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Pacco bomba a imprenditore foggiano
La vittima, ‘mai ricevuto minacce o richieste estorsive’
CERIGNOLA (FOGGIA)
27 agosto 2019 07:53
– Un pacco con polvere pirica è stato trovato la notte scorsa davanti all’abitazione di un imprenditore in via Vico Terzo Melfi a Cerignola, dallo stesso interessato che si è imbattuto nell’involucro al rientro a casa. L’uomo, che si occupa di compravendita di prodotti alimentari, non ha esitato a contattare i Carabinieri. La zona è stata immediatamente circoscritta. Sono stati anche allertati gli artificieri provenienti da Bari che, una volta arrivati a Cerignola, hanno disinnescato l’ordigno. I militari hanno accertato che il pacco, dal quale fuoriusciva una miccia, conteneva polvere pirica mischiata ad una sostanza che l’avrebbe inertizzata.
La zona è sprovvista di telecamere per la videosorveglianza.
La vittima è stata ascoltata dai carabinieri ai quali ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive e di non avere problemi con chicchessia.
Agguato a boss pugliese, compiuti 3 stubEseguite anche una ventina di perquisizioni
SAN FERDINANDO DI PUGLIA (BAT)27 agosto 201910:54
– Tre esami dello stub per verificare l’uso recente di armi da fuoco sono stati compiuti su pregiudicati del Nord Barese dai Carabinieri, dopo il tentato omicidio di Michele Visaggio, 63 anni, ritento dagli inquirenti al vertice del clan Visaggio-Valerio di San Ferdinando di Puglia, nella provincia Bat. Eseguite anche una ventina di perquisizioni.
Le condizioni di Visaggio, ferito con due colpi di fucile calibro 12 al volto e alla schiena, sono in netto miglioramento.
La vittima ha parlato dell’agguato e ha detto che ieri mattina stava andando in alcune aziende agricole da lui gestite, da solo in auto, quando ha rallentato nelle vicinanze di un incrocio – riferiscono i carabinieri – e improvvisamente sono comparsi i sicari, che hanno sparato.
Intanto sono stati potenziati i controlli: la zona tra San Ferdinando di Puglia e Trinitpoli è stata nuovamente blindata.
Saranno compiute perquisizioni a tappeto nelle campagne con l’uso dei carabinieri ‘Cacciatori di Puglia’.
Discarica non autorizzata, denunciaSequestro dei Cc Forestale. Incendiati i rifiuti,si cerca autore
MARANO PRINCIPATO (COSENZA)27 agosto 201910:55
– Un’area di proprietà comunale, trasformata in discarica non autorizzata di rifiuti, è stata sequestrata a Marano Principato dai Carabinieri Forestale di Cosenza che hanno denunciato il sindaco della cittadina e l’amministratore della società che gestisce sul territorio comunale la raccolta dei rifiuti solidi urbani.
L’area posta sotto sequestro si trova alle spalle delle gradinate del campo di calcio comunale. Al suo interno, secondo quanto accertato dai militari, sono stati depositati in maniera incontrollata rifiuti urbani ingombranti la cui combustione dolosa ha provocato grosse colonne di fumo nero e maleodorante.
Per spegnere il rogo sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Cosenza. Indagini sono in corso per risalire all’identificazione dell’autore dell’incendio.
Omicidio in Sardegna: c’è un indagatoPossibile svolta nell’inchiesta su 48enne ucciso a Genoni
CAGLIARI27 agosto 201911:09
– Non si conosce ancora l’esito della prova del guanto di paraffina, il cosiddetto Stub, eseguito dagli specialisti del Ris dei Carabinieri su un uomo di Genoni (Sud Sardegna), iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio del compaesano Roberto Vinci, il 48enne freddato con due fucilate la sera del 20 agosto nelle campagne del suo paese e morto dopo sei ore di agonia in ospedale. Il test per accertare se l’indagato avesse sparato nei giorni precedenti è stato eseguito alla presenza del difensore, l’avvocato Luigi Porcella, ma al momento non sono trapelate indiscrezioni sulla sua identità, né sugli elementi di sospetto in mano alla Procura di Cagliari e al Nucleo investigativo dei Carabinieri di Nuoro che stanno indagando sul delitto. Vinci, prima di morire, sembra abbia detto qualcosa ai suoi soccorritori in merito all’agguato.
Uccisa da mucca, vittima corresponsabileLa Corte d’appello ribalta la sentenza con un maxi risarcimento
BOLZANO27 agosto 201911:28
– Cinque anni fa una mucca uccise in Tirolo una turista tedesca e la scorsa primavera il contadino fu condannato in primo grado ad un maxi risarcimento di 487 mila euro. Ora però la Corte d’appello di Innsbruck ha ribaltato la sentenza, stabilendo una corresponsabilità della vittima del 50%. Il risarcimento è stato perciò sostanzialmente dimezzato, informa il portale online della Tiroler Tageszeitung.
L’incidente avvenne il 28 luglio 2014 durante un’escursione nella Pinistal. Una turista tedesca 45enne fu calpestata e uccisa da una mucca, mentre con il suo cane stava attraversando un prato. Secondo l’accusa, serviva una recinzione, non erano sufficienti i cartelli che mettevano in guardia dalla presenza sul pascolo di mucche con vitellini.
Fugge all’alt e rischia investire pedoniDecurtati 120 punti dalla patente e multa di 1.060 euro
MILANO27 agosto 201911:29
– Ha seminato il panico in auto tra Montano Lucino e Beregazzo (Como), commettendo una serie di manovre vietate e rischiando di investire persone sulle strisce pedonali per sfuggire alla Polizia. Per lui una multa di 1.060 euro e la decurtazione di 120 punti della patente. E’ accaduto quando agenti in borghese della Squadra Mobile di Como, durante un servizio antidroga, hanno deciso di controllare una Peugeot 208 GT. La vettura è stata seguita a distanza ma l’uomo alla guida ha cominciato a eseguire una serie di sorpassi azzardati a velocità sostenuta, mettendo a rischio altri automobilisti e alcune persone che stavano attraversando sulle strisce.
Gli agenti, in prossimità di un semaforo rosso, hanno acceso la sirena e intimato l’alt ma il conducente è fuggito. Dopo poco è stato bloccato. L’auto è intestata alla madre e a lei, obbligata in solido con il figlio, sono stati notificati i verbali delle violazioni commesse. Il figlio è infine stato denunciato per reato di resistenza.
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Migranti: Alarm phone, altro naufragio?
‘Telefonata da nave con 100 a bordo, hanno parlato di morti’
27 agosto 201911:48
– Un altro naufragio al largo della Libia? Se lo chiede il servizio Alarm Phone, che nella notte ha ricevuto una chiamata da un’imbarcazione al largo delle coste libiche con un centinaio di persone a bordo. “Avevano lasciato Al Khums – fa sapere Alarm Phone – circa 3 ore prima e si trovavano in grave difficoltà, piangevano ed urlavano, dicendoci che alcune persone erano già morte”.
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