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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Napoli rende omaggio a Nanni Loy
Davanti Accademia dove fu girata fucilazione ‘Quattro Giornate’
NAPOLI30 settembre 2019 03:26
– La città di Napoli rende omaggio al grande regista Nanni Loy intitolandogli lo slargo antistante l’Accademia di Belle Arti sul cui scalone monumentale fu girata la scena della fucilazione del marinaio nel film ‘Le Quattro Giornate di Napoli’. Una cerimonia che cade proprio in occasione delle celebrazioni che si stanno svolgendo in città per il 76/o anniversario delle Quattro Giornate, rivolta di popolo con cui i napoletani si liberarono dal nazifascismo. E in concomitanza l’Accademia di Belle Arti ha presentato una videoguida realizzata dagli studenti che, attraverso le pellicole di Loy, si propone di narrare uno stralcio della storia cittadina in un periodo storico che ha segnato per sempre la cultura napoletana e italiana. Le due iniziative si devono al Comune di Napoli e all’Accademia di Belle Arti ed hanno visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco Luigi de Magistris, del presidente dell’Accademia, Giulio Baffi, dei figli del regista, Guglielmo e Tommaso Loy, e di Lina Sastri.
Spielberg e Springsteen in LiguriaCrociera sullo yacht Seven Seas di oltre 70 metri
GENOVA30 settembre 201914:17
– Steven Spielberg è in vacanza in Liguria insieme con Bruce Springsteen. Il regista, con il suo cagnolino, e il cantante, che ha appena festeggiato i 70 anni ed è accompagnato dalla moglie Patti Scialfa, sono arrivati il 30 settembre all’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova a bordo di un jet privato, un Gulfstream G4. Dallo scalo genovese hanno raggiunto via mare lo yacht, il Seven Seas, di oltre 70 metri, che il regista tiene ancorato al molo Vecchio del Porto Antico di Genova e che la sera del 29 settembre era stato portato alla fonda davanti alla Fiera. Spielberg e il Boss sono saliti a bordo e sono partiti per una crociera di fine stagione.
3mila presenze a Bellaria Film FestivalA Vincenzo Cerami dedicato il Premio alla Carriera
BOLOGNA30 settembre 201919:15
– Si è chiusa con 3.000 presenze la 37/a edizione del Bellaria Film Festival diretto per il secondo anno consecutivo da Marcello Corvino. La kermesse ha visto in gara 22 documentari italiani e internazionali, selezionati tra 1.100 candidature.
A vincere il concorso ‘Bei Doc’ per i documentari di qualsiasi formato con durata massima 90 minuti ‘Qualcosa rimane’ di Francesco D’Ascenzo, di Termoli, mentre il ‘Bei Young Doc’ dedicato ai documentaristi under 30 ha visto primeggiare ‘Noi’ della romana Benedetta Valabrega. A ‘Qualcosa rimane’, anche il Premio Luis Bacalov scelto dal pubblico per premiare la migliore colonna sonora. I riconoscimenti sono stati assegnati dalla Giuria internazionale presieduta da Moni Ovadia. Il Premio alla carriera è stato dedicato a Vincenzo Cerami, morto nel 2013, candidato agli Oscar per la sceneggiatura di ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni che ha ricordato l’amico e collega con un videomessaggio in esclusiva per il festival. A Nicola Piovani il premio ‘Una vita da film’.
Incassi: Pitt re 2 volte con Tarantino e Ad Astra C’era una Volta… a 9 milioni totali, Il Re Leone supera i 37
01 ottobre 201913:25
Se c’è un vincitore assoluto nel box office italiano di questa settimana, è il fascinoso Brad Pitt, che è protagonista sia del film di Quentin Tarantino ‘C’era una Volta… a Hollywood’ sia dello sci fi di James Gray ‘Ad Astra’, che occupano rispettivamente la prima e seconda posizione della top ten. Il film di Tarantino – ambientato nel 1969, quando ci fu la strage di Charles Manson in cui fu uccisa fra gli altri Sharon Tate, e in cui recita anche Leonardo DiCaprio – resta saldo al vertice del box office e, nonostante un calo del 53% e tanti film “debuttanti” nella top ten, incassa altri 2 milioni 154mila euro arrivando a superare i 9 milioni complessivi in due settimane. Al secondo posto, invece, Ad Astra esordisce con un incasso di 816mila euro. Terza piazza per Rambo – Last Blood (a 37 anni dal primo capitolo “First Blood”) che in 4 giorni mette via 727mila euro.Seguono un altro debuttante: Yesterday – diretto da Danny Boyle, il regista di Trainspotting, The Beach e The Millionaire e in cui recita anche Ed Sheeran – quarto con 472mila euro. Quinta Dora e la città perduta con 417mila. Scende dalla seconda alla sesta posizione Il Re Leone che incassa altri 352mila per un totale di oltre 37 milioni in 6 settimane.Settimo Shaun, vita da pecora – Farmageddon – Il film, che parte con 303mila euro, e ottavo Vivere di Francesca Archibugi, con 248mila euro. Chiudono la classifica Tutta un’altra vita al nono posto e il secondo capitolo di It, dall’omonimo romanzo di Stephen King e sequel del film del 2017, che tocca la cifra totale di 9 milioni 345mila euro in 4 settimane. Il botteghino, con un incasso totale di 6 milioni 646mila euro, segna questa settimana un calo del 28% rispetto a una settimana fa e un lieve aumento dell’1.92% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ecco di seguito la top ten distribuita dal Cinetel, che monitora l’85% circa delle sale italiane:1) C’era una Volta… a Hollywood
2) Ad Astra
3) Rambo – Last Blood
4) Yesterday
5) Dora e la città perduta
6) Il Re Leone
7) Shaun, vita da pecora – Farmageddon – Il film
8) Vivere
9) Tutta un’altra vita
10) It – Capitolo 2
Nuovo film Sydney Sibilia per Netflixal via riprese L’incredibile storia dell’isola delle rose
01 ottobre 201912:29
– Sono iniziate il 16 settembre le riprese del film L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose, diretto da Sydney Sibilia, sceneggiato dallo stesso regista con Francesca Manieri e tratto dalla storia vera di Giorgio Rosa e dello stato indipendente che fondò nel ’68 al largo di Rimini, fuori dalle acque territoriali, incarnando il sogno di una generazione. Dopo il successo della saga di Smetto quando voglio, Sibilia affronta una nuova sfida con un film evento realizzato grazie ad una co-produzione internazionale.
