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Renault-Nissan,torna ipotesi fusione Fca
Lo rivela il Wsj, si torna a discutere sull’accordo
WASHINGTON03 agosto 2019 01:52
– I dirigenti di Nissan e Renault stanno tentando di discutere un accordo per rinegoziare la loro alleanza globale, un passo che i top manager della casa automobilistica francese sperano possa riaprire la strada alla fusione con Fiat Chrysler. Lo scrive il Wall Street Journal, in base ad un carteggio email di cui ha preso visione e a persone a conoscenza delle discussioni. Nissan, secondo il Wsj, vuole che Renault riduca la sua quota del 43,4% nella società giapponese che, pur essendo la compagnia più grande delle due, ha solo il 15% di azioni senza voto in quella francese. Le preoccupazioni di Nissan che la fusione di Renault con Fca avrebbe indebolito la sua influenza nell’alleanza l’aveva portata a negare il suo sostegno all’ accordo, portandolo a naufragare. Anche se le due compagnie concordassero che Renault venda azioni in Nissan, ci sarebbe bisogno comunque dell’avallo dello Stato francese, che ha espresso resistenza a cambiare la struttura senza rafforzare anche l’alleanza tra le due case.
Nel 2018 spesi 19 miliardi nei giochiLo rivela il Libro Blu dell’Adm, oltre la metà in slot-machine
03 agosto 201910:06
– Nel 2018 gli italiani hanno speso complessivamente 19 miliardi di euro, con il 55,2% (10,4 miliardi) finiti nelle casse dello Stato, come introiti erariali. A questi vanno aggiunte le imposte versate da concessionari, gestori ed esercenti, che quest’anno hanno registrato l’ennesima impennata. I dati arrivano dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha pubblicato l’annuale “Libro Blu”, il rapporto sullo stato dei giochi in Italia. Il 62,6% delle entrate da gioco (oltre 6 miliardi di euro) proviene da slot-machine e videolottery, il 25,1% da Lotto e lotterie, mentre il restante 12,20% da altri tipi di giochi. E’ in forte aumento il numero dei siti web irregolari inibiti: 1.042 nel 2018 contro i 418 nel 2013, anche se sempre meno sono i tentativi di accesso (-82%). “Priorità dell’Agenzia – sottolinea il direttore Giochi dell’Adm, Roberto Fanelli – è il contrasto al gioco illecito, perché danneggia sia l’Erario, sia gli operatori corretti, sia i giocatori, che senza controlli non sono tutelati”.
15mila i bagnini italiani, 1 su 5 donnaIn crescita è anche la presenza di immigrati, 9,7% del totale
03 agosto 201911:13
Stessa spiaggia, stesso mare, ma i protagonisti che vigilano attenti sotto il sole bollente e tra le onde sono sempre più donne. Sono ben 14.750 i bagnini operativi in Italia – secondo un’indagine di Cna Turismo e Commercio – e di questi 11mila sono addetti direttamente al salvamento. Ma se i maschi sono 12.390 (84% del totale), le donne 2.360, vale a dire il 16%, in crescita del 2% sull’anno scorso. Ma a che cosa è dovuta la crescita dell’occupazione femminile in questo settore? Probabilmente alla maggiore propensione femminile verso alcune doti richieste da quest’attività: le capacità organizzative, l’accuratezza, la comprensione. Le regioni che occupano più donne sono, nell’ordine, Calabria (oltre il 21% degli assistenti in attività), Trentino Alto Adige (8,5%), Veneto (8,4%). In crescita è anche la presenza di immigrati. In tutto sono 1.430, rappresentano il 9,7% del totale e registrano in un solo anno un incremento del 2,86%.
Cgia, 33,4 mld in più di tasse rispetto all’UEUn differenziale che pesa quasi 2 punti di Pil
VENEZIA03 agosto 201911:14
Nel 2018 gli italiani hanno pagato 33,4 miliardi di euro di tasse in più rispetto all’ammontare complessivo medio versato dai cittadini dell’Unione Europea. Si tratta di un differenziale che ‘pesa’ quasi 2 punti di Pil. In termini pro capite, invece, abbiamo corrisposto al fisco 552 euro in più rispetto alla media dei cittadini europei. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia.
