Aggiornamenti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 145 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE, APPROFONDITE, DETTAGLIATE, COMPLETE ED UFFICIALI: INFORMATI, LEGGI E CONDIVIDI!

DALLE 10:40 DI LUNEDì 02 SETTEMBRE 2019

ALLE 14:03 DI DOMENICA 08 SETTEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La vendetta secondo Matsumoto Seichō
Adelphi pubblica La ragazza del Kyūshū, gelido noir del 1961

02 settembre 2019 10:40

– Matsumoto Seicho, La ragazza del Kyushu (Adelphi, pp. 208, 18 Euro). È una Tokyo spesso nebbiosa, apparentemente ostile, indifferente al dolore nel suo continuo via vai di persone e automobili o nella solitudine oscura della sua notte, a fare da sfondo a “La ragazza del Kyushu” di Matsumoto Seicho, noir apparso per la prima volta nel 1961, che ora Adelphi propone al pubblico italiano con la traduzione di Gala Maria Follaco. Un romanzo gelido, con un’elegante scrittura che non tradisce emozioni ma che riesce a portare sulla pagina le ombre e le luci dell’animo umano, in cui il grande scrittore e giornalista giapponese (di cui Adelphi nel 2018 ha pubblicato anche “Tokyo Express”) racconta una storia pensata fin nei minimi particolari, regalando al tempo stesso una fotografia rivelatrice di certi meccanismi della società del Giappone di quegli anni.
Al centro della trama c’è Kiriko, ventenne timida e inesperta che in un mattino di primavera giunge piena di speranze a Tokyo dal lontano Kyushu per incontrare un famoso avvocato penalista: a lui vuole affidare il caso di suo fratello, ingiustamente accusato dell’omicidio di una anziana usuraia. Nonostante le preghiere della giovane, l’avvocato però si mostra privo di interesse e rifiuta di lavorare al caso, anche per via dell’impossibilità di Kiriko di pagare la sua onerosa parcella.
Quando il fratello della ragazza sarà condannato e morirà in carcere qualche mese dopo, Kiriko inizierà a meditare la sua implacabile e crudele vendetta, senza fermarsi davanti a niente.
In modo inesorabile, con la capacità analitica che lo contraddistingue, l’autore costruisce la sua accuratissima indagine: lo fa senza fretta, in modo lento e meticoloso, reiterando spesso alcuni passaggi (nel libro anche alcune immagini che spiegano i dettagli più tecnici del delitto) con l’obiettivo di fissarli nella mente del lettore per renderlo in questo modo parte del lungo processo di acquisizione della verità, come se fosse un investigatore. Ciò che più colpisce però, accanto all’attualità che ogni libro – anche datato come questo – conserva quando è credibile nella trama e nei personaggi, è la capacità di Matsumoto di creare tensione mentre prepara per la sua protagonista il momento dell’agognata e crudele vendetta, vera regina del romanzo. Ed è proprio attraverso la vendetta, tra colpe, rimpianti e rimorsi, che l’autore chiama in causa l’altro grande tema che sottende il romanzo, la giustizia e il suo trovarsi spesso lontano da chi è socialmente più debole.

City on a hill, nuova serie Sky con Kevin BaconDal 3/9 alle 21.15, ispirata alla storia vera del Boston Miracle

02 settembre 201919:53

– Ispirata a una storia vera e da un’idea del Premio Oscar© Ben Affleck, anche produttore esecutivo al fianco dell’amico Matt Damon, arriva su Sky e Now tv city on ‘City On a Hill’, la nuova serie Showtime in onda da domani ogni martedì su Sky Atlantic alle 21.15. Protagonisti Kevin Bacon (Footloose, The Following) e Aldis Hodge (Straight Outta Compton, Il diritto di contare, Leverage – Consulenze illegali).Corruzione, razzismo, traffico di droga, prostituzione: a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 Boston fu afflitta da questi e altri problemi. In City on a hill, che racconta – con toni da drama, thriller e noir insieme – proprio la città di quegli anni, Boston viene ritratta in preda alla devastante ondata di violenza e criminalità che la mise in ginocchio e che una classe politica corrotta quanto magistratura e polizia non riusciva a debellare. La storia è un resoconto, pur romanzato, della sconcertante situazione che precedette il famoso e realmente accaduto Boston Miracle, che rappresentò un epocale cambiamento di rotta e una vera e propria rinascita per la capitale del Massachusetts. 1989. Il viceprocuratore distrettuale Decourcy Ward (Aldis Hodge) viene trasferito da Brooklyn a Boston per arginare la dilagante corruzione di un sistema criminale che vede coinvolto anche chi deve garantire la giustizia. Ben presto però si accorge di aver bisogno di alleati al suo fianco, e chi meglio del corrotto – ma ancora stimatissimo – veterano dell’FBI Jackie Rohr (Kevin Bacon)? Personalità borderline, indisciplinato, pronto a tutto, Rohr è il perfetto alter ego di Ward, idealista, giusto e irreprensibile.Pur non iniziato nel migliore dei modi, quello tra i due protagonisti di questo crime drama sarà un sodalizio improbabile ma efficace: insieme si troveranno a indagare su un caso che crescerà al punto da coinvolgere l’intero sistema giudiziario. Nel cast, ad affiancare Bacon e Hodge, ci saranno Jonathan Tucker Mark O’Brien, Jill Hennessy, Lauren E. Banks, Amanda Clayton , Kevin Chapman, Jere Shea, Sarah Shahi, Kevin Dunn. City on a Hill è una serie prodotta da Chuck MacLean, Tom Fontana (Oz, I Borgia), Ben Affleck (Argo, La legge della notte), Matt Damon (Manchester by the Sea), Jennifer Todd (Memento, Across the Universe), Michael Cuesta (Six Feet Under, Dexter), James Mangold (Ragazze Interrotte, Logan – The Wolverine) e Barry Levinson (Donnie Brasco, Oz).

Re Leone ancora al top degli incassiEsordio al secondo posto per Attacco al Potere 3

02 settembre 201912:34

– Con un incasso nel weekend che supera i 6,3 milioni di euro è ancora Il re Leone, remake fotorealistico del capolavoro Disney il re del box office italiano. Solo secondo, con poco meno di un milione di euro (942.898) Attacco al potere 3, terzo capitolo della saga con Morgan Freeman, che nelle sale Usa è invece primo. Per il resto scivola di una posizione e va al terzo posto Fast & Furious.
Hobbs & Shaw, con 314.384 mila euro (5,8 milioni in 4 settimane). Al quarto posto c’è 5 è il numero perfetto, il film del fumettista Igort con Toni Servillo e Valeria Golino: appena presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, il film , che è tratto da una graphic novel dello stesso Igort, ha incassato 228.043 euro in 4 giorni. Altre novità della top ten Cinetel, sono Genitori quasi perfetti di Laura Chiossone in sesta posizione seguita da Blinded by the light- Travolto dalla musica di Gurinder Chadha, e daTeen Spirit. a un passo dal sogno.

CapoVersi, nuova collana poesia BompianiI primi tre titoli in libreria l’11 settembre

02 settembre 201913:34

– S’inaugura una nuova collana di poesia Bompiani, si chiama CapoVersi e propone una selezione della miglior poesia contemporanea, in costante equilibrio tra gli autori di culto del Novecento e le più acclamate voci del nuovo millennio, tra le linee tradizionali e l’avanguardia, tra le lingue franche e quelle regionali, tra l’Oriente e l’Occidente.
I primi tre titoli, in libreria dall’11 settembre, sono: ‘Autoritratto entro uno specchio convesso’ di John Ashbery, ‘Non è tempo di essere’ di Vladislav F. Chodasevi e ‘L’ultimo spegne la luce’ di Nicanor Parra.
Con un’elegante veste grafica, testi originali a fronte, la collana eredita e rinsalda la pluridecennale consuetudine di Bompiani con le opere in versi, dai classici dell’antichità a Shakespeare, da Spenser a Yourcenar, da Eliot a Houellebecq.
“CapoVersi come versi capitali. CapoVersi come mappe, direzioni e punti cardinali” spiega una nota della casa editrice.

Tanti ospiti per Thegiornalisti a RomaDa Dardust a Elisa a Luca Carboni, serata evento il 7 settembre

02 settembre 201913:38

– Dardust, Calcutta, Elisa, Franco126, Luca Carboni e Takagi & Ketra saranno ospiti dei Thegiornalisti nel live evento che vedrà il gruppo esibirsi sabato 7 settembre a Roma, prima band italiana al Circo Massimo: artisti amici che hanno collaborato ad alcuni successi della band e che ora si ritrovano insieme per celebrare l’anno dei record per Thegiornalisti. Dopo aver registrato il sold out di tutte le tappe del Love Tour con oltre 250.000 spettatori nei palazzetti, il gruppo di Tommaso Paradiso si prepara a uno show speciale in cui ripercorrerà i più grandi successi in un inno all’amore e al romanticismo.

Palazzo Strozzi, Instagram sblocca videoLa Fondazione al social: “Avete censurato un’opera d’arte”

FIRENZE02 settembre 201914:22

– Il social network Instagram ha sbloccato da alcune ore la pubblicazione del video promozionale sulla mostra di Palazzo Strozzi a Firenze dedicata a Natalia Goncharova (1881-1962), in programma dal 28 settembre al 12 gennaio 2020. Lo rende noto la stessa Fondazione spiegando che nei giorni scorsi il proprio social media manager ha contattato Instagram facendo notare che l’immagine di nudo che compare nel video, e che ha fatto scattare la ‘censura’ del social, è un’opera d’arte dell’artista russa. Natalia Goncharova, esponente delle Avanguardie del primo ‘900, fu censurata e processata nel 1910 in Russia dove fu la prima artista a esporre dipinti di nudi femminili. Nella vicenda odierna Instagram ha motivato il blocco del video con la presenza di “immagini raffiguranti nudità e porzioni di pelle eccessive” riguardo all’opera ‘Modella’, che è usata nel promo e che sarà esposta nell’imminente mostra fiorentina. La spiegazione di Palazzo Strozzi, però, ha chiarito al social network la questione.

Mibac, stop canna fumaria al PantheonIl caso sollevato dalla denuncia di un privato cittadino

02 settembre 201921:51

Il soprintendente speciale di Roma Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ad interim, Daniela Porro, ha annullato, in autotutela, il parere del precedente soprintendente che aveva autorizzato la sostituzione di una canna fumaria sul tetto di uno stabile di Roma, in piazza della Rotonda, angolo Salita De’ Crescenzi, di fronte al Pantheon.
Lo annuncia il ministero dei Beni culturali. La vicenda della canna fumaria in acciaio, comparsa da qualche tempo sul tetto del palazzo a pochi metri dal Pantheon, era già da settimane al centro delle polemiche perché al piano terra dell’edificio, nei locali prima occupati da una banca, avrebbe dovuto aprire un McDonald’s. A denunciare la comparsa della canna fumaria in acciaio era stato un privato cittadino e il caso era stato rilanciato dalla stampa, sottolineando come il nuovo comignolo impattasse lo skyline della cupola di sant’Ivo alla Sapienza del Borromini.

Nadia Terranova vince il premio AlassioLa cerimonia il 7 settembre

02 settembre 201915:02

– Nadia Terranova con ‘Addio fantasmi’ (Einaudi) è la vincitrice del premio Alassio Centolibri “Un Autore per l’Europa” che quest’anno compie 25 anni e li festeggia anche con la nascita del Festival della Cultura, dal 4 al 7 settembre. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 7 settembre ad Alassio e sarà presentata da Gerry Scotti. Dopo la selezione della giuria tecnica, la scelta del vincitore viene fatta da una giuria di italianisti europei che rappresenta un unicum nel panorama italiano dei premi letterari.
Ambedue le giurie sono state presiedute dallo scrittore Ernesto Ferrero, a lungo direttore del Salone del libro di Torino.
La Terranvova, classe 1978, che con ‘Addio fantasmi’ era nella cinquina del Premio Strega 2019, “in questo romanzo emozionante e profondo torna nella sua città natale e nella casa messinese della sua infanzia alla ricerca di tracce della figura paterna che si è come volatilizzata, rendendosi assente al mondo ma non nella memoria della protagonista” spiega la nota del premio.
Sei i finalisti di questa edizione. A contendersi il premio, oltre alla vincitrice, anche i romanzi di Benedetta Cibrario, ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori), di Guido Conti ‘Quando il cielo era il mare e le nuvole balene’ (Giunti), di Claudia Durastanti ‘La straniera’ (La nave di Teseo), di Pier Paolo Giannubilo ‘Il risolutore’ (Rizzoli) e di Marino Magliani ‘Prima che te lo dicano altri'(Chiarelettere).
“Ho atteso l’esito finale di questa 25° edizione con grande trepidazione – dice Paola Cassarino, consigliere alla Cultura del Comune di Alassio – intanto per la ricorrenza dei 25 anni del premio, ma anche perché quest’anno ho colto nelle parole delle nostre due giurie un livello particolarmente alto degli scrittori finalisti”. “Abbiamo fortemente voluto celebrare e vivere la 25/a edizione del premio letterario di Alassio, cucendogli addosso un abito di gran scena – spiega il vicesindaco Angelo Galtieri – ed è nato così il Festival della Cultura che offrirà da mercoledì 4 a sabato 7 settembre svariate occasioni di intrattenimento culturale”.

Mike Bongiorno, 10 anni fa la morte di mister ‘Allegria’Il re del quiz stroncato da infarto a Montecarlo l’8 settembre

07 settembre 201921:44

Indimenticabile il suo “Allegria!”. E’ stato conduttore, autore, partigiano, intrattenitore, scrittore, scalatore. Ha fatto la storia della tv italiana, prima sulla Rai poi su Mediaset, che ha contribuito a inventare e rivoluzionare. L’8 settembre di 10 anni fa moriva a 85 anni Mike Bongiorno, stroncato da un infarto in una suite dell’hotel Metropole di Montecarlo, dove si trovava per una breve vacanza con la moglie Daniela Zuccoli.
Il re del tele-quiz, che ha tenuto a battesimo la tv italiana, è stato premiato venti volte con il Telegatto, ha presentato undici festival di Sanremo, a partire dal ’63 e fino al ’97 (quando formò la strana coppia con Piero Chiambretti).
Nonostante la lunga carriera a Mediaset, i 25 anni in Rai sono rimasti un filo ininterrotto. Mike c’era da sempre. Prima, importando dagli Stati Uniti il quiz televisivo. Poi, dando vita a format innovativi. Oltre alla moglie, al momento della morte lasciava tre figli, Michelino, Nicolò e Leonardo. Si preparava a un nuovo debutto: quello con il quiz Riskytutto su Sky, dove era approdato dopo la scadenza del contratto con Mediaset. E dove aveva conosciuto una seconda giovinezza al fianco di Fiorello: prima negli spot tv, poi con le incursioni nei suoi show.   Michael Nicholas Salvatore Bongiorno nasce a New York il 26 maggio del 1924. Mamma torinese, padre italoamericano, si trasferisce in Italia da bambino, studia in un liceo di Torino e collabora giovanissimo alle pagine sportive della Stampa.
Durante la Seconda guerra mondiale si unisce alle formazioni partigiane: parla l’inglese, perfetto come staffetta per comunicare con gli alleati. Catturato dai nazisti, trascorre sette mesi nel carcere di San Vittore (vicino di cella di Indro Montanelli), in seguito viene trasferito prima nel campo di concentramento di Bolzano poi in quello di Mauthausen. Si salva grazie a uno scambio di prigionieri. Dopo essere rientrato per un periodo negli Stati Uniti, torna in Italia definitivamente, nel 1953, chiamato a lavorare alla neonata televisione. E inaugura il primo giorno di trasmissioni, il 3 gennaio del 1954, con il programma Arrivi e partenze. A decretare il suo successo è Lascia o raddoppia? (1955). Il riscontro di pubblico va al di là di ogni previsione. Chi non possiede una tv in casa si incontra nei bar, il quiz diventa un momento di aggregazione popolare, quando il programma va in onda le sale cinematografiche chiudono i battenti. Da quel momento ogni suo programma è un trionfo. Da Campanile sera (1960) a Caccia al numero (1972), da La fiera dei sogni (1963-1965) a Giochi in famiglia (1966-1967), da Ieri e oggi (1976) a Scommettiamo (1977) a Flash (1980). Con Rischiatutto (1970-1974) – uno dei programmi più importanti di Mike. Nasce la figura della “valletta parlante”, Sabina Ciuffini.  Fondamentale l’apporto di Bongiorno alla nascita e all’ascesa delle tv private. Risale alla fine degli anni Settanta l’incontro con Silvio Berlusconi. All’epoca, per la sua Telemilano – la futura Canale 5 – sceglie i personaggi allora più noti e apprezzati del piccolo schermo: Bongiorno, ma anche Corrado, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Mike ha frequentato il modello americano, conosce le regole del marketing e per primo introduce, nei programmi delle tv del biscione, le sponsorizzazioni. Si apre una nuova fase della sua carriera, con un successo che gli vale la vicepresidenza di Canale 5, nel 1990. Ed è di provenienza americana anche il game show che gli vale un nuovo trionfo (tremila puntate): La ruota della fortuna. Una carriera senza sosta, quella di Bongiorno, che lo vede anche fare l’attore in alcuni film come C’eravamo tanto amati, Il giudizio universale, Totò lascia o raddoppia?, Sogni mostruosamente proibiti, Ragazze d’oggi, I miliardari.
Sportivissimo fino ad età avanzata: nel 2001 (a 77 anni) parte con una spedizione diretta al Polo Nord. Nel 2004 l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli conferisce l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica. Negli anni recenti Bongiorno si era dedicato a due quiz su Rete4, mentre nel 2007 era tornato in Rai per presentare la 68/a edizione di Miss Italia, insieme a Loretta Goggi. Nel 2008 era uscita la sua autobiografia, La versione di Mike. Ma l’ultimo quiz da risolvere Mike lo lascia per dopo la sua morte: il 25 gennaio 2011 alcuni ignoti trafugano la salma del presentatore dal cimitero di Dagnente (Arona). Dopo molte settimane, appelli, interrogatori, sciacalli, il feretro verrà ritrovato, ancora intatto, l’8 dicembre dello stesso anno nei pressi di Vittuone (MI). La salma viene subito dopo cremata nel cimitero monumentale di Torino su decisione della moglie in accordo con i figli: le ceneri sono state disperse nelle valli del Cervino in Valle d’Aosta. Dal 21 ottobre 2015 a Milano c’è via Mike Bongiorno, a Porta Nuova.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Miss Italia, televoto deciderà ogni fase
Finale in programma a Jesolo il 6 settembre

VENEZIA02 settembre 201915:44

– Per la prima volta nella storia del concorso, tutte le fasi di votazione che porteranno all’elezione di Miss Italia 2019 – in programma a Jesolo il 6 settembre – saranno affidate esclusivamente al televoto.
Le fasi di votazione – ricorda l’organizzazione – saranno quattro: si passerà dal numero di 80 miss a 40, poi a venti, a dieci, quindi a due. E’ prevista infine un’ulteriore fase di votazione, che coinvolgerà le ultime due miss in gara e una terza ragazza, recuperata da una giuria tra le 78 escluse.
Il numero massimo di voti effettuabili da ciascuna utenza telefonica è di cinque per ogni sessione di voto.

Festivaletteratura stellare, aprono Shafak e Ali SmithGran finale con McEwan, attesa per la Atwood, 4-8 settembre

02 settembre 201920:11

– Si apre con due grandi scrittrici: la turca Elif Shafak, autrice de ‘La bastarda di Istanbul’ e Ali Smith, una delle voci più originali della letteratura britannica contemporanea, il Festivaletteratura di Mantova 2019 che il 4 settembre inaugura un’edizione di star della letteratura con record di autori stranieri, 75 su circa 380 ospiti, e talenti da scoprire in 350 eventi. Gran finale l’8 settembre con uno degli scrittori più attesi, Ian McEwan che, a 22 anni dalla prima edizione, torna a Mantova con il suo nuovo romanzo fantascientifico ‘Macchine come noi’ (Einaudi) che ha per protagonista un robot. Lo scrittore, affiancato da Marcello Fois, parlerà della sua visione della scrittura. Di nuovo a Mantova anche Abraham B. Yehoshua che affiancato da Wlodek Goldkorn parlerà di identità nazionale e multiculturalismo.La Shafak, che dedica il suo recente romanzo ‘I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo’ (Rizzoli) “alle donne di Istanbul e alla città di Istanbul che è, ed è sempre stata, una città femmina”, si confronterà con Michela Murgia sul ruolo delle donne e su quello che può fare la letteratura per cambiare il mondo. Mentre la Smith, più volte candidata al Nobel e finalista al Booker Prize, autrice con ‘Autunno’ del primo romanzo post-Brexit, e poi di ‘Inverno’ (BigSur), si soffermerà su quale sia ‘L’antidoto ai nostri tempi difficili’.Ma il conto alla rovescia si concentra soprattutto su Margaret Atwood, la scrittrice canadese Booker Prize, autrice culto de ‘Il racconto dell’ancella’ (Ponte alle Grazie) diventata una serie tv di enorme successo, di cui fan di tutto il mondo aspettano il seguito, ‘I testamenti’, in uscita il 10 settembre in contemporanea mondiale. Tutti sperano che il 5 settembre a Mantova si riesca a sapere qualcosa della trama, ma, come accadeva con i libri di Harry Potter, tutto è coperto dal più totale segreto fino all’arrivo del nuovo romanzo in libreria. Nell’incontro, comunque imperdibile, la Atwood, in dialogo con lo scrittore Alberto Manguel, parlerà in generale del mondo dell’Ancella e della sua battaglia contro chi cerca di portare indietro le lancette della storia. Non si potranno mancare gli appuntamenti con Colson Whitehead, vincitore del Pulitzer e del National Book Award con ‘La ferrovia sotterranea’ (Sur), che nel suo nuovo bellissimo romanzo ‘I ragazzi della Nickel’ (Mondadori) torna a fare luce su un angolo buio di storia americana, e con Jonathan Safran Foer che in ‘Possiamo Salvare il mondo, prima di cena’ (Guanda) racconta la crisi climatica. Con ‘Sul riccio’ dello scrittore francese Eric Chevillard debutta a Mantova il nuovo marchio indipendente Prehistorica Editore.Per la prima volta saranno a Mantova lo scrittore statunitense Dave Eggers, fondatore del centro di lettura e scrittura per ragazzi 826Valencia, con il suo nuovo romanzo ‘La parata’ (Feltrinelli), e Manuel Vilas, l’autore di ‘In tutto c’e’ stata bellezza’ (Guanda). Sono in arrivo anche Jeffrey Deaver con il thriller ‘Il gioco del mai’ (Rizzoli), Salvatore Scibona con ‘Il volontario’ (66tha2nd), il Prix Goncourt 2018 Nicolas Mathieu con ‘E i figli dopo di loro’ (Marsilio), David Nicholls con ‘Un dolore così dolce’ (Neri Pozza), Amin Maalouf con ‘Il Naufragio delle civiltà’ (La nave di Teseo) e Howard Jacobson con ‘Su con la vita’ (La Nave di Teseo) oltre a Pilar del Rio, la vedova di Josè Saramago, il Nobel portoghese morto nel 2010.A guidare la pattuglia degli autori italiani saranno Dacia Maraini ed Erri De Luca con il nuovo ‘Impossibile’ (Feltrinelli), mentre Gianrico Carofoglio con Massimo Gramellini e Arianna Porcelli Safonov saranno protagonisti di una riflessione sugli usi e abusi delle parole, insieme a Neri Marcorè. Nei cinque giorni del Festivaletteratura si potranno vedere anche le mostre dedicate ai ’70 anni di Bur’ alla Biblioteca Comunale Teresiana e ‘La Montagna Pirata’ alla Galleria Corraini con illustrazioni e disegni originali realizzati da Fausto Gilberti per il libro omonimo scritto da Davide Longo che uscirà per Corraini nei giorni del Festival. E tra le iniziative curiose: per la pubblicazione di ‘Scrivi sempre a mezzanotte’ (Donzelli), Lettere d’amore e desiderio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West – a cura di Elena Munafò, con un saggio di Nadia Fusini – Festivaletteratura dedica una panchina epistolare alle persone che vogliono partecipare alla lettura collettiva della corrispondenza, ogni giorno al calar della sera a Palazzo Castiglioni.

Un mondo senza barriere, torna ‘Musica contro le mafie’Tema 2019 #Oltreiconfini contro i poteri che oscurano menti

ANZARO02 settembre 201916:06NEW

– Organizzata dall’Associazione Musica contro le mafie, della rete di Libera fondata da don Luigi Ciotti, ritorna per il decimo anno consecutivo il concorso nazionale “Premio Musica contro le mafie” che sostiene e valorizza la musica socialmente impegnata. Il tema di questa edizione è #Oltreiconfini. Un invito a stimolare un pensiero preciso, verso un mondo senza barriere, senza divisioni di credo e di razza, senza poteri che oscurino cuori e menti. La creatività che stimola il desiderio di cercare l’unione nella diversità e farsi portatrice di un cambiamento profondo “guidato dalla musica” con gli artisti in prima linea.
Da oggi è possibile iscriversi gratis dal sito https://www.musicacontrolemafie.it/10edizione. Per ricevere informazioni sull’iniziativa occorre scrivere all’indirizzo mail premio10@musicacontrolemafie.it La partecipazione è a titolo gratuito e ha come obiettivo, è scritto in una nota degli organizzatori, “un’accurata selezione di realtà artistiche con una spiccata sensibilità per i temi sociali, anti-mafia e soprattutto per la diffusione di Buone Idee e Buone Prassi attraverso la musica. Il concorso contribuisce, grazie al sostegno di importanti partner alla crescita artistica ed offre premi utili all’accrescimento professionale”.
Nella scorsa edizione il premio è stato assegnato a Gero per la canzone “Svuoto il bicchiere”, dedicata alla vita e alla voglia di vivere del giudice Paolo Borsellino; al Trio ABC Positive, vincitori del premio speciale per gli Artisti Under 35 con il brano che racconta la storia di un padre di famiglia vittima della mafia.
Entrambi i vincitori principali della 10ma edizione del Premio si esibiranno, insieme ad altri artisti premiati, alla cerimonia di consegna dei Premi a Casa Sanremo a febbraio 2020 durante la settimana del prossimo Festival della Canzone Italiana, grazie alla partnership con Casa Sanremo. Il primo classificato riceverà in premio showcase in alcuni dei più importanti festival italiani grazie alla Partnership con Keepon Experience e Doc Servizi; l’esibizione sul palco dell’1 Maggio Libero e Pensante di Taranto 2020 e, sarà ospite in più tappe di “Casa Sanremo Tour 2020” e showcase presso Casa Sanremo e riceverà un borsa di studio/produzione destinata allo sviluppo della propria attività artistica. Un’altro premio che contribuisce concretamente allo sviluppo e alla crescita artistica, è scritto nella nota, è il Premio Speciale “La Musica Può – Under 35” (MIBAC-SIAE-Perchicrea), grazie alla collaborazione con Mk Live, rivolto agli artisti e autori sotto i 35 anni e che consiste nella realizzazione di un prodotto video/documentario della propria esperienza a Sanremo durante la cerimonia di premiazione, una troupe a disposizione i giro per la Città del Festival della canzone Italiana.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna ‘Musica contro le mafie’
Tema #Oltreiconfini, contro i poteri che oscurano cuori e menti

CATANZARO02 settembre 201916:07

– Organizzata dall’associazione Musica contro le mafie, della rete di Libera, ritorna per il decimo anno consecutivo il concorso nazionale “Premio Musica contro le mafie” che sostiene e valorizza la musica socialmente impegnata. Tema di questa edizione è #Oltreiconfini. Un invito a stimolare un pensiero preciso, verso un mondo senza barriere, senza divisioni di credo e di razza, senza poteri che oscurino cuori e menti. La creatività che stimola il desiderio di cercare l’unione nella diversità e farsi portatrice di un cambiamento profondo “guidato dalla musica” con gli artisti in prima linea.
Dal 2 settembre è possibile iscriversi gratis dal sito https://www.musicacontrolemafie.it/10edizione. Per avere informazioni sull’iniziativa basta scrivere all’indirizzo mail premio10@musicacontrolemafie.it La partecipazione è a titolo gratuito e ha come obiettivo, spiegano gli organizzatori, “un’accurata selezione di realtà artistiche con una spiccata sensibilità per i temi sociali e dell’antimafia”.

Nothing to sell, sul corpo delle donneAl Macro Asilo installazione partecipativa di Elisa Franzoi

02 settembre 201916:11

– Il corpo delle donne sfruttato, abusato, usato, venduto e monetizzato; ma anche la riflessione su diritti, stereotipi, genere, identità/dis-identità, queer/transfemminismo e su cura e consapevolezza di ciò che siamo: sono questi i temi al centro di “Nothing to sell – dal corpo/merce alla libertà di essere”, la mostra fotografica di Elisa Franzoi ospitata al Macro Asilo di Roma dal 3 all’8 settembre. La mostra si configura come un vero e proprio progetto partecipato di resistenza artistica scaturito dal manifesto anti-pubblicitario contro la mercificazione del corpo, che ritrae la schiena nuda dell’artista con la scritta “niente da vendere”: in seguito a una open call e alcuni shooting days nati spontaneamente in sostegno alla campagna anti-pubblicitaria, Franzoi ha raccolto il materiale fotografico (realizzato da numerose artiste) pensando e creando appositamente per il Macro questa esposizione. Ad accompagnare la mostra anche una serie di eventi tutti al femminile.

Blomstedt guida Mahler JugendorchesterA 92 anni sul podio del Verdi di Pordenone

PORDENONE02 settembre 201916:25

– Il leggendario direttore d’orchestra Herbert Blomstedt, 92 anni, di famiglia svedese ma nato negli Stati Uniti, da settant’anni attraversa il mondo alla guida di grandi orchestre: e l’estate 2019 lo vede protagonista sul podio della Gustav Mahler Jugendorchester fondata da Claudio Abbado, un centinaio di talentuosi musicisti che arrivano da decine di Paesi diversi e hanno fra i 18 e i 26 anni. Il maestro li aveva già diretti nel 2015, e dopo alcune date europee sarà a Pordenone per due serate il 3 e 4 settembre (ore 20.30), con i Concerti di Gala che siglano l’inaugurazione della Stagione musicale del Teatro Verdi, dove le produzioni GMJO sono state preparate nel cuore dell’estate con la terza edizione di un progetto di residenza sempre più coinvolgente. L’appuntamento al Teatro Verdi si prefigura imperdibile per l’atmosfera della prima, il glamour ma al tempo stesso la piacevolezza musicale della proposta.

Le icone russe a Palazzo PittiLe 78 opere sono le più antiche al di fuori della madrepatria

MOSCA02 settembre 201916:35

– L’arte religiosa della Russia avrà un suo spazio dedicato nel cuore di Firenze, nella reggia granducale di Palazzo Pitti. La storica collezione di 78 icone sacre raccolta a Firenze dai Medici – e soprattutto dai Lorena – nel corso del Settecento e dell’Ottocento sarà infatti, per la prima volta, esposta in un allestimento permanente. A esporre il progetto a Mosca, nell’ambito di una conferenza internazionale, il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt.
Firenze, dunque, parlerà d’ora in poi un po’ di russo.
L’insieme delle icone costituisce la più antica collezione del genere al mondo al di fuori della Russia e risale in buona parte al secondo quarto del XVIII secolo. Un patrimonio importante che vedrà finalmente riconosciuto il suo valore e sarà esposto in quattro grandi sale affacciate sul cortile al piano terra di Palazzo Pitti e decorate con affreschi seicenteschi. Al termine dei lavori, previsti entro Natale, le sale entreranno a far parte del normale percorso di visita dell’ex reggia.

Sacro e profano di Monica Silva a MilanoOmaggi a Warhol e Caravaggio allo spazio Mac dal 17 settembre

02 settembre 201916:43

– Dalle reinterpretazioni di Caravaggio all’omaggio a Andy Warhol, i migliori lavori della fotografa brasiliana Monica Silva sono raccolti nella mostra ‘Sacro e profano’, aperta allo spazio M.A.C. di Milano dal 17 al 21 settembre.
In esposizione 40 opere tratte dai progetti “Banana Golden Pop Art” (2014), “Lux et filum – una visione contemporanea di Caravaggio” (2015), “Flower Power” (2018), “Coca Cola Series” (2019) e “Golden Sexy Fruit” (2019) dove “i rimandi iconografici – spiega il curatore Andrea Dusio – sono un mero spunto per una dissacrazione praticata paradossalmente verniciando d’oro i frutti, con prepotente allusione alla metafora sessuale che appartiene sin dall’antichità alla pittura di genere”.
All’interno della mostra verrà allestita una “Wunderkammer”, una camera delle meraviglie, con alcuni degli oggetti di design utilizzati dalla fotografa negli scatti esposti.
“La fotografia per me va ben oltre il semplice click e comprende una ricerca di mesi e talvolta anni prima di prendere forma in uno scatto – commenta Monica Silva – Il risultato sono immagini con una forte identità, colme di messaggi subliminali e racconti. In “Sacro e Profano” gli scatti esposti sono pieni di indizi e di messaggi nascosti; in un’epoca nella quale gli utenti sono sommersi da centinaia di immagini, ho voluto sfidare e provocare l’occhio dei visitatori, invitandoli a soffermarsi e a riflettere sulle immagini esposte. Le fotografie in mostra sono reali oppure sono il riflesso delle identità degli spettatori stessi?”

Taylor Swift da record con nuovo albumCon Lover. E’ la prima donna con tale primato in una settimana

NEW YORK02 settembre 201918:17

Taylor Swift da record. Per la sesta volta un suo album è al primo posto della classifica di Billboard ad una settimana dall’uscita. Lover ha venduto infatti 867mila ‘unità equivalenti ad album’ (compresi streaming, download e vendita). Secondo Billboard, Swift è anche la prima artista donna ad avere venduto almeno 500mila copie di sei album differenti durante la prima settimana dall’uscita.
“Voglio solo dirvi grazie tante – ha scritto la popstar sul suo profilo Twitter – per una delle migliori settimane della mia vita. Non riuscirò mai a ringraziarvi abbastanza”.

Joe Bastianich, il primo album è Aka JoeEsce il 20 settembre, preceduto dal singolo “Joe Played Guitar”

02 settembre 201917:10

– Esce il 20 settembre “Aka Joe”, primo album di Joe Bastianich, registrato a Los Angeles, che propone un sound organico e dinamico tra rock blues, americana, momenti funky, melodie. Ad anticiparlo, il singolo “Joe Played Guitar”, previsto per il 6 settembre, supportato da un videoclip.
Sedotto da Led Zeppelin, David Bowie, The Ramones e Rolling Stones, Bastianich ha sempre considerato la musica il grande amore della sua vita, la strada che lo ha portato verso l’America, lo strumento, come figlio di immigrati italiani, per poter essere accettato. “La musica per me – spiega – rappresenta l’espressione più pura, l’emozione più vicina al cuore. In questo disco ho raccolto l’essenza più vera della mia vita, quella più intima, tra passioni, paure, ambizioni, amore.
Racconta molto di me, di ciò che sono, che ho fatto e che farò.
E’ la mia rivelazione più personale e inedita”.
L’originale cover dell’album è stata realizzata da Tvboy (Salvatore Benintende), noto artista di strada esponente del movimento NeoPop.