L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose è infatti un film Originale Netflix prodotto da Groenlandia. Per dieci settimane la troupe si sposterà da Roma a Malta, da Rimini a Bologna. Il protagonista Giorgio Rosa è Elio Germano, affiancato da Matilda De Angelis, Fabrizio Bentivoglio, Luca Zingaretti, François Cluzet (Quasi Amici), Thomas Wlaschiha (Game of Thrones, Rush), Leonardo Lidi, Alberto Astorri, Violetta Zironi.
Nomination Eufa per Paranza dei bambiniA scegliere saranno università 25 paesi. Annuncio il 5 dicembre
01 ottobre 201912:40
– La paranza dei bambini, di Claudio Giovannesi, è tra i 5 film nominati per l’European University Film Award (EUFA). Il premio è assegnato da una giuria composta da studenti universitari di tutta Europa. Sulla base delle liste di selezione Lungometraggi e Documentari EFA 2019 un comitato composto dal produttore Carlo Cresta-Dina (Italia), dal membro del Board EFA Joanna Szymańska (produttrice/Polonia) e, in rappresentanza dell’Università, da Dagmar Brunow (Linnaeus University, Svezia) ha deciso le seguenti nomination: AND THEN WE DANCED (Svezia, Georgia, Francia), di Levan Akin ; GOD EXISTS, HER NAME IS PETRUNIJA (Macedonia del Nord, Belgio, Slovenia, Francia, Croazia), di Teona Stugar Mitevska; LA PARANZA DEI BAMBINI (Italia), di Claudio Giovannesi; PORTRAIT OF A LADY ON FIRE (Francia) di Céline Sciamma; SYSTEM CRASHER (Germania) di Nora Fingscheidt. Il vincitore sarà annunciato il 5 dicembre e la premiazione avverrà il 6 alla vigilia della 32ma edizione degli European Film Awards il 7 a Berlino.
Torna Giallini-Schiavone,’sempre più malinconico e solo’Dal 2 ottobre la terza stagione su Rai2. L’attore, ‘Fumo per fumà…’
01 ottobre 201910:11
“In questa terza stagione Rocco Schiavone non è depresso, è malinconico, si sente abbandonato da tutti, anche dagli amici. Non è un personaggio allegro, non lo è mai stato, ma piace anche per questo. Non ci saranno grossi cambiamenti nella nuova serie, si stringerà il rapporto con il suo giovanissimo vicino di casa Gabriele, che cerca di proteggere”.Marco Giallini torna ad indossare il loden di Rocco Schiavone, anticonformista vicequestore nato dalla penna di Antonio Manzini (tutti i libri sono editi da Sellerio). La terza stagione, con la regia di Simone Spada, che andrà in onda, per quattro settimane, su Rai2 (e non su Rai1, come annunciato alla presentazione dei palinsesti, ndr) da mercoledì 2 ottobre alle 21.20, presentata dal direttore di rete Carlo Freccero e dal responsabile di Rai Fiction Eleonora Andreatta, alla presenza del cast capitanato da Giallini. Una coproduzione Rai Fiction, Cross Productions e Beta Film, con il sostegno di Film Commission Vallée d’Aoste.Tra i protagonisti Isabella Ragonese, Ernesto D’Argenio, Claudia Vismara, Christian Ginepro, Valeria Solarino, Lorenza Indovina, Massimo Reale, Massimiliano Caprara, Anna Bellato e Francesco Aquaroli.”Schiavone – ha sottolineato il direttore di Rai Fiction Andreatta – è diventato un personaggio simbolo della serialità che Rai Fiction produce per Rai2. Il testimonial vincente di una linea editoriale innovativa, di rottura, rivolta ai pubblici più giovani e abituati a un linguaggio seriale moderno, spinto, trasgressivo, sporco, anticonvenzionale. Un personaggio vincente per la sua originalità controcorrente”.New entry Valeria Solarino nelle vesti di una giornalista che indaga sul passato del vicequestore ma anche su altre vicende: “Sono felice di far parte di questo gruppo, ho sempre seguito Rocco Schiavone, sono una sua fan e quando mi è stato proposto di interpretare questo ruolo ho accettato con entusiasmo. Mi ha colpito molto la qualità della scrittura, del racconto, mia madre conosceva i libri di Antonio Manzini ed era da tempo che mi suggeriva di leggerli, per fortuna ho avuto questa occasione e ne sono rimasta folgorata. Lavorare con Giallini è stato un privilegio come con tutto il resto del cast”. La Solarino la vedremo anche in Maledetti Amici Mie, il nuovo Programma super atteso su rai2 con tra Gli altri Giovanni Veronesi, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Margherita Buy e tanti altri.
Per Freccero, “le cose belle in televisione sono rare, 24 ore su 24 non si possono fare sempre cose belle, è una legge fisica.
Rocco Schiavone è notevole, descrive molto bene il mondo di oggi, senza ideologie. Rai Fiction è una delle strutture più efficienti della Rai”. Le polemiche per l’uso delle sigarette? Giallini: “Ma che volete da me? Io fumo per fuma’, come diceva mio padre. Non è una battuta, magari lo fosse, camperei di più.
