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Italia chiede rinvio su candidato a Ue
Anche la Francia non ha indicato il nome del suo commissario
BIARRITZ (FRANCIA)26 agosto 2019 15:55
– L’Italia “in queste ore” chiederà il rinvio per l’indicazione del candidato per la Commissione europea. Lo si apprende da fonti qualificate. Oggi scadeva il termine, non ultimativo, posto dalla nuova presidente Urusula von der Leyen, ma anche la Francia non ha indicato il suo candidato commissario.
Nuovo attacco di Bolsonaro contro Macron’Nasconde il suo colonialismo dietro un’alleanza nel G7′
SAN PAOLO26 agosto 201916:26
– Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro è tornato oggi ad attaccare il suo collega francese, Emmanuel Macron, segnalando che il suo Paese “non può accettare” che si lancino “attacchi gratuiti e fuori luogo” contro il modo in cui gestisce l’Amazzonia, né che “travesta le sue intenzioni dietro all’idea di una ‘alleanza’ dei Paesi del G7 per ‘salvare’ l’Amazzonia, come se fossimo una colonia o una terra di nessuno”.
Kashmir:Pakistan,rischio guerra nucleareIl premier Imran Khan: ‘Conseguenze per il mondo intero’
ISLAMABAD26 agosto 201919:54
Il primo ministro pachistano Imran Khan ha avvertito che la crisi del Kashmir potrebbe portare a una guerra nucleare tra India e Pakistan, che avrebbe conseguenze su tutto il mondo. Se “la questione porterà alla guerra, ricordate che entrambi i Paesi hanno armi nucleari.
Nessuno vincerebbe una guerra nucleare, ma la distruzione non si limiterebbe solo a questa regione, il mondo intero dovrebbe affrontarne le conseguenze”, ha detto Khan, sottolineando che la responsabilità di risolvere la crisi è della comunità internazionale.
Greenpeace,+145% di incendi in AmazzoniaAumento nel 2019 rispetto allo scorso anno
26 agosto 201920:07
– Tra gennaio e agosto 2019 il numero di incendi in Amazzonia è aumentato del 145% rispetto allo stesso periodo del 2018. Quest’anno il 75% dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole. Lo dice in una nota Greenpeace. Una squadra brasiliana dell’associazione ha sorvolato gli stati di Rondônia e Pará, documentando gli incendi con nuove immagini.
Amazzonia: 5 mln da fondazione DiCaprioL’attore americano lancia un appello per difendere la foresta
WASHINGTON26 agosto 201917:02
– Leonardo DiCaprio scende in campo per l’Amazzonia: se i Paesi del G7 hanno deciso di sbloccare un aiuto di 20 milioni di dollari contro gli incendi nella foresta brasiliana, la fondazione ambientalista Earth Alliance, che l’attore americano ha contribuito a creare, ha già sviluppato un fondo di emergenza con 5 milioni di dollari. Lo rende noto la stessa fondazione e l’attore premio Oscar ha ritwittato il messaggio.
I fondi sono destinati alle comunità indigene e ad altri partner locali che lavorano per proteggere la biodiversità dell’ Amazzonia contro la diffusione dei roghi. DiCaprio ha pubblicato anche una serie di video e immagini su Instagram e ha invitato i follower a contribuire economicamente: “tutte le tue donazioni andranno ai partner che lavorano sul campo. Senza l’Amazzonia, non possiamo tenere sotto controllo il riscaldamento della Terra. I polmoni del pianeta sono in fiamme (…) L’Amazzonia ha bisogno di più delle nostre preghiere”, scrive la star.
Amazzonia, in un anno forte aumento degli incendi. Bolsonaro attacca MacronGara di solidarietà: 20 milioni da G7, 10 dal gruppo del lusso Lvmh e 5 dalla fondazione di DiCaprio
26 agosto 201919:04
Tra gennaio e agosto 2019 il numero di incendi in Amazzonia è aumentato del 145% rispetto allo stesso periodo del 2018. Quest’anno il 75% dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole. Lo dice in una nota Greenpeace. Una squadra brasiliana dell’associazione ha sorvolato gli stati di Rondônia e Pará, documentando gli incendi con nuove immagini. Negli stati di Rondônia e Pará, sottolinea Greenpeace, gli incendi mostrano chiaramente l’avanzata dell’agricoltura industriale nella foresta, spesso per far spazio a pascoli per il bestiame e colture, soia in particolare, destinate alla mangimistica. Dei 6.295 focolai registrati tra 16 e il 22 agosto, il 19% si è verificato in aree naturali protette, il 6% delle quali appartengono a diversi Popoli Indigeni.