Parata di giallisti a Florinas in GialloFestival sassarese compie 10 anni, anche omaggio a Camilleri

SASSARI02 settembre 201917:21

– Abituati a dominare le classifiche dei libri più venduti, arrivano in Sardegna per conquistare il pubblico della decima edizione di “Florinas in Giallo – L’isola dei misteri”, il festival letterario organizzato dal Comune di Florinas, col patrocinio della Regione Sardegna e la direzione artistica delle librerie Cyrano (Alghero) e Azuni (Sassari), che dopo il successo delle date estive ritorna con una quattro giorni ricchi di appuntamenti da giovedì 12 a domenica 15 settembre.
Sono Massimo Carlotto, Luca Crovi, Maurizio de Giovanni, Bruno Gambarotta, Giampaolo Simi, Enrico Pandiani, che torna al festival anche per presentare la pubblicazione in un piccolo volume del racconto “La patente”, scritto e ambientato dall’autore piemontese a Florinas durante una sua residenza letteraria nel corso della scorsa edizione. E poi ancora, Piera Carlomagno, Roberto Costantini, Omar Di Monopoli, Antonio Paolacci, Paola Ronco, Giuliano Turone, Alessandro Zannoni, e gli autori sardi Gesuino Nemus e Mauro Pusceddu.
A questo gruppo di maestri italiani della suspense, molti dei quali appena tornati in libreria con i loro nuovi romanzi, “si unirà anche un grosso nome internazionale, la cui identità non sveliamo ancora, per restare in linea col mistero che caratterizza il festival, ma che per scrittura e tradizione familiare è legato a filo doppio alla storia della letteratura gotica: sicuramente terrà gli spettatori incollati alle poltrone”, anticipano i direttori-librai Maria Luisa Perazzona, Elia Cossu ed Emiliano Longobardi. La colonna sonora del festival è affidata al maestro del jazz Enrico Rava.
Anche quest’anno “Florinas in Giallo” si propone come un festival della memoria e ogni giorno dedicherà un ricordo a un personaggio del mondo della cultura: giovedì, Massimo Bordin, voce storica di Radio Radicale; venerdì, il grande maestro Andrea Camilleri; sabato, Tecla Dozio, fondatrice della Libreria del Giallo Sherlokiana di Milano e prima direttrice artistica di Florinas in Giallo; domenica, l’indimenticabile noirista-surrealista Andrea G. Pinketts. A chiudere, il “Pranzo Romanzo della domenica”, occasione per una chiacchierata informale con gli scrittori.

Sommella condirettore MF-MilanoFinanzae direttore milanofinanza.it

02 settembre 201917:53

– Roberto Sommella entra a far parte di MF-MilanoFinanza in qualità di condirettore del giornale leader della finanza e dell’economia e direttore di milanofinanza.it.
Sommella ha già lavorato negli anni scorsi ai vertici del giornale di Class Editori. Scrivendo moltissimo, più recentemente, sulle problematiche dell’Unione Europea.
E’, anche per questo, cittadino onorario di Ventotene, dove vissero al confino europeisti come Altiero Spinelli. Nel nuovo incarico potrà occuparsi anche di sviluppare un progetto editoriale di stampo comunitario, partendo dalla testata da lui ideata e fondata, lanuovaeuropa.it.
Romano, 54 anni, sposato con due figlie. E’ autore e coautore di libri quali L’euro è di tutti, Sboom, Euxit, Gli Arrabbiati, Disuguaglianze, MM Metodo Marchionne. Euxit, uscita di sicurezza per l’Europa, candidato al Premio Matteotti, è stato tradotto in lingua inglese, mentre Sboom è arrivato in finale al Premio Voltaire.
Ha scritto sulle tematiche europee per Corriere della Sera, MF-Milano Finanza, Messaggero, Avvenire, Europa, Espresso e Huffington Post Italia. Con la sua associazione, La Nuova Europa, ha fondato a Ventotene una Scuola d’Europa, molto apprezzata dalla Francia di Emmanuele Macron.
Esperto di antitrust e concorrenza (è stato per vari anni responsabile delle relazioni istituzionale dell’Agcm), cura un seminario presso il Dipartimento di Scienze Politiche all’Università Roma Tre e sull’Europa ha una rubrica economica settimanale su Radio Radicale.

Jovanotti, l’ambientalismo è inquinatoLungo post su FB, sul Beach Party “una miriade di cazzate”

03 settembre 201910:12

– “Non mi sarei mai aspettato” che “il mondo dell’associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, cialtroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al “fact checking ” di molte testate. Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato dello scarico della fogna di Nuova Delhi!”. E’ un passaggio del lungo, e polemico, post con cui Jovanotti su Facebook torna a difendersi dalle critiche al Jova Beach Party e al suo potenziale impatto sugli equilibri dell’ambiente.”Quando abbiamo iniziato a progettare JBP – spiega il cantante – la primissima cosa che abbiamo fatto è stato contattare il WWF per poterli incontrare per raccontare l’idea e chiedere a loro un parere, e sono stato io personalmente a metterla come condizione di partenza. Il WWF perché è una grande organizzazione storica che non cerca visibilità ad ogni costo ma opera sul campo, la visibilità serve a promuovere attività di difesa e cura dell’ambiente, ha competenze specifiche, è radicata nei territori, ha un vero comitato scientifico e una rete vera e diffusa di operatori ed osservatori”. E invece, sottolinea, “un delirio nei social, una miriade di cazzate sparate a vanvera da chiunque, una corsa al like facile da parte di sigle e siglette che hanno approfittato ogni giorno della visibilità offerta da un nome popolare e da un grande evento per cavalcare l’onda, mettersi in mostra, inventare palle, produrre prove false che nessuno mai verificherà perché la rete è così. Addirittura ‘Lega ambiente’ e ‘Ente Nazionale Protezione Animali’ recentemente sono cascate in una trappola tesa loro dai mitomani che se non fossero pericolosi farebbero anche ridere”. E incalza: “Hanno detto che abbiamo abbattuto alberi, sterminato colonie di uccelli, spianato dune incontaminate, costruito eliporti (eliporti!!!!!), disorientato fenicotteri, prosciugato stagni, gettato napalm sulle piantagioni di canna da zucchero del sud-est asiatico, trivellato il mare, assoldato mercenari, mostrato ascelle a gente che non gradisce certe sconcerie (soprattutto non gradisce la ascelle), sudato troppo, goduto troppo, ballato troppo, cantato troppo, disturbando sia Don Camillo che Peppone”.A parte una criticità sulla spiaggia di Ladispoli (“e ci siamo spostati”), “ci siamo presi cura – dice ancora Jova – di ogni aspetto legato alla tutela dell’ambiente investendo più delle risorse disponibili, e ci siamo sottratti alla spocchia pelosa di molti farabutti che dietro alla maschera dell’ambientalismo nascondono ansia di protagonismo quando non disonesta ricerca di incarichi ben pagati con denaro pubblico o donazioni di gente raggirata con false immagini a effetto, ripeto: false, taroccate, inventate, decontestualizzate, drammatizzate ad arte”. “L’ecologia – conclude – è una scienza, se si trasforma in terreno di scontro di tifoserie è un danno per tutti, non si tratta di giocare a discutere se la terra è piatta o se l’aglio scaccia i vampiri ma di scienza, comportamenti, tecnologia, obiettivi a breve e lungo termine, politiche locali, nazionali e internazionali, studio, ricerca, ispirazione, competenza, risorse, investimenti, impegno, analisi seria dello stato delle cose, senza panico e con voglia di collaborare”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: No.7 Cherry Lane, triangolo animato
In concorso il film d’animazione di Yonfan

VENEZIA03 settembre 201914:19

Un film d’animazione pieno di tutto, stili diversi, colori, scene di nudo, sensualità, melò, noir e sentimentalismo alla Wong Kar Wai. Si tratta di ‘No.7 Cherry Lane’ del regista cinese Yonfan, che racconta del triangolo amoroso tra uno studente universitario troppo affascinante, Ziming, una madre single molto bella, Mr Yu, e la giovane figlia di quest’ultima, altrettanto bella, di nome Meiling. E questo sullo sfondo della Hong Kong del 1967 dilaniata da rivolte politiche.Il film in concorso al Festival di Venezia è con un’animazione old style, minimalista, mettendo in scena tanti gatti, personaggi grotteschi – è il caso una vecchia concubina con maggiordomo simil dracula – e stili diversi di disegno.Un modo voluto di spiazzare continuamente lo spettatore, mentre ad avere continuità è la sola storia d’amore, lenta e inesorabile, tra questo giovane ragazzo che da lezioni d’inglese alla figlia di Mr Yu, innamorandosi prima dell’una e poi dell’altra. ‘No.7 Cherry Lane’ è poi pieno di citazioni cinematografiche ed è in qualche modo un film sul cinema. Non a caso la storia d’amore tra i due nasce, tra mille timidezze, in una sala cinematografica.Ma passione predominante del ragazzo resta Proust con la sua opera ‘Alla ricerca del tempo perduto’. “È una storia di amore e disperazione con ingredienti contraddittori: alto e basso, vizio e virtù, guerra e pace, bellezza e bestialità, spirituale e fisico” spiega il regista del film, pieno di scene molto sensuali. È vero, riconosce Yonfan, divenuto celebre come fotografo e regista di film sensuali, “in questo film ho fatto quello che si fa spesso nella cucina cinese. Si mettono insieme tutti gli elementi che hai in casa sperando di fare un buon piatto”.

Festival europeo teatro strada a FaenzaFino al 13 settembre otto compagnie internazionali e 3 italiane

FAENZA (RAVENNA)03 settembre 201911:01

– Otto compagnie artistiche internazionali (da Francia, Germania, Spagna, Serbia, Polonia, Repubblica Ceca) e tre italiane partecipano dal 3 al 13 settembre a Faenza (Ravenna) e in altri comuni limitrofi al Festival europeo del Teatro di strada ‘Mauerspringer, saltatori di muri’, per la prima volta in Italia. In programma, con la direzione artistica del Teatro Due Mondi, quattro laboratori teatrali partecipati, 10 spettacoli di cui 6 in prima nazionale, una mostra fotografica diffusa sul rapporto fra teatro di strada e spettatori in Europa. Testi e linguaggi diversi, spiegano gli organizzatori, si muovono in un’unica direzione: stabilire un contatto vero, scaldare il cuore, liberare sogni, saltare i muri dell’indifferenza.
Il Festival si realizza nell’ambito del progetto europeo Mauerspringer, cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea, che tra luglio e agosto si è ‘tradotto’ in tre festival teatrali in Spagna (Bilbao), Francia (Feings) e Germania (Bielefeld).

Amici vip, staffetta De Filippi-Hunziker alla conduzioneE’ una delle principali novità della nuova stagione televisiva, in onda a breve in prima serata

03 settembre 201914:26

Sarà staffetta tra Maria De Filippi e Michelle Hunziker alla conduzione di “Amici Celebrities”, la versione vip del talent di Canale 5, una delle principali novità della nuova stagione televisiva, in onda a breve in prima serata sull’ammiraglia Mediaset.

Nel periodo iniziale in cui la padrona di casa designata Michelle Hunziker sarà impegnata nell’esordio di “Striscia la notizia” – annuncia la rete in una nota – presenterà “Amici Celebrities” Maria De Filippi, ideatrice e conduttrice di “Amici”. Proseguirà poi Michelle Hunziker che sarà alla guida fino alla finale.

150 AIE, celebrazioni con Mattarella11/9 la festa, Levi ‘storia del libro e dell’Italia coincidono’

03 settembre 201911:18

– L’Associazione Italiana Editori celebra i suoi 150 anni, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’11 settembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, alle 11.00. “Un grande appuntamento per segnare i 150 anni in cui la storia del libro e la storia d’Italia sono state la stessa cosa”: è questo il senso della giornata di celebrazione nelle parole del presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi. L’evento riunirà non solo gli editori, ma il mondo dei contenuti, della stampa, dell’industria, della cultura, della politica, della società per raccontare come l’Italia sia cresciuta insieme ai libri. E come i libri abbiano contribuito a far crescere l’Italia.
La celebrazione, a inviti e con il patrocinio della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, si aprirà con il video, a cura di Rai Cultura, “150 anni di libri. 150 anni di storia d’Italia”. Moderato e coordinato da Paolo Mieli, e introdotto dal presidente Ricardo Franco Levi, ‘Essere editore: libertà e speranza’, l’evento vedrà gli interventi di Gian Arturo Ferrari su ‘I primi 150 anni’, della senatrice a vita Elena Cattaneo su ‘L’avventura della conoscenza’ e di Alessandro Baricco su ‘I prossimi 150 anni’. A riconoscimento dell’attività di AIE e dei suoi 150 anni, il ministero dello Sviluppo Economico ha decretato l’emissione di una carta di valore postale e sempre l’11 settembre è prevista la presentazione del francobollo celebrativo.
Fondata il 17 ottobre 1869, AIE è la più antica associazione di categoria italiana, socia fondatrice nel 1910 di Confindustria. Riunisce gli editori italiani – e quelli stranieri attivi in Italia – di libri, riviste scientifiche, prodotti e contenuti dell’editoria digitale. Sul piano internazionale, nel 1896, a Parigi, ha partecipato alla fondazione dell’International Publishers Association (IPA) e nel 1967 della Federation of European Publishers (FEP).

Totti ‘San Pupone’ per Romolo + Giuly 2Anticipa la seconda stagione, dal 16 settembre alle 21.15 su Fox

03 settembre 201911:33

– Francesco Totti, nei panni di Santo Pupone da Porta Metronia, è il protagonista dello spot web della serie tv Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana che anticipa la seconda stagione in onda dal 16 settembre alle 21.15 su Fox (Sky, 112). Il protagonista della serie Romolo (Alessandro D’Ambrosi, Un Medico in Famiglia), la cui fede romanista trapela in tutte le puntate, si affida al Santo Pupone da Porta Metronia, Francesco Totti, invocandolo con una preghiera per chiedergli aiuto nella riconquista di Roma. Nello spot Totti si presenta vestito da santo con un enorme cucchiaio di legno in mano e suggerisce a Romolo di far credere a tutti di essere scomparso. Totti consiglia a Romolo di ritornare in scena improvvisamente e sorprendere tutti con il famoso tiro a “cucchiaio”. “Una serie per tutti, pure per Totti” conclude il Santo Pupone da Porta Metronia”.

Tutankhamon mostra più vista di FranciaCrollano tutti i record, 1,3 milioni di biglietti venduti

PARIGI03 settembre 201911:49

– “Tutankhamon, il tesoro del Faraone” è diventata la mostra più visitata di Francia con 1,3 milioni di biglietti venduti.
Tutti i record sono crollati per l’esposizione aperta alla Villette il 23 marzo e ormai prossima alla chiusura (22 settembre). La mostra ha superato il record della precedente storica esposizione sul celebre faraone, “Tutankhamon e il suo tempo”, del 1967, che fece registrare 1.240.975 visitatori al Petit Palais. Allo stesso livello di popolarità, soltanto la mostra sul pittore russo Scukin alla Fondazione Louis Vuitton nel 2017.
Per gli ultimi giorni di apertura, gli organizzatori hanno deciso di ampliare gli orari di visita, estendendoli dalle 8:30 del mattino alle 22:30, arrivando fino a mezzanotte il venerdì e sabato.
Dopo il passaggio a Parigi, l’esposizione migrerà a Londra, quindi a Sydney.

Mastronardi ambasciatrice UnicefIl 5 settembre l’evento al Lido

VENEZIA03 settembre 201911:51

– La madrina di Venezia 76, Alessandra Mastronardi, è la nuova Goodwill Ambassador Unicef Italia. Sarà nominata il 5 settembre all’Italian Pavillion al Lido dal presidente Unicef Italia Francesco Samengo, in un evento moderato dal portavoce Andrea Iacomini. Quest’anno l’organizzazione è presente alla 76/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con tre momenti legati alla celebrazione dei 30 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a sottolineare il legame ideale tra il mondo del cinema e l’infanzia.
“Il cinema ci ha sempre proiettato in mondi e universi culturali diversi, in storie a volte a noi molto vicine. Il cinema ha la capacità di sollecitare riflessioni più profonde quando racconta l’umanità, immaginando il futuro, riscoprendo il passato, analizzando il presente, tra luci e ombre, tragedie e speranze”, ha dichiarato Samengo. Il 6 settembre verranno consegnati il 31/o Leoncino d’Oro Agiscuola e la 40/a “Segnalazione Cinema for UNICEF” 2019.

‘Quattro piccole letture’ per Dante 2021Dal 4 settembre tra esperienze personali e memorie di famiglia

RAVENNA03 settembre 201912:02

– Dante parla a ognuno di noi – “a la futura gente” (Par., XXXIII, v.72), come vuole il titolo della nona edizione di ‘Dante2021’ – e ognuno ha un Dante da raccontare: è la premessa di ‘D.H.O. Dante Hors d’Oeuvre’, preludio in quattro parti (4-7 settembre) del Festival dedicato al padre della lingua italiana e promosso a Ravenna dalla Fondazione Cassa di Risparmio con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca.
Le brevi letture dantesche sono affidate a professionisti di altri settori (la giornalista Silvia Brasca, l’editore Daniele Olschki, il glottologo Emanuele Banfi, lo storico dell’arte Carlo Francini), che mescolano esperienze scolastiche, ricordi personali, incontri, memorie di famiglia. Appuntamento alle 17 nel Refettorio del monastero benedettino di San Vitale (oggi Museo Nazionale), nella Sala Dantesca della Biblioteca Classense e nello spazio del Caffè Letterario. ‘Dante2021’ è poi in programma dall’11 al 15 settembre con incontri, concerti, spettacoli nel segno del Poeta.

Tv: Totti è “San Pupone” nello spot web di “Romolo + Giuly”/ VIDEOL’ex calciatore è vestito da santo con un grande cucchiaio di legno in mano IL VIDEO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Napoli mostra omaggio a Bud Spencer
Dal 12/9 viaggio multimediale nella carriera di attore e atleta

NAPOLI03 settembre 201913:06

– Attore icona italiana nel mondo, atleta valoroso campione di umanità e simpatia, ma anche imprenditore, pilota, scrittore, compositore, cantante, persino inventore: si racconterà con la sua voce in una mostra multimediale, il ‘grande’ Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, morto nel 2016. Ad ospitare l’originale esposizione, dal 13 settembre all’8 dicembre, una sede prestigiosa, la sala Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli, a pochi passi dalla casa dove l’artista nacque novant’anni fa, a Santa Lucia.
Una statua nel centro di Budapest (e una a Livorno), una piscina in Germania, paese in cui è adorato (‘sich budspenceren’, ovvero ‘picchiare come Bud Spencer’ è diventato un verbo): gli omaggi al più tenero degli ‘scazzottatori’, testimoniano un affetto sempre vivo ad ogni latitudine, a tre anni dalla scomparsa. Ma è la sua Napoli che gli riserverà il primo grande tributo italiano e c’è da scommettere che questa mostra richiamerà tanti appassionati, magari anche anche dall’estero.

Al Lido un docu su Riz OrtolaniLa figlia, “vorrei che il pubblico conoscesse mio padre”

VENEZIA03 settembre 201913:24

– Nell’ambito dei Soundtrack Star Award, premio collaterale della Mostra di Venezia destinato alle colonne sonore, sarà presentato il 4/9 in anteprima il trailer del docufilm “Riz Ortolani. Armonie e Dissonanze” prodotto da Fenix Entertainment. “È tutta la vita che voglio realizzare un documentario sulla vita di mio padre. Ho il desiderio di rendere omaggio all’artista che fu, ma vorrei anche che il pubblico conoscesse altro. Mio padre – dice la figlia del compositore, Rizia Ortolani, ideatrice e co-sceneggiatrice del docufilm insieme al regista Marco Dentici – non era solamente la sua carriera artistica, in casa raccontava aneddoti incredibili, vorrei rendere di lui un’immagine reale complessa e totale, anche attraverso le testimonianze degli amici che vissero con lui tante di quelle esperienze che raccontava”.
Noto in tutto il mondo, Ortolani è stato il primo compositore italiano ad essere candidato agli Oscar nella sezione Miglior Canzone, per il brano More, colonna sonora del film Mondo cane.

Positano premia Duato e ZakharovaTutte le stelle del ‘Massine’ 47/a edizione

NAPOLI03 settembre 201913:25

– Positano premia alla carriera Nacho Duato e Svetlana Zakharova, ‘ballerina dell’anno’: le due grandi stelle internazionali saranno onorate nella città della danza amata da Nureyev sabato 7 settembre, ospiti della 47/a edizione di ‘Positano Premia la Danza – Lèonide Massine’, con la direzione di Laura Valente, il più antico riconoscimento al mondo del settore. La Spiaggia Grande e il sito archeologico della Villa Romana ospiteranno due giorni di eventi con un omaggio a Pina Bausch nel decennale della scomparsa, curato da Leonetta Bentivoglio.
Con il ballerino-coreografo spagnolo e la diva della Scala e del Bolshoi premiati anche, per l’alta formazione, Gilbert Raymond Mayer, faro della scuola francese e nell’ambito del gemellaggio con il Prix Benois di Mosca, Vadim Muntagirov (Royal Ballet). Il premio Luca Vespoli va al direttore del Museo Archeologico di Napoli Paolo Giulierini.

A Vincenzo Mollica il Premio BianchiIl giornalista del Tg1, lo dedico anche a Fellini e Camilleri

VENEZIA03 settembre 201913:27

– “Grazie a tutti, è un premio che non merito, ma che mi dà grande gioia. Mi rende orgoglioso di quello che ho fatto, guidato da fatica, passione e cuore”. Lo dice Vincenzo Mollica, cronista simbolo, per lo spettacolo, del Tg1, ricevendo al Lido il Premio Bianchi assegnato dal Sindacato Nazionale Dei Giornalisti Cinematografici, d’intesa con la Biennale, ogni anno, durante la Mostra, a una personalità del cinema.
“Continuo a fare questo lavoro da cronista impressionista, impressionato e impressionabile” ha aggiunto Mollica davanti alla platea piena dell’Italian Pavilion all’Excelsior, che gli ha tributato un’ovazione. “Ho fatto un terno incredibile, diabete, Parkinson e glaucoma – ha spiegato con un sorriso accennando alla sua malattia – ma mi ha insegnato che i film si posso anche sentire. Questo è un festival in cui i film ti parlano e ti continuano a parlare, c’è tanta passione”. Mollica dedica il premio alla moglie, alla figlia ma anche a due amici speciali, “Federico Fellini e Andrea Camilleri”.

Temptation Island Vip, conduce MarcuzziNel docu-reality anche Anna Pettinelli, Pago, Caldonazzo

03 settembre 201919:14

– Alessia Marcuzzi sbarca al comando di Temptation Island Vip, seconda edizione del docu-reality che mette alla prova le relazioni di coppia. Dopo l’ottimo risultato di ascolti dell’edizione Nip, dal 9/9 in prima serata su Canale 5 sono sei le coppie in gara che si metteranno alla prova. Il programma è prodotto da Fascino per Mediaset.
Per trovare risposte e per comprendere la reale profondità dei propri sentimenti, le coppie partono per un resort, il Relais Is Morus, affacciato sul mare cristallino della Sardegna.
Partecipano: l’attrice e showgirl Nathaly Caldonazzo con il fidanzato Andrea Ippoliti, il cantautore Pago con l’ex tronista Serena Enardu, l’attore napoletano Ciro Petrone con la fidanzata Federica Caputo, il più bello d’Italia Simone Bonaccorsi con la prof. de “L’Eredità” Chiara Esposito, il re del web (che vanta milioni di visualizzazioni) Damiano Coccia detto “Er Faina” con la fidanzata Sharon Macrì, la conduttrice tv e radiofonica Anna Pettinelli con il fidanzato attore Stefano Macchi.

Speciale Costanzo show ‘Allegria’Giovedì 5 settembre in prime time su Canale 5

03 settembre 201916:34

– A dieci anni dalla morte di Mike Bongiorno, giovedì 5 settembre in prime time su Canale 5 va in onda ‘Maurizio Costanzo show – Speciale Allegria’: una serata celebrativa voluta da Costanzo che conduce eccezionalmente con Gerry Scotti, artista che Mike designò come suo erede tv. Gerry sarà la ‘voce’ di Mike e leggerà alcuni aneddoti della sua vita che aveva scritto prima di morire. Sul palco i personaggi che hanno interagito con il ‘re del quiz’ nell’arco di tutta la sua carriera: il ‘rivale’ storico Pippo Baudo; molte vallette (dalla prima ‘parlante’ Sabina Ciuffini alla ribelle Antonella Elia e a Paola Barale), il suo più grande imitatore, Massimo Lopez e la preparatissima concorrente/campionessa di Rischiatutto Giuliana Longari. In rappresentanza dei suoi tanti Festival di Sanremo (11 conduzioni) partecipano: Gigliola Cinquetti che proprio in un festival condotto da Mike, nel 1964, vinse con Non ho l’età, Valeria Marini e Piero Chiambretti che affiancarono Bongiorno sul palco dell’Ariston nel 1997. E ancora, Simona Ventura, che ha debuttato come concorrente a Telemike nel 1987; Vittorio Sgarbi, protagonista di un litigio con Mike che ha fatto la storia; Walter Veltroni, figlio di Vittorio, ex dirigente Rai che portò il conduttore in Italia negli anni ’50. Guest comici gli attori Pio & Amedeo che coinvolgono gli ospiti in un quiz esilarante.
Allo ‘Speciale’ partecipa anche Nicolò Bongiorno (il secondo dei tre figli di Mike Bongiorno e Daniela Zuccoli) che, oggi 43enne, svela al pubblico aspetti inediti e privati del papà.
Lo speciale è prodotto fa Fascino P.g.t. per Mediaset.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Niccolò Fabi, l’11 ottobre esce nuovo cd
Arriva “Tradizione e Tradimento”, a dicembre tour nei teatri

03 settembre 201917:16

– A 3 anni e mezzo di distanza da “Una somma di piccole cose”, Niccolò Fabi torna con “Tradizione e tradimento”, il nuovo e nono disco di inediti in uscita l’11 ottobre (Universal Music). È stato lo stesso cantautore a svelare al pubblico, la data di uscita e il titolo del suo nuovo album con queste parole: “Una chiave si gira e le luci del quadro si accendono. La vibrazione della macchina e del suo conducente il momento prima che le ruote inizino a girare. L’eccitazione e l’incognita che regala ogni movimento quando ci allontana da qualcosa e ci avvicina a qualcos’altro…”.
Niccolò Fabi, poi, tornerà anche live, con un tour nei teatri, al via l’1 dicembre da Ravenna. Poi farà tappa il 2 a Milano, l’8 a Pescara, il 10 a Cosenza, il 12 a Catania, il 13 a Palermo, il 19 a Trento, il 20 e 21 a Vicenza. Poi a gennaio: il 10 a Bologna, l’11 a Firenze, il 12 a Torino, il 13 a Genova, il 19 e 20 a Roma, il 21 a Napoli, il 22 a Bari, il 24 ad Ancona, il 29 a Bergamo, il 30 a Parma.

A Venezia i teatrini di AnderssonIn concorso dopo cinque anni il regista svedese Leone d’oro

VENEZIA03 settembre 201917:44

– ‘Repetita non sempre iuvant’. E’ il caso di Roy Andersson, già vincitore a sorpresa cinque anni fa del Leone d’Oro con ‘Un Piccione Seduto su un Ramo Riflette sull’Esistenza’, che torna in laguna in concorso con il suo nuovo lavoro ispirato a Milos Forman e Jiri Menzel, Om Det Oadlinga (About Endlessness). Un’opera che il regista svedese chiama riflessione sulla vita umana in tutta la sua bellezza e crudeltà, splendore e banalità. Ancora tableaux vivant, ma ancora più minimalisti, ridotti davvero all’osso, meno urticanti e con un unico incipit: ‘Ho visto un uomo’, Ho visto una donna’, ‘Ho visto un dentista’. Da qui ministorie di ossessioni come quella di un uomo che in un autobus strapieno dice ripetutamente: “Non so cosa voglio, non so cosa voglio”.
Momenti irrilevanti, insomma, che assumono il valore di archetipi universali. In questo caleidoscopio di frammenti di vita tutta la vulnerabilità dell’esistenza, la sua bellezza nella fragilità e, soprattutto, l’ossessione ottusa degli esseri umani.

Gino Strada, mai tanto odio socialeFondatore Emergency al Lido per docu su Ong. Salvinismo? Pompato

03 settembre 201917:49

– Stiamo vivendo “un periodo molto difficile, in 70 anni non mi ricordo di aver visto un altro momento con così tanto odio sociale, disprezzo per chi sta sotto. C’è tanta rabbia e cattiveria ma sono convinto che ci siano grossi margini di recupero”. Lo dice il fondatore di Emergency, Gino Strada, a Venezia per la proiezione in anteprima mondiale, nella sezione Sconfini, del documentario Beyond the Beach: The Hell and the Hope di Graeme A. Scott e Buddy Squires, sul lavoro della Ong e sulle migrazioni.
“Quando leggo i sondaggi non credo a certi numeri. Non penso l’Italia vada dietro a Salvini, non dimentichiamoci che viviamo un periodo di fake news e il seguito del salvinismo secondo me è pompato, soprattutto sulla rete” aggiunge Strada. Nonostante tutto, si dice “ottimista. Non dal punto di vista politico, perché non credo cambierà moltissimo con nuovo governo. Però penso che l’Italia sia spontaneamente solidale. Gli odiatori sono una minoranza rumorosa”.

Venezia: Mondo Sexy, nell’Italia dei film erotici anni ’60 Performer burlesque Albadoro Gala alla prima docu Mario Sesti

03 settembre 201918:54

Ad accompagnare con l’autore Mario Sesti il documentario Mondo Sexy, evento speciale oggi alle Giornate degli Autori a Venezia 76, è la performer internazionale di burlesque Albadoro Gala, coprotagonista del film, un viaggio nel mondo dello striptease che evoca l’universo del nudo e del desiderio nella vita notturna degli anni Sessanta. Lo fa, dopo l’affermazione del movimento #metoo, con materiale d’archivio e le testimonianze di esperti del genere, di giornaliste, terapeute e protagoniste del burlesque che insieme tracciano un resoconto dell’influenza di quella cultura sulla società.Il film è stato segnalato da Women in Film, TV & Media Italia, l’associazione di professioniste del cinema che è parte di una rete internazionale che promuove e incoraggia la presenza delle donne nel settore. “Con la sua particolarità di linguaggio, soprattutto per il montaggio e il testo che lo accompagna – dice Antonietta De Lillo, regista e parte del direttivo dell’associazione – esplora un genere ormai scomparso agli albori della mercificazione sullo schermo del corpo femminile e, come un cannocchiale rovesciato, si riversa sul presente”.Mondo Sexy, undicesimo documentario di Mario Sesti, è una compilation di immagini da dodici film erotici degli anni Sessanta rimusicati con sonorità contemporanee e rimontati con un ritmo incalzante. L’oggetto di quei film boom era sempre lo stesso: lo spogliarello di donne dai corpi più diversi con l’obiettivo di soddisfare lo sguardo affamato dello spettatore italiano. A rivederli ora quei filmetti sembra lontana quell’Italia degli anni ’60, colta in una sofferta crisi di crescita, ma, allora come per altri versi ancora oggi, timorosa e prigioniera di stereotipi, vizi, inclinazioni sessiste da umanità pre-#meetoo. E’ un’Italia pre-Malizia e molto pre-Banfi, ripresa un momento prima che inizi una autentica rivoluzione e liberazione del costume, costata fatica e consapevolezza e non ancora terminata.

Chiara Ferragni, Venezia ‘J’Adior’Il 4/9 docu biografico Unposted. Alla Biennale Arte con Fedez

VENEZIA03 settembre 201918:34

– J’Adior Venezia sulla maglietta marinara a righe bianca e nera, shorts in pelle nera e decolleté ai piedi, mano nella mano con Fedez elegante in camicia bianca e pantaloni scuri: l’arrivo di Chiara Ferragni al Lido è da star.
Folla di ragazzine ululanti alla Darsena dell’Excelsior, sperando di intercettare il loro mito, i flash dei fotografi, il sorriso di lei che saluta i follower e agita la mano un po’ lady Diana. Poi cambio di look e via all’Arsenale per una visita guidata alla Biennale Arte. Se per Unposted, il film di Elisa Amoroso, dedicato all’ascesa di questa imprenditrice digitale del mondo della moda, il 4 settembre in prima mondiale nella sezione Sconfini (17-18-19 settembre distribuito da 01 Distribution), è richiesto un rigoroso embargo alla stampa accreditata, il resto del soggiorno veneziano non ha bisogno di esclusive. L’arrivo alla Darsena, l’incontro con i follower, il cambio d’abito, la visita alla Biennale Arte sono altrettante storie di Instagram che la stessa Ferragni ha postato.

Tim Robbins “Io, i detenuti e Dario Fo”In un docu il lavoro con le carceri. “Cambiare le cose si può”

03 settembre 201919:18

– Dopo la risata disperata e letale di Joker, arriva al Lido quella catartica dei detenuti coinvolti nei laboratori teatrali raccontati da Tim Robbins in 45 seconds of Laughter, documentario presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. E’ il racconto di sei mesi del lavoro della compagnia teatrale di cui Robbins è cofondatore e componente da 37 anni, della The Actors’ Gang, con i carcerati di un penitenziario di massima sicurezza in California. il Calipatria.”Se affronti i problemi della società lavorando sui macrolivelli rimani frustrato, perché non vedi cambiamenti. Mi sono reso conto già da tempo che invece puoi cambiare le cose lavorando sui microlivelli, come facciamo noi nelle scuole e nelle carceri” dice Robbins. “Ognuna di queste esperienze lascia un grande ottimismo e speranza per il futuro. Si vedono le trasformazioni nelle persone, ed è incredibile quando la madre di un detenuto viene da te e ti dice ‘Grazie, rivedo mio figlio”. Un viaggio fra recitazione, improvvisazioni, comprese quelle attraverso i personaggi della Commedia dell’Arte (“fra le fonti di ispirazione c’è stato anche Dario Fo” dice Robbins) esercizi per entrare in contatto con le proprie emozioni e sviluppare la fiducia reciproca. The Actors’ gang, che porta avanti da anni laboratori in prigioni e scuole, nella classe del film non fiction, ha coinvolto detenuti di etnie diverse, condannati dagli 8 agli 80 anni di carcere e i capi di diverse bande. Il percorso del laboratorio, vuole avvicinare i partecipanti ad affrontare e gestire meglio le proprie emozioni. Nelle prigioni “prevale la rabbia, che le persone indossano come una maschera. Il laboratorio aiuta molti detenuti a rendersene conto”.I risultati si vedono: i detenuti che hanno partecipato all’esperienza con The Actors’ gang, hanno ricevuto l’89% in meno di provvedimenti disciplinari legati a episodi violenti, e il 77% dei partecipanti una volta uscito ha trovato un lavoro. Mentre nelle scuole “vedi in tanti bambini una felicità di facciata, perché gli adulti gli chiedono costantemente di sorridere, senza ascoltare realmente i loro problemi. Invece conquistando la loro fiducia i bambini si aprono e condividono le loro vere emozioni”. Il lavoro con The Actors’ gang, portato in tutto il mondo, è per Robbins “la mia casa”: parte di un impegno, per un attore e regista, lontano dalle ipocrisie di Hollywood, che non ha mai avuto paura di schierarsi per le cause in cui credeva: “Sono un testardo, per me un artista dovrebbe sempre dire la verità, fare compromessi non è per me”. L’attenzione per il carcere ha attraversato più volte anche il suo cinema, come Dead man Walking e Le ali della libertà: “Sono cresciuto in una zona difficile di New York e ho avuto un paio di amici finiti in prigione… non ho mai avuto un atteggiamento giudicante verso i detenuti e questo ha reso tutto più facile”.