Banche: Abi, meno gap Nord-Sud EuropaItalia segue andamento. Prevale modello banca commerciale
03 agosto 201911:13
Non siamo ancora tornati ai livelli di prima della crisi e i segnali di stagnazione o recessione in arrivo lasciano dubbi ma il settore bancario europeo. fra il 2006 e il 2018 è riuscito a migliorare i suoi risultati reddituale, di produttività e di efficienza riducendo inoltre il gap fra Nord e Sud Europa. E’ quanto emerge dal rapporto Abi che analizza i dati dei bilanci consolidati relativi ad un campione di 112 gruppi bancari, pari a circa il 75% del mercato europeo per il periodo 2006 e 2018. “Tendono ad attenuarsi tra le grandi banche europee i differenziali, in termini di rischiosità e di redditività” spiega l’analisi secondo cui “il settore bancario europeo sta evolvendo verso un assetto in cui prevale il modello di banca commerciale tradizionale”. Le tendenze emerse per le banche operanti in Italia sono analoghe a quelle riscontrate negli altri mercati europei con un forte miglioramento della qualità dell’attivo, in termini sia di flussi sia di stock.
Il 65% imprese vede recessione in ItaliaRicerca Intrum, un altro 11% aspetta crisi entro un anno
03 agosto 201916:31
Il 65% delle imprese italiane pensa che il Paese sia già in recessione, mentre per l’11% lo sarà fra un anno, con la penisola che è la nazione europea più pessimista dopo la Grecia. Lo afferma una ricerca condotta da Intrum, uno dei maggiori operatori europei nei servizi al credito, condotta attraverso studio che ha coinvolto oltre 11mila imprese di 24 Paesi, 600 in Italia.
Secondo il report solo il 10% dei manager – sono stati intervistati amministratori delegati, responsabili dei crediti, ‘business controller’ o posizioni simili – pensa che nel prossimo futuro non vi sarà recessione.
Per difendersi, il 55% delle aziende italiane pensa di ridurre le spese e il 40% di fare meno ricorso al credito. Solo il 21% delle imprese per contrastare gli effetti della recessione pensa di incrementare le attività di sviluppo del business (sales operations). Secondo Intrum, il 79% del campione ‘made in Italy’ soffre di problemi di perdite sui crediti, molto più del 46% della media europea.
Dazi e Hong Kong spaventano Borse EuropaIn calo Tokyo (-1,74), affonda il comparto tecnologico coreano
05 agosto 201911:10
Le Borse europee proseguono in forte calo con le tensioni tra Usa e Cina sul fronte del commercio internazionale e la minaccia di Donald Trump di imporre nuovi dazi da settembre. Sui listini pensano le proteste a Hong Kong che affossano il settore del lusso. Prosegue in rialzo l’euro sul dollaro a 1,1141 a Londra. L’indice d’area stoxx cede l’1,9%. In rosso Parigi (-2,1%), Londra (-2%), Francoforte (-1,8%) e Madrid (-1,3%). – Borse asiatiche in profondo rosso nella prima seduta della settimana, dopo l’inasprimento delle trattative sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti e la minaccia di nuovi dazi. Sui listini pesano anche i timori degli investitori per le proteste a Hong Kong.
Archivia la seduta in netto ribasso Tokyo (-1,74%), ai minimi da 2 mesi. Sul fronte valutario lo yen si è rafforzato ai massimi da inizio anno sul dollaro a 105,9 e 117,8 sull’euro. A mercati ancora aperti procede in calo la Cina con Shanghai (-1,1%) e Shenzhen (-1%). Scivolano Hong Kong (-2,8%) e Seul (-2,5%) e Mumbai (-1,5%). Affonda il comparto tecnologico coreano (Kosdaq) che perde il 7,2%.
Sul versante macroeconomico in arrivo gli indici Pmi, Francia, Germania, Regno Unito, Eurozona e Usa. Dall’Italia la nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia.