”Le fiamme che stanno consumando l’Amazzonia non sono un problema solo per il Brasile, ma per l’intero Pianeta. Con l’aumentare degli incendi, infatti, aumentano anche le emissioni di gas serra, favorendo ulteriormente l’innalzamento della temperatura globale e, conseguentemente, il verificarsi di eventi meteorologici estremi che rappresentano un grave pericolo per la fauna selvatica e la vita di migliaia di persone. Agire per porre fine alla deforestazione dell’Amazzonia deve essere un obiettivo globale e un obbligo per chi guida il Paese” conclude Marcio Astrini, di Greenpeace Brasile. Intanto il presidente brasiliano Jair Bolsonaro è tornato oggi ad attaccare il suo collega francese, Emmanuel Macron, segnalando che il suo Paese “non può accettare” che si lancino “attacchi gratuiti e fuori luogo” contro il modo in cui gestisce l’Amazzonia, né che “travesta le sue intenzioni dietro all’idea di una ‘alleanza’ dei Paesi del G7 per ‘salvare’ l’Amazzonia, come se fossimo una colonia o una terra di nessuno”. Bolsonaro ha lanciato il suo nuovo affondo contro Macron su Twitter, dopo aver detto di aver parlato con il presidente colombiano, Ivan Duque, con il quale “abbiamo discusso della necessità di stabilire un piano comune, fra la maggior parte dei paesi che fanno parte dell’Amazzonia” che permetta di gestire la foresta pluviale “con garanzie per la nostra sovranità e le nostre ricchezze naturali”. “Altri capi di Stato si sono solidarizzati con il Brasile”, ha aggiunto il presidente brasiliano, sottolineando che “in fin dei conti il rispetto della sovranità di qualsiasi paese è il minimo che ci si può aspettare in un mondo civile”. Durante lo scorso week end, Bolsonaro ha detto che ha parlato con i capi di Stato e di governo di Ecuador, Cile, Argentina e Spagna, “che hanno espresso la loro solidarietà con il Brasile” a causa della “campagna di notizie false che stiamo affrontando”, sottolineando che “si sono messi a disposizione per aiutarci nella lotta contro gli incendi in Amazzonia”.Ed è partita la gara di soliderietà per la regione che brucia: I Paesi del G7 hanno deciso di sbloccare un aiuto urgente di 20 milioni di dollari per sostenere i Paesi dell’Amazzonia nelle attività di contrasto agli incendi. A questo finanziamento se ne aggiunge un altro “a medio termine per il piano di rimboschimento”. Anche Leonardo DiCaprio scende in campo: la fondazione ambientalista Earth Alliance, che l’attore americano ha contribuito a creare, ha già sviluppato un fondo di emergenza con 5 milioni di dollari.I fondi sono destinati alle comunità indigene e ad altri partner locali che lavorano per proteggere la biodiversità dell’ Amazzonia contro la diffusione dei roghi.Maxi donazione di 10 milioni di euro da Lvmh, il gruppo francese del lusso guidato da Bernard Arnault.
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L’Iran invia 2 fregate nel golfo di Aden
Per difendere le navi commerciali dal rischio pirateria
ISTANBUL26 agosto 201919:48
Due navi di guerra iraniane sono state inviate nel Golfo di Aden, tra le coste di Yemen e Somalia, per garantire la sicurezza del traffico di navi commerciali che attraversano il canale di Suez in un’area a rischio pirateria. Lo rende noto la Marina militare di Teheran, citata dalla tv statale, secondo cui si tratta delle fregate Sahand, che trasporta missili terra-terra e sistemi di difesa aerea, e Kharg, con funzioni di supporto logistico. L’iniziativa della Repubblica islamica giunge mentre resta alta la tensione con l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti, sull’accordo nucleare del 2015 e la sicurezza marittima nel Golfo Persico.
Trump, Cina vuole un accordo sui dazi’Non ha altra scelta. Xi è un uomo molto intelligente’
BIARRITZ26 agosto 201919:52
“Credo che vogliano veramente arrivare ad un accordo”, “credo siano nelle condizioni di desiderare disperatamente un accordo”, “non hanno scelta”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, ricordando che la Cina “ha perso tre milioni di posti di lavoro e altri ne perderà nei prossimi mesi” e che “i dazi li ha colpiti duramente, per 100 miliardi di dollari”. Xi, ha concluso, “è un grande leader, un uomo molto intelligente”.
