultato apparente è di un capo dispotico e prepotente, persino manesco, temuto da tutti.
La black comedy di Tina Gordon Chism, con Issa Rae, Regina Hall, Justin Hartley e la baby attrice Marsai Martin, è in sala dal 25 luglio con Universal. Ci si diverte con il delirio delle giornate di Jordan Sanders che nasconde un passato drammatico.
Tutto cambia all’improvviso quando un giorno una bambina con una bacchetta magica, la trasforma in una tredicenne. Jordan torna così nel suo vecchio corpo: occhiali da nerd ma soprattutto una montagna di capelli ricci indomabili, con cui non passa inosservata nonostante tailleur eleganti. Alcune caratteristiche che l’avevano resa un bersaglio facile per i bulli ai tempi della scuola sono tornate a galla. A conoscere il segreto è la sua assistente April, alla quale deve affidare le redini dell’azienda a pochi giorni da un’importantissima presentazione. Jordan si ritroverà a frequentare nuovamente la scuola media, rivivendo così l’anno disastroso che ha segnato per sempre la sua vita. Dentro però è una persona diversa, un’adulta consapevole delle proprie capacità. Si cimenterà così in un lungo viaggio, alla scoperta del suo vero io, facendo pace con i suoi demoni.
Il cast è azzeccatissimo: Jordan ragazzina è Marsai Martin, diventata a 14 anni la più giovane produttrice esecutiva della storia del cinema. Qui è un’attrice di talento. Il ruolo da adulta è affidato all’attrice americana Regina Hall. Fa parte del cast inoltre Justin Hartley (Smalville).
Tutte le danze popolari a TerreinazioneAnagni 1-4 agosto festival di tarantelle mediterranee
29 luglio 201910:49
– La musica popolare dai primi anni del 2000 a oggi è balzata al centro degli eventi estivi coinvolgendo i grandi nomi del rock e del pop mondiale. Ma non è stata “raccontata” tutta, se la più fortunata è stata la taranta, sono tante altre le danze, accompagnate da suoni e ritmi dei nostri antenati, che vanno ancora ri-scoperte.
Tarantella Garganica, la Pizzica Bassa Murgia e Alto Salento, il saltarello di Amatrice, la Ballarella Ciociara: sono solo alcune delle tarantelle meno conosciute dello stivale, quelle non ancora cavalcate e trasformate in “pop contemporaneo” nell’ultimo decennio, protagoniste di una 4 giorni no-stop che si prepara a invadere la nota città dei Papi, Anagni, in provincia di Frosinone con Terreinazione, dal 1 al 4 agosto. La Ciociaria fa da palcoscenico a musicisti e cantanti del mediterraneo, una orchestra popolare multietnica che nasce da un’idea dell’associazione di promozione sociale Cotula, con il coordinamento del direttore artistico musicale e musicista Giuliano Gabriele.
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Abito Claudia Cardinale a Museo Cinema
Indossato in Il magnifico cornuto, arricchisce collezione abiti
TORINO29 luglio 201911:27
– Dopo il costume di scena di Sophia Loren in Una giornata particolare di Ettore Scola, il Museo Nazionale del Cinema di Torino si è aggiudicato all’asta di Sotheby’s il vestito realizzato dalla couturière Nina Ricci per Claudia Cardinale nel film Il magnifico cornuto, diretto da Antonio Pietrangeli nel 1964.
Capolavoro della commedia all’italiana, il film – tra i primi ad affrontare il tema della corruzione nella gestione degli appalti pubblici – si arricchisce della presenza di due grandi protagonisti: Ugo Tognazzi e una splendida Claudia Cardinale, che nella celebre scena finale del Magnifico cornuto sfoggia questo abito da cocktail di shantung nero, poi indossato dall’attrice anche in vari eventi fuori dal set.
Il vestito verrà collocato nel riallestimento della sede espositiva del Museo Nazionale del Cinema, che l’anno prossimo compie vent’anni, presso la Mole Antonelliana di Torino.
Adorazione Gentileschi arriva a MilanoAl Museo Diocesano dal 29 ottobre tela da cattedrale Pozzuoli
MILANO29 luglio 201911:46
– Arriva a Milano per la prima volta, al museo Diocesano, ‘L’adorazione dei magi’ di Artemisia Gentileschi, conservata nella cattedrale di Pozzuoli. Il dipinto, di grandi dimensioni (310×206 cm), fa parte di un ciclo realizzato per la cattedrale di Pozzuoli fra il 1636 e il 1637, e sarà esposto dal 29 ottobre al 26 gennaio 2020.
Realizzato nel periodo napoletano di Artemisia Gentileschi, il quadro è parte di un ciclo commissionato dal vescovo spagnolo di Pozzuoli Martìn de Lèon y Cardenas dopo il 1631, anno dell’eruzione del Vesuvio che risparmiò la città puteolana; ad Artemisia furono affidate ben tre tele che eseguì fra il 1635 e il 1637, anno della sua partenza per l’Inghilterra. Artemisia, arrivata da poco a Napoli, fu immediatamente incaricata dell’esecuzione di due opere: il dipinto l’Annunciazione, oggi a Capodimonte, e la pala d’altare L’Adorazione dei Magi. Oltre a essere la sua prima importante commissione pubblica, questa rappresenta anche il massimo riconoscimento della sua carriera.
20 anni di Summer Jamboree con Los LobosRassegna dedicata a musica Usa anni ’40-’50 a Senigallia
ANCONA29 luglio 201911:58
– Venti anni di Summer Jamboree concentrati in 12 giorni di Rock and Roll, dal 31 luglio all’11 agosto, con tre giorni di prefestival (31, 1, 2). Sta per iniziare il XX Festival Internazionale di Musica e Cultura dell’America anni ’40 e ’50 che come ogni estate richiama nella città di Senigallia (Ancona) migliaia di appassionati da tutto il mondo.
Tra le stelle dell’epoca che hanno scritto la storia del Rock and Roll, quest’anno spiccano Jimmy Gallagher (7 agosto) e Jimmy Clanton (8 agosto). Attesi anche i Los Lobos, gli autori della celebra ‘La Bamba’: saranno la punta di diamante del Big Hawaiian Party on The Beach, la più attesa festa a piedi nudi in spiaggia, che si svolgerà il 5 agosto. Tra i must del Festival c’è il Burlesque Show and Cabaret che quest’anno torna al Teatro La Fenice la notte del 9 agosto. Protagonista, la più prestigiosa artista burlesque d’Inghilterra, Miss Betsy Rose UK.
Tribunale riconosce bozzetto ModiglianiQuadro raffigurante Jeanne Hèbuterne esposto al Met di New York
VENEZIA29 luglio 201912:20
– Il tribunale di Venezia ha riconosciuto autentico un bozzetto di Amedeo Modigliani a olio su tavola raffigurante Jeanne Hèbuterne, la donna del noto quadro esposto al Metropolitan di New York, realizzato dal maestro livornese. Lo annuncia l’avvocato Pierpaolo Alegiani di Jesolo, precisando che l’opera è stata esaminata da un collegio di periti nominato dal Tribunale che si è espresso per “l’indubbia attribuibilità del dipinto a Modigliani e l’autentica posta sul retro di indubbia mano del mecenate Leopold Zborowski”. Il proprietario dell’opera, tramite il legale, si era rivolto al Tribunale con una richiesta di accertamento tecnico preventivo. L’opera era stata acquistata negli anni Settanta per 55 mila lire. Oggi potrebbe valere 10 mln di euro. L’opera sembra identica al famoso olio su tela esposto al Met. “Il collegio dei periti – spiega Alegiani – ha confermato l’autenticità sia dell’opera sia della scrittura posteriore di Zborowski”. L’opera fa parte di una collezione privata e non è in vendita.