Istat: stop flessione, verso miglioramento produzione
05 agosto 201910:43
A luglio, l’indicatore anticipatore ha interrotto la tendenza alla flessione in atto dalla fine dello scorso anno, prospettando uno scenario di lieve miglioramento dei livelli produttivi. Lo rileva l’Istat nella nota mensile evidenziando che il clima di fiducia dei consumatori ha registrato un marcato aumento, diffuso a tutte le componenti. Il recupero della fiducia ha coinvolto anche le imprese ad eccezione di quelle manifatturiere.- Le prospettive per gli scambi internazionali, penalizzate dal protrarsi delle tensioni commerciali e dal rallentamento dell’attività economica in Cina, rimangono negative. L’Istat ricorda che in base alla stima preliminare, nel secondo trimestre 2019, il Pil italiano ha registrato una variazione congiunturale nulla a sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria e di un contenuto incremento in quello dei servizi. A giugno, l’indice destagionalizzato della produzione industriale, dopo l’ampio incremento di maggio, si è ridotto marginalmente in termini congiunturali.
A seguito dell’evoluzione positiva nella prima parte dell’anno, a giugno l’occupazione ha mostrato una stabilizzazione e il tasso di disoccupazione è diminuito ulteriormente, pur non riducendo il gap con la media dell’area euro.
Sotto la spinta dei ribassi dei beni energetici, a luglio, l’inflazione ha continuato a rallentare e si è ampliato il differenziale negativo con la dinamica dei prezzi al consumo nell’area dell’euro e nei principali partner europei.
A luglio, l’indicatore anticipatore ha interrotto la tendenza alla flessione in atto dalla fine dello scorso anno, prospettando uno scenario di lieve miglioramento dei livelli produttivi. Lo rileva l’Istat nella nota mensile evidenziando che il clima di fiducia dei consumatori ha registrato un marcato aumento, diffuso a tutte le componenti. Il recupero della fiducia ha coinvolto anche le imprese ad eccezione di quelle manifatturiere.Le prospettive per gli scambi internazionali, penalizzate dal protrarsi delle tensioni commerciali e dal rallentamento dell’attività economica in Cina, rimangono negative. L’Istat ricorda che in base alla stima preliminare, nel secondo trimestre 2019, il Pil italiano ha registrato una variazione congiunturale nulla a sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria e di un contenuto incremento in quello dei servizi. A giugno, l’indice destagionalizzato della produzione industriale, dopo l’ampio incremento di maggio, si è ridotto marginalmente in termini congiunturali.A seguito dell’evoluzione positiva nella prima parte dell’anno, a giugno l’occupazione ha mostrato una stabilizzazione e il tasso di disoccupazione è diminuito ulteriormente, pur non riducendo il gap con la media dell’area euro. Sotto la spinta dei ribassi dei beni energetici, a luglio, l’inflazione ha continuato a rallentare e si è ampliato il differenziale negativo con la dinamica dei prezzi al consumo nell’area dell’euro e nei principali partner europei.
Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,79%)Yen si apprezza ai massimi in 7 mesi sul dollaro
TOKYO05 agosto 201903:18
– La Borsa di Tokyo apre la prima seduta della settimana col segno meno, dopo gli ultimi inasprimenti nelle trattative sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti, e la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di imporre nuovi dazi da settembre. Il Nikkei cede lo 0,79% a quota 20.921,12, perdendo 166 punti. Sui mercati valutari la nuova fase di incertezza incide sullo yen che si rafforza a massimi da inizio anno sul dollaro, 106,50, e a 118,30 sull’euro.
Petrolio: in calo su decisioni daziBrent scende a 61,17 dollari
05 agosto 201907:46
– Avvio di settimana in netto calo per le quotazioni del petrolio che risentono della guerra dei dazi tra Usa e Cina. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre perdono 60 centesimi a 55,06 dollari al barile. Il Brent cede 72 centesimi a 61,17 dollari al barile.
