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iPhone si sbloccherà con palmo mano
Apple deposita brevetto, tecnologia rileva posizione vene 14 Settembre 2019 08:23
L’iPhone del futuro si sbloccherà con il palmo della mano. L’azienda – secondo il sito Apple Insider – ha infatti depositato
un brevetto che descrive un metodo di autenticazione biometrica ancora poco utilizzato, che va oltre il dito o il volto. Può essere applicato sia ad iPhone e iPad che a dispositivi come Apple Watch. In particolare, la nuova tecnologia si basa sul rilevamento della posizione delle vene nella mano dell’utente e utilizza diversi sensori biometrici posizionati sotto il display ma anche la luce a infrarossi.
L’emissione di luce permetterà al sistema di fare una mappatura completa del reticolo venoso e capire e il palmo della mano è quello del legittimo proprietario. Apple ha già adottato soluzioni per l’autenticazione biometrica come il TouchId e il FaceId, rispettivamente usando le dita o il volto del proprietario di un dispositivo.
“Bando Trump aiuta autonomia
Verganti (Polimi), bene Apple che punta su servizi streaming
15 settembre 201912:54
– “La guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina e il bando nei confronti di Huawei nel lungo termine potrebbero portare ad una indipendenza tecnologica asiatica che si tradurrebbe in una contrapposizione geopolitica.
Non escludo che nel lungo termine Trump possa favorire l’Asia”.
E’ questo il parere di Roberto Verganti, professore di leadership e innovazione alla School of management del Politecnico di Milano che giudica positivamente la mossa di Apple di puntare più sui servizi ‘fatti in casa’ che sugli iPhone per il cui assemblaggio dipende ancora da Pechino.
“Nel lungo termine il bando di Trump potrebbe portare alla creazione da parte di Huawei di una piattaforma software per il mondo asiatico”, osserva Verganti in vista della presentazione del telefono dell’azienda cinese, il prossimo 19 settembre, che potrebbe non essere corredato da app e servizi Google. “Si creerebbero quindi due mondi diversi, da un lato i software di Google e Apple, dall’altro i sistemi operativi asiatici di Huawei e Samsung – aggiunge l’esperto – Questa separazione digitale diventerà una contrapposizione geopolitica non banale che porterà tensioni. La decisione di Trump potrebbe favorire l’Asia, con due mondi non solo tecnologici ma anche di dati che non si parlano più”.
In Italia valore mercato streaming +46%Polimi, nel 2018 il 19% italiani ha usato questi servizi
15 settembre 201912:57
L’ultimo passo di Apple, entrare con una politica commerciale aggressiva nei contenuti in streaming, fa capire quanto accesa sia la guerra in un settore che vede Netflix e Amazon in primo piano. I fruitori delle piattaforme streaming sono in forte aumento anche in Italia. Nel 2018 – secondo dati dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano – il 19% della popolazione Internet italiana ha utilizzato servizi di ‘Subscription video on demand’ rispetto all’8% di un anno prima, per un valore di mercato pari a 177 milioni di euro, in crescita del 46% rispetto all’anno precedente. Si stima che già nel 2019 il numero di sottoscrizioni possa superare quello degli abbonamenti a PayTv. Nei prossimi anni, inoltre, la banda ultralarga e l’avvento del 5G potrebbero migliorare l’user experience e incrementare il numero di utenti abbonati a questi servizi.
I contenuti in streaming, musica e video, si fruiscono anche attraverso lo smartphone che sta sostituendo sempre di più il computer. Infatti, secondo l’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano, nel nostro paese sono oltre 32 milioni gli italiani che ogni mese utilizzano dispositivi mobili (Smartphone e tablet) per collegarsi a Internet, pari all’82% della popolazione online. Ben il 41% di questi individui naviga solo da ‘mobile’. Ed è in aumento la percentuale di utenti che usa lo smartphone in tutte le categorie analizzate (ad esempio leggere e scrivere email, andare sui Social, fruire contenuti video).
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Mercato dell’hi-tech da polso a +29%
Analisti, più richiesta di smartwatch e bracciali.