Biennale Muro Dipinto di Dozza dal 9/9’Emozioni urbane’ su muri e volte del borgo medievale imolese
BOLOGNA29 luglio 201912:42
– Ripensare gli spazi cittadini come luoghi emozionali, trasformare muri e volte in punti pubblici di ricarica per le ‘batterie emotive’ prosciugate quotidianamente da ritmi di vita forsennati: è l’obiettivo della 27/a Biennale del Muro Dipinto di Dozza Imolese, dal titolo #EmozioniUrbane, in programma dal 9 al 15 settembre nel borgo medievale sulle colline imolesi.
Confermata anche per l’edizione 2019 la nomina di una Commissione Inviti, composta dagli esperti Enrico Maria Davoli, Sabina Ghinassi, Claudio Spadoni, Ivan Cavini e Francesca Grandi: a loro gli organizzatori – Comune e Fondazione Dozza Città d’Arte – hanno affidato il compito di selezionare gli artisti che realizzeranno le loro opere sui muri di Dozza e Toscanella. La valutazione di artisti e opere è in corso e l’esito sarà noto a fine agosto.
Intanto la Rocca di Dozza ospita, fino al 29 settembre, la mostra ‘Muri d’autore. Gerardo Masini da Dozza a Dakar’, un assaggio dell’atmosfera del Muro Dipinto.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Aida ‘nera’ in Arena, Wilson si ammala
Sostituita da Maria Josè Siri con trucco scuro tradizionale
VENEZIA29 luglio 201913:07
– E’ stata sostituita perché ammalata la soprano americano Tamara Wilson, l’artista che aveva manifestato il proprio rifiuto a farsi truccare di nero, ritenendolo razzista, per interpretare l’Aida sul palco dell’Arena di Verona. Per l’ultima recita in cartellone è stata scelta alla fine Maria Josè Siri, entrata in scena col trucco scuro di tradizione.
Morto George Hilton, volto degli spaghetti westernFunerali nella Chiesa degli Artisti a Roma martedì alle 16.30
ROMA29 luglio 201919:33
E’ morto domenica sera in una clinica romana l’attore George Hilton. Lo comunica l’amica Carlotta Bolognini, al quale l’attore aveva dato mandato di dare l’annuncio. Nato a Montevideo, in Uruguay, il 16 luglio 1934, Hilton aveva preso parte a decine di film ma è noto in particolare per gli spaghetti western. Dalle 11 alle 17 sarà aperta la camera ardente nella clinica ‘Villa Verde’, in zona Torrevecchia, a Roma. I funerali martedì alle 16.30 nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo.Tanti i film cult da lui interpretati, come Vado, l’ammazzo e torno!, Di Tresette ce n’è uno tutti gli altri son nessuno, C’è Sartana vendi la pistola e comprati la bara, Il tempo degli avvoltoi e Ognuno per sé. Da lui, che nei primi anni ’60 aveva partecipato ai caroselli dei fratelli Taviani, anche ruoli da protagonista in grandi gialli italiani a fianco di Edwige Fenech in film come Lo strano vizio della Signora Wardh, Tutti i colori del buio, Il dolce corpo di Deborah. Ma forse il lungometraggio che alla fine gli ha dato più celebrità resta Le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro di Lucio Fulci con nel cast Franco Nero e Nino Castelnuovo. “Devo tutto al ruolo dell’ubriacone da me interpretato, è stato determinante per la mia carriera in Italia” ha detto lo stesso Hilton in un’intervista. Nel 1977 fa coppia prima con Edwige Fenech nella commedia sexy Taxi Girl e poi con il pugile Carlos Monzon in El Macho. Il film, a detta dello stesso Hilton, era stato fatto per sfruttare l’immagine di Monzon e lui faceva il cattivo che a un certo punto picchiava anche il campione di pugilato. George Hilton, comunque, è rimasto attivo fino all’ultimo, basti pensare che nel 2007 aveva partecipato anche a un cinepanettone di Neri Parenti come Natale in crociera.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Laurea honorem Camilleri dalla Stranieri
Il 26 settembre era atteso a Perugia. Evento si farà in memoria
PERUGIA29 luglio 201913:58
– Il 26 settembre Andrea Camilleri sarà ricordato all’università per Stranieri di Perugia che prima del suo ricovero in ospedale, il 17 giugno scorso, aveva deliberato di attribuirgli la laurea honoris causa. “Dopo la scomparsa di Camilleri – spiega la rettrice, Giuliana Grego Bolli – abbiamo deciso di non comunicare la notizia, ma solo ora, a distanza di una settimana, riteniamo sia giusto far sapere che il nostro ateneo aveva voluto rendere omaggio allo scrittore e all’uomo di cultura conosciuto e letto in tutto il mondo”.
Le motivazioni per l’attribuzione del riconoscimento erano state lette a Camilleri durante un incontro avvenuto nella sua casa di Roma, il primo giugno scorso. “In quell’occasione – aggiunge Giovanni Capecchi, docente di Letteratura italiana e promotore dell’iniziativa – abbiamo manifestato a Camilleri anche la volontà di dedicare una giornata di studio alle sue scritture il prossimo 26 settembre” e lo scrittore aveva manifestato la volontà di partecipare all’iniziativa.
A Pitti copia Cattura Cristo CaravaggioE’ coeva opera Merisi, prima snobbata ora dedicato anche libro
FIRENZE29 luglio 201914:21
– Per molto tempo ignorata e ‘snobbata’ dagli studiosi tanto da essere allontanata all’inizio del Novecento dalle raccolte di Palazzo Pitti e consegnata in deposito esterno, torna visibile dal 30 luglio, nella sala di Berenice all’interno della Galleria Palatina a Firenze, la copia coeva del capolavoro di Caravaggio esposto alla National Gallery of Ireland di Dublino, ‘La cattura di Cristo’. La replica, restaurata, è diventata anche protagonista di un libro, curato da Gianni Papi e Maria Sframeli (Sillabe), che ne ricostruisce la storia e racconta i dettagli del suo recupero.
La tela originale, spiegano Le Gallerie degli Uffizi, fu eseguita dal Merisi nel 1602 per il nobile romano Ciriaco Mattei: a lungo considerata perduta, in anni recenti è stata riconosciuta da molti nel dipinto ora esposto alla National Gallery of Ireland. La copia tornata a Pitti fu realizzata con tecnica sopraffina da un ignoto contemporaneo del maestro. A Firenze, secondo le ricerche, è arrivata dal castello lorenese di Commercy.