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Oro: ai massimi dal 2013 a 1.456 dollariSui mercati asiatici guadagna l’1,1%
05 agosto 201907:50
– Nuovo balzo delle quotazioni dell’oro che tornano a guadagnare la soglia massima raggiunta nel 2013, già toccata il 19 luglio scorso: il lingotto con consegna immediata guadagna infatti l’1,1% a 1.456 dollari l’oncia. A spingere il metallo, tradizionale bene rifugio la guerra dei dazi e le tensioni internazionali. Dall’inizio dell’anno le quotazioni sono aumentate del 13%.
Spread apre poco mosso a 202 puntiRendimento scende all’1,50%
05 agosto 201908:38
– Apertura di settimana senza sensibili variazioni per lo spread tra Btp e Bund che segna 203 punti (202 venerdì in chiusura di giornata). Scende il rendimento del titolo decennale italiano all’1,50%.
Borsa: Milano apre in calo (-0,79%)Indice Ftse Mib a 20.880 punti
MILANO05 agosto 201909:04
– La Borsa di Milano apre in calo.
L’indice Ftse Mib cede lo 0,79% a 20.880 punti.
Borsa: Asia in profondo rossoIn calo Tokyo (-1,74), affonda il comparto tecnologico coreano
05 agosto 201908:28
– Borse asiatiche in profondo rosso nella prima seduta della settimana, dopo l’inasprimento delle trattative sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti e la minaccia di nuovi dazi. Sui listini pesano anche i timori degli investitori per le proteste a Hong Kong.
Archivia la seduta in netto ribasso Tokyo (-1,74%), ai minimi da 2 mesi. Sul fronte valutario lo yen si è rafforzato ai massimi da inizio anno sul dollaro a 105,9 e 117,8 sull’euro. A mercati ancora aperti procede in calo la Cina con Shanghai (-1,1%) e Shenzhen (-1%). Scivolano Hong Kong (-2,8%) e Seul (-2,5%) e Mumbai (-1,5%). Affonda il comparto tecnologico coreano (Kosdaq) che perde il 7,2%.
Sul versante macroeconomico in arrivo gli indici Pmi, Francia, Germania, Regno Unito, Eurozona e Usa. Dall’Italia la nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia.
Cambi: euro sale su dollaro a 1,1130Su yen scende a 117,83. Sterlina giù sul dollaro a 1,2120
05 agosto 201908:32
– Avvio di settimana in rialzo per l’euro nei confronti del dollaro con la moneta unica europea che risale a quota 1,1130 rispetto al livello di 1,1108 di venerdi’ dopo la chiusura di Wall street. sale però anche lo yen con l’euro a 117,83. Ancora in calo la sterlina sul dollaro a 1,2120
Lavoro: 2 mln posti laureati e diplomatiUnioncamere Anpal, ma più di 600 mila difficili da trovare
05 agosto 201909:30
– Saranno 2 milioni, in pratica come lo scorso anno i contratti di lavoro per laureati e diplomati a disposizione nel 2019 ma in più di 600 mila casi si tratta di professionalità di difficile reperimento. E’ quanto risulta dall’ultima fotografia scattata da Unioncamere in collaborazione con Anpal. In particolare il mercato del lavoro richiederà 1.596.000 diplomati (417.500 di difficile reperimento) e 550.990 laureati (195.000 di difficile reperimento).
Tra le professioni di sbocco per i diplomati, il 51,8% dei disegnatori industriali è difficile da reperire; difficoltà anche superiori si registrano per i tecnici elettronici (57,7%) e per gli elettrotecnici (71,5%).
Per quanto riguarda i laureati, le difficoltà di reperimento per i profili di sbocco dei laureati sono spesso elevate per gli specialisti nei rapporti con il mercato (48,4%), il 52,5% per gli ingegneri energetici e meccanici e il 64,8% per gli analisti e progettisti di software.
Borsa: Europa apre in calo con daziParigi (-1,17%), Francoforte (-0,96%), piatta Londra
05 agosto 201909:26
– Le Borse europee aprono in calo con i timori degli investitori per l’inasprirsi delle tensioni tra Usa e Cina sul fronte del commercio globale. Si guarda anche alle dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, che ha annunciato l’intenzione di imporre nuovi dazi da settembre. Sui mercati pesano anche le proteste in corso da tre giorni a Hong Kong. Sul fronte valutario l’euro avvia la settimana in rialzo sul dollaro a 1,1130 a Londra.