Trump, potrei invitare Putin al G7 2020Il presidente Usa alla Conferenza stampa del vertice di Biarritz
26 agosto 201918:16
– Donald Trump ha annunciato che il presidente russo Vladimir Putin potrebbe essere invitato al G7 del 2020 che si terrà negli Stati Uniti. Lo ha detto nella conferenza stampa finale del summit di Biarritz.
Amazzonia: Lvmh dona 10 milioni di euroGruppo del lusso offre metà somma promessa dai membri del G7
26 agosto 201919:39
– Lvmh, il gruppo francese del lusso guidato da Bernard Arnault, donerà 10 milioni di euro per sostenere la lotta agli incendi in Amazzonia. Lo riferisce lo stesso gruppo in un comunicato. Si tratta di più della metà della somma già promessa dai membri del G7 per la stessa causa.
Trump, incontro con Rohani? RealisticoIl presidente Usa, probabilmente nelle prossime settimane
BIARRITZ26 agosto 201919:40
– “E’ realistico un incontro nelle prossime settimane con il presidente iraniano Rohani”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa a Biarritz.
Volkswagen: morto ex ad Ferdinand PiechLo riporta la stampa tedesca. Rilanciò la casa automobilistica
NEW YORK26 agosto 201923:31
– L’ex presidente del consiglio di sorveglianza e in precedenza presidente del consiglio di amministrazione di Volkswagen, Ferdinand Piech, è morto all’età di 82 anni. Lo riporta Build. Piech ha trasformato nel corso degli anni Volkswagen, riportandola alla redditività negli anni ’90 quando era amministratore delegato e ampliando il suo portafoglio di marchi con Porsche.
Spagna: disinnescata bomba guerra civileL’ordigno del 1936 era stato scoperto ieri in mare
MADRID26 agosto 201919:56
La bomba risalente alla Guerra civile spagnola scoperta nel mare di fronte a una spiaggia di Barcellona, in Spagna, è stata fatta esplodere oggi dagli artificieri della Marina iberica.
Gli artificieri hanno spostato la bomba, risalente al 1936 e costituita da 70 chilogrammi di tritolo, in mare aperto e l’hanno fatta esplodere a 45 metri di profondità. La bomba è stata scoperta ieri casualmente a 25 metri dalla spiaggia della Barceloneta, che è stata evacuata e chiusa al pubblico.
Johnson fiducioso, ma accordo difficile’Messaggio sul backstop ricevuto, sto lavorando sodo per intesa’
26 agosto 201919:53
Il primo ministro britannico Boris Johnson, in conferenza stampa al G7 di Biarritz, afferma che a suo avviso resta difficile raggiungere un accordo con l’Ue sulla Brexit, ma si dice ancora fiducioso che lo si possa ottenere, augurandosi che il parlamento britannico sostenga questi sforzi.
“Stiamo lavorando sodo per un accordo ma per ora c’è disaccordo”, ha detto il premier, aggiungendo tuttavia che il messaggio sull’eliminazione del backstop “è stato ricevuto.
Vediamo cosa otteniamo”, ha rimarcato.
Spagna: cade aereo militare,morto pilotaPrecipitato in mare durante un volo di addestramento
MADRID26 agosto 201915:55
– Il ministero della Difesa della Spagna ha riferito che un pilota dell’aeronautica è morto dopo essere precipitato in mare con il suo aereo militare a largo di una spiaggia nel sudest del Paese.
Il C-101 spagnolo si è schiantato intorno alle 9.40 di oggi durante un volo di addestramento. Video trasmessi dalla televisione nazionale spagnola e postati sui social media mostrano l’aereo che precipita in mare a largo di una spiaggia nella zona turistica di Manga de Mar Menor.
I servizi di emergenza hanno inviato navi di soccorso alla ricerca dell’aereo. Le autorità hanno trovato un corpo in acqua e una nota del ministero della Difesa afferma che si ritiene che sia quello del pilota, anche se è in attesa di conferma dall’esame medico legale.
In una precedente dichiarazione, il ministero aveva affermato che il pilota era riuscito a lanciarsi prima che il suo aereo militare monoposto si schiantasse.
Hong Kong: polizia, 21 agenti feriti in scontri nel weekend’Attaccati da manifestanti violenti con armi letali’
26 agosto 201917:41
– HONG KONG
– Ventuno agenti di polizia sono stati feriti durante i violenti scontri del fine settimana a Hong Kong, in cui “manifestanti radicali hanno intensificato la violenza, devastando negozi a caso e aggredendo gli agenti di polizia con armi letali”. Lo ha detto oggi la polizia di Hong Kong.