‘Honolulu’, si balla con gli YEYBrano d’esordio del duo electro-pop, tra Hawaii e sound anni ’80
29 luglio 201914:38
– Un pop elettronico tra richiami al beat anni ’80 e suggestioni hawaiane, per un mix che porta tutti in pista. Si balla con ‘Honolulu’, il brano d’esordio del duo YEY, la nuova band dell’etichetta discografica Night Vibez Records, cantato metà in italiano e metà in inglese da Chiara Cerchice, anche autrice del testo e della musica. Il nome YEY nasce dall’espressione di gioia ‘yay’, trasferita in un soubd spontaneo che mira a far ballare la gente. E il singolo, molto hit estiva, sta girando il mondo: il progetto discografico si è sviluppato in Svezia, è cresciuto ad Amsterdam, trasferito a Berlino con la pre-produzione di Cristiano Nicolini, per poi tornare in Italia nelle stesse mani di chi lo ha visto nascere, ovvero da Riccardo Schippa (in arte Ricc Frost). La post-produzione di Ricc, ora parte integrante del gruppo, ha reso YEY il progetto compiuto che si presenta oggi. Il 2 agosto la band sarà in concerto all’Hempiness Music Festival di Norcia.
Incassi, Men in Black debutta in vettaQuattro milioni di incasso nel weekend, +75% sul 2018
29 luglio 201914:46
– Nell’estate cinematografica che per la prima volta non conosce soste, Men in Black International esce e conquista la vetta dei film più visti nel weekend con 1 milione 102mila euro di incasso, “rubando” la scena al nuovo capitolo Spiderman: Far From Home, che guadagna poco più di un milione e vola oltre i 10 milioni in tre settimane. Scivola di una posizione anche Serenity – L’isola dell’inganno, thriller che registra 373mila euro (920mila euro in 5 settimane), davanti a Toy Story 4 con 328mila (5.5 milioni in totale) e in discesa di due posizioni. Edison – L’uomo che illuminò il mondo, biopic di Alfonso Gomez-Rejon, è quinto con 218mila euro (774mila in 2 settimane). Seguono due horror: il debutto di Midsommar – Il villaggio dei dannati, che porta a casa 217mila euro nel fine settimana, e Annabelle 3 con 166 mila euro (3.3 milioni in un mese). Chiudono i film formato famiglia Birba – Micio Combinaguai, Pets 2 e Aladdin. Totale box office 4 milioni, +19% rispetto a una settimana fa e +75% sul 2018.
Romics celebra Scarpelli disegnatoreAntologica con oltre 200 opere originali, tra fumetti e vignette
29 luglio 201915:25
– Una mostra antologica di oltre 200 opere originali tra fumetti, disegni, sceneggiature disegnate, vignette, ritratti dedicata al talento di disegnatore dello sceneggiatore Furio Scarpelli sarà uno degli eventi di punta della XXVI edizione di Romics in programma alla Fiera di Roma dal 3 al 6 ottobre. Organizzata per i 100 anni dalla nascita dell’artista, la mostra dal titolo “Furio Scarpelli: pennello, china e macchina da scrivere” nasce per valorizzare un patrimonio praticamente inedito: non tutti sanno infatti che l’artista, noto al grande pubblico come sceneggiatore per il cinema, per lo più in coppia con Age, iniziò la sua carriera proprio come disegnatore di fumetti e vignette satiriche per i giornali. Il percorso – un lavoro coordinato dal figlio Giacomo Scarpelli, Sabrina Perucca, direttore artistico di Romics e in collaborazione con Gallucci Editore – sarà arricchito dalle testimonianze di registi, attori, personaggi del mondo della cultura e dell’arte che hanno lavorato con Scarpelli.
Milano donna, apre Prada, chiude GucciTra le novità di settembre anche i debutti di Boss e Pilotto
29 luglio 201916:00
– All’annuncio sono seguiti i fatti.
La Camera della moda lo aveva detto a inizio mese: il calendario della fashion week di settembre sarebbe stato più equilibrato, grazie a un tavolo di lavoro costituito insieme ai big della moda italiana “per dare un peso equilibrato a tutte le giornate della fashion week a vantaggio dell’intero sistema e della città di Milano”. E a vedere il calendario provvisorio delle prossime sfilate, così è, con qualche altra novità, come i debutti milanesi di Peter Pilotto, Boss, Simona Marziali-MRZ, vincitrice di Who’s on Next 2018, DROMe e Shuting Qiu.
Sarà infatti Prada a dare il via sostanziale alla kermesse, nel pomeriggio di mercoledì 18. A tenere gli addetti ai lavori a Milano fino all’ultimo o quasi, perché il lunedì rimane non presidiato, la passerella di Gucci domenica 22 settembre. Lo stesso giorno, in mattinata, la prima volta di Hugo Boss e in serata il Green Carpet Fashion Awards Italia, gli oscar della moda sostenibile, che sigillerà la settimana.
Giappone superstar alla Pinacoteca AgnelliEsposizione di circa cento xilografie dal 19 ottobre
TORINO30 luglio 201908:56
TORINO – La Pinacoteca Agnelli di Torino, in collaborazione con il Boston Museum of Fine Arts, propone un ‘Viaggio nel Giappone che cambia’. Protagonisti della mostra, in programma dal 19 ottobre al 16 febbraioi, i due grandi maestri ottocenteschi Katsushika Hokusai (1760 – 1849) e Utagawa Hiroshige (1797 – 1858), in dialogo con Kawase Hasui (1883-1957), pittore attivo fino a metà degli anni Cinquanta del Novecento, nominato ‘Tesoro nazionale vivente’ nel 1956.L’esposizione è curata da Rossella Menegazzo, docente di storia dell’Arte dell’Asia Orientale dell’Università di Milano, e Sarah Thompson, curatrice del Boston Museum of Fine Arts, ed è organizzata dalla Pinacoteca Agnelli in collaborazione con il Museo di Boston. Main partner è Fiat. La mostra presenta una selezione di circa cento xilografie. Al centro, il mondo artistico di un Paese che tra fine Ottocento e inizio Novecento subisce un’enorme trasformazione sotto l’influenza dell’Occidente. Così il ‘mondo fluttuante’ dei primi due maestri scivola in una società che aspira ai canoni artistici europei, di cui è testimone il terzo. Si parte da Hokusai e Hiroshige, straordinari paesaggisti che contribuirono a rivoluzionare il linguaggio pittorico della Parigi di fine Ottocento, e si arriva a Hasui, che fa evolvere quelle immagini traslandole in epoca moderna. Per la prima volta il Novecento è in confronto diretto con le opere più importanti dei pittori classici della tradizione giapponese.
Il premio Troisi a Stefano De ClementeRiconoscimenti anche a Mandelli, Moscardelli, Di Majo, Lercio
29 luglio 201916:02
– E’ il campano Stefano De Clemente il vincitore come miglior attore comico del XIX premio Massimo Troisi, l’osservatorio sulla comicità che con la direzione artistica di Gino Rivieccio per sette giorni ha trasformato San Giorgio a Cremano (Na), paese natale del grande Massimo, in un palcoscenico diffuso.
