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L’Ue promuove il Conte bis e aspetta Gentiloni
Lagarde loda Gualtieri. Gli Usa: ‘Piena fiducia nell’Italia’ 04 Settembre 2019 03:23

L’Ue promuove il Conte bis in attesa di accogliere Paolo Gentiloni nella nuova Commissione. E la futura presidente della Bce Christine Lagarde giudica “un bene per l’Italia e per l’Europa” la nomina di Roberto Gualtieri a ministro dell’Economia. La nascita del nuovo esecutivo targato Pd-M5S viene letta a Bruxelles come una vittoria dell’Europa sui sovranisti della Lega mentre prende sempre più quota la possibilità che a Gentiloni – unico ex premier tra i candidati commissari dei grandi Paesi – venga affidato un incarico economico di grande prestigio a Palazzo Berlaymont: si parla con insistenza degli Affari economici, una prima assoluta per Roma, ma anche del Commercio o della Concorrenza. L’Italia dovrebbe comunque sciogliere la sua riserva nelle prossime ore, molto probabilmente con il primo atto formale del nuovo governo dopo il giuramento al Quirinale dei ministri. Anche perché la presidente designata della commissione Ue, Ursula von der Leyen, mira a chiudere al più presto la lista dei suoi commissari e dei rispettivi portafogli in modo da presentare la squadra al Parlamento Ue all’inizio della prossima settimana. Intanto, in attesa che Roma formalizzi la sua scelta, da Bruxelles arrivano i primi commenti sul governo. A cominciare dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli che, augurando in un tweet “buon lavoro al nuovo governo che aspettiamo a Bruxelles”, sottolinea che “la stabilità dell’Italia è un valore per l’Ue”. Di sicuro dal nascente governo italiano Bruxelles si aspetta una maggiore apertura al dialogo e alla collaborazione per rafforzare il progetto dell’Unione. Ora che il “pericolo sovranista è stato scongiurato”, osservano fonti europee, c’è maggiore “disponibilità” nei confronti di Roma, che comunque nelle prossime settimane si troverà ad affrontare una manovra difficile. In tarda mattinata, poche ore prima dell’annuncio di Conte della sua squadra di governo, era arrivato il plauso della presidente designata della Bce Christine Lagarde nei confronti del neo ministro dell’Economia, il professore europeista Roberto Gualtieri. Un scelta che, secondo Lagarde, rappresenta “un bene per l’Italia e per l’Europa”. “Siamo molto lieti di vedere un nuovo governo che rimette l’Italia al tavolo di coloro disposti a costruire un’Europa più forte e riformata”, ha commentato da parte sua la presidente del Gruppo S&D (Socialisti e democratici) al Parlamento europeo, Iratxe García. Parole di sostegno, dopo l’endorsement di Donald Trump verso ‘Giuseppi’ Conte dei giorni scorsi, sono arrivate anche da Washington: “Abbiamo fiducia nelle forti istituzioni democratiche dell’Italia e non vediamo l’ora di continuare la nostra stretta cooperazione con il nuovo governo”, ha detto una portavoce del Dipartimento di Stato, definendo Roma “un partner transatlantico solido e dinamico, sia come alleato della Nato sia come membro del G7”.

Governo: ultima riunione su programmaRiunione con premier Conte e capigruppo M5S, Pd, Leu

04 settembre 201909:17

– Parte alle 9 a Palazzo Chigi la riunione del tavolo finale sul programma di governo con il premier incaricato Giuseppe Conte. Alla riunione partecipano i capigruppo alla Camera ed al Senato di M5S, Partito democratico e Leu.

Papa in Africa: ‘E’ un onore se mi attaccano gli americani’In Mozambico prima tappa viaggio. “Dio consolidi pace”

FIUMICINO (ROMA)04 settembre 201922:19

Una grande folla colorata e festante, decine di migliaia di persone che cantavano e sventolavano bandierine, ha salutato e acclamato il Papa al suo arrivo a Maputo, lungo i sette chilometri di strada tra l’aeroporto e la Nunziatura apostolica, che Francesco ha percorso in ‘papamobile’ aperta. In Mozambico, Paese dove i cattolici sono il 28 per cento della popolazione e prima tappa del suo viaggio in Africa Australe che lo porterà anche in Madagascar e a Mauritius, il Papa è stato accolto all’aeroporto dal presidente della Repubblica Filipe Nyusi, con cui oggi avrà gli incontri protocollari e con le autorità del Paese. Ma intanto il tema centrale di questa visita in un Paese reduce da lunghi anni di guerra civile prima e poi di continue tensioni fino all’accordo di pace del 6 agosto tra il partito di governo Frelimo e l’ex guerriglia della Renamo, Francesco lo coglie subito in un tweet inviato a prima mattina, prima della partenza da Roma.


Invito tutti ad unirvi alla mia preghiera perché Dio, Padre di tutti, consolidi in tutta l’Africa, la riconciliazione fraterna, unica speranza per una pace solida e duratura. #ViaggioApostolico #Mozambico #Madagascar #Maurizio”. Sempre prima della partenza, a casa Santa Marta alle 7.00, il Pontefice incontra 12 persone accolte dal Centro Astalli e dalla Comunità di Sant’Egidio e provenienti da Mozambico, Madagascar e Maurizio, gruppo accompagnato dall’Elemosiniere, card. Konrad Krajewski. A far discutere oggi, però, è il commento che papa Francesco, durante il volo per Maputo, dà ricevendo il libro dell’inviato del quotidiano francese ‘La Croix’ Nicolas Seneze, che parla di un piano per ribaltare il pontificato. “Per me è un onore se mi attaccano gli americani”, afferma. “Questo libro è una bomba”, dice poi consegnandolo ai suoi collaboratori. A stretto giro, il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni, dichiara ai giornalisti: “In un contesto informale il Papa ha voluto dire che considera sempre un onore le critiche, particolarmente quando vengono da pensatori autorevoli, e in questo caso di una nazione importante”. Il rientro del Pontefice in Italia da Antananarivo (Madagascar), è previsto per il prossimo martedì 10 settembre, alle 20.00, all’aeroporto di Roma-Ciampino.

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Governo: si lima la squadra, sale Gualtieri all’Economia
Di Maio verso gli Esteri. Ipotesi Franceschini alla Difesa

04 settembre 201915:03

Ultimi ritocchi alla squadra del nuovo governo Conte. L’obiettivo per il premier incaricato resta quello di sciogliere la riserva entro la mattinata dopo aver avuto una nuova riunione con la delegazione di Leu a Palazzo Chigi.
Tra i nodi che dovrebbero essere ancora sciolti c’è quello del sottosegretario alla presidenza al Consiglio. Conte è determinato ad indicare un uomo di sua stretta fiducia: Roberto Chieppa, tra i profili in pole, ma sarebbe in corso un braccio di ferro con il M5S che vorrebbe un “suo” uomo a Palazzo Chigi. Si parla per questo ruolo di Riccardo Fraccaro, seguito a poca distanza da Spadafora tra i protagonisti della trattativa con il Pd.Al Ministero dell’Economia, invece, salgono le quotazioni dell’unico politico Dem rimasto in lizza, l’eurodeputato Roberto Gualtieri, presidente della commissione Bilancio a Strasburgo. Tra i tecnici in ambienti del Nazareno vengono citati Giuseppe Pisauro e Salvatore Rossi. E un altro tecnico sarebbe avviato verso il Viminale: il prefetto Luciana Lamorgese o Franco Gabrielli, mentre il “destino” dei due capi delegazione ha contorni più definiti: per Di Maio si prospetta la Farnesina, mentre Dario Franceschini dovrebbe andare alla Difesa o alla Cultura.I ministeri in bilico restano però diversi. Il Mise, innanzitutto, dove i Dem puntano su Paola De Micheli, mentre tra i 5 Stelle si fanno i nomi di Laura Castelli e Stefano Patuanelli, inizialmente in pole per le Infrastrutture. Se il Mise andasse al M5S il Mit toccherebbe ai Dem e sarebbe guidato da De Micheli. Ballottaggio anche all’Istruzione, tra Gianni Cuperlo (Pd) e Nicola Morra (M5S). In sospeso anche l’Ambiente, tra Sergio Costa (che sarebbe tra i confermati) e Rossella Muroni, in quota Leu. Conteso ancora sembra essere il ministero del Lavoro: nel Pd circola il nome di Giuseppe Provenzano. Alla Giustizia Alfonso Bonafede sembra avviato verso la conferma.Tra i possibili outsider dell’ultimo minuto si citano la sindacalista Cgil Serena Sorrentino e l’imprenditrice (nel settore dei sacchetti biodegradabili) Catia Bastioli. Ma la trattativa è aperta anche all’interno dei partiti. Ai renziani sarebbero stati proposti tre ministeri per Anna Ascani, Lorenzo Guerini e Teresa Bellanova, mentre Matteo Renzi starebbe insistendo su Ettore Rosato. Nel M5S cresce, invece, il pressing degli ortodossi: difficile che non guadagnino un ministero, magari rinfoltendo la compagine femminile dell’esecutivo giallo-rosso.

Delrio, ok a programma serio e condivisoFinito vertice, al centro lavoro e famiglie

04 settembre 201911:56

04 settembre 201911:56

– “Abbiamo fatto un ottimo incontro.
Abbiamo messo a punto un programma molto serio e condiviso”. Lo dice il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al termine del tavolo sul programma a palazzo Chigi durato quasi tre ore, spiegando che “al centro del programma ci sono il lavoro e le famiglie.

Governo: Delrio, nuova legge su migrantiSuperare la logica emergenziale

04 settembre 201912:02

– “Nel programma c’è scritto che serve una nuova legge sulla immigrazione, che superi la logica emergenziale e affronti il problema in modo organico”. Lo dice il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al termine del tavolo sul programma a palazzo Chigi durato quasi tre ore.

Governo: vertice a P. Chigi su ministriFranceschini, Orlando, Patuanelli e Spadafora a P. Chigi

04 settembre 201913:24

– E’ in corso, a quanto si apprende, una riunione a Palazzo Chigi tra il premier incaricato Giuseppe Conte, la delegazione Pd, composta da Dario Franceschini e Andrea Orlando, e la delegazione M5S, formata da Stefano Patuanelli e Vincenzo Spadafora. Il tavolo è chiamato a sciogliere gli ultimi nodi sulla squadra dei ministri prima della salita al Colle del premier incaricato.

Parigi e le nuove piste ciclabili, la ‘pedalata’ di HidalgoObiettivo 1.000 km entro il 2020. I consigli alle città italiane

04 settembre 201914:31

– Mille chilometri di piste ciclabili entro il 2020. E’ questo l’obiettivo di Parigi, con la sindaca Anne Hidalgo che stamattina ha presentato la nuove rete di percorsi della capitale francese in una lunga gita in bici, accompagnata da Tony Estanguet, presidente del comitato Olimpico di Paris 2024, ma anche da esponenti comunali, associazioni pro-bici e cittadini. Tutti in sella alla scoperta delle nuove piste realizzate in parte durante l’estate. Arrivata a metà percorso, in Place de la Nation, la sindaca socialista che si prepara alle elezioni comunali del prossimo anno ha fatto una sosta per illustrare il suo ‘Plan Vélo’.
Hidalgo ha lungamente insistito sull’ “esempio” di Copenaghen, che in materia di mobilità è “vent’anni avanti” a Parigi, ma anche di Amsterdam. Alla domanda su Roma, città legata a Parigi da un gemellaggio esclusivo che dura dal 1956 (con il motto: ‘Solo Roma è degna di Parigi, solo Parigi è degna di Roma’) Hidalgo ha risposto: “Non credo sia responsabilità di Virginia Raggi, ma Roma avrebbe da guadagnare iscrivendosi in un percorso più volontaristico dal punto di vista della trasformazione ecologica della città”. La sindaca ha comunque ricordato che nella capitale d’Italia “il centro città è pedonalizzato da tempo, anche se per motivi turistici”, mentre a Parigi le Ztl non esistono. Quindi l’omaggio a Milano, città che ha “saputo intraprendere una svolta”. E ancora: “Penso che Milano abbia un po’ rubato, lo dico in senso positivo, o comunque captato una modernità che sarebbe bene tornasse un pochino anche a Roma”. Per lei, Giuseppe Sala “è qualcuno di molto bravo” oltre che un “amico” a cui “sono molto legata”, come il sindaco di Firenze Dario Nardella, che “ho ricevuto di recente”. Quanto a Virginia Raggi, ha precisato Hidalgo, “l’ho vista a Roma ed è venuta a Parigi. Le nostre città sono legate da un partenariato da tanto tempo, in particolare sulle questioni legate alla mobilità e all’ecologia. Anche lei è molto impegnata su questi temi e seguo da vicino gli sviluppi dell’attualità italiana”.

Governo: Conte ha sciolto la riservaA breve l’annuncio dei nomi dei ministri

04 settembre 201915:40

– Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ha sciolto la riserva sulla composizione del nuovo governo. Lo ha comunicato il segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti, aggiungendo che a breve Conte comunicherà la lista dei ministri.

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Governo: i ministri del governo Conte
Ecco la lista letta da Conte al Quirinale

04 settembre 201916:13

– Ecco la lista dei 21 ministri del governo Conte letta dal premier al Quirinale. Interno, Luciana Lamorgese; Economia e Finanze, Roberto Gualtieri; Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio; Lavoro e Politiche Sociali, Nunzia Catalfo; Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli; Difesa, Lorenzo Guerini; Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà; Innovazione, Paola Pisano; Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone; Affari regionali, Francesco Boccia; Sud: Giuseppe Provenzano; Pari Opportunita’ e Famiglia, Elena Bonetti; Affari europei, Enzo Amendola; Giustizia, Alfonso Bonafede; Ambiente, Sergio Costa; Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli; Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova; Istruzione, Universita’ e Ricerca, Lorenzo Fioramonti; Beni e Attività Culturali e Turismo, Dario Franceschini; Salute, Roberto Speranza; Sport e alle Politiche Giovanili, Vincenzo Spadafora.
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro.

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Governo, Salvini: ‘E’ nato tra Parigi e Berlino, per le poltrone’
Per il leader della Lega il nuovo esecutivo è ‘senza dignità e senza ideali, con persone sbagliate’

04 settembre 201916:37

Il leader della Lega Matteo Salvini attacca a testa bassa il nuovo governo di Giuseppe Conte.  Si tratta, osserva Salvini commentando la squadra appena annunciata dal premier al Quirinale, di un Esecutivo “nato tra Parigi e Berlino e dalla paura di mollare la poltrona”, di un governo “senza dignità e senza ideali” composto da “persone sbagliate al posto sbagliato”. E in particolare Salvini se la prende con la decisione di affidare la Farnesina a Luigi Di Maio: “Ma come si fa? Come si fa a passare da un ministero con 150 crisi aziendali aperte agli Esteri? E nel giro di un mese…”.

Luciana Lamorgese, una prefetta torna al ViminalePotentina, 66 anni, una vita passata al ministero

04 settembre 201921:19

Torna una prefetta al Viminale, dopo Annamaria Cancellieri con il Governo Monti. La prescelta del nuovo Governo M5S-Pd è Luciana Lamorgese, consigliere di Stato dopo aver chiuso nell’ottobre del 2018 la sua esperienza alla guida della prefettura di Milano.
Quando è stata nominata prefetto del capoluogo lombardo – prima donna ad ottenere l’incarico – Lamorgese ha citato la filosofia greca. “L’epoca in cui Platone si chiedeva nel famoso testo La Repubblica ‘sarà tempo che le donne governino’ è storia passata”, ha detto il giorno di San Valentino di due anni fa, probabilmente non immaginando che sarebbe diventata il capo del Viminale, dove ha lavorato per decenni. “Non faccio alcuna differenza – ha aggiunto -. Non ho mai sentito un diverso trattamento nell’ambito della mia amministrazione. Il tetto di cristallo lo abbiamo superato”.
Nata a Potenza l’11 settembre 1953, avvocato, Lamorgese è entrata in carriera nell’amministrazione dell’Interno nel marzo 1979. Dieci anni dopo è diventata viceprefetto ispettore, nel 1994 viceprefetto e nel 2003 prefetto.
Sposata e madre di due figli, è stata direttore centrale per le Risorse umane presso il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, ricoprendo numerosi incarichi presso gli uffici centrali del ministero prima di diventare, nel 2010, prefetto di Venezia. E’ stata poi capo del Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, dal 10 gennaio 2012 al giugno 2014.
Dal 19 luglio 2013 è stata nominata capo di Gabinetto del ministro Angelino Alfano. Cambia il Governo, arriva Marco Minniti all’Interno e nel 2017 viene spostata a Milano per assumere il ruolo di prefetto.
In quel ruolo ‘cancella’ una serie di ordinanze anti-migranti varate da alcuni Comuni a guida leghista. “Vediamo sindaci che non sempre fanno la loro parte e io dico loro che è importante accettare la diversità, che è ricchezza e procedere con l’integrazione”, commenta.
Al momento del commiato dalla prefettura milanese, insieme al sindaco Giuseppe Sala e al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, aveva voluto essere presente anche il ministro Matteo Salvini. “Voglio ringraziare, a nome del governo e personalmente, il Prefetto per il lavoro prezioso svolto”, aveva detto il numero uno del Viminale che ora le passa il testimone.