Secondo quanto riferito in conferenza stampa, fra i 21 agenti, 16 sono stati feriti ieri, uno dei quali ha subito una grave emorragia dopo essere stato colpito alla schiena da un oggetto affilato. Altri cinque sono stati feriti sabato 24 agosto colpiti da mattoni.
Secondo quanto riportato dall’assistente capo della polizia Mak Chin-ho, i manifestanti hanno usato armi potenzialmente letali per attaccare gli agenti, inclusi mattoni, pali di metallo, lunghi bastoni e bombe molotov. “Questi attacchi sono intenzionali, pianificati e organizzati”, ha detto Mak Chin-ho.
Ong tedesca soccorre 100 migranti, ora cerca un porto sicuro Mediterranea: ‘Ci nascondono Sos, Ue connivente in respingimenti’
26 agosto 201922:04
Centouno migranti che si trovavano a bordo di un gommone sono stati soccorsi dalla nave battente bandiera olandese Eleonore, della Ong tedesca Lifeline, che ora dirige verso nord in cerca di un “porto sicuro”. Un’altra nave, la Mare Jonio di Mediterranea, è in navigazione da tre giorni e denuncia un’operazione di sabotaggio elettronico delle sue apparecchiature di bordo. Tutto questo mentre la Commissione Europea è al lavoro per ripartire tra diversi Paesi i naufraghi della Open Arms fatti sbarcare dalla magistratura in Sicilia. “Il nostro capitano Claus-Peter Reisch e il suo equipaggio sono riusciti a salvare circa 100 persone che si trovavano in emergenza al largo della costa libica”: ad annunciarlo, sul suo sito e via social, è la stessa ong Lifeline, che spiega che il gommone stava affondando, le camere d’aria era rotte, e che i migranti sono stati dunque presi a bordo delle Eleonore. In questa fase, riferisce sempre Lifeline, “una nave militare della cosiddetta Guardia costiera libica si è avvicinata a 50 metri, ignorando l’ordine di mantenere una distanza di sicurezza di 500 metri, così da disturbare il salvataggio. Le persone avevano molta paura di dover tornare in Libia”. Ma “grazie alla determinazione del capitano Reisch, le milizie libiche hanno finalmente rinunciato. Siamo contenti”.La nave – che già l’anno scorso è stata al centro di un duro braccio di ferro con l’Italia, dopo aver soccorso 234 persone, alla fine sbarcate a Malta – ha quindi fatto rotta verso nord in attesa dell’indicazione di un “porto sicuro”. Ancora nessun intervento invece per la nave Mare Jonio, della ong Mediterranea, che è in navigazione da tre giorni e che oggi ha rivelato di essere vittima di una “intensa (e non meglio identificata) attività militare di ‘jamming’, cioè di deliberata interferenza sui segnali Gnss e Gps”, in seguito alla quale le apparecchiature di bordo non ricevono alcun messaggio”, compresi gli Sos, “e gli strumenti di navigazione sono mandati in tilt”. Mediterranea denuncia anche come la zona Sar a Est di Tripoli, sia teatro di “ripetute catture di profughi di guerra da parte della cosiddetta guardia costiera libica, coadiuvata negli interventi di intercettazione da assetti aerei militari di Paesi dell’Unione europea”.”In un clima di silenzio e di connivenza da parte degli Stati dell’Ue – continua l’ong – sembra sia diventata prassi ordinaria un crimine gravissimo: respingere centinaia di persone verso un porto non sicuro in un Paese dove rischiano la vita e trattamenti inumani e degradanti”. Intanto è in rada davanti al porto di Pozzallo la nave militare spagnola Audaz, che dovrà prelevare una parte degli immigrati sbarcati qualche giorno fa, su provvedimento della procura di Agrigento, dalla Open Arms. “La Commissione Europea – fanno sapere fonti del Viminale – è al lavoro per pianificare la redistribuzione fra i paesi europei che avevano espresso la propria disponibilità (l’ipotesi è che la Francia ne prenda 40, la Germania 40, la Spagna 15, il Portogallo 10, il Lussemburgo 2). Le proposte dei singoli Stati sono al vaglio della Commissione, che comunicherà nelle prossime ore modalità e tempi per il trasferimento degli immigrati, attualmente ospitati nei centri di prima accoglienza della Sicilia”.
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