Consegnati nel Gran gala di sabato sera anche i riconoscimenti alla Migliore Scrittura Comica a La storia lercia del mondo – I retroscena dell’umanità (ed. Shockdom, 2018), opera collettiva della categoria Opera Edita, e due menzioni speciali a Mia figlia è un’astronave di Francesco Mandelli (DeA Planeta, 2018) e Volevo essere una vedova di Chiara Moscardelli (Einaudi, 2019). Premio speciale con il Pulcinella di Lello Esposito per master di II livello in Drammaturgia e cinematografia della Federico II di Napoli a Ippolita Di Majo, autrice, tra le altre, delle sceneggiature dei film de Il giovane favoloso e di Capri Revolution. Opiti della serata, Giorgio Panariello, Dario Ballatini, Michele Zarrillo.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
D’Alessio, 2 date prima di tour mondiale
Nei palazzetti di Milano (20 gennaio) e di Roma (il 24)
29 luglio 201916:54
– Due eventi speciali per Gigi D’Alessio: il cantante partenopeo sarà il 20 gennaio al Mediolanum Forum di Milano e il 24 gennaio al Palazzo dello Sport di Roma.
I concerti anticipano la tournée mondiale del 2020 e saranno un’occasione per presentare dal vivo i brani del nuovo disco in uscita in autunno.
Nuova vita per Castrocaro, con Belen e De MartinoFinalisti sul palco il 3/9 su Rai2, Simona Ventura guida giuria
29 luglio 201919:26
– Una serata “di grande musica, ma anche di spettacolo, con tanti ospiti, tanti volti giovani, una giuria presieduta da Simona Ventura, la conduzione affidata a Belen Rodriguez e Stefano De Martino, per la prima volta in coppia in uno show di prima serata, che canteranno e balleranno insieme”: Lucio Presta presenta così la finale della 62/a edizione del Festival di Castrocaro, che andrà in onda martedì 3 settembre in diretta su Rai2 e in contemporanea su Radio2 con Ema Stokholma.Sono stati annunciati, intanto, i nomi dei 10 finalisti: Alfredo Bruno (26 anni, di Rende-Cs), Anita Guarino in arte Anita (20 anni, di Pomezia-Rm); Debora Manenti (21 anni, di Cazzago S. Martino-Bs); Gaia Gemmellaro (18 anni, di Nicolosi-Ct); Giovanni Arichetta (25 anni, di Torino); Michele Sechi in arte Mike Baker (21 anni, di Vico Pisano-Pi); Nicole Frendo (17 anni, di Malta); Riad Souala (23 anni, di Vicenza); Roberto Tornabene in arte Berna (17 anni, di Mascali-Ct); Rosario Canale in arte Kram (27 anni, di Reggio Calabria).”In giuria ci saranno anche Elodie, Andrea Delogu e il maestro Bruno Santori”, spiega Presta, che organizza l’evento con la sua Arcobaleno Tre, in collaborazione con il Comune di Castrocaro Terme e Terra Del Sole. “Daremo spazio a tanti generi musicali, avremo grandi ospiti e naturalmente l’orchestra perché le esibizioni saranno dal vivo”, spiega ancora il manager, che rilancia così un festival storico, antesignano dei talent musicali, che ha visto nascere star come Eros Ramazzotti, Zucchero, Fiorella Mannoia, Nek e Laura Pausini. Tutte le iscrizioni da parte dei partecipanti alle selezioni sono state gratuite. “I ragazzi, che sono davvero in gamba, passeranno attraverso un meccanismo di selezioni successiva a cinque, a tre e infine sarà decretato il vincitore”, conclude Presta.
Ex-Otago, festa a Genova il 15 febbraioBelìn che bravi, il loro live più importante di sempre
29 luglio 201917:09
– Il 15 febbraio a Genova sarà festa.
Gli Ex-Otago celebreranno il loro anno d’oro, partito dal Festival di Sanremo, con “Belìn che bravi”, il loro live più importante di sempre all’Rds Stadium della loro città.
“Questa di Genova è una tappa obbligata, perché la musica degli Ex-Otago parla da sempre di questi luoghi: non vediamo l’ora di far vivere Corochinato (l’ultimo album della band, ndr) nella sua città di nascita, assieme a tutte le persone che ci hanno ispirato e che ne fanno parte. Sarà uno spettacolo unico, in cui uniremo tutte le meravigliose esperienze del tour primaverile ed estivo. Promettiamo di regalarvi uno splendido ricordo!”, dicono i cinque ragazzi.
Morto Paolo Giaccio, tra musica e tvIl debutto in radio con Renzo Arbore
29 luglio 201917:28
– Addio a Paolo Giaccio, giornalista musicale, autore e dirigente televisivo, per decenni infaticabile aggregatore di talenti. Aveva 69 anni. Ha debuttato alla radio nella redazione di Per voi giovani, ideato da Renzo Arbore, alla fine degli anni Sessanta; poi aveva lavorato come autore, collaborando al programma di Rai2 Odeon – Tutto quanto fa spettacolo e contribuendo all’innovazione della radiofonia italiana. Giaccio era nato alla radio alla fine degli anni ’60 in una delle storiche trasmissioni Rai, pensate per catturare l’attenzione delle nuove generazioni cresciute nella stagione dei cantautori: era stato Arbore a metterlo davanti al microfono del programma Per voi giovani insieme a tutta una generazione di nuovi conduttori-dj, Carlo Massarini, Mario Luzzatto-Fegiz, Raffaele Cascone, Mariù Safier e molti altri. Negli anni ’70 era passato alla tv e aveva firmato, insieme a Brando Giordani, la trasmissione settimanale Tv Odeon e il programma Mister Fantasy con Carlo Massarini e Mario Luzzatto-Fegiz. Negli anni ’90 si era spostato come responsabile editoriale sui canali satellitari della Rai.
Ad Alessandria un monumento per EcoScultura in plexiglass di Marco Lodola
TORINO29 luglio 201919:19
Sarà inaugurato mercoledì 31 luglio alle 19.30 il monumento a Umberto Eco nella città di Alessandria. La scultura in plexiglass, led luminosi e pellicole adesive – 300 x 200 x 20 centimetri – è stata realizzata dall’artista Marco Lodola e concessa in comodato d’uso alla Città dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Sarà simbolicamente collocata in piazza Vittorio Veneto, vicino all’ingresso della Biblioteca Civica Francesca Calvo, “come doveroso omaggio all’illustre scrittore alessandrino”.
L’evento è inserito nel programma del festival La Milanesiana, momento di incontro tra le arti ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi che, per la prima volta, farà tappa in città proprio per rendere omaggio a Eco che ne è stato l’anima per molti anni. Presenti il critico d’arte Vittorio Sgarbi e l’alessandrino Roberto Cotroneo, amico e biografo del professore, autore di Niente di Personale, pubblicato dalla casa editrice La Nave di Teseo, fondata nel novembre 2015 da alcuni autori tra cui Eco.
