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ALLE 05:43 DI MERCOLEDì 07 AGOSTO 2019

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17 paesi al limite, anche San Marino. In Italia rischio alto

NEW YORK06 agosto 2019 19:22

– L’acqua non è una risorsa inesauribile, tanto che 17 paesi, dove si trova un quarto della popolazione mondiale, rischiano di rimanere a secco. L’allarme arriva da uno studio dell’organizzazione World Resources Institute, con sede a Washington, secondo cui nazioni come India, Iran e Botswana sono sottoposte attualmente ad uno stress idrico “estremamente elevato”, il che significa che stanno usando quasi tutta l’acqua che hanno a disposizione, e potrebbero rimanere senza.
Nella lista degli stati più a rischio ci sono anche San Marino, Qatar, Israele, Libano, Giordania, Libia, Kuwait, Arabia Saudita, Eritrea, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Pakistan, Turkmenistan e Oman, ma pure San Marino, all’11/o posto.
L’Italia è nella seconda fascia, quella a rischio “alto”, al 44/o posto su 164.
Nelle zone che fanno parte della ‘lista nera’, “il sistema agricolo, quello industriale e dei comuni consumano oltre l’80% dell’acqua in superficie e sottoterra disponibile in un anno medio”. E quando la domanda rivaleggia con l’offerta a questi livelli, anche piccoli periodi di siccità possono avere “conseguenze disastrose”.
Alcuni di questi sono paesi aridi, altri stanno sperperando le loro riserve, altri ancora si affidano troppo alle falde acquifere, che invece dovrebbero essere preservate per i rifornimenti in momenti di siccità.
Nelle nazioni ad alto rischio – di cui 12 su 17 sono in Medio Oriente e Nord Africa – ci sono grandi città che recentemente hanno dovuto affrontare gravi carenze idriche, tra cui San Paolo in Brasile, Chennai in India e Cape Town in Sud Africa.
Quest’ultima nel 2018 ha quasi raggiunto quello che viene chiamato ‘Day Zero’, ossia il giorno in cui tutte le sue dighe rimarrebbero all’asciutto.
I dati raccolti nel dossier dell’istituto di Washington mostrano anche che oltre un terzo delle principali aree urbane con oltre 3 milioni di persone è sottoposto a stress idrico elevato o estremamente elevato. Tra queste ci sono Nuova Delhi, Los Angeles, San Diego, Città del Messico, Mosca, Pechino e Madrid.
“In futuro probabilmente vedremo molti ‘Day Zero’ -, ha spiegato Betsy Otto, che dirige il programma globale per l’acqua presso il World Resources Institute -. L’immagine è allarmante in molti posti in tutto il mondo”.

Trump sui luoghi delle stragi, protesteFra poche ore il tycoon a El Paso e Dayton, ‘non è il benvenuto’

WASHINGTON07 agosto 201904:48

– Donald Trump si appresta a visitare i luoghi delle stragi del fine settimana che hanno provocato 31 morti e a El Paso e Dayton si prepara la protesta dopo che in molti hanno chiesto al presidente di rinunciare alla visita. “Non è il benvenuto”, è la parola d’ordine dei gruppi che si apprestano a contestare l’arrivo del presidente americano la cui retorica incendiaria e anti immigrati viene considerata, soprattutto ad El Paso, in parte responsabile del massacro di sabato che ha colpito soprattutto la comunità ispanica e messicana. Ed il sindaco della città texana al confine col Messico, Dee Margo, ha messo in guardia il presidente dal tornare a invocare la sua politica della tolleranza zero al confine: “Non permetteremo a nessuno di dipingere la nostra città in maniera non coerente con la nostra storia e i nostri valori”. Mentre per il candidato dem alla Casa Bianca Beto O’Rourke, cittadino di El Paso, “dopo la tragedia di sabato il presidente non dovrebbe venire qui”.

