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Male il mercato mondiale del tablet, -5%
Analisti, Apple cresce del 6% e consolida la leadership
06 agosto 2019 07:09
– Il mercato mondiale dei tablet ha chiuso il secondo trimestre con consegne in calo del 5% su base annua, a quota 32,2 milioni di unità. A dirlo sono i dati preliminari forniti dagli analisti di Idc, che certificano la crescita di Apple.
La compagnia di Cupertino ha messo in commercio 12,3 milioni di iPad tra aprile e giugno, il 6,1% in più rispetto agli 11,6 milioni del secondo trimestre del 2018. La Mela ha quindi consolidato la propria leadership nel settore, portando la quota di mercato dal 34,1 al 38,1%.
Al secondo posto c’è Samsung, che ha registrato una flessione del 3,1%, a quota 4,9 milioni di Tablet. Terza è Huawei, che ha chiuso i tre mesi con 3,3 milioni di tablet consegnati e un calo del 6,5%.
Fuori dal podio si piazza Amazon che, grazie a una crescita del 46,3% a 2,4 milioni di dispositivi, ha superato Lenovo.
Quest’ultima è quinta, con 1,9 milioni di unità e una contrazione del 6,9%.
Google, materiali riciclati nei prodottiLa società si impegna ad abbattere le emissioni delle spedizioni
06 agosto 201912:55
– Google è pronta a farsi più “verde”.
La compagnia di Mountain View ha annunciato che entro il 2022 ogni dispositivo prodotto – come smartphone, altoparlanti e portatili – conterrà materiali riciclati, ed entro il 2020 le spedizioni di questi gadget saranno a impatto zero.
La responsabile della Sostenibilità di Google, Anna Meegan, ha spiegato in un’intervista a FastCompany che l’azienda ha già iniziato a usare plastica riciclata nei dispositivi Chromecast.
Il tessuto utilizzato negli smart speaker, inoltre, viene dal riciclo di bottiglie di plastica. L’obiettivo del colosso californiano è di impiegare materiali riciclati, da qui a tre anni, in ogni prodotto messo in commercio.
Google si è anche impegnata a rendere a impatto zero le spedizioni dei suoi prodotti. Megaan ha spiegato che la società è già riuscita a ridurre le emissioni del 40% privilegiando le spedizioni navali rispetto a quelle aeree.
Samsung svela il Galaxy Watch Active 2Il nuovo smartwatch ha una ghiera digitale e connettività Lte
06 agosto 201913:31
– Samsung ha svelato l’Active 2, l’ultimo arrivato della famiglia Galaxy Watch. Lo smartwatch, che arriverà nei negozi a settembre, si caratterizza per la trasformazione della ghiera girevole che serve a selezionare le app e a spostarsi tra le schermate. Da “fisica”, la ghiera diventa infatti digitale, e consente di sfruttare meglio le dimensioni delle schermo curvo.
Lo smartwatch, dedicato agli amanti dell’attività fisica, si presenta in due dimensioni, con quadranti da 40 e 44 millimetri e display Amoled da 1,2 e 1,44 pollici. La scelta è tra la cassa in alluminio e il cinturino in gomma, o la cassa in acciaio e il cinturino in pelle. Questa seconda variante è l’unica disponibile se si opta per l’orologio con connettività Lte.
Il sistema operativo è quello proprietario di Samsung, Tizen OS, che si appoggia su un processore Exynos 9110. la Ram è da 768 MB (1.5 GB per l’Lte), con 4 GB di memoria interna.
Tra le funzioni, la possibilità di tradurre istantaneamente in 16 lingue con la app Google Translate, di usare Twitter e di guardare video su YouTube, cercandoli attraverso comandi vocali.
Tanti post su social sotto effetto drogaLa rischiosa abitudine è diffusa tra chi fa uso di sostanze
06 agosto 201914:15
– Da video a foto e commenti, non pochi dei post presenti sui social sono realizzati mentre gli utenti sono sotto effetto di sostanze come alcol e droghe. E tra coloro che fanno uso abituale di droghe questa ‘moda’ è diffusissima, salvo poi pentirsi di quanto postato.
Lo rivela uno studio sulla rivista Substance Abuse, condotto presso il Center for Drug Use and HIV/HCV Research (CDUHR) presso il NYU College of Global Public Health a New York.
Si stima che oltre 9 giovani su dieci di 18-29 anni usino qualche social e poiché praticamente tutti hanno uno smartphone, diventa facilissimo realizzare post in tempo reale in qualsiasi situazione.