Premio Marineo a Giampiero Ingrassia”Protagonista del musical italiano”. La cerimonia l’8 settembre
29 luglio 201917:57
– Va a Giampiero Ingrassia, uno dei protagonisti del musical italiano, il Premio internazionale di poesia città di Marineo, giunto alla 45/a edizione. “Figlio d’arte – si legge nella motivazione – sin da piccolo ha respirato aria di cinema e di palcoscenico con il padre, l’indimenticabile Ciccio, ma è nel musical che Giampiero Ingrassia ha ottenuto, nel 1997, un grandissimo successo su tutti i palcoscenici italiani con lo spettacolo Grease, in coppia con Lorella Cuccarini, e poi Jesus Christ Superstar, nel 2001 con Carl Anderson e Cabaret nel 2016 per la regia di Saverio Marconi”.
La cerimonia di premiazione, curata dal Circolo Culturale, si terrà a Marineo domenica 8 settembre alle 18.00.
Nell’ambito della sezione edita in lingua italiana la giuria, presieduta da Salvatore Di Marco, ha attribuito il primo premio a Corrado Calabrò con la raccolta “Quinta dimensione” (Mondadori). Per la sezione edita in lingua siciliana il primo premio è stato assegnato a Ermanno Mirabello con la raccolta “Vagabunnu di la notti” (Edizioni Nuova Ipsa). Per gli inediti in lingua siciliana il primo premio è andato ad Emanuele Insinna per la lirica “Cu sugnu?”. La giuria ha inoltre assegnato la targa “Francesco Grisi” al poeta e saggista Aldo Gerbino, docente di Istologia ed Embriologia nella facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Palermo, “per rendere omaggio alla figura di un intellettuale che ha dimostrato, con il suo quotidiano impegno culturale e la sua creatività, la stretta relazione che intercorre tra arte, vita e letteratura”.
Chiara Ferragni, la vita fuori dai postAttesa per film di Elisa Amoruso su imprenditrice influencer
30 luglio 201912:01
– Tappeti rossi ne ha fatti tanti, invitata in prima fila alle sfilate di moda più importanti, questa volta forse avrà un’emozione in più Chiara Ferragni, appena 32 anni, imprenditrice italiana di successo oltre che top influencer da 17 milioni di follower su Instagram. Le ragazze la adorano e si capisce perché: si è costruita da sola, con grande intelligenza e talento e, all’estero più che in Italia, è di gran lunga più importante del marito (Fedez) sposato con matrimonio show a Noto, in diretta social, giusto un anno fa. L’ambiente del cinema, invece, all’annuncio che il film sulla sua vita era parte del cartellone della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) ha alzato il sopracciglio con aristocratico snobismo all’idea che durante il festival ci sarà un giorno monopolizzato da lei, e non c’è autore da Leone d’oro che tenga.S’intitola Chiara Ferragni Unposted il film documentario di Elisa Amoruso che è tra i titoli più attesi, seppure fuori dal concorso (è in Sconfini): non c’è sito internazionale che non lo abbia citato negli highlights 2019 tra un Polanski e un Soderbergh. Del resto, per quanto a lei stessa pare non piaccia il termine, Chiara Ferragni, nata a Cremona nel 1987, studi di giurisprudenza (non conclusi) alla Bocconi è globalmente considerata, e non solo per i numeri, la prima fashion influencer al mondo capace di ispirare la moda delle donne, orientare all’acquisto (ci sono ricerche specifiche su quanto sposta una sua indicazione in termini di vendita) e fare imprenditoria digitale al massimo livello, chiamata ad esempio per come ha saputo cavalcare la transizione web del settore. Il film, prodotto da Francesco Melzi di MeMo Films con Rai Cinema, sarà in sala in Italia come evento speciale subito dopo il festival (17-18-19 settembre) distribuito da 01 Distribution. Bisogna chiarire che è autobiografico: Chiara voleva riuscire a far emergere “il vero me, senza filtri” ossia “la mia storia, quella di una ragazza che ha fatto un sogno e che ci ha davvero creduto”, ha detto la Ferragni a The Hollywood Reporter. Essendo Instagram un social speciale (non a caso amato dalle star) in cui è la persona stessa a scegliere come mostrarsi, valutando bene angolazioni, pose e commenti, l’idea della Ferragni era di raccontarsi senza troppe sovrastrutture e filtri se non quelli della regista Elisa Amoruso (Strane Straniere, Bellissime e presto l’opera prima di finzione Maledetta Primavera con Micaela Ramazzotti).”Mi ha filmato in così tanti momenti diversi, ed è tutto molto naturale e autentico”, ha aggiunto a ThR. L’idea era di mostrare più di quello che brevi storie di Instagram da 15 secondi documentano di lei, del figlio Leone, del marito cantante, della sua moda (un piccolo impero con boutique monomarca a Milano, Parigi, Shanghai e 400 punti vendita e innumerevoli collaborazioni) e dei suoi gusti. Sembra che tra Ferragni e Elisa Amoruso sia stato amore a prima vista, una alchimia femminile, un confronto sincero. “Tutti online pensano di conoscerla, ma non sanno davvero chi sia la vera Chiara Ferragni. Ha affrontato tutte le difficoltà e le fragilità che una donna può affrontare, come madre, moglie, donna d’affari”, ha detto la Amoruso a ThR. Il titolo “Chiara Ferragni, Unposted” non è casuale: storia della blogger fuori dai post.
L’Aprile spezzato di Ismail KadareUn classico senza tempo della letteratura europea
30 luglio 201910:34
“I suoi piedi erano freddi e, ogni volta che muoveva un poco le gambe intorpidite, sentiva sotto le scarpe un lamentoso scricchiolio di ciottoli. In realtà, il lamento era dentro di lui. Non gli era mai capitato di rimanere immobile così a lungo, steso lungo l’argine, lì nella strada maestra, aspettando che qualcuno passasse. Il giorno stava per finire. Impaurito quasi spaventato, avvicinò l’occhio al fucile per guardare nel mirino. Con il sopraggiungere del crepuscolo, il mirino si sarebbe offuscato.
‘Passerà sicuramente prima che l’oscurità ti entri nel mirino del fucile’, gli aveva detto il padre. ‘Devi solo essere paziente e aspettare'”.
In Aprile spezzato, capolavoro senza tempo di Ismail Kadare, considerato uno dei più grandi autori europei (La Nave di Teseo pubblica in italiano con la traduzione dall’albanese di Liljana Cuka Maksuti), il Kanun si abbatte sulla vita di Gjorg, un giovane sul quale pesa il dovere di vendicare il fratello.
Compiuta la vendetta ottiene la besa, una tregua di trenta giorni durante i quali potrà circolare liberamente, protetto dalle leggi dell’onore; alla scadenza di questa sorta di limbo dovrà correre a chiudersi nella kulla, la casa-torre familiare, e trascorrervi nascosto il resto della vita, pena la morte. Nei trenta giorni di libertà il suo destino si incrocia con quello di Besi Vorpsi, un noto scrittore di Tirana che ha fatto fortuna scrivendo racconti sulla vita dei montanari dell’altopiano, esaltando la forza del Kanun, e che ora visita quelle terre a bordo di una carrozza elegante, in compagnia della bellissima e sensibile moglie Diana. L’incontro con la realtà dell’altopiano – interi villaggi deserti, perché tutti gli uomini sono chiusi nelle case-torri dopo aver compiuto la loro vendetta, ed i campi restano incolti – farà vacillare la sua idealizzazione, mentre l’incontro con Gjorg cambierà per sempre la vita della moglie.