Miss Italia, finalista vittima ‘haters’Attacchi razzisti a ventenne padovana, sostegno da Denny Mendez

VENEZIA03 settembre 201919:36

– C’è anche un caso di odio in rete ai danni di una delle finaliste di Miss Italia, la ventenne padovana Sevmi Tharuka Fernando, vittima di attacchi sui social per il colore della pelle.
La ragazza, nata a Padova e residente a Villanova di Camposampiero (Padova), ha origini cingalesi: il papà si è trasferito in Italia dallo Sri Lanka circa trenta anni fa e dopo alcuni anni è stato raggiunto dalla moglie. A incoraggiare e sostenere Sevmi su Instagram è intervenuta Miss Italia 1996, Denny Mendez, anche lei oggetto di polemiche a suo tempo, ma non così violente come di questi tempi sui social. “Auguri! In bocca al lupo”, scrive la Mendez; “Grazie infinite Viva il lupo!”, risponde la giovane miss, modella per una scuola di hair stylist.

Torna ‘Il senso del ridicolo’ a LivornoOspite d’onore è Silvio Orlando, da 27 a 29/9

LIVORNO03 settembre 201919:55

– E’ Silvio Orlando l’ospite d’onore de ‘Il Senso del Ridicolo’, festival dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira in programma dal 27 al 29 settembre a Livorno. Giunto alla sua quarta edizione il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno – Arte e Cultura. In tre giorni di eventi, attori, autori, filosofi, scrittori, giornalisti, radio-star, letterati e, naturalmente, comici si interrogheranno sul significato del riso e sulla straordinaria funzione illuminante dell’umorismo, della comicità e della satira. A inaugurare l’edizione di quest’anno sono “le vicissitudini tragicomiche del desiderio” lectio magistralis di Massimo Recalcati, uno dei più noti psicoanalisti italiani. Sempre nella serata inaugurale vanno in scena le letture ironiche di Anna Bonaiuto su alcune pagine dedicate a figure femminili, in particolare a mogli irragionevoli e scorbutiche. Il giorno successivo Silvio Orlando si racconterà dal palco del Teatro Goldoni.

Barbera, Venezia è viva con i giovani e le piattaforme”Caso Martel non l’ho vissuto bene”. Baratta, +11% gli ingressi

VENEZIA04 settembre 201910:41

Ingressi nelle sale, 105mila, +11% rispetto al 2018, +22% rispetto a due anni fa, accreditati stampa stabili, universitari triplicati nell’ultimo triennio: la Mostra del cinema di Venezia è in ottima salute, i numeri ufficiali di metà festival, sintetizzati dal presidente della Biennale Paolo Baratta lo dimostrano, con sempre più appeal per i giovani. I film della selezione, magari ancora in cerca di un capolavoro o di una sorpresa (la bellezza di Joker era anticipata), sono regolarmente applauditi, il red carpet almeno per la prima settimana rimanda direttamente al Dolby Theatre della notte degli Oscar. Unico neo: l’apertura rovinata dalle dichiarazioni della presidente di giuria, la regista femminista argentina Lucrecia Martel, a proposito della partecipazione di J’Accuse di Roman Polanski. Alberto Barbera, direttore di Venezia 76 (e anche, per il mandato triennale ricevuto, di Venezia 77) ammette: il caso Martel “non l’ho vissuto bene” e spiega come la stessa regista abbia chiesto dopo 15 minuti dalle dichiarazioni di precisare, assicurando che “giudicherà senza pregiudizi” il film, in gara per il Leone d’oro. “Ero preoccupato di non reggere il livello dell’edizione precedente, da tutti giudicata la migliore del decennio, ora molto meno”, dice Barbera che punta ad archiviare un altro successo per un festival che se la sta giocando (e vincendo) con l’ultima edizione di Cannes. Ma al di là della selezione, che è basata su quel che è disponibile ed è frutto di compromessi (“avrei voluto Woody Allen ma la distribuzione italiana ha preferito non mostrarlo, mentre Scorsese è lì che cura i complicati effetti speciali di The Irishman” e ha preferito il festival di New York per avere qualche giorno in più), è intercettare il cinema a 360 gradi l’obiettivo più importante. A cominciare dai contenuti delle piattaforme: un anno fa il caso di Roma di Cuaron e Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, entrambi Netflix, erano stati al centro di controversi dibattiti e feroci polemiche, anche a distanza con la Croisette. Quest’anno sono Netflix tre dei film più belli (The Laundromat di Soderbergh, Marriage Story di Baumbach e The Kind di Michod), ma non è più una notizia. “In un anno, massimo due tutto questo ci sembrerà archeologia del cinema, in 5-6 mesi altri grandi player avranno le loro piattaforme, come Apple, Disney+, Warner, Xfinity di Comcast e il panorama si allargherà ulteriormente con miliardi di dollari investiti e questo significa contenuti al centro e crescita di opportunità. Già oggi senza i soldi delle piattaforme alcuni registi non lavorerebbero, è chiaro che il futuro è quello, di cosa stiamo discutendo? Del passato! E la concorrenza semmai si sposterà lì, così come le opportunità per i talenti”, sottolinea Barbera che di questa apertura rivendica la lungimiranza. Che poi in un prossimo futuro potrebbe capovolgersi ancora spostando sulle piattaforme il monopolio degli studios: 7-8 grandi gruppi produrranno il 90% dei contenuti, “quindi semmai bisognerà preoccuparsi della perdita di indipendenza e diversità”.
Del resto portare film delle piattaforme più o meno direttamente significa anche intercettare la curiosità e l’interesse dei giovani e dunque rendere di fatto vivo un festival che altrimenti rischierebbe di essere un circolo per cinefili d’antan, mentre oggi Venezia 76 è un complesso sistema che accoglie cinema sperimentale, radicale e cinema d’autore che dialoga con il grande pubblico. “Questo non significa – ribadisce Barbera – che la sala non ha più senso, anzi io ritengo che proprio qui, con i grandi schermi del Palazzo del cinema, i giovani abbiano la scoperta della sala come fantastica esperienza di visione e di socializzazione. Fare scoprire questo, portarli al cinema ha una funzione pedagogica, perché vorranno ripetere ancora l’esperienza”. Sull’altro tema forte, quello della scarsa rappresentatività delle donne (due sole registe in gara per il Leone d’oro, ad esempio), approfondito ieri dal primo seminario sulla Gender Equality, Barbera – che pure è stato criticato, specialmente in America – non arretra di un passo: “Per me conta qualità e non genere” e quindi se alla selezione arrivano pochi film diretti da donne non finiscono dritti al concorso solo per quello.
Diciamo che il suo sogno è “vedere film alla cieca, senza sapere chi li ha fatti”. E’ ad oggi il direttore più longevo alla Mostra del cinema, undici anni (Baratta invece conclude a gennaio il mandato), sarà riconfermato? “Si vive alla giornata”. E non è il solo.

Amici Celebrities, staffetta De Filippi – HunzikerE dal 9 settembre torna Temptation versione vip con Marcuzzi

04 settembre 201910:42

– Andrà in onda a breve, probabilmente entro fine settembre, l’atteso programma Amici Celebrities, una delle principali novità della nuova stagione televisiva di Canale 5. Alla conduzione del talent sarà staffetta tra Maria De Filippi e Michelle Hunziker. Quando Michelle sarà impegnata nell’esordio di Striscia la notizia, al via il 23 settembre, sarà De Filippi a presentare le serate con le celebrità del programma da lei ideato. Il timone passerà poi alla collega che subbentrerà alla guida fino alla finale. Una stagione, per la regina incontrastata di Canale 5, che si conferma ricca di impegni televisivi.  Dal 9 settembre torna anche Temptation Island versione vip, condotto da Alessia Marcuzzi in prima serata su Canale 5 con sei coppie in gara e prodotto da Fascino (della stessa de Filippi ndr) per Mediaset. Poi Maria si impadronirà del sabato sera con Tu Sì Que Vales, dal 28 settembre.
Tornando ad Amici Celebrities, come si vede dai primi promo, sono stati rivelati i primi quattro concorrenti per quanto riguarda la disciplina del canto, ovvero: Joe Bastianich, Ciro Ferrara, Emanuele Filiberto e Laura Torrisi. Mentre se non si sa ancora per quale delle discipline opteranno, ma dovrebbero essere confermati nel talent anche Pamela Camassa e il compagno, il conduttore Filippo Bisciglia (che aveva già dimostrato le sue doti canore in Tale e Quale show di Carlo Conti) e Chiara Giordano (ex moglie di Raoul Bova) che si dice abbia una passione. In giuria sono attesi Platinette e Ornella Vanoni.  Quando Bastianich a maggio scorso aveva annunciato il suo addio a Masterchef Italia dicendo “Sono pronto a dedicarmi all’altra mia grande passione che è la musica”, in molti avevano pensato a X Factor (come giudice, non era ancora infatti stata resa nota la formazione della nuova squadra del bancone del talent di Sky, ndr) e invece ha sorpreso tutti, dedicandosi al suo primo album, Aka Joe, in uscita il 20 settembre, e mettendosi in gioco come concorrente di Amici Celebrities (salvo poi tornare dietro il bancone per Italia’s Got Talent al posto di Claudio Bisio). E ancora si mettono in gioco Ciro Ferrara, allenatore ed ex calciatore; Emanuele Filiberto, che si è cimentato con canto e ballo (e nel 2010 è arrivato secondo a Sanremo insieme a Pupo e Luca Canonici con la canzone “Italia amore mio”); Laura Torrisi, attrice che nel promo di Mediaset si vede in sala prove alle prese con la canzone Bésame mucho.
Dopo il grande successo di ascolti riscontrato dalla versione nip di di un altro prodotto ideato da Maria De Filippi, Temptation Island, condotta proprio da Filippo Bisciglia (si diceva dovremmo ritrovarlo in Amici Celebrities come concorrente), a guidare il racconto della costola vip del programma sarà Alessia Marcuzzi, da lunedì 9 settembre in prima serata su Canale 5.
Partecipano: l’attrice e showgirl Nathaly Caldonazzo con il fidanzato Andrea Ippoliti, il cantautore Pago con l’ex tronista Serena Enardu, l’attore napoletano Ciro Petrone con la fidanzata Federica Caputo, il più bello d’Italia Simone Bonaccorsi con la prof. dell’Eredità Chiara Esposito, il re del web (che vanta milioni di visualizzazioni) Damiano Coccia detto “Er Faina” con la fidanzata Sharon Macrì, la conduttrice tv e radiofonica Anna Pettinelli con il fidanzato attore Stefano Macchi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nordest/mondo, le rovine di ‘Effetto domino’
Film di Rossetto da libro di Bugaro a Sconfini e in sala dal 3/9

VENEZIA04 settembre 201911:04

– Le rovine di alberghi abbandonati, che due imprenditori sognano di trasformare in residenze di lusso per anziani; quelle di una società dove un vecchio modo di fare impresa si scontra con la globalizzazione; quelle fisiche, di una popolazione sempre più vecchia, alla quale si prospetta, per business, il sogno di allontanare con ogni mezzo la morte.
Sono gli scenari che si incrociano nella storia di affari e tradimento, ambientata nel nordest, con tanti elementi che ci riportano alla cronaca (dai suicidi degli imprenditori ai soldi provenienti da Oriente) raccontata da Alessandro Rossetto in Effetto domino, presentato a Sconfini dalla Mostra del cinema di Venezia e in sala dal 3 settembre distribuito da Parthenos.
Tratto dal romanzo omonimo di Romolo Bugaro (Marsilio), il film ha nel cast, fra gli altri, Diego Ribon, Mirko Artuso, Lucia Mascino, Maria Roveran, Marco Paolini e Andrew C. NG.
Ribon interpreta Franco Rampazzo, costruttore che non sa come combattere contro nuovi, spietati ‘avversari’ globali, pronti a sottrargli il sogno di una vita. Per questo mette in gioco tutto quello per cui ha lavorato, trascinando con sé chi gli dà fiducia (l’effetto domino, appunto). “E’ una storia universale, come può esserlo il tradimento di un’amicizia per colpa dei soldi” dice l’attore. Bugaro spiega che “Franco Rampazzo esiste, e come nel romanzo ha tentato un progetto e gli è andata male.
In realtà lui non è crollato come succede nel libro, quello vero è corazzato, quelli come lui non cadono mai. Possono però fare grossi danni, pensando che le persone che espongono agli stessi rischi abbiano a loro volta una corazza. Invece c’è chi non resiste”. Per Rossetto l’effetto domino nella storia “traina e incatena tutto e tutti gli uni agli altri. Senza saperlo, i personaggi si addentano come cani ciechi, ognuno è sbranato mentre sta per sbranare”.
Quello che si racconta nel film accade in tutto il mondo, ma nel nordest italiano “gli effetti sono particolarmente deflagranti perché le imprese sono in gran parte totalmente famigliari e quindi pesa ancora di più la responsabilità di famiglie e lavoratori – dice il produttore Francesco Bonsembiante -. L’humus che c’è qua fa diventare ancora più globale questa storia”.

A teatro, Foglietta, Bolle, MarcorèAl via Festival Il Teatro sull’Acqua 2019

04 settembre 201911:06

– L’anno della Poesia al Festival Il Teatro sull’Acqua 2019 di Dacia Maraini, ad Arona (NO), con anche Neri Marcorè e il suo viaggio tra ”Le mie canzoni altrui”; Anna Foglietta protagonista del ”Decamerone – Una guerra” di Michele Santeramo a Viterbo per ArtCity e il ”Roberto Bolle and friends” a Napoli. E ancora danza, con ”Augusto” del Leone d’oro Alessandro Sciarroni a Roma, fino a Vittorio Sgarbi e ”Leonardo” a Latisana (UD): sono alcuni degli spettacoli teatrali in cartellone nel prossimo week end.

Erri De Luca, vi racconto l’ImpossibileLo scrittore, “la politica oggi? Un’accozzaglia”

05 settembre 201919:48

Ci troviamo a fare i conti con “le coincidenze che governano la nostra vita anche quando non ce ne accorgiamo” e con “nodi che volutamente non si sciolgono” nel nuovo romanzo di Erri De Luca, ‘Impossibile’ appena uscito per Feltrinelli e con cui lo scrittore è protagonista del giorno d’apertura del Festivaletteratura di Mantova, il 4 settembre. Due uomini, un pentito e un suo ex compagno di lotta in gioventù, si incontrano, a decenni dalla fine della loro amicizia, su un sentiero selvaggio di montagna. Il pentito finisce in un precipizio e muore. E’ stato spinto o è caduto? Ed è per puro caso che due ex rivoluzionari, da tempo su sponde opposte, si incontrano sulle montagne della Val Badia? Difficile credere che si tratti di un incidente per il giovane magistrato che nel libro ricostruisce la vicenda attraverso l’interrogatorio della persona sotto accusa. Il confronto/scontro dell’uomo con il magistrato, che ha vent’anni meno di lui, si alterna alle lettere che scrive alla donna amata, l”Ammoremio’, come la chiama. “‘Impossibile’ non c’entra nulla con il romanzo poliziesco, è un genere che non leggo, non mi piace. Lo sento come un congegno. C’è qualcosa di meccanico nel romanzo poliziesco, anche quando è ben fatto. Qui non c’è una trama, non c’è un intreccio, è un incontro tra due generazioni, una che è stata travolta dal Novecento, il secolo delle rivoluzioni per eccellenza, il più rivoluzionario della storia dell’umanità.
L’altra, quella del magistrato, che è venuta dopo e ricostruisce quell’epoca attraverso gli atti giudiziari ma è come guardare il riflesso delle stelle” dice De Luca, alla vigilia del suo arrivo a Mantova. “E’ un dialogo in cui l’imputato ha, per la prima volta, l’occasione di parlare della sua storia e il magistrato ha, per la prima volta, un punto di visione della vita a lui ignota. Il rifiuto dell’accusato di avere un avvocato d’ufficio è dovuto anche a questo: è un dialogo a due. Una terza persona lo riporterebbe al livello di interrogatorio. E decisiva è la differenza d’età” spiega lo scrittore.
Tra riflessioni sui pentiti che sono dei “traditori”, sul comunismo, e citazioni letterarie da Pasolini a Sciascia e il caso Moro, De Luca non scioglie mai la riserva in questo storia.
“Chi tradisce strappa una parte di se stesso. Non è semplicemente un cambio di opinione è un dissociarsi da sé”, afferma.
Nel romanzo si ritrovano l’amore per la montagna, l’impegno politico, l’attenzione al significato delle parole che ha De Luca ma, precisa lo scrittore: “Non ho partecipato all’attività delle bande armate, agli agguati e attentati come i protagonisti del libro. Questa storia mi è venuta in mente mentre salivo la Cengia, in val Badia”. “Non si tratta di una resa dei conti immaginaria ma della lacerazione di una storia intima che si era creata tra i due amici, al di là del gruppo a cui appartenevano.
Per me l’unico modo per raccontare quel tempo è lasciar perdere i titoli dogmatici, partitici e far parlare le relazioni personali, come la vita e i sentimenti venivano travolti”, spiega lo scrittore. E dello scenario politico attuale afferma: “Abbiamo passato un anno di accozzaglia di due movimenti politici che non avevano nulla in comune e adesso si ripropone la stessa inverosimilità. Intanto, il fatto di essermi provvisoriamente liberato della faccia da mal di denti del ministro dell’Interno è un sollievo. Non riesco ad avere altro sentimento politico se non il provvisorio sollievo” sottolinea.
E se è vero che “l’Impossibile si verifica regolarmente nella nostra vita, le lettere d’amore del libro raccontano una storia privata e nello stesso tempo sono un espediente per dar voce a quelle cose che l’accusato non può dire al magistrato, il lato in ombra del dialogo: così al magistrato l’uomo parla del Sciascia politico e ad Ammoremio del caso letterario” dice De Luca al quale non piace presentare i suoi libri, ma avere piuttosto “l’occasione per raccontare qualcosa di quello che c’è intorno”.

MiTo apre con un viaggio fantasticoArgerich e Mehta entusiasmano in pubblico della Scala

04 settembre 201912:36

– E’ un viaggio fantastico nella musica quello con cui ha preso l’avvio alla Scala il festival MiTo, che unisce nel segno della musica Milano e Torino.
Un’alleanza giallo-rossa (i due Comuni sono amministrati uno dal centrosinistra e l’altro dai 5Stelle) diventata di attualità a livello nazionale con la formazione del governo Conte bis. Questa edizione del festival che ha come filo conduttore le Geografie è ‘decollata’ con un concerto dedicato ai Mondi. Star la pianista svizzero argentina Martha Argerich che ha reso indimenticabile il secondo concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven. Ad accompagnarla la Israel Philharmonic (in uno degli ultimi appuntamenti in cui l’orchestra viene diretta dall’indiano Zubin Mehta) che ha concluso il concerto con la Symphonie Fantastique di Berlioz e poi con la Trisch Trasch Polka di Strauss come bis. E proprio a Mehta vivacissimo nonostante l’età (83 anni) e il bastone il pubblico ha tributato gli applausi più calorosi.

Chiara Ferragni, star a caccia autografiUnposted, documentario sulla sua vita, in sala sarà evento

VENEZIA04 settembre 201913:36

– Chiara Ferragni è la star del giorno e senza dubbio una delle celebrità di Venezia 76 al pari di Brad Pitt e Scarlett Johannson, ma anche lei è a caccia di autografi. “Adoro Leonardo DiCaprio, sono stata una sua fan e lo sono ancora, lo seguo dai tempi di Titanic e quando a Cannes nel 2013 mi sono ritrovata al galà amfAR vicino a lui mi sono lanciata per farmi fare un autografo, ma mi hanno respinto”, ha detto l’imprenditrice digitale e influencer della moda. Per la premiere di Chiara Ferragni Unposted, il documentario sulla sua vita, realizzato da Elisa Amoruso, aumentano la sicurezza, con ulteriori transenne e filtri. Il documentario, realizzato da Memo Films, Sapopa e Rai Cinema in collaborazione con Amazon Prime Video, dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Sconfini, uscirà in Italia in sala tre giorni, il 17-18-19 settembre “in centinaia di copie – ha detto l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco -: sarà un’uscita evento dovuta alle incredibili richieste degli esercenti”.

La vita in diretta di Cuccarini e Matanoda lunedì 9 settembre rinnovata edizione contenitore Rai1

04 settembre 201919:30

Attualità, cronaca, storie di vita, grandi ospiti. Tutti i giorni live: una finestra aperta sulla quotidianità degli italiani accompagnerà il pomeriggio dei telespettatori. La Vita in Diretta. Il contenitore di informazione e di intrattenimento di Rai1 tornerà in onda da lunedì 9 settembre con la coppia inedita composta da Lorella Cuccarini e dal volto del Tg1 Alberto Matano, in un’edizione rinnovata. Avrà inizio alle 16 fino all’11 ottobre, dal 14 tornerà alla collocazione tradizionale delle 16.50. Il direttore di Rai1 Teresa De Santis nel corso della presentazione a Viale Mazzini: “Alberto e Lorella sono due figure con storie professionali articolate, parlano da sole. “Dall’inizio della mia direzione sono stati entrambi il mio punto fisso”. Matano: “Sono emozionato, per me è un passaggio che arriva dopo molti anni di lavoro in Rai. In questa attesa è stato scritto di tutto, ma io e Lorella siamo due lavoratori; siamo due conduttori operai”. Quindi il giornalista aggiunge: “nella nostra versione de La vita in diretta alterneremo momenti più significativi con momenti più leggeri di puro intrattenimento. Racconteremo la storia delle persone comuni e verranno a trovarci molti amici. Sono contento di lavorare con Lorella perché é una grande professionista ed è sempre molto puntale”. Il 9 settembre, data di debutto, Matano festeggerà insieme ai telespettatori il suo compleanno. “Come ben immaginate, provenendo dal Tg1, porterò la mia impronta giornalistica”. Ma non sono previsti ospiti politici.
Lorella Cuccarini: “Siamo molto appassionati, facciamo questo mestiere da moltissimi anni, con Alberto ci accomuna la passione; abbiamo grande rispetto per la Rai”. Le persona vogliono che in tv si parli non solo di frivolezze ma anche dei problemi. Vogliamo però raccontare anche la parte bella dell’Italia come gli eroi silenziosi (nel sociale) che possono essere fonte di ispirazione per gli altri”. In merito alle polemiche che hanno riguardato la Cuccarini, la conduttrice rispode ai cronisti: “”Chiedo un po’ di onestà intellettuale, di fare un passo avanti”.    A chi domanda alla conduttrice se alla luce del polverone che le sue dichiarazioni del passato hanno sollevato le rifarebbe, Cuccarini replica: “Non ho mai rinnegato quello che ho fatto nella mia vita in genere e bisogna essere onesti oggi più di ieri, quindi men che meno quello che ho detto in passato anche se va detto sono state strumentalizzate. La cosa più assurda è che sento che c’è stata indignazione per il fatto che io sia rientrata in tv in Rai, quasi fossi l’ultima starlettina raccomandata che non ha invece la storia professionale che ho io che ho superato i 50 anni e lavoro da quando ne avevo 18 con grande passione, determinazione e umiltà. Adesso voglio pensare a quello che faremo a ‘La vita in diretta”. Matano prova a smorzare i toni con una battuta “Cuccarini non sarà più ministro”.  “Vanno molto di moda gli hater, Cuccarini è una professionista molto poliedrica”, sottolinea De Santis, “e rimarrà la più amata dagli italiani. La sua storia parla per lei”.  Sugli ascolti di Grand Tour programma smepre condotto da Lorella al di sotto delle aspettative. “La media delle quattro puntate è stata dell’11,2% di share, in linea con un altro grande programma come Superquark, che ha avuto la media di 11,6%; era un esperimento che atteneva alla logica di servizio pubblico”, replica la direttrice di Rai 1 “Cuccarini ha fatto uno sforzo enorme, è diventata bersaglio di polemiche un po’ troppo oltre. Tecnicamente avrei dovuto proteggerla di più, è vero, ma lei è stata generosa. Ha rischiato e ho rischiato”. E gli ascolti in calo della rete? “Ad agosto la crisi di governo ha portato stravolgimenti sulla programmazione di Rai 1: abbiamo dato più spazio all’informazione – ringrazio il Tg 1 e Francesco Giorgino – questo non sempre ci ha premiato a livello di ascolti. Il pubblico scanala più velocemente, è normale: le reti generaliste ne soffrono, quelle più specializzate sull’informazione se ne avvantaggiano”.  Matano  nel ribadire la grande sintonia con Lorella conclude: Con La vita in diretta faremo un grande racconto della realtà. Affronteremo anche fatti di cronaca nera ma faremo un dilatato quando è necessario. Non indugeremo ma morbosamente”. Io e Lorella “non siamo più giovani, ma ci sentiamo contemporanei. Sarà un grande racconto della realtà, ma ci saranno anche momenti di leggerezza e di spettacolo”. Poi tiene a dire “Porterò a Vita in diretta le vicende degli Innocenti che ho raccontato già su Rai3”. Infine “Per 180 puntate ci vorrà un fisico bestiale”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Paura per Mahmood,si tuffa e si ferisce
Episodio in gommone a Costa Paradiso a fine agosto

OLBIA04 settembre 201916:11

– Disavventura per il cantante di origini sarde Mahmood in occasione del suo periodo di vacanza trascorso a fine agosto a Porto Cervo insieme alla collega Elodie. Durante una gita in gommone a Costa Paradiso, nel nord est dell’Isola, si è tuffato in mare e ha battuto la testa su alcuni ricci aggrappati agli scogli, riportando una lieve ferita. L’episodio, rilanciato sul profilo Instagram dalla rivista Chi, è stato confermato.
Da alcuni giorni a Porto Cervo, il cantante ha deciso di fare un giro in barca con gli amici prendendo un gommone a noleggio.
Raggiunta Costa Paradiso, ha fatto un tuffo ma è incappato nella colonia di ricci sulle rocce, procurandosi un piccolo taglio alla testa. Risalito a bordo, è stato medicato dalla sua amica Elodie. La ditta che aveva noleggiato il gommone ha prestato tutta l’assistenza richiesta in questi casi.

Superflop per Travolta, record negativo”Fanatic” incassa 3100 dollari al debutto, 60 dollari a sala

NEW YORK04 settembre 201920:11

-Maxi flop per John Travolta: il suo ultimo film, The Fanatic:” ha chiuso la giornata del debutto ai botteghini con incassi di 3.100 dollari o una media di 60 dollari per ciascuno dei 52 cinema in cui e’ stato proiettato. Le cifre finali per il week-end del Labor Day devono ancora essere confermate ma l’Hollywood Reporter ha calcolato per il film di Travolta un magro 15 mila dollari per l’ultimo lungo ponte della stagione estiva durante il quale il vincitore ai botteghini Angel Has Fallen (Attacco al Potere 3) ha portato a casa oltre 11 milioni di biglietti venduti. Per la star della “Febbre del Sabato Sera” e’ l’ultimo di quattro insuccessi di pubblico uno di seguito all’altro negli ultimi anni. In alcune delle sale venerdì il film con Travolta ha incassato dieci dollari o meno. Il miglior risultato The Fanatic lo ha registrato in un cinema di Hollywood: 736 dollari. Il flop ricorda quello registrato un anno fa da Kevin Spacey con l’ultimo film girato prima dello scandalo delle molestie sessuali, Billionaire Boys Club, in cui la star di House of Cards interpretava un ruolo minore, aveva incassato 126 dollari il giorno del debutto. Nel caso di Travolta la critica aveva massacrato il film diretto da Fred Durst, più conosciuto come il frontman dei Limp Bizkit. The Fanatic e’ il primo titolo di Quiver Distribution, una casa di distribuzione lanciata lo scorso maggio dall’ex Lionsgate Jeff Sackman con Berry Meyerowitz, il fondatore di Phase 4. Quiver distribuirà il film su tutte le piattaforme, sia nelle sale che online e il 6 settembre il film con Travolta sarà diffuso come video on demand. Ma già’ adesso, secondo gli addetti ai lavori, c’e’ poco da sperare. Il thriller psicologico in cui l’ex Tony Manero ha la parte di un fan autistico che perseguita la star di un film dell’orrore sta andando peggio di altri flop dell’attore come”In a Valley of Violence del 2016 e Killing Season del 2013 che furono distribuiti sia al cinema che online. Il primo, con Ethan Hawke, aveva incassato 29 mila dollari nel primo weekend, mentre per Killer Season con Robert De Niro gli incassi totali furono di 53mila dollari. Era andata male anche per Gotti del 2018 con la regia di Kevin Connolly: la cine-biografia del boss della mafia di New York John Gotti uscì in 503 sale incassando al debutto 1,7 milioni per finire con un totale di 4,3 milioni: il peggior risultato per un film con Travolta nella parte del protagonista.

Ozpetek, uomini hanno paura delle donnePremio speciale Soundtrack Stars Award. Presto ‘La dea fortuna’

VENEZIA04 settembre 201920:13

-Le donne “sono spesso centrali nei suoi film, “e sono le colonne portanti della vita. Quando leggo di un nuovo femminicidio mi prende tanta amarezza e rifletto su quanta paura abbiano gli uomini di fronte alle donne. Gli uomini non riescono ad accettare la superiorità delle donne”. Lo dice Ferzan Ozpetek oggi al Lido, dove ha ricevuto il premio Speciale Soundtrack Stars Award, che celebra il legame del cinema con la musica. “Spesso penso le scene ascoltando le canzoni, non sono io a cercarle, sono loro che mi trovano” spiega. Il suo prossimo film, La dea fortuna, che uscirà il 28 novembre con Warner Bros, racconta la storia di una coppia gay in crisi (interpretata da Edoardo Leo e Stefano Accorsi) la cui vita è rivoluzionata dall’arrivo di due bambini, che un’amica gli lascia ‘in custodia’. Nella colonna sonora “ci saranno tre canzoni di donne e una di uomo” anticipa il regista, senza svelare troppo; per le musiche si rinnova il sodalizio con Pasquale Catalano, “con cui mi trovo benissimo, perché non si comporta da divo. In un film, nessuno, neanche il regista, può fare la divina creatura”. In giuria al Soundtrack Stars Award, premio collaterale della Mostra, per le migliori musiche dei film del concorso, quest’anno c’è anche Nina Zilli, che ricorda l’emozione, dieci anni fa, nello scoprire che Ferzan Ozpetek aveva scelto la sua canzone, 50mila, per Mine Vaganti: “Quando ho visto il trailer stavo per svenire” dice la cantante, al lavoro sul nuovo album (Sanremo non è escluso). Il regista (che ha da poco presentato al di fuori del programma della Mostra, il corto Venetika, sulla piattaforma galleggiante Campari Floating Cinema, posta davanti San Marco) racconta di come fosse arrivato a trovare il brano: “Mi avevano mandato circa 300 canzoni e un pomeriggio mi sono messo ad ascoltarle una dietro l’altra. Dopo pochi secondi, bloccavo e cambiavo, ma quando è arrivata 500 mila ho capito subito che sarebbe stata quella giusta”.

Renato Zero, 4/10 arriva Zero il FolleDal 1 novembre in tour nei palasport, già sold out 13 date

04 settembre 201917:10

– Uscirà il 4 ottobre “Zero il Folle” (Tattica), il nuovo disco di inediti di Renato Zero. L’album è stato registrato a Londra con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Trevor Horn (produttore di Paul McCartney, Rod Stewart, Robbie Williams), con cui Renato Zero torna a collaborare dopo l’album “Amo” del 2013. Ad anticipare il disco, Mai più da soli, primo singolo estratto e già in radio.
Dal 1 novembre, poi, Zero porterà il suo nuovo lavoro anche dal vivo, nei palasport italiani: già 13 le date Sold out di “Zero il Folle in tour”. Queste le date: 1, 3, 4, 6, 8, 9 Roma (tutte sold out), 14 e 15 novembre Firenze (sold out), 18 e 19 novembre Mantova, 23 e 24 novembre Pesaro, 7 e 8 dicembre Livorno, 14 e 15 dicembre Torino, 21 e 22 dicembre Bologna, 11 e 12 gennaio Milano (sold out), 18 gennaio e 19 gennaio Eboli, 23, 25, 26 gennaio Bari (sold out).

Babyteeth, umorismo e dolore da LeoneIn concorso il film dell’australiana Shannon Murphy

04 settembre 201920:09

VENEZIA

–  Lui è un giovane cane bastardo, tossico e buttato fuori di casa, mentre lei una quindicenne malata di cancro alle prese con la paura di morire e, ancora più, di vivere eternamente in parrucca dopo la chemio. Con questo formula, tra melò e commedia, piomba sul Lido a sorpresa, e in aria da Leone, ‘Babyteeth’ dell’australiana Shannon Murphy che mette in scena amore e malattia, dolore e liberazione con un cast straordinario e una sceneggiatura senza smagliature derivata da una collaudata pièce teatrale omonima del 2012 di Rita Kalnejais. Tutto si svolge in una casa borghese della provincia australiana dove vivono lo psichiatra Henry (Ben Mendelsohn) e la moglie, ex musicista, Anna Finlay (Essie Davis). Una coppia come tante che viene sconvolta quando la giovane amatissima figlia, gravemente ammalata, Milla (Eliza Scanlen) si innamora di Moses (Toby Wallace), piccolo spacciatore di quartiere. Il ragazzo che nessuna madre vorrebbe come ragazzo della figlia. I genitori sono spaventati per le possibili conseguenze negative e fanno subito la guerra a Moses, capelli doppio taglio, codino e tatuaggio sul volto. Ma qualcosa, dopo questo incontro, sta accadendo a Milla, un’apertura verso la vita inaspettata. Moses, di cui la ragazza ovviamente si innamora, con la sua inadeguatezza e leggerezza, apre alla vita non solo Milla, ma anche i suoi genitori. In fondo la deriva del ragazzo verso le droghe non è poi così lontana da quella della famiglia Finley che, in questa onda folle di libertà, si ritrova a nutrirsi di nuove libertà e a lasciarsi andare al caos della vita. “Desideravo trovare un linguaggio cinematografico in grado di rispecchiare il particolare tono di irriverenza e sentimentalismo del brillante copione di Rita Kalnejais. Sono stata ispirata dalla sfida di armonizzare questa dualità di umorismo e dolore in ogni fotogramma del film” spiega la regista. E ancora Shannon Murphy, regista teatrale, cinematografica e di serie tv australiane pluripremiate: “L’adolescente si innamora di Moses: lo vede come vede un’opportunità per spingersi oltre i limiti in modo estremo. Mano a mano che ci addentriamo nelle vite dei genitori della ragazza, scopriamo le disfunzioni e le complicate tensioni che li caratterizzano mentre affrontano il loro incubo peggiore. Entrambi vengono così spogliati fino a mettere in luce la loro natura più cruda”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gong Li, spia dark un po’ Lara Croft
L’attrice in una spy story alla vigilia di Pearl Harbor

04 settembre 201917:45

– Fa una certa impressione vedere Gong Li senza il tradizionale abito cinese, il qipao, pieno di colori e sensualità come appare invece in ‘Saturday Fiction’ di Lou Ye.
Qui per lei solo cappotti e sciarpe occidentali anni Quaranta e anche pistole d’epoca da sfoderare con disinvoltura come una perfetta Lara Croft.
Il fatto è che l’attrice di ‘Lanterne rosse’ questa volta è una spia nella più dark delle spy stories che si svolge a Shanghai nel 1941 in pieno periodo dell’occupazione cinese. La Cina era allora terreno di guerra di intelligence tra gli Alleati e potenze dell’Asse. E Gong Li interpreta appunto la celebre attrice Jean Yu che ritorna a Shanghai, apparentemente per recitare in Saturday Fiction, diretta dal suo ex amante. Spiega Gong Lee: “Già dalla sceneggiatura ho capito che era difficile da fare, una sfida. Così ho parlato con Jean Yu a lungo su come affrontare questo ruolo. A vedere bene, questa donna è una persona piena di bontà, capace di esprimere tutto il suo mondo interiore”.

