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Johnson a Varadkar, accordo possibile entro il 31/10
Oggi il voto sulla mozione ripresentata dal suo governo per cercare di ottenere l’ok a elezioni anticipate il 15 ottobre
LONDRA09 settembre 2019 10:17
Un accordo con Bruxelles sulla Brexit può essere ancora raggiunto in tempo per il 31 ottobre, data entro la quale il Regno Unito lascerà l’Ue. Lo ha ribadito oggi a Dublino il premier britannico Boris Johnson incontrando il collega irlandese Leo Varadkar. Sul tema del contestato backstop Johnson ha insistito che vi sono alternative possibili grazie alle nuove tecnologie – pur riconoscendo le “difficoltà tecniche” da superare – in grado di garantire il mantenimento “vitale” del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha lasciato stamattina per qualche ora alle spalle il muro contro muro di Westminster sulla Brexit per volare a Dublino in quello che è il primo faccia a faccia con Varadkar: un summit incentrato inevitabilmente sullo spinoso nodo del backstop, la clausola di salvaguardia di un confine irlandese senza barriere imposta dall’Ue nell’accordo di divorzio raggiunto dai 27 con l’ex premier Theresa May (a tutela degli impegni degli storici accordi di pace del Venerdì Santo del 1998), ma bocciato dal Parlamento di Londra. “I 27 intendono avere una posizione comune (sul backstop) e noi lo rispettiamo, ma vogliamo parlare con i nostri amici irlandesi per vedere come aiutare a trovare una soluzione”, ha sottolineato Johnson, definendo “imperativo” avere anche un dialogo a due con Dublino in questa fase. In giornata l’inquilino di Downing Street rientrerà a Londra dove lo attende il voto – negativo secondo le previsioni – sulla mozione ripresentata dal suo governo per cercare di ottenere l’ok a elezioni anticipate il 15 ottobre (serve il quorum dei due terzi della Camera dei Comuni). Un voto che avverrà dopo la prevista entrata in vigore con la firma della regina, o Royal Assent, della legge anti-no deal approvata in Parlamento la settimana scorsa dalle opposizioni per obbligare il premier a chiedere un nuovo rinvio della Brexit prima del 31 ottobre laddove un accordo non ci sia: rinvio che peraltro Johnson insiste a escludere. Da domani a giovedì si aprirà infine la finestra per la controversa sospensione dei lavori parlamentari (prorogation) che l’esecutivo ha annunciato di voler estendere quest’anno per oltre un mese, fino al 14 ottobre.
Paura a Londra, palazzina in fiammeFiamme spente, non si segnalano vittime. S’indaga sulle cause
LONDRA09 settembre 201912:05
– Paura, ma nessuna vittima a Londra dove un incendio ha divorato nella notte una palazzina di quattro piani nel sobborgo di Sutton (periferia sudoccidentale della capitale britannica). Le fiamme sono divampate per cause presumibilmente accidentali, ma ancora in via di accertamento: l’allarme è stato dato dopo l’una ora locale.
I 23 appartamenti dell’edificio, abbandonati in fretta e furia dagli inquilini, sono andati distrutti nonostante l’impegno di circa 125 vigili del fuoco intervenuti sul posto, i quali sono riusciti a spegnere il rogo solo dopo cinque ore.
Impressionanti le immagini, che hanno ricordato – seppure in misura più limitata e senza le stesse conseguenze tragiche – quelle della Grenfell Tower: il grattacielo di edilizia popolare devastato dal fuoco due anni fa nel cuore di Londra, con un bilancio di 72 morti inclusi i giovani architetti italiani Gloria Trevisan e Marco Gottardi.
Ue: 14 uomini e 13 donne nel team di VdLUfficializzata la lista dei candidati commissari
BRUXELLES09 settembre 201912:45
– La presidente designata della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ufficializzato la lista dei commissari candidati dai singoli stati membri.
Complessivamente il neo esecutivo comunitario è composto da 14 uomini e 13 donne.