All’inizio del romanzo – ambientato in un tempo imprecisato, ma prima dell’avvento del comunismo – scopriamo che Gjorg vive nel nord dell’Albania, tra montagne e villaggi fermi nel tempo.
Quando il fratello viene ucciso da un vicino di casa, la vita del giovane muta radicalmente: secondo appunto l’antico codice del Kanun, Gjorg dovrà̀uccidere il colpevole dell’omicidio del fratello e accettare di essere poi, di lì a un mese, assassinato a sua volta da chi vorrà̀vendicarsi di lui.
Diventerà preda lui stesso. Questi giorni che Gjorg ha davanti, fino alla metà di aprile, potrebbero essere gli ultimi della sua vita, cosi decide di allontanarsi per cercare di viverli il più pienamente possibile.
Nel frattempo una giovane coppia èpartita da Tirana in viaggio di nozze: Besian e Diana vogliono raggiungere gli altopiani settentrionali per studiare le tradizioni e le leggi rimaste intatte dal Medioevo, a dispetto della modernizzazione.
Lungo il loro percorso incrociano il cammino del fuggitivo; la sposa, al primo sguardo, si innamora di Gjorg. “Aprile Spezzato” è un libro poetico e disincantato e anche la morte violenta viene trattata con garbo e delicatezza. La trama scorre con dialoghi meravigliosi, descrizioni dolci del paesaggio, della neve, e delle persone. La denuncia di Kadare rispetto al fenomeno della vendetta è decisa, ma non è mai pregiudiziale. Il libro è una riflessione sulla vita, la morte e le tradizioni ancestrali delle montagne albanesi. Un tuffo nel passato nella storia.
“Avrebbe sempre camminato solo nella direzione sbagliata, fino a consumare quella manciata di giorni che gli erano rimasti pellegrino sulla luna, nel suo aprile spezzato”.
Aprile Spezzato è stato scritto nel 1978. Kadare nato e cresciuto in Albania, ha lasciato il paese nel 1990, in contrasto con la dirigenza comunista, e ha chiesto asilo politico in Francia. La sua opera va dalla poesia alla narrativa alla saggistica. Ha vinto il Prix Méditerranée per stranieri con La Pyramide. Nel 2005 gli è stata riconosciuta la prima edizione dell’International Booker Prize mentre nel 2009 vince il premio Principe delle Asturie. È stato più volte candidato alla selezione finale per il Premio Nobel ed è membro d’onore dell’Académie française.
Martin Scorsese apre il New York FestivalPremiere il 27 settembre per The Irishman con De Niro e Pacino
29 luglio 201919:41
Non è pronto per la Mostra del cinema di Venezia, ma per l’apertura del New York Film Festival uno dei film più attesi: The Irishman di Martin Scorsese che per la nuova saga criminale ha riunito tutti i suoi attori: Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. La premiere è per il 27 settembre a New York, in autunno si vedrà su Netflix. Il film racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa.
Il cartoon Leo da Vinci sbarca in AmericaIl film d’animazione made in Italy sarà presto anche un serie tv
28 luglio 201917:45
Il film d’animazione, Made in Italy, “Leo da Vinci – Missione Monna Lisa” è pronto a volare oltreoceano e a sbarcare negli States. Dal 2 agosto il cartoon, prodotto da Gruppo Alcuni di Treviso, per la regia di Sergio Manfio, anche coautore della sceneggiatura insieme al fratello Francesco Manfio, con la collaborazione di Anna Manfio e Davide Stefanato, sarà in 18 città di 9 stati americani: da Denver (Colorado) a Portland (Oregon), passando per Portsmouth (Ohio) e Houston (Texas).
La storia è quella del grande scienziato toscano, prima che il mondo conoscesse il suo straordinario ingegno. Il Leo immaginato da Manfio, è un adolescente alle prese con le sue idee geniali ancorché strampalate, con l’amico Lorenzo ad aiutarlo e con Lisa (la giovane Monna Lisa) ad osservarli senza troppa convinzione. Di ritorno da una gita al lago, dove Leo ha provato la sua ennesima invenzione, i tre ragazzi scoprono che la casa di Lisa e i campi hanno preso misteriosamente fuoco. Per aiutare Lisa e suo padre che hanno perduto tutto, Leo e Lorenzo vanno alla ricerca di un tesoro nascosto, contro un gruppo di temibili pirati. Tra avventura e commedia, il film si rivolge alle famiglie.
Dopo il grande schermo, uscirà in dvd e anche sulle televisioni via cavo e pay Tv. La distribuzione negli Stati Uniti è solo un altro tassello del successo dell’opera, per il quale sono stati già firmati accordi in oltre 60 Paesi. “Nell’ideare e produrre Leo da Vinci eravamo consapevoli che il genio toscano godeva di una grande fama – racconta il regista – ma non pensavamo che fosse così vasta e capillare in tutto il mondo. Soprattutto siamo colpiti dal successo che sta ottenendo il nostro giovane Leo, che è stato apprezzato proprio perché non abbiamo proposto un “piccolo genio” bensì un ragazzino a tutto tondo con i suoi dubbi, i suoi limiti e le sue difficoltà. Siamo felici anche per i giudizi positivi che abbiamo ricevuto per il personaggio di Lisa che, pur in una avventura ambientata nel 1466, si è rivelata una ragazza moderna e reale”.
Il successo ottenuto è stato di stimolo ad accelerare i tempi per la produzione della serie televisiva (52 episodi da 13 minuti) ideata da Sergio e Francesco Manfio e coprodotta con Rai ragazzi, Cosmos Animation Singapore e All Rights Entertainment.
Le prime 13 puntate di “Leo da Vinci” andranno in onda su Rai Gulp dal 10 settembre.
Ferrari, miei registi Vanzina a OzpetekAttrice si racconta al Magna Graecia, torna a marzo con Ravello
28 luglio 201916:32
– “Vengo da una famiglia umile di campagna e non avrei mai pensato che un regista come Carlo Vanzina mi notasse per Sapore di mare”: i racconti di Isabella Ferrari, cominciano sempre da qui, il ricordo del film che le ha cambiato la vita, girato a neppure 20 anni. Il ruolo di Selvaggia nel film cult dei primi anni ’80 è stato il trampolino di una carriera ricca, complessa e con tanti riconoscimenti. La masterclass al Magna Graecia Film Festival di Catanzaro è occasione per ricordare quei tempi e rivolgere un pensiero affettuoso a Carlo Vanzina. Cita tra gli altri i registi che l’hanno diretta come Ettore Scola, Marco Tullio Giordana che le ha offerto il primo ruolo drammatico, Ferzan Ozpetek, il marito Renato De Maria. Se il 2019 è stato l’anno di Euforia di Valeria Golino, il 2020 sarà quello dell’atteso E’ per il tuo bene, la commedia corale di Rolando Ravello, in sala a marzo, con Marco Giallini, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi e Vincenzo Salemme.
Muti dirige ‘Nozze di Figaro’ a RavennaUna selezione di brani con Orchestra Cherubini e cast cantanti
RAVENNA30 luglio 201911:35
– “Un regalo che Mozart fa al repertorio italiano”: ‘Le nozze di Figaro’ è protagonista del concerto del 31 luglio al Teatro Alighieri di Ravenna, quando Riccardo Muti dirigerà la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il cast di cantanti in una selezione di brani del titolo mozartiano.