Natalia Goncharova star Palazzo Strozzi130 opere ne ripercorrono vita insieme a Picasso,Gaugain,Matisse

FIRENZE04 settembre 201919:30

– Ben 130 opere che ripercorrono la vita controcorrente di Natalia Goncharova (1881-1962) e la sua poliedrica produzione, in ‘dialogo’ con i capolavori di artisti come Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso e Umberto Boccioni provenienti da musei internazionali. E’ la mostra ‘Natalia Goncharova. Una donna e le avanguardie tra Gauguin, Matisse e Picasso’, negli spazi di palazzo Strozzi a Firenze dal 28 settembre al 12 gennaio 2020. La rassegna è una sorta di viaggio tra la campagna russa, Mosca e Parigi, città simbolo dell’artista, per svelare la biografia anticonformista di una donna che ha saputo vivere per l’arte, creando un’originale fusione di tradizione e innovazione, Oriente e Occidente, rendendo la propria opera un esempio unico di sperimentazione tra stili e generi. A fine agosto la mostra è stata oggetto di polemiche dopo che Instagram ha censurato il video promozionale per le “troppe immagini con nudi femminili”. Dopo chiarimenti tra le parti, il social ha sbloccato la pubblicazione del video.

Morto Peter Lindbergh, grande della modaSuoi i ritratti iconici di top model al ‘naturale’

04 settembre 201919:57

– E’ morto ieri a 74 anni il fotografo Peter Lindbergh. L’annuncio sul suo account Instagram. Nato a Leszno nel 1944 è stato un grande della moda, immortalando, spesso in ritratti in bianco e nero, le più celebri top model per le cover delle riviste patinate. La sua caratteristica era di cogliere sempre le star quasi senza trucco e in pose molto naturali.

Inseguimenti e spari, ora Matera attende James BondManovre spericolate nei set dei rioni Sassi e del centro storico

MATERA04 settembre 201920:18

– A Matera – mentre si susseguono nei rioni Sassi e per le strade del centro storico gli inseguimenti di auto e moto alla Aston Martin di color “silver birch”, sottolineati da manovre spericolate e da colpi di arma da fuoco, per le riprese del 25/o film della serie di James Bond, intitolato “No time to die” – cresce l’attesa per l’arrivo (probabilmente la prossima settimana) di Daniel Craig, che interpreta l’agente segreto più famoso al mondo.
Lo attendono residenti e sopratutto i turisti a ridosso di uno dei 30 set dove si gira e dove si girerà sino alla fine di settembre l’attesissimo film, che uscirà nelle sale nel mese di aprile 2020. E tra i set più accorsati e fotografati, nella Capitale europea della Cultura 2019, figura Calata Ridola, una stradina sottostante il punto panoramico di piazza Pascoli, dove è stata realizzata la suite di 007 nell'”hotel balcony build”.
Nelle stanze dell’albergo di James Bond, con vista mozzafiato sui rioni Sassi e sulla Murgia, si sta procedendo all’allestimento degli arredi con divani, specchiere, lampade e l’immancabile letto che aggiunge quel tocco di sensualità ma anche di thrilling nelle avventure di uno 007 seduttore, sempre però in guardia da possibili imprevisti, tradimenti, anche se in compagnia di una bella donna come l’avvenente Lea Seydoux che fa parte del cast.
Con James Bond, diretto dal regista Cary Fukunaga, occorre stare sempre all’erta perché trappole e intrighi che fanno aumentare l’adranalina, sono sempre dietro l’angolo. E così in via Gradoni Municipio,a ridosso del belvedere di Piazza Duomo, è in costruzione uno “jump set”, una rampa che consentirà la ripresa spettacolare di una moto che farà un “salto” nei Sassi.
Ma non è il solo punto di attrazione del film. Nel Parco della Murgia, a ridosso della chiesa rupestre della Madonna delle Vergini, è stato realizzato un antico cimitero inglese. Chissà, potrebbe essere un punto d’incontro tra agenti segreti o luogo dell’ultimo saluto, sull’onda dei ricordi, per una scena del film che ha già girato alcune sequenze a Gravina in Puglia (Bari) e che ha programmato anche una serie di inseguimenti sulla costa tirrenica lungo la provinciale che porta a Maratea (Potenza).

Molestie, nuove accuse a Placido DomingoAltre 11 donne e dipendenti del backstage parlano all’Ap

05 settembre 201907:25

– Altre 11 donne accusano di molestie la leggenda dell’opera Placido Domingo.
Le testimonianze sono state raccolte ancora una volta dall’agenzia di stampa americana Associated Press (Ap), a cui le donne hanno raccontato come il cantante lirico e direttore d’orchestra le avrebbe insidiate e molestate con comportamenti inappropriati.
Una donna ha riferito che nel 1999 l’attuale direttore generale dell’Opera di Los Angeles le avrebbe afferrato con forza il seno sotto la vestaglia in camerino, mentre altre hanno raccontato di contatti indesiderati o tentativi di baciarle.
Diversi dipendenti del backstage hanno inoltre riferito all’Ap come si siano sforzati di proteggere le giovani da Domingo mentre gli amministratori guardavano dall’altra parte, fino alla stagione 2016-2017 dell’Opera di Los Angeles.
In un comunicato, il portavoce del cantante ha definito le accuse “piene di inconsistenze” ma non ha fornito dettagli.

Shafak, la letteratura deve costruire pontiLa scrittrice, ‘abbiamo troppe informazioni e poco sapere’

MANTOVA05 settembre 201919:46

– ELIF SHAFAK, I MIEI ULTIMI 10 MINUTI E 38 SECONDI IN QUESTO STRANO MONDO (RIZZOLI, PP 356, EURO 19,00) Racconta la Turchia e la sua Istanbul dalla parte degli emarginati, dei reietti Elif Shafak, finalista al Booker Prize con il suo romanzo ‘I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo’ pubblicato in Italia da Rizzoli. E lo fa attraverso la voce di una prostituta, Leila Tequila, assassinata brutalmente e buttata in un cassonetto delle immondizie dove, nel momento in cui sta per morire ricorda la sua vita e noi con lei.”Racconto storie che il ministero del turismo turco non vorrebbe si sapessero” dice la Shafak, una delle più importanti autrici turche di oggi, che ha aperto il Festivaletteratura di Mantova. “Il ruolo e i diritti delle donne per me sono molto importanti. E’ una questione di vita, concreta, non teorica. Sono stata cresciuta da una giovane mamma divorziata e da una nonna. Mia madre ha fatto i conti con tutti i pregiudizi del patriarcato e ho visto cosa ha significato per lei la solidarietà delle altre donne” dice la Shafak che vive da circa 15 anni a Londra ma è profondamente legata al suo paese. “Sono cresciuta – racconta – con la fede nella solidarietà e nella sorellanza di cui oggi, più che in altri periodi, abbiamo bisogno. In Turchia siamo tornati indietro ma in generale c’è sempre più autoritarismo da parte dei governi. Quello che molti non sanno al di fuori della Turchia è che è enormemente aumentato nella popolazione un sentimento nazionalistico, sessista, misogino e omofobo. Nei Paesi dove la democrazia è tramontata le donne e tutte le minoranze se la passano male. A ogni aumento del populismo, dell’autoritarismo corrisponde un arretramento sul terreno dei diritti. Ed è’ successo in tantissimi paesi, non solo in Turchia. Penso alla Spagna e la cosa mi preoccupa molto”.Il cervello di Leila continua a funzionare anche dopo che il cuore si è fermato. “Studi canadesi hanno dimostrato che la nostra attività cerebrale è l’ultima a fermarsi. Il cervello è la sede della memoria, ma che cosa ricordiamo in quel lasso di tempo, in quei 10 minuti? Le cose belle, quelle cattive. Leila ricorda il suo passato, la sua infanzia, minuto per minuto” dice la scrittrice turca e noi ci troviamo davanti a una vita e a una città lacerata, contraddittoria, una città “che è, ed è sempre stata, una città femmina” come ricorda nella dedica la Shafak. “Non c’è una sola Istanbul, ce ne sono tante che confliggono fra loro. Tutta la Turchia soffre di una sorta di amnesia collettiva. Come scrittrice mi attrae molto ciò che non si sente e non si vede e scrivere significa parlare di tutte le contraddizioni” sottolinea.Tra le voci più importanti della narrativa turca e internazionale, la Shafak in tutta la sua bellezza e luminosità lancia un invito a Mantova perché “in un mondo di conflitti, di discriminazioni e divisioni, la letteratura costruisca dei ponti. Abbiamo troppe informazioni e poco sapere, dobbiamo ribaltare le proporzioni tra queste due componenti. Tanta informazione genera oblio e ansia. La letteratura può contribuire a riumanizzare ciò che è stato disumanizzato” afferma. E incalza: “Abbiamo assistito alla Brexit, abbiamo visto l’assalto al potere di Trump. Dobbiamo uscire dal nostro guscio, dalla torre d’Avorio e diventare cittadini impegnati perché se non occupiamo noi questo spazio lo faranno gli estremisti, i nazionalisti. Dobbiamo farci sentire più forte”. La scrittrice vorrebbe anche che le donne di Istanbul potessero rimpossessarsi degli spazi pubblici della città e non dimenticassero che ha nel cuore una fortissima energia femminile”.

L’Archivio Ricordi in mostra a New YorkEsibizione ‘Verdi. Creating Otello and Falstaff’ fino a gennaio

05 settembre 201911:28

– L’archivio Ricordi è per la prima volta protagonista di una mostra negli Stati Uniti ‘Verdi Creating Otello and Falstaff. Highlights from the Ricordi Archive’ in programma dal 6 settembre al 5 gennaio alla Morgan Library and Museum.
Grazie a partiture, lettere, schizzi, libretti d’opera, contratti (ma anche estratti video di produzioni recenti) viene ricreata la vicenda delle due ultime opere di Verdi, che Giulio Ricordi e il librettista Arrigo Boito convinsero a scrivere quando, dopo Aida, aveva deciso di ritirarsi. Nel 1887, cioè 16 anni dopo, andò in scena Otello, sei anni dopo Falstaff. Opere che hanno preso ispirazione dal teatro di Shakespeare e infatti la mostra è arricchita anche da materiale della Morgan, a partire da alcune antiche edizioni shakespeariane. L’archivio Ricordi include 7.800 partiture originali (più di 600 opere), diecimila libretti d’opera e seimila fotografie oltre a carteggi e 13.500 documenti iconografici.

‘Top 10 Folk L’Aquila’, 6 e 7 settembreCorale Gran Sasso presenta progetto multimediale per i 10 anni

L’AQUILA05 settembre 201912:13

– La Corale Gran Sasso, formazione storica della città dell’Aquila, presenta ‘Top 10 Folk L’Aquila’ un progetto multimediale e creativo per il decennale del sisma.
Appuntamento all’Auditorium del Parco alle 21, venerdì 6 settembre e sabato 7 settembre, a Casa Onna alle 18,30.
‘Top 10 Folk L’Aquila’ è stato pensato per onorare il decennale del sisma, cercando di legare la storia con la creatività; far conoscere le canzoni che rappresentano la città dell’Aquila; proporre con immagini una nuova lettura del folklore; creare un’opera per promuovere il territorio e che funzioni sia negli spettacoli che nel web. Il direttore artistico Carlo Mantini ha selezionato 10 canti della tradizione folkloristica aquilana, uno per ogni anno: Novantanove, J’Abbruzzu, ‘Na jura d’amore, L’ellera, Massera, Tramonto Aquilano, Quanno ju core te fa bbu bbu, Ninna Nanna de Natale, ai quali si aggiunge Gran Sassu me, scritto nel 2009, e l’inno della speranza, il Te vojio reveté, meglio noto come ‘L’Aquila, bella me’.

Emma a tutto rock con un brano di VascoArriva Io sono Bella,anticipa disco che celebra 10 anni carriera

05 settembre 201919:37

05 settembre 201919:37

– “Fammi godere adesso, solo per un istante”. Il marchio di fabbrica di Vasco, per il nuovo singolo di Emma, in uscita domani, si percepisce fin dai primi versi. “Io sono bella” (Universal) è il primo brano che anticipa il disco che celebrerà i primi 10 anni di carriera della cantante salentina. Il singolo è stato scritto per lei da Vasco Rossi, insieme a Gaetano Curreri a ai giovani collaboratori Gerardo Pulli e Piero Romitelli, mentre la produzione è di Dardust.”Non è solo una canzone. È un regalo meraviglioso che mi hanno fatto Vasco Rossi e Gaetano Curreri”, racconta Emma. Io sono bella è un brano ritmato, grintoso, che si sposa con l’attitudine rock di Emma, con la determinazione che mette in tutto quel che fa. Vasco ha scritto per lei, su di lei. Ha cucito addosso al suo animo indomito una canzone che rappresenta la Emma di oggi: una donna determinata, coraggiosa e libera di essere se stessa. “Io sono bella ma non mi frega niente, io sono bella sempre. Sono stanca di essere come mi vogliono tutti. Sono stanca di vivere come vorrebbero gli altri”, canta Emma, con le parole del Blasco (e anche se qualche rima è un po’ troppo scontata, è azzeccata al punto giusto per entrare in testa e rimanerci). E Vasco gioca anche a citare stesso (Rewind del 1988) con quel “Fammi godere” che apre e chiude la canzone. Il brano è stato registrato a Los Angeles, proprio nello stesso studio, lo Speakeasy, in cui il Komandante ha lavorato ai suoi ultimi album.”Dopo 10 anni di lavoro – dice ancora l’artista – è la ricompensa più grande che potessi ricevere. Ripenso a tutti i dischi che ho comprato e a tutti i concerti dove ho saltato come una matta cantando le sue canzoni con tutta la voce che avevo in corpo per farmi sentire dal kom. Perché volevo diventare come lui. Non avete idea di che cosa significhi per me avere in bocca le sue parole. E quindi sorrido! Sempre con lo sguardo basso, come nella foto di copertina (realizzata da Emilio Tini, ndr), per nascondere le lacrime anche se sono di gioia. E me la godo, sì, me la godo di brutto”.

Danza urbana e d’autore a RavennaDal 7 al 15/9 nuovi progetti e performance affermati coreografi

RAVENNA05 settembre 201914:09

– E’ dedicata al tema ‘Spaesamenti e Radicamenti’ la 29/a edizione del festival di danza urbana e d’autore ‘Ammutinamenti’, dal 7 al 15 settembre a Ravenna.
Protagonista la nuova danza emergente attraverso lavori di giovani talenti, che si intersecano con performance e spettacoli di compagnie e coreografi già affermati.
Il centro gravitazionale dell’iniziativa è da sempre la ‘Vetrina della giovane danza d’autore’ (12-14 settembre), dove i protagonisti sono selezionati da un gruppo di operatori della danza nazionale che fanno parte del network ‘Anticorpi XL’, rete che dal 2007 ha come focus principale la giovane danza d’autore italiana e che coinvolge 37 operatori di 15 regioni. In programma anche lavori di coreografi come Nicola Galli, Silvia Gribaudi, il giapponese Hisashi Watanabe. Novità di questa edizione, oltre agli spazi dell’Almagià, le sale di Palazzo Rasponi dalle Teste e della Biblioteca Classense, la Vetrina trova un nuovo spazio al Socjale di Piangipane, storico teatro nel forese ravennate.

Regio Torino,Schwarz direttore artistico”Guardiamo avanti, spettacolo sia in palcoscenico”

TORINO05 settembre 201915:31

– Il sovrintendente del Teatro Regio di Torino, Sebastian Schwarz, sarà anche direttore artistico.
“Me lo ha chiesto il consiglio di indirizzo e ho accettato”, ha detto Schwarz incontrando la stampa. Non è stato ancora scelto il direttore musicale, mentre a breve arriveranno il segretario artistico e il direttore degli allestimenti scenici.
“H incontrato i lavoratori. Ho visto persone piene di energie e voglia di ripartire alla grande. Bisogna riportare la calma, la magia dell’opera lirica, in un teatro che ha vissuto tempeste enormi. Ho invitato tutti a guardare avanti. Lasciamo che lo spettacolo si svolga in palcoscenico e non fuori. Dobbiamo riconquistare la fiducia. Già in questa stagione puntiamo a un aumento degli abbonati”, ha spiegato Schwarz, applaudito dai lavoratori. Entro settembre il consiglio di indirizzo esaminerà il budget 2019. “Nessuna intenzione di togliere la cancellata – ha precisato – ma vogliamo aprire il teatro alla città, con un negozio, la biglietteria e un bar nell’atrio”.

Al via Fashion week della sostenibilitàDal 17 al 23 settembre 58 sfilate, torna Green Carpet alla Scala

05 settembre 201915:31

– Sostenibilità, inclusione, apertura: queste le parole d’ordine della prossima fashion week, nelle parole del presidente della camera della moda Carlo Capasa. Dal 17 al 23 settembre 58 le sfilate, 110 le presentazioni e 51 gli eventi in calendario, per un totale di 170 collezioni.
La settimana si apre il 17 settembre con una giornata dedicata agli eventi tra cui la sfilata di Benetton e l’inaugurazione del Fashion Hub, mentre le sfilate inizieranno il giorno dopo già con Prada e Gucci chiuderà idealmente la rassegna domenica. Un rimescolamento del calendario che vede anche l’ingresso di Peter Pilotto, Boss, Simona Marziali-MRZ, vincitrice di Who’s on Next 2018, DROMe e Shuting Qiu. Clou della rassegna, domenica 22 settembre, la terza edizione dei Green Carpet Fashion Awards Italia.

Matera 2019, il paradosso di Armin LinkeDa domani quarta grande mostra della Capitale Ue della Cultura

MATERA05 settembre 201915:33

– Che la superficie della Terra stia subendo cambiamenti radicali è preoccupazione comune, tuttavia quello che vediamo è solo la minima parte. Quali “forze” modificano il volto della Terra? In che modo “l’immagine” del passato è legata all’uso del territorio e all’ordine sociale? In risposta a queste domande e per la formulazione di altre, dal 6 settembre è aperta la quarta grande mostra di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, “Blind Sensorium. Il Paradosso dell’Antropocene” del fotografo e filmmaker Armin Linke.
L’esposizione sarà allestita nel Museo archeologico nazionale “Domenico Ridola” e nell’ex scuola “Alessandro Volta” e rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2020 tutti i giorni (eccetto il lunedì) dalle 10 alle 20 e sarà accessibile con il Passaporto per Matera 2019.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sollima-Saviano sulle vie della coca che muove il mondo
A Venezia Zerozerozero, serie kolossal su Sky nel 2020

VENEZIA05 settembre 201919:31

– Dalla Colombia alle piazze occidentali seguendo le rotte commerciali della materia che muove il mondo, la cocaina. Zerozerozero arriverà nel 2020 in tv su Sky raccontando il viaggio di un singolo carico di droga, mostrando i paesi che attraversa, le realtà che tocca, sconfinando tra bene e male di continuo. E’ una produzione kolossal internazionale, che parte dalla creatività italiana, con la regia di Stefano Sollima, ed è un nuovo romanzo-inchiesta di Roberto Saviano che viene trasposto per immagini. A Venezia 76 oggi la prima mondiale dei primi due episodi della serie originale Sky Studios, una produzione Cattleya e Bartlebyfilm per Sky Studios, Canal+ e Amazon Prime Video, è l’evento del Fuori Concorsoi.Nel puzzle di storie che cominciano dall’ordine di acquisto di un clan della ‘ndrangheta, ZeroZeroZero svela i meccanismi con cui l’economia illegale diventa parte dell’economia legale e come entrambe siano collegate a una spietata logica di potere e controllo che influenza le vite e le relazioni delle persone. La cocaina è “l’unica materia comparabile al petrolio, la facilità con cui può essere venduta non ha eguali. Se io le dessi ora un sacchetto di cocaina – ha detto Saviano rivolgendosi ad una giornalista – lei la venderebbe prima ancora di lasciare il Palazzo del Cinema, al contrario ad esempio di un sacchetto di diamanti. E perché la cocaina regna? Perché la vita è una merda, ti fa sentire sempre troppo brutto, troppo povero, troppo grasso, ti fa lavorare sempre di più e infatti la prendono operai edili, tassisti, chirurghi, la cocaina ti attiva con il mondo, al contrario dell’eroina che ti disattiva. Ecco perché muove l’economia”.La cocaina, perciò, ha sostenuto Saviano, “andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. La legalizzazione trasformerebbe l’economia mondiale: il narcotraffico di cocaina attraversa il mondo legale, gli dà forza, liquidità”. Stefano Sollima, il regista di Romanzo Criminale la serie e recentemente al cinema in Usa con Soldado, si è interessato a Zerozerozero “per l’angolazione speciale con cui raccontava il narcotraffico già tante volte oggetto di film e serie. L’idea del singolo viaggio seguito passo passo per far capire nel complesso come questa merce muova l’economia globale era la cosa intrigante”. La messa in scena è kolossal, “come anche il budget che è più che alto, è oltre”, ha detto Riccardo Tozzi di Cattleya, mentre Nicola Maccanico (Evp Programming Sky Italia) si è detto convinto che Zerozerozero per il suo impianto produttivo scriva “una pagina evolutiva della storia delle serie”. Sceneggiate da Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, le otto puntate della serie “non spettacolarizzano la droga, ma ne mostrano il valore assoluto in termini economici tappa dopo tappa. Un chilo di coca – ha detto Saviano – costa in Colombia all’origine 2000 euro, che diventano 15mila in Messico, 27mila in America, 54mila in Italia, 70mila in Inghilterra, 45mila in Spagna. Con 10mila euro di cocaina diventi milionario: da 1 chilo ne ricavi, tagliandola, almeno 3 che diventano con 3000 dosi un guadagno di 200mila euro, che salgono a 300mila se la tagli con schifezze per le periferie del mondo”. Girata in America, Europa e Africa, in sei lingue, con riprese durate quasi un anno, la serie ha un cast internazionale con Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Francesco Colella e Tcheky Karyo. Nella prima puntata si vede un capo ‘ndrangheta nascosto sottoterra in Aspromonte: “Sono l’ultima classe dirigente disposta al sacrificio. A loro non interessa il denaro, ma il potere e per questo sono disposti a odio, solitudine, carcere. Per questo spesso hanno una religiosità quasi mistica: i mafiosi sono – ha concluso Saviano – gli ultimi calvinisti del mondo”.

Sindaco Matera ‘Cireneo’ nel ‘Vangelo’L’84enne De Ruggieri ha accettato la richiesta di Milo Rau

MATERA05 settembre 201916:08

– Il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, reciterà la parte del “Cireneo” nel docufilm “Il Nuovo Vangelo”, legato alla campagna sulla condizione dei migranti “La rivolta della dignità”, che il regista Milo Rau sta girando nella capitale europea della Cultura 2019 e in altre aree. Lo ha reso noto lo stesso 84enne primo cittadino, il quale ha accettato la richiesta del regista, orientato in un primo momento ad affidargli il ruolo del governatore romano Ponzio Pilato.

Pereira alla Scala fino al 15 dicembreDominique Meyer prenderà il suo posto a marzo

MILANO05 settembre 201916:29

MILANO05 settembre 201916:29

– Rimarrà sovrintendente del teatro alla Scala di Milano fino al 15 dicembre Alexander Pereira e poi, a quanto si apprende, dal giorno dopo inizierà il suo incarico a Firenze alla guida del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Il suo successore già indicato dal cda, Dominique Meyer, arriverà invece alla Scala dal primo di marzo.
I due sovrintendenti, quello uscente e quello incaricato, hanno incontrato nel pomeriggio il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che è anche presidente del Cda della Scala, per definire le tempistiche.

Pnlegge:Pavan,in festa per 20/a edizionePresidente Fondazione, fare cultura porta anche ricchezza

DENONE05 settembre 201916:33

– “Siamo alla vigilia della ventesima edizione di Pordenonelegge che sarà una festa per l’intera provincia: è un risultato importante per la Fondazione, ma per tutto il pordenonese e per la città capoluogo”: lo ha affermato il presidente della Fondazione Pordenonelegge, Giovanni Pavan, a due settimane esatte dall’avvio della manifestazione. “Se il festival ha raggiunto i vent’anni e tutti i successi che ha conseguito è merito certamente della Fondazione e di chi, all’inizio, ha voluto questa manifestazione, come la Camera di commercio e le istituzioni di Pordenone, ma anche della grande partecipazione popolare, in cui tutti i cittadini di Pordenone si sono sentiti parte dell’evento – ha aggiunto -. Questo ci ha consentito di aggregare intorno alla manifestazione tutto quanto il pordenonese”. Con questa manifestazione, ha poi concluso Pavan, si è riusciti a coniugare cultura e economia, con “ricadute positive e importanti per il territorio”.

Il docu di Ramsay Cocaina al ristoranteSu Nove in prima visione, racconta storie personali e non solo

05 settembre 201917:48

– Gordon Ramsay, uno fra i più celebri personaggi del panorama gastronomico mondiale, per la prima volta in un documentario unico nel suo genere, esplora e racconta l’uso di droghe, in particolare della cocaina, nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità. “Gordon Ramsay cocaina al ristorante” va in onda in prima tv il 5 settembre alle 23:30 sul Nove. Il tema è molto caro allo chef, che nel 2003 ha perso uno dei suoi migliori collaboratori, David Dempsey, proprio per un’overdose di cocaina, e che da anni si ritrova ad affrontare i problemi di tossicodipendenza del fratello Ronald. Da qui, l’idea di girare un’attenta indagine in tutti i suoi ristoranti sparsi per il mondo: una ricerca senza sosta di eventuali tracce di cocaina nei bagni, uno studio che ha portato a risultati allarmanti. Ramsay, oltre a raccontare gli episodi che lo hanno segnato al punto da spingerlo ad approfondire l’argomento, decide di andare direttamente all’origine della droga, in Colombia.

Gloria Gaynor, 70 anni da regina discoCon I Will Survive ha marchiato a fuoco la storia della musica

06 settembre 201910:21

La regina della disco music, degli anni ’70-80 e delle luci stroboscopiche, ha abbandonato ormai da tempo capelli cotonati e lustrini, ma non la musica. Gloria Gaynor, nata il 7 settembre 1949 (o due anni prima, secondo alcune fonti) a due passi da New York, nel New Jersey, è pronta a spegnere le 70 candeline. Il titolo indiscusso di “regina della disco music” se lo è conquistato a suon di hit. Di una in particolare, che ha segnato la sua carriera e le playlist di ogni festa degna di questo nome: I Will Survive, del 1978. La sua carriera ruota tutta intorno a un pugno di canzoni: oltre a I Will Survive, ci sono Never Can Say Goodbye (1974), Reach Out I’ll Be There (1975) e I Am What I Am (1983). La fine della disco music e l’incapacità di rinnovarsi l’hanno condannata a un lento declino. A metà degli anni Novanta si è dedicata alla recitazione, prima di tornare di nuovo in sala di registrazione nel 2002. Quest’anno è uscito l’album gospel Testimony. Nel 2005 è stata inserita nella Dance Music Hall of Fame.

Nannini, 15 novembre esce La differenzaIl nuovo album di inediti, il 19/10 rocker ritira Premio Tenco

05 settembre 201918:46

– Uscirà il 15 novembre il nuovo album di inediti di Gianna Nannini “La differenza” (Sony Music). Il disco arriva a distanza di due anni da “Amore gigante”.
In un periodo storico in cui spesso la realizzazione dei dischi è affidata prevalentemente al digitale, Gianna Nannini ha scelto di realizzare il suo nuovo album nei Blackbird Studio di John McBride a Nashville, Tennessee, nel regno dell’analogico, sede di grandi produzioni artistiche blues-rock.
La rocker senese è anche fresca vincitrice del Premio Tenco 2019, riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale, che ritirerà al teatro Ariston di Sanremo il 19 ottobre.

TotoLeone tra Polanski, Joker e SoderberghIn corsa anche Babyteeth, Baumbach, Painted Bird e Martin Eden

VENEZIA05 settembre 201919:28

Alla fine il TotoLeone di questa 76/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia l’aveva già suggerito lo stesso direttore artistico Alberto Barbera, indicando come film da non perdere J’ACCUSE di Roman Polanski, THE LAUNDROMAT di Steven Soderbergh e JOKER di Todd Phillips. Ma le sorprese potrebbero venire da almeno altri due film, BABYTEETH e MARRIAGE STORY. Mentre per l’Italia possibilità, almeno per ora, solo per MARTIN EDEN di Pietro Marcello.
Fin qui tutto bene se non si dovesse anche considerare la ‘variabile Lucrecia Martel’, ovvero la presidente di giuria argentina che, dopo il suo intervento contro Polanski, poi rientrato, potrebbe vedere il giudizio della sua squadra suscitare comunque retropensieri e possibili polemiche.
Intanto J’ACCUSE di Polanski. La rivisitazione del caso Dreyfus ha convinto tutti. Un fatto storico su cui sono stati scritti fiumi di parole diventa, grazie al regista, un thriller moderno che non annoia mai. La scena del duello poi è da antologia. Impensabile che questo film non vinca un premio: di diritto guarda al Leone d’oro.
Stesso discorso per JOKER di Todd Phillips che raccoglie ancora più consenso da parte dei critici internazionali.
Centrale poi il ruolo del protagonista Joaquin Phoenix che sta sulla scena dalla prima all’ultima sequenza interpretando un inedito personaggio DC Comics pieno di spessore. Contro il film di Phillips la natura pop e poco festivaliera.
Un problema, quest’ultimo, riconducibile anche a THE LAUNDROMAT di Soderbergh, ma che ha il vantaggio di un autore indiscusso, un tema politico ancora aperto, quello delle società offshore, e il volano di un super-cast, ovvero Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas.
MARRIAGE STORY di Noah Baumbach, non troppo amato dagli italiani, è tra i favoriti per gli stranieri. E poi anche per questo film pesa il cast: Scarlett Johansson e Adam Driver in lotta a fine matrimonio sono straordinari e credibili.
Discorso a parte per BABYTEETH dell’australiana Shannon Murphy con l’incontro occasionale tra un ragazzo tossico, e molto disadattato, e una quindicenne malata di cancro. I genitori di lei fanno la guerra al ragazzo in tutti i modi, ma la loro figlia si apre all’ultimo stralcio della sua vita. Tra melò e commedia, il film ha diviso il Lido: per molti è un capolavoro, per altri un’opera che gioca sul dolore. A vantaggio della pellicola, tratta da una pièce teatrale omonima del 2012 di Rita Kalnejais, potrebbe pesare il fatto che è uno dei due titoli girati da una regista donna, ma sospettarlo sarebbe ingiusto.
E l’Italia? Sorprese potrebbero arrivare, in attesa del film di Franco Maresco che passa domani, da MARTIN EDEN di Pietro Marcello. Intanto non sembra un film italiano ed è sicuramente un lavoro perfetto per un festival. La lettura, in chiave autobiografica ed autoreferenziale, della vita di Jack London funziona anche se dilatata su diversi piani statistici e temporali.
Outsider, infine, potrebbe essere THE PAINTED BIRD. Non si può dire che questo film del ceco Vaclav Marhoul non abbia immagini forti, sconvolgenti, irritanti. Il racconto in bianco e nero dell’odissea, del vero e proprio inferno, di un giovane ebreo spedito dai genitori in Europa orientale per evitare le persecuzioni naziste, ti restano dentro a lungo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gianni Morandi in giallo-rosso su Fb
I commenti dei fan, ‘a 100 all’ora per occupare poltrone’

BOLOGNA05 settembre 201919:58

– Maglietta gialla, pantaloncini rossi. E’ il look di Gianni Morandi per la foto che accompagna su Facebook un suo post ‘politico’, ma leggero, come nello stile del cantante, sul nuovo esecutivo. “5 settembre. Giallo e rosso.
Riuscirà questo governo a fare qualcosa di buono per gli italiani? Aspettiamo con fiducia ma con altrettanta preoccupazione”, scrive Morandi, raccogliendo in poche ore oltre 2.500 commenti.
Le reazioni sono di ogni tipo: “Ma non eri del Bologna?”, si domanda qualcuno. Mentre altri citano le sue canzoni per dire la propria: “Il colore è bellissimo peccato sono andati a 100 alľ’ora per occupare le poltrone”. Oppure: “E se questo fosse quell’uno su mille?”. Ma c’è anche chi usa toni meno gentili: “Gianni sono stata tua fan fin da fatti mandare dalla mamma ma oggi io da nonna ti mando a f…”.

Venezia: la lotta di classe di Guédiguian e GuedesIn concorso ‘Gloria Mundi’ e ‘A Herdade’

VENEZIA06 settembre 201910:31

Forse sarà solo un caso, ma la 76/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si chiude in lotta di classe. Di scena infatti, mancando all’appello solo due film in corsa per il Leone – WAITING FOR THE BARBARIANS e LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA -, due opere divise a metà tra famiglia e scontro sociale. Ovvero ‘GLORIA MUNDI’, una sorta di Ken Loach marsigliese firmato da Robert Guédiguian e ‘A HERDADE’, una saga portoghese sulle disgrazie del potere di Tiago Guedes.
Nel caso di Guédiguian incipit metafisico, con un parto in primo piano minuto per minuto, sulle musiche del ‘Requiem’ di Verdi e ‘Pavane pour une infante defunte’ di Ravel. A nascere è la piccola Gloria, ma la sua venuta al mondo peggiora anche più, se fosse possibile, la condizione economica dei suoi genitori: padre autista Uber, senza troppa fortuna, e madre commessa in un magazzino tartassata da una padrona aguzzina. Ma c’è una persona da avvisare per questa avvenuta nascita e che forse potrebbe cambiare le cose in questa famiglia in difficoltà, ovvero Daniel (Gerard Meylan) appena uscito di prigione e nonno della neonata Gloria. Daniel, tornato a casa, ritrova oltre alla bambina, l’ex moglie (Ariane Ascaride, moglie e musa da sempre del regista) che nel frattempo si è risposata e ha avuto un altra figlia. L’affetto che prova Daniel per Gloria e l’apparente felicità iniziale non potrà cambiare le cose di questa famiglia destinata a un’altra tragedia come appunto suggerisce il titolo: Sic transit gloria mundi.
“Per parafrasare Marx, ovunque regni il neocapitalismo ha schiacciato relazioni fraterne, amichevoli e solidali, e non ha lasciato altro legame tra le persone se non il freddo interesse e il denaro, annegando tutti i nostri sogni nelle gelide acque del calcolo egoistico. È ciò che questo racconto sociale vuol mostrare attraverso la storia di una famiglia fragile come un castello di carte” spiega il regista, sceneggiatore e produttore francese di origini armene. Un inno all’onnipotenza, una sorta di Prometeo portoghese ricco come un Creso è invece il protagonista assoluto di A HERDADE di Tiago, ovvero Joao Fernandes (Albano Jerónimo) , carismatico proprietario di una delle più grandi tenute d’Europa: 14.000 ettari. Chi non si sentirebbe un re con un tale territorio sulla riva del fiume Tago? E chi non riterrebbe suoi sudditi l’enorme quantità di lavoranti al suo servizio? E Joao, e la sua famiglia allargata, non è da meno, ma siamo nella seconda metà del ventesimo secolo e la storia di questa fattoria cambia inevitabilmente insieme ai relativi cambiamenti nella vita politica, economica e sociale del Portogallo dagli anni ’40, attraverso la rivoluzione dei garofani, fino ai giorni nostri.
“La ‘herdade’, che ha origine dal latino ‘hereditas’, è in questo film un regno dominato da un uomo carismatico e progressista, in un Paese sottoposto a una dittatura fascista.
Sia la proprietà che l’uomo, entrambi inizialmente grandiosi, con il passare del tempo sono inevitabilmente destinati a scontrarsi con i venti del cambiamento, a rivelare le imperfezioni, le zone grigie, e a crollare. Lungo tutto il corso della vita, le scelte che facciamo ci definiscono, ma portiamo con noi qualcosa che non riusciamo a percepire né a controllare.
Qualcosa che è nato con noi, che abbiamo ereditato. Questo film ci racconta delle inevitabili connessioni che ci definiscono e ci condizionano”.

