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Gli equipaggia Ferrari per la LMGTE Pro
La vettura numero 51 di AF Corse affidata a Guidi e Calado
16 agosto 2019 10:25
– A poche settimane dal via della Season 8 del FIA World Endurance Championship (WEC) vengono ufficializzati gli equipaggi Ferrari iscritti al campionato nella classe LMGTE Pro. La vettura numero 51 di AF Corse sarà affidata ad Alessandro Pier Guidi e James Calado. Dopo aver vinto il titolo piloti e team del 2017 e in seguito al recente trionfo alla 24 Ore di Le Mans 2019 con il contributo di Daniel Serra, l’equipaggio italo-britannico si candida ad un ruolo da protagonista.
La vettura numero 71 invece propone una nuova formazione costituita da Davide Rigon e Miguel Molina, già al volante della 488 GTE di AF Corse in occasione delle gare che prevedevano il terzo pilota. Lo spagnolo prende il posto di Sam Bird, dal 2016 pilota ufficiale di Competizioni GT, i cui programmi futuri saranno oggetto di successive comunicazioni. Miguel Molina, dal 2017 con i colori del Cavallino Rampante, è attualmente impegnato nel Blancpain GT World Challenge America.
Federer cade a Cincinnati, con Rublev ko lampoSvizzero perde in due set: ‘Era più facile con Nadal o Djokovic’
6 agosto 201913:30
Le vacanze per dimenticare la finale persa a Wimbledon non hanno fatto granché bene a Roger Federer.
A Cincinnati il campione svizzero è stato eliminato in tempi record dal russo Andrey Rublev, numero 70 del ranking. Un’ora è bastata al ventunenne per far uscire di scena con un 6-3 6-4 re Roger negli ottavi di finale del torneo Atp e festeggiare la seconda vittoria in carriera contro un top 5. Per Federer un ko a sorpresa, l’ultimo in due set era avvenuto un anno fa a Shanghai. “Ho giocato 45 partite quest’anno, penso che starò comunque bene – ha detto lo svizzero – Se gioco contro Nadal o Djokovic, più o meno so cosa aspettarmi. E’ più difficile, invece, se incontri un avversario per la prima volta. E’ stato perfetto. Ha giocato davvero una grande partita”. Per Rublev naturalmente la vittoria sa di impresa: “E’ una sensazione fantastica, è incredibile giocare contro una leggenda contro Federer – ammette il russo – che ha tutto il pubblico dalla sua parte fino alla fine”.
A Federer, sette volte campione di Cincinnati, restano appena sette game in 61 minuti praticamente da comparsa. Rublev ha costretto Federer a 19 errori gratuiti e 23 forzati in 103 punti, ace e doppi falli compresi. Insomma uno scivolone non dal re della racchetta, che però incassa e guarda avanti.
Rugby: Parisse, Russia “non farà regali”Domani a S.Benedetto del Tronto test match con vista mondiale
16 agosto 201914:30
– “Abbiamo rispetto per la Russia, squadra che di certo non regalerà nulla sul campo”. Sergio Parisse, nella conferenza stampa a conclusione dell’allenamento di rifinitura, ha parlato degli avversari che attendono l’Italia domani (ore 18.25) nel Cattolica Test Match in programma allo Stadio Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto, secondo appuntamento in preparazione del mondiale di rugby che si svolgerà in Giappone (20 settembre-2 novembre).
“Sarà importante per testare in che condizioni siamo – ha aggiunto il capitano azzurro – sia dal punto di vista fisico che tecnico, visto che giocheremo contro un avversario che non siamo abituati ad affrontare. Sarà l’ultima chance per Conor e tutto lo staff per scegliere i 31 giocatori che andranno al Mondiale”.
Vuelta: Yates non difenderà il titoloCorsa spagnola al via il 24,assente il britannico vincitore 2018
16 agosto 201918:32
– Non ci sarà Simon Yates alla partenza della Vuelta, al via dal prossimo 24 agosto. Il team Mitchelton-Scott ha presentato la squadra che prenderà parte alla corsa spagnola a tappe, ma tra gli otto brilla l’assenza del vincitore dell’edizione 2018. Yates non difenderà così il titolo e non farà tris quest’anno sui grandi giri, dopo aver preso parte a quello d’Italia e al Tour de France.
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È morto per un malore Felice Gimondi
Stava facendo un bagno nelle acque di Giardini Naxos
16 agosto 201923:12
È morto Felice Gimondi. L’ex campione italiano di ciclismo è deceduto per un malore mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos. Gimondi, che avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 26 settembre, si trovava nella zona della spiaggia di Recanati quando si è sentito male. La notizia è stata confermata dai carabinieri. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte di alcuni bagnanti e dei medici del 118. L’omaggio sentito del cannibale Eddie Merckx: “Stavolta perdo io”.