A questo caposaldo della letteratura musicale è stato dedicato l’intenso percorso di studio, aperto al pubblico e ai giovani direttori e maestri collaboratori selezionati, della quinta edizione dell’Italian Opera Academy. Il concerto, proposto anche al Teatro Galli di Rimini il 3 agosto alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, vuole testimoniare – dice Muti – “quanto Mozart non solo parlasse e conoscesse l’italiano, ma avesse capito fino in fondo l’incedere tipico della nostra pronuncia, la melodia e il ritmo delle parole, il filo espressivo che attraversa le frasi”.
Il 2 agosto all’Alighieri saranno invece i giovani direttori ad alternarsi sul podio per il secondo dei concerti finali.
Paoli e Bubola a Festa nazionale UnitàA Ravenna dal 23/8 al 9/9. Anche Rancore e omaggio a Daolio
RAVENNA30 luglio 201912:39
– Da Gino Paoli ai Dik Dik, da Paola Turci a Paolo Cevoli, poi Bandabardò, Rancore, un omaggio ad Augusto Daolio: sono tra gli appuntamenti in cartellone dal 23 agosto al 9 settembre alla Festa nazionale dell’Unità a Ravenna, nell’area del PalaDeAndrè.
Ad aprire la rassegna sarà la cantautrice Paola Turci (23), poi sarà di scena la comicità di Cevoli (24). Il 26 parata di concerti ‘Canta Indie’, con Piotta e band emergenti del territorio, il 27 Massimo Bubola, storico collaboratore di Fabrizio De Andrè, il 28 omaggio al leader e fondatore dei Nomadi. Poi due protagonisti rap: Rancore, anche sul palco di Sanremo con Daniele Silvestri (29), e Murumbutu (30). Quindi la live band rock e folk Bandabardò (31), gli storici Dik Dik (1/9), i Ragazzi di strada con Ricky Portera, ex chitarrista di Lucio Dalla e Stadio (2).
Il 4 settembre ‘Paoli canta Paoli’, il 6 l’Orchestra dei Braccianti, il 7 la tribute band Effetto Vasco e l’8 il cabarettista Maurizio Lastrico. Chiusura con i ‘Clarini sotto le stelle’.
Pinocchio, ecco Federico IelapiPrima foto protagonista. Regista, “onorato lavoro Mark Coulier”
30 luglio 201913:01
Dopo la prima foto di Roberto Benigni nei panni di Geppetto, e la diffusione del teaser trailer ecco diffusa la prima immagine di Federico Ielapi nel ruolo di Pinocchio.
Spiega il regista e produttore Matteo Garrone: “Sono molto felice di aver avuto modo di collaborare con un grande artista come Mark Coulier, già impegnato nella realizzazione dei personaggi di Harry Potter e vincitore di due premi Oscar per Grand Budapest Hotel e The Iron Lady. Sapevamo di non voler ricorrere a tecniche digitali nella creazione dei personaggi di Pinocchio, e per questo motivo ci siamo affidati a Mark, che grazie allo special make-up è riuscito a restituire la magia e insieme il realismo delle creature immaginate da Collodi, sorprendendoci e trasportandoci in un’atmosfera fiabesca.
Speriamo che quello stesso stupore arrivi al pubblico, e soprattutto agli spettatori più piccoli”. Coproduzione Italia/Francia, prodotta da Archimede con Rai Cinema e Le Pacte, Pinocchio uscirà nelle sale italiane a Natale da 01 Distribution.
Il Papa, “il sesso con prostitute vizio schifoso, atto criminale”Nella prefazione a un libro con netta condanna all’ipotesi di legalizzazione
CITTA’ DEL VATICANO30 luglio 201913:41
CITTA’ DEL VATICANO – “Serve una presa di coscienza a livello individuale e collettivo, anche come Chiesa, per aiutare veramente queste nostre sfortunate sorelle e per impedire che l’iniquità del mondo ricada sulle più fragili e indifese creature. Qualsiasi forma di prostituzione è una riduzione in schiavitù, un atto criminale, un vizio schifoso che confonde il fare l’amore con lo sfogare i propri istinti torturando una donna inerme”. Non lascia spazio all’interpretazione la durissima presa di posizione di papa Francesco sul racket della prostituzione contenuta nella prefazione dello stesso Pontefice al nuovo libro di don Aldo Buonaiuto “Donne crocifisse. La vergogna della tratta raccontata dalla strada”, che l’Editore Rubbettino ha appena lanciato in libreria.”È una ferita alla coscienza collettiva, una deviazione all’immaginario corrente. È patologica la mentalità per cui una donna vada sfruttata come se fosse una merce da usare e poi gettare. È una malattia dell’umanità, un modo sbagliato di pensare della società. Liberare queste povere schiave è un gesto di misericordia e un dovere per tutti gli uomini di buona volontà. Il loro grido di dolore non può lasciare indifferenti né i singoli individui né le istituzioni”, rincara il Papa.Il Pontefice, elogiando nel suo scritto il lavoro di don Aldo, inscritto nel solco fecondo di don Oreste Benzi, si sofferma sulle cause di quella che egli stesso definisce “malattia dell’umanità” e che sono da ricercare, per Francesco, in una mentalità patologica che vede le donne unicamente come merce di scambio, oggetto di compravendita. La posizione è fortemente sostenuta dall’autore del libro, don Aldo, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII, che compie una disamina approfondita di questa enorme piaga, legata inestricabilmente all’altro grande dramma dei nostri giorni: l’immigrazione.Il libro racconta le storie di tante “donne crocifisse” che la Comunità Papa Giovanni ha raccolto dalla strada, ridonando loro libertà e dignità. Storie terribili, testimonianze di una crudeltà impensabile da parte di uomini che si accaniscono con ferocia su altri esseri umani, storie che hanno commosso lo stesso papa Francesco e il presidente Sergio Mattarella.Ma il libro non è fatto solo di testimonianze, bensì anche di analisi e denunce. È un’indagine intorno alle molteplici vie del sesso a pagamento, dall’online al marciapiede, vie che quasi mai incrociano chi fa l’amore per scelta o per noia, come la ‘Bocca di Rosa’ cantata da De André, ma sono quasi sempre gremite dai frutti dello sfruttamento e dell’oppressione. Buonaiuto non teme di affrontare la questione anche dal punto di vista politico, bocciando la “riprovevole” proposta di quei parlamentari e consiglieri che propongono di aprire un albo delle prostitute rendendo la prostituzione un “lavoro” come tutti gli altri.”È semplicemente disdicevole, oltreché affatto risolutivo – afferma l’autore – ipotizzare che un Paese come l’Italia pensi di risolvere il problema del mercato delle schiave del sesso trasferendole in ambienti legalizzati e trasformando lo Stato nel grande ‘protettore’ ovvero nel pappone ufficiale di queste figlie. Sì, perché di questo si tratta e desidero ribadirlo perché si sveglino le coscienze: donne che hanno la stessa età delle nostre figlie e nipoti e che in tal modo sarebbero libere di scegliere il lavoro di prostituta”. “Ma quale genitore vorrebbe mai vedere una figlia o un figlio prostituirsi, vendersi per tante volte al giorno, rilasciando un regolare scontrino per la prestazione sessuale fornita? – aggiunge – Il governo che sostiene chi fa diventare le donne prostitute rivela la decadenza profonda del diritto e della giustizia prestando il fianco a una nuova forma di barbarie senza precedenti”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Bastianich approda a Italia’s Got Talent
Lo chef prende il posto dopo quattro stagioni di Claudio Bisio
30 luglio 201914:18
– Joe Bastianich è il volto nuovo della prossima edizione di Italia’s Got Talent, prossimamente su TV8.