Quando ero ragazzino, papà mi chiedeva spesso di andare a comprarle per lui talvolta mi confondevo con il tipo di sigarette. Mi faceva rifare 10 chilometri a piedi per quelle giuste. Oggi vanno di moda ‘ste cose che aspiri vapore ad acqua, è come fare un duello con le spade di gomma, ma dai…”.Il direttore di rete ribadisce che Schiavone è sempre stato per Rai2: “Per questo ho messo le repliche, non ho mai creduto allo spostamento. Rai1 è più inclusiva: Schiavone impone una scelta, è fatto appositamente per Rai2, così come la serie Volevo essere una rockstar”. In questa terza serie, rispetto alla seconda, spiega il regista Spada, “torna prepotentemente protagonista l’ambientazione tra le montagne innevate e non della Val D’Aosta, ingrediente a mio modo di vedere fondamentale per Rocco e stimolante per noi che siamo stati chiamati a creare il mondo in cui farlo muovere. Un ambiente freddo e apparentemente inospitale per un ‘romanaccio’ come Rocco, che però in questa terza serie sente e vive con maggiore abitudine”.
La storia assume tinte più scure, e Schiavone è sempre più solo.Lo scrittore Manzini, che ha firmato anche la sceneggiatura insieme a Maurizio Careddu, ha sottolineato:: “La solitudine è un leit motiv di Schiavone, ma anche dell’uomo moderno del 2000”. Lo scrittore tornerà in libreria con un nuovo romanzo su Schiavone a gennaio, ma il titolo è top secret.
Tutto riparte dal finale drammatico della stagione precedente. Rocco è in profonda crisi esistenziale per essere stato tradito da Caterina, l’unica persona a cui aveva aperto il suo cuore. Sembra essere stato abbandonato anche dai suoi amici, che ormai vedono in lui più la figura dello “sbirro” che quella dell’amico. Rocco però va avanti e continua a indagare sulle umane disgrazie che spesso coinvolgono gli ultimi, gli sconfitti. Preti che nascondono segreti, barboni che si azzuffano per una manciata di verdura marcia, lasciata sui marciapiedi del mercato, croupier che sul tavolo da gioco hanno abbandonato più di qualche fiche.
Giallini è tra gli attori più richiesti al cinema: ha terminato il film è ‘È per il tuo bene’, di Rolando Ravello e sta iniziato a girare la commedia di Massimiliano Bruno sequel di Non ci resta che il crimine. Ma non si ferma mai? “Per fa’ che?”.
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‘Non è quanto vivi ma come vivi’, il saluto di Nadia Toffa alle ‘Iene’
Oggi nella prima puntata il video della giornalista scomparsa in agosto
01 ottobre 201909:04
“Quest’anno per noi niente sarà più come prima. Inizieremo con uno speciale ricordo alla nostra Nadia Toffa. Un video inedito di 20 minuti che ha voluto, scelto e pensato lei. Un ricordo commovente e intenso”. Lo annuncia ‘Le Iene’ sul proprio sito spiegando che oggi la nuova stagione si aprirà con il ricordo della giovane giornalista morta in agosto.
“La sorpresa è incontrare amici, vecchi, nuovi, persone care, parenti, colleghi che hanno lasciato un segno in questo ultimo anno tremendo, persone che contano davvero”. Queste – si spiega dalle Iene – sono le parole intense e commoventi che la nostra Nadia ha scelto per questo momento per noi, tutti noi.
“Non è il quanto vivi, ma come vivi. Io sto facendo il possibile per ritardare la mia morte. Vedremo quanto tempo avrò ancora, ma non credo molto”. Per noi – spiega la redazione – sarà un testamento di gioia, un abbraccio caldo dove ritrovarci per avere la forza di ricominciare consapevoli che niente sarà più come prima. Il video che è l’eredità di sorrisi, energia e determinazione con cui Nadia ha sempre vissuto andrà in onda martedì. Sarà sempre lei a salutarci in ogni puntata nella sigla finale che le dedicheremo.
Cremona Musica premia Accardo e BossoMusic Award anche ad Amnon Weinstein e ai violini dell’olocausto
CREMONA30 settembre 201910:54
– Salvatore Accardo, Ezio Bosso, Richard Stoltzman, Paco Peña e Amnon Weinstein hanno ricevuto il Cremona Music Award durante la manifestazione internazionale Cremona Musica. “Il mio pensiero è rivolto ai giovani che intraprendono questa strada” ha detto Accardo, cittadino onorario di Cremona dal 1986. Ad Ezio Bosso il Cremona Musica Award nella categoria “comunicazione” perché ‘con la sua passione e il suo carisma è stato in grado di portare la musica classica al grande pubblico’. Il clarinettista Richard Stoltzman si è aggiudicato il Cremona Musica Award nella categoria “fiati”. Stoltzman è stato il primo clarinettista classico a tenere recital in templi della musica come la Carnegie Hall e l’Hollywood Bowl. Uno spazio privilegiato è stato dedicato alla tradizione della chitarra flamenca con il chitarrista Paco Peña: Per la categoria “progetto” il premio è andato al liutaio israeliano Amnon Weinstein per il suo “Violins of Hope”, la toccante esposizione di strumenti appartenuti alle vittime dell’olocausto.
Uffizi: visita star, Minogue e KidmanPopstar e attrice australiane ammirano opere della Galleria
FIRENZE30 settembre 201913:39
– ‘Doppietta’ di stelle australiane in visita agli Uffizi nel fine settimana. Venerdì pomeriggio, riferisce il museo, si è presentata la popstar Kylie Minogue, per un tour completo della Galleria durato circa due ore. Sabato c’è stata invece l’attrice Nicole Kidman, arrivata in compagnia del marito, il cantautore country rock (anch’egli australiano) Keith Urban. Ad accogliere in Galleria le star, entrambe le volte, è stato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt.
Liu Bolin in mostra alla BocconiSalvemini, l’uomo invisibile coglie simboli iconici di un Paese
30 settembre 201914:09
– L’uomo invisibile, Liu Bolin, si esibirà in una delle sue performance di fotografia mimetica all’Università Bocconi e una selezione delle sue opere saranno esposte al Campus universitario fino al 15 gennaio 2020 nell’ambito della mostra personale dell’artista “La Forma Profonda del Reale”, organizzata in collaborazione con MIA Photo Fair. “Liu Bolin riesce a cogliere i simboli più iconici dei diversi Paesi, interpretandoli con la sua originale poetica”, spiega Severino Salvemini, presidente del Comitato per l’arte contemporanea in Bocconi presentando l’evento, riservato alla comunità Bocconi e che rientra nell’ambito di BAG – Bocconi Art Gallery. Bolin fa ricorso alla matrice prospettica per creare immagini come quelle della serie di scatti intitolata Hiding in the city (Nascondersi nella città). Il significato che dà l’artista al suo celarsi nello spazio è “attirare l’attenzione su determinati luoghi e paesaggi, rendendosi quasi invisibile”.