Gimondi, in vacanza insieme alla famiglia, era ospite di una struttura alberghiera di Giardini Naxos, la località turistica del messinese nei pressi di Taormina. Quando si è sentito male stava facendo il bagno. Nello specchio d’acqua è intervenuta anche una motovedetta della Guardia Costiera, ma tutti i tentativi di rianimarlo da parte dei medici sono stati inutili. L’ex campione italiano di ciclismo, che era sofferente di cuore, secondo i soccorritori sarebbe morto per un infarto. Professionista dal 1965 al 1979, Felice Gimondi è stato uno dei sette corridori ad aver vinto tutti e tre i grandi Giri, cioè Giro d’Italia (per tre volte, nel 1967, 1969 e 1976), Tour de France (nel 1965) e Vuelta a Espana (nel 1968).Cassani, è stato unico idolo nella mia vita “Ho avuto un solo idolo nella mia vita: Felice Gimondi. Ogni volta che lo vedevo era un’emozione perché quando ti innamori di un campione è per tutta la vita. Sei stato un grande Felice”. Così il ct della Nazionale di ciclismo, Davide Cassani, ricorda su Twitter il campione scomparso a Giardini Naxos, vittima di un malore mentre faceva il bagno.
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Motta: “Un colpo durissimo” – “E’ un colpo durissimo che mi lascia senza parole. Eravamo nemici sempre, ma c’era grande rispetto per l’uomo, per l’atleta e per il rivale”. Così Gianni Motta,
commenta la scomparsa di Felice Gimondi. “Con lui e ne va un pezzo della storia d’Italia e anche della mia – prosegue Motta -. Eravamo entrambi nati poveri e siamo cresciuti a forza di colpi sui pedali. Eravamo rivali, litigavamo – ricorda -. Una volta lo chiamai e gli dissi basta litigare, Felice, pensiamo solo a correre”.
Gimondi: Merckx, ‘addio amico-rivale’Il Cannibale distrutto: ‘Grande campione e grande uomo’
16 agosto 201921:39
– “Stavolta perdo io”. Eddy Merckx ricorda il rivale-amico Felice Gimondi con parole di omaggio poetiche e allo stesso tempo di valutazione tecnica del campione che è stato. “Perdo prima di tutto un amico e poi l’avversario di una vita” spiega. “Abbiamo gareggiato per anni sulle strade l’un contro l’altro – ricorda ancora il fuoriclasse belga – ma siamo diventati amici a fine carriera. L’avevo sentito due settimane fa così come capitava ogni tanto. Che dire, sono distrutto”. “Felice è stato prima di tutto un grande uomo, un grande campione, purtroppo ce lo hanno portato via – prosegue Merckx – E’ una grande perdita per il ciclismo. Mi vengono in mente tutte le lotte che abbiamo fatto insieme… Un uomo come Gimondi non nasce tutti i giorni, con lui se ne va una fetta della mia vita. E’ stato tra i più grandi di sempre”.
Gimondi vinse tutto, patì solo il cannibale MerckxConquistò tutti i grandi giri, le classiche e il Mondiale
6 agosto 201921:21
Immenso, Felice Gimondi. Altro che “eterno secondo”, come qualcuno l’aveva definito per quella lunga e durissima sfida con Eddy Merckx ed i tanti piazzamenti alle spalle del belga. Originario di Sedrina, in Val Brembana, classe 1942, avrebbe compiuto 77 anni il 29 settembre. Invece fu l’unico a resistere alla vena vorace del ‘Cannibale’ Merckx, secondo in assoluto – dopo Anquetil – a completare la Tripla Corona nei Grandi Giri, campione del Mondo nel 1973 a Barcellona, padrone del pavé di Roubaix e delle insidie della Sanremo. Gianni Brera, che ne descrisse le imprese, per lui aveva coniato i soprannomi Felix de Mondi e Nuvola Rossa. La sua carriera cominciò nel decennio dopo la fine di quella di Magni.Si presentò al Tour de France del 1965, vinse a sorpresa e solo l’indomani si dimise da postino, “perché al posto di lavoro ci tenevo” spiegò. Quel Tour, per l’esuberanza fisica e il modo spericolato di correre, è uno dei tre momenti fondamentali della sua carriera. “Poi c’è il Giro del 1976 (il terzo vinto dopo quelli del ’67 e del ’69, ndr), quando in gruppo ero considerato un vecchietto, per la tattica e la gestione della corsa – raccontò lui stesso anni dopo – E il Campionato del Mondo (del 1971, ndr), per averci creduto fino in fondo anche sapendo di essere battuto”, ancora una volta dal ‘Cannibale’. Quello era un po’ il motto di Gimondi, costretto ad arrendersi solo contro Merckx. Rimase a lungo la sua “delusione più grande” essere battuto dal belga a cronometro per la prima volta, al Giro di Catalogna: “Ho impiegato due anni a capirlo: Merckx era più forte di me”.”Dietro alla sua ruota ci sarò” recita anche un verso della canzone che gli dedicò Enrico Ruggeri, “Gimondi e il Cannibale”, L’ultimo giro d’Italia cui partecipò fu quello del 1978: si piazzò undicesimo, ma contribuì in maniera decisiva al successo finale di Johan De Muynck, che aveva battuto due anni prima, ora diventato suo compagno di squadra. Concluse la carriera su strada nell’ottobre 1978 partecipando al Giro dell’Emilia. Sotto contratto da professionista con la Bianchi-Faema anche nel 1979, ottenne come ultimo piazzamento, nel febbraio di quell’anno, il terzo posto nel campionato italiano di omnium indoor. Nelle quindici stagioni da pro vinse in totale 141 corse. Dopo il ritiro Gimondi fu direttore sportivo della Gewiss-Bianchi nel 1988, e successivamente, nel 2000, presidente della Mercatone Uno-Albacom, la squadra di Marco Pantani.