L’indice d’area stoxx 600 cede l’1%. In rosso Parigi (-1,17%), Francoforte (-0,96%) e Madrid (-0,83%) mentre Londra è piatta.
Borsa: Milano prosegue in caloIl lusso soffre con proteste Hong Kong, spread Btp-Bund a 205
05 agosto 201909:55
– La Borsa di Milano (-0,9%) prosegue in calo, in linea con gli altri listini europei. A pesare sono le tensioni tra Usa e Cina sul fronte del commercio internazionale e le minacce di nuovi dazi da parte di Donald Trump. A Piazza Affari i dazi pesano anche sull’andamento di Stm e Cnh (-3,4%). Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 205 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,52%.
Le proteste a Hong Kong incidono sul mercato del lusso europeo. A Milano soffre Moncler (-3,7%) e perde anche Ferragamo (-1,4%). In ordine sparso le banche con Banco Bpm (-0,4%), Unicredit (-0,3%) e Intesa (+0,1%).
In calo i titoli legati al petrolio con il prezzo del greggio che scende. In rosso Saipem (-3,1%), Eni (-1,2%) e Tenaris (-0,7%). Il via libera al Progetto Italia premia le due società coinvolte con Salini (+2%) e Astaldi (+0,2%).
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Istat: verso miglioramento produzione
A luglio, marcato aumento fiducia consumatori
05 agosto 201910:21
– A luglio, l’indicatore anticipatore ha interrotto la tendenza alla flessione in atto dalla fine dello scorso anno, prospettando uno scenario di lieve miglioramento dei livelli produttivi. Lo rileva l’Istat nella nota mensile evidenziando che il clima di fiducia dei consumatori ha registrato un marcato aumento, diffuso a tutte le componenti. Il recupero della fiducia ha coinvolto anche le imprese ad eccezione di quelle manifatturiere.
Borsa: Milano peggiora, soffre MonclerPiazza Affari risente delle tensioni su dazi e snobba indice Pmi
05 agosto 201910:21
– La Borsa di Milano (-1,3%) peggiora, in linea con gli altri listini europei, e snobba l’indice Pmi che a luglio ha toccato i 51 punti. Le proteste di Hong Kong pesano sul settore del lusso con Moncler (-4,6%) in fondo al listino di Piazza Affari. In calo anche Ferragamo (-1,8%).
Soffrono Stm (-3,8%), Cnh (-3,7%) e Prysmian (-3,6%) con le tensioni sul fronte del commercio internazionale. Seduta in negativo anche Leonardo (-3,8%), Saipem (-3%) e Pirelli (-2,5%).
Basicnet apre Village a MilanoTrono, rafforziamo visibilità marchi e presenza diretta
05 agosto 201910:45
– Il BasicNet Village raddoppia e dopo Torino apre a Milano. Il gruppo ha acquistato da Aprica Costruzioni, in zona Scalo Farini, un immobile ‘post industriale’ di inizio ‘900, di circa 4.000 metri quadri per 10,5 milioni che sarà occupato da uffici, showroom e negozi dedicati ai marchi del gruppo da Robe di Kappa, K-Way, Jesus Jeans a Superga, Briko, Sabelt e Sebago. “Come evidenziato dai risultati semestrali, il Gruppo BasicNet continua a riportare risultati solidi e in crescita, confermando il successo della strategia di sviluppo dei marchi. L’acquisto del complesso immobiliare a Milano consentirà di rafforzare la visibilità degli stessi e di sviluppare una forte presenza commerciale diretta in una piazza chiave per il settore” commenta l’amministratore delegato Federico Trono.