Brexit: stop a Parlamento da staseraPortavoce conferma, Johnson non chiederà rinvio uscita da Ue
LONDRA09 settembre 201912:49
– Il Parlamento britannico sospenderà i suoi lavori dalla fine della seduta di oggi fino al 14 ottobre. Lo ha formalizzato oggi il portavoce di Downing Street, confermando inoltre che il premier Boris Johnson non intende chiedere un rinvio della Brexit a Bruxelles malgrado l’approvazione della cosiddetta legge anti-no deal e che il Regno uscirà dall’Ue il 31 ottobre, ma anche che un nuovo accordo è ancora possibile e che l’ultimo momento utile per sancirlo sarà il Consiglio Europeo del 17-18 ottobre.
Alibaba, Jack Ma si ritiraTycoon lascia a 20 anni da nascita del colosso dell’e-commerce
PECHINO09 settembre 201912:53
– Jack Ma, il visionario fondatore di Alibaba, cederà domani il titolo di presidente all’attuale Ceo Daniel Zhang, dopo aver trasformato in 20 anni una piccola e oscura società fondata nel suo appartamento di Hangzhou nel colosso mondiale dell’e-commerce, forte di una capitalizzazione a Wall Street vicina ai 500 miliardi di dollari. Nessun evento pubblico pare essere ufficialmente in programma per salutare la staffetta, se non il party per i 20 anni della fondazione della compagnia che coincide, e non sembra casuale, con il ritiro di Ma. Al 19/mo compleanno di Alibaba, il tycoon fece l’annuncio shock del passo indietro e un anno prima, nel 2017, sorprese i dipendenti presentandosi alla kermesse del gruppo vestito da Michael Jackson e ballando sulle note di “Billie Jean”.
Xenofobia a Johannesburg, un mortoPolizia antisommossa in azione per fermare i saccheggiatori
IL CAIRO09 settembre 201913:22
– Almeno una persona è morta e altre 5 sono rimaste ferite a Johannesburg durante gli scontri scoppiati ieri tra le forze di Sicurezza e i saccheggiatori nell’ultima ondata di violenza xenofoba che ha travolto il Paese. Lo riferiscono i media locali.
Gli agenti antisommossa hanno sparato proiettili di gomma per disperdere la folla che aveva preso di mira i negozi dei migranti nel centro commerciale della città. Dopo momenti di tensione, i poliziotti sono riusciti a far tornare la calma nei distretti di Jeppestown e Hillbrow. Johannesburg e Pretoria sono state colpite nell’ultima settimana da un’ondata di attacchi contro le aziende di proprietà dei migranti che ha provocato almeno 10 morti e forti proteste di diversi Paesi africani.
Lista gilet gialli alle comunali ParigiI ‘Gilets Jaunes citoyens’ intendono candidarsi
PARIGI09 settembre 201913:25
– Una sedicente costola dei gilet gialli, i cosiddetti ‘Gilets Jaunes citoyens’, intende candidarsi alle elezioni comunali di Parigi 2020. A guidare la nuova lista in giallo, si legge in una nota, sarà Thierry Paul Valette, portavoce del ‘Comitato Famine au Yémen’ nonché fondatore del movimento ‘Egalité nationale’. A primavera, Valette aveva già costituito una lista di ‘gilet gialli’ per le elezioni Ue del 26 maggio, salvo poi rinunciare. La nuova lista per la corsa di Parigi si chiama ‘Front Jaune Citoyen Paris 2020′.
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Migranti: protesta in centro a Malta
Seconda manifestazione in 7 giorni di richiedenti asilo detenuti
LA VALLETTA09 settembre 201913:31
– Molte decine di richiedenti asilo, detenuti nel centro chiuso di Safi nella zona meridionale di Malta vicino all’aeroporto, protestano da stamani chiedendo “libertà”. Dall’interno dei cortili recintati con filo spinato gruppi di migranti gridano “freedom” ed hanno issato su un muro un lenzuolo con la stessa parola. E’ la seconda protesta all’interno del centro nel giro di una settimana.