Vincenzo Spadafora, enfant prodige dal terzo settore al M5sPrimo garante infanzia d’Italia, più giovane presidente Unicef

04 settembre 201916:53

E’ stato il primo garante per l’infanzia d’Italia e il più giovane presidente dell’Unicef. E’ già un curriculum ricco nonostante i 44 anni quello di Vincenzo Spadafora da tempo in politica e impegnato nel terzo settore a cui ha dedicato anche un libro, ‘La terza Italia’. Nato ad Afragola, conterraneo e amico di Luigi Di Maio, Spadafora debutta nella politica nel ’98 come segretario particolare dell’allora presidente della Regione Campania Andrea Losco, dell’Udeur. Poi si avvicina ai Verdi lavorando nella segreteria di Alfonso Pecoraro Scanio. Ma il salto avviene nel 2006 quando col governo Prodi diventa capo segreteria di Francesco Rutelli, ministro dei Beni Culturali. Due anni dopo diventa presidente di Unicef Italia. Ma già ventenne, finito il liceo, Spadafora aveva operato per l’Unicef come missionario laico: viaggia in Sierra Leone, Guinea Bissau e Ruanda. E in questi anni nascono anche anche i rapporti col Vaticano. In particolare con don Ottavio de Bertolis, “il mio padre spirituale”, dice in più di un’intervista. Finita l’esperienza con Rutelli prosegue la sua ascesa politica. Contribuisce a far nascere il movimento giovanile della Margherita, ha tempo di avvicinarsi a Italia Futura, il movimento ideato da Luca Cordero di Montezemolo. Nel 2011 è istituita la figura in Italia del Garante per l’Infanzia, ruolo che ricopre grazie anche alla stima che si guadagna da parte di Mara Carfagna, allora ministra alle Pari Opportunità del governo Berlusconi. Nel 2016 conclusa l’esperienza nell’Authority la sua storia politica incrocia M5S e diventa stretto collaboratore di Luigi Di Maio, di cui diventa responsabile delle relazioni istituzionali: lo accompagna in alcuni appuntamenti all’estero come all’Università di Harvard, a Londra nell’aprile 2016 nel ‘pranzo con i vertici della Trilateral’ e in Israele. Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato dal Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale di Casoria che vince con il 59,4%, venendo quindi eletto deputato. Il 12 giugno diventa sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle pari opportunità e ai giovani nel Governo Conte di 5 Stelle e Lega. Le sue posizioni a favore delle adozioni per le coppie gay lo hanno portato più di una volta in conflitto con la Lega durante la stagione del governo giallo-verde.

Lorenzo Guerini, un mediatore renziano per la DifesaL”Arnaldo’ del Pd finora è stato presidente del Copasir

04 settembre 201916:56

Dal comitato per i servizi segreti al dicastero delle forze armate. Il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, è ora pronto ad assumere il ruolo di ministro della Difesa nel governo Conte-bis, a trazione M5s-Pd.
Nato a Lodi nel 1966, Guerini è laureato in Scienze Politiche ed è assicuratore di professione, ha militato tra gli anni ’80 e ’90 nella Democrazia Cristiana ed è stato presidente della sua Provincia nel 1995. Dopo due mandati fu eletto sindaco di Lodi in quota Margherita e nel 2012 è stato eletto come deputato con il Pd. Fin dai tempi dell’Anci, quando Guerini era sindaco, quest’ultimo ha consolidato i suoi rapporti con l’allora collega Matteo Renzi, all’epoca primo cittadino di Firenze. Il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica è da sempre considerato, nel suo partito, un abile mediatore e tessitore di compromessi. Abilità che gli sono valse l’appellativo di ‘Arnaldo’, in ricordo delle riconosciute qualità dell’ex segretario Dc, Arnaldo Forlani. Prima di essere eletto presidente del Copasir nel 2018, Guerini – già deputato – aveva assunto ruoli nella segreteria nazionale del Pd. Nel febbraio del 2014 affiancò il presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi durante le consultazioni istituzionali per la formazione del nuovo governo, compreso il faccia a faccia che l’ex premier ebbe con Beppe Grillo. Tra il 2014 e il 2017 è stato vicesegretario del Pd assieme a Debora Serracchiani.

Riccardo Fraccaro, l’uomo della democrazia diretta a ChigiFedelissimo di Di Maio, fondò primo meet up a Trento

04 settembre 201916:59

Tutto cominciò nel 2010 a Trento. E’ lì che Riccardo Fraccaro ha fondato il primo meet up del capoluogo trentino, sua città di adozione, sposando soprattutto la battaglia contro l’inceneritore. Riccardo Fraccaro, 38 anni, fedelissimo di Luigi Di Maio, è uno dei cinque esponenti M5S che resta al governo e dal ministero per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta sale all’importantissima carica di sottosegretario alla presidenza del consiglio. Nato a Montebelluna, in provincia di Treviso, Fraccaro si sposta in Trentino dove si è laureato in giurisprudenza. Sei anni fa l’avventura a Montecitorio, unico deputato M5s eletto in Trentino. Per il Movimento diventa anche portavoce del gruppo e segretario dell’ufficio di presidenza. E’ in questo ruolo che fa sua la battaglia contro gli affitti d’oro degli organi costituzionali.
Fraccaro è il promotore della democrazia diretta, cavallo di battaglia M5S, che a livello legislativo si traduce nell’impegno per cambiare le modalità del referendum prevedendo anche quello propositivo. Da ministro si è battuto in prima fila per il taglio dei vitalizi e dei parlamentari Fraccaro ha sostenuto con forza la legge sul taglio dei parlamentari, cavallo di battaglia del M5s, approvata l’11 luglio al Senato ma rimasta in sospeso a causa dell’apertura della crisi di governo.

All’Ambiente confermato Sergio CostaIl generale dei carabinieri paladino della lotta alla plastica

04 settembre 201917:02

Confermato alla guida del ministero dell’Ambiente il pentastellato Sergio Costa, napoletano, 60 anni, generale di brigata dell’Arma dei carabinieri, ricordato soprattutto per aver guidato, all’inizio degli anni Duemila, la sua indagine più famosa: quella sui rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella cosiddetta Terra dei Fuochi, la piana agricola del Casertano al confine con Napoli. All’epoca era comandante regionale della Forestale in Campania. Sposato e con due figli, laureato in Scienze Agrarie, con un master in Diritto dell’ambiente, era entrato nel Corpo Forestale poi, nel 2017, accorpato all’Arma. Costa si e’ occupato anche delle discariche abusive nel Parco del Vesuvio e ha condotto indagini sul traffico internazionale dei rifiuti, in collaborazione con la Direzione nazionale antimafia. Da ministro ha subito chiarito che l’Ambiente sarebbe “uscito dall’angolo” per avere un ruolo centrale per far crescere il cittadino e dare l’opportunità al paese di diventare ancora più grande e aveva elencato le tante sfide da affrontare: clima, economia circolare, beni comuni, lotta alle ecomafie. Quindi ha lanciato la campagna #plasticfree, per abolire l’uso della plastica usa e getta dal ministero e coinvolgendo altri enti pubblici ma anche privati. Poi ha promosso la battaglia ai rifiuti spingendo per il riciclo. Ha preteso il rispetto delle prescrizioni ambientali per l’Ilva di Taranto. Il delicatissimo dossier sul deposito nazionale delle scorie nucleari, che condivide con il ministero dello Sviluppo, non riesce ancora ad andare avanti.

Conte da Fico e da CasellatiPremier incontra vertici istituzioni dopo aver sciolto riserva

04 settembre 201917:01

– Il premier Giuseppe Conte, dopo aver sciolto la riserva al Quirinale, si è recato dal presidente della Camera Roberto Fico e da quella del Senato Maria Elisabetta Casellati.

Teresa Bellanova, in prima linea sul caporalatoHa iniziato giovanissima nella Cgil, poi l’impegno nel Pd

04 settembre 201917:03

Teresa Bellanova, del Pd, è il nuovo ministro dell’Agricoltura. Classe 1958 di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi, è stata viceministro dello Sviluppo economico nei governi Gentiloni e Renzi. Ha iniziato giovanissima come sindacalista della Cgil in Puglia ed è stata in prima linea nella lotta al caporalato. Il percorso nel sindacato l’ha portata a ricoprire diverse funzioni: coordinatrice regionale delle donne di Federbraccianti in Puglia, segretaria generale provinciale della Flai (la Federazione dei lavoratori dell’agroindustria), componente della segreteria nazionale della Filtea, con delega alle politiche per il Mezzogiorno. Nel 2006 si è candidata alle elezioni politiche per i Democratici di Sinistra e, una volta eletta alla Camera, ha assunto l’incarico di componente della commissione Lavoro.
Attività svolta fino all’ultima legislatura. ‘Allora come oggi la rappresentanza del lavoro e la difesa dei diritti delle persone costituiscono il tratto caratteristico ed irrinunciabile del mio impegno politico e sindacale e la mia stessa dirittura di vita’, scrive la Bellanova sul suo sito.

Governo: gli interventi di Conte e Mattarella al Quirinale – VIDEO

04 settembre 2019

17:01

Ecco gli interventi del premier Giuseppe Conte e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: La lista dei ministri annunciata dal premierIl saluto del presidente Mattarella alla stampa dopo l’annuncio di Conte

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Alfonso Bonafede, il ‘Mr Wolf’ che portò Conte al M5sAutore dello ‘Spazzacorrotti’, è confermato Guardasigilli

04 settembre 201917:04

Cambiano le alleanze di governo ma il Guardasigilli resta lo stesso. Alfonso Bonafede, il pentastellato della vecchia guardia che portò Giuseppe Conte nei Cinque Stelle, è stato ministro della Giustizia già nel primo esecutivo M5s-Lega. E dopo l’intesa con il Pd, nella squadra del Conte-bis il suo ruolo non cambia.
Siciliano di nascita, toscano di adozione, Bonafede è parlamentare dal 2013 ed è uno dei più fidati e vicini al capo politico del Movimento, Luigi Di Maio. E’ soprannominato per questo il ‘mister Wolf’ a 5 Stelle. Avvocato, è nato a Mazara del Vallo il 2 luglio del 1976, ma dal 1995 abita a Firenze dove si è laureato in Giurisprudenza e dove è rimasto collaboratore come cultore di Diritto Privato e dove ha conosciuto Giuseppe Conte, docente di privato nello stesso ateneo. E’ stato Bonafede ad avvicinare Conte al M5s. Nel 2006 ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. E dallo stesso anno è avvocato presso il Foro di Firenze con uno studio autonomo. Tra il 2018 e il 2019, durante il suo mandato, ha scritto il disegno di legge Anticorruzione, poi approvato in Parlamento, anche ribattezzato Spazzacorrotti dall’M5s, che oltre a cambiamenti in tema di inasprimento delle pene, tra le altre cose reca la modifica della disciplina della prescrizione, introducendo la sospensione dopo la sentenza di primo grado, in caso di condanna o assoluzione. Assieme al ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, è stato tra i fautori della legge sul “Codice Rosso” per il contrasto alla violenza sulle donne e sui minori. Bonafede ha anche lavorato alla scrittura dei testi di riforma dei riti processuali penale e civile.

Roberto Gualtieri, il politico-professore stimato in EuropaApproccio espansivo. Ha contributo a cambiare le norme sugli Npl

BRUXELLES04 settembre 201921:19

Classe 1966, eurodeputato Pd, professore di storia contemporanea, influente politico stimato dai suoi colleghi europei a Bruxelles e Strasburgo, Roberto Gualtieri è il successore di Giovanni Tria al ministero dell’Economia nel governo M5S-Pd.
Presidente della commissione per gli Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo e membro del gruppo di coordinamento sulla Brexit del Pe, Gualtieri è stato indicato da Politico.eu come uno dei legislatori europei più influenti.
Laureato in Lettere e Filosofia nel 1992, professore associato di storia contemporanea presso l’università “La Sapienza” di Roma, ed ora siederà alla scrivania del ministero che è stata di Quintino Sella. E’ diventato europarlamentare dal 2009, quando è stato eletto per la prima volta nella circoscrizione Centro. Poi nel 2010, viene nominato negoziatore del Gruppo S&D nel team negoziale del Parlamento europeo per la creazione del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (Eeas).
Come relatore per le norme sui crediti deteriorati (Npl) Gualtieri si è battuto per difendere gli interessi dell’economia dell’Italia evitando che venissero introdotte regole penalizzanti che avrebbero scoraggiato le banche a fare credito a famiglie e imprese. Inoltre ha lavorato perché non partissero procedure contro l’Italia, anche durante il governo Lega-M5S, con un ruolo di mediazione grazie ai suoi contatti con la Commissione e con il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. Nel suo secondo mandato è stato nominato Presidente della Commissione Econ. In questo ruolo si è battuto per politiche più espansive, contribuendo all’introduzione di nuove regole sulla flessibilità e negoziando il piano di investimenti conosciuto come Piano Juncker, oltre a essere relatore del Programma InvestEU.
All’indomani del referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Ue del giugno 2016 è stato nominato membro effettivo del Brexit Steering Group (gruppo di lavoro) del Parlamento europeo, nonché rappresentante dei Socialisti e Democratici per la Brexit. In tale ruolo ha contribuito in modo preminente al coinvolgimento dell’Eurocamera nei negoziati, lavorando fianco a fianco con la Task Force della Commissione guidata da Michel Barnier e incontrando rappresentanti del governo britannico.
Alle ultime elezioni del maggio 2019 è stato eletto per la terza volta, rieletto per acclamazione nel ruolo di Presidente Econ e confermato come membro effettivo del gruppo sulla Brexit.
Romano, sposato, un figlio, ha contribuito al manifesto del Pd ed è ancora membro della direzione Nazionale.

Lunedì Conte alla Camera per la fiduciaOggi ha sciolto la riserva e ha comunicato i nomi della squadra

04 settembre 201917:18

– Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà alla Camera per chiedere la fiducia la mattina di lunedì 9 settembre. E’ quanto si apprende da ambienti parlamentari di maggioranza. Nel primo pomeriggio di oggi, il premier è salito al Colle per sciogliere la riserva e comunicare al Presidente della Repubblica i nomi della squadra del nuovo governo, sostenuto da una maggioranza composta da Pd, M5S e Leu.

Zingaretti, è tempo di cambiare l’ItaliaAbbiamo fermato Salvini. Paese sta tornando protagonista in Ue

04 settembre 201917:22

– “Bene questa svolta, ora è tempo di cambiare l’Italia”. E’ il commento del segretario Pd Nicola Zingaretti al nuovo governo Pd-M5S-Leu. “Il Governo nasce nel Parlamento come il Governo precedente – ha spiegato – Abbiamo fermato Salvini e il solo annuncio di questa fase sta facendo tornare l’Italia protagonista in Europa. Il calo incredibile dello spread che si è già determinato significa soldi in più nelle tasche degli italiani. Noi siamo stati uniti e responsabili. Ora c’è un programma unico, di tutti, chiaro, e una squadra nuova. Il Governo è di forte cambiamento anche generazionale”.

Conte, al lavoro per un’Italia migliorePossiamo contare su un programma che guarda al futuro

04 settembre 201917:23

– “Forti di un programma che guarda al futuro, dedicheremo le nostre migliori energie, le nostre competenze, la nostra passione a rendere l’Italia migliore nell’interesse di tutti i cittadini”. Lo ha detto il premier incaricato Giuseppe Conte, dopo aver annunciato al Quirinale la lista dei ministri.