Dazi e Hong Kong spaventano Borse EuropaParigi e Londra -2%, Francoforte -1,8%
05 agosto 201911:09
– Le Borse europee proseguono in forte calo con le tensioni tra Usa e Cina sul fronte del commercio internazionale e la minaccia di Donald Trump di imporre nuovi dazi da settembre. Sui listini pensano le proteste a Hong Kong che affossano il settore del lusso. Prosegue in rialzo l’euro sul dollaro a 1,1141 a Londra. L’indice d’area stoxx cede l’1,9%. In rosso Parigi (-2,1%), Londra (-2%), Francoforte (-1,8%) e Madrid (-1,3%).
I tre giorni di proteste a Hong Kong sembrano minacciare il mercato del lusso, un settore molto sensibile all’area asiatica.
In Borsa soffrono Richemont (-4,5%), Lvmh (-3,8%), Burberry (-3,5%), Dior (-2,9%), Kering (-2,6%). In calo anche il comparto dei tecnologici che risente delle tensioni sul fronte dei dazi.
Marciano in terreno negativo Ams (-6%), Logitech (-4,2%) e Nokia (-2,3%). Male anche le auto con Porsche (-3,2%), Peugeot (-2,7%), Volkswagen (-2,4%) e Daimler (-2,35%).
Borsa: Europa prosegue in forte caloAncora pesanti lusso e tecnologici, euro in rialzo su dollaro
05 agosto 201912:31
– Le Borse europee proseguono in forte calo con gli investitori che guardano con timore alle minacce di Donald Trump su nuovi dazi e le proteste in corso a Hong Kong.
Restano pesanti i titoli del lusso (-3%), i tecnologici (-2,3%).
In ripresa l’euro sul dollaro a 1,1153 a Londra.
L’indice d’area stoxx 600 cede l’1,7%. In rosso Parigi (-1,8%), Londra (-1,7%), Francoforte (-1,2%), Milano (-1,3%) e Madrid (-1%).
A Piazza Affari prosegue pesante Moncler (-4%). Male anche Cnh (-3,6%), Amplifon (-3,5%) e Stm (-3,1%). In ordine sparso le banche con Mediobanca (-0,8%), Unicredit (-0,5%), Bper (+0,5%), Mps (+0,4%) e Intesa (+0,2%). In debole rialzo Fineco (+0,1%), in attesa dei risultati del semestre. Il varo di Progetto Italia premia le società coinvolte con Salini Impregilo (+2,1%) e Astaldi (+0,2%).
Borsa Milano riduce calo con banche, -1%Europa sempre pesante prima dell’avvio Wall street e dati Usa
05 agosto 201914:39
– Piazza Affari oltre metà seduta prova a contenere il calo della mattinata e, con l’indice Ftse Mib che cede l’1%, è la Borsa meno pesante in Europa, sempre penalizzata dalle tensioni Usa-Cina e dai dati deludenti del manifatturiero nel Vecchio continente. Londra perde infatti oltre due punti percentuali, Parigi l’1,8%, Francoforte un punto e mezzo.
In attesa dell’avvio di Wall street e dei dati Usa di giornata, tra i titoli principali di Milano, Moncler cede il 3,6%, Stm il 3,7%, Cnh il 3,4% e Pirelli oltre il 3%. Pesanti anche Saipem (-2,9%) e Tim (-2,4%), Enel si muove in linea con il listino generale, mentre Mediaset è piatta. Intesa sale invece di un punto percentuale e Mps sempre molto volatile del 2% a 1,33 euro.
Petrolio: in calo a Ny a 54,90 dollariQuotazioni perdono l’1,38%
NEW YORK05 agosto 201915:07
– Il petrolio apre in calo a New York, dove le quotazioni perdono l’1,38% a 54,90 dollari al barile.
Istat: verso miglioramento produzioneA luglio, marcato aumento fiducia consumatori
05 agosto 201910:21
– A luglio, l’indicatore anticipatore ha interrotto la tendenza alla flessione in atto dalla fine dello scorso anno, prospettando uno scenario di lieve miglioramento dei livelli produttivi. Lo rileva l’Istat nella nota mensile evidenziando che il clima di fiducia dei consumatori ha registrato un marcato aumento, diffuso a tutte le componenti. Il recupero della fiducia ha coinvolto anche le imprese ad eccezione di quelle manifatturiere.
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