I rifugiati vengono tenuti nel centro di detenzione con la motivazione ufficiale di essere sottoposti a controlli medici prima di essere smistati tra i vari paesi europei che si sono impegnati ad ospitarli ogni volta che Malta ha aperto i suoi porti alle navi delle Ong. Secondo la testimonianza di un ex detenuto riportate dai media maltesi, la condizioni di vita all’interno del centro sono di assoluto squallore con i migranti che vengono tenuti per mesi all’oscuro sul loro destino.
Zimbabwe: sabato funerali MugabeDelegazione parenti e governo a Singapore per rientro salma
IL CAIRO09 settembre 201913:53
– Si terranno sabato 14 settembre i funerali dell’ex padre-padrone dello Zimbabwe, Robert Mugabe, mentre scoppia la lite tra i familiari e i membri del partito di governo Zanu-Pf, sul luogo in cui sarà sepolto.
Secondo quanto riferiscono i media locali, un comunicato del governo fa sapere che i funerali si terranno sabato all’Harare National Sports stadium, ma non indica nessun luogo per la sepoltura prevista il giorno dopo. Il partito vorrebbe che Mugabe riposasse nel cimitero per gli eroi della guerra di liberazione che si trova nella capitale, ‘Heroes Acre’. La famiglia insiste invece sulla sepoltura nel villaggio rurale del distretto di Zvimba, a 100 chilometri a nordovest di Harare. Intanto, una delegazione composta da parenti e autorità del governo dello Zimbabwe, è partita per Singapore, dove l’ex dittatore è morto in una clinica di lusso, per riportare la salma in patria. Il rientro è atteso per mercoledì: la salma sarà portata prima nel villaggio di Zvimba per una veglia.
Trump contro la Cnn, un male per gli UsaNuovo attacco all’emittente, ‘informazioni sbagliate nel mondo’
WASHINGTON09 settembre 201915:50
– “La Cnn é un male per gli Usa”. E’ il nuovo duro attacco di Donald Trump alla rete televisiva più volte definita “nemica del popolo”, rea a suo dire di spargere attraverso i suoi “poco credibili conduttori” fake news e informazioni sbagliate in giro per il mondo: “Ecco perché i leader stranieri mi chiedono spesso come mai i media odiano così gli Usa”. Trump saluta quindi con favore il coinvolgimento dell’investitore Elliott Management in AT&T: “Potrebbe aiutare la controllata Cnn a tenere a freno le false notizie”.
Speaker dei Comuni annuncia dimissioniBercow accusa governo Johnson, lascerà al più tardi il 31/10
LONDRA09 settembre 201916:49
– Lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, ha annunciato l’intenzione di rinunciare all’incarico in caso di elezioni anticipate e comunque di dimettersi al più tardi dopo la scadenza della Brexit il 31 ottobre. In uno statement all’aula, Bercow – che viene dai ranghi del Partito Conservatore, ma ha assunto un ruolo da battitore libero nella gestione del dibattito sulla Brexit – ha denunciato la linea seguita dal governo di Boris Johnson sulla sospensione del Parlamento come “distruttiva”.
Brexit, Regina firma legge anti-no dealUltima formalità per il testo voluto dal fronte anti-Johnson
LONDRA09 settembre 201916:49
– La legge anti-no deal, promossa dal fronte contrario alla linea di Boris Johnson sulla Brexit, ha completato oggi il suo iter con la formalità della firma della Regina, il cosiddetto Royal Assent, dopo l’approvazione parlamentare dei giorni scorsi. Lo ha reso noto la Camera dei Lord. Il testo, che mira a imporre al primo ministro la richiesta di un rinvio dell’uscita del Regno Unito dall’Ue oltre il 31 ottobre in caso di mancato accordo con Bruxelles, è da ora in vigore.
Von der Leyen vedrà Conte a BruxellesFonti, contenta vederlo. Nelle ultime settimane scambio continuo
BRUXELLES09 settembre 201917:28
– La presidente eletta della Commissione Ue Ursula von der Leyen mercoledì vedrà il premier Giuseppe Conte, a Bruxelles. Si apprende dall’entourage di von der Leyen. “Nelle ultime settimane Conte e la leader tedesca hanno avuto buoni scambi in modo costante. Conte ha chiesto l’incontro e von der Leyen è contenta di vederlo. Probabilmente parleranno in generale della situazione dell’Italia e degli attuali sviluppi al livello europeo”, si spiega.