Venezia: società, impegno e l’economia della cocaDrammi familiari in concorso, il docu su Rosi, Saviano al Lido

VENEZIA06 settembre 201910:31

In attesa dei fuochi d’artificio finali – arrivano pesi massimi come Johnny Depp (per Waiting for the Barbarians), Roger Waters (per Us + Them), sabato i i Leoni d’oro e il più leone di tutti, Mick Jagger (per il film di chiusura The Burnt Orange Heresy) – Venezia 76 nel nono giorno di festival si è concessa una pausa sul fronte divi e red carpet stellare. E si è buttata sui temi di attualità e impegnati, del cinema civile di Francesco Rosi, dell’economia mondiale basata sulla cocaina (la serie Sky Zerozerozero), del potere sociale nei due film del concorso Gloria Mundi di Robert Guediguian e A Herdade (Il dominio) del portoghese Tiago Guedes.
Dalle parti del Lido è partita Chiara Ferragni e sono arrivate le scorte, per Roberto Saviano (qui per il suo romanzo-inchiesta diventato fiction) e per il magistrato Vincenzo Calia e il giornalista Lirio Abbate (qui per Citizen Rosi).
La mostra del cinema si avvia al gran finale e il tema ricorrente è il totoleone. La rosa dei film che sono piaciuti di più ai critici (e questo non assicura nulla) comprende Joker di Todd Phillips, J’Accuse di Roman Polanski, Marriage story di Noah Baumbach, The Laundromat di Steven Soderbergh, Babyteeth dell’australiana Shannon Murphy e l’italiano Martin Eden di Pietro Marcello. Al netto della ‘variabile Lucrecia Martel’ la presidente di giuria argentina che, dopo il suo intervento contro Polanski, poi rientrato, ha creato qualche imbarazzo. Gli ultimi due film sono Waiting for the Barbarians di Ciro Guerra e La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco (il regista, si è appreso, non ci sarà).
Nel concorso Venezia 76 è passato Gloria Mundi del francese Robert Guediguian, un affresco familiare sottoproletario disgraziato, con un crescendo tragico, che lo ha subito ribattezzato un Ken Loach marsigliese. Nasce Gloria, il padre, autista Uber, viene picchiato dai tassisti ufficiali, la madre è una commessa in prova in un magazzino. Del suo arrivo al mondo viene informato Daniel (Gerard Meylan), il nonno che sta per uscire da 20 anni di prigione. L’ex moglie (Ariane Ascaride, moglie e musa da sempre del regista) si spacca la schiena nei turni di notte di un’agenzia di pulizie, il nuovo marito fa l’autista di autobus. A Herdade di Tiago Guedes racconta il Portogallo dagli anni ’40 ad oggi da una angolatura particolare: la storia di Joao Fernandes (Albano Jerónimo), carismatico latifondista. Chi non si sentirebbe un re con 14mila ettari? Sullo sfondo la dittatura di Salazar, la rivoluzione dei garofani, la lotta di classe e le famiglie dei potenti.
Sette minuti di applausi, un grande calore in sala, hanno fatto commuovere Carolina Rosi che al festival, Fuori Concorso, ha portato Citizen Rosi, un documentario realizzato con Didi Gnocchi che traendo spunto da film come Salvatore Giuliano, Le mani sulla città, Il caso Mattei, Lucky Luciano e altri ancora, è di fatto un compendio di storia italiana, dei compromessi stato/mafia, di corruzione, di appoggi politici alla criminalità. Un film (si vedrà su Sky Arte) che è prima di tutto un atto d’amore per il padre così amato, morto nel 2015, e poi un lascito morale, del cinema di impegno civile, di educazione alla legalità. “Siamo in un’epoca trasformista, populista, molto poco ragionata, mio padre – ha detto Carolina – s’indignerebbe ancora come ha fatto per tutta la sua vita”.
Arriverà nel 2020 su Sky Zerozerozero, produzione kolossal internazionale, con la regia di Stefano Sollima (Gomorra, Romanzo Criminale, Suburra), tratta dal romanzo-inchiesta di Roberto Saviano. E’ stato l’evento Fuori Concorso di oggi con la prima mondiale dei primi due episodi. Girata in America, Europa e Africa, in sei lingue, con riprese durate quasi un anno, la serie ha un cast internazionale con Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida. Nel puzzle di storie, ZeroZeroZero svela i meccanismi con cui l’economia illegale diventa parte dell’economia legale. La cocaina è “l’unica materia comparabile al petrolio, la facilità con cui può essere venduta non ha eguali”. La cocaina, ha sostenuto Saviano, “andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali”.

Miss Italia: astronave stilizzata per il palco della finaleScenografia imponente, alle spalle ledwall 450 metri quadrati

VENEZIA05 settembre 201921:14

Un’astronave stilizzata e dietro 450 metri quadrati di ledwall, su un palco che ne misura 600. Al centro un elemento motorizzato, uno schermo gestito da 9 motori ‘cyberhoist’, in grado di scendere dall’alto per arricchire le coreografie della trasmissione televisiva. E’ la scenografia della diretta televisiva di Miss Italia (il 6 settembre, da Jesolo), una delle più imponenti nella storia del concorso, realizzata da Marco Calzavara. Ideata e progettata dallo scenografo jesolano, la struttura è stata realizzata in due settimane e ha richiesto l’impegno di circa 50 persone al giorno, tra tecnici, falegnami, elettricisti, fabbri, artigiani e altri professionisti.
Da circa 20 anni Calzavara firma molte delle più importanti scenografie di spettacolo italiano e per il sesto anno si occupa di realizzare quella di Miss Italia. “Per dare un dato emblematico – spiega Calzavara – quest’anno il boccascena è di circa 35 metri contro i 20 di quello del festival di Sanremo”.
Nel parterre, per la prima volta nella storia del concorso, un’orchestra di 40 elementi diretti dal maestro Gerardo Di Lella. Per l’illuminazione del palco saranno in funzione 400 proiettori luce.

Margaret Atwood, ‘non sarà possibile una terza Ancella’Silenzio su I Testamenti, incursione movimento Non una di meno

MANTOVA06 settembre 201910:28

– Accolta come una star, con mille persone che per festeggiarla hanno indossato una cuffia bianca di carta come quella dell’ancella, Margaret Atwood, delicata e forte nello stesso tempo, non si risparmia nel lungo dialogo con Alberto Manguel in cui il clima resta al centro delle preoccupazioni. “Il cambiamento climatico è la più grande minaccia alla pace dell’intero pianeta” dice tra gli applausi.
In più di un’ora nell’incontro evento del Festivaletteratura di Mantova, che si chiude con un’azione di sensibilizzazione del movimento Non una di meno di Mantova che alza cartelli sul femminicidio, sulla violenza, sull’aborto e dice “Ci vogliono donne, ci avranno ribelli”, la scrittrice canadese mantiene il segreto sul seguito del Racconto dell’ancella, ‘I Testamenti’, con cui è finalista al Booker Prize nonostante Amazon abbia fatto per errore circolare alcune copie rompendo così il riserbo sulla trama. “Un altro successo pubblicitario è stato interdire la lettura de I Testamenti, dopo il successo planetario de Il racconto dell’ancella ottenuto grazie a quel colpo grosso che è stata l’elezione di Trump” la stuzzica Manguel, ma la Atwood, 79 anni, sorvola sul nuovo libro e si sofferma piuttosto sull’Ancella spiegando: “nel libro ho messo soltanto ciò che credo queste persone pensassero della gente che detiene il potere. E davanti a questa gente l’unico messaggio è: ‘non lasciate che vadano al potere”. E in una sorta di cabaret con il suo interlocutore che le chiede: “ci sarà una terza Ancella?” risponde: “quanto tempo ho a disposizione nella mia vita? Non credo che si potranno aspettare altri 32-33 anni, a meno di scoperte scientifiche stupefacenti”. Ti iberniamo, allora? “Conosco – risponde la scrittrice – i trucchi dell’ibernazione. I tuoi congiunti non sono contenti e alla prima occasione staccano la spina”. Poi parla delle influenze letterarie, da Stevenson a Conan Doyle a Orwell a Henry James. Incassa applausi e la su espressione si fa più seria quando parla del clima: “dobbiamo riconoscerlo una volta per tutte: tutto il nostro pianeta sta per essere ridisegnato. Non c’e’ mancanza di idee ma non vediamo la volontà politica da parte dei leader del mondo. In Usa non c’e’, forse in Italia” incalza e invita dopo aver citato associazioni e progetti “a fare una cosa semplice per abbassare il livello di C02, piantare tanti alberi come hanno deciso di fare i norvegesi”.
Quanto al futuro, “nessuno è in gradi di prevederlo. Possiamo fare ipotesi sulle tendenze attuali, ma possono esserci degli imprevisti. I libri che guardano oltre chiedono sempre al lettore in che genere di mondo ha voglia di vivere. E’ un po’ come se ti mostrassero una foto o il disegno di una casa e ti chiedessero: “ti andrebbe di più vivere in questa o in un’altra?”.
Ma cosa è cambiato negli oltre trent’anni dal Racconto dell’Ancella? “Dopo la caduta del muro di Berlino tutti hanno pensato,adesso shopping per sempre,non faremo altro. Gli Usa hanno pensato che non serviva più presentarsi come una liberal democrazia perchè il nemico era venuto meno. Sono venute a galla altre tendenze che esistono da sempre. Gli Usa sono stati fondati e sono rimasti per il periodo iniziale una teocrazia puritana. Se avesse vinto le elezioni Hilary Clinton, come tutti speravamo, Il racconto dell’ancella sarebbe stato considerato un fantasy, una storia immaginaria, ma avendo vinto Trump è stato vissuto come più realistico”. Il lancio de I Testamenti, in uscita il 10 settembre, in Italia per Ponte alle Grazie, riprende il modello Harry Potter, con l’apertura straordinaria in Inghilterra delle librerie. La scrittrice lo presenterà, in collegamento con sale cinematografiche di tutto il mondo, sul palco del National Theater di Londra. Per ora sappiamo che è ambientato 15 anni dopo la fine del Racconto dell’ancella, diventato una premiatissima serie tv, e che apparirà marginalmente Difred. Che a sorpresa ad aprire il romanzo è zia Lydia, la terribile kapò interpretata in tv da Ann Dowd e che storia seguirà tre fili narrativi ciascuno con una voce femminile, due sono quelle delle figlie dell’ancella: Nicole che vive in Canada sotto falso nome, Agnes Jemina che a 5 anni è stata tolta alla madre.

Deaver, mio nuovo eroe tra i videogiochiScrittore, mio Colter Shaw tra James Bond e Eastwood

MANTOVA06 settembre 201910:28

Ci porta nella Silicon Valley e nel mondo dei videogiochi, Jeffery Deaver nel suo nuovo thriller, ‘Il gioco del mai’ (Rizzoli) che “ha un passo veloce, si svolge in un arco temporale breve con sorprese continue e colpi di scena” come spiega lo scrittore al Festivaletteratura di Mantova.
Il protagonista Colter Shaw è un tracker, uno che cerca persone scomparse a bordo di un furgone da una parte all’altra degli Stati Uniti. E’ una figura solitaria, conta solo su se stesso e ha un grande talento per gli indizi. “Per Colter mi sono ispirato a personaggi come James Bond o Clint Eastwood nei film western di Sergio Leone. Figure solitarie che mi hanno intrigato” spiega lo scrittore che ha raggiunto la fama mondiale con ‘Il collezionista di ossa’ diventato un film di Phillip Noyce con Denzel Washington.
Colter si muove però nell’America di oggi sulle tracce della sparizione di una studentessa universitaria in California e viene risucchiato nel cuore nero della Silicon valley e nel mondo dei videogiochi. “La Silicon Valley è sinonimo dello sviluppo tecnologico per tutto l’universo ma il tema che mi stava a cuore in questo caso è la disparità che si è creata tra i super ricchi e i super poveri. Ci sono persone che vivono appena al di sopra della soglia della povertà e altre che hanno avuto un successo strepitoso. Non sto invocando la rivoluzione, ma quando il divario tra le classi sociali è così ampio non è mai un bene” afferma Deaver che si è molto documentato per questo nuovo thriller anche sul mondo dei videogiochi.”Ho pensato per molto tempo che i videogiochi inducessero alla violenza, in realtà non è affatto vero. Il grande problema è che possono creare una forte dipendenza sottraendo tempo prezioso alla propria vita. Ho scoperto anche che molti videogiochi hanno un effetto positivo su soggetti autistici, con la sindrome di Asperger, dislessici o con difficoltà di apprendimento” dice.
L’enorme problema del nostro tempo per il re del thriller sono le fake news. “Molti si spacciano per giornalisti e inventano fatti che diffondono sui social media come se fossero reali. Il nostro presidente Trump, di cui non sono un grande fan, non ha molto a cuore la verità delle cose e le fake news lanciate sui social media vanno a detrimento della società attuale” sottolinea Deaver che è un amante della tecnologia. “Ho sempre l’ultimo computer appena uscito, la stampante più veloce, la connessione massima. Questo mi permette di scrivere meglio e di creare un prodotto diverso” racconta lo scrittore e svela la sua “formula”. “Quando scrivo un romanzo ho sempre una formula precisa in testa. Ho sviluppato un approccio alla scrittura che funziona per me e per i miei lettori. Nel caso de ‘Il gioco del mai’ lo ho pianificato per 8 mesi e alle fine avevo a dispoisizione oltre 100 pagine della struttura portante del romanzo. Poi mi sono dedicato al lavoro di ricerca e ho creato Colter Shaw. Dopo tutto questo la vera fase di scrittura è stata una cosa semplice, ho impiegato due mesi. Costruisco i miei libri allo stesso modo in cui si compone la musica classica che si tratti di una sinfonia o di un’opera. Le sinfonie sono concepite come delle onde emotive: c’è un momento di eccitazione poi la musica rallenta, poi cresce e alla fine si va verso una riconciliazione emotiva. Le mie opere funzionano allo stesso modo forse perchè ho preso ispirazione dal musicista che più di ogni altro io amo che è Beethoven” spiega. E per Deaver il “libro resta la forma creativa più coinvolgente che si possa avere. In Usa siamo in una fase in cui i lettori spesso vengono distratti dalle serie tv” e con questo libro che è più corto degli altri suoi romanzi, anche se mantiene una buona corposità di 480 pagine, in cui i capitoli e le frasi sono più brevi e il linguaggio è molto semplice, ha cercato di “riportare all’ovile le pecorelle smarrite”.

Marinelli, il mio Martin Eden? Indiana JonesPietro Marcello, la cultura riscatta o stritola, ieri come oggi

07 settembre 201918:50

Lo ‘zingaro’ pazzoide di Jeeg Robot, lo sfrontato cocainomane di Ostia di Non essere cattivo, il principe libero Fabrizio De Andrè, ossia Luca Marinelli, porta occhi di brace e fame di successo in Martin Eden, dal romanzo di Jack London che Pietro Marcello ha liberamente trasportato dalla California alla Napoli “che tutti accoglie”, spostando in avanti le vicende, surfando tra i fatti storici dell’inizio del Secolo Breve, nel film passato in concorso a Venezia 76. Prodotto da Avventurosa, Ibc Movie con Rai Cinema, sara’ in sala con 01 dal 4 settembre.
“Un film emozionante – dice Marinelli, che a breve si misurerà con un altro personaggio forte, Diabolik – pieno di cose”. Con bellissimo materiale d’archivio, alternato alla finzione, Pietro Marcello ha messo in scena una “storia universale, un ragazzo che si emancipa, si riscatta con la cultura, perche’ la storia di Martin Eden è di tanti di noi, e però ne viene stritolato”. L’avventuriero Martin Eden “che affronta a viso aperto la vita, colpito dalla fascinazione per la cultura – aggiunge Marinelli – con quella vuole riscattarsi anche socialmente, ma arrivando in cima alla montagna che ha faticosamente scalato, ne è deluso, fino a perdersi”.
Jack London sul finire dell’Ottocento e a cavallo del Novecento fu anticipatore dei guasti dell’individualismo: lo sceneggiatore Maurizio Braucci ricorda come London “abbia sperimentato l’essere grande autore di massa, scrittore di impegno politico, socialista, pensatore che crede di usare l’industria culturale, invece capisce che è l’industria culturale ad usare lui. E questo vale anche per oggi: la dicotomia che dilania tutti gli intellettuali tra il fare cultura e cercare di cambiare il mondo. L’anarchico eroe negativo Martin Eden viene stritolato come fu Jack London e questo ci ricorda in epoca più recente altri personaggi che hanno tradito le loro classi di appartenenza e sono crollati per esigenze di successo, da Fassbinder a Michael Jackson”.
In un romanzo di formazione, celebre per le generazioni precedenti che hanno divorato i libri d’avventura, ci sono tanti livelli che nel film prendono la forma della complessità, ma al cuore c’e’ “il racconto dei rischi che l’esaltazione dell’individuo – dice Pietro Marcello – comporta, andando verso il neo liberismo più sfrenato”.
Amato dai giovani, popolare e’ anche Marinelli che scansa ogni rischio “perché so – spiega – che bisogna mantenere l’equilibrio, restare se stessi, saldi nelle proprie idee, rifiutare lavori che non mi suscitano l’emozione e la passione di esserci dentro fino in fondo, come e’ stato ad esempio per Martin Eden”. E’ attuale questo Martin Eden? “Ciascuno li puo’ trovare, noi siamo dentro il nostro tempo”, dice Pietro Marcello, ma la lotta di classe che muove all’inizio il protagonista “oggi e’ unilaterale – aggiunge Braucci – sono i ricchi che combattono i poveri con ogni mezzo, mentre i poveri non sono più organizzati”.
Nel film, accanto a Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi c’è la partecipazione, nei panni di un intellettuale anarcoide che poi si suicida, del grande Carlo Cecchi. “Sono un attore di teatro – ha detto l’80enne interprete e regista fiorentino – e le mie frequentazioni cinematografiche sono poche, ma tutte nel segno di un archetipo, nel mio caso di Amleto. Il riferimento ad Amleto è nel mio ruolo di Morte di un matematico napoletano, in Miele di Valeria Golino e oggi in Martin Eden”.
“Ciascuno ha i propri archetipi, se quello di Carlo Cecchi è Amleto, il mio, perdonatemi, e’ Indiana Jones”, ha concluso Luca Marinelli, gettando in una divertita disperazione Cecchi.

Guercino, Sibilla Samia torna a Bologna’Ritorno a casa’ dopo prestito per esposizione al Forte di Bard

BOLOGNA06 settembre 201911:51

– Ritorno a ‘casa’ per la Sibilla Samia di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666), che la Fondazione Carisbo aveva prestato alla mostra ‘Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento’, organizzata dal Forte di Bard e dal Ministero per i beni culturali. Capolavoro della piena maturità dell’artista, mirabile per l’intensità cromatica del manto color lapislazzulo, dal 10 settembre l’opera va ad arricchire la mostra ‘Reni, Guercino, Cantarini, Pasinelli. Il Seicento bolognese nelle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna’, allestita fino al 13 ottobre a Casa Saraceni.
La Sibilla Samia del Guercino (olio su tela, 115,5×97 cm) contende il primato, nella bellezza, nella qualità formale e nella dolcezza dell’espressione ispirata, con il suo pendant, l’altrettanto celebre Sibilla Libia. Acquistata da re Giorgio III d’Inghilterra poco dopo la metà del Settecento, appartiene ora alle collezioni d’arte della regina Elisabetta II. Entrambi i dipinti furono commissionati dal bolognese Ippolito Cattani nel 1651. Il dipinto ritrae, con lo sguardo rivolto verso l’alto, la Sibilla che poggia le mani su di un libro aperto rivelando la propria identità di profetessa del mondo antico.

Grandi scrittori al Zacapa Noir FestivalA Milano appuntamenti fino a giugno, ‘inaugura’ Jeffery Deaver

06 settembre 201912:37

– Cibo e letteratura si incontrano nel nuovo Zacapa Noir Festival di Milano, una serie di cene letterarie che fino a giugno prevede dialoghi tra 19 grandi scrittori e loro colleghi o comunque professionisti della comunicazione. Il primo appuntamento di martedì sera metterà a confronto Jeffery Deaver con Carlo Lucarelli. Poi toccherà, tra gli altri, a Luis Sepúlveda, André Aciman, Marco Malvaldi, Alan Parks, Alicia Gimenez-Bartlett, Ryan Gattis, Miriam Toews, Maurizio de Giovanni, Tayari Jones affiancati da moderatori come Valeria Parrella, Paolo Roversi, Giacomo Papi, Nadia Terranova, Valerio Varesi e Piero Colaprico.
Il Festival, prodotto dalla casa del distillato guatemalteco, vuole uscire dai confini del genere, con l’obiettivo di ospitare grandi firme del ‘noir’ ma anche giornalisti, musicisti e artisti che condividono una medesima visione culturale ‘contaminata’.
Ogni incontro sarà disponibile on line gratuitamente attraverso podcast.

Rinascente veste le ragazze dell’InterAccordo di partnership per la stagione 2019/2020

MILANO06 settembre 201912:44

– Rinascente scende in campo insieme alle ragazze nerazzurre allenate da Attilio Sorbi. Il department store e FC Internazionale Milano hanno infatti siglato un accordo di partnership per la stagione calcistica 2019/2020, che vede Rinascente come Official Department Store/Official Women’s Team Partner.
“Rinascente è un vero e proprio simbolo della città di Milano, capitale internazionale della moda – ha dichiarato Alessandro Antonello, CEO Corporate di FC Internazionale Milano -. La nuova partnership che ci unisce saprà certamente fornire alla nostra squadra femminile risorse e slancio per affrontare al meglio la stagione. Siamo certi che questo particolare settore dell’industria calcistica potrà crescere molto anche grazie al supporto di realtà appassionate e coinvolte come Rinascente”. Nel corso della stagione saranno poi organizzate diverse attività per unire il mondo del calcio a quello del fashion.

10 anni senza Mike, staffetta Rai-MediasetDa Speciale con Fiorello a Porta a Porta con testimonianze Berlusconi e Renzi

07 settembre 201921:24

La Rai non dimentica Mike Bongiorno, conduttore che, il 3 gennaio 1954, inaugurò le trasmissioni del servizio pubblico con il programma Arrivi e partenze, e lancia una maratona insieme a Canale 5. Il re dei quiz è morto l’8 settembre di dieci anni fa, stroncato a 85 anni da un infarto in una suite di un hotel di Montecarlo, dove si trovava per una breve vacanza con la moglie Daniela Zuccoli. “Allegria, allegria, allegria” è il lungo tributo che la Rai ha pensato per Bongiorno nell’anniversario della sua scomparsa.
Al popolarissimo conduttore è dedicato tra l’altro un appuntamento speciale di Porta a Porta, in onda domani su Rai1 alle 22.55, con un collegamento realizzato con Gerry Scotti negli studi Mediaset. Lo ha annunciato a Viale Mazzini lo stesso Bruno Vespa, alla presenza dell’ad Rai Fabrizio Salini e del presidente Marcello Foa, presenti anche la vedova di Mike e il più piccolo dei figli di Bongiorno, Leonardo, che saranno tra gli ospiti di Vespa.
“Giocheremo in studio – racconta Vespa (nel corso della presentazione del ricco palinsesto dedicato a Mike) nelle cabine ci saranno Amadeus, Flavio Insinna e Carlo Conti (i conduttori di oggi).
Marco Liorni vestirà i panni del notaio. In studio ci saranno anche Daniela e Leonardo. Poi negli studi Mediaset appena intitolati al re del tele-quiz di Milano in collegamento Gerry Scotti con gli altri figli del presentatore”. Bruno Vespa annuncia che durante Porta a Porta andranno in onda anche due testimonianze speciali, di Matteo Renzi (che da giovanissimo fu concorrente de La Ruota della Fortuna) e di Silvio Berlusconi, protagonista della sua storica avventura a Mediaset.
La moglie Daniela Zuccoli, nel ricordare che accanto a Mike ha vissuto “40 anni unici, indimenticabili”, e che continua a sentirlo ogni giorno al suo fianco aggiunge: “Immaginavo che quest’anno ci sarebbe stata una rincorsa per avere interviste, disordine e frenesia, una corsa alla realizzazione di un ricordo adeguato. Allora sono venuta in Rai dicendo: ‘So già che verranno fatte molte cose, le uniche che vi posso portare sono Vincenzo Mollica e Fiorello’ che avevo organizzato personalmente in quei giorni. L’unica altra cosa che ho chiesto è stata di poter mettere a disposizione un numero per una raccolta di beneficenza per la Fondazione Mike Bongiorno. Vorrei che non fosse ricordato solo come presentatore di quiz, ma come uomo che ha fatto un po’ di storia d’Italia. Ha unificato nord e sud, ha unificato la lingua, un merito anche particolare, visto che veniva dagli Stati Uniti. E’ stato partigiano, è stato fatto prigioniero. Le reti unificate non si sono mai viste, erano una cosa difficile. Quando la Rai mi ha dato il suo sì, sono andata da Mediaset e anche loro mi hanno dato la massima disponibilità, con 12 ore di trasmissione. Mi viene da dire a Mike: ‘Nella vita hai sempre unito tutti e continui anche adesso: la tua famiglia e le aziende per cui hai lavorato'”.
Il ricordo Rai di Mike Bongiorno inizierà al mattino di sabato 7 settembre con “Il caffè di Rai1 Estate”, seguito dal film “Totò lascia o raddoppia” – in cui recitò lo stesso presentatore – alle 16:45. Poi, “Allegria”, lo Speciale del Tg1 curato da Vincenzo Mollica con la partecipazione straordinaria di Fiorello. Subito dopo, alle 21:25, un lungo Techetechetè intitolato “Amici ascoltatori, allegria”. Rai3 alle 13 di domenica 8 settembre proporrà un puntata speciale de “I grandi protagonisti”. RaiStoria, invece, si impegnerà con due appuntamenti: uno speciale del ciclo “Italiani”, l’8 settembre alle 21:10, intitolato “Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, in onda Mike”, curato da Enrico Salvatori e Giuliana Mancini, con il contributo di Aldo Grasso, e “Il giorno e la storia”, un secondo speciale pensato per il day-time. Entrambi realizzati da Rai Cultura. Su RaiMovie domenica mattina un altro film in cui Bongiorno è comparso come attore, “Ragazze d’oggi”.
Il presidente Rai Foa ha evidenziato: “Se la Rai oggi è quella che è lo deve anche a Mike. Fu il primo a capire le potenzialità della televisione di massa e a sfruttarle appieno.
È stato anche il primo a portare sugli schermi le persone qualunque, che spesso diventarono celebrità”. L’ad Salini è intervenuto dopo che è stato mandato un promo dove si vede Fiorello ricordare come il giovedì sera letteralmente non si uscisse di casa: “Ecco – ha sottolineato – Mike è stato parte fondamentale della storia di questo paese. Raggruppava le famiglie, favoriva la coesione sociale, ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione di un certo linguaggio”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Una Barbie per Alberta Ferretti
Stilista, ‘bimbe siate coraggiose, appassionate, rompete schemi’

06 settembre 201914:49

– Alberta Ferretti, in occasione del 60/o anniversario della celebre bambola, entra nella galleria delle Barbie “Shero”, il progetto lanciato dal brand Mattel per onorare quelle donne capaci di rompere gli schemi e che possono quindi rappresentare un modello da seguire per le bambine.
La bambola con le fattezze della stilista rientra nelle Barbie One of kind, realizzata in copia unica, e indossa pantaloni e maglia nera della collezione Rainbow Week di Alberta Ferretti. “Sono felice di collaborare a questo progetto speciale di Barbie che ha l’obiettivo di far sognare le bambine di tutto il mondo ad essere ciò che desiderano. Fin da piccola ho sempre sognato in grande. Sentivo – racconta Alberta – di volere di più! Ed è questo che consiglio alle bambine che vogliono entrare nel mondo della moda: essere coraggiose, appassionate, rompere gli schemi per perseguire i loro sogni”.

Petruzzelli, Lezioni storia sulle donneDa Matilde di Canossa alla Sarfatti, rassegna curata da Laterza

BARI06 settembre 201915:03

– Cinque figure femminili dal medioevo a oggi, per indagare l’evoluzione del rapporto uomo-donna, da Matilde che appoggiando papa Gregorio VII piegò l’imperatore Enrico IV, costringendolo ad ‘andare a Canossa’, fino a Margherita Sarfatti, giornalista e scrittrice vicina a Mussolini: ne parleranno donne e uomini capaci di renderne il ruolo nella storia, come l’attrice Lella Costa, in apertura il 20 ottobre accanto alla docente di storia Giuseppina Muzzarelli per illustrare la figura di Matilde di Canossa. E’ la quarta edizione delle ‘Lezioni di Storia’, rassegna curata fino al 22 dicembre dall’editore Laterza al Teatro Petruzzelli di Bari, quest’anno dedicata a ‘L’Italia delle donne’.
Previste lezioni anche su Chiara d’Assisi con Chiara Mercuri (27 ottobre), Giulia Gonzaga con Antonio Forcellino (17 novembre), Cristina Di Belgiojoso con Alberto Mario Banti (24 novembre). Sarfatti poi è con Emilio Gentile (8 dicembre), per chiudere con un’indagine storica sul movimento femminista, affidata a Simona Colarizi.

Consoli contro cultura del più forte’Importante suonare in festival dedicato alle periferie’

BARI06 settembre 201916:00

– “Suonare in un festival dedicato alle periferie per me è molto importante. È importante che la musica dia anche dei messaggi e che manifestazioni come questa siano sostenute”. La cantautrice siciliana Carmen Consoli annuncia così la sua partecipazione, domani a Palo del Colle (Bari), unica data in Puglia, al festival Rigenera SmART City.
“C’è una sottocultura che sta prendendo piede e che autorizzerebbe il più forte a sopraffare il più debole”, prosegue: “Contro questo dobbiamo lottare. La musica e la cultura possono fare molto. Oggi ci dicono ‘non si vive di pane e Divina Commedia’ ma il dettame è ‘fai quello che fa la massa’, ‘unisciti al pensiero unico’, non c’è niente che venga dalla bussola del nostro cuore. La cultura invece aiuta a non dipendere sempre dagli altri e insegna a saper scegliere con la bussola del proprio cuore”.
Consoli sarà accompagnata da chitarra (Massimo Roccaforte), basso (Luciana Luccini) e batteria (Antonio Marra). Il festival chiude l’8 settembre con Franco 126 e Ensi.

Matera 2019, alla scoperta di un tesoroI magazzini del museo Ridola aperti per la mostra di Linke

MATERA06 settembre 201916:13

– Fossili di conchiglie, di quando il territorio murgiano e materano era ricoperto dal mare e vi si aggirava la Balena “Giuliana”, di animali dei primi accampamenti preistorici, scheletri umani, utensili in bronzo e poi corredi funerari di varie civiltà indigene fino a quelle del periodo magnogreco. E’ il “tesoro” di testimonianze del passato custodito nei magazzini del Museo archeologico statale “Domenico Ridola”, aperti per l’inaugurazione della quarta e ultima grande mostra per l’anno da Capitale europea della cultura 2019, “Blind Sensorium. Il Paradosso dell’Antropocene” del fotografo e filmmaker Armin Linke.

In mostra a Lucca scatti Werner BischofVent’anni di immagini, dal 1934 al 1954

LUCCA06 settembre 201916:14

– Centocinque scatti, con immagini che vanno dal 1934 al 1954, divisi in 8 sezioni: è ‘Werner Bischof.
Classics’, mostra dedicata al grande fotoreporter svizzero (1916-1954) che il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art propone dal 7 settembre al 7 gennaio 2020. Curata da Maurizio Vanni, museologo e storico dell’arte, e Alessandro Luigi Perna, specialista e curatore di esposizioni fotografiche, la mostra è organizzata da Lu.C.C.A. e Omina in collaborazione con Werner Bischof Estate e Magnum Photos, in partnership con Photolux Festival.
Europa, India, Giappone, Corea, Hong Kong, Indocina, New York, Messico, Panama, Cile, Perù: sono i luoghi attraversati dal percorso espositivo che racconta la storia di Bischof e scandisce la sua passione per l’estetica, la ricerca, i valori etici e morali, la sua capacità di rappresentare le dicotomie di sviluppo e povertà, di business e spiritualità, di modernità e tradizione. I visitatori saranno proiettati negli anni della nascita di Magnum Photos, del foto-giornalismo e dell’evoluzione di Bischof in artista in cerca di libertà espressiva, con alcune foto all’epoca “scartate” perché ritenute prive di originalità – di fatto perché non esaltavano la “cronaca di guerra” ed erano meno sensazionalistiche -, ma che poi gli apriranno la porta a riconoscimenti, mostre e pubblicazioni. La mostra include uno dei suoi scatti più noti: il bambino peruviano che suona il flauto, che Bischof incontrò nel 1954, sulle Ande in Perù, poco prima di perdere la vita prematuramente in seguito a un incidente stradale.

Dirotta su Cuba, uscito nuovo singoloNothing is impossible, farà parte dell’album atteso entro l’anno

06 settembre 201916:38

– È uscito “Nothing is impossible”, il nuovo singolo dei Dirotta su Cuba. Dopo “Good Things”, uscito il 18 gennaio scorso, continua la produzione di brani in lingua inglese della band fiorentina: il nuovo brano apre una nuova strada ai Dirotta Su Cuba, che continuano a fondere le sonorità funky che da sempre li contraddistinguono, gli arrangiamenti complessi e ricchi tipici dei loro live alle nuove tendenze black delle produzioni d’oltreoceano.
“Abbiamo guardato con interesse al produttore Pharrell – commentano i Dirotta Su Cuba -: abbiamo preso spunto dal suo modo di scrivere e arrangiare, l’abbiamo unito al nostro background e siamo riusciti a dare vita a un brano con un groove e un ritornello ipnotico, che scuote corpi e coscienze. Senza dimenticare James Brown, che è l’unico e irraggiungibile ‘godfather of soul’. Il brano affronta vari temi sociali, politici ed ecologici: l’ispirazione per il brano ci è venuta parafrasando il famoso aforisma di Muhammed Alì che si conclude con ‘Impossible is nothing'”.