Dario Franceschini torna alla cultura e riprende il turismoPer l’esponente Pd è la seconda volta, ripristinerà sua riforma

04 settembre 201917:25

Nel febbraio del 2014, fresco di giuramento al Quirinale, Dario Franceschini, avvocato di formazione, politico di professione, ma anche appassionato romanziere, stupì i cronisti definendo i beni culturali che si accingeva a guidare “un ministero dell’economia”. Un assunto che nei quasi quattro anni del suo mandato ha poi cercato in tutti modi di mettere in pratica, con una rivoluzione nel mondo dei musei che ha fatto crescere di molto i visitatori ma creato anche polemiche e più di una insofferenza tra i ranghi del dicastero fondato nel 1975 da Giovanni Spadolini.
Oggi torna nelle stanze del Collegio Romano nel frattempo parzialmente trasformato dalla ‘riorganizzazione’ voluta dal suo successore Bonisoli, e si presume voglia riprendere da dove ha lasciato, tanto più che già in partenza ha ottenuto di riportare al Collegio Romano anche il dipartimento del Turismo che il governo giallo verde aveva affiancato alla agricoltura.
Tant’è, inizialmente in ottimi rapporti con l’allora presidente del consiglio Matteo Renzi, poi via via un po’ meno, il ferrarese Franceschini, in politica dai tempi della scuola, papà partigiano bianco poi deputato della Dc e grande ammirazione per Pierluigi Castagnetti, e’ stato spesso definito ‘uomo del dialogo’. E proprio questa sua propensione alla mediazione sembra avere avuto un ruolo importante nel governo giallo rosso che sta nascendo e che lo vede a capo della delegazione dei ministri Pd, il partito che lui stesso ha guidato dal 21 febbraio al 25 ottobre del 2009.
Classe 1958, padre di tre figlie amatissime, appassionato di jazz, il neo ministro della cultura è sposato in seconde nozze con Michela Di Biase, consigliere pd in Campidoglio e alla Regione Lazio. Nella sua vita, dice, due grandi passioni, “la letteratura e la politica, due universi che non si incontrano ma ai quali non intendo rinunciare”. Se l’impegno nella letteratura è rimasto costante (due suoi romanzi sono stati tradotti anche in francese per i tipi di Gallimard) la politica per ora prevale: deputato dal 2001, tra i fondatori della Margherita, è nel Pd dal 2007, leader di una consistente compagine di parlamentari. Alla guida del Mibac, in procinto di ritornare Mibact, prende il testimone dal lombardo Alberto Bonisoli. E qualcosa in quelle stanze potrebbe cambiare ancora.

Francesco Boccia, economista di salario d’inserimento e web taxSposato con la forzista De Girolamo, anche il calcio nel cuore

04 settembre 201917:32

Una passione per l’economia e per il suo Mezzogiorno. Francesco Boccia, Pd, neoministro agli Affari Regionali, si è fatto conoscere nella scorsa legislatura nel delicato ruolo di presidente della Commissione Bilancio della Camera, lo snodo in Parlamento per leggi di bilancio e decreti economici, la sede dove la parola d’ordine è quella di bilanciare le istanze dei parlamentari con le rigide regole della finanza pubblica. Una esperienza, quella legata all’economia, che ha caratterizzato tutta la sua vita professionale e politica da sempre.
Nato a Bisceglie, in Puglia, nel 1968, Boccia è un docente universitario specializzato in economia aziendale. Dopo gli anni di consigliere economico accanto all’allora ministro dell’Industria Enrico Letta, ha avviato la sua carriera politica a Bari dove è stato assessore all’Economia. Tasse sulla casa differenziate a seconda delle fasce di reddito e l’accordo con alcune aziende per sperimentare il salario di inserimento per i giovani: queste alcune delle sue principali ‘creature’ nell’attività amministrativa di quegli anni.
Vicino alla corrente Pd che fa capo al governatore della Puglia Michele Emiliano, Boccia è stato anche candidato alle primarie del Partito democratico in Puglia nel 2005 e nel 2010, battuto in entrambi i casi da Nichi Vendola.
Dal 2008 è parlamentare, con ruoli sempre di primo piano sulle tematiche economiche. E’ tra i firmatari della riforma della legge di bilancio e ‘inventore’ della web tax. Boccia è infatti anche grande esperto di digitale e tra i promotori, nella sua Bisceglie, di Digithon che mette in vetrina con un appuntamento a cadenza annuale, le start-up digitali.
Il 13 luglio 2019, durante l’assemblea nazionale, il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, lo ha nominato responsabile per l’Economia e la società digitale.
E’ sposato con l’ex deputata forzista Nunzia De Girolamo, con la quale ha una figlia (due invece i figli nati nel precedente matrimonio). Tra le sue passioni il calcio, quello in tv ma anche quello giocato nella squadra nazionale dei parlamentari nel ruolo di attaccante.

Governo: 21 ministri, età media 47 anniUn terzo donne. Di Maio il più giovane (33 anni)

04 settembre 201917:37

– Si aggira intorno ai 47 anni l’età media del secondo governo Conte. Tra i ministri, il più giovane è Luigi Di Maio (33 anni), come nel precedente governo giallo-verde. Oltre al neo ministro della Difesa, gli under 40 sono due: Fabiana Dadone e Giuseppe Provenzano. Altri 10 si assestano sulla quarantina, compreso Roberto Speranza, che ha festeggiato 40 anni a inizio anno. La patente di ‘senior’ del Conte bis va a Luciana Lamorgese, che tra qualche giorno compirà 66 anni, seguita da Dario Franceschini e Teresa Bellanova, entrambi 61 anni. In tutto i ministri sono 21. Al Movimento 5 stelle vanno 10 dicasteri, al Partito democratico 9, a Liberi e uguali uno (Speranza). Sono sette le donne, dunque un terzo sul totale: tra loro il solo profilo tecnico del governo, Luciana Lamorgese, che va al Viminale. Al M5s va anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro.

Orlando, governo chiude stagione di odioNon mi nascondo le difficoltà, dipenderà da noi saperle superare

04 settembre 201917:44

– “Parte il governo, si apre una pagina nuova. È un governo di profondo rinnovamento, è un governo che ha le competenze e le capacità per affrontare la piaga più profonda del nostro Paese: la diseguaglianza. Si può chiudere così una stagione segnata dall’odio e dall’intolleranza”. Lo scrive su Facebook il vicesegretario Pd Andrea Orlando. “Tra i ministri ci sono molti dirigenti che ho visto crescere e con i quali ho lavorato – aggiunge – ci sono persone che ho conosciuto e apprezzato in queste giornate difficili. Non mi nascondo le difficoltà e le contraddizioni. Dipenderà da tutti noi saperle affrontare e superare. È stato per me un onore contribuire alla risoluzione di una crisi tanto drammatica per il Paese, causata dall’irresponsabilità e dalla demagogia. Auguro ai componenti del nuovo governo buon lavoro”.

Paola Pisano all’Innovazione, dalla giunta Appendino a RomaDonna M5s per il ministero new entry. Aveva rinunciato all’Ue

04 settembre 201917:52

Il ministero dell’Innovazione, una new entry nella compagine di governo, sarà guidato da Paola Pisano, assessora all’Innovazione nella giunta Appendino a Torino.
Materia che ha anche insegnato nell’università della città. Nata nel

capoluogo piemontese nel 1977, vanta un percorso accademico tutto dedicato all’innovazione. Di recente era stata protagonista delle cronache per la sua rinuncia alla candidatura come capolista M5s alle elezioni Europee, offerta che gli era arrivata dal capo politico del MoVimento Luigi Di Maio. Decisione per cui la sindaca di Torino Chiara Appendino l’aveva pubblicamente ringraziata, giudicando la sua fuoriuscita una “grave perdita per la città”. Pisano ha svolto un ruolo attivo nella giunta torinese, che punta a fare dell’innovazione il suo fiore all’occhiello. E’ stata tra l’altro la prima città metropolitana ad allacciarsi all’Anagrafe unica della popolazione. Pisano ha spinto pure per sperimentare le nuove frontiere della mobilità, lanciando Torino come laboratorio per la guida autonoma.

Governo: i ministri giurano oggi, entro martedì la fiducia – IL TIMINGLunedì Conte presenta il programma alla Camera

05 settembre 201909:28

I ministri del governo Conte bis giureranno alle 10 nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Entro martedì il governo Conte dovrebbe incassare la fiducia delle due Camere e, quindi, entrare nella pienezza dei poteri.Il dibattito sulla fiducia al Senato si terrà martedì. Lunedì, con inizio alle 11, Conte presenterà il suo programma alla Camera.

Elena Bonetti, scout e matematica a favore dei diritti gay”Tutti possiamo amare”. Con Renzi chiamata nella segreteria Pd

04 settembre 201917:53

Matematica, professore associato di Analisi, mantovana, un passato come capo scout nell’Agesci, il neo ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti nel 2014 firmò un appello, insieme a don Gallo, per chiedere allo Stato di riconoscere le unioni gay e alla Chiesa di rivedere le proprie posizioni “perché tutti abbiamo il diritto di amare e di essere amati”. Un deciso cambio di passo rispetto alle posizioni del precedente ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana e Alessandra Locatelli. Matteo Renzi, un passato nell’Agesci anche per lui, nel 2017 la volle nella segreteria nazionale del Pd. Una scelta che destò più di una sorpresa, considerato che Bonetti, oggi 45enne, era una docente universitaria e non una politica in senso stretto.
Iscritta da poco nel Pd, ammise che la scelta colpì anche lei: “Mi è sembrata una proposta sproporzionata, ma ha prevalso la voglia di provare”, commentò la nomina attribuendola ai suoi contatti col mondo giovanile: “Credo che stia a significare la volontà di aprire tutte le porte al mondo giovanile, alle associazioni che a questo mondo si rivolgono e ai valori di cui sono portatrici”.
Sulla sua biografia, che compare sul sito del Pd, Bonetti scrive: “Nella ricerca ho imparato che si cresce se si gioca in squadra. La passione educativa e il desiderio di accompagnare le giovani generazioni ad essere buoni cittadini, capaci di contribuire a scrivere una storia bella e generativa per la nostra comunità, trovano le radici nel mio cammino scout – aggiunge – Su questa strada ho imparato la bellezza del camminare insieme, la felicità e la pienezza che nascono dal servizio, il coraggio di dire sì, la chiamata a lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”.

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Vincenzo Amendola, l’esperto esteri del Pd agli Affari europei
46 anni, napoletano, già sottosegretario con Alfano e Gentiloni

04 settembre 201917:54

Al ministero per gli Affari Europei arriva Vincenzo Amendola (Pd), napoletano, 46 anni e un curriculum tutto centrato su una esperienza già lunga e consolidata nei principali dossier di politica estera che ha seguito nel partito e nel governo.
Scelto nel giugno scorso come responsabile Esteri del Pd dal segretario Nicola Zingaretti, aveva già ricoperto lo stesso ruolo nella segreteria Renzi ed era stato sottosegretario agli Esteri quando alla guida della Farnesina c’era Angelino Alfano e poi ancora Paolo Gentiloni. Oltre alla delega per gli Italiani nel Mondo, Amendola ha avuto la competenza per le relazioni bilaterali con i Paesi dell’Europa, del Nordafrica, Medio Oriente e Corno d’Africa. Ha inoltre curato i rapporti con le Nazioni Unite.
Già segretario dei Dem per la Campania tra il 2009 e il 2014, è sposato con la giornalista di origini marocchine Karima Moual dal 2013. Nello stesso anno è stato eletto deputato in Campania ed è poi stato nominato capogruppo Pd in Commissione Esteri e membro della delegazione parlamentare dell’assemblea Osce. Ad Amendola sono state affidate missioni assai delicate. E’ stato il primo membro del governo ad andare in Egitto un anno e mezzo dopo la morte di Giulio Regeni a seguito del ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo. Ed è stato lo stesso Amendola a presentare a Vienna all’Assemblea Parlamentare dell’Osce le priorità della presidenza italiana per il 2018, ricordando le parole chiave “Dialogo, Ownership, Responsabilità, ingredienti basilari per rilanciare lo spirito di Helsinki, nella convinzione che il dialogo e l’impegno responsabile di tutti siano fondamentali per la nostra sicurezza”.
In una fase in cui l’Europa torna ad essere un orizzonte strategico, nelle mani di Amendola c’è la responsabilità di dimostrare a partner come Angela Merkel ed Emmanuel Macron che l’Italia, Paese fondatore dell’Unione, non ha intenzione di abdicare alla sua centralità e farà sentire la sua voce su tutti i temi chiave, ma lungo linee condivise e senza sterili deragliamenti.

Nunzia Catalfo al Lavoro, madre del Reddito e salario minimoSiciliana, M5s dagli esordi. Raccoglie il testimone da Di Maio

04 settembre 201917:55

Nunzia Catalfo, senatrice M5s, è la nuova ministra del Lavoro e delle Politiche sociali. Prende il posto, raccogliendone il testimone, finora assegnato al capo politico del Movimento, Luigi Di Maio. Siciliana, classe 1967, nasce a Catania e professionalmente come orientatore e selezionatore del personale. Diploma di maturità scientifica.
E’ la madre del Reddito di cittadinanza (sua la prima firma del relativo disegno di legge nel 2013), misura bandiera del M5s approvata dal governo appena chiuso con la Lega, ma lo è anche del ddl targato 5 stelle per l’introduzione di un salario minimo orario (9 euro lordi la proposta). E’ stata, inoltre, prima firmataria del disegno di legge sull’equo indennizzo e sul riconoscimento delle cause di servizio per la polizia locale.
Attivista del Movimento fin dal 2008, viene eletta la prima volta nel 2013, rieletta poi nel 2018. In questa legislatura a Palazzo Madama è presidente della commissione della 11/ma Commissione permanente Lavoro pubblico e privato e previdenza sociale. A lei ora la guida del dicastero di via Veneto.

Governo: cambia geografia ministri, ora 11 vengono dal sudTra i gialloverdi prevalevano i lombardi, erano 6 su 18

04 settembre 201917:57

Cambia la geografia dei ministri nel secondo governo Conte e prevale il sud: ora sono 11, su 21, i ministri nati in regioni meridionali (in testa c’è la Campania con 4 ministri, seguita dai 3 siciliani, 2 della Basilicata e altrettanti pugliesi).Un anno fa, sul totale di 18 ministri, i più numerosi erano i 6 lombardi. Nel Conte bis 8 vengono dal nord (le regioni più rappresentate sono il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia-Romagna con un paio di ministri ciascuna), oltre a un triestino e un veneto, mentre 2 sono i romani (Roberto Gualtieri e Lorenzo Fioramonti).

Federico D’Incà, dalla “vecchia guardia” M5S a Questore CameraVeneto, a secondo mandato. Laurea in Economia e abile mediatore

04 settembre 201918:07

Pentastellato della vecchia guardia, uomo di mediazione, presenza fissa nelle Aule parlamentari, questore della Camera: Il bellunese Federico D’Incà è il nuovo ministro per i Rapporti con il Parlamento, l’uomo che raccoglierà l’eredità di Riccardo Fraccaro in un governo che, tra le sue “mission”, la riforma della legge elettorale. Nato il 10 febbraio 1976, sposato, laureato in Economia e Commercio all’università di Trento, D’Incà ha un passato da analista di sistemi informatici e quindi da caposettore in una società della grande distribuzione. Il suo ingresso nella politica risale a prima del boom del M5S, quando si presentò nella località dove risiedeva, Trichiana, con una lista civica.
Quindi, l’abbraccio con il Movimento di Beppe Grillo. Nel 2013 D’Incà viene eletto alla Camera dei deputati e, nelle prime fasi dell’esordio del Movimento in Parlamento è uno dei volti pentastellati più noti. Poi, nella gerarchie interne del Movimento, il deputato bellunese viene superato da altri suoi colleghi e finisce fuori dall’inner circle dei vertici 5 Stelle.
Nel 2017, in Veneto, è uno dei promotori in prima linea, tra i 5 Stelle, del referendum per l’Autonomia. Nel 2018 viene comunque rieletto e, pian piano, con l’acuirsi delle frizioni tra M5S e Lega, la figura di D’Incà torna ad emergere, inserendosi nell’ala più critica, nel Movimento, del governo giallo-verde. Sul suo sito personale si definisce “vicino al pensiero di Adriano Olivetti, lettore appassionato di politica economica e di filosofia, interessato al mercato finanziario e all’economia reale”. Ma il neo-ministro ha anche un altro hobby: coltivare ortaggi e verdure, nel suo orto nel bellunese.