Prodi: ‘Gimondi simbolo di un’Italia davvero felice”Il dolore dell’ex premier, “era campione gentile, tifavo per lui”
16 agosto 201923:11
“Non era solo un bel campione, il simbolo di un’Italia davvero felice, come garantiva il nome, ma anche un uomo gentile, uno di quelli che ragionano con calma: era veramente un personaggio di grande spessore”. L’ex presidente del consiglio Romano Prodi, grande esperto di ciclismo, e’ commosso nel ricordare la figura di Gimondi. “Mi avete dato davvero una brutta notizia. Tifavo per lui – spiega – ma poi ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente e di sentirlo più volte. In questo momento non ho solo il ricordo di lui come campione ma anche di persona che gestiva strutture economiche importanti con saggezza, calma e serenità”. Si concede pause, Prodi. E’ chiaramente colpito. “Non sempre – riprende – i campioni sportivi nella vita riescono a rimanere in qualche modo indirettamente legati allo sport ma anche a crearsi e a costruirsi una propria nuova vita indipendente in cui avere riconoscimenti come aveva avuto lui. Di Gimondi mi ha colpito soprattutto l’aspetto umano, la gentilezza e lo stile della persona. Era cosi’ quando correva, e’ rimasto tale a fine carriera. Mi dispiace davvero che il nostro Paese perda un uomo come lui”.Zingaretti, mito iscritto nella storia – Felice Gimondi “è uno di quei miti iscritti nella storia della cultura oltre che dello sport nel nostro Paese, ed ogni volta che questi nomi che ci accompagnano da bambini scompare c’è sempre un attimo di dolore. Come sempre sarà la storia e negli atti che faremo a non farlo sparire”. Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti a margine della festa dell’Unità di Cecina (Livorno).Salvini, porteremo le tue imprese nel cuore – “Addio grande e indimenticabile #Gimondi, la tua Bergamo e tutta l’Italia dello sport porteranno le tue imprese sempre nel cuore”. Così Matteo Salvini ricorda la figura di Felice Gimondi.Giorgetti, le sue gesta rimarranno nel cuore – “Buon viaggio Felice Gimondi. Con te se ne va un pezzo della mia fanciullezza, ricordi di giochi tra amici. Sei stato un grande campione le cui gesta resteranno nei nostri cuori”. Così il sottosegretario alla presidenza con delega allo sport Giancarlo Giorgetti.
Gimondi: Di Rocco, addio grande campioneN.1 Fci dispone lutto per nazionali e 1′ silenzio nelle gare
16 agosto 201923:46
– “Felice è stato uno dei più grandi campioni in grado di vincere grandi Giri, un Mondiale e importanti classiche in linea e di contrastare, lui solo, Eddy Merckx; se ne va anche una personalità dalle spiccate doti umane, un dirigente instancabile e competente, un amico. Un grande uomo che ha contrassegnato un’epoca”. Così il presidente di Federciclismo, Renato di Rocco. “Il ciclismo italiano piange la scomparsa di uno dei simboli della propria storia e si stringe commosso attorno alla sua famiglia, alla moglie Tiziana, alle figlie Norma e Federica”. Il n.1 del ciclismo italiano ha disposto che tutte le Nazionali italiane impegnate in Italia e all’estero portino il lutto e che sia osservato un minuto di silenzio in tutte le gare in calendario per onorare la sua memoria”.
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