Consolidata area facciata Duomo OrvietoVicino a dove si è distaccato il frammento di un cornicione

ORVIETO (TERNI)06 settembre 201917:45

– Una porzione di rivestimento più debole è stata individuata nelle vicinanze del punto in cui, alcune settimane fa, si era verificato il distacco di un frammento di un cornicione della facciata del duomo di Orvieto. E’ stata subito consolidata da un restauratore presente sul posto.
L’operazione si è svolta nell’ambito dell’intervento dei vigili del fuoco, presenti anche con una squadra del nucleo Saf e personale di Orvieto e di Terni, nonché della Sovrintendenza e dell’Opera del Duomo.
Conclusa la manutenzione straordinaria, per la quale è stata utilizzata oggi una speciale piattaforma, quella ordinaria proseguirà nelle prossime settimane. Il 16 settembre si svolgerà in merito una riunione del gruppo tecnico istituito dal presidente dell’Opera del Duomo, Gianfelice Bellesini.

Miss Italia, parata campionesse sportSul palco di Jesolo anche 20 reginette di ieri e di oggi

VENEZIA06 settembre 201918:10

– Una parata di campionesse dello sport italiano, ma anche venti Miss di ieri e di oggi il 6 settembre per la finale del concorso Miss Italia numero 80, trasmessa da Jesolo in diretta su Rai1, e condotta da Alessandro Greco. Testimoni dell’omaggio che verrà reso agli 80 anni del Concorso saranno, tra le altre, l’ex primatista di salto in alto Sara Simeoni, la selezionatrice della Nazionale di calcio femminile Milena Bertolini, insieme alla giocatrice Cecilia Salvai, e ancora, Margherita Granbassi, Novella Calligaris, e Isolde Kostner. Sul grande palcoscenico del PalaInvent di Jesolo saliranno poi venti Miss Italia che raccontano la nostra storia di ieri e di oggi. Insieme formeranno la giuria che eleggerà tra le 80 finaliste “La Miss delle Miss”. La loro scelta non influirà però sull’elezione di Miss Italia 2019.

Roger Waters, restiamo umaniL’anima dei Pink Floyd al Lido per Us+Them

VENEZIA07 settembre 201920:51

– La musica certo, ma soprattutto molto altro. L’incontro con Roger Waters, con la stampa in religioso adorante silenzio, è di quelli un po’ magici. Di fronte ad uno dei fondatori dei Pink Floyd che a 76 anni riempie gli stadi del mondo e riesce a parlare a un pubblico mondiale con una musica immortale eppure così contemporanea, anche la retorica della solidarietà, del pacifismo, sembra più accettabile. E’ a Venezia 76 con Us+Them, Noi e loro, come una sua canzone del ’73, titolo del film-concerto presentato fuori concorso e nelle sale con Nexo solo dal 7 al 9 ottobre. Il film è la riproposizione senza alcun altro intervento, di una tappa del tour mondiale 2017-2018 di Roger Waters, brani leggendari con i Pink Floyd e dal suo ultimo lavoro da solista, Is This The Life We Really Want?. E’ la data di Amsterdam ad essere stata filmata: tra visioni dall’alto dello spettacolare concerto, maiali volanti compresi, e primi piani del pubblico, Us + Them è una di quelle classiche esperienze immersive che ti portano in prima fila, con tutti i dettagli anche minimi a portata di sguardo. Come nel concerto anche a Venezia si comincia subito a parlare di politica. Roger (senza cognome, per i giornalisti-fan è un fratello) lo sa che Salvini è uscito dal nostro governo? “Meno male che se n’è andato. Sono tempi difficili ovunque, c’è un neofascismo in espansione. Vorrei ricordare che dentro un sistema democratico in Germania in 4 anni Hitler prese il potere. Bisogna mettersi insieme e resistere a chi vuole distruggere questo bellissimo pianeta, a chi controlla le nostre vite”. Waters parla dei pigs, dei maiali che governano il mondo – nel concerto vola sulla folla un gigantesco pallone a forma animale con scritto Restiamo Umani – cita Donald Trump, Boris Johnson, Bolsonaro, racconta che gli è stato impedito in Brasile di fare visita a Lula imprigionato per ridurlo al silenzio. Per Roger Waters bisogna “partire dal rispetto per la dichiarazione dei diritti umani, questo è l’inizio per ricominciare a riparare i danni del neoliberismo. Rispettare l’uomo come stabilito nel’48 dopo la seconda guerra mondiale. L’ho sempre scritto nelle mie canzoni e in 50 anni di musica. Dovremmo essere tutti fratelli, costruire muri non serve, nessuno è più schiavo di chi pensa di essere completamente libero”. Us + Them mostra in maniera inequivocabile l’incredibile seguito presso giovani adolescenti che non appartengono certo alla generazione dei Pink Floyd: nel film ci sono tanti primi piani di questi ragazzi che piangono, sanno a memoria le sue canzoni, un rapporto incredibilmente speciale. “E’ vero, la maggior parte della musica pop – ha risposto Waters – è completamente priva di significato, di emozioni, di contenuto. I ragazzi riconoscono la verità in questa mia musica. In ogni generazione ci sono stati i giovani in cerca della strada, del significato delle loro vite, di idee che non siano solo un like sull’iPhone. Quando vedo tante persone chine sullo smartphone mi chiedo: siamo nati per questo? A me sembra una perdita di tempo”. Il film, firmato con Sean Evans, è come pure il concerto più politico che autobiografico, come fu invece The Wall Live nel 2013 in cui al centro c’era la vicenda paterna di Waters, morto soldato britannico durante lo sbarco di Anzio. “Mio padre è una figura eroica, era un obiettore di coscienza che poi ha cambiato idea convinto a lottare contro i nazisti. La sua storia eroica – ha detto Waters – mi ha forgiato per tutta la vita. Mia madre poi era un’attivista e io credo di dover a lei e alla vicenda di mio padre questa empatia verso le persone che soffrono”. In Us + them nei filmati proiettati sul palco si vedono anche migranti in fuga, pronti a prendere il largo in mare, “partono perché vogliono far stare meglio i loro figli, partono perché sono perseguitati e sono disperati, non vengono certo per rubarti la pizza”.

Depp, io cattivo, sadico e masochistaL’attore insieme a Rylance in Waiting for the Barbarians

VENEZIA07 settembre 201921:02

– Al Lido si chiude in un’avamposto sul nulla che ricorda tanto ‘Il deserto dei tartari’ di Valerio Zurlini. Ma ‘Waiting for the Barbarians’ di Ciro Guerra con Mark Rylance, Johnny Depp, Robert Pattinson e Greta Scacchi, ultimo film in concorso al Festival di Venezia che si chiude domani, ha dentro sicuramente più ferocia. Basato sul romanzo omonimo del premio Nobel J. M. Coetzee, che ne firma la sceneggiatura, il film racconta la storia della crisi di coscienza di un magistrato (Mark Rylance) che lentamente si ribella al regime in uno sperduto avamposto sul confine di un impero senza nome. Motore della sua ribellione il colonnello Joll (Johnny Depp), sadico aguzzino e torturatore di barbari che indossa sempre vistosi occhiali da sole. “La cosa più interessante dei cattivi – spiega Depp oggi al Lido – è che sono allo stesso tempo sadici e masochisti. Sono persone che la mattina si lavano, si radono e non si dicono certo che sono le persone più cattive del mondo. Forse questo cattivo – aggiunge l’attore cult di Tim Burton – ha un cuore spezzato da un padre o una madre nella sua infanzia. Un sadico è anche un masochista, non c’è l’uno senza l’altro”. Joll dovrebbe solo controllare le attività dei “barbari” al di là del confine e garantire la sicurezza, ma lui vede nemici dappertutto e si diverte così a torturare anche i ladri di pecore, facendo degenerare il tutto. Lavorare in Italia? “Sarebbe bellissimo – dice ancora Depp – il cibo è buono e anche il vino. È sempre un sogno venire nel vostro Paese”. Riguardo alla figlia Lily-Rose, nel cast di ‘The King’ presentato quest’anno fuori concorso, spiega con orgoglio l’attore: “A volte mi fa sorridere. Quando era piccola la portavo qui a Venezia con me. Ora questa ragazza sa esattamente quello che vuole, sa scegliere i suoi film guardando alla qualità più che al guadagno. Sono orgoglioso di le e di mio figlio Jack. Loro sono i miei dei”. Da Ciro Guerra, regista e sceneggiatore colombiano che debutta giovanissimo nel 2004 con La sombra del caminante, l’idea che il film sia un’attualissima metafora: “Certo i barbari di oggi – dice – sono diversi da quelli che racconta il film. Ma una cosa è certa: noi abbiamo bisogno di loro come di una cosa che possiamo odiare”.

Myriam Melluso è Miss Italia socialAnnuncio e consegna fascia durante ‘La vita in diretta’

JESOLO (VENEZIA)06 settembre 201918:41

– JESOLO (VENEZIA)

– E’ la calabrese Myriam Melluso la “Miss Italia social” 2019. L’annuncio e la consegna della fascia alla concorrente numero 37 sono avvenuti durante un collegamento con la “La vita in diretta”, nella puntata che ha preceduto di qualche ora la finale del concorso di bellezza in onda su Rai1 da Jesolo. Con quasi 6.000 followers sull’account Instagram “of_mairym”, la ventenne di Reggio Calabria, studentessa di economia aziendale, aveva espresso il desiderio di lavorare nel mondo dei nuovi media, quando si era presentata alle prefinali. La fascia di Miss social le è stata attribuita proprio perché “ha dimostrato di essere una miss capace di relazionarsi con agilità nei social network”. Durante i prossimi mesi, sarà lei ad occuparsi, insieme allo staff digital guidato da Enzo Rimedio, alla visibilità del canale di Instagram, gestendo le stories e la tv IG.

Salvatores, un viaggio nella diversitàAutismo e essere padri in Tutto il mio folle amore

VENEZIA07 settembre 201921:02

-“Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità” dice Gabriele Salvatore parlando di Tutto il mio folle amore, fuori concorso a Venezia 76 e in sala con 01 dal 24 ottobre. Tratto liberamente dal romanzo di Fulvio Ervas “Se ti abbraccio non aver paura” (Marcos Y Marcos), il film, sceneggiato con Umberto Contarello e Sara Mosetti, racconta di Vincent (interpretato dal talentuoso esordiente Giulio Pranno grandemente applaudito), un ragazzo affetto da autismo, e del padre che non vede da 16 anni e non sa neppure della sua condizione. Sono passati sedici anni non facili per nessuno: né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena (Valeria Golino) e per il suo compagno Mario (Diego Abatantuono), che lo ha adottato. Willi (Claudio Santamaria), che voleva fare il cantante, è il padre naturale del ragazzo e trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. “L’autismo è una delle caratteristiche di questo ragazzo, ma non è un film sull’autismo, piuttosto sugli incontri tra padri e figli, crescita e miglioramento per tutti”, ha detto Valeria Golino che curiosamente si ritrova in un film sul tema a distanza di molti anni da Rain Man che aveva girato in America con Tom Cruise e Dustin Hoffman nel 1988. “Trent’anni fa non se ne parlava affatto, ora sono altri tempi, abbiamo molta più consapevolezza e molti meno pregiudizi, anche se tanti persistono”, ha aggiunto. Di lato c’è un tema ricorrente nei film del premio Oscar Salvatores: “Il viaggio, quello esteriore e quello interiore”. E al centro il tema della paternità, anzi delle paternità, “racconto due modi di essere padri, l’istintivo Willi-Santamaria che agisce di pancia, non sa niente di suo figlio, dei problemi che ha, e il razionale Mario-Abatantuono, un orsone che si prende responsabilità non sue e adotta il ragazzo. La mancanza dei padri è uno dei grandi problemi, padri – dice Salvatores – che diventano amici dei figli invece di essere i loro padri”. Claudio Santamaria (l’altro padre, Diego Abatantuono era assente oggi a Venezia) racconta la bellezza della figura del suo personaggio che, proprio perché non conosce il figlio, lo tratta alla pari e senza falso pietismo, “per scoprire poi alla fine del viaggio tutto il folle amore per il ragazzo. Del resto padri non si nasce, si impara ad esserlo”. Giulio Pranno, al debutto, è andato in America a conoscere il vero Andrea Antonello, il giovane autistico del libro di Ervas: “Mi ha aperto gli occhi, io non dovevo esserne una copia, né una macchietta, ma vederlo, capire il suo magnetismo, la sua persona coraggiosa, briosa è stato decisivo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Hit parade, il re è Rocco Hunt
Con Libertà, seguito da Fear Inoculum dei Tool

06 settembre 201920:23

E’ Rocco Hunt con il suo Libertà il nuovo re della Top ten stilata dalla Fimi nella classifica dei dischi più venduti. Appena arrivato nei negozi, a poco più di un mese dallo sfogo sui social che fece tremare i fan con l’annuncio, poi rientrato, dell’abbandono della musica, il quarto album in studio del rapper italiano, ricco di collaborazioni da Neffa a Gemitaiz, da Clementino a J-Ax, conquista il pubblico, seguito da un’altra novità, Fear Inoculum dei Tool sempre su etichetta Rca Records Label.Scivola così in terza posizione, detronizzato dopo ben nove settimane, Machete Mixtape 4, del collettivo italiano Machete Crew, uno dei crew più longevi d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, e altri. Si piazza invece al quinto posto la terza e ultima novità della prima settimana di settembre, che è Norman Fucking Rockwell di Lana Del Rey. Per il resto perde un posto nel gradimento degli ascoltatori Ultimo, che oggi è quarto a 22 settimane dall’uscita del suo Colpa delle favole, con la hit di Sanremo 2019, ma rimane comunque da record con tutti i suoi tre album tra i dieci più venduti d’Italia. Precipita al sesto posto (aveva debuttato sul podio d’argento solo una settimana fa) Taylor Swift con Lover. Peter Pan, secondo album di Ultimo uscito ormai un anno e mezzo fa, passa dalla quarta alla settima posizione, seguito in ottava da Salmo con Playlist e poi da Pianeti, sempre del cantautore romano. Chiude la top, come una settimana fa il fenomeno americano Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go? in classifica ormai da 23 settimane. Per il resto in testa alla top dei 100 singoli c’è Una volta ancora di Fred De Palma Feat con Ana Mena. Primi tra i vinili sempre i Pink Floyd con The dark side of the moon sulla breccia da 134 settimane.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 30 agosto al 5 settembre:1) LIBERTA’, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL- SONY)2) FEAR INOCULUM, TOOL (RCA RECORDS LABEL-SONY)3) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)4) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)5) NORMAN FUCKING ROCKWELL, LANA DEL REY (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)6) LOVER, TAYLOR SWIFT (ISLAND- UNIVERSAL MUSIC)7) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)8) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)9) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)10) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)Questa la classifica dei singoli digitali piu’ venduti:1) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)2) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)3) CHIASSO, RANDOM & ZENIT, MY OWN FAMILY & VISORY RECORDS BELIEVE4) BARRIO, MAHMOOD ( ISLAND- UNI) 5) SEORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO, (ISLAND SONY UNI)Questa la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) NORMAN FUCKING ROCKWELL, LANA DEL REY (VIRGIN- UNIVERSAL MUSIC)3) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN – UNIVERSAL MUSIC)4) I,I, BON IVER (JAGJAGUWAR-AUDIOGLOBE)5) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA – SONY)

Yehoshua, l’olocausto non sia un’ossessioneLo scrittore, voglio tornare alle storie brevi

MANTOVA06 settembre 201919:51

– “L’olocausto sta diventando un’ossessione, pubblicano continuamente libri, romanzi su ciò che è successo in quel luogo. Basta! Bisogna essere realistici, il mondo sta cambiando e lo sta facendo rapidamente con la tecnologia e altro”. L’invito viene da Abraham Yehoshua, il grande scrittore israeliano che il 7 settembre al Festivaletteratura di Mantova sarà in dialogo con Wlodek Goldkorn su ‘Ascoltare l’anima e non il cervello”.”Ogni venerdì giovani palestinesi vanno verso le barriere, le recinzioni di Gaza e fanno delle dimostrazioni urlando ‘vogliamo tornare a casa’. Dove è la vostra casa? E’ li a dieci chilometri, costruite, fate qualcosa anziché occuparvi di missili, di tunnel, anziché cercare di attraversare le barriere. Questo deve finire. Dobbiamo guardare la realtà, dobbiamo fare qualcosa per migliorare la vita attorno a noi. Oggi la politica dell’identità e anche quella del genere stanno diventando eccessive. Dobbiamo trovare la cooperazione tra vari settori della società perché noi siamo insieme” incalza Yehoshua, l’autore de ‘L’amante’ a Mantova con il suo recente romanzo ‘Il tunnel’ (Einaudi) che stava scrivendo quando si è ammalata la sua adorata moglie con cui ha vissuto un matrimonio di 56 anni. “Noi abbiamo fin troppe identità oggi. Questo è un grosso rischio ed è un fardello oneroso da portare. Dobbiamo perdere in qualche misura o in parte i nostri ricordi. Noi ebrei dobbiamo perdere i ricordi dell’olocausto. I palestinesi dovrebbero smettere di insistere continuamente su quanto è successo negli ultimi 40 anni. Abbiamo troppe memorie. Se rimaniamo bloccati su questi ricordi c’è il rischio di finire nella paralisi” afferma lo scrittore e spiega di aver “cambiato idea negli ultimi anni”.”Sono sempre stato a favore di una soluzione che prevedesse due Stati, ma penso che questo ormai non sia più possibile. Mi sono battuto per il riconoscimento dello Stato palestinese ma ormai non si può più pensare in questi termini. E’ tipico degli ebrei entrare in casa d’altri. Che cosa dobbiamo fare?. Dobbiamo elaborare una soluzione che preveda un solo Stato. Non mi sto riferendo alla situazione a Gaza che è orribile, continuano a sparare. Noi, sulla riva occidentale, dobbiamo cercare di raggiungere qualche compromesso per costruire piano piano una cittadinanza. Un po’ come abbiamo fatto a Gerusalemme. Credo che questo sia possibile. Dobbiamo riuscire ad arrestare questo apartheid. Dobbiamo passare da uno Stato ebraico a uno stato israeliano, questo è il concetto chiave”. Yehoshua, 82 anni, che da qualche anno vive vicino a Tel Aviv dove abitano i suoi figli e nipoti, ne ‘Il tunnel’ racconta la storia di un ingegnere israeliano in pensione, colpito da demenza senile, che viene convinto dalla moglie ad aiutare il professionista che ha preso il suo posto al progetto di costruzione di un tunnel segreto.Ma ora lo scrittore, dopo 12 romanzi, vuole tornare alle storie brevi. “Sto lavorando a dei racconti e ai giovani dico: non buttatevi a capofitto nei romanzi. Scrivete prima dei racconti anche se gli editori vogliono i romanzi e questo lo considero negativo. Quando scrivi un racconto sei più intenso, lo stile domina sull’intreccio. Ho scritto 12 romanzi, il primo a 40 anni. Precedentemente avevo scritto racconti e storie brevi e in tanti mi dicono che sono le mie cose migliori. Ho deciso di tornare alle origini” racconta con il suo piglio da simpatico burbero.

Miss Italia: vince Carolina StramareSi è imposta su Sevmi Fernando e Serena Petralia

JESOLO (VENEZIA)07 settembre 201916:20

La lombarda Carolina Stramare, 20 anni, in gara con il numero 3, è la vincitrice del concorso Miss Italia 2019. Nella finale di Jesolo, trasmessa in diretta da Rai 1, Stamare, di Vigevano (Pavia), si è imposta su su Serena Petralia (numero 20), 20enne siciliana di Taormina, e Sevmi Fernando (numero 62), 20 anni, di Padova, che con lei costituivano la terna finalista. È la prima volta che il concorso di bellezza, giunto alla 80/a edizione, ha visto la scelta della vincitrice esclusivamente con il televoto. Carolina Stramare era stata esclusa nelle precedenti fasi di votazione, ma è stata ripescata dalla giuria delle ‘Miss storiche’, che poteva riportare in gara con le ultime due sfidanti, Fernando e Petralia, una sola concorrente. La nuova Miss Italia è alta un metro e 79, ha occhi verdi e capelli castani, è attualmente iscritta ad un corso di grafica e progettistica all’Accademia delle Belle Arti di Sanremo, e lavora da circa tre anni come modella.

La ventenne di Vigevano (PV), è stata eletta con il 36% delle preferenze, nel corso della trasmissione della finale condotta da Alessandro Greco, e trasmessa da Jesolo in diretta su Rai 1. Lavora come modella e pratica equitazione a livello agonistico. La sua famiglia è composta dal papà Romeo, dai nonni materni Elena e Gianni, e da un barboncino di di nome Patrizia. Da un anno è orfana della mamma, strappatale da un male dopo due anni di terapia. “Per me – racconta – era oltre che una madre un’amica vera, e nonostante la sua assenza, la sento vicina. Sono fermamente convinta che la forza che mi accompagna ogni giorno da un anno a questa parte sia tutta merito suo”. La nuova Miss Italia ama cucinare, segue la moda e partecipa ad eventi e sfilare. Adora viaggiare, perché “nulla – dice – ti arricchisce come un lungo viaggio”. Adora inoltre trascorrere il tempo libero con la famiglia, le amiche e il fidanzato. Carolina ha vinto ‘in rimonta’: eliminata in un primo momento dal televoto è stata poi ripescata dalla giuria presieduta da Gina Lollobrigida. Seconda classificata la veneta di origini cingalesi Seuvmi Fernando, in gara con il numero 62, terza la siciliana Serena Petralia, con il numero 20. Come lei, anche Miriam Leone nel 2008 era stata ripescata dalle compagne e poi aveva vinto Miss Italia.

Mostra sul set di Novecento a GuastallaDall’8 settembre a Palazzo Ducale gli scatti di Angelo Novi

REGGIO EMILIA07 settembre 201911:17

EMILIA, 7 SET – Il set di ‘Novecento’ di Bernardo Bertolucci nelle foto di Angelo Novi rivive, dopo più di quarant’anni, nella mostra ‘Guastalla una città da film’, che si presenta – a Palazzo Ducale dall’8 settembre al 29 dicembre (sabato, domenica e festivi) – come una riproposizione delle foto già proposte nella cittadina del Reggiano nel 2005, organizzate però secondo un nuovo taglio espositivo. Una rilettura della documentazione come omaggio poetico all’Emilia, alla Bassa padana e al suo mondo contadino.
La poesia, del resto, avrà un ruolo centrale nella mostra: accanto alle fotografie, infatti, saranno esposti anche i testi di alcune poesie del padre Attilio Bertolucci, commentate da Bernardo e dal fratello Giuseppe. Poesie che hanno avuto un ruolo importante sa nella realizzazione della sceneggiatura di Novecento, sia nella formazione dei due registi.
L’esposizione è realizzata dal Comune di Guastalla in collaborazione con la Cineteca di Bologna e l’archivio delle Teche Rai.

Gino Paoli e Ruggeri a ‘Poesia Festival’Dal 16 al 22 settembre nei borghi di nove comuni modenesi

MODENA07 settembre 201911:18

– Poesia protagonista dal 16 al 22 settembre in nove comuni modenesi: oltre 50 fra grandi autori e giovani promesse testimonieranno la vitalità della poesia oggi (tra loro Mariangela Gualtieri, Gian Mario Villalta, Giusi Quarenghi, Umberto Fiori, Antonio Riccardi), ma saliranno sui palchi sparsi per le colline anche artisti del calibro di Gino Paoli, Danilo Rea, Enrico Ruggeri ed Enzo Gragnaniello, per oltre trenta eventi in 7 giorni, tutti gratuiti. Ci sarà spazio anche per scrittori come l’olandese Connie Palmen e Guido Conti, attori come Fabio Testi e Ilaria Drago, che concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.
Gino Paoli sarà al teatro Fabbri di Vignola il 18 settembre, mentre il 20 a Modena si esibiranno le attrici vincitrici delle passate edizioni del Premio Reiter, in un appuntamento dedicato ai tre Bertolucci: Attilio, poeta, e i figli Giuseppe e Bernardo, registi e sceneggiatori.

Orchestra Rai al Dvorak Festival PragaE’ la più importante rassegna della Repubblica Ceca

TORINO07 settembre 201911:53

– L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai debutta domenica 8 settembre al Dvorak Festival di Praga, la più importante rassegna musicale internazionale della Repubblica Ceca dedicata al grande compositore boemo.
Affidato alla direzione di Christoph Eschenbach, bacchetta di fama internazionale già protagonista di memorabili concerti nelle ultime stagioni dell’Orchestra Rai, e attuale direttore musicale della Konzerthausorchester Berlin, il concerto inaugurale del Festival propone pagine celebri di Dvořák nella sontuosa cornice del Rudolfinum, l’auditorium neorinascimentale sulla riva destra della Moldava, costruito in onore del principe Rodolfo d’Asburgo-Lorena.
Apre la serata il Concerto per violoncello e orchestra n.2 in si minore op.104 che Antonín Dvořák scrisse durante il suo soggiorno americano, intorno al 1895. Lo esegue il giovane violoncellista austriaco di origini persiane Kian Soltani, al debutto con l’Orchestra Rai. Chiude la serata la Sinfonia n.8 in sol maggiore op.88.

‘Vicinato’, a Matera amarcord virtualeTurismo esperienziale nel rione Malve nel Sasso Caveoso

MATERA07 settembre 201912:27

– Frasi a effetto che, a Matera (Capitale europea della Cultura 2019) accolgono il visitatore per ricordare la vita degli antichi vicinati, installazioni multimediali con le voci, le foto e le immagini dei residenti dei rioni Sassi, filmati d’epoca caratterizzano il percorso di turismo esperienziale e interamente virtuale del progetto di “Vicinato a Pozzo” di rione Malve nel Sasso Caveoso.
L’iniziativa, presentata nel corso di un convegno e di una conferenza stampa, rappresenta il primo tassello di un programma più vasto denominato “Parco della storia dell’uomo”, realizzato nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) della presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha come soggetto attuatore Invitalia.

Torna a Modena tela del Guercino rubataEsposta alla Galleria Estense fino a ricollocazione in chiesa

MODENA07 settembre 201913:34

– E’ tornata a Modena l’opera del Guercino trafugata nell’agosto di cinque anni fa dalla chiesa di San Vincenzo e recuperata nell’estate 2017 a Casablanca, in Marocco, dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna. L’opera, un olio su tela – Madonna con Bambino e i santi Giovanni evangelista e Gregorio taumaturgo – rimarrà temporaneamente esposta nella Galleria Estense, nella Sala del Bernini, fino alla sua ricollocazione finale nella chiesa.
Il dipinto venne realizzato nel 1629 per gli Estensi dall’artista emiliano, all’apice del successo professionale, per essere destinata alla chiesa dei Teatini. Dopo il recupero, il quadro è stato consegnato ai laboratori dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro (Iscr) di Roma, per curare i notevoli danni riportati durante le vicende del furto e degli avvolgimenti in senso contrario cui è stato sottoposto. Gli interventi hanno visto l’applicazione di una nuova foderatura, la pulitura della superficie e la presentazione estetica.

Miss Italia, ho scoperto il coraggioVittoria conferma che nella vita tutto è possibile, mai dire mai

VENEZIA07 settembre 201913:48

– Non ha ancora chiuso gli occhi, è frastornata per i mille impegni, tra interviste e foto, e alle strade che si possono ora aprire col titolo di Miss Italia, la pavese Carolina Stramare, dice, ci penserà domani.
“Vivo il presente, sarà tutto da valutare” afferma la neo reginetta, 20 anni, sperando che il titolo sia un volano per affermarsi nella moda. Miss Italia “è stata un’esperienza positiva – sottolinea -.
E’ un concorso pulito e ti senti addosso la sicurezza delle persone che ti seguono. Si creano amicizie ed è una manifestazione che ancor oggi ha un senso, perché aiuta a scoprire talenti, ma soprattutto fa emergere il talento, talvolta latente, che c’è in ognuna di noi. Come, per quel che mi riguarda, il coraggio che non avrei mai creduto d’avere, anche nell’affrontare gli argomenti più emotivi”.
Per Carolina è stata una doppia vittoria, sul filo di lana: prima ‘bocciata’, poi ripescata e infine incoronata: “Questo conferma che nella vita tutto è possibile: mai dire mai…”.

Dipinto Madonna ‘ritrovata’ a Reggio E.Scoperto anni fa durante lavori di restauro in sede Prefettura

REGGIO EMILIA07 settembre 201914:35

– E’ stato restituito alla città di Reggio Emilia un affresco raffigurante la Beata Vergine della Ghiara, scoperto alcuni anni fa al piano terra dell’ex Palazzo Ducale durante lavori di restauro della sede della Prefettura. Per il recupero la Provincia aveva stanziato un contributo di 50mila euro. Il 7 e 8 settembre – in occasione della Giarèda, sagra reggiana dedicata proprio alla Madonna della Ghiara, che coincide con il 400/o anniversario della traslazione dell’immagine miracolosa e dell’apertura della Basilica – l’opera, sulla cui attribuzione gli esperti non si sono ancora espressi, è visibile al pubblico.
“Un dipinto di pregio – dice il presidente Giorgio Zanni – che la Provincia ha deciso di valorizzare destinando, con una scelta anche coraggiosa, parte dei fondi destinati alla manutenzione del patrimonio immobiliare, pur in un momento storico non semplice per questo ente, nella consapevolezza dell’importanza degli investimenti e favore della storia e della cultura del nostro territorio”.

Verdi, a NY segreti di Otello e FalstaffAlla Morgan Library il ritorno all’opera 15 anni dopo l’Aida

NEW YORK07 settembre 201916:20

“Non avremmo avuto né Otello né Falstaff se nel 1879 Giulio Ricordi non avesse organizzato un incontro tra Boito e Verdi e se Boito non fosse stato pronto a dedicarsi anima e corpo al più anziano compositore”, scriveva nel 1979, William Weaver. Il ritorno di un riluttante Giuseppe Verdi all’opera 15 anni dopo l’andata in scena di Aida nel 1871 è al centro di una mostra alla Morgan Library, la prima negli Usa che mette insieme testi e documenti della propria collezione con quelli degli Archivi Ricordi a Milano. Organizzata con Bentelsman/Archivi Ricordi, curata da Gabriele Dotto e aperta fino al 5 gennaio, la mostra racconta per la prima volta negli Usa non solo la storia del ritorno al teatro del compositore, ma anche tutte le fasi della produzione di un’opera: dai contratti iniziali (per Otello Verdi fu pagato 200mila lire, un milione di dollari di oggi) ai libretti e partiture, fino al design delle scene, alla scelta del cast, ai costumi (due dalla Scala), alle istruzioni per i cantanti.

Franceschini, stop Grandi Navi a S.Marco’Il vincolo del Mibac è solo il primo passo’

VENEZIA07 settembre 201916:21

– “A Venezia per la #Biennalecinema2019. Un impegno: entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco. Il vincolo del @_MiBAC è solo il primo passo. Abbiamo perso troppo tempo e il mondo ci guarda incredulo. #GrandiNavi”. Lo annuncia su Twitter il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, appena arrivato al Lido per la serata finale della Mostra del cinema.

Jagger, l’artista non tolga mai la mascheraIl rocker nel film di chiusura, The Burnt Orange Heresy

VENEZIA07 settembre 201920:51

Chiusura in musica alla Mostra del Cinema di Venezia 2019. Prima Roger Waters dei Pink Floyd, poi Mick Jagger nel cast di ‘The Burnt Orange Heresy’ film italiano (fuori concorso) di Giuseppe Capotondi. Storia di un critico d’arte d’arte (Claes Bang) al quale un potente mercante d’arte (Jagger) fa un’offerta impossibile da rifiutare. L’intrigo coinvolge un celebre pittore (Donald Sutherland) che vive isolato da anni.Dal frontman 76/enne dei Rolling Stone, al Lido per il film di chiusura, tante piccole verità dette in una conferenza stampa che lo ha accolto tra mille applausi. Il rocker ha parlato di ambiente, maschere, collezionismo e futuro. “Sono felice che lo facciano, sono quelli che erediteranno il pianeta. Negli Usa i controlli ambientali che avrebbero aiutato a proteggere il clima sono stati annullati. Sono felice che le persone vogliano manifestare, sono con loro” dice Jagger appoggiando la protesta degli attivisti del Comitato No Grandi Navi, che hanno occupato per sette ore il red carpet del festival. A chi chiede al leader dei Rolling Stones se l’artista debba indossare una maschera o mostrare se stesso, replica Mick Jagger – che già nel 1969 era stato protagonista al Lido insieme al compagno di band Keith Richards con una parte in ‘Umano, non umano’ di Mario Schifano -: ”Dovere dell’artista è mettere una maschera e non toglierla. Anzi deve indossare anche più maschere pur di non rivelare se stesso”.Recitare, spiega poi, non è diverso che salire su un palco: “Anche stare sul palco, fare una performance è come recitare. Anzi è anche peggio perché se cadi dal palco non puoi ripetere. Il mio personaggio è comunque molto affascinante in un film che è alla ricerca della verità”. Ma una cosa è certa per Jagger, giacca stampata su variazioni di grigio e reduce da un recente intervento al cuore, il mondo non va certo bene:”Il mondo cambia generazione per generazione. quelli che stiamo vivendo sono dei tempi strani, bui e nessuno può prevedere cosa accadrà. C’è comunque ora nel mondo una grande polarizzazione, meno flessibilità e maggiore inciviltà nella vita politica del mondo e anche del mio Paese in questa ultima settimana. E questa vale ovviamente anche per gli Stati Uniti dove, anche per quanto riguarda l’ambiente, tutte le conquiste di Obama sono state cancellate”. Il suo rapporto col collezionismo? ”Non sono un collezionista, butto tutto e quello che compro lo perdo. Insomma sono un collezionista fallito”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Pereira, spero Meyer inizi al meglio
‘A Firenze compito più stimolante, prima Tosca sarà successo’

07 settembre 201917:01

– Alexander Pereira è pronto alla nuova sfida da sovrintendente del Maggio Fiorentino e augura al suo successore alla Scala Dominique Meyer “di iniziare nel modo migliore”. “Ci conosciamo da una vita – ha detto – e non mi interessa creargli difficoltà”. Il manager austriaco ha spiegato di aver accettato l’offerta di Firenze perché “si tratta di un nuovo compito”. E comunque “è più stimolante cimentarsi con un nuovo compito che portare qualcosa alla fine”, ovvero la sua avventura alla Scala per cui aveva avuto la proroga solo di un anno. Pereira si trasferirà “molto presto – ha assicurato – perché non si può dirigere un teatro da lontano”. Prima però c’è l’inaugurazione della Scala con Tosca il 7 dicembre. “Riccardo Chailly, che dirige l’opera, è il più grande interprete al mondo di Puccini. Anna Netrebko e Luca Salsi interpretano i ruoli principali. La regia è di Davide Livermore. Sono sicuro – ha concluso – che l’apertura di stagione sarà un successo”.