Brexit: lo speaker dei Comuni annuncia le dimissioniBercow accusa governo Johnson e avverte che lascerà l’incarico al più tardi il 31 ottobre.
Lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, ha annunciato l’intenzione di rinunciare all’incarico in caso di elezioni anticipate e comunque di dimettersi al più tardi dopo la scadenza della Brexit il 31 ottobre. In uno statement all’aula, Bercow – che viene dai ranghi del Partito Conservatore, ma ha assunto un ruolo da battitore libero nella gestione del dibattito sulla Brexit – ha denunciato la linea seguita dal governo di Boris Johnson sulla sospensione del Parlamento come “distruttiva”. Lo statement di Bercow – divenuto ormai notissimo in questi mesi per i suoi coloriti e perentori richiami al suono di “order, ordeeeer!” – ha avuto toni polemici e momenti molto emotivi, con lo stesso speaker sull’orlo delle lacrime quando si è rivolto alla moglie Sally e ai familiari presenti in galleria. Ed è stato accompagnato dalle ovazioni in piedi delle opposizioni, in contrasto con i volti scuri dei rappresentanti del governo Johnson.
Bercow ha ricordato i suoi 10 anni da speaker come “l’onore più grande”. Ha poi difeso il ruolo del Parlamento: “I parlamentari non sono delegati, ma rappresentanti del popolo.
Degradare il Parlamento è un un pericolo”, ha ammonito.Il leader laburista, Jeremy Corbyn, gli ha quindi reso omaggio definendolo “uno speaker superbo” e ringraziandolo per aver reso “il Parlamento più forte”. Un tributo è arrivato pure dal ministro Michael Gove a nome del governo, che peraltro si trova ora tagliato fuori sull’elezione di un nuovo speaker prima del voto elettorale, non disponendo al momento di una maggioranza alla Camera dei Comuni
Intanto il Parlamento britannico sospenderà i suoi lavori dalla fine della seduta di oggi fino al 14 ottobre. Lo ha formalizzato oggi il portavoce di Downing Street, confermando inoltre che il premier Boris Johnson non intende chiedere un rinvio della Brexit a Bruxelles malgrado l’approvazione della cosiddetta legge anti-no deal e che il Regno uscirà dall’Ue il 31 ottobre, ma anche che un nuovo accordo è ancora possibile e che l’ultimo momento utile per sancirlo sarà il Consiglio Europeo del 17-18 ottobre.
– Lo statement di Bercow – divenuto ormai notissimo in questi mesi per i suoi coloriti e perentori richiami al suono di “order, ordeeeer!” – ha avuto toni polemici e momenti molto emotivi, con lo stesso speaker sull’orlo delle lacrime quando si è rivolto alla moglie Sally e ai familiari presenti in galleria. Ed è stato accompagnato dalle ovazioni in piedi delle opposizioni, in contrasto con i volti scuri dei rappresentanti del governo Johnson.
Bercow ha ricordato i suoi 10 anni da speaker come “l’onore più grande”. Ha poi difeso il ruolo del Parlamento: “I parlamentari non sono delegati, ma rappresentanti del popolo.
Degradare il Parlamento è un un pericolo”, ha ammonito. Il leader laburista, Jeremy Corbyn, gli ha quindi reso omaggio definendolo “uno speaker superbo” e ringraziandolo per aver reso “il Parlamento più forte”. Un tributo è arrivato pure dal ministro Michael Gove a nome del governo, che peraltro si trova ora tagliato fuori sull’elezione di un nuovo speaker prima del voto elettorale, non disponendo al momento di una maggioranza ai Comuni.
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Nissan, si dimette il Ceo SaikawaPressioni del board dopo elementi su irregolarità finanziarie
PECHINO09 settembre 201914:38
Hiroto Saikawa si dimette da Ceo di Nissan a decorrere dal 16 settembre, nel mezzo delle accuse di irregolarità finanziarie e delle turbolenze gestionali seguite all’arresto e alla cacciata dell’ex boss, Carlos Ghosn. “Dopo le discussioni interne, il board ha chiesto a Saikawa di dimettersi dalla posizione di Ceo. E Saikawa ha accettato”, ha riferito in serata Yasushi Kimura, presidente del board, nel resoconto dei media nipponici.