Stefano Patuanelli: negoziatore col Pd, M5s dalla prima oraIngegnere, capogruppo al Senato, è un fedelissimo di Di Maio

04 settembre 201918:08

Il ministero dello Sviluppo Economico resta al Movimento 5 Stelle. Al dicastero di via Veneto arriva Stefano Patuanelli, 45 anni, tre figli, laureato in ingegneria e libero professionista, nato a Trieste, dove nel 2005 è stato tra i primi ad animare il gruppo Beppe Grillo. E’ stato anche consigliere comunale nel capoluogo giuliano.
Capogruppo del MoVimento in Senato, fedelissimo di Di Maio, è stato fra i protagonisti della trattativa perchè il governo M5s-Pd arrivasse al traguardo. Le quotazioni di Patuanelli sono cresciute di giorno in giorno durante il confronto con i delegati del Pd e, prima della crisi di governo, si era parlato di lui anche per un possibile passaggio di testimone con il ministro Danilo Toninelli al ministero delle Infrastrutture.
Patuanelli rappresenta l’area moderata dei 5 Stelle. Nelle sue più recenti dichiarazioni ha sempre difeso il leader Di Maio dalle possibili critiche e, anche sul tema delicato della revoca delle concessioni autostradali, ha usato la diplomazia rinviando il tutto alla mediazione di Conte.

Fabiana Dadone alla Pa, un’altra donna per palazzo VidoniLaureata in Giurisprudenza, ministra per M5s a soli 35 anni

04 settembre 201918:08

Ministra della Pubblica Amministrazione è la deputata pentastellata Fabiana Dadone. Il ministero cambia di nuovo bandiera, al timone c’era la leghista Giulia Bongiorno e prima ancora la ministra del Pd Marianna Madia, ma resta in ‘quota rosa’. Dadone, classe 1984, sale a palazzo Vidoni a soli 35 anni, seconda solo a Di Maio nella graduatoria dei ministri più giovani. Piemontese, nata a Cuneo, arriva a guidare il ministero della P.a dopo l’esperienza svolta in commissione Affari Costituzionali della Camera, dove è stata anche capogruppo M5s. Dadone è al secondo mandato. E’ infatti entrata in Parlamento per la prima volta a seguito delle elezioni del 2013.
Allora aveva 29 anni, figurando tra le più giovani parlamentari del M5s elette. Faceva ingresso a palazzo Montecitorio con in tasca una laurea in giurisprudenza, forte dell’impegno come volontaria nel sociale. “Non mi sono mai occupata di politica ma mi è piaciuta da subito l’idea di Grillo di riportare la politica attiva al popolo con un nuovo slogan 1=1”, furono le sue parole da esordiente. Compare anche alla guida del comitato ‘mafie, migranti e tratta di essere umani, nuove forme di schiavitù’ della commissione parlamentare antimafia.
Di recente Dadone è stata relatrice della legge per il referendum propositivo, uno dei mantra del movimento e del suo fondatore Beppe Grillo. E’ stata inoltre attiva in tema di conflitto d’interessi, materia su cui ha presentato un testo nella scorsa legislatura, riponendolo poi a luglio.

Luigi Di Maio alla Farnesina, il più giovane di sempreTrentatré anni, sottrae il primato a Federica Mogherini

04 settembre 201918:13

E’ il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, a guidare la Farnesina nel governo Conte bis. Nato il 6 luglio 1986 ad Avellino, con i suoi 33 anni sarà il ministro degli Esteri più giovane nella storia della Repubblica, ‘rubando’ il primato a Federica Mogherini (vi arrivò a 40 anni).
Un nuovo record per il politico pentastellato, dopo che nel 2013 era diventato, a soli 26 anni, il più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati. In parlamento Di Maio ha costruito in pochi anni la propria esperienza politica. Qui si è fatto le ossa. Ha fatto parte della XIV Commissione, che si occupa delle politiche dell’Unione Europea e ha lavorato tra gli altri temi sulla trasparenza amministrativa, la sicurezza, le forze dell’ordine e “la lotta contro gli sprechi della politica – secondo quanto lui stesso afferma sul proprio sito internet – e i privilegi della casta, come i vitalizi”.
Il 23 settembre 2017 è diventato il capo politico del MoVimento 5 Stelle e dopo le elezioni del 2018 in cui ha corso come candidato premier, nel precedente governo Conte è stato il titolare del ministero per lo Sviluppo economico, alla cui guida ha seguito da vicino, tra le varie cose, l’accordo tra Italia e Cina sulla nuova Via della Seta.
Un dossier, quello dei rapporti con Pechino, che ritroverà sulla sua scrivania alla Farnesina, dove tra i temi caldi lo attendono anche la situazione ancora difficile e in via di definizione della Libia, gli equilibri tutti da ricalibrare con i partner dell’Ue, la Francia in primis dopo le frizioni che hanno attraversato l’esperienza del precedente esecutivo. Temi sui quali con ogni probabilità si troverà a lavorare in tandem con il nuovo ministro agli Affari europei del Pd Enzo Amendola.

Giuseppe Provenzano al Sud, è vicedirettore dello SvimezSiciliano di 37 anni, economista, responsabile Lavoro del Pd

04 settembre 201918:15

E’ un economista esperto di Mezzogiorno, oltre che un politico, il nuovo ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. Siciliano (ma vive a Roma), ha 37 anni ed è dal 2016 vice direttore dello Svimez, l’Associazione per lo Sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. Allo sviluppo del Meridione ha dedicato articoli (ha collaborato con diversi giornali e riviste) e saggi. Tra gli altri il libro “Ma il cielo è sempre più su?” dedicato all’emigrazione meridionale ai tempi di Termini Imerese con dentro proposte “per il riscatto di una generazione sotto sequestro”.
Le politiche di coesione sociali nazionali ed europee.
sono un altro pallino di Provenzano, che dopo la laurea ha conseguito il dottorato alla Scuola superiore sant’Anna di Pisa, Un interesse che presto si è intrecciato all’attività politica. I primi passi Giuseppe Provenzano, detto Peppe, li ha mossi nella sua regione. L’esordio con la giunta siciliana guidata da Rosario Crocetta: dal 2012 al 2014 è stato capo della segreteria dell’Assessore per l’Economia Luca Bianchi. Un impegno a cui ha affiancato tra il 2013 e il 2014 l’incarico di consulente dell’allora ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, alla cui area fa ancora riferimento. Da quest’anno è membro della Direzione nazionale del partito democratico e dal giugno scorso fa parte anche della segreteria, con l’incarico di responsabile delle politiche del lavoro. Solo un anno fa era stato protagonista di una polemica con i vertici del partito. Alle politiche del 2018 rifiutò la candidatura nelle liste del Pd per protestare contro il metodo scelto e perché collocato in lista dopo Daniela Cardinale, figlia dell’ex ministro e deputato Salvatore Cardinale. “La notte scorsa, in direzione del Pd, dopo una giornata gestita in modo vergognoso dai suoi vertici – dichiarò allora apertamente – ho appreso di essere stato inserito nella lista plurinominale di Agrigento-Caltanissetta, al secondo posto dopo l’on. Daniela Cardinale, figlia del ex ministro Salvatore. Ho ringraziato, ma ho rifiutato”.

Roberto Speranza è il nuovo ministro della Salute

04 settembre 201918:15

Nato a Potenza il 4 gennaio 1979, il suo impegno politico inizia nella Sinistra Giovanile di cui sarà prima Segretario regionale e poi Presidente nazionale. Laureato in Scienze Politiche, poi consegue un Dottorato in Storia dell’Europa Mediterranea. A Potenza diventa consigliere comunale nel 2004 e poi assessore all’urbanistica. Segretario regionale della Basilicata.Coordinatore della campagna nazionale di Pier Luigi Bersani per le Primarie del centrosinistra nel 2012. Dopo le elezioni viene eletto capogruppo del Pd alla Camera, ruolo da cui si dimette in dissenso sull’Italicum. Nel febbraio 2017 esce dal Pd e fonda Articolo Uno – Mdp. Viene rieletto alla Camera dei Deputati nelle elezioni del 4 marzo 2018 nelle liste di Liberi e Uguali. E’ sposato ed ha 2 figli.

Paola De Micheli, prima donna ministro delle infrastruttureEmiliana, è vice segretario del Pd. Appassionata di pallavolo

04 settembre 201918:16

Paola De Micheli è il nuovo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo M5S-Pd, prendendo il posto del grillino Danilo Toninelli. La vice segretaria del Pd, 46 anni appena compiuti, passerà alla storia come la prima donna a guidare il dicastero di Porta Pia.
Nata a Piacenza il 1 settembre 1973, De Micheli consegue la laurea in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si impegna in politica già dalla metà degli anni 90 con l’Ulivo di Romano Prodi. Con l’inizio della segreteria Pd di Pier Luigi Bersani entra a far parte del dipartimento Economia del Partito Democratico. Nel 2008 viene eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione Emilia Romagna. Ripeterà le vittorie anche nelle elezioni politiche di febbraio 2013 e marzo 2018. Tra i ruoli ricoperti, quello di sottosegretaria all’Economia con il governo Renzi e sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio col governo Gentiloni, con delega al terremoto del centro-Italia. Al di fuori della politica, spicca l’incarico della De Micheli come presidente della Lega Pallavolo Serie A.

Ruby: Fadil morta per aplasia midollareNullaosta a sepoltura dopo 6 mesi. Inchiesta verso archiviazione

04 settembre 201918:15

– Imane Fadil, una delle testimoni chiave delle inchieste sul caso Ruby, è morta per una aplasia midollare della quale, comunque, sono ancora in corso di accertamento le cause esatte. E’ quanto è stato spiegato in Procura a Milano dagli inquirenti che proprio oggi, dopo più di sei mesi dal decesso, hanno dato il nullaosta alla sepoltura della salma. L’inchiesta, da quanto si è saputo, va verso l’archiviazione perché oltre all’ipotesi di morte per un avvelenamento doloso sono state escluse anche responsabilità mediche.

Quando Gualtieri, designato dal premier Conte ministro all’Economia, suonava “Bella Ciao”In un video l’eurodeputato Dem, che Giuseppe Conte vuole al ministero dell’Economia, suona alla chitarra ‘Bella Ciao’

04 settembre 201918:57

Roberto Gualtieri, l’esponente del Pd che il premier Conte vorrebbe come ministro dell’Economia, suona “Bella Ciao”  nel web talk ‘Alta fedeltà’

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Fioramonti, all’Istruzione un ex ‘cervello in fuga’
Insegna Politica economica a Pretoria,pensa a tassa su merendine

04 settembre 201919:25

Tassare le merendine per risolvere il problema dei precari e stop alle ‘classi pollaio’ che abbassano la qualità formativa, meglio guardare alla Germania con i suoi venti alunni per ‘prof’. Sono alcune delle idee espresse solo due giorni fa in una intervista da Lorenzo Fioramonti, il giovane ricercatore romano – ex ‘cervello in fuga’ come lui stesso si è definito – diventato professore di Politica economica a Pretoria, in Sudafrica, e ora nominato, da sottosegretario che era, ministro dell’Istruzione in quota Cinquestelle nel governo Conte bis. Tra i suoi atti da viceministro al ministero dell’Istruzione, con Marco Bussetti, suscitò polemiche quando chiamò l’ex jena Dino Giarrusso, diventato europarlamentare M5s lo scorso maggio dopo la bocciatura alle politiche 2018, ad occuparsi delle segnalazioni su concorsi e raccomandazioni. Poi Fioramonti chiarì che l’ex jena sarebbe stato solo il suo segretario particolare e non uno ‘sceriffo’. Pubblicamente dovette anche chiarire di non praticare il boicottaggio contro Israele, come sostenuto dai dem Emanuele Fiano e Michele Anzaldi e da Alessandro Litta Modigliagli della comunità ebraica che lo accusavano di aver disertato convegni.Laureatosi in Filosofia all’Università di Tor Vergata, il neoministro inizia il suo percorso come ricercatore a Siena, poi è in Germania cercando una strada lontano dai concorsi dei ‘baroni’. ‘Eretico’, Fioramonti è uno dei sostenitori, sulla scia del premio nobel Joseph Stiglitz, della necessità di ridimensionare l’importanza del Pil come indicatore del benessere di una nazione. Altri sono i parametri che gli osservatori economici e i governi, secondo Fioramonti – classe 1977 – dovrebbero prendere in considerazione. Tra questi, lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita. Sposato, due figli, sua moglie Janine Schall Emdem è una ambientalista convinta, come lui, che pratica e professa consumi a chilometri zero e plastic free. Insieme hanno girato anche dei documentari sui legami tra cambiamento climatico, disoccupazione sociale e instabilità economica a livello locale e globale, come ‘L’Era dell’adattamento’, del 2009. Il ‘colpo di fulmine’ con il movimento di Beppe Grillo – sul cui blog ha spesso espresso le sue idee – risale al 2017, quando il deputato M5s Giorgio Sorial organizza un convegno a Montecitorio sullo sviluppo economico e il benessere sociale. Guest star è proprio Fioramonti che conquista la platea grillina e alle politiche del 2018 è eletto alla Camera, con quasi il 37% dei voti raccolti nel collegio uninominale di Torre Angela, periferia sud di Roma, una polveriera di disagio anticasta.Per raccogliere i tre miliardi di budget aggiuntivo necessari, secondo Fioramonti, a dare ossigeno a istruzione e ricerca, scuola e università, il neoministro pensa a “interventi fiscali mirati” che lui chiama “l’Iva strategica”, o microtasse “di scopo”. Come quelle che ha proposto di mettere su merendine, bibite zuccherate e biglietti aerei. “Sono attività – ha detto Fioramonti parlando con il ‘Corriere’ – o dannose per la salute, le prime due, o inquinanti. Con i soldi che lo Stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola”. Dalla sua dichiarazione dei redditi, pubblicata on line, il neoministro risulta proprietario insieme alla moglie Janine di un appartamento a Berlino, di una casa a Grottaferrata alle porte di Roma, e di un terreno a San Benedetto Val di Sambro, nel bolognese. Poi ci sono i redditi in rand che guadagna a Pretoria e una Toyota Yaris comprata l’anno scorso.

Gli Usa salutano il nuovo governo, ‘fiducia nell’Italia’Il Dipartimento di Stato:

‘Roma alleato solido’

04 settembre 201919:38

L’amministrazione Trump saluta la nascita del nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. “Abbiamo fiducia nelle forti istituzioni democratiche dell’Italia e non vediamo l’ora di continuare la nostra stretta cooperazione con il nuovo governo italiano”, afferma in una nota

un portavoce del Dipartimento di Stato americano. “L’Italia è un partner transatlantico solido e dinamico, sia come alleato della Nato sia come membro del G7”, aggiunge quindi il portavoce.

Un esecutivo di 40enni, il più giovane della RepubblicaUn terzo le donne, prevale il sud, rinasce ‘Consiglio di gabinetto’

04 settembre 201921:16

Un record l’ha già battuto: con una media di 47 anni la squadra di Giuseppe Conte, alla sua seconda chance da premier, è la più giovane della storia repubblicana.Più junior pure del governo Renzi, a quota 47 anni come anagrafe media dei ministri. E ancor di più del governo gialloverde, che si fermò a 50. Come un anno fa, è Luigi Di Maio ad abbassare la media con i suoi 33 anni, allora in due ministeri oggi alla Farnesina. Lo seguono Fabiana Dadone di 35 anni, ministro della Pubblica amministrazione e Giuseppe Provenzano che ne ha 37 e la delega al sud. Per il resto il Conte due è un esecutivo di quarantenni (sono 10 su 21) che debutteranno a Palazzo Chigi con 14 uomini e 7 donne, cioè un terzo del totale e due in più rispetto a quelle che giurarono al Quirinale nel 2018. Oltre 400 giorni dopo, cambia l’alleato di maggioranza (il Pd al posto della Lega) e cambia pure la natura del governo: si tratta di una formazione di politici con la titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, unico ministro ‘tecnico’. Nel governo M5s-Lega gli ‘indipendenti’ invece erano tre e tutti con ministeri di peso (Paolo Savona, Enzo Moavero Milanesi e Giovanni Tria). Nei rapporti di forza qualcosa cambia: nell’esecutivo tenuto insieme dal contratto, i leghisti erano 6 e 8 quelli del M5s e l’equilibrio non cambiò nemmeno dopo l’addio di Savona che passò alla guida della Consob, sostituito da Lorenzo Fontana della Lega, a sua volta sostituito da Alessandra Locatelli dello stesso partito.Oggi il Movimento di Di Maio conta 10 ministeri, i Democratici ne hanno 9 e se si aggiunge Leu con Roberto Speranza al timone della Sanità, si arriva al pareggio. Sull’età, gli under 40 sono tre come l’anno scorso ma si è abbassato il picco dei senior: allora era Savona, che con i suoi 81 anni e 7 mesi resta il ministro più anziano della Repubblica. Adesso è il ministro dell’Interno, che tra una settimana festeggerà 66 anni. A lei che subentra a Matteo Salvini, spetta un’altra ‘chicca’: è l’unica della squadra a non avere un profilo Twitter né Facebook. Cambia rispetto all’ultimo governo, pure la geografia: è il sud a prevalere con 11 ministri nati in regioni meridionali, contro i 6 lombardi che erano i più numerosi dei 18 ministri precedenti. Ora in testa c’è la Campania con 4 uomini (Di Maio, Vincenzo Spadafora, Enzo Amendola, Sergio Costa), seguita da 3 siciliani. Da Potenza vengono due ministri (Lamorgese e Speranza) mentre la Puglia del premier è rappresentata da Francesco Boccia e Teresa Bellanova.In un governo che ha tanto puntato e discusso sui capi delegazioni dei due principali partiti e in vista di una loro maggior forza – sono Dario Franceschini per il Pd e Di Maio per i 5S – chissà che non rinasca una ‘creatura’ da prima Repubblica, com’è stato il Consiglio di gabinetto. Negli anni ’80 era formato dai capi delegazione e dal presidente del Consiglio (il ricordo si perde nell’ultimo governo Andreotti) per dare una prima valutazione delle misure più importanti di un governo. Quasi la fotocopia dei due vicepremier del primo governo Conte. Infine, spulciando tra i curricula dei nuovi ministri, 4 su 21 non hanno una laurea in tasca (Di Maio, passato da ingegneria a giurisprudenza prima di farsi risucchiare dal Movimento; Vincenzo Spadafora; Enzo Amendola e Nunzia Catalfo, entrambi diplomati al liceo scientifico). Tra i mestieri, invece, spopolano gli avvocati e i professori universitari, in tutto sette. Per il resto, si spazia tra un ingegnere (Stefano Patuanelli) e una manager (Paola De Micheli), una sindacalista (Teresa Bellanova) e una selezionatrice di personale (Nunzia Catalfo, considerata la ‘madre’ del reddito di cittadinanza). Il più eclettico resta Luigi Di Maio passato da webmaster a giornalista sportivo, da steward al San Paolo a manovale nell’azienda di famiglia.