Renato Zero: ‘io portatore sano (e folle) di coraggio’ Il 4 ottobre esce album “Zero il Folle”, dal 1 novembre in tour
01 ottobre 201910:32
“Folle è chi sogna, chi è libero, chi provoca, chi cambia…”. Renato Zero ribadisce con forza, anche nel nuovo disco di inediti, Zero il folle (in uscita il 4 ottobre per Tattica), la sua voglia di essere fuori registro, di stupire, di essere se stesso in barba alle convenzioni sociali e agli schemi precostituiti. “Piume di struzzo e paillettes mi hanno tolto dal grigiore di mio padre, che voleva fare il tenore, ma non lo è mai diventato. Io – rivendica – ho un difetto: sono sempre stato avanti di 30 anni. E penso a Lindsay Kemp, Paolo Poli, Mozart, Lady Gaga. Penso a Gesù: oggi sarebbe tale e quale ad allora. Ci si nasce stravaganti, genio e sregolatezza”.Un disco, dalle sonorità di ampio respiro dove chitarre e assoli non mancano, che fotografa in maniera impietosa, a tratti malinconica e introspettiva, ma mai vittimistica, il mondo di oggi: l’ambiente, l’alienazione da nuove tecnologie, la morte, la crisi delle nascite e la fuga dei cervelli, l’aborto, Dio e la fede. “Ho sempre affrontato problematiche sociali, esistenziali, politiche. Ma adesso l’urgenza è quella che è. E siamo tutti costretti a esercitare il diritto ad aiutare nella riflessione”, dice Zero, sottolineando il potere delle canzoni di scuotere le coscienze, in una Sala Sinopoli, all’Auditorium Parco della Musica, aperta non solo agli addetti ai lavori ma anche ai fan, che nel giorno del suo 69/o compleanno non si lasciano sfuggire l’occasione di intonare per il loro vate la classica “Tanti auguri a te”.”Sono io che devo ringraziare il pubblico per avermi permesso di non allontanarmi dalla mia passione – dice Renato, dietro appariscenti occhiali scuri con strass che non lasciano trasparire alcuna emozione -. E devo festeggiare Zero per avermi strappato a 15 anni dalla noia, per avermi infuso il desiderio di cambiare vita. La nostra, quella di Renato e di Zero, è stata una convivenza contrastata. Zero ad un certo punto era diventato troppo invadente, l’ho dovuto rimettere a posto. Ormai dormiamo nello stesso letto e usiamo lo stesso rasoio. Ma è un bene che ci siano conflitti dentro di noi. Essere appagati sarebbe un vivere monocorde e insignificante”, confessa il “portatore sano di coraggio”, che ha fatto pace con il suo alter ego: “E’ una vita che ci frequentiamo, ma non giurerei sulle sue scelte”. Nel disco (nel quale ha chiamato a suonare gli ex Dire Straits Alan Clark e Phil Palmer, Trevor Horn, Ash Soan, Luis Jardim) non mancano le critiche alla società dell’apparire più che dell’essere, come in Mai più da soli. “C’è una propaganda all’esposizione, a offrirsi. C’è competizione insana a voler somigliare e superare Sara Ferragni. Ah, si chiama Chiara? Vedete che vuol dire non frequentare i social? Noi della jungla non siamo aggiornati”, ironizza.Nel brano La Culla è vuota c’è un affondo contro l’aborto. “Lo condanno quando diventa metodo anticoncezionale, usato al posto del profilattico o della spirale. Non certo quello che le donne affrontano dopo uno stupro”. Un pezzo che va di pari passo con Un uomo è: “In giro ci sono tanti maschi, ma pochi uomini… come in Parlamento – sibila -. La società va rifondata dalle basi. Dalla famiglia”. E poi l’ambiente: “Da romano, mi guardo intorno e mi rendo conto di come il disagio, la sporcizia, le buche intacchino non solo la nostra salute fisica ma anche quella mentale, il nostro umore. Ho scritto Il Cielo, ma il mio cielo non era questo. Gli acquazzoni servivano a pulire anche quello che non pulisce la Raggi”, affonda ancora, a ruota libera. “Greta? Non trovo scandaloso come fanno alcuni che dica di non voler morire intossicata. Non stiamo in poltrona a giudicare”. Se la prende anche con le multinazionali, lui che ormai si produce da sé dischi e spettacoli: “Prendono i soldi qui e li spendono a casa loro”. In Quattro passi nel blu, la protagonista è la morte. “E’ un omaggio dovuto agli amici che non ci sono più: a Lucio Dalla, Ivan Graziani, Mango. Io li indosso tutti i giorni, sono stati messaggeri di complicità e stimolazione, oggi che non li ho, li rappresento in questo disco”. E poi aggiunge: “Io, peccatore eccellente, non mi aspetto grandi cose dal piano superiore”.Il 1 novembre, il via da Roma, il nuovo lavoro sarà anche live con un tour nei palasport che vanta già 13 sold out. “Sarà uno spettacolo d’arte varia. Come potrebbe essere diversamente per Zero il folle?”
Leonardo, hashtag attivisti #minovadoviaAppoggio campagna Italia Nostra contro prestito Uomo Vitruviano
VENEZIA30 settembre 201915:36
– Gli attivisti dei gruppi contro lo spopolamento di Venezia “rispolverano” sui propri profili social l’hashtag #minovadovia (Io non vado via) in appoggio all’iniziativa di Italia Nostra contro il prestito alla Francia dell’Uomo Vitruviano di Leonardo, custodito alle Galleria dell’Accademia.