Strage bambini in guerra, lapidi all’OnuInstallazione dell’Unicef come monito per l’Assemblea generale
09 settembre 201914:00
Migliaia di zainetti azzurri sistemati come piccole lapidi nei giardini delle Nazioni Unite a New York.
E’ l’installazione shock scelta dall’Unicef per ricordare ai leader mondiali – che tra pochi giorni parteciperanno all’Assemblea generale – la strage dei bambini uccisi in guerra.
“Gli zainetti dell’Unicef sono sempre stati un simbolo di speranza e delle possibilità offerte ai bambini”, ha detto la direttrice esecutiva dell’Unicef Henrietta Fore, ricordando che quest’anno si celebra anche il 30/o anniversario della Convenzione dei diritti del bambino. I 3.758 zainetti, una volta smontata l’installazione il 10 settembre, andranno ad accompagnare il ritorno in classe di altrettanti bambini in tutto il mondo. Secondo l’ultimo rapporto, nel 2018 oltre 12.000 bambini sono stati uccisi o mutilati in zone di conflitto, il numero più alto mai registrato da quando le Nazioni Unite hanno cominciato il monitoraggio. E gli esperti avvertono che la cifra reale è certamente più alta perché sono tanti i casi non denunciati.
Gb: Pil +0,3% a luglio, al top da 6 mesiAttività manifatturiera in crescita dello 0,3%
09 settembre 201913:23
Il Pil della Gran Bretagna cresce più del previsto a luglio segnando un rialzo dello 0,3%, il livello più alto da sei mesi, contro attese per un +0,1%. Lo comunica l’Office for National Statistics (Ons), sottolineando la ripresa del settore manifatturiero che ha evidenziato un incremento mensile dello 0,3% dal -0,2% precedente.
Iran: Aiea conferma centrifughe avanzateGià annunciata da Teheran come terza fase disimpegno nucleare
ISTANBUL09 settembre 201912:38
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha confermato l’istallazione annunciata dall’Iran di centrifughe avanzate in grado di accelerare la sua produzione di uranio arricchito. Lo riferisce in una nota l’organismo dell’Onu, facendo riferimento al sito nucleare di Natanz 22.
L’iniziativa costituisce la terza fase del piano di disimpegno dall’accordo sul nucleare del 2015, che Teheran sostiene di aver compiuto in risposta al mancato rispetto dei propri impegni da parte dei partner europei dell’intesa, cui chiedeva di compensare le sanzioni americane. L’Iran ha comunque precisato che si tratta di misure reversibili se verranno soddisfatte le sue richieste.
Sudan: giura il nuovo governo18 ministri, 4 donne. Due ministeri ancora da occupare
IL CAIRO09 settembre 201912:31
Il nuovo governo del Sudan, il primo da quando l’ex dittatore Omar al-Bashir è stato deposto ad aprile in seguito a mesi di proteste, ha giurato davanti al giudice della più alta Corte del Paese. Il nuovo esecutivo è composto da 18 ministri, tra cui 4 donne, una responsabile del dicastero degli Esteri, Asmaa Abdalla, la prima volta nella storia del Paese. Il governo è frutto dell’accordo tra i militari e gli attivisti pro-democratici. Il neo premier, Abdalla Hamdok, sta ancora negoziando con le ‘Forze per la libertà e il cambiamento’ gli ultimi due ministeri rimasti vacanti. Sul fronte della giustizia, l’udienza del processo a carico di Bashir è stata aggiornata al 14 settembre.
Nell’udienza di sabato, hanno deposto due testimoni a favore della difesa. I due hanno affermato che parte del denaro dato all’ex presidente dal principe saudita, e per il quale è sotto processo per corruzione e riciclaggio di denaro, sono stati donati da Bashir a un gruppo paramilitare, e non spesi per affari personali.