Di Maio con la squadra M5S: pronti a dare il massimoLeader Cinque Stelle posta foto con neoministri, ringrazia gli uscenti

05 settembre 201909:39

“Buongiorno a tutti! Eccomi con la nuova squadra di ministri del MoVimento 5 Stelle. Pronti a dare il massimo per il Paese. Un grazie di cuore ai ministri uscenti Danilo Toninelli, Giulia Grillo, Barbara Lezzi, Alberto Bonisoli ed Elisabetta Trenta. Grazie per lo straordinario lavoro che avete svolto in questi 14 mesi”. Così Luigi Di Maio, capo politico del M5s e neo ministro degli Esteri, in un post su Facebook dove è pubblicata anche una foto con tutti i nuovi ministri.

Maturi, autonomia non può attendereSeduta commissione paritetica nella giornata dell’autonomia

BOLZANO05 settembre 201909:55

– “La seduta della Commissione dei Sei a Bolzano, proprio nella Giornata dell’autonomia, è un bel segnale”. Lo ha detto Filippo Maturi, presidente della commissione paritetica Stato-Provincia di Bolzano che si occupa delle norme di attuazione per l’autonomia altoatesina.
L’ordine del giorno prevede misure che riguardano il bilinguismo e la dichiarazione di appartenenza linguistica. “Si tratta di questioni importanti che non possono attendere”, ha detto Maturi che ha precisato che la Commissione dei Sei “resta in funzione per lavorare per il territorio”, fino all’insediamento del nuovo ministro. Il deputato della Lega ha fatto comunque intendere di aver già preso una decisione. “Prima però il governo deve ricevere la fiducia, anche al Senato”, ha aggiunto.

Il selfie di Franceschini e dei ministri Dem prima del giuramento al Quirinale

05 settembre 201912:30

Prima di giurare sulla Costituzione come ministro della Cultura con la delega al Turismo, Dario Franceschini si concede un selfie al Quirinale con la parte Dem della nuova squadra di governo.

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Governo: Salvini: ‘Non durerà’. Meloni e FI: ‘Sul ministero per la Famiglia Di Maio si contraddice’
Centrodestra annuncia una dura opposizione al nuovo esecutivo

05 settembre 201911:26

“Il governo delle poltrone, dei riciclati e dei poteri forti europei non avrà vita lunga. Opposizione in Parlamento, nei Comuni e nelle piazze, poi finalmente si vota e… si vince!!! Io non mollo e non mollerò mai Amici, per me viene prima l’onore dei ministeri”. Così il leader della Lega Matteo Salvini commenta su twitter la nascita del nuogo governo di Giuseppe Conte. E, ai microfoni di Radio anch’io, aggiunge: ‘E’ il primo governo italiano che nasce a Bruxelles, con un ministro dell’Economia, professore di storia, che arriva direttamente da Bruxelles, con un ministro della Salute senza nessuna esperienza di sanità, con un ministro dei Trasporti senza nessuna esperienza di trasporti e con un ministro dell’Istruzione che ha detto che per aumentare gli stipendi dei professori bisogna tassare le merendine e le bibite gasate: ecco, se partiamo dalla tassa sul chinotto, ci sarebbe da sorridere se non ci fossero di mezzo gli italiani’. ‘Contro questo governo – avverte Salvini – faremo opposizione in parlamento e in Italia, dove siamo maggioranza, con i nostri sindaci e governatori”.A chi gli chiede poi come mai non sarà in piazza con Fratelli d’Italia, l’esponente leghista risponde: “Quando ci sarà la fiducia ci saremo. Poi saremo a Pontida domenica 15 settembre e a Roma sabato 19 ottobre. Ci saremo. Hai voglia che ci saremo. Noi non siamo i centri sociali, noi portiamo le mamme e i papà in piazza, non i delinquenti di sinistra che tirano le molotov ai poliziotti. Noi siamo un’altra roba”. Critici con il governo sono anche il portavoce di Forza Italia Giorgio Mulè e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, soprattutto per quanto riguarda il dicastero della Famiglia: “Com’era quella del ‘partito di Bibbiano’? – scrive su twitter Mulè – Ah, sì: ‘Io col partito che in Emilia toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock per venderseli non voglio avere nulla a che fare’. Lo diceva DiMaio: ha dato al Pd il ministero della Famiglia. Buongoverno!”. “Il M5S regala il Ministero della famiglia al Pd. Ma non erano il ‘partito di Bibbiano’?”, scrive invece su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni

Boccia, Autonomia rispettando CartaCi sono già punti di incontro con il premier Conte

05 settembre 201911:31

– “Faremo l’Autonomia, rispettando la Costituzione. Ci sono già punti di incontro con il presidente Conte”. Lo ha affermato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, entrando al Quirinale per il giuramento. “E’ un giorno importante per il Paese e mi auguro che oggi – ha detto – si percepisca che c’è bisogno di una svolta per il nostro Paese”.

Conte giura, è nella pienezza dei poteriDopo il giuramento la foto di rito con Mattarella

05 settembre 201911:31

– Il governo Conte ha giurato. E’ dunque nella pienezza dei poteri. Al termine del giuramento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno lasciato il tavolo e hanno raggiunto i ministri, per la foto di rito

Calenda lancia nuovo movimento politicoNei prossimi giorni depositeremo cambio dello statuto

05 settembre 201911:32

– Dobbiamo preparare la nascita di un movimento politico liberal-progressista. Non possiamo lasciare i riformisti senza una casa”. E’ la risposta di Carlo Calenda alla formazione del governo M5s-Pd, che lo ha portato a lasciare il Pd. “Sara’ prima di tutto un lavoro di produzione di idee e di mobilitazione di classe dirigente – scrive in una newsletter ai sottoscrittori del manifesto Siamo Europei -. Un impegno serio che richiederà tempo. Nei prossimi giorni depositeremo il cambio dello Statuto trasformando SiamoEuropei in un movimento politico. Ragioneremo sull’opportunità di cambiare nome

Migranti: Salvini indagato per diffamazione di Carola Rackete La denuncia presentata a luglio dalla comandante della Sea Watch3

05 settembre 201915:35

L’ex ministro dell’interno Matteo Salvini è indagato per diffamazione dopo la denuncia presentata a luglio da Carola Rackete comandante della Sea Watch3. Nelle scorse settimane, in base a quanto si apprende, la Procura di Roma ha proceduto all’iscrizione e ha inviato gli atti a Milano, dove Salvini ha la sua residenza, per competenza territoriale.

Nella denuncia, in cui tra l’altro si chiedeva il sequestro degli account social di Matteo Salvini, erano riportati alcuni post dell’ex ministro e alcuni commenti di utenti contro la Rackete in relazione alle polemiche legate allo sbarco di alcuni migranti avvenuto a giugno a Lampedusa.   “Denunciato da una comunista tedesca, traghettatrice di immigrati, che ha speronato una motovedetta della Finanza: per me è una medaglia! Io non mollo, mai”, commenta su facebook l’ex ministro del’Interno Matteo Salvini.

Conte, comunicato nome Gentiloni ad UeEx premier, sono onorato di contribuire a nuova stagione

05 settembre 201913:39

– Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha informato il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, di aver comunicato ieri alla presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen il nome di Paolo Gentiloni come membro italiano della nuova commissione: “Ringrazio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per l’incarico conferito. E’ una responsabilità che mi onora. Cercherò con tutte le forze e con il mio lavoro di contribuire a una nuova stagione positiva per l’Italia e per l’Europa”, commenta l’ex premier in una dichiarazione.

Quel giuramento del 1944 tra ex acerrimi nemiciIn questi giorni si cita quel governo di unità nazionale composto, tra gli altri, da Badoglio, Croce e Togliatti

05 settembre 201914:19

Il pomeriggio del 24 aprile del 1944, a villa Episcopio, a Ravello (Salerno), temporanea dimora di Vittorio Emanuele III e della regina Elena, giurava il primo governo di unità nazionale. Come si può  vedere nel filmato ripreso da Il Vescovado.it, i ministri erano quasi tutti (ex) acerrimi nemici.Gli alleati filmarono l’arrivo dei vari componenti del governo. Tra gli altri, Benedetto Croce, l’allora ministro degli Esteri, Carlo Sforza, e Palmiro Togliatti.

Governo impugna legge Friuli Venezia Giulia, norme migranti discriminatorie’E numerose disposizioni eccedono competenze della Regione’

05 settembre 201923:04

Il Cdm, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha deliberato di impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia. Lo rende noto il comunicato del Cdm. Si tratta della legge n. 9 del 08/07/2019, “Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale”, in quanto “numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione”. Tra le motivazioni si legge che “talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie”.Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge regionale del Friuli Venezia Giulia perché “numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione. In particolare: alcune norme – a quanto rende noto il comunicato stampa del Cdm – violano la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione; talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi di cui all’articolo 3 della Costituzione e in violazione della competenza esclusiva statale nella materia di cui all’articolo 117, secondo comma lettera b) della Costituzione; una previsione in materia di strutture di primo intervento sanitario risultano in contrasto con previsioni statali espressione della competenza in materia di livelli essenziali delle prestazioni e costituenti principi fondamentali in materi di tutela della salute, in violazione dell’articolo 117, secondo comma lettera m) e terzo comma della Costituzione; infine altre norme, riguardanti il rapporto di lavoro del personale regionale, invadono la materia dell’ordinamento civile, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, ponendosi altresì in contrasto con le disposizioni statali volte a costituire principi generali di coordinamento della finanza pubblica, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione”.”Si tratta di un’attività ordinaria, corrente e oserei dire anche banale. C’era una legge regionale che violava una serie di norme, la Regione Friuli solo ieri sera ha scritto che avrebbe scelto di adeguarsi, ci auguriamo che lo faccia. I termini per impugnare la legge scadevano domani e il Consiglio dei ministri aveva già deciso di impugnarla. Se il Friuli Venezia Giulia si adeguerà si potrà pensare anche di ritirare il provvedimento”. Così su RaiNews 24 il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia sulla legge sui migranti.

Dopo bacio Salvini-Di Maio, nuovo murale sul Conte-bisOpera di Tvboy a Roma, “Gli amori estivi possono durare?”

06 settembre 201915:47

Nelle concitate fasi delle consultazioni dello scorso anno aveva fatto parlare di sé per il murale con il bacio tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Oggi Tvboy torna a “commentare” artisticamente la fase politica italiana con una nuova opera, comparsa questa volta a piazza Capizucchi, a Roma. Nel graffito – intitolato “Le tre Grazie” – compaiono due sorridenti Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio con, alle loro spalle, due cuori, uno giallo e l’altro rosso. Di spalle, si vede il premier Giuseppe Conte che abbraccia i due leader, mentre Matteo Renzi – raffigurato con le sembianze della divinità dell’amore Eros – scaglia la sua freccia. “Gli amori estivi possono durare?”, si chiede l’autore dell’opera su Facebook.

Gentiloni, dalle lotte ecologiste alla Commissione UeLe esperienze in Farnesina e Palazzo Chigi cruciali per il salto in Ue

06 settembre 201911:13

Un successo personale ma anche una garanzia per l’Italia: l’indicazione di Paolo Gentiloni alla Commissione Ue è il suggello del governo Conte-due al riposizionamento europeo di Roma. Un politico di lungo corso, Gentiloni, con una capacità di mediazione e un’attitudine all’understatement che nell’esecutivo comunitario guidato dalla von der Leyen saranno utili a proteggere gli interessi italiani evitando al contempo pericolose collisioni.Dalle iniziali simpatie maoiste e dai primi passi nella sinistra extraparlamentare al liceo Tasso di Roma, Gentiloni ne ha fatta di strada. Ma la vera palestra politica è stata la militanza nel movimento ecologista che lo ha portato al grande salto: prima a livello locale e poi ai massimi livelli nazionali.Nato 64 anni fa a Roma, sposato con l’architetta Emanuela Mauro, discendente della famiglia dei conti Gentiloni Silveri, dall’84 al ’93 dirige La Nuova Ecologia, mensile di Legambiente, e si lega a Francesco Rutelli, di cui diventa portavoce quando Rutelli viene eletto sindaco di Roma nel ’93. E gestisce la difficile sfida del Giubileo, come anello di collegamento tra Vaticano e Comune. Entra in Parlamento nel 2001 con la Margherita, di cui è tra i fondatori, e nel 2006, lui che è anche giornalista, diventa ministro delle Comunicazioni nel secondo governo Prodi.Quando il Partito Democratico muove i primi passi, Gentiloni è tra i soci fondatori. Il 31 ottobre 2014 viene nominato da Matteo Renzi ministro degli Esteri. Alla Farnesina Gentiloni affronta i numerosi – e spinosi – dossier di politica internazionale, tessendo una tela di dialogo che trova l’apprezzamento dei partner stranieri, anche da sponde opposte. Costruisce un rapporto stretto con il capo della diplomazia americana John Kerry, ma allo stesso tempo tiene aperto il canale con il collega russo Serghiei Lavrov.La moderazione che lo contraddistingue non gli impedisce tuttavia di assumere anche toni duri, ad esempio contro l’Egitto, per i ritardi nella soluzione del caso Regeni. A Bruxelles, si batte soprattutto per difendere la posizione italiana sulla crisi migratoria, rivendicando la necessità che l’Europa non lasci sola i partner della sponda sud nel gestire l’accoglienza dei profughi. E quando, nel dicembre 2016, la disfatta referendaria seppellisce il governo Renzi, Gentiloni è chiamato da Mattarella a formare il nuovo governo.Da premier raggiunge un controverso accordo con la Libia per controllare l’immigrazione e, sul fronte interno, gestisce la nuova legge elettorale mentre, in Europa, sostiene l’avanzamento dell’integrazione. Ma le sfide non sono finite. Per lui ora è pronto uno dei portafogli economici di punta, tra Affari economici, Commercio o Concorrenza: ‘ministeri’ per i quali l’ex premier, che non ha una formazione economica, ha un’esperienza tutta da costruire. Navigare nella tecnocrazia di Bruxelles sarà dura, ma Gentiloni non è uno da crisi di panico.

Pd, da verificare intesa locale con M5SCi siamo combattuti con asprezza su territorio, verificheremo

06 settembre 201911:23

– “Un’intesa non è scontata, ma una verifica va fatta”. Il vice segretario del Pd Andrea Orlando, ospite di Circo Massimo a Radio Capital, non esclude una possibile alleanza anche in vista delle prossime elezioni regionali. “Pd e 5 Stelle – prosegue – sono due forze che si sono spesso combattute a livello locale con molta asprezza, ma certo ci si può lavorare”.