A lanciare la nuova ‘mobilitazione virtuale’ sono i gruppi “25 aprile” e “Venezia mio futuro”. Sulle pagine Facebook sono comparse dal 29 settembre le fotografie dell’opera di Leonardo, corredate dall’hashtag e con la didascalia “Nato a Milano da padre toscano nel 1490 circa, residente al civico numero 1050 del sestiere di Dorsoduro (Venezia) dal 1822 e mi ci trovo benissimo. Alla mia età non amo i traslochi”.
Nei giorni scorsi la sezione di Venezia di Italia Nostra aveva annunciato di valutare un ricorso al Tar del Veneto contro l’accordo sul prestito dell’opera per la mostra parigina che si apre il 24 ottobre al Louvre.
Due scheletri vicino a Piramide RomaUna donna e un bambini vicino a prima sepoltura (IV-VI sec.)
ROMA30 settembre 201915:36
– Dopo il ritrovamento del primo scheletro il 20 settembre, sono venute alla luce altre due sepolture di età tardo antica durante gli approfondimenti della Soprintendenza Speciale di Roma nello scavo Acea di Piazzale Ostiense, proprio di fronte all’uscita della Metro Piramide. I lavori di archeologia preventiva hanno portato alla luce i resti di una donna e di un bambino, vicino alla prima sepoltura. La presenza di numerosi chiodi porta a ipotizzare che la inumazione sia avvenuta in una cassa, il cui legno è deperito nel corso dei secoli: il fanciullo era deposto all’altezza dell’anca della donna. Le tre sepolture, prive di corredo, fanno parte della necropoli Ostiense, sorta nel I secolo a.C. ai lati della via consolare e sopravvissuta per molti secoli. Si tratta di tombe molto povere di età tardo antica (IV-VI secolo d. C.), già ampiamente compromesse da precedenti lavori per i sotto servizi (acqua, elettricità).
Biennale Musica,omaggio a genio AperghisDue concerti primo ottobre a Ca’ Giustinian e all’Arsenale
VENEZIA30 settembre 201916:05
– Il compositore greco Georges Aperghis, fra le personalità più atipiche del panorama musicale contemporaneo, sarà il protagonista dei prossimi due appuntamenti del 63/o Festival internazionale della Musica promosso dalla Biennale di Venezia, diretta da Ivan Fedele.
Aperghis sarà presente nei due appuntamenti di martedì 1 ottobre: nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian (ore 16.30) il Quartetto Prometeo – ensemble Leone d’argento nel 2012 – presenterà due brani di Aperghis: Dans le mur per pianoforte ed elettronica, in prima esecuzione italiana, e la novità assoluta “Scherzo per pianoforte”, interpretato da Mariangela Vacatello per cui è stato scritto. Accanto, musiche di Marco Momi e di Alessandro Solbiati, quest’ultimo autore della novità assoluta Quarto Quartetto. La sera al Teatro alle Tese (ore 20.00) andrà in scena Thinking Things, l’ultimo lavoro di teatro musicale firmato da Aperghis, presentato in prima italiana a Venezia.
Thanks!, Zingaretti trans in una famiglia allargataIn sala il film tratto dalla pièce di Gabriele Di Luca
01 ottobre 201910:24
Un inedito Luca Zingaretti trans, capelli lunghi biondi, trucco giusto, vestito attillato e modi delicati. Perfetto insomma nel ruolo di Annalisa in ‘Thanks!’ , film tratto da ‘Thanks for vaselina’, l’opera teatrale di Gabriele Di Luca che è anche il regista di questo lungometraggio prodotto da Luca Barbareschi, in sala con Casanova dal 4 ottobre. Di scena una famiglia allargata, periferica, hashish addicted, animalista e del tutto alternativa.Ci sono Fil e Charlie (Antonio Folletto e Massimiliano Setti), entrambi trentenni, che coltivano marijuana nell’appartamento in cui vivono al terzo piano di un condominio fatiscente (il film è stato girato a Roma, nel quartiere Ostiense). Il primo soffre di agorafobia, mentre il secondo è un animalista convinto pieno di autentica bontà. Entrambi hanno un sogno folle: coltivare e incrociare tra loro le migliori specie di marijuana esistenti per ottenere i semi rari da esportare a Porto Rico dove hanno intenzione di aprire un coffee shop. “Contenitore” di ovuli per superare i controlli all’aeroporto sarà Wanda (Francesca Turrini), insospettabile “cicciona” conosciuta per caso e di cui si innamora Charlie. Nel frattempo Annalisa, in versione trans, torna a casa, dove incontra l’ex moglie Lucia (Beatrice Shiros) e il non troppo amato figlio Fil.”Questo film è stato una grande esperienza umana oltre che professionale – dice Luca Zingaretti – . Questa pièce è un piccolo miracolo che ha riempito tanti teatri. Io l’avevo vista appunto in scena ed ero rimasto subito colpito dalla genialità della scrittura. Confido ora che questo lavoro trovi la sua strada”, dice l’attore facendo riferimento alle difficoltà distributive di Thanks!. E ancora Zingaretti: “Fare Annalisa mi è piaciuto tantissimo. È una grande opportunità interpretare questo genere di ruoli. I premi, si sa, si vincono quando fai un diversamente abile, una persona con problemi mentali. Ho cercato di capire questo personaggio che portavo in scena, un uomo abusato in tutti modi, ma anche un essere di grande tenerezza”.”Non è stato facile fare un compromesso tra linguaggio cinematografico e teatrale – dice subito Gabriele Di Luca -. Credo che in questo paese – aggiunge poi polemicamente – il rischio di un film come ‘Thanks!’ non sia visto come un investimento, si preferisce purtroppo la solita commedia più rassicurante”. Il più polemico all’incontro stampa resta il produttore Luca Barbareschi che fa subito sapere che il titolo Thanks!, senza ‘For vaselina”, l’ha voluto Rai Cinema. E ancora Barbareschi: “Cosa serve produrre i film se poi tutti si dileguano? ‘Thanks’ lo stiamo distribuendo da soli con grande fatica. Eppure un film come questo non avrebbe sfigurato a Berlino, Venezia o Locarno. Pensate – conclude – lo abbiamo proposto alla Festa di Roma e neppure ci hanno risposto”. Frase cult del film quella che si legge all’inizio: “Dedicato a tutti i familiari delle vittime… e a tutte le vittime dei familiari”.