Paura a Londra, incendio divora palazzina di 4 pianiFiamme spente, non si segnalano vittime. S’indaga sulle cause
LONDRA09 settembre 201915:47
Paura, ma nessuna vittima a Londra dove un incendio ha divorato nella notte una palazzina di quattro piani nel sobborgo di Sutton (periferia sudoccidentale della capitale britannica). Le fiamme sono divampate per cause presumibilmente accidentali, ma ancora in via di accertamento: l’allarme è stato dato dopo l’una ora locale.
I 23 appartamenti dell’edificio, abbandonati in fretta e furia dagli inquilini, sono andati distrutti nonostante l’impegno di circa 125 vigili del fuoco intervenuti sul posto, i quali sono riusciti a spegnere il rogo solo dopo cinque ore.
Impressionanti le immagini, che hanno ricordato – seppure in misura più limitata e senza le stesse conseguenze tragiche – quelle della Grenfell Tower: il grattacielo di edilizia popolare devastato dal fuoco due anni fa nel cuore di Londra, con un bilancio di 72 morti inclusi i giovani architetti italiani Gloria Trevisan e Marco Gottardi.
Il Mit travolto dal caso Epstein, tremano i vertici Altre teste pronte a cadere dopo l’addio del capo del Media Lab
09 settembre 201911:27
Nessuno doveva sapere che Jeffery Epstein, già nella bufera per lo scandalo degli abusi sui minori in Florida, alimentava le casse del laboratorio. Le riempiva di soldi con donazioni personali o con quelle di tante influenti personalità che gravitavano nel suo mondo. Gente come Bill Gates e altri Paperoni pronti a mettere parte della propria ricchezza al servizio della ricerca. I responsabili del prestigioso Media Lab, fiore all’occhiello del Mit di Boston, avevano impartito direttive ben precise a tutto lo staff: quei rapporti dovevano rimanere un segreto.Nessuno immaginava quel che sarebbe accaduto: l’arresto a luglio del controverso finanziere, le nuove scioccanti storie sul giro di prostituzione minorile da lui gestito e il suicidio nel carcere federale di Manhattan. Così il caso Epstein ha finito per travolgere anche il Mit, e la prima testa a saltare é stata quella di Joichi Ito, il direttore del laboratorio scientifico e tecnologico più famoso al mondo.Ma sono in tanti adesso a tremare, per la loro posizione ma soprattutto per la loro reputazione. Tutti quelli che all’interno della prestigiosa istituzione hanno coperto, e che prima ancora hanno accettato di ricevere denaro da una persona che aveva un profilo espressamente vietato dalla policy dell’ateneo e dal regolamento del laboratorio, un profilo non idoneo per iscriversi nella lista dei benefattori e per intrattenere rapporti di alcun genere con i responsabili del Media Lab. Ito, 53 anni, conosciuto anche per i suoi contributi scientifici sul New York Times, lo sapeva bene. Però i soldi li ha presi lo stesso, e di recente ha ammesso di aver accettato da Epstein almeno 525 mila dollari per il laboratorio. Ma ha ammesso anche di aver ricevuto più di un milione di dollari per il suo fondo di investimento.Nonostante queste imbarazzanti rivelazioni ha tentato di resistere e di salvare il prestigioso incarico che ricopre dall’aprile del 2011. La decisione di dimettersi con effetto immediato da direttore del Media Lab e da docente del Massachusetts Institute of Technology é invece arrivata meno di 24 ore dopo che un articolo del New Yorker ha ricostruito le misure prese dai vertici del laboratorio per nascondere i legami finanziari con Epstein. In alcune e-mail spunta anche il nome di Bill Gates e la donazione di oltre 2 milioni di dollari che il fondatore di Microsoft, agganciato da Epstein, fece nell’ottobre del 2014.L’impressione ora é che a Boston altre teste potrebbero cadere. In bilico c’é anche Nicholas Negroponte, il mitico guru di internet e fondatore del Mit Media Lab, di cui ancora oggi é presidente emerito. Negroponte, fino a ieri una vera e propria legenda dentro e fuori i corridoi del laboratorio, é stato clamorosamente contestato alcuni giorni fa dagli studenti proprio per i legami con il finanziere newyorchese. L’onda del caso Epstein sembra ormai destinata a non risparmiare nessuno.