Lo studio ha coinvolto 872 giovani adulti che stavano per partecipare a feste in discoteca e che avevano dichiarato di aver fatto uso di una qualche sostanza in passato. I ricercatori hanno chiesto loro se avessero postato video, foto o inviato messaggi o chiamato qualcuno mentre erano sotto l’effetto di sostanze, e se si fossero poi in seguito pentiti di ciò. È emerso che oltre uno su tre ha realizzato dei post mentre era sotto l”effetto di sostanze e che oltre uno su 5 di loro se ne è pentito a posteriori. Inoltre oltre la metà del campione (55,9%) ha mandato messaggi o chiamato qualcuno sotto l”effetto di sostanze e quasi la metà (47,6%) si è ritrovato in una foto postata sui social mentre era sotto l”effetto di sostanze.
“Rischiosi post sui social, come ad esempio foto o altro materiale che mostra qualcuno sotto l’effetto di sostanze, hanno il potenziale di causare profondo imbarazzo, stress, litigi nella propria rete di amici” – ha commentato i dati l’autore principale del lavoro Joseph Palamar. “Tale comportamento può avere anche implicazioni ad esempio in ambito lavorativo, dato che la maggior parte dei datori di lavoro oggi fa uso dei social a sua volta anche per selezionare candidati, e potrebbe dunque venire a conoscenza di comportamenti impropri di un possibile candidato” e tenerne conto nella sua valutazione complessiva, conclude l’autore.
Video-selfie del viso misurerà pressioneSviluppato un software che la legge direttamente nella ripresa
06 agosto 201915:02
– Un giorno per misurare la pressione del sangue basterà scattarsi un selfie o meglio farsi un velocissimo video del viso con il cellulare: uno strumento ottico legge i cambiamenti nel flusso sanguigno nei vasi del viso e, in base a essi, calcola la pressione del sangue con un’accuratezza comparabile a quella dei normali misuratori di pressione.
È l’idea sviluppata presso l’Università di Toronto e testata in un lavoro pubblicato sulla rivista Circulation: Cardiovascular Imaging.
Gli esperti hanno testato inizialmente il ‘video-selfie’ per misurare la pressione su oltre 1300 individui di pelle sia chiara sia scura. Con un semplice smartphone si produce un video del viso della durata di 2 minuti (ma i ricercatori canadesi stanno perfezionando il tutto affinché in futuro possa bastare una ripresa di appena 30 secondi). Un software incorporato nel cellulare ‘legge’ nel video i cambiamenti del flusso di sangue nei vasi sanguigni del viso e traduce l’informazione ottica nei dati di pressione dell’individuo.
Gli esperti hanno inizialmente settato il software comparando i risultati con quelli di normali apparecchi per misurare la pressione. Dopo questo settaggio il software ha raggiunto una accuratezza del 95-96%, del tutto comparabile a un apparecchio di misurazione convenzionale.
Se l’efficacia del software sarà confermata su un campione più ampio di individui, di tutte le etnie, questo sistema potrebbe entrare in uso per misurazioni della pressione fai-da-te e in ogni istante lo si voglia, un aspetto importantissimo per tenere a bada la pressione, visto che l’ipertensione (pressione alta) è un problema diffusissimo e rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.
Fb ‘apre’ tecnologia anti video violentiAlgoritmo AI sviluppato con Università di Modena e Reggio Emilia
BOLOGNA06 agosto 201915:14
– Facebook ha reso open-source, quindi a disposizione della comunità scientifica e non solo, un software sviluppato dal team del social network per la ricerca sull’intelligenza artificiale (Fair) e dall’Università di Modena e Reggio Emilia per trovare video dal contenuto inappropriato sul web, dai filmati terroristici a quelli violenti.
L’algoritmo, sviluppato al Fair di Parigi dai ricercatori di Facebook e da Lorenzo Baraldi, allora dottorando e oggi ricercatore all’AImageLab di Unimore, ha lo scopo di trovare duplicati o parti simili tra video in tempo reale, coniugando tecnologie di intelligenza artificiale, ed è stato adottato dal social di Mark Zuckerberg per trovare video da rimuovere dal web. Il lavoro era stato pubblicato nel 2018 all’International Conference on Computer Vision and Pattern Recognition, tra le maggiori conferenze al mondo su ‘Visione artificiale’.
“Se identifichiamo una propaganda terroristica sulle nostre piattaforme, la rimuoviamo e la indicizziamo utilizzando una varietà di tecniche, compresi gli algoritmi che stiamo condividendo oggi – spiega Facebook – Ora possiamo condividere gli ‘hash’ (una sorta di impronta digitale telematica, ndr) con i partner industriali, comprese le aziende più piccole, in modo che possano rimuovere lo stesso contenuto se appare sui loro servizi”.
La tecnica sviluppata, spiega Lorenzo Baraldi, permette ai filmati di conservare al loro interno “una firma dell’evoluzione temporale del video”, rendendo così possibile il confronto di clip tra di loro. “Si possono scoprire video copiati – aggiunge – violazioni di diritto d’autore e si può tracciare la diffusione di video pericolosi sui social network”.
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