Lo chef prende il posto che nelle ultime quattro edizioni era stato di Claudio Bisio. Al suo fianco, confermati, Federica Pellegrini, Mara Maionchi e Frank Matano. Alla conduzione del talent show, per il quarto anno consecutivo, torna Lodovica Comello.
Joe Bastianich, imprenditore e ristoratore di fama internazionale, già giurato di MasterChef Italia e noto al pubblico televisivo anche per trasmissioni come Top Gear Italia e On the Road, impreziosisce il programma con la sua esuberanza e il suo fiuto per i talenti. “Sono molto contento di entrare a far parte della famiglia di Italia’s Got Talent. Sarà una nuova sfida piena di sorprese e… buzzer. – ha dichiarato – Sono certo che ne vedremo delle belle”.
La new entry Bastianich affiancherà Federica Pellegrini, fresca vincitrice in Corea del Sud della sua quarta medaglia d’oro nei 200 stile libero ai Mondiali di nuoto, Mara Maionchi, icona dell’industria discografica giudice anche di X Factor, e Frank Matano, il veterano del gruppo al suo quinto anno dietro al bancone.
La nuova edizione prenderà il via dal Teatro Carlo Gesualdo di Avellino il 6, 7, 8 settembre. Le audizioni proseguiranno poi al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 16, 17 e 18 settembre per concludersi, infine, al Teatro Comunale di Vicenza il 30 settembre e l’1 e 2 ottobre. Come nelle passate edizioni, il palco sarà territorio di conquista per maghi, ballerini, contorsionisti, funamboli, comici e cantanti.
Italia’s Got Talent ringrazia Claudio Bisio, protagonista di quattro edizioni. L’attore resta comunque in famiglia ed è, attualmente, impegnato nelle riprese della nuova commedia Sky “Cops – Una banda di poliziotti”.
Capolavori Orazio Gentileschi a Fabriano’La luce e i silenzi’ in Pinacoteca dal primo agosto
FABRIANO (ANCONA)30 luglio 201914:22
– “La luce e i silenzi.
Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento” è il titolo della mostra che sarà inaugurata a Fabriano (Ancona) il primo agosto alle 18.30 nei locali della Pinacoteca civica.
La mostra vuole raccontare l’attività marchigiana di Gentileschi con importanti scoperte, confronti, anche inediti, e un ulteriore approfondimento del rapporto dell’artista con Caravaggio e l’influenza che questo suo caravaggismo ebbe nella regione Marche. L’esposizione non coinvolgerà solo la Pinacoteca Civica, ma anche due evidenze storico-artistiche molto importanti della città, il Duomo di San Venanzio e la Chiesa di San Benedetto che conservano capolavori del Gentileschi.
Inoltre per l’occasione saranno esposti i maggiori rappresentanti del caravaggismo nelle Marche: Giovan Francesco Guerrieri, Giovanni Baglione, Alessandro Turchi, Valentin de Boulogne, Bartolomeo Manfredi, Giovanni Serodine, Carlo Bononi.
Giovedì alle 12 preview della mostra alla presenza dell’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Marche Moreno Pieroni, del sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli, dell’assessore fabrianese alla Cultura Ilaria Venanzoni e dei due curatori Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori. Dal pomeriggio, l’apertura al pubblico della mostra che rimarrà a Fabriano fino al prossimo 8 dicembre.
Marchioni, da Cechov ai Soliti IgnotiNei panni di Peppe er Pantera, debutta a dicembre cult Monicelli
30 luglio 201914:42
– “Dopo quattro anni di Cechov, prendo una boccata di ossigeno con una sana commedia”. A raccontarlo è Vinicio Marchioni che per il ritorno a teatro nella prossima stagione ha scelto di dirigere e interpretare un vero e proprio cult come I soliti ignoti, caposaldo della commedia all’italiana, che nel 1958 mise insieme Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Totò, Claudia Cardinale (ancora giovanissima e sconosciuta) con Tiberio Murgia e Memmo Carotenuto e Mario Monicelli dietro la macchina da presa.
Debutto, il 18 dicembre all’Ambra Jovinelli di Roma e poi in tournée, Marchioni vestirà i panni di Peppe er Pantera con anche Augusto Fornari, Vito Facciolla e Antonio Grosso. “Finalmente porto in scena la mia balbuzie e ci scherzo su”, confessa l’attore, che sarà anche nel film L’uomo del labirinto di Donato Carrisi con Dustin Hoffman e Toni Servillo. Quasi finito Il terremoto di Vanja, suo documentario che porta Cechov nei luoghi d’Italia colpiti dal sisma.
Scuola: Cassazione, no in mensa a panino portato da casa
30 luglio 201913:29
– Il caso si riferisce a un contenzioso tra il Comune di Torino e Miur e un nutrito gruppo di genitori.
In primo grado, il tribunale aveva dato ragione all’amministrazione, ma la Corte d’Appello di Torino ha rovesciato il verdetto, affermando che i genitori possono scegliere il tipo di pasto, ma non dettare “le modalità pratiche” e organizzative, dove cioè consumarlo, anche perché ci sono da valutare degli aspetti igienico/sanitari da valutare. “L’istituzione scolastica – sottolineano le Sezioni Unite della Cassazione, dando ragione a Comune e Ministero sulla libertà delle scuole di organizzare il servizio mensa – non è un luogo dove si esercitano liberamente i diritti individuali degli alunni né il rapporto con l’utenza è connotato in termini meramente negoziali, ma piuttosto è un luogo dove lo sviluppo della personalità dei singoli alunni e la valorizzazione delle diversità individuali devono realizzarsi nei limiti di compatibilità con gli interessi degli altri alunni e della comunità”, con “regole di comportamento” e “doveri cui gli alunni sono tenuti”, con “reciproco rispetto, condivisione e tolleranza”. Peraltro, spiegano i giudici, “i genitori sono tenuti anch’essi, nei confronti dei genitori degli alunni portatori di interessi contrapposti, all’adempimento dei doveri di solidarietà sociale, oltre che economica”. E la questione posta “non è comparabile”, come sostenuto dai genitori, con la scelta di non avvalersi dell’insegnamento di religione.
In conclusione la Suprema Corte, formula un principio di diritto, secondo cui “un diritto soggettivo e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici, non è configurabile” e i genitori degli alunni non possono rivolgersi al giudice per “influire sulle scelte riguardanti le modalità di gestione del servizio mensa, rimesse all’autonomia organizzativa” delle scuole.
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