‘Oriente Mudec’,incontro Europa-GiapponeProgetti ed eventi al Museo delle Culture fino al febbraio 2020
30 settembre 201916:23
– L’Oriente e l’Occidente si incontrano nei due mondi e nelle due culture di Europa e Giappone con il progetto “Oriente Mudec”, che sarà inaugurato il 1 ottobre negli spazi del Museo delle Culture di Milano, in via Tortona. Un percorso che racconta con diverse mostre e iniziative gli scambi tra Giappone ed Europa da diversi punti di vista (artistico, storico ed etnografico).
Due le mostre cuore del progetto: “Quando il Giappone scoprì l’Italia. Storie d’incontri (1585-1890)”, che ricostruisce i primi rapporti tra l’Italia e il paese del Sol Levante ed espone la collezione del conte Passalacqua, e la mostra “Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone” che ripercorre invece l’influenza che il Giappone ha esercitato sulla cultura occidentale, focalizzandosi sui maggiori artisti che hanno subito l’incanto del ‘giapponismo’ fra cui Rodin, Van Gogh, Gauguin, Fantin-Latour, Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, Vincenzo Gemito, Federico Zandomeneghi e Giovanni Segantini.
No a proiezione ‘Papicha’ in AlgeriaTimori di censura governativa sul film applaudito a Cannes
PARIGI30 settembre 201916:40
– “La proiezione dell’anteprima del film ‘Papicha’ è momentaneamente annullata”: questo il messaggio su Facebook con il quale alcuni giorni fa la direzione del cinema Ibn Zeydoun, di Algeri, ha annunciato lo stop in Algeria al film di Mounia Meddour. Ne ha dato notizia il quotidiano francese Le Monde.
La Meddour e le attrici del film avevano fatto molto parlare di loro al Festival di Cannes, dove il film era stato selezionato nella sezione “Un Certain Regard”, per aver indossato dei badge con la scritta “che se ne vadano tutti”, uno degli slogan scanditi nelle manifestazioni che dal 22 febbraio. Del film sono poi saltate le due proiezioni in programma all’Institut français di Algeri e la stessa distribuzione nazionale del film, che pure è il candidato ufficiale dell’Algeria all’Oscar. “Papicha” è ambientato negli anni Novanta, all’arrivo dell’ondata di fondamentalismo religioso che precipiterà l’Algeria nel caos.
Dalla suonò da busker, targa a FerraraNell’agosto del 1989 alla 2/a edizione Ferrara Buskers Festival
FERRARA30 settembre 201916:53
– ‘Qui suonò Lucio Dalla il 22 agosto 1989 durante il Ferrara Buskers Festival’: il prossimo 4 ottobre sarà inaugurata in Piazzetta San Michele a Ferrara la targa dedicata al grande musicista che 30 anni fa a sorpresa suonò il clarinetto in stile buskers. È lo stesso luogo in cui l’artista bolognese si fermò a suonare ed è un ricordo d’onore semplice ed informale che la città e il Festival fanno al musicista: era il pomeriggio del 22 agosto del 1989 e il Ferrara Buskers Festival era nato solo da due anni.
Lucio Dalla volle rendergli omaggio, mettendosi a disposizione, offrendo la sua arte al pubblico casuale, tagliando ogni distanza creata dal palco o dai riflettori della tv, proprio come un vero busker, in un momento storico in cui non esistevano eventi di questo tipo: si esibì a sorpresa con il chitarrista Jimmy Villotti insieme al Trio Blues Jeans.
Regio Torino,Cascio segretario artisticoSchwarz, giovane con notevole esperienza e formazione
TORINO30 settembre 201916:56
– Il musicologo Paolo Cascio, 40 anni, è il segretario artistico del Teatro Regio di Torino.
“Sono onorato di poter continuare, all’interno del Teatro nel quale sono cresciuto, il mio percorso professionale con una nuova sfida e un nuovo incarico”, commenta Cascio, al Regio dal 2013. “La scelta ha convinto tutta la Commissione. Tra i vari candidati – spiega il sovrintendente Sebastian Schwarz – abbiamo selezionato un giovane con notevole esperienza e formazione alle spalle. Lavorerà a stretto contatto con me, con i miei collaboratori dell’Area artistica e dell’Ufficio produzione, con l’Orchestra e il Coro del Teatro”. Cascio si è laureato all’Università di Torino, ottenendo un master di II livello all’Università del Piemonte Orientale. Ha conseguito il dottorato europeo in Musicologia all’Universidad Complutense di Madrid ed è stato Visiting student alla University of Chicago. Ha lavorato al fianco di direttori d’orchestra quali Riccardo Muti, Alessandro De Marchi, Riccardo Frizza.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Alberto Urso, al via da Roma ‘Solo Live’
Anche De Filippi all’Auditorium. E ora gli Arcimboldi sold out
30 settembre 201917:11
– Successo per Alberto Urso, che ha scelto Roma per la prima data del tour ‘Solo Live’: oltre duemila persone hanno riempito il 29 settembre la sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, acclamando il tenore, vincitore dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi, accompagnato da 17 elementi d’orchestra, e cantando con lui. In teatro anche De Filippi, emozionata e felice per Urso.
Il secondo appuntamento con il tour ‘Solo Live’, prodotto e organizzato da Friends&Partners, è previsto a Milano venerdì 4 ottobre agli Arcimboldi, già sold out.
Paolo Romano racconta i padri separatiEsce ‘La formica sghemba’ per Scatole Parlanti editore
30 settembre 201917:49
– Le avventure tragicomiche di un padre separato che perde la bussola e cerca nella memoria le ragioni per ripartire. Le racconta Paolo Romano nel romanzo breve ‘La formica sghemba’ pubblicato da Scatole Parlanti editore.