Papa: famiglia umana non escludaRispettare multiformità etnie e fedi in funzione progetto comune
PORTO LOUIS (MAURITIUS)09 settembre 201917:02
– Papa Francesco invoca “la costruzione di una effettiva comunione all’interno della grande famiglia umana senza la necessità di emarginare, escludere o respingere”. “Sono lieto, grazie a questa breve visita, di poter incontrare il vostro popolo, caratterizzato non solo da un volto multiforme sul piano culturale, etnico e religioso, ma soprattutto dalla bellezza che deriva dalla vostra capacità di riconoscere, rispettare e armonizzare le differenze in funzione di un progetto comune”, ha detto nel suo discorso alle autorità di Mauritius.
Gli organizzatori stimano che alla messa di papa Francesco a Port Louis, al Monumento di Maria Regina della Pace, siano presenti circa 100.000 persone.
Nissan, si dimette il Ceo SaikawaPressioni del board dopo elementi su irregolarità finanziarie
PECHINO09 settembre 201916:41
– Hiroto Saikawa si dimette da Ceo di Nissan a decorrere dal 16 settembre, nel mezzo delle accuse di irregolarità finanziarie e delle turbolenze gestionali seguite all’arresto e alla cacciata dell’ex boss, Carlos Ghosn. “Dopo le discussioni interne, il board ha chiesto a Saikawa di dimettersi dalla posizione di Ceo. E Saikawa ha accettato”, ha riferito in serata Yasushi Kimura, presidente del board, nel resoconto dei media nipponici.
Conte, miglioriamo patto stabilità UeSostenere gli investimenti a partire da ambiente e sociale
09 settembre 201912:23
– “Occorre migliorare il Patto di stabilità e di crescita e la sua applicazione, per semplificarne le regole, evitare effetti pro-ciclici, e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale. Un’impostazione di bilancio pro-ciclica, infatti, rischia di vanificare gli importanti sforzi compiuti sul piano interno per rilanciare la crescita potenziale del Paese, deprimendo la crescita effettiva”. Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo alla Camera.
Mauritius, in 100 mila a messa del Papa’Crescita emargina giovani, sono immersi nella precarietà’
PORT LOUIS (MAURITIUS)09 settembre 201911:18
– Sono circa 100 mila persone alla messa di papa Francesco a Port Louis. ‘Non lasciamoci rubare il volto giovane della Chiesa e della societa’! Non permettiamo ai mercanti di morte di rubare le primizie di questa terra! I nostri giovani sentono di non avere voce perche’ sono immersi nella precarieta”. E’ il monito lanciato da papa Francesco. ‘Ma com’e’ duro constatare che, nonostante la crescita economica che il vostro Paese ha avuto negli ultimi decenni, sono i giovani a soffrire di piu’ – ha denunciato il Papa -, sono loro a risentire maggiormente della disoccupazione che non solo provoca un futuro incerto, ma inoltre toglie ad essi la possibilita’ di sentirsi protagonisti della loro storia comune’. ‘Futuro incerto – ha aggiunto – che li spinge fuori strada e li costringe a scrivere la loro vita ai margini, lasciandoli vulnerabili e quasi senza punti di riferimento davanti alle nuove forme di schiavitu’ di questo secolo XXI. I nostri giovani, sono la nostra prima missione!’.
Fmi: Georgieva unica in corsa per dgDopo scadenza termine candidature, il board esaminerà nomina
09 settembre 201918:09
– Il Fondo monetario internazionale “considererà la nomina di Kristalina Georgieva per la posizione di direttore generale”: lo si legge in una nota dell’istituzione di Washington. Venerdì è scaduto il termine per la presentazione delle candidature a succedere al posto di Christine Lagarde (che da novembre sarà presidente della Bce) e la candidata bulgara, ora Ceo ad interim della Banca Mondiale, è rimasta l’unica a confermare la volontà di guidare l’Fmi.
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