Governo: Speranza, più risorse a sanitàSono per l’universalità del servizio sanitario nazionale

06 settembre 201911:27

– “Io non dico solo basta ai tagli alla sanità. Io chiedo già dalla prossima manovra finanziaria più risorse per la sanità”. Così il neoministro della Salute Roberto Speranza a Circo Massimo su Rtl. Speranza punta a quella che definisce “l’universalità del servizio sanitario nazionale”: “Non importa quanti soldi hai, da dove vieni, il colore della pelle – spiega – devi comunque avere il diritto universale ad essere curato. Ed altro punto importante è superare le distanze territoriali, le differenze e consentire l’accesso alla qualità sanitaria in tutte le aree del paese”.

Nomine Ue, Gentiloni a Bruxelles vede von der Leyen: “Clima di grande amicizia”Lunedì previsto un nuovo incontro tra la presidente eletta della Commissione europea e Juncker

BRUXELLES06 settembre 201919:02

E’ stato un incontro a quattr’occhi di un’oretta circa, che si è svolto in un clima di grande amicizia, quello del candidato italiano alla Commissione Ue Paolo Gentiloni e la presidente eletta Ursula von der Leyen. Nell’accogliere l’ex premier, von der Leyen gli ha fatto fare un giro degli uffici del team di transizione. Il colloquio servirà ad orientare le decisioni di von der Leyen nell’attribuzione dei portafogli, con l’ambizione italiana che resta quella degli Affari economici. L’Italia è un Paese di grande peso e può certamente aspettarsi un portafoglio importante, ma niente è deciso fino a quando tutto è deciso. Il quadro non è ancora completato, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche.

Gentiloni sembra essere in pole position per gli Affari economici, ma non è da escludere il Commercio, ed una probabile vicepresidenza. Inoltre il Financial Times online, in base alle indicazioni raccolte da due funzionari europei, scrive che Gentiloni sarebbe destinato a prendere il portafoglio della concorrenza.Paolo Gentiloni, dopo il colloquio con von der Leyen, non ha in agenda altri incontri a Bruxelles, da dove dovrebbe ripartire in tarda mattinata.Lunedì è previsto un nuovo incontro tra la presidente eletta della Commissione europea Ursula von der Leyen ed il leader dell’Esecutivo comunitario Jean Claude Juncker. L’indomani, martedì, von der Leyen presenterà la sua nuova squadra.

Teresa Bellanova, in prima linea sul caporalato Ha iniziato giovanissima nella Cgil, poi l’impegno nel Pd

06 settembre 201912:33

Teresa Bellanova, del Pd, è il nuovo ministro dell’Agricoltura. Classe 1958 di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi, è stata viceministro dello Sviluppo economico nei governi Gentiloni e Renzi. Ha iniziato giovanissima come sindacalista della Cgil in Puglia ed è stata in prima linea nella lotta al caporalato.Il percorso nel sindacato l’ha portata a ricoprire diverse funzioni: coordinatrice regionale delle donne di Federbraccianti in Puglia, segretaria generale provinciale della Flai (la Federazione dei lavoratori dell’agroindustria), componente della segreteria nazionale della Filtea, con delega alle politiche per il Mezzogiorno. Nel 2006 si è candidata alle elezioni politiche per i Democratici di Sinistra e, una volta eletta alla Camera, ha assunto l’incarico di componente della commissione Lavoro.Attività svolta fino all’ultima legislatura. ‘Allora come oggi la rappresentanza del lavoro e la difesa dei diritti delle persone costituiscono il tratto caratteristico ed irrinunciabile del mio impegno politico e sindacale e la mia stessa dirittura di vita’, scrive la Bellanova sul suo sito.

Governo: Salvini, tanti in piazza con meSarà manifestazione pacifica

06 settembre 201912:50

– “Ma come fa uno che ha fatto il Ministro del Lavoro fino a pochi giorni fa a trasformarsi in Ministro degli Esteri in una settimana? Mi tengo il mio onore e la mia dignità. Gli italiani riconoscono la differenza tra un poltronaio e una persona con dei valori. Io sarò in Piazza davanti Montecitorio pacificamente, non sarà una manifestazione di partito ma sarò con tanti italiani che sono disgustati e inorriditi di fronte al mercato vergognoso di queste settimane”.
Così Matteo Salvini intervenuto nel corso del programma ‘Un giorno speciale’ in onda su Radio Radio e Radio Radio Tv.

Governo: Tajani, Fi non sarà in piazzaFaremo manifestazione in caso di patrimoniale

06 settembre 201912:51

– “Non andremo alla manifestazione in piazza. Siamo convinti nel fare un’opposizione ferma e dura senza scendere a compromessi ma crediamo nella democrazia parlamentare. Se si dovrà andare in piazza ci andremo nel caso in cui faranno la patrimoniale o infilassero le mani nelle tasche degli italiani aumentando le tasse, cosa che io temo con l’arrivo di Leu al governo”. E’ la posizione espressa da Antonio Tajani a Sky Tg24.

Attacchi sui social a Teresa Bellanova. Lei replica: “Eleganza è rispettare il proprio stato d’animo”Il ministro dell’Agricoltura insultata per il look o per il titolo di studio

06 settembre 201920:15

Attacchi e insulti sui social per Teresa Bellanova. Il ministro dell’Agricoltura, nel giorno del debutto al governo e ancora oggi, è stata bersaglio di critiche e ironia sia per il look scelto per il giuramento al Quirinale, sia perché Bellanova, con un passato da bracciante e sindacalista, come titolo di studio ha la terza media. “La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna. #qualcosadiblu”. Così la ministra dell’Agricoltura ha risposto su twitter agli haters che l’hanno attaccata per l’abito scelto per il giuramento ieri al Quirinale. Bellanova ritwitta in particolare il post di Enzo Miccio, conduttore Tv.Nel primo pomeriggio, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte ha espresso, in una conversazione telefonica, la propria solidarietà al ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova dopo gli attacchi social ricevuti in queste ore.Dagli attacchi l’hanno difesa molti colleghi Dem e già ieri è intervenuto su Twitter il segretario Nicola Zingaretti: “Con Teresa Bellanova. Senza se e senza ma. Io e tutto il Pd”. Al coro dell’ironia sui social per l’abito blu elettrico scelto da Bellanova si è unito anche un ex parlamentare come Daniele Capezzone: “Carnevale? Halloween?”, ha twittato, attirandosi le ire dei Dem che hanno definito le sue parole sessiste. Quanto alle polemiche per il titolo di studio della ministra, è intervenuto il vicesegretario Andrea Orlando: “Orgoglioso del Pd che porta una ex bracciante al governo del Paese. Bellanova ha la terza media ma ha studiato all’università della lotta sociale. Ha spesso idee molto diverse dalle mie ma le ragioni per cui la state insultando sono quelle per cui la rispetto di più”.”Se ti attaccano per le tue origini, devi solo esserne fiera. Sono fascisti o padroni. Un abbraccio a Teresa Bellanova”, scrive su twitter il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano.”Teresa, il tuo lavoro, le tue lotte sono il miglior curriculum che accompagneranno la sfida che sei stata chiamata a intraprendere. Noi saremo al tuo fianco. Buon lavoro Ministra!”, dice la senatrice del Pd Anna Rossomando, vicepresidente del Senato.”La ministra Teresa Bellanova ha dimostrato impegno e competenza fin dalla più giovane età. Combatterò i suoi provvedimenti quando mi troveranno in disaccordo, come la democrazia ci consente. Si vergogni chi la insulta per l’abito, l’aspetto e il titolo di studio”, scrive su Twitter Mara Carfagna, Vice Presidente della Camera e deputata di Forza Italia. “Ha una storia politica bellissima, da bracciante agricola, a sindacalista, a donna delle istituzioni. Da un anno siamo colleghi sui banchi del Senato e sono testimone diretto di quanto Teresa sia caparbia, determinata, coerente. Soltanto un branco di mentecatti può attaccare una donna (qualsiasi donna) per il colore del vestito che porta. Portate rispetto a Teresa”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.   “È una delle sindacaliste più preparate che abbia incrociato nella mia vita”, afferma Jole Santelli, vice presidente della commissione antimafia di Forza Italia. “Non accetto gli insulti e le denigrazione vergognose cui è stata oggetto – prosegue – che non hanno nulla a che vedere con le competenze che potrà esprimere da Ministro dell’agricoltura”.

“Il Gruppo parlamentare del Pd alla Camera esprime solidarietà a Teresa Bellanova per i vergognosi insulti ricevuti. Siamo al suo fianco. All’odio saprà rispondere con la professionalità che l’ha sempre contraddistinta. Teresa ha dedicato l’intera sua vita a combattere le ingiustizie ed è stata sempre al fianco degli ultimi, dei più indifesi. Se in questo nostro nuovo secolo ci sono più donne e uomini che hanno potuto frequentare le aule dei licei e delle università lo devono anche a chi, come Teresa, non ha potuto raggiungere per sé quegli obiettivi, ma non per questo sono senza esperienza e capacità. Abbracciamo Teresa Bellanova e le rinnoviamo le congratulazioni per il meritato e prestigioso incarico e tutta la nostra stima che le è dovuta proprio per la sua storia personale”. E’ quanto si legge in una nota del gruppo del Pd alla Camera.

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Presidente Umbria solidale con Bellanova
“Danno la misura di certi politici” afferma Paparelli

PERUGIA06 settembre 201913:41

– “Tutta la mia solidarietà al ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. Gli sgradevoli insulti al suo indirizzo danno la misura di certi politici di cui dobbiamo solo vergognarci”: è quanto afferma il presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, Pd, in un post su Facebook.
L’esponente governativa è stata oggetto di attacchi e insulti sui social sia per il look scelto per il giuramento al Quirinale, sia perché, con un passato da bracciante e sindacalista, ha la terza media.
“Chi la offende – afferma Paparelli riferendosi a Bellanova – non ricorda che a 13 anni già lavorava nei campi iniziando a lottare per i diritti di chi faticava con lei. Chi la infama, invece, osanna un tizio che chiama Capitano e che nella sua vita non ha fatto un’ora di lavoro. Al Ministro, con cui ho collaborato nelle gestione delle vertenze del governo Gentiloni, apprezzandone le capacità di dialogo e competenza, auguro buon lavoro. Certo – ha concluso Paparelli – che lo farà”.

Fonti del M5S al Parlamento Ue: ‘Pronti ad avviare un confronto con i Verdi’Europarlamentari del Movimento: ‘Con loro abbiamo molti punti in comune’

BRUXELLES06 settembre 201915:38

Fonti del M5S al Parlamento europeo annunciano:”Siamo pronti ad avviare un confronto serio, leale e costruttivo con il gruppo dei Verdi”.  “Con loro abbiamo molti punti in comune e abbiamo delle innegabili affinità politiche su svariati temi: ambiente, energie rinnovabili, lotta all’austerity, agricoltura biologica, acqua pubblica e infrastrutture utili ai cittadini”, precisano.”Siamo sicuri che prevarrà la voglia di cambiare l’Ue in meglio e rafforzarla con un Green New Deal europeo”, concludono le stesse fonti.

Briatore-Solinas,Sardegna torni su podioImprenditore punta a rilancio turistico con un ‘dream team’

CAGLIARI06 settembre 201914:25

– Flavio Briatore a Cagliari per parlare di Sardegna e turismo con il governatore Christian Solinas. Accompagnato dal deputato di Forza Italia, Ugo Cappellacci, e dall’assessore al Bilancio, Giuseppe Fasolino, il proprietario del Billionaire si è fermato a Villa Devoto, sede istituzionale della presidenza della Regione, per quello che Solinas ha definito “un incontro informale e in amicizia per discutere della possibilità di rilanciare l’immagine dell’Isola a livello internazionale”.
“Abbiamo grandi attrattori ambientali, paesaggistici e culturali – dice il governatore – ma serve qualcosa in più per riportare la gente che nel tempo ha abbandonato la Sardegna per riposizionarsi su altre destinazioni. Flavio su questo ha le idee molto chiare, è un amico della Sardegna e ci può dare una mano”.
“Ho trovato grande disponibilità da parte del presidente Solinas, ora dobbiamo fare un ‘dream team’ per riportare la Sardegna sul podio che si merita – ha detto Briatore -.

Conte incontra Lamorgese e GualtieriFaccia a faccia tra premier e ministri Interni e Economia

06 settembre 201915:32

– Primi vertici ristretti di governo per il premier Giuseppe Conte all’indomani del giuramento del nuovo governo. Conte, a quanto si apprende, nel corso della mattinata ha avuto due incontri separati, prima con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e poi con il titolare dell’Economia Roberto Gualtieri.

Governo:Giarrusso, valuterò fiduciaSenatore 5S contro ministro De Micheli su revoca concessioni

06 settembre 201916:26

– “Darò la fiducia al governo Conte in base alla posizione che avrà il Pd rispetto alle dichiarazioni fatte dal ministro De Micheli o se il ministro stesso chiarirà meglio”. Così il senatore M5s Mario Giarrusso, in disaccordo con la responsabile di Trasporti e infrastrutture che in un’intervista alla Stampa aveva escluso la revoca della concessione di Autostrade, parlando di una revisione. “La posizione del M5s è chiara: siamo per la revoca delle concessioni”, ha aggiunto, ribadendo: “Non diamo la fiducia se si inizia subito a martellare l’accordo e quindi valuterò”.

Frati Assisi, basta insulti a Bellanova”Porta con te le storie dei nostri braccianti”

PERUGIA06 settembre 201917:26

– “Basta con insulti e parole di odio a #TeresaBellanova. Cara @TeresaBellanova porta con te le storie dei nostri braccianti, porta con te le storie di coloro che si spaccano la schiena per tirare avanti e non di chi si spacca la schiena sulla tastiera #parolenonsianopietre”. Lo scrivono i frati di Assisi nel loro profilo @francescoassisi su Twitter.

Bellanova replica ad attacco sui socialRisponde su Twitter, mi sentivo entusiasta e sincera come donna

06 settembre 201917:48

– “La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna. #qualcosadiblu”. Così la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova risponde su Twitter agli haters che l’hanno attaccata sui social per l’abito scelto alla cerimonia del giuramento ieri al Quirinale, scatenando molte polemiche. Bellanova ha ritwittato in particolare il post di Enzo Miccio, conduttore tv.

Fico,legge acqua pubblica è fondamentalePresidente Camera ricorda siciliano in sciopero fame per legge

06 settembre 201917:50

– “In questi giorni a San Biagio Platani, vicino ad Agrigento, c’è un uomo in sciopero della fame. Enrico Caldara è un ex ferroviere e la sua battaglia è per l’acqua pubblica. La sua protesta deve ricordare a tutte le istituzioni come una legge per l’acqua pubblica che dia definitivamente seguito al referendum del 2011 sia fondamentale”. Lo scrive su Facebook il presidente della Camera Roberto Fico, che posta anche un articolo sull’iniziativa di Enrico Caldara.

Governo lavora a manovra, Conte prepara discorso per le CamereTelefonata con Trump. E’ il primo contatto ufficiale dalla nascita del governo giallo-rosso

06 settembre 201919:34

Il premier Conte prepara il discorso programmatico in vista del voto di fiducia di lunedì alla Camera e di martedì al Senato. Intanto si comincia a ragionare sulla manovra economica e si contano i dubbiosi per Palazzo Madama. L’ipotesi abolizione superticket e il pressing 5Stelle sulla revoca delle concessioni autostradali fra i nodi da sciogliere per il governo che si prepara alla manovra.Conte nel pomeriggio ha avuto un colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump. Lo ha reso noto la Casa Bianca sottolineando come i due leader abbiano fatto il punto sulle questioni bilaterali tra Stati Uniti e Italia.E’ il primo contatto tra Trump e Conte dopo la nascita del governo giallo-rosso. Un portavoce del Dipartimento di Stato in una dichiarazione di mercoledì scorso aveva salutato il Conte bis sottolineando come gli Stati Uniti abbiano “fiducia nelle forti istituzioni democratiche dell’Italia” e siano pronti a proseguire “la stretta cooperazione con il nuovo governo” di RomaIntanto il governo guarda anche a Bruxelles, dove oggi Paolo Gentiloni, candidato italiano per la Commissione Ue,ha avuto un faccia a faccia  con la presidente eletta Ursula von der Leyen. L’Italia ambisce agli Affari economici, anche se il Financial Times riferisce che Gentiloni sarebbe destinato a prendere il portafoglio della Concorrenza.Il ministro degli Esteri e capo politico M5S, Luigi Di Maio, a quanto si apprende, ha convocato alla Farnesina una riunione – in corso – con tutta la squadra dei ministri del Movimento. La riunione è finalizzata a fare un punto sulle prime misure da mettere in campo nelle prossime settimane e, inoltre, sui provvedimenti pregressi rimasti in sospeso a causa della crisi.