Romania: 15enne stuprata e uccisa, il 112 non le aveva dato retta’Per favore non riattaccate’, le ultime parole della 15enne

06 agosto 201921:35

“Per favore non riattaccate, ho davvero paura”. Sono le ultime disperate parole alla polizia di Alexandra, una 15enne romena che è stata rapita, stuprata e uccisa dopo aver chiamato per tre volte, invano, il 112. Alexandra Macesanu era sparita lo scorso 24 luglio dopo aver fatto l’autostop per tornare a casa. Invece di accompagnarla però il suo aguzzino, il meccanico 65enne Gheorghe Dinca che ha confessato il suo omicidio e quello di un’altra ragazza, l’ha portata a casa sua a Caracal, a 145 chilometri da Bucarest. Una volta lì, Alexandra è riuscita a impossessarsi di un telefono e ha chiamato la polizia.    Gli audio e le trascrizioni delle sue telefonate al 112 sono stati pubblicati in questi giorni sulla sua pagina Facebook dalla zio e hanno scatenato rabbia e indignazione in Romania.    Centinaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il governo. Il capo della polizia, Ioan Buda, è stato costretto alle dimissioni come altri due funzionari di polizia locali.    “Per favore venite presto, credo stia tornando”, implorava la ragazza fornendo i dettagli del luogo in cui era tenuta prigioniera. Ma il poliziotto in turno non le ha dato peso. “Non posso stare al telefono con lei, ho altre chiamate”, ha tagliato corto l’agente Vasilica Viorel Florescu. Aggiungendo che una volante della polizia sarebbe stata da lei “in 2-3 minuti” spazientendosi persino con la povera Alexandra: “E che cavolo! Calmati, la macchina è già sulla strada”. E invece sono passate oltre 19 ore prima che la polizia individuasse la casa in cui la ragazza era tenuta prigioniera. Quando sono finalmente entrati era troppo tardi.

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Alta tensione Usa-Cina, spettro di una guerra dei cambi
Scontro pure sul dispiegamento di missili americani nel Pacifico

NEW YORK06 agosto 201919:47

Non solo una guerra commerciale.
Fra gli Stati Uniti e la Cina cresce il rischio di una guerra dei cambi. Sotto il pressing di Donald Trump, il Tesoro americano bolla per la prima volta dal 1994 la Cina come manipolatore di valute. Una mossa per lo più simbolica ma che mostra un’intensificarsi dello scontro fra le due superpotenze economiche mondiali.    Ad alzare ancora di più la tensione è il possibile dispiegamento di missili americani a medio raggio nell’area indo-pacifico, paventato nei giorni scorsi dal capo del Pentagono Mark Esper. Un’ipotesi che la Cina vede come una provocazione: “Non staremo a guardare”, la replica secca di Pechino, che invita i paesi dell’area a rifiutare l’iniziativa statunitense. Poi avverte: “Se gli Stati Uniti dispiegheranno missili in questa parte del mondo, praticamente alla soglia di ingresso della Cina, saremo costretti a prendere contromisure” dice Fu Cong, il responsabile cinse per il controllo delle armi.    “Chiedo ai paesi nostri vicini di esercitare prudenza e non consentire il dispiegamento dei missili sul loro territorio”, aggiunge Fu, citando esplicitamente Giappone, Corea del Sud e Australia ma non scendendo nei dettagli su quale potrebbe essere la risposta cinese. Fu si limita a dire che “tutte le opzioni sono aperte” se gli alleati americani consentiranno il dispiegamento.    Lo scontro sui missili si va ad aggiungere a quello commerciale fra Stati Uniti e Cina, complicando un rapporto già complesso fatto di prove di forza e di continui botta a risposta. Alla Cina che ha consentito di far scendere fino a 7 yuan per dollaro il tasso di cambio della sua valuta, gli Usa hanno risposto etichettandola come manipolare di valute. Una designazione che consente a Trump di onorare una delle sue promesse elettorali e di incassare il plauso di una parte dei democratici. La decisione del Tesoro americano non è seguita, almeno per il momento, da nessuna ritorsione cinese. Anzi la banca centrale cinese esclude “svalutazioni significative”. E questo fa tirare un respiro di sollievo alle borse mondiali dopo un lunedì nero che ha visto le piazze finanziarie europee bruciare 180 miliardi di euro e Wall Street 700 miliardi di dollari. Ma l’apparente calma è, secondo gli analisti, solo momentanea, con altre ondate di vendite all’orizzonte. Una calma che però consente al presidente americano e alla sua amministrazione di esultare.”Siamo in una posizione molto forte. Le aziende stanno tornando negli Stati Uniti”, dove si sta riversando anche un “massiccio ammontare di soldi dalla Cina e dal resto del mondo per motivi di sicurezza, investimento e tassi di interesse”. Il presidente americano rassicura poi gli agricoltori, finiti nel mezzo della sua guerra con Pechino, dicendosi pronto ad agire nuovamente a loro sostegno. La Cina ha sospeso gli acquisti di prodotti agricoli americani in ritorsione dei nuovi dazi del 10% annunciati da Trump dal 1 settembre su 300 miliardi di dollari di Made in China. I dazi agitati da Trump – osserva comunque la Casa Bianca – possono cambiare: il presidente è flessibile a seconda di come evolveranno le trattative commerciali. Il prossimo appuntamento è a settembre a Washington e tutti si augurano progressi in grado di sventare una guerra a 360 gradi.