Martel, verdetto Venezia non unanimeLa presidente di giuria, i premi frutto di grande dialogo

VENEZIA07 settembre 201921:42

– “Per fortuna non è stato un verdetto all’unanimità, i premi sono stati frutto di grande dialogo. Sono la presidente di una giuria democratica, quindi non abbiamo bisogno dell’unanimità per metterci tutti d’accordo”. Lo ha detto la presidente di giuria Lucrecia Martel rispondendo ai giornalisti su come si sia arrivati al palmares della 76/a Mostra del Cinema di Venezia.

McEwan, un robot e un romanzo su BrexitLo scrittore, nel nuovo libro uno scarafaggio si sveglia premier

MANTOVA08 settembre 201911:16

– IAN MCEWAN, ‘MACCHINE COME ME’ (EINAUDI, PP. 281, EURO 19,50) E’ un robot, Adam, bello e potente a dominare la scena nel nuovo romanzo di Ian McEwan, ‘Macchine come me’ dove ci si interroga su che cosa sia la natura umana ma soprattutto sulla responsabilità di gestire il rapporto con le macchine artificiali. “Al cuore del libro c’è la questione morale” dice lo scrittore, che chiude il Festivaletteratura di Mantova, e ha appena finito di scrivere un nuovo romanzo sulla Brexit. “L’ho consegnato giovedì scorso e uscirà in tempi record, a 10 giorni dal momento in cui l’ho dato al mio editore. Devo molto a Franz Kafka. E’ la storia di uno scarafaggio che una mattina si sveglia, dopo tanti incubi notturni, e si trova trasformato in una creatura gigantesca che è il primo ministro dell’Inghilterra” racconta e annuncia che il titolo è “Cockroach, Scarafaggio appunto”.”Siamo in mezzo a una grande tempesta nel mio Paese e continuo a domandarmi com’è che siamo arrivati a tanto. E’ probabile che ci sarà un’estensione della scadenza per l’uscita dall’Unione Europea al 31 gennaio. Però è imprevedibile anche ciò che avverrà domani. Entra in vigore la legge secondo la quale non si può uscire dall’Unione Europea senza un accordo con la Ue” sottolinea l’autore di Espiazione. “E’ un momento molto triste per il mio Paese, siamo una società divisa. Come riusciremo a rimediare a tutto questo? Stiamo andando verso una società simile agli Stati Uniti dove in fondo ci sono due culture, due civiltà che convivono. Una lezione che abbiamo imparato da tutta questa saga è che è una pessima idea far prendere una decisione su un problema complesso con un referendum popolare, specialmente se il sistema è maggioritario. Se si tenesse adesso un nuovo referendum il risultato sarebbe, 53% per rimanere e 47% per Brexit, ma sappiamo che i sondaggi spesso sbagliano”.L’impossibilità di prevedere il futuro attraversa anche ‘Macchine come me’, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Susanna Basso, per cui uscirà anche Scarafaggio. “Ad un essere umano artificiale possiamo dare principi morali ma non l’interpretazione di questi. Noi sappiamo benissimo che è sbagliato mentire, ma sappiamo che a volte è necessario farlo. Sarebbe quasi impossibile programmare un algoritmo di intelligenza artificiale che gestisca le bugie a fin di bene. Adam è razionale, totalmente, e ha una visione completamente diversa da quella degli uomini. Io sto al 51% dalla sua parte” spiega McEwan. Charlie Friend, la voce narrante della storia, 32 anni, che vive comprando e vendendo titoli online, non resiste alla tentazione di aggiudicarsi Adam e pensa che lo aiuterà a conquistare la sfuggente Miranda che vive al piano di sopra, ma quando riuscirà a vincere la sua resistenza Miranda cercherà vendetta, mentirà alla polizia e in tribunale. E si pone qui un dilemma etico lacerante. Ambientato a Londra, in un altro 1982, in cui è rovesciato il risultato della guerra delle Falkland e i Beatles si sono da poco ricostituiti, ‘Macchine come me’ poteva essere ambientato “in qualsiasi periodo storico, però volevo fosse nel passato. Il passeggero che mi ha trasportato in quel momento storico è stato Alan Turing, perché volevo dargli la vita che non ebbe mai” dice lo scrittore e ammette di avere “un pregiudizio contro i romanzi che si svolgono nel futuro. Possiamo anche predire il passato. Il presente è il risultato più fragile dei risultati possibili. In fondo siamo tutti poco bravi a predire cosa accadrà. Chi avrebbe potuto prevedere l’impatto che Internet avrebbe avuto su di noi e che i social media sarebbero stati in grado di scegliere un presidente per una nazione moderna o di trasformare le voci di corridoio in vere notizie? Nessuno. Siamo tutti seduti intorno a un tavolo dove si fa il gioco di interpellare il fantasma che sta nella stanza”.Nel romanzo, con citazioni da Blade Runner e un omaggio a Asimov nel titolo, McEwan ci racconta in fondo che “siamo ai primordi di un cambiamento di civiltà enorme” e ci fa riflettere sul fatto che “noi umani, in una vita così breve, siamo in grado di costruire macchine immortali”.

TheGiornalisti conquistano il Circo MassimoConcerto da rock star,tra gli ospiti Carboni, Elisa e Calcutta

08 settembre 201911:18

Come sempre, quando comincia la musica finisce la tensione. I TheGiornalisti salgono sul palco del Circo Massimo, a Roma, per un concerto che rappresenta la consacrazione della band di Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera: ad accoglierli oltre 40 mila persone, a scongiurare quel rischio di flop di cui si era parlato alla vigilia, tanto da spingere Tommaso Paradiso, che è anche una star social, a invitare i fan con un post ad andare al concerto.Negli ultimi tempi si è parlato molto anche di tensioni all’interno della band, voci peraltro smentite dai diretti interessati.Insomma qualche increspatura nell’atmosfera che precedeva la festa c’è stata ma la band sul palco ha dimostrato di voler pensare solo alla musica. TheGiornalisti sono uno dei fenomeni pop più clamorosi degli ultimi anni della musica italiana: Paradiso, Musella e Primavera sono tre musicisti che hanno alle spalle una lunga gavetta nei locali romani. In dieci anni hanno inventato un suono sospeso tra cantautorato, Venditti, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Luca Carboni, gli Oasis (Paradiso ha avuto una cover band dedicata ai fratelli Gallagher) e il più attuale sound elettronico pop. Così sono diventati dei frequentatori abituali dei primi posti delle classifiche, nonché delle presenze fisse nelle rotazioni dei network radiofonici inserendosi a pieno titolo in quella nuova scena indie che ha rivitalizzato la scena italiana.Dal canto loro i TheGiornalisti, e al di là di ogni giudizio estetico, hanno dimostrato di possedere una rara e indiscutibile capacità di sfornare hit capaci di diventare autentici tormentoni: “Riccione”, “Pamplona”, “Completamente”, “Senza”, “Il tuo maglione mio”, “Non caderci mai più”, “Questa nostra stupida canzone d’amore”, “Felicità puttana”, “Maradona y Pelé”, tutti titoli che hanno entusiasmato una platea dall’età media media molto bassa. Il concerto è anche una festa tra amici sul palco: ovviamente c’è Luca Carboni, sodale di vecchia data della band nonché protagonista del brano “Luca lo stesso”, Elisa che con il suo trascinante entusiasmo propone “Da sola/In The Night” insieme a Takagi & Ketra e torna in “Tra la strada e le stelle”, Dardust (all’anagrafe Dario Faini) compositore e produttore che da anni domina la scena musicale italiana e che ha firmato “New York”,”Riccione”, “Pamplona” che si mette al piano in “Questa nostra stupida canzone d’amore”, ovviamente uno dei momenti più intensi del concerto, autori proprio di “Da sola/In the Night”, l’amico Calcutta (con Tommaso Paradiso questa estate si è scambiato l’ account Instagram) “Fine dell’estate”, il rapper Franco 126 che ha riproposto il singolo “Stanza singola”.Arrangiamenti cambiati, una specialità della casa, sorprese, un evidente desiderio di condividere la musica con i propri amici che è uno degli elementi che caratterizza questa nuova scena italiana, un palco ultra tecnologico, Tommaso Paradiso che dà prova delle sue doti di entertainer con presentazioni e divagazioni e soprattutto è il centro di questo spettacolo che è una fotografia del modo di intendere il pop delle nuove generazioni.

Statua dio Baal sull’isola di MothiaProgetto dell’università La Sapienza di Roma

MARSALA (TRAPANI)08 settembre 201911:57

– Una statua del dio Baal, adorato dagli antichi moziesi, realizzata dai componenti della missione archeologica sull’isola di Mothia dell’università “La Sapienza” di Roma, è stata ricollocata il 7 settembre al centro del Kothon. Quest’ultima è una grande vasca con acqua salata collegata al mare che per lungo tempo si è pensato fosse un piccolo porto riparato all’interno dell’isola o un cantiere navale e che, invece, di recente, gli studiosi hanno scoperto essere stato un luogo per cerimonie sacre che prevedevano immersioni in acqua. La statua di Baal, in una nota della missione archeologica dell’università romana guidata dal professor Lorenzo Nigro, viene definita “uno dei primi colossi nella storia del Mediterraneo”. A distanza di circa 24 secoli, dunque, Baal è nuovamente al centro del Kothon quale “nume tutelare delle acque sacre” di Mothia. All’evento ha assistito un centinaio di persone.

Venezia 76: da ambiente a migranti, inno ai diritti chiude la MostraMarinelli ringrazia Ong. Sul palco sfilano le voci del mondo

08 settembre 201913:09

Il Leone d’oro a Joker di Todd Phillips con l’ovazione al protagonista Joaquin Phoenix, il secondo premio al grande assente Roman Polanski per J’Accuse, l’Italia che vince due premi, con Luca Marinelli per Martin Eden e La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco cui è andato il premio speciale della giuria e soprattutto il cinema che abbraccia e quasi prende sulle spalle i problemi del mondo diventando baluardo di libertà e di diritti umani.E’ la fotografia finale di Venezia 76 davanti ad una platea di cineasti che parlano tutte le lingue del mondo, vengono dal Sudan e dal Brasile, da Hong Kong e dall’Australia, dalla Nigeria, dal Pakistan, dall’Ucraina perchè al di là delle parole ad unirli è una sola lingua universale, quella del cinema e del racconto per immagini. Poco prima della cerimonia, per sette ore, il red carpet era stato occupato da oltre 300 attivisti per il clima che hanno cercato (e trovato) attenzione per il tema delle Grandi Navi in laguna. “Devo questo premio anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo.Viva l’umanità e viva l’amore” ha detto con teatrale passione Luca Marinelli, il talento italiano che film dopo film sta costruendo una solida carriera oggi premiata con la Coppa Volpi maschile. Poco dopo sul palco è salita la minuta fortissima Ariane Ascaride, l’attrice che in coppia con il marito regista Robert Guédiguian da’ vita ad una madre dolorosa e generosa, una roccia in Gloria Mundi, premiata anche lei con la Coppa Volpi. “Sono figlia di emigrati italiani fuggiti per la miseria e sono nata a Marsiglia, sono figlia di stranieri e sono francese ed è importante avere più culture possibili per vivere nel mondo. Questa coppa mi ricongiunge alle mie radici – ha detto in italiano – dedico questo premio a tutti quelli che hanno l’eternità nel fondo del Mediterraneo”.Il filo rosso della libertà, della difesa dei diritti umani ha unito tutti i commenti dei vincitori. “No a qualsiasi tipo di censura” ha detto il produttore di Maresco Rean Mazzone soddisfatto per il premio ad un film che aveva creato qualche imbarazzo e poco prima abbasso la censura aveva detto la brasiliana Barbara Paz, premiata a Venezia Classici per il miglior documentario Babenco Tell Me When I Die. Il giovane regista sudanese Amjad Abu Alala leone del futuro con l’opera prima You Will Die at 20 ha raccontato come il suo paese non ha soldi per finanziare il cinema ma che ce ne sarebbe bisogno per raccontare cosa accade lì ora che c’è un nuovo governo in cui si spera, l’americana Celine Tricart, premio a Venice Virtual Reality ha spiegato come la sua opera immersiva, The Key, sia collegata alla chiave della casa d’origine che i rifugiati continuano a custodire nel corso della loro diaspora, Valentyn Vasyanovych, miglior film a Orizzonti con Atlantis ha collegato con entusiasmo la sua vittoria alla liberazione proprio oggi del regista Oleg Sentsov, arrestato e imprigionato in Russia per motivi politici e ora rilasciato in uno scambio di prigionieri.E più tenero di tutti il 71enne Yonfan, il regista di Hong Kong che Con n.7 Cherry Lane ha vinto per la migliore sceneggiatura, che ha raccontato la storia del suo paese, minacciato nei diritti umani più volte nei decenni, augurandosi che “Hong Kong sarà libera ancora”. In un contesto così ‘politico’ il commento della presidente di giuria, l’argentina Lucrecia Martel è sembrato la sintesi più opportuna: “questi registi ci hanno fatto pensare a cosa accade nel mondo ed è la funzione del cinema, comunicare. Abbiamo bisogno di parlare e dialogare”. I volti felici della finale di Venezia 76 sono quelli di Toby Wallace, il talentuoso attore di Babyteeth, del giurato italiano Paolo Virzì che ha abbracciato Luca Marinelli sul palco, fiero di aver fatto un buon lavoro anche per l’Italia, del produttore di Polanski Luca Barbareschi, del Leone d’oro Todd Phillips che ha abbracciato il suo coraggioso protagonista “dall’anima bella” Joaquin Phoenix maschera di Joker. Un momento finale di emozione per il presidente uscente della Biennale Paolo Baratta davanti alla platea in cui sedeva tra gli altri il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. Con The Burn Orange Heresy di Giuseppe Capotondi si è concluso il festival, ospite di riguardo Mick Jagger, per una volta attore.

Al Costanzi il dittico Calder-KentridgeIn scena dittico Work in progress e Waiting for the Sibyl

06 settembre 201915:51

– Un viaggio nella stupefacente “visione” di due grandi artisti contemporanei, tra suggestioni imprevedibili e affascinanti enigmi: al Teatro dell’Opera di Roma si celebra l’incontro tra Alexander Calder e William Kentridge in un sorprendente dittico in scena dal 10 al 15 settembre. Sul palco una creazione inedita, che unisce lo storico “Work in progress” di Calder, ispirato ai suoi celebri “mobiles” e rappresentato al Costanzi l’11 marzo del 1968, al nuovo lavoro di Kentridge, “Waiting for the Sibyl”, pensato proprio come “risposta” allo spettacolo dell’artista statunitense. Un’occasione unica per allargare i confini del teatro musicale aprendosi all’arte ma soprattutto per rivivere un grande evento, anche grazie alla presenza di Filippo Crivelli, che 51 anni fa prese parte allo spettacolo di Calder e che oggi lo cura per questa ripresa. Per il suo dialogo privilegiato con Calder, Kentridge sceglie invece di partire dai frammenti di carta e dal mito della Sibilla Cumana.

Torna Tagadà: basta politica urlata, spazio alle storieSu La7, edizione rinnovata e più lunga. Al timone Tiziana Panella

08 settembre 201913:06

I fatti, i dubbi, i protagonisti, i colpi di scena della politica, ma soprattutto “il racconto sociale, le storie di chi vive sulla propria pelle le scelte della classe dirigente”: Tiziana Panella torna al timone di Tagadà, che riparte lunedì 9 settembre su La7 con una quinta edizione rinnovata e più lunga, in onda dalle 14.20 alle 17.
“Il rafforzamento del programma è una promozione che viviamo con grande soddisfazione”, sottolinea la giornalista. “Oltre due ore e mezza di trasmissione quotidiana sono una sfida, un impegno a sondare un’ulteriore fascia oraria e di pubblico. A guidarci sarà ancora il sottotitolo del programma, ‘Tutto quanto fa politica’: spazio quindi all’attualità, in una stagione caldissima che ci vedrà esordire con la fiducia al nuovo governo, al talk con gli ospiti in studio, ma anche alle storie quotidiane delle persone che spesso hanno vicende incredibili da raccontare”. L’idea di fondo, si appassiona Panella, “è uscire dalla logica del racconto politico strillato, che sta dietro all’ultimo tweet, per parlare con la gente, raccontare l’Italia che fa, spesso nell’assoluto anonimato, in un silenzio che in una stagione come quella che stiamo vivendo diventa eccezionale”. Al dibattito ‘classico’ e al confronto sul tema del giorno Tagadà alternerà quindi “voci, racconti, incursioni in mondi diversi, recuperando quella dimensione dell’intervista ‘uno a uno’ che sfugge alla scansione temporale tipica del talk”, per fare spazio a un “racconto morbido e vero. Penso alle persone che fanno volontariato negli ospedali – spiega ancora la giornalista, 51 anni, un passato in Rai dove ha lavorato tra l’altro con Michele Santoro, dal 2001 a La7 – o alla nostra Maria Rosaria, l’operaia della Whirlpool che nella scorsa edizione è diventata il nostro interlocutore privilegiato per raccontare la vertenza. Il suo punto di vista diventava più forte di qualunque analisi di opinionisti e commentatori, perché Maria Rosaria ce l’ha scritta sulla pelle la storia dell’azienda”.
Nel lungo flusso informativo che si è consolidato negli anni come cifra del racconto della rete edita da Urbano Cairo, “presidiare il pomeriggio – sorride Panella, che aveva già condotto Coffee Break e Omnibus al mattino – e confrontarsi con un’offerta completamente diversa sulle altre reti all’inizio è sembrata una scommessa da pazzi. Ma oggettivamente il programma ha funzionato abbastanza presto, il pubblico ci ha dato fiducia.
Forti dei risultati, oggi proviamo a rilanciare: sono ottimista, anche perché la rete ha investito molto in questa operazione”.
Il debutto con la fiducia al governo Conte due: “Domani saremo nel frullatore, come tutti i programmi della rete: porte aperte agli ospiti, che ovviamente saranno decisi all’ultimo minuto, e al dibattito. Da mercoledì, dopo il doppio passaggio del premier alle Camere, Tagadà metterà finalmente il suo abito nuovo, mostrando la sua rinnovata fisionomia. Ce la metteremo tutta: la redazione è super motivata, accanto a me ho una squadra storica che praticamente è la mia famiglia, e poi ho una regista donna formidabile, e quando le donne fanno squadra…     sono oltre”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Marinelli, il mio Martin Eden? Indiana Jones
Pietro Marcello, la cultura riscatta o stritola, ieri come oggi

VENEZIA02 settembre 201919:22

– Lo ‘zingaro’ pazzoide di Jeeg Robot, lo sfrontato cocainomane di Ostia di Non essere cattivo, il principe libero Fabrizio De André, ossia Luca Marinelli, porta occhi di brace e fame di successo in Martin Eden, dal romanzo di Jack London che Pietro Marcello ha liberamente trasportato dalla California alla Napoli “che tutti accoglie”, spostando in avanti le vicende, surfando tra i fatti storici dell’inizio del Secolo Breve, nel film oggi in concorso a Venezia 76. Prodotto da Avventurosa, Ibc Movie con Rai Cinema, sarà in sala con 01 dal 4 settembre.”Un film emozionante – dice Marinelli, che a breve si misurerà con un altro personaggio forte, Diabolik – pieno di cose”. Con bellissimo materiale d’archivio, alternato alla finzione, Pietro Marcello ha messo in scena una “storia universale, un ragazzo che si emancipa, si riscatta con la cultura, perché la storia di Martin Eden è di tanti di noi, e però ne viene stritolato”. L’avventuriero Martin Eden “che affronta a viso aperto la vita, colpito dalla fascinazione per la cultura – aggiunge Marinelli – con quella vuole riscattarsi anche socialmente, ma arrivando in cima alla montagna che ha faticosamente scalato, ne è deluso, fino a perdersi”. Jack London sul finire dell’Ottocento e a cavallo del Novecento fu anticipatore dei guasti dell’individualismo: lo sceneggiatore Maurizio Braucci ricorda come London “abbia sperimentato l’essere grande autore di massa, scrittore di impegno politico, socialista, pensatore che crede di usare l’industria culturale, invece capisce che è l’industria culturale ad usare lui. E questo vale anche per oggi: la dicotomia che dilania tutti gli intellettuali tra il fare cultura e cercare di cambiare il mondo. L’anarchico eroe negativo Martin Eden viene stritolato come fu Jack London e questo ci ricorda in epoca più recente altri personaggi che hanno tradito le loro classi di appartenenza e sono crollati per esigenze di successo, da Fassbinder a Michael Jackson”.In un romanzo di formazione, celebre per le generazioni precedenti che hanno divorato i libri d’avventura, ci sono tanti livelli che nel film prendono la forma della complessità, ma al cuore c’è “il racconto dei rischi che l’esaltazione dell’individuo – dice Pietro Marcello – comporta, andando verso il neo liberismo più sfrenato”. Amato dai giovani, popolare è anche Marinelli che scansa ogni rischio “perché so – spiega – che bisogna mantenere l’equilibrio, restare se stessi, saldi nelle proprie idee, rifiutare lavori che non mi suscitano l’emozione e la passione di esserci dentro fino in fondo, come è stato ad esempio per Martin Eden”. E’ attuale questo Martin Eden? “Ciascuno li può trovare, noi siamo dentro il nostro tempo”, dice Pietro Marcello, ma la lotta di classe che muove all’inizio il protagonista “oggi è unilaterale – aggiunge Braucci – sono i ricchi che combattono i poveri con ogni mezzo, mentre i poveri non sono più organizzati”.Nel film, accanto a Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi c’è la partecipazione, nei panni di un intellettuale anarcoide che poi si suicida, del grande Carlo Cecchi. “Sono un attore di teatro – ha detto l’80enne interprete e regista fiorentino – e le mie frequentazioni cinematografiche sono poche, ma tutte nel segno di un archetipo, nel mio caso di Amleto. Il riferimento ad Amleto è nel mio ruolo di Morte di un matematico napoletano, in Miele di Valeria Golino e oggi in Martin Eden”. “Ciascuno ha i propri archetipi, se quello di Carlo Cecchi è Amleto, il mio, perdonatemi, è Indiana Jones”, ha concluso Luca Marinelli, gettando in una divertita disperazione Cecchi.

Chalamet, re giovane e fragile in The KingFilm Netflix prima in sala e dal primo novembre su piattaforma

VENEZIA02 settembre 201919:18

– ”Volevo solo raccontare la vita del buon principe Hal. Un giovane pieno di fragilità che lotta con il peso della sua discendenza. Enrico V non è un gladiatore, lui stesso non crede nella battaglia, nella guerra. E’ stato bello però interpretare un uomo, in un’epoca di mascolinità tossica che non sia la caricatura di questo genere”. A parlare così al Lido è Timothée Chalamet, l’attore di ‘Chiamami col tuo nome’ di Luca Guadagnino, che interpreta un fragile ed amletico Enrico V in ‘The King’ diretto da David Michôd, un prodotto Netflix, prima in sala in una data da stabilirsi e poi dal 1 novembre sulla piattaforma streaming.Il film, Fuori concorso in questa 76/ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, racconta appunto del riluttante erede al trono inglese che da sempre rifiuta la vita di corte e vive tra il popolo. Ma, dopo la morte del tirannico padre, dopo molte vicissitudini, Hal viene nominato Re Enrico V. ed è costretto ad accettare la vita dalla quale era fuggito. Centrale nel film la cosiddetta battaglia in campo aperto sulla strada per Calais il 14 agosto del 1415, quando Enrico V, alla testa di un esercito, batte quello francese nei pressi della cittadina di Azincourt ed uccide il non troppo smart Delfino di Francia (Robert Pattinson). Una battaglia girata in due settimane in Ungheria davvero straordinaria, realistica, potente e soprattutto fangosa. Gran parte dei soldati morirono non tanto per la spada, ma affogati nel fango grazie al peso delle loro armature. E questo grazie ai consigli dati a Enrico V dal suo mentore e amico, il cavaliere decaduto e alcolista John Falstaff (Joel Edgerton).”La scena nel fango è stata davvero molto dura anche per il gran caldo. C’erano sul set settanta cavalli per una coreografia studiata sia dal punto di vista del macro che del micro. A un certo punto ero coperto di fango dalla testa ai piedi, ma ero felice come se mi avessero tirato una torta in faccia”. Per Timothée Chalamet ”il bello di questo film è che mette in campo dei giovani per raccontare questa storia. Una cosa corretta perché i veri personaggi non erano certo diversi da me e Pattinson, ma in realtà sono sempre interpretati da uomini più adulti”. Spiega il regista David Michôd ancora sulla battaglia: “A differenza de Il trono di spade non ho usato gru per farla, ma solo riprese da basso. Ho voluto che lo spettatore si trovasse dentro quel fango all’altezza stessa di chi combatteva. In genere queste battaglie sono fatte con scene scandire mentre io volevo che ci si ritrovasse nel più pieno caos”.Lily-Rose Depp, figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradise, che nel film è Caterina di Valois, figlia del re di Francia e sua futura moglie, spiega:”Mi ha attratto di questo ruolo la non comune personalità di questa donna che veniva, tra l’altro, da una famiglia in cui c’era un ramo di pazzia. In fondo i suoi consigli furono determinanti per la vita di Enrico V”. Infine, Chalamet rivela che i suoi attori preferiti sono Joaquin Phoenix, Heath Ledger e Philip Seymour Hoffman e del primo dice:”Non vedo l’ora di vedere Joker con Phoenix. E pensare che l’ho incontrato nella hall dell’albergo e neppure mi ha salutato”.

The Painted Bird, a Venezia tutto l’orrore del maleAbusi e scene choc nel film di Marhoul in corsa per il Leone

VENEZIA

03 settembre 201920:10

– Non si può dire che manchi di immagini forti ‘The Painted Bird’ di Václav Marhoul, in corsa per il Leone d’oro a Venezia, con il racconto dell’Odissea, anzi del vero e proprio inferno, vissuto da un giovane ebreo (Petr Kotlár) spedito dai genitori in Europa orientale per evitare le persecuzioni naziste. Morta la donna a cui è stato affidato, il ragazzino si ritroverà a dover contare solo su stesso, ma non sarà affatto facile. E se nella proiezione per la stampa, proprio per la crudezza di certe scene, c’è stata qualche defezione, il film del regista e attore ceco è stato accolto da convinti applausi.Nel suo lungo viaggio nell’Est alla fine della Seconda Guerra mondiale il giovane, con la sua pelle scura e con gli occhi neri, sarà il diverso di turno da perseguitare. Per il ragazzo, così, minacciosi corvi che beccano sulla sua testa dopo che è stato seppellito da una maga (la scena più forte); ripetuti abusi da parte di un distillatore clandestino; un bagno in una fogna a cielo aperto; la violenza subita da una pastora di capre, che non manca, per ingelosirlo, di avere un rapporto con un caprone, e della quale fatalmente si innamora; sprofondare in un lago ghiacciato e incontrare, poi, la violenza di nazisti e stalinisti.Circa tre ore di film in bianco e nero con la fotografia magica di Vladimir Smutny (per un film, tratto dal famoso romanzo omonimo di Jerzy Kosinski (autore anche di Oltre il giardino), con il racconto del male nelle sue forme più crudeli. Nel cast anche camei di Udo Kier, Lech Dyblik, Jitka Cvancarova, Stellan Skarsgård, Harvey Keitel, Julian Sands, Barry Pepper e Aleksey Kravchenko. “Sono undici anni che lavoro a questo libro che mi ha subito molto toccato e così ho deciso di farne un film perché credo sia una storia universale. Ci sono tanti bambini abbandonati nel mondo che agiscono proprio come accade nel film” spiega il regista oggi al Lido. La violenza? “È solo la cornice del dipinto dove al centro c’è la vita del protagonista. Il film poi ha un buon finale perché passa il principio che la luce è visibile solo al buio”.Quanto all’uso del bianco e nero, spiega Václav Marhoul – che inizia come attore per poi debuttare alla regia nel 2003 con Mazanì Filip: “Il colore toglie qualcosa al miracolo del bianco e nero e poi ho girato in 35 mm che fa la differenza”. Scena cult di un film, quasi senza parole e con un protagonista privo di sorriso, quella che dà appunto il titolo: “Un uccellatore dipinge le ali di un uccello e poi lo lancia in uno stormo di suoi simili. È vero caos tra gli uccelli. Una volta avvertito l’estraneo sono tutti intorno a lui per abbatterlo, ma è solo un loro simile”.

Carolina Rosi, papà s’indignerebbe ancoraFuori concorso ‘Citizen Rosi’, l’Italia nel suo cinema civile

VENEZIA05 settembre 201919:35

– Salvatore Giuliano (1962), Le mani sulla città (1963), Il caso Mattei (1972), Lucky Luciano (1973), e si potrebbe continuare ancora: i film di Francesco Rosi sono un compendio di storia italiana, anticipatori di verità giudiziali, indicatori delle malefatte di compromessi stato/mafia, di corruzione, di appoggi politici alla criminalità. La figlia Carolina Rosi, che è stata la sua aiuto regista e che è custode del suo cinema e dei suoi valori, ha realizzato con Didi Gnocchi un documentario che è prima di tutto un atto d’amore per il padre così amato, morto nel 2015, e poi un lascito morale, del cinema di impegno civile, di educazione alla legalità. S’intitola Citizen Rosi, cittadino Rosi perché questa era la sua carica etica, uscirà in sala con Istituto Luce Cinecittà e poi si vedrà su Sky Arte. E’ stato presentato Fuori Concorso a Venezia insieme agli sceneggiatori Fabrizio Corallo e Anna Migotto, al magistrato Vincenzo Calia e al giornalista Lirio Abbate entrambi sotto scorta.Cosa direbbe dell’Italia di oggi Francesco Rosi? “Sarebbe quanto meno perplesso, probabilmente continuerebbe a difendere i valori imprescindibili della democrazia, continuerebbe a lottare per i valori in cui ha sempre creduto. Siamo in un’epoca trasformista, populista, molto poco ragionata, mio padre – ha detto Carolina – s’indignerebbe ancora come ha fatto per tutta la sua vita”. L’idea di raccontare il cinema di Rosi, una ventina di titoli (da La sfida a La Tregua del ’97), utilizzandolo come una bussola della storia italiana, è stata una scelta “quasi inevitabile. Ci siamo chieste: sono serviti a qualcosa questi film di cinema civile? Ci parlano ancora oggi dei nostri malesseri a 40 anni di distanza? E – dice Carolina Rosi con la Gnocchi – ci siamo risposte di sì, perché il cinema civile è indispensabile per dare un senso all’arte, che è sempre sociale e politica. Servirebbero semmai maggiori registi impegnati: per mio padre era una missione farsi domande, raccontare i fatti e denunciarli, credeva al ruolo etico del regista che oggi mi sembra si sia spento perché è l’estetica a prevalere. Lui credeva molto all’educazione civica del cinema e voleva che i suoi film fossero visti nelle scuole, perché è così che nascono gli anticorpi per difendere la democrazia”.Da Citizen Rosi traspare un amore incredibile di Carolina verso un padre evidentemente adorato: “Mi manca molto, avevamo un rapporto molto bello, anche di discussioni animate. Mi ha cresciuta in un modo estremamente rigoroso, mi ha dato un’educazione severa, ha provato a tramandarmi dei valori. Aveva una personalità forte e da grande l’ho ritrovata in Luca (De Filippo, ndr, del quale è vedova), ma era con me di una dolcezza incredibile”. Oltre che custode del patrimonio filmico del padre, la Rosi è presidente onorario della Fondazione Luca De Filippo e ha partecipato con la Andiamo Avanti Productions alla produzione del Sindaco del Rione Sanità con la regia di Mario Martone, in teatro e al cinema (è in concorso a Venezia 76).

Lotta di classe di Guédiguian e GuedesIn concorso al Lido ‘Gloria Mundi’ e ‘A Herdade’

VENEZIA05 settembre 201916:26

– Forse è un caso, ma la 76/a edizione della Mostra di Venezia si chiude in lotta di classe.
Di scena due opere divise tra famiglia e scontro sociale. Ovvero ‘GLORIA MUNDI’, una sorta di Ken Loach marsigliese firmato da Robert Guédiguian e ‘A HERDADE’, una saga portoghese sulle disgrazie del potere di Tiago Guedes.
Il film di Guédiguian parte con la nascita di Gloria, ma la sua venuta al mondo peggiora anche più la condizione economica dei suoi genitori: padre autista Uber e madre commessa in un magazzino tartassata da una padrona aguzzina. Ma c’è una persona che potrebbe cambiare le cose, Daniel (Gerard Meylan) appena uscito di prigione e nonno della neonata Gloria. Una sorta di Prometeo portoghese ricco come Creso è invece il protagonista assoluto di A HERDADE di Tiago, Joao Fernandes (Albano Jerónimo), proprietario di una delle più grandi tenute d’Europa: 14.000 ettari. La storia di questa fattoria cambia insieme alla vita politica, economica e sociale del Portogallo dagli anni ’40 a oggi.

Montaldo, la cultura contro l’intolleranzaAl Lido restauro Tiro al piccione su Salò, ‘critica mi attaccò’

VENEZIA05 settembre 201919:33

– “Per combattere la rabbia, l’intolleranza e l’ignoranza che si sentono nella società di oggi, c’è una parola, che a volte ormai sembra quasi una parolaccia, cultura: sapere, studiare e anche vivere insieme l’esperienza del cinema, bisognerebbe ripartire da lì”. Lo dice con la consueta lucidità, humour e classe da gentleman senza tempo, un maestro del nostro cinema, Giuliano Montaldo, che torna oggi al Lido (la proiezione è sold out) per la presentazione a Venezia Classici della versione restaurata da CSC – Cineteca Nazionale presso i laboratori di Istituto Luce – Cinecittà del suo esordio alla regia, Tiro al Piccione del 1961, il primo film su Salò dalla fine della guerra.”Al pubblico piacque, ma la critica, sia da destra che da sinistra, mi fece a pezzi. Fu un grande dolore, pensai anche di cambiare mestiere. Non rivedo il film da allora, spero oggi di farcela a guardarlo fino in fondo” spiega il regista, classe 1930. Ambientata nel 1943, la storia ha per protagonista Marco (Jacques Charrier), che dopo la fuga del re decide di arruolarsi da volontario nella Repubblica di Salò, perché crede in quegli ideali; di fronte, però, alle violenze a cui assiste, le sue convinzioni iniziano presto a vacillare. “Come attore e aiuto regista – racconta Montaldo – avevo partecipato a film sulla Resistenza, così un produttore mi ha proposto di adattare per il cinema Tiro al piccione, romanzo biografico di Giose Rimanelli. Ho detto sì perché mi sembrava si potesse parlare di chi allora aveva sbagliato strada ed era stato da noi riaccolto nella società. I critici non la pensarono come me. Io ne uscii devastato, mi sembrava di aver sbagliato tutto, toccando un tasto molto delicato. Se ho continuato a fare cinema, lo devo a mia moglie, mia compagna di vita e collaboratrice, Vera Pescarolo, che mi fece restare a Roma, dandomi forza e coraggio. Ricominciai a lavorare, girando un film tv per gli americani, L’isola dell’angelo, poi altri film, come Una bella grinta, che ha vinto due premi al Festival di Berlino, andò bene. Ma tutte le volte che si è trattato di parlare di temi difficili, fino a Gli occhiali d’oro, è sempre stata dura con i produttori. Uno, quando gli proposi Sacco e Vanzetti, mi ha risposto, ‘Ma che è, ‘na ditta d’import/export?'”.Il restauro di Tiro al piccione “è stata una sorpresa bellissima, non posso che dire grazie”, sottolinea. E’ un film che risulta ancora oggi particolarmente attuale, visti certi sguardi nostalgici, anche da parte di alcuni giovani, verso il fascismo: “Mi ricordo che con Lizzani, nel 1951, dopo una proiezione a Napoli di Achtung! Banditi! (su un episodio della guerra partigiana nel Nord Italia, ndr), si alzò un signore e ci chiese se fossero realmente accaduti fatti come quelli. Questo è un Paese che ha dimenticato in fretta tante cose della propria storia; è possibile che anche oggi qualcuno possa sbagliare strada… Speriamo che, come il ragazzo di Tiro al piccione, se ne accorga. E comunque, chi sbaglia non va emarginato, va riaccolto”.