Salvini, Tesei guiderà bene UmbriaLeader Lega ufficializza candidatura senatrice per Regione

AMELIA (TERNI)06 settembre 201919:02

– Donatella Tesei “ha fatto bene il sindaco e potrà fare ancor meglio la presidente di questa splendida regione”: il leader della Lega Matteo Salvini ha di fatto ufficializzato la candidatura della senatrice alla guida dell’Umbria con la coalizione di centro destra. Ha infatti così risposto a una domanda a margine della sua visita alla Comunità Incontro di Amelia.
“Qui – ha detto ancora Salvini riferendosi all’Umbria – c’è una pessima amministrazione di sinistra che va avanti da decenni. Fra un mese e mezzo i cittadini avranno finalmente la possibilità di cambiare. Sono orgoglioso di essere piccola e umile parte di questo cambiamento. Sanità, infrastrutture, sostegno all’agricoltura, trasparenza, pulizia e onestà: siamo pronti. E’ un’occasione di riscatto – ha concluso Salvini – per migliaia di umbri”.

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

Film Maresco agita Venezia e il Colle replica: ‘Non si commentano sentenze’
La pellicola è ‘La mafia non è più quella di una volta’ di Franco Maresco con Letizia Battaglia

06 settembre 201920:03

“Tra le cose che il Presidente della Repubblica non può fare vi è, ovviamente, quella di commentare i processi e le sentenze della Magistratura”. È quanto dichiara il consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica, interpellato dai giornalisti, in riferimento alla presentazione del film “La mafia non è più quella di una volta” alla Mostra del cinema di Venezia.   Nel film, in concorso al Lido per l’Italia, c’è infatti  un non troppo velato attacco al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per non aver commentato più di tanto la sentenza del 20 aprile 2018 in cui si parla della connivenza tra lo Stato e la mafia in Italia. Uno dei personaggi, Ciccio Mira, uno sconclusionato manager di neomelodici che interpreta se stesso, dice riferendosi al Capo dello Stato: “In fondo è un palermitano e un palermitano, come si sa, non parla”.   Sempre nel film si racconta poi, questa volta attraverso un cartone animato, di una presunta occasionale amicizia della famiglia di Ciccio Mira – 70 anni, palermitano, ex operaio, un arresto e un procedimento penale per associazione mafiosa – con quella dei Mattarella. Presunta amicizia che nella fiction è attribuita a un incidente: l’auto del padre di Mira urta contro il cancello di casa dell’attuale Presidente della Repubblica. Da quell’incidente, il film fa scaturire la passione di Mattarella per il cinema visto che, sempre secondo il racconto del film, avrebbe goduto di ingressi gratuiti nella sala cinematografica Massimo di Palermo dove lavorava il padre di Mira. Un altro riferimento al Presidente c’è, infine, quando, sempre il manager dei neomelodici, ricordando un suo amico in carcere, un certo Tiramisù, spiega che Mattarella potrebbe fargli un favore (quello della grazia?).   Nessun commento del regista Franco Maresco che non va a presentare il suo film al festival, ma c’è la fotografa e co-protagonista Letizia Battaglia che sui riferimenti del film a Mattarella dice: “Non c’è polemica nel film almeno che non ve l’inventiate voi e poi, quelle cose, sono solo quello che pensa Ciccio Mira. Mattarella è una persona per bene, ma la cosa evidente è che in quell’occasione non disse nulla”

Suppletive per collegio Roma Centro. Per Pd suggestione CarocciAl posto di Gentiloni. Presidente Cinema America: ‘No proposte’

ROMA06 settembre 201920:25

Il collegio, come si dice, è di quelli tradizionalmente ‘blindati’: una roccaforte del centrosinistra nel cuore della Capitale. Ma non per questo l’elezione del nuovo deputato che prenderà il posto di Paolo Gentiloni in partenza per l’Europa sarà meno interessante. Potrebbe essere anzi un termometro della tenuta della neonata maggioranza giallo-rossa, ma anche, per il centrodestra, una occasione per testare schemi e coalizioni. E poi c’è il M5s: ogni elezione che avviene in città, in maggiore o minor misura, riflette e si riflette sull’amministrazione cittadina.Al momento il tema è iniziato a circolare tra i partiti ma il calendario suggerisce di non esporsi troppo: le suppletive per il collegio uninominale di Roma 1 – quasi 160 mila elettori tra il centro storico e i quartieri limitrofi – si dovrebbero svolgere, considerando i passaggi istituzionali, nei primi mesi del 2020. Il 4 marzo 2018 Gentiloni si impose con 48 mila voti e il 42%, lasciando molto indietro un rivale pure esperto e radicato come il centrista Luciano Ciocchetti (35 mila voti, 30,81%).Molto più indietro il nome pentastellato, Angiolino Cirulli, al 16,8. Ma d’altronde in quest’area della città il M5s ha sempre faticato. Prova ne è che il I Municipio è uno dei pochi dove ad amministrare è stabilmente il centrosinistra e non sembra un caso che i primi nomi dem a essere circolati nei boatos sono un ex minisindaco, Orlando Corsetti, e l’attuale presidente Sabrina Alfonsi, che però dovrebbe così lasciare la guida di un ‘feudo’ strategico per un centrosinistra che la città ha intenzione di riconquistarla. Ecco dunque che spunta una suggestione: candidare alla Camera Valerio Carocci, leader del Piccolo Cinema America, l’associazione di giovani cinefili che da anni anima le piazze estive della Capitale e di recente bersaglio di aggressioni riconducibili all’estrema destra.Under 30 (un bel richiamo per il voto giovane), a suo agio nel dialogo con la politica e con la Regione Lazio del segretario Pd Nicola Zingaretti che li ha sempre sostenuti, Carocci però nega che ci sia al momento nulla di concreto: “Non ho avuto nessuna proposta – spiega – sono molto felice del mio ruolo di presidente del Piccolo America. Stiamo già lavorando alla prossima estate”. E anche in casa centrodestra non è affatto scontato neanche chi esprimerà il candidato. La Lega ha certo ambizioni di egemonia sulla coalizione, ma a Roma bisogna fare i conti anche con i forzisti e con i Fratelli d’Italia. Che potrebbero chiedere di esprimere il ‘supplente’ in continuità con il candidato delle elezioni dello scorso anno, che nel frattempo è entrato nell’area meloniana.Il collegio è certo difficile da espugnare, si ragiona, e specie se l’elezione avviene svincolata da altri appuntamenti elettorali può esserci un tema di affluenza. Ma se avviene con l’anno nuovo, a valle magari di una Finanziaria discussa, potrebbe anche essere contendibile: una sfida. E il M5s? Anche qui bisognerà tenere d’occhio il quadro nazionale, il passo che prenderà la coalizione giallo-rossa. Sono temi che rimbalzano anche in Regione Lazio, dove si vocifera di un rimpasto di giunta che porterebbe in squadra tecnici graditi al Movimento al posto di due assessori ‘promossi’ al governo, col centrodestra a gridare all’inciucio. I pentastellati regionali, proprio stamattina, hanno voluto mettere i puntini sulle ‘i’: “Noi ci muoviamo con trasparenza, il dialogo con le forze politiche avviene alla luce del sole. Un’alleanza giallo-rossa in Consiglio regionale non c’è mai stata”.

Invita Salvini su Fb al suicidio, Rai avvia procedimentoIra della Lega contro caporedattore di Radio1

06 settembre 201923:23

“Su di me, scrivete e insultate come volete, sono abituato, ma quando tiri in ballo i bimbi io mi inc… come una bestia e divento cattivo”: Matteo Salvini ha parlato così del post definito “orrendo” su Facebook del giornalista di Rai Radio1 Fabio Sanfilippo. “Sono felice di rispondere con il Vangelo: amate i vostri nemici e fate del bene a chi vi odia” ha detto intervenendo alla festa provinciale della Lega di Terni, a San Gemini.

La Rai “ha avviato un procedimento disciplinare urgente nei confronti di del giornalista di Rai Radio1 Fabio Sanfilippo. L’azienda – spiega una nota di Viale Mazzini – considera gravissime le affermazioni fatte dal giornalista sul proprio profilo facebook. All’inizio della settimana prossima la Rai emanerà una disposizione sull’uso dei social da parte dei propri dipendenti”. A sollevare il caso del post di Sanfilippo, con critiche a Salvini, era stata la Lega annunciando iniziative in commissione di Vigilanza.

“Le offese a Matteo Salvini pubblicate lo scorso 4 settembre dal caporedattore di Rai Radio1 Fabio Sanfilippo sul proprio profilo Facebook sono molto gravi. Abbiamo appena presentato un quesito in commissione parlamentare di Vigilanza Rai per la verifica dei contenuti di questo post”. Lo annuncia il deputato della Lega Massimiliano Capitanio, segretario della Vigilanza Rai. “E’ chiaro – continua Capitanio in una nota – che frasi del tipo ‘tempo sei mesi ti spari nemico mio’ vanno ben oltre la libertà di espressione e di critica. Se poi a scrivere certe nefandezze è un giornalista del servizio pubblico radio-televisivo nei confronti di un ministro e parlamentare della Repubblica e, cosa ancor più riprovevole, della sua famiglia, la questione assume contorni più inquietanti. Chiediamo dunque alla Rai quali provvedimenti intende assumere; se Sanfilippo fosse in servizio nel momento in cui ha pubblicato questo post a dir poco vergognoso e cosa intenda fare per regolare una volta per tutte l’uso dei social network da parte dei propri dipendenti”.

Matteo Renzi esprime solidarietà a Matteo Salvini e alla sua famiglia per “il post di un giornalista Rai che parla del suicidio di Salvini entro sei mesi e tira in ballo la figlia del leader leghista”. Per Renzi, “la politica non può divenire barbarie. E chi è pagato coi soldi dei cittadini non può esprimersi con questi toni”. “Nell’ultimo mese – scrive su Facebook il senatore del Pd – ho combattuto una durissima battaglia per mandare Matteo Salvini a casa. Credo di aver fatto il mio dovere da cittadino e da senatore. E credo di aver vinto questa battaglia insieme a tante e tanti. Ma proprio per questo rabbrividisco quando leggo il post di un giornalista Rai che parla del suicidio di Salvini entro sei mesi e tira in ballo la figlia del leader leghista”.

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Film Maresco agita Venezia e il Colle replica: ‘Non si commentano sentenze’
La pellicola è ‘La mafia non è più quella di una volta’ di Franco Maresco con Letizia Battaglia

06 settembre 201920:03

“Tra le cose che il Presidente della Repubblica non può fare vi è, ovviamente, quella di commentare i processi e le sentenze della Magistratura”. È quanto dichiara il consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica, interpellato dai giornalisti, in riferimento alla presentazione del film “La mafia non è più quella di una volta” alla Mostra del cinema di Venezia.   Nel film, in concorso al Lido per l’Italia, c’è infatti  un non troppo velato attacco al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per non aver commentato più di tanto la sentenza del 20 aprile 2018 in cui si parla della connivenza tra lo Stato e la mafia in Italia. Uno dei personaggi, Ciccio Mira, uno sconclusionato manager di neomelodici che interpreta se stesso, dice riferendosi al Capo dello Stato: “In fondo è un palermitano e un palermitano, come si sa, non parla”.   Sempre nel film si racconta poi, questa volta attraverso un cartone animato, di una presunta occasionale amicizia della famiglia di Ciccio Mira – 70 anni, palermitano, ex operaio, un arresto e un procedimento penale per associazione mafiosa – con quella dei Mattarella. Presunta amicizia che nella fiction è attribuita a un incidente: l’auto del padre di Mira urta contro il cancello di casa dell’attuale Presidente della Repubblica. Da quell’incidente, il film fa scaturire la passione di Mattarella per il cinema visto che, sempre secondo il racconto del film, avrebbe goduto di ingressi gratuiti nella sala cinematografica Massimo di Palermo dove lavorava il padre di Mira. Un altro riferimento al Presidente c’è, infine, quando, sempre il manager dei neomelodici, ricordando un suo amico in carcere, un certo Tiramisù, spiega che Mattarella potrebbe fargli un favore (quello della grazia?).   Nessun commento del regista Franco Maresco che non va a presentare il suo film al festival, ma c’è la fotografa e co-protagonista Letizia Battaglia che sui riferimenti del film a Mattarella dice: “Non c’è polemica nel film almeno che non ve l’inventiate voi e poi, quelle cose, sono solo quello che pensa Ciccio Mira. Mattarella è una persona per bene, ma la cosa evidente è che in quell’occasione non disse nulla”

Suppletive per collegio Roma Centro. Per Pd suggestione CarocciAl posto di Gentiloni. Presidente Cinema America: ‘No proposte’

ROMA06 settembre 201920:25

Il collegio, come si dice, è di quelli tradizionalmente ‘blindati’: una roccaforte del centrosinistra nel cuore della Capitale. Ma non per questo l’elezione del nuovo deputato che prenderà il posto di Paolo Gentiloni in partenza per l’Europa sarà meno interessante. Potrebbe essere anzi un termometro della tenuta della neonata maggioranza giallo-rossa, ma anche, per il centrodestra, una occasione per testare schemi e coalizioni. E poi c’è il M5s: ogni elezione che avviene in città, in maggiore o minor misura, riflette e si riflette sull’amministrazione cittadina.Al momento il tema è iniziato a circolare tra i partiti ma il calendario suggerisce di non esporsi troppo: le suppletive per il collegio uninominale di Roma 1 – quasi 160 mila elettori tra il centro storico e i quartieri limitrofi – si dovrebbero svolgere, considerando i passaggi istituzionali, nei primi mesi del 2020. Il 4 marzo 2018 Gentiloni si impose con 48 mila voti e il 42%, lasciando molto indietro un rivale pure esperto e radicato come il centrista Luciano Ciocchetti (35 mila voti, 30,81%).Molto più indietro il nome pentastellato, Angiolino Cirulli, al 16,8. Ma d’altronde in quest’area della città il M5s ha sempre faticato. Prova ne è che il I Municipio è uno dei pochi dove ad amministrare è stabilmente il centrosinistra e non sembra un caso che i primi nomi dem a essere circolati nei boatos sono un ex minisindaco, Orlando Corsetti, e l’attuale presidente Sabrina Alfonsi, che però dovrebbe così lasciare la guida di un ‘feudo’ strategico per un centrosinistra che la città ha intenzione di riconquistarla. Ecco dunque che spunta una suggestione: candidare alla Camera Valerio Carocci, leader del Piccolo Cinema America, l’associazione di giovani cinefili che da anni anima le piazze estive della Capitale e di recente bersaglio di aggressioni riconducibili all’estrema destra.Under 30 (un bel richiamo per il voto giovane), a suo agio nel dialogo con la politica e con la Regione Lazio del segretario Pd Nicola Zingaretti che li ha sempre sostenuti, Carocci però nega che ci sia al momento nulla di concreto: “Non ho avuto nessuna proposta – spiega – sono molto felice del mio ruolo di presidente del Piccolo America. Stiamo già lavorando alla prossima estate”. E anche in casa centrodestra non è affatto scontato neanche chi esprimerà il candidato. La Lega ha certo ambizioni di egemonia sulla coalizione, ma a Roma bisogna fare i conti anche con i forzisti e con i Fratelli d’Italia. Che potrebbero chiedere di esprimere il ‘supplente’ in continuità con il candidato delle elezioni dello scorso anno, che nel frattempo è entrato nell’area meloniana.Il collegio è certo difficile da espugnare, si ragiona, e specie se l’elezione avviene svincolata da altri appuntamenti elettorali può esserci un tema di affluenza. Ma se avviene con l’anno nuovo, a valle magari di una Finanziaria discussa, potrebbe anche essere contendibile: una sfida. E il M5s? Anche qui bisognerà tenere d’occhio il quadro nazionale, il passo che prenderà la coalizione giallo-rossa. Sono temi che rimbalzano anche in Regione Lazio, dove si vocifera di un rimpasto di giunta che porterebbe in squadra tecnici graditi al Movimento al posto di due assessori ‘promossi’ al governo, col centrodestra a gridare all’inciucio. I pentastellati regionali, proprio stamattina, hanno voluto mettere i puntini sulle ‘i’: “Noi ci muoviamo con trasparenza, il dialogo con le forze politiche avviene alla luce del sole. Un’alleanza giallo-rossa in Consiglio regionale non c’è mai stata”.