Xiaomi è prima
16 settembre 201911:46
E’ in buona salute il mercato dei dispositivi hi-tech che si portano al polso. Nel secondo trimestre smartwatch, orologi “basic” e bracciali da fitness hanno riportato consegne globali in crescita del 28,8% su base annua, a quota 34,2 milioni di unità. A dirlo sono gli analisti di Idc, che descrivono un consolidamento del settore: le prime cinque aziende mondiali – Xiaomi, Apple, Huawei, Fitbit e Samsung -detengono il 65,7% del mercato, 12 punti in più rispetto al pari periodo del 2018. Xiaomi mantiene la prima posizione grazie alla Mi Band 4, la quarta generazione del suo bracciale economico per l’attività fisica. L’azienda cinese da aprile a giugno ha messo in commercio 5,9 milioni di dispositivi, con un incremento annuo del 42%. Apple deve accontentarsi del secondo posto, con 5,1 milioni (+7%) di Apple Watch consegnati nel trimestre. La compagnia di Cupertino è però di gran lunga prima nel giro d’affari. Il prezzo medio di vendita di un orologio della Mela si attesta infatti a 448 dollari. Huawei scavalca Fitbit e si piazza in terza posizione con 4,8 milioni di dispositivi e un incremento del 176%. Fuori dal podio Fitbit (3,5 milioni di unità, +32%) e Samsung (3,2 milioni di unità, +195% grazie all’introduzione dei bracciali economici Galaxy Fit). Tra le funzioni presenti sui dispositivi, spiegano gli analisti, a trainare in questo periodo è la salute, ma cresce l’interesse anche per i pagamenti in mobilità. Orologi e bracciali, tuttavia, continuano ancora a essere usati principalmente per leggere le notifiche, accedere ai dati sul fitness tipo il contapassi e ovviamente, controllare l’ora.
L’iPhone è più gettonato del previstoCorrette al rialzo le stime sulle consegne dei melafonini
16 settembre 201915:27
La domanda iniziale per i nuovi iPhone – prenotabili da venerdì scorso e in vendita a partire dal prossimo 20 settembre – è superiore alle attese. A dirlo è Ming-Chi Kuo, analista di TF International Securities ed esperto del mondo Apple.
Stando a Kuo, a tirare sono soprattutto i nuovi colori: il verde e il viola dell’iPhone 11, e il verde notte dell’iPhone 11 Pro. A livello geografico, l’iPhone 11 Pro va meglio negli Stati Uniti, mentre in Cina è più gettonato il meno costoso iPhone 11.
Sulla scia di questo andamento, TF International Securities ha corretto al rialzo le stime sulle consegne di iPhone nel 2019, portandole da 65-70 milioni di unità a 70-75 milioni di unità.
Wi-fi possibile covo di ladri digitaliPronti a rubare dati sensibili, se ne parlerà a MeetMeTonight
16 settembre 201918:29
– Nei luoghi affollati come treni e aeroporti, le reti Wi-fi possono rivelarsi un ‘covo’ di ladri di identità digitali pronti a rubarci dati sensibili: il rischio non riguarda solo le reti aperte e accessibili a tutti, ma anche reti che richiedono la password per accedere a Internet fingendo di essere legittime. Come difendersi da questa insidia lo spiegheranno gli esperti alla Notte europea dei ricercatori targata MeetMeTonight, che torna il 27 e il 28 settembre tra Milano, Napoli e altre città lombarde e campane. Promotori dell’iniziativa sono Università di Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Statale di Milano, Federico II di Napoli e Comune di Milano, che organizzeranno conferenze, proiezioni di film, concerti, spettacoli teatrali e stand di divulgazione aperti a tutti. Quello sulla cybersecurity dell’Università di Milano-Bicocca si troverà venerdì 27 settembre all’Arengario di Monza. “La mattina coinvolgeremo gli studenti delle medie in una sorta di caccia al tesoro per aiutarli a capire come usare correttamente i social network, senza rivelare dati sensibili o fare azioni di cui ci si debba pentire in seguito”, spiega Alberto Leporati, professore associato e co-fondatore del Bicocca Security Lab. “Con i ragazzi delle superiori e con il pubblico del pomeriggio parleremo invece dei rischi che si nascondono nelle reti Wi-fi aperte disponibili nei luoghi affollati e di passaggio, come aeroporti e treni”. I punti di accesso che ci forniscono l’accesso a Internet possono essere controllati da malintenzionati capaci di carpire dati sensibili, alterare le pagine web che leggiamo sul nostro dispositivo e inserire malware per controllarlo da remoto.”Il pericolo è che venga rubata la nostra identità digitale per fini illeciti”, sottolinea.”Per difendersi bisogna avere sempre un antivirus aggiornato sul proprio dispositivo e controllare di aver inserito i dati sensibili solo su siti protetti con connessione https. I più esperti possono anche collegarsi tramite una rete privata virtuale (Vpn) che protegge i dati in entrata e uscita nascondendo la nostra identità”.
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