Jolie supporta film afghano a VeneziaHava, Maryam, Ayesha opera indipendente e con team femminile

VENEZIA06 settembre 201912:48

– “Ogni film realizzato in Afghanistan è una specie di miracolo. In un momento in cui il futuro dell’Afghanistan è in bilico, ci ricorda tutto ciò che è in gioco per milioni di donne afghane, che meritano la libertà, l’indipendenza e la sicurezza di fare le proprie scelte”, ha detto Angelina Jolie in un messaggio a Venezia 76 per supportare Hava, Maryam, Ayesha, primo film indipendente dall’Afghanistan, interamente girato con cast tecnico e artistico locale ed anche il primo diretto da una donna, Sahraa Karimi. Il film passa a Orizzonti e “racconta la vita delle giovani donne nell’Afghanistan contemporaneo. Mostra la grazia, la bellezza e lo spirito delle donne afghane rispetto al matrimonio, all’amore, all’amicizia, nella famiglia e nella maternità”.
La regista Sahraa Karimi ha ringraziato il direttore del festival Alberto Barbera per la possibilità di “attirare l’attenzione sui problemi che il Paese sta affrontando, in particolare la necessità di garantire i diritti delle donne in Afghanistan”.

Cardin, vorrei andare oltre i 100 anniLeggenda moda 97enne al Lido per Docu sulla sua vita

VENEZIA06 settembre 201918:08

– A 97 anni “lavoro ancora tutti i giorni, è la mia ragione d’essere e di esistere. Il mio progetto è continuare a vivere, voglio passare i 100 e ricominciare”. Lo dice con lo charme di un uomo che ha sempre guardato avanti e non ha mai avuto paura di rischiare, Pierre Cardin, o meglio Pietro Costante Cardin, nato a Sant’Andrea di Barbarana (Treviso) nel 1922, ma cresciuto in Francia dall’età di due anni, dopo che i genitori all’avvento del Fascismo avevano deciso di lasciare l’Italia. La leggenda della moda è arrivata al Lido per l’anteprima del documentario sulla sua vita, House of Cardin di P. David Ebersole, Todd Hughes, evento speciale delle Giornate degli Autori, in sala nel 2020 con I Wonder Pictures, in collaborazione con Sky Arte e Unipol Biografilm Collection. Un viaggio che esplora in ogni aspetto quello che molti definiscono l’Enigma Cardin, vista la riservatezza dell’uomo, e la capacità dell’artista e uomo d’affari di creare un impero innovando nello stile.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia, Franceschini: ‘Mai più le GRandi Navi a San Marco’
Manifestanti sul red carpet in mattinata

07 settembre 201920:51

Gli oltre trecento manifestanti che dall’alba di oggi hanno occupato il red carpet della Mostra del cinema di Venezia, hanno volontariamente lasciato il tappeto rosso “per evitare qualunque scontro con le forze dell’ordine, anche se delusi dalla mancanza di risposte dalla Biennale e di un appoggio che speravamo da parte di qualche attore militante”, come ha detto una giovane attivista in tuta bianca. Alle 17 è prevista una manifestazione nel centro del Lido, sempre di protesta contro le Grandi Navi in laguna e più in generale sui cambiamenti climatici, “quindi il nostro progetto – ha detto uno dei ragazzi accampati sul red carpet – è di lasciare questo posto per unirci a loro, ma a condizione che, in modo del tutto pacifico, ci sia concesso di restare un piccolo gruppo qui in nostra rappresentanza per avere massima visibilità internazionale durante l’ingresso degli ospiti della serata finale del festival”. Hanno chiesto di incontrare la Biennale, per arrivare ad un accordo, al momento però non è stato reso noto nulla di ufficiale e di fatto gli attivisti per il clima sono materialmente sopra il tappeto dove dovranno passare le delegazioni dei film, gli ospiti e persino Mick Jagger attore del film di chiusura The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi. Non era mai accaduto, almeno in anni recenti, che una protesta arrivasse sul tappeto rosso e resta ancora più paradossale in una Mostra che ha visto serrati, rigorosi controlli della polizia nei varchi di accesso alla ‘zona rossa’ intorno al Palazzo del cinema e ai luoghi del festival con ispezioni di zaini, borse, tasche a tutti i passanti, accreditati con il badge al collo compresi. “Siamo entrati prima delle sei, in massa e non abbiamo trovato alcuna resistenza”, ha aggiunto un ragazzo che è arrivato da Napoli appositamente per la manifestazione documentata su Global Project Info minuto per minuto. Tra i manifestanti attivisti provenienti da varie parti d’Europa e da tutta Italia che hanno deciso di ritrovarsi al Palazzo del cinema per suscitare maggiore consapevolezza dei danni ambientali, non solo quelli legati all’uso delle Grandi Navi a Venezia. Dal 4 settembre poi, qui al Lido, c’è un campeggio formativo sui temi ambientali.

“A Venezia per la #Biennalecinema2019. Un impegno: entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco. Il vincolo del @_MiBAC è solo il primo passo. Abbiamo perso troppo tempo e il mondo ci guarda incredulo. #GrandiNavi”. Lo annuncia su Twitter il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, appena arrivato al Lido per la serata finale della Mostra del cinema.

Venezia: manifestanti via da red carpet”Per evitare scontri, ma delusi da mancanza risposte Biennale”

VENEZIA07 settembre 201914:15

– Gli oltre trecento manifestanti che dall’alba di oggi hanno occupato il red carpet della Mostra del cinema di Venezia, hanno volontariamente lasciato il tappeto rosso “per evitare qualunque scontro con le forze dell’ordine, anche se delusi dalla mancanza di risposte dalla Biennale e di un appoggio che speravamo da parte di qualche attore militante”, come ha detto una giovane attivista in tuta bianca.

Parma, progetto per Bertolucci-StoraroPremio Oscar a Franceschini, serve aiuto per conservare storia

07 settembre 201917:16

– Parma, capitale italiana della cultura 2020, celebra uno dei suoi figli più illustri, con l’iniziativa Bertolucci-Storaro. Il progetto sarà dedicato alla produzione artistica di Bernardo Bertolucci in collaborazione con Vittorio Storaro, con il quale ha realizzato 10 film, da Prima della rivoluzione, Strategia del ragno, Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Novecento Atto I, Novecento Atto II, La luna, L’ultimo imperatore, Il tè nel deserto fino a Il piccolo Buddha.
L’iniziativa, patrocinata da CICT-UNESCO, e realizzata da Corrado Rovesti presidente di Tecnoitalia, con la direzione artistica di Vittorio Giacci, si articolerà in una grande mostra con le immagini dei film, un Libro fotografico con foto e scritti dello stesso Storaro, e tre Masterclass, tenute dal Premio Oscar, sulla base dei tre “periodi visivi” dei loro film: La luce, I colori, Gli elementi. Ma il cuore del progetto è il trasferimento dei 10 film restaurati su un supporto digitale (DOTS) che ne conserva l’integrità.

Venezia, Coppa Volpi a Ariane AscaridePer il film Gloria Mundi di Robert Guédiguian

VENEZIA07 settembre 201920:17

– Coppa Volpi per la migliore attrice a Ariane Ascaride nel film Gloria Mundi di Robert Guédiguian (Francia, Italia) alla 76/ma Mostra del cinema di Venezia.

Venezia, Leone d’Argento Roy AnderssonPer il film About Endlessness

VENEZIA07 settembre 201920:22

– Leone d’Argento per la migliore regia a: Roy Andersson per il film Om Det Oandliga (About Endlessness) (Svezia, Germania, Norvegia) alla 76/a Mostra del cinema di Venezia.

Venezia, Gran premio giuria a J’AccuseIl film di Roman Polanski

VENEZIA07 settembre 201920:24

– Il Gran Premio della Giuria va a J’Accuse di Roman Polanski (Francia, Italia), alla 76/a Mostra del cinema di Venezia.

Venezia, Leone d’Oro a JokerVince il film di Todd Phillips

VENEZIA07 settembre 201920:26

– Il Leone d’Oro per il miglior film va a Joker di Todd Phillips (USA) alla 76/a Mostra del cinema di Venezia.

Marinelli, il mio premio per chi salva vite in mareLa dedica dell’attore vincitore della Coppa Volpi

VENEZIA07 settembre 201920:36

– “Devo questo premio anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore”.
E’ la dedica di Luca Marinelli, che ha appena vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile nel film Martin Eden di Pietro Marcello alla 76/a Mostra del cinema di Venezia.

Virzì, nessun peso polemiche su PolanskiMartel, da signor Polanski punto di vista molto interessante

VENEZIA07 settembre 201921:44

– “Posso garantire personalmente che nella discussione sul film di Polanski si è parlato esclusivamente dell’opera, della sua qualità, dello stile, del processo produttivo, del fatto storico che racconta, dell’uso degli attori. Certe polemiche uscite sui giornali non hanno riguardato le discussioni della giuria”. Lo dice Paolo Virzì membro della giuria di Venezia 76, rispondendo ai giornalisti. “Il signor Polanski ha mostrato un punto di vista molto interessante per tutti noi” ha aggiunto Lucrecia Martel.

L’esordio narrativo di MusolinoLo scrittore racconta come la vita possa cambiare all’improvviso

03 settembre 201910:08

– FRANCESCO MUSOLINO, L’ATTIMO PRIMA (RIZZOLI, PP. 267, EURO 18) Ti trascina nella storia in modo inaspettato Francesco Musolino nel suo primo romanzo, ‘L’attimo prima’, in cui racconta come tutto possa svanire l’attimo prima di realizzarsi, come la vita possa cambiare in un istante. Romanzo di educazione all’età adulta, romanzo di formazione, è un libro che in realtà ci mette davanti all’importanza del qui e ora, del sapere vivere e apprezzare fino in fondo quello che stiamo vivendo nel momento in cui lo viviamo. Giornalista culturale, ideatore del progetto di lettura no profit @Stoleggendo su Twitter, Musolino, 38 anni, di Messina, insegna scrittura creativa e in questo suo esordio narrativo, in libreria oggi per Rizzoli, non nasconde la sua passione per la buona cucina, per i viaggi, per la musica e la scrittura e per quel lato umano che sembra smarrito, ma “evidentemente esiste ancora” come dice ne ‘L’attimo prima’.Lorenzo, 25 anni, lavora in un’agenzia di viaggi di Messina, è “l’uomo che può portarvi lontano dalla ressa e dal casino”, che “può spedirvi ovunque desideriate”, anche se non ha mai messo il naso fuori dalla sua terra, ma è anche il bambino cresciuto sotto il tavolo di legno del ristorante di Leandro e Sara, i suoi genitori, aperto alla fine degli anni Settanta a Messina e che sognava di fare lo chef. Ma “un urlo e un tonfo sulle tragiche note di Ravel” cambiano in un attimo la sua vita in una maledetta domenica. “Ero partito con il vento in poppa e con l’idea di abbattere muri, cambiare l’insegna, riscrivere il menu, digitare e ammodernare tutto quanto e invece loro due mi avevano consegnato un sogno nuovo di zecca” racconta. Lorenzo sta per partire per fare uno stage di sei mesi all’Accademia della Cucina di Milano. Ma, senza lasciare il tempo di capire cosa stava accadendo, Leandro muore e per Lorenzo la vita con “gli occhi fissi sul soffitto ad aspettare che i sogni diventino realtà finisce”. Quando muore un genitore si conclude la vita di figlio, ma quando si può mai dire veramente di essere adulti? Restano con noi quelle giornate in famiglia che si pensa non finiranno mai, quelle domeniche ad ascoltare il Bolero diventano eterne.Ed è proprio questa sensibilità di Musolino nel saper dar voce a quella tenerezza che fa fatica ad esprimersi nell’età adulta insieme a quell’ironia che sdrammatizza ogni cosa a colpire ne ‘L’attimo prima’. “E’ cambiato tutto eppure non è cambiato niente. Mi manchi anche quando non ti sto pensando” dice alla fine Lorenzo rivolgendosi al padre. Così, tra incazzature, delusioni e rabbia, Lorenzo inizia a lavorare in un’agenzia di viaggi. Sarà sua sorella Elena a spronarlo rimettendo insieme i pezzi della sua vita bloccata. E se cogliere l’attimo alla fine è l’unica salvezza, solo l’amore può vincere la paralisi e l’immobilità che può venire dal dolore di una perdita. E per rimettersi in moto ci vuole l’umiltà e il coraggio dei guerrieri che “non nascondono le cicatrici” come suggerisce Musolino che il 17 settembre presenterà il libro a Milano, il 20 a PordenoneLegge e il 24 settembre a Roma. Prime tappe di un tour che si concluderà il 19 ottobre a Ragusa.

Gassmann, in una società chiusa serve ascoltoL’attore in family comedy di Cipani su diversità, da storia vera

VENEZIA03 settembre 201910:07

– A 19 anni, Giacomo Mazzariol detto Jack decide di raccontare in un romanzo, Mio fratello rincorre i dinosauri (Einaudi), il rapporto, tra paura, a volte rabbia, ma soprattutto grandissimo amore, con il fratellino Giovanni (Gio) nato con la sindrome di Down. Si rivela un bestseller e tre anni dopo l’esordiente Stefano Cipani firma l’adattamento per il grande schermo, che debutta alla Mostra del Cinema di Venezia, nelle Giornate degli Autori. Una family comedy con un tocco di favola moderna, arricchita da un cast che comprende Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese, Rossy de Palma, Francesco Gheghi, Lorenzo Sisto (classe 2008, bravissimo piccolo interprete di Gio). L’arrivo in sala è previsto per il 5 settembre in 250 copie con Eagle Pictures.”In una società che non solo alla disabilità ma a qualunque diversità risponde spesso con chiusura pura e a volte violenza, soprattutto in rete – dice Gassmann – questo film è un aiuto, anche perché la commedia, quando è misurata, è il genere che assomiglia di più alla vita. Se avessimo fra noi molte più famiglie come i Mazzariol, non ci troveremo nella brutta situazione in cui siamo”. E’ d’accordo Rossy De Palma: “Vedendo il film ho pianto come una Maddalena – dice – ci sono dentro puro amore e innocenza”. Nella storia, il modo che Katia (Ragonese) e Davide Mazzariol (Gassmann), hanno per far accettare al più piccolo della famiglia, Jack (Luca Morello), 5 anni (hanno anche due figlie più grandi) il fratellino con un cromosoma di più, e dirgli che è “speciale”, una parola che Jack interpreta come ‘supereroe’.La scoperta invece di come venga percepita all’esterno la diversità di Gio porta poi Jack a inizio adolescenza (Gheghi) in un complesso viaggio di crescita, dettato da sentimenti conflittuali, dal desiderio di distacco alla rabbia, ma soprattutto da un profondo amore, visto anche il fatto che il travolgente fratellino non ci sta a farsi mettere da parte. “Quando ho letto il romanzo mi ha molto colpito, poi, conoscendola, mi sono innamorato della famiglia Mazzariol – spiega Cipani -. Nel film ho cercato di mantenere la leggerezza che ho trovato nel libro”. Giacomo Mazzariol ha collaborato alla sceneggiatura: “Volevamo trovare un linguaggio universale che non fosse repellente per i ragazzi, parlare la loro lingua, con un linguaggio da adulti ma ironico. Il film è un mix di generi ma è anche molto reale, puoi andarlo a vedere sia per limonare che per educare i figli” dice sorridendo. Isabella Ragonese sottolinea di essere rimasta conquistata dal sostegno reciproco che si sente nella “piccola comunità” dei Mazzariol, “si fanno forza tutti insieme”. Al film hanno risposto con entusiasmo anche il ‘vero’ Gio, che giudica il suo interprete “uno spettacolo”, mentre Lorenzo Sisto non vuole si dimentichi l’aiuto per fare il film “di mamma e papà” e che “l’esperienza è stata bellissima, perché ho trovato tanti nuovi amici”.

Julie Andrews Leone alla carriera, ‘sono fortunata’L’attrice, la Mostra è il primo Festival al mondo

VENEZIA03 settembre 201910:11

“Ancora mi meraviglio, sono stata una ragazza fortunata che ha potuto recitare ruoli bellissimi”. Lo ha detto Julie Andrews, dopo aver ricevuto in Sala Grande il Leone d’oro alla carriera dalle mani di Paolo Baratta, presidente della Biennale. L’amore del pubblico per l’attrice ha preso forma prima con un battimani corale sulle canzoni di Mary Poppins, nel montaggio di alcuni dei suoi film piu’ importanti, e poi con l’appassionata laudatio di Luca Guadagnino, accogliendola con una standing ovation durata circa 10 minuti. Elegante in un tailleur pantalone celeste, Andrews ha ricordato che da bambina in Inghilterra amava cantare arie in italiano (e ne ha accennate, con una voce cristallina, un paio), “ero molto giovane e a malapena capivo le parole che stavo cantando, quindi credo che per oggi sia meglio per tutti fare il mio discorso in inglese” ha sottolineato con un sorriso.Per lei Venezia “e’ oggi il primo Festival del mondo: guardando alla selezione di quest’anno mi rendo conto ancora una volta di che grande potere di unire abbia il cinema”. L’interprete di Tutti insieme appassionatamente e Mary Poppins ha dedicato un ringraziamento anche ai giovani talenti emergenti: “Chiedo loro di rimanere fedeli ai loro sogni e alla loro visione, le gratificazioni in questo modo saranno incomparabili.E ringrazio i pubblici di tutto il mondo, con la loro passione per il cinema rendono ancora tutto questo possibile, il loro supporto continuo tiene viva la luce sullo schermo”. Guadagnino nel suo discorso introduttivo ha dimostrato, con un excursus della vita e della carriera, la sua profonda conoscenza di Julie Andrews (lei ha ricambiato dicendogli “sono stupefatta da quante cose Luca sai di me, ma anch’io sono fan del tuo cinema”), e l’ammirazione che nutre per lei: “Per me e’ chiaro che, in una vita come la sua, fatta di tanti viaggi attraverso il mondo del cinema e dello spettacolo, Julie Andrews sia uno di quei bambini capaci di utilizzare il potere dell’immaginazione per nobili fini” ha detto il cineasta. Ma Julie Andrews “e’ anche un’artista sovversiva, che ha saputo ridefinire costantemente la propria immagine nell’arco di tutta la sua carriera. Ragionando sul suo tempo, su chi e’ e cosa rappresenta, Andrews ha giocato con le aspettative, senza mai farsi trovare due volte nello stesso posto”. Per Guadagnino l’attrice e’ “un’icona del ventesimo e ventunesimo secolo, che sa trasmettere una sorta di classicismo olimpico in ogni cosa che fa. Ha rappresentato ai massimi livelli la recitazione, la danza, la musica, la scrittura e l’attivismo politico; la sua eleganza e’ diventata un valore assoluto: unica nella storia del cinema e assolutamente inimitabile”.A concludere l’evento in Sala Grande, la proiezione di Victor Victoria (1982) uno dei capolavori con lei protagonista firmato da Blake Edwards, marito di Julie Andrews, scomparso nel 2010.

Venezia, premio speciale giuria Maresco’La mafia non è più quella di una volta’

VENEZIA07 settembre 201920:55

Premio speciale della Giuria a: La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco (Italia) alla 76/a Mostra del cinema di Venezia. Protagonisti del film sono la fotografa Letizia Battaglia e
Ciccio Mira, l’impresario di cantanti neomelodici già protagonista di ‘Belluscone’.

Venezia, a Luca Marinelli Coppa VolpiProtagonista di Martin Eden di Pietro Marcello

VENEZIA07 settembre 201920:25

– Luca Marinelli, protagonista di Martin Eden di Pietro Marcello, è il vincitore della Coppa Volpi maschile alla 76/ma edizione della Mostra del cinema di Venezia.

Jacobson, i social sono senza ironiaLo scrittore Booker Prize, la Brexit “una scusa inventata”

MANTOVA07 settembre 201911:10

– HOWARD JACOBSON, SU CON LA VITA (LA NAVE DI TESEO, PP. 411, EURO 20) L’ironia oggi “è più importante che mai, ma è minacciata da tante cose, i populismi, le dittature e la stessa Brexit. Howard Jacobson, lo scrittore Man Booker Prize nel 2010 con ‘L’enigma di Finkler’, maestro dell’humour, rifiuta la rigidità di chi vede le cose bianche o nere e dice, al Festivaletteratura di Mantova, che “la dimensione meno ironica di oggi è quella dei social media che sostengono una posizione di certezza aggressiva dove il pollice o è su o è giù”. Come accade, spiega, “con gli emoji, le faccine con cui siamo abituati a comunicare, che ridono o piangono, non ci sono sfumature. Anche le politiche identitarie sono ben lungi dall’essere ironiche”.E’ invece totalmente ironica la protagonista del suo nuovo romanzo ‘Su con la vita’, pubblicato da La nave di Teseo nella traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, in cui ci racconta l’inaspettato amore tra la novantenne Beryl Dusinbery, detta la Principessa Schweppessodawasser, sulla via della demenza, e lo schivo e solitario Shimi che al contrario non dimentica mai nulla. “La principessa e Shimi si innamorano attraverso le parole. Non c’è rapporto fisico ma una vicinanza che viene dalla conversazione. Parlano tantissimo e lo facevano ancora di più, tanto che ho eliminato 50 pagine” racconta lo scrittore che non ha mai digerito la Brexit. “Non c’è nessun motivo che la giustifichi. La disaffezione nei confronti dell’Unione Europea non è diversa da quella che si può avere nei confronti di qualsiasi istituzione. E’ una scusa inventata. Nessuno ci capisce nulla della Brexit da fuori che è stata presentata come legata all’Unione Europea ma non ha nulla a che fare con questo. Riguarda le disuguaglianze tra ricchi e poveri, tra nord e sud e soprattutto tra chi ha l’istruzione e chi non ha avuto un’educazione. Lo vediamo anche negli Stati Uniti, chi non ha potuto studiare o accedere alla conoscenza è come se avesse un’acredine verso chi le cose le sa” spiega Jacobson. E sottolinea: “e’ una guerra civile dove non ci sono i carri armati. E a Boris Johnson non gliene frega nulla del destino del Paese, ha sempre cercato soddisfazione alla sua sfrenata ambizione” dice lo scrittore.Grazie a quella libertà che viene dall’età, la principessa di ‘Su con la vita’ ricorda e dimentica i suoi tre figli, di cui non si è mai curata, e i suoi uomini. Ha avuto molti corteggiatori, amanti e mariti. Passa le sue giornate con due badanti che tormenta con la lettura dei suoi diari. “Esiste per dare fastidio a tutte le persone che le sono accanto. Per il lettore è una figura liberatoria. E’ un po’ come se fosse il clown, il giullare shakespeariano che in virtù della sua età può dire e fare quello che decide e che le piace. Ha un gran senso dell’umorismo e non è mai chiaro quanto sia seria o meno di fronte a certe affermazioni” dice lo scrittore che alla fine ci stupisce ancora una volta raccontandoci come non sia mai troppo tardi per niente.Tra le parti più divertenti di ‘Su con la vita’, che era partito con la figura di Shimi ma ha preso il volo quando a Jacobson è apparsa nella mente la figura di Beryl, le opinioni che la principessa esprime su una serie di uomini che hanno fatto parte della sua vita. “Ho fatto una summa di tutti i commenti sugli uomini da parte delle donne a cui ho assistito. Hanno sempre un certo sarcasmo” afferma Jacobson che è riuscito a far incontrare questi due personaggi improbabili sul terreno delle parole, anche quelle che mancano.

Morta la cantante Kylie Rae Harris, video in lacrime prima dell’incidente In New Mexico, a 30 anni. Deceduta anche una ragazza di 16 anni

07 settembre 201917:34

La cantante country americana, Kylie Rae Harris, 30 anni, è morta nella notte tra mercoledì e giovedì in un incidente stradale nello Stato del New Mexico. Harris stava andando a Taos, nel nord dello Stato, quando l’auto sulla quale viaggiava è rimasta coinvolta nell’incidente insieme ad altre due vetture: nello scontro è deceduta anche una ragazza di 16 anni che era alla guida di una delle altre auto.

La cantante, originaria del Texas, era attesa ieri pomeriggio sul palcoscenico del Big Barn Dance Music Festival, un festival musicale che si tiene ogni anno nella città.C’è un incredibile e tragico destino. Proprio nell’ultima delle stories su Instagram, registrata poco prima dello scontro, la cantante in lacrime diceva che andava in New Mexico, a Taos, quando era piccola, insieme alle sue sorelle. E lì è morta quasi tutta la sua famiglia, compreso suo padre. Kylie Rae Harris lascia una figlia di sei anni. L’ultimo tragico messaggio su Instagram

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Chester, La fattoria dei nostri sogni
Una storia vera che celebra la potenza della natura e biodiversità

settembre 201910:17

– Riuscire a “cavalcare” il potere della natura, accogliendone gli imprevisti e le meraviglie, per realizzare la sfida di vivere in totale armonia con essa: fa davvero venire voglia di cambiare stile di vita e tornare alla “terra” il film di John Chester dal titolo “La fattoria dei nostri sogni”, nelle sale dal 5 settembre con Teodora. Girato “365 giorni all’anno per quasi 8 anni”, il film è narrato in prima persona dal regista che racconta la storia incredibile vissuta insieme a sua moglie Molly: la decisione di lasciare la città per costruire dal nulla “Apricot Lane”, un’enorme fattoria in cui seguire i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale.Creare una “fattoria da fiaba” a un’ora di macchina da Los Angeles, partendo da un terreno definito ‘morto’, che sembrava incapace di ospitare la vita, era un sogno da molti considerato una vera pazzia: eppure, tra cocenti delusioni e piccole grandi vittorie, cadute e ripartenze, i coniugi Chester sono riusciti a dare vita a un luogo che celebra la biodiversità e che dimostra quanto sia ancora possibile l’armonia tra uomo e ambiente. Nel film questa storia vera (che ha del miracoloso e che infonde speranza perché credibile) viene raccontata in modo schietto ed emozionante, anche grazie a immagini spettacolari che svelano l’incomparabile bellezza della natura, le sue leggi eterne, la sua forza indomabile, ma anche la determinazione di John e Molly ad andare avanti in un’impresa che non è esagerato definire formidabile. Prima un progetto che ha convinto alcuni investitori a dare i fondi necessari, poi la visionarietà di un consulente esperto in questa tipologia di fattorie completamente sostenibili, infine una squadra di collaboratori e la voglia di lavorare insieme e senza sosta per un traguardo comune: così è nata “Apricot Lane”, un luogo magico, esteso per oltre 200 acri e in grado di ospitare circa 850 animali e 75 varietà di coltivazioni biodinamiche. In questa fattoria d’altri tempi ogni elemento è inserito in un ciclo vitale infinito, in cui la natura presenta ogni giorno un problema nuovo ma con esso anche la sua soluzione.Non sorprende che la visione luminosa offerta dal film abbia conquistato gli Stati Uniti: contro ogni previsione infatti questa sorta di documentario romantico e idealista, uscito pochi mesi fa all’inizio in sole 5 sale, si è poi diffuso a macchia d’olio grazie al passaparola, raggiungendo ben 285 schermi e scalando la classifica degli incassi. A emergere non è solo la coscienza ecologista, perché il messaggio del film punta a far comprendere anche il valore dell’amore, dell’amicizia, della tenacia, della fiducia e soprattutto della vita, in tutte le sue forme. “Spero che il film sia visto soprattutto dai più giovani”, dichiara il regista, “E spero che il pubblico capisca, come abbiamo capito noi, che una collaborazione con la natura offre infinite possibilità, che a volte siamo troppo distratti per vedere. La natura ha tutte le risposte di cui abbiamo bisogno”.

Venezia 76: Leone d’oro a Joker. A Luca Marinelli coppa Volpi come miglior attore. Tutti i premiCoppa Volpi femminile a Ariane Ascaride. Premio speciale della giuria a La mafia di Franco Maresco

08 settembre 201912:50

Alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia vince il Leone d’oro per il miglior film JOKER di Todd Phillips (USA). Luca Marinelli, protagonista di Martin Eden di Pietro Marcello, è il vincitore della Coppa Volpi maschile. “Devo questo premio – afferma Marinelli sul palco – anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore”. COPPA VOLPI per la migliore attrice a: Ariane Ascaride nel film GLORIA MUNDI di Robert Guédiguian (Francia, Italia) GRAN PREMIO DELLA GIURIA a: J’ACCUSE di Roman Polanski (Francia, Italia)LEONE D’ARGENTO per la migliore regia a: Roy Andersson per il film OM DET OÄNDLIGA (ABOUT ENDLESSNESS) (Svezia, Germania, Norvegia) PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a: LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco (Italia) PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a Yonfan per il film animato JI YUAN TAI QI HAO (N. 7 CHERRY LANE) (Hong Kong SAR, Cina) PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore emergente a Toby Wallace nel film BABYTEETH di Shannon Murphy (Australia)LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS) a YOU WILL DIE AT 20 di Amjad Abu Alala (Sudan, Francia, Egitto, Germania, Norvegia, Qatar)

“Per fortuna non è stato un verdetto all’unanimità, i premi sono stati frutto di grande dialogo. Sono la presidente di una giuria democratica, quindi non abbiamo bisogno dell’unanimità per metterci tutti d’accordo”. Lo ha detto la presidente di giuria Lucrecia Martel rispondendo ai giornalisti su come si sia arrivati al palmares della 76/a Mostra del Cinema di Venezia. ORIZZONTI
La Giuria Orizzonti della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da da Susanna Nicchiarelli e composta da Eva Sangiorgi, µlvaro Brechner, Mark Adams e Rachid Bouchareb dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 13 Cortometraggi in concorso, assegna:

il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a: ATLANTIS di Valentyn Vasyanovych (Ucraina)

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a: Théo Court per il film BLANCO EN BLANCO (Spagna, Cile, Francia, Germania)

il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a: VERDICT di Raymund Ribay Gutierrez (Filippine)

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a: Marta Nieto nel film MADRE di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, Francia)

il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a: Sami Bouajila nel film BIK ENEICH – UN FILS di Mehdi M. Barsaoui (Tunisia, Francia, Libano)

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a: Jessica Palud, Philippe Lioret, Diastème per il film REVENIR di Jessica Palud (Francia)

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a: DARLING di Saim Sadiq (Pakistan)

il VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2019 a: CÇES QUE LADRAM AOS PASSAROS (DOGS BARKING AT BIRDS) di Leonor Teles (Portogallo)

VENEZIA CLASSICI
La Giuria presieduta da Costanza Quatriglio e composta da 22 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, assegna

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA a: BABENCO – ALGUÉM TEM QUE OUVIR O CORAÇÇO E DIZER: PAROU (BABENCO – TELL ME WHEN I DIE) di Barbára Paz (Brazil)

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a: EXTASE (ECSTASY) di Gustav Machatì (Cecoslovacchia, 1932)
VENICE VR

La Giuria presieduta da Laurie Anderson e composta da Francesco Carrozzini e Alysha Naples dopo aver visionato i 27 progetti in concorso, assegna:

Il GRAN PREMIO DELLA GIURIA PER LA MIGLIORE OPERA VR IMMERSIVA a THE KEY di Céline Tricart (USA)

il PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR IMMERSIVA PER CONTENUTO INTERATTIVO a A LINHA di Ricardo Laganaro (Brasile)

il PREMIO MIGLIORE STORIA VR IMMERSIVA PER CONTENUTO LINEARE a DAUGHTERS OF CHIBOK di Joel Kachi Benson (Nigeria)
LEONE D’ORO ALLA CARRIERA 2019 a: PEDRO ALMODàVAR e JULIE ANDREWS JAEGER-LECOULTRE GLORY TO THE FILMMAKER AWARD 2019 a: COSTA-GAVRAS

PREMIO CAMPARI PASSION FOR FILM a: LUCA BIGAZZI

Barbera, Venezia aiuterà Polanski”Martel libera. Ho temuto che Maresco non fosse compreso”

VENEZIA08 settembre 201913:47

– “Polanski ha scelto di non intervenire, neanche con un video, per non alimentare le polemiche, ma era felice dell’accoglienza che J’Accuse ha avuto, così mi ha detto al telefono da Parigi, e ancora di più lo sarà per il Gran Premio della Giuria, spero che questo possa mettere definitivamente sordina sul suo caso”: Alberto Barbera, nel rituale bilancio di fine Mostra del cinema, ostenta soddisfazione per il verdetto della giuria presieduta dall’argentina Lucrecia Martel. “Sono stato favorevolmente sorpreso per il premio che La Mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco ha ottenuto, premio speciale della giuria. Non ho avuto dubbi a metterlo in concorso, ma ero preoccupato che fosse compreso dagli stranieri”, ha sottolineato. Sull’operato della Martel, che alla vigilia aveva suscitato più di una polemica tra caso Polanski e quote rosa, Barbera ha replicato: “Non avevo dubbi che il suo giudizio sarebbe stato oggettivo, che non si sarebbe lasciata influenzare da altri fattori”.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

Recent Posts

VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025

VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…

1 anno ago

VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA NAPOLI-JUVENTUS 24-01-2025

VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA NAPOLI-JUVENTUS 24-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…

1 anno ago

VIDEOCONFERENZA TEUN KOOPMEINERS E THIAGO MOTTA VIGILIA CLUB BRUGGE-JUVENTUS 20-01-2025

VIDEOCONFERENZA TEUN KOOPMEINERS E THIAGO MOTTA VIGILIA CLUB BRUGGE-JUVENTUS 20-01-2025 Rieccoci qua, ben ritrovate e…

1 anno ago

VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA JUVENTUS-MILAN 17-01-2025

VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA JUVENTUS-MILAN 17-01-2025 SONO TORNATO! Almeno spero definitivamente! Ho trascorso un periodo davvero…

1 anno ago

VIDEOCONFERENZA MOTTA E CAMBIASO VIGILIA LIPSIA-JUVENTUS 01-10-2024

VIDEOCONFERENZA MOTTA E CAMBIASO VIGILIA LIPSIA-JUVENTUS 01-10-2024 Buon Martedì sera a tutte e tutti Voi,…

2 anni ago

VIDEOCONFERENZA MOTTA POST GENOA-JUVENTUS 28-09-2024 + VIDEOCONFERENZA KOOPMEINERS POST GENOA

VIDEOCONFERENZA MOTTA POST GENOA-JUVENTUS 28-09-2024 + VIDEOCONFERENZA KOOPMEINERS POST GENOA Super mega saluto a tutte…

2 anni ago