Invita Salvini su Fb al suicidio, Rai avvia procedimentoIra della Lega contro caporedattore di Radio1

06 settembre 201923:23

“Su di me, scrivete e insultate come volete, sono abituato, ma quando tiri in ballo i bimbi io mi inc… come una bestia e divento cattivo”: Matteo Salvini ha parlato così del post definito “orrendo” su Facebook del giornalista di Rai Radio1 Fabio Sanfilippo. “Sono felice di rispondere con il Vangelo: amate i vostri nemici e fate del bene a chi vi odia” ha detto intervenendo alla festa provinciale della Lega di Terni, a San Gemini.

La Rai “ha avviato un procedimento disciplinare urgente nei confronti di del giornalista di Rai Radio1 Fabio Sanfilippo. L’azienda – spiega una nota di Viale Mazzini – considera gravissime le affermazioni fatte dal giornalista sul proprio profilo facebook. All’inizio della settimana prossima la Rai emanerà una disposizione sull’uso dei social da parte dei propri dipendenti”. A sollevare il caso del post di Sanfilippo, con critiche a Salvini, era stata la Lega annunciando iniziative in commissione di Vigilanza.

“Le offese a Matteo Salvini pubblicate lo scorso 4 settembre dal caporedattore di Rai Radio1 Fabio Sanfilippo sul proprio profilo Facebook sono molto gravi. Abbiamo appena presentato un quesito in commissione parlamentare di Vigilanza Rai per la verifica dei contenuti di questo post”. Lo annuncia il deputato della Lega Massimiliano Capitanio, segretario della Vigilanza Rai. “E’ chiaro – continua Capitanio in una nota – che frasi del tipo ‘tempo sei mesi ti spari nemico mio’ vanno ben oltre la libertà di espressione e di critica. Se poi a scrivere certe nefandezze è un giornalista del servizio pubblico radio-televisivo nei confronti di un ministro e parlamentare della Repubblica e, cosa ancor più riprovevole, della sua famiglia, la questione assume contorni più inquietanti. Chiediamo dunque alla Rai quali provvedimenti intende assumere; se Sanfilippo fosse in servizio nel momento in cui ha pubblicato questo post a dir poco vergognoso e cosa intenda fare per regolare una volta per tutte l’uso dei social network da parte dei propri dipendenti”.

Matteo Renzi esprime solidarietà a Matteo Salvini e alla sua famiglia per “il post di un giornalista Rai che parla del suicidio di Salvini entro sei mesi e tira in ballo la figlia del leader leghista”. Per Renzi, “la politica non può divenire barbarie. E chi è pagato coi soldi dei cittadini non può esprimersi con questi toni”. “Nell’ultimo mese – scrive su Facebook il senatore del Pd – ho combattuto una durissima battaglia per mandare Matteo Salvini a casa. Credo di aver fatto il mio dovere da cittadino e da senatore. E credo di aver vinto questa battaglia insieme a tante e tanti. Ma proprio per questo rabbrividisco quando leggo il post di un giornalista Rai che parla del suicidio di Salvini entro sei mesi e tira in ballo la figlia del leader leghista”.

Cdm impugna legge FvgTravalica competenze Regione. Fedriga, traditori,faremo ricorso

TRIESTE05 settembre 201920:33

– Disposizioni che eccedono le competenze regionali e risultano anche discriminatorie in contrasto con alcuni principi costituzionali. Per questo motivo il primo consiglio dei ministri del governo Conte-bis, su proposta del neo responsabile del dicastero per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, ha deciso di impugnare una legge regionale del Friuli Venezia Giulia in materia di immigrazione. Nel mirino la legge n. 9 dell’8 luglio 2019, “Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale”: nella nota del Cdm si ritiene che “talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi di cui all’articolo 3 della Costituzione e in violazione della competenza esclusiva statale”. Immediata la reazione del governatore leghista Massimo Fedriga che, annunciando il ricorso alla Corte Costituzionale, si sfoga: “sono felice di dare fastidio a questi traditori”. “Bell’esordio” “per il governo Pd-M5s e Leu”, ha commentato Matteo Salvini.

Gentiloni-von der Leyen,’nuova stagione’Ex premier posta su Instagram una foto con la presidente eletta

06 settembre 201921:52

– “Nell’ufficio di Ursula von der Leyen di fronte alla foto della firma dei Trattati di Roma in Campidoglio. Al lavoro per una nuova stagione europea”. Lo scrive su Instagram il candidato italiano alla Commissione Ue, Paolo Gentiloni, sotto a una foto che lo ritrae di spalle assieme alla presidente eletta Ursula von der Leyen.

Di Maio nomina Sequi capo di gabinettoL’ambasciatore a Pechino ‘ha lavorato anche alla Via della Seta’

06 settembre 201920:08

– Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha nominato Capo di Gabinetto l’Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, attuale Ambasciatore d’Italia a Pechino.
“La politica estera, condotta nel quadro delle alleanze a cui storicamente e tradizionalmente siamo legati, può fornire un’opportunità per la crescita del Paese. Durante il mio mandato da ministro dello Sviluppo Economico ho voluto fortemente che l’Italia aderisse alla ‘Via della Seta’, una nuova, grande occasione per le nostre imprese. E’ stato solo uno dei tanti progetti a cui ha lavorato l’Ambasciatore Ettore Sequi, durante la sua lunga carriera. E per me sarà un onore averlo come Capo di Gabinetto alla Farnesina”, ha dichiarato Di Maio. “Sequi è un diplomatico di grande esperienza, lungimirante, dinamico e preparato, con il quale, sono certo, riusciremo a fare un grande lavoro per mantenere l’Italia al centro del palcoscenico internazionale”, ha sottolineato il ministro.

In pensione Boccassini,pm processi a CavIn passato si era occupata delle stragi di Capaci e via D’Amelio

06 settembre 201918:38

– Ancora pochi mesi di servizio per Ilda Boccassini, il pm di Milano che è stata protagonista di alcuni dei processi che hanno coinvolto Silvio Berlusconi, dallo Sme all’Imi-Sir, sino ai giudizi sul caso Ruby. L’8 dicembre è la data in cui andrà in pensione per raggiunti limiti di età, ma già la prossima settimana il plenum del Csm ne prenderà atto, approvando il provvedimento di collocamento a riposo a decorrere dal compimento dei 70 anni. Boccassini è stata negli ultimi anni coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia e in passato è stata tra i magistrati che si sono occupati delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

FT, Gentiloni destinato alla ConcorrenzaRiporta il giornale che cita due funzionari europei

BRUXELLES06 settembre 201913:17

– Paolo Gentiloni sarebbe destinato a prendere il portafoglio della concorrenza: è quanto scrive oggi il Financial Times online in base alle indicazioni raccolte da due funzionari europei.

Papa, no a corruzione come prezzo aiutiMessa con 60mila fedeli allo stadio di Zimpeto

MAPUTO (MOZAMBICO)06 settembre 201911:08

– “Il Mozambico possiede un territorio pieno di ricchezze naturali e culturali, ma paradossalmente con un’enorme quantità di popolazione al di sotto del livello di povertà. E a volte sembra che coloro che si avvicinano con il presunto desiderio di aiutare, abbiano altri interessi. Ed è triste quando ciò accade tra fratelli della stessa terra, che si lasciano corrompere; è molto pericoloso accettare che questo sia il prezzo che dobbiamo pagare per gli aiuti esterni”. E’ stato il monito di Papa Francesco nell’omelia della messa allo stadio di Zimpeto, a Maputo, alla quale hanno preso parte 60mila fedeli.

Di Maio, questione migranti prioritàNeo ministro, lavorare per il superamento di Dublino

05 settembre 201920:01

– La questione migranti sarà una delle priorità della politica estera del nuovo governo. Lo scrive il neo ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un messaggio di saluto alla diplomazia italiana.

“Intendiamo lavorare per una maggiore responsabilizzazione dell’Europa e un superamento del regolamento di Dublino”, scrive Di Maio nel messaggio nel giorno del suo insediamento alla Farnesina.

Di Maio, Africa è opportunità’Per individuare nuovi partner per la crescita e lo sviluppo’

05 settembre 201919:59

– L’Africa “non può essere più vista solo come motivo di preoccupazione, bensì come opportunità per individuare nuovi partner strategici attraverso i quali incrementare lo sviluppo e la crescita del nostro Paese”. Lo scrive il neo ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a quanto si apprende, in un messaggio di saluto alla diplomazia italiana nel suo primo giorno alla Farnesina.

Di Maio, leali Ue-Nato ma dialogo apertoLettera di saluto del ministro alla diplomazia italiana

05 settembre 201919:58

– “La politica estera sarà una componente essenziale dell’azione di questo Governo” e “avrà come obiettivo prioritario l’interesse nazionale in Europa e nel mondo”, “con l’autorevolezza che spetta ad un grande Paese come l’Italia e alla sua riconosciuta e apprezzata tradizione di equilibrio e apertura al dialogo con gli altri”. Manterremo “un dialogo franco e aperto con i nostri partner, senza ovviamente rinunciare ai valori europei e atlantici che caratterizzano la storia del nostro Paese”. Lo scrive Luigi Di Maio, in una lettera di saluto alla diplomazia italiana.

Di Maio alla Farnesina, ‘molti dossier”I cittadini vogliono risposte concrete, nostro dovere darle’

05 settembre 201917:03

– “Sono molti i dossier sul tavolo e c’è tanto da fare davanti a noi”. Così il neo ministro degli Esteri Luigi Di Maio poco dopo il suo insediamento alla Farnesina. In un post su Instagram, il capo politico dei 5 Stelle ha ringraziato il segretario generale del ministero, Elisabetta Belloni, e tutto il personale. “I cittadini aspettano risposte concrete ed è nostro dovere dargliele!”, ha aggiunto Di Maio.

Primo giorno alla Farnesina per Di MaioPassaggio di consegne con l’ex ministro Moavero

05 settembre 201915:54

– Passaggio di consegne alla Farnesina tra Luigi Di Maio ed Enzo Moavero Milanesi. Il nuovo capo della diplomazia italiana è arrivato al ministero nel primo pomeriggio – dopo il giuramento al Quirinale e il primo Cdm – dove ha avuto un colloquio con il ministro uscente. Alla Farnesina, dove è stato accolto con un abbraccio dall’ex sottosegretario pentastellato Manlio Di Stefano, Di Maio ha incontrato anche il segretario generale Elisabetta Belloni, per poi salutare alcuni dipendenti del ministero.

Ceriscioli a Conte,cambio passo su sismaMarche, nominare presidenti Regione Commissari straordinari

ANCONA05 settembre 201915:44

– “Nominare il presidente della Regione Commissario per la Ricostruzione”. Lo chiede il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli al premier Giuseppe Conte nel giorno del suo insediamento. In una nota augura “buon lavoro” a Conte, ribadendo la necessità di un “cambio di passo nella ricostruzione post sisma” e invitando ad accogliere gli emendamenti alle norme proposti dalle Regioni due mesi fa. Cinque in particolare gli “ambiti” di intervento nei quali, secondo Ceriscioli, occorre “intervenire urgentemente”: dall’assegnazione agli Uffici speciali per la ricostruzione del personale necessario alla semplificazione delle procedure per l’edilizia privata e produttiva; dalla tutela dei lavoratori a modifiche di procedure per le opere pubbliche allo sviluppo. In quest’ultimo ‘settore’ Ceriscioli propone: la costituzione di una tavolo istituzionale per lo sviluppo delle aree terremotate, il ripristino dell’intesa con i presidenti di Regione e la nomina del presidente di Regione come Commissario straordinario.

Difesa Savoini, audio inutilizzabileInstanza al Riesame. Pm, è una notizia di reato

MILANO05 settembre 201915:39

– Secondo la difesa di Gianluca Savoini, uno degli indagati nell’inchiesta per corruzione internazionale, l’audio all’hotel Metropole di Mosca su possibili fondi russi alla Lega non è utilizzabile a sostegno del decreto di perquisizione e sequestro avvenuti lo scorso luglio. E’ quanto la difesa ha illustrato facendo ricorso al Tribunale del Riesame, mentre per i pm milanesi la registrazione è una notizia di reato e i sequestri effettuati con le perquisizioni a carico di Gianluca Savoini sono legittimi perché sono finalizzati alla ricerca di prove nell’inchiesta per corruzione internazionale. Su uno dei telefoni del leghista non si è ancora riusciti a sbloccare una chat e lo si farà probabilmente in contradditorio tra le parti. Il Riesame si è riservato di decidere sull’istanza.

Revocato divieto dimora per LucanoTribunale Locri ha accolto istanza presentata dai difensori

LOCRI (REGGIO CALABRIA)05 settembre 201913:07

– Il Tribunale di Locri ha revocato il divieto di dimora a Riace che era stato disposto nei confronti dell’ex sindaco Domenico Lucano, nell’ambito dell’inchiesta “Xenia” sui presunti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei migranti.
La revoca é stata disposta in accoglimento dell’istanza presentata dai difensori di Lucano, gli avvocati Antonio Mazzone e Andrea Daqua.

Governo: S&p, ora possibili cambi manovraNuovo esecutivo evita voto. Reting resta per ora invariato

04 settembre 201920:54

– L’agenzia S&P non cambia “al momento” il rating sovrano dell’Italia che resta BBB con outlook negativo ma sottolinea come, con la formazione del nuovo governo Conte, si evitano “nuove elezioni quest’anno” che avrebbero ridotto il tempo per l’approvazione della manovra. Il nuovo esecutivo, aggiunge, “potrebbe aprire la strada ad alcuni importanti correzioni, fra cui quelle sulla fondamentale legge di bilancio per 2020”. S&p rileva inoltre che il governo, espressione della nuova coalizione M5s-Pd, potrebbe avviare una negoziazione “di obiettivi di bilancio più flessibili in cambio dell’impegno a riforme strutturali chiave per aumentare la crescita economica”.
Inoltre “potrebbe anche essere in grado di aumentare il coordinamento fra ‘Italia e le istituzioni europee sulle politiche di bilancio e strutturali”. Per l’agenzia “un cambio delle politiche potrebbe aumentare i parametri di credito del paese” nell’ipotesi che la coalizione porti a termine la legislatura (fino al 2023).

Di Maio, Africa e migrazioni le priorità’Punterò su internazionalizzazione imprese e economie emergenti’

04 settembre 201918:40

– “Al ministero degli Esteri sarà mia premura puntare all’internazionalizzazione del nostro sistema economico e della nostra industria e ricerca, incrementando i canali di cooperazione in ambito multilaterale”. Lo scrive su Fb Luigi Di Maio, aggiungendo che “l’attenzione verso l’Africa, il tema delle migrazioni e le relazioni con le nuove economie emergenti saranno le linee guida su cui costruirò il mio lavoro”.

Papa: in Africa, viaggio di pacePrima partire saluta rifugiati Mozambico, Madagascar e Mauritius

AEREO PAPALE04 settembre 201913:31

– AEREO PAPALE

– “Invito tutti ad unirvi alla mia preghiera perché Dio, Padre di tutti, consolidi in tutta l’Africa, la riconciliazione fraterna, unica speranza per una pace solida e duratura. #ViaggioApostolico #Mozambico #Madagascar #Maurizio”. Lo afferma Papa Francesco in un tweet diffuso al momento di partire per il suo viaggio in Africa.
“Speriamo che questo viaggio, un po’ lungo, dia dei frutti.
Grazie della compagnia, grazie dell’aiuto”. Cosi Papa Francesco si è rivolto ai giornalisti al seguito, salutandoli durante il volo che lo ha condotto a Maputo, in Mozambico.
Questa mattina, alle 7.00, prima di lasciare Casa Santa Marta per recarsi all’aeroporto, Papa Francesco ha incontrato alcune persone accolte dal Centro Astalli e dalla Comunità di Sant’Egidio e provenienti da Mozambico, Madagascar e Mauritius, sue mete in questo viaggio apostolico. Il gruppo era accompagnato dall’Elemosiniere, card. Konrad Krajewski.

Governo: Delrio, nuova legge su migrantiSuperare la logica emergenziale

04 settembre 201912:02

– “Nel programma c’è scritto che serve una nuova legge sulla immigrazione, che superi la logica emergenziale e affronti il problema in modo organico”. Lo dice il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al termine del tavolo sul programma a palazzo Chigi durato quasi tre ore.

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Delrio, ok a programma serio e condiviso
Finito vertice, al centro lavoro e famiglie

04 settembre 201911:56

– “Abbiamo fatto un ottimo incontro.
Abbiamo messo a punto un programma molto serio e condiviso”. Lo dice il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al termine del tavolo sul programma a palazzo Chigi durato quasi tre ore, spiegando che “al centro del programma ci sono il lavoro e le famiglie.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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