Bufera sul New York Times per titolo su Trump, costretto a ribattere Ira dei dem e rivolta sui social,in molti cancellano abbonamento

06 agosto 201919:34

Bufera sul New York Times per un titolo di apertura su Donald Trump che scatena l’ira di molti lettori e una vera e propria rivolta sui social. Tanto da costringere il principale quotidiano statunitense a ribattere la prima edizione del giornale in edicola martedì mattina. “Trump urges unity vs.racism”, Trump esorta all’unità contro il razzismo, si leggeva in prima pagina nella versione iniziale, sintetizzando così il messaggio in diretta tv che il presidente americano aveva rivolto alla nazione dopo le stragi di El Paso e di Dayton. Un titolo “da incubo” per molti, stridente con le polemiche seguite all’intervento del tycoon, accusato di non aver fatto un minimo di autocritica sulla sua retorica incendiaria e anti-immigrati che – a detta dei detrattori – alimenta odio e violenze. Violenze come la sparatoria avvenuta nella città texana in cui la gran parte delle vittime è di origine messicana ed ispanica. Ma molte le critiche al tycoon anche per non aver avanzato alcuna seria proposta che lasci intravedere una stretta sulla diffusione delle armi da fuoco in America.Il risultato di quella che è stata definita una “sciagurata scelta” del Times non si è fatto attendere: subito sui social media si e’ riversata l’indignazione di migliaia di lettori, molti dei quali si sono spinti a cancellare l’abbonamento. Da Beto O’Rourke ad Alexandra Ocasio-Cortez, durissima anche la reazione di tanti esponenti del partito democratico, che hanno ritwittato la controversa prima pagina che tra i primi a postare è stato Nat Silver, l’ex giornalista del New York Times divenuto famoso per l’esattezza delle sue previsioni sull’esito delle elezioni: “Non sono certo che avrei inquadrato così la vicenda”, scrive Silver a proposito del discusso titolo.Il candidato dem alla Casa Bianca Cory Booker invita il Times a “fare meglio”, mentre la “pasionaria” liberal Ocasio-Cortez attacca senzi mezzi termini “la vigliaccheria” delle istituzioni più popolari su cui spesso contano anche movimenti come quello del suprematismo bianco”. “Incredibile”, il secco commento su Twitter dell’aspirante candidato dem alla Casa Bianca Beto O’Rourke. “Terribile”, il commento di altri lettori. Il risultato è che la seconda edizione del giornale è uscita con una prima pagina stravolta: nuovo titolo e nuova foto di apertura. Trump “attacca l’odio ma non le armi”, la nuova versione. Intanto monta la polemica per la prevista visita di Trump ad El Paso dopo che in molti, a partire dai democratici, hanno chiesto al presidente di cancellare. Molte le proteste nella città texana dove già ci si prepara a contestare duramente l’arrivo del tycoon.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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