E’ il racconto intimo e crudo delle fragilità di un uomo che si ritrova da solo a crescere un figlio. Romano – che è nato a Roma nel 1974, ha studiato legge e chitarra jazz e scrive di musica su ‘l’Espresso’ e l”Huffington Post – mette in scena, attraverso un punto di vista destrutturato, tradimenti e femminicidi, curati di campagna, ragazzi padre, vita vissuta, vita che sarebbe dovuta essere vissuta e vita che verrà. E in mezzo tanta musica con alla fine del romanzo una playlist di riferimenti che suggeriscono il sottofondo per la lettura. Tra note a piè di pagina spesso lunghissime e romanzi nel romanzo lo stile balza dal vernacolo al formale, dal sentimentale al grottesco.
Perché proprio ‘La formica sghemba’? Schopenhauer racconta di questa curiosa specie di insetti che, se viene spezzata in due, entra in lotta con se stessa: la testa prova a mordere il corpo e quest’ultimo prova a difendersi pungendo la testa, finché altre formiche non le trascinano via. Ecco la percezione del conflitto: nella difficoltà di vivere non capendo l’attualità e il proprio tempo sta il senso di questo romanzo breve che sarà presentato, fra le varie tappe, il 15 ottobre a Roma e l’8 novembre a Cremona.
flash mob Federica Michisanti Horn TrioAll’aeroporto di Fiumicino per tour Fondazione Musica per Roma
30 settembre 201917:58
– Esibizione a sorpresa all’Aeroporto Leonardo da Vinci, dove i passeggeri in partenza dal molo B dedicato ai voli nazionali ed europei hanno potuto assistere alla performance del Federica Michisanti Horn Trio in partenza per un tour in Africa con la Fondazione Musica per Roma. I giovani musicisti in volo per la tournée che farà tappa in ben 6 paesi dell’Africa subsahariana, sono stati accolti da un grande entusiasmo. Moltissimi i viaggiatori che hanno filmato l’evento.
Il giovane jazz italiano vola così in Africa per il decimo anno consecutivo grazie alla Fondazione Musica per Roma, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Dal 3 al 15 ottobre, Federica Michisanti (contrabbasso), accompagnata da Marco Colonna (clarinetto) e Francesco Lento (tromba e flicorno) porterà il suo ultimo progetto in Sudafrica, Namibia, Kenya, Congo, Gabon, Etiopia.
#leparolevalgono, Festival TreccaniLa prima edizione dal 4 al 6 ottobre a Lecco
30 settembre 201918:04
– Al via #leparolevalgono, il Festival della Lingua Italiana organizzato dalla fondazione Treccani Cultura. La prima edizione si svolgerà a Lecco dal 4 al 6 ottobre e vedrà tra gli ospiti Manuel Agnelli, Vinicio Capossela, il duo indie pop-rap Coma Cose e il Canzoniere Grecanico Salentino oltre a Valeria della Valle, Marco Damilano e il direttore generale della Treccani, Massimo Bray. Il manifesto è stato disegnato da Mimmo Paladino. Ogni giornata del Festival sarà dedicata a una parola, che avrà la funzione di guidare e mettere in relazione, trasversalmente, tutte le iniziative proposte. Le tre parole di quest’anno sono verità, ambiente ed empatia.
Questa la motivazione alla base del progetto: “Di fronte a un certo uso aggressivo, sguaiato, demagogico, razzista, sessista o banalmente seduttivo della parola, non di rado verrebbe voglia di invocare la virtù del pensiero elaborato, a lungo ponderato, e il ricorso al silenzio della riflessione”.”Treccani crede fermamente che la parola sia stata, sia e debba continuare a essere espressione di ragionamento, condivisione e anche, senz’altro, confronto sincero tra diverse posizioni, ma sempre rispettoso e costruttivo, finalizzato alla crescita della democrazia” viene spiegato nella presentazione.
Il nuovo appuntamento annuale ideato da Treccani rivolgerà una particolare attenzione alle nuove generazioni, “nella ferma convinzione che un uso consapevole della lingua sia un requisito necessario per far crescere cittadini veramente liberi, capaci di sviluppare un proprio pensiero critico originale” sottolineano gli ideatori.
Appello, “confermare Festival Aquila”Da Saviano a ZeroCalcare a Gifuni, “indignati con il sindaco”
30 settembre 201919:16
– Un appello ai cittadini dell’Aquila, in cui viene sottolineato che “per la prima volta un politico è riuscito a impedire lo svolgimento di un festival della cultura”, è stato scritto dagli ospiti che avrebbero dovuto partecipare al Festival degli Incontri, dal 10 al 13 ottobre, e che chiamano in causa come responsabile il sindaco Pierluigi Biondi. Fra i firmatari: Roberto Saviano, ZeroCalcare, Paolo Giordano, Michela Murgia, Ascanio Celestini, Marco Damilano, Donatella Di Pietrantonio, Marcello Fois, Giuseppe Genna, Fabrizio Gifuni, Paolo Repetti, Chiara Valerio e Daniele Vicari.
“Chiediamo a tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal ministero della Cultura, di confermare il festival nella sua programmazione e nella direzione artistica, sia nel caso di spostamento della data che di un’eventuale edizione nel 2020.
Compiere una scelta diversa significherebbe accettare il principio che le direzioni artistiche devono avere una funzione ancillare e subalterna alla politica” viene sottolineato.
Maxi vocabolario a Torino per salvare le paroleProgetto Zanichelli per termini che rischiano esser dimenticati
TORINO01 ottobre 201911:38
TORINO – Oltre tremila parole della lingua italiana da salvare perché rischiano di essere dimenticate. Sono quelle che l’edizione 2020 del vocabolario Zingarelli accompagna con il simbolo grafico di un fiorellino. Termini della lingua comune sempre meno presenti nell’uso scritto, orale e nei mezzi di informazione.Proprio con la volontà di salvare queste parole – spesso trascurate a favore di sinonimi più comuni e intuitivi, ma più generici e meno ricchi di sfumature espressive – la casa editrice ha realizzato un maxi vocabolario, che è approdato a Torino, nella centrale via Garibaldi. Vi resterà fino a sabato 5 ottobre.
Concorso ‘F.Provenzale’a J.Povedano RuizA Napoli undicesima edizione dell’evento legato al canto barocco
NAPOLI30 settembre 201920:42
– È Javier Povedano Ruiz, giovane baritono spagnolo (classe 1990) ad aggiudicarsi il primo premio dell’undicesimo Concorso internazionale di Canto Barocco “Francesco Provenzale” svoltosi a Napoli, nell’antica Chiesa di Santa Caterina da Siena. La giuria, che ha deciso di non assegnare il secondo posto per contrassegnare ancor più la bravura di Ruiz, come rileva una nota, ha infine aggiudicato alla giovane soprano coreana Jiyeong Son il terzo premio previsto dal concorso.
Promosso dal Centro di Musica Antica Pietà dei Turchini con il sostegno della Fondazione Art Mentor di Lucerna, il Premio assegna a Ruiz una borsa di 1.500 euro nonché la possibilità di partecipare da professionista (dunque retribuito) ad una produzione per la stagione della Fondazione Pietà de’ Turchini.
Per Ruiz, protagonista alla finale di una interpretazione dei brani “See the raging flames arise” di Händel e di “Ich habe genug” di Bach, all’unanimità anche la “menzione speciale del pubblico”.
Morta la soprano Jessye NormanVincitrice di quattro Grammy Award, aveva 74 anni
01 ottobre 201911:08
Il soprano Jessye Norman, stella di scuola wagneriana, è morta ieri a New York all’età di 74 anni: lo ha reso noto la portavoce di famiglia, Gwendolyn Quinn. Norman – vincitrice di quattro Grammy Award, della National Medal of Arts e del Kennedy Center Honor – era ricoverata all’ospedale Mount Sinai St. Luke per complicazioni legate ad una lesione al midollo spinale risalente al 2015.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Pompei, rafforzato servizio sicurezza
Primo checkpoint del sito, con scansione bagaglio e vigilanza
NAPOLI01 ottobre 201911:06
– Da domani sarà rafforzato il sistema di sicurezza del Parco di Pompei attraverso l’attivazione di un checkpoint all’ingresso di Piazza Anfiteatro. Un primo controllo sarà effettuato in corrispondenza dei cancelli di ingresso per la rilevazione della presenza di eventuali materiali pericolosi.
Poi attraverso un percorso delimitato da colonnine con nastro, si accederà al secondo controllo, in cui avverranno la scansione del bagaglio e i controlli radiogeni sui visitatori, mediante appositi macchinari. Saranno presenti alcune unità di personale specializzato di vigilanza armata. Contemporaneamente, sarà rafforzato anche il servizio di guardaroba per permettere il deposito obbligatorio dei bagagli più voluminosi. Inoltre, al fine di velocizzare l’ingresso dei visitatori al sito, il servizio di biglietteria sarà ampliato con nuove apposite apparecchiature self service per permettere l’acquisto automatico dei ticket di ingresso.
Vivere, amarsi da confusi e infeliciIn sala il film di Francesca Archibugi con Ramazzotti e Giannini
01 ottobre 201912:45
– Ordinarie scene di vita in villetta a schiera di una famiglia sul punto di implodere, fra mancanza di soldi, tradimenti, troppi sacrifici, malattia e l’arrivo di una ragazza alla pari dall’Irlanda che rischia di sconvolgere un faticoso gioco, ormai logoro, di equilibri di coppia. Sono tra i tasselli che compongono Vivere di Francesca Archibugi, scritto dalla regista con gli ormai abituali ‘complici’ di sceneggiatura Francesco Piccolo e Paolo Virzi, per un cast che comprende Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Roisin O’ Donovan, Massimo Ghini, Marcello Fonte, Valentina Cervi e Enrico Montesano. Il film, presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia, è ora in sala distribuito da 01.
Il film nasce da un soggetto “quasi piccolo romanzo” di Francesca Archibugi, che ruota intorno alla coppia formata da Luca (Giannini) depresso, infantile, maestro nel compiangersi e traditore seriale, giornalista freelance perennemente in bolletta, specializzato in articoli di colore ricchi di invenzioni, e Susi (Ramazzotti) ballerina che per mantenere la famiglia insegna danza a signore sovrappeso, votata al sacrificio perenne per il marito e la figlia Lucilla (Elisa Miccoli), saggia bambina di sei anni con un’asma cronica. Luca però è anche padre di Pierpaolo (Andrea Calligari), 17enne avuto dalla ricca prima moglie (Valentina Cervi). Il ragazzo, per aiutare il genitore, gli dà ogni mese una sorta di ‘paghetta’ che Luca non si vergogna a prendere. Tutto potrebbe cambiare con l’arrivo di Mary Ann (la convincente O’ Donovan), ragazza irlandese molto religiosa, che affascina sia Luca che Pierpaolo, pronta a mettere tutti i suoi valori a rischio per una passione inaspettata.
“Mary Ann è quasi un archetipo, il diverso che fa girare la storia al contrario”, ha spiegato a Venezia Francesca Archibugi, che nonostante torni a parlare in qualche modo di incontro/ scontro fra classi e posizioni etiche diverse, ha sottolineato: “Nei miei film i personaggi li considero pezzi unici, non vanno letti in chiave sociologica”. Luca e Susi “sono in fondo due sconfitti – ha aggiunto Piccolo -. E i maschi, da sconfitti sono più pericolosi. Luca è il peggiore fra i personaggi, ma a forza di compromessi ci si costruisce una personalità che può anche sorprendere”. Giannini ha chiesto clemenza per il suo personaggio: “Luca è come finito nello sprofondo di una grotta oscura e fredda, cerca qualche raggio di luce attraverso il suo lavoro e la sua ossessione per l’eros. Cerca di capire cosa sia la vita. Va giudicato con cautela”. Micaela Ramazzotti, che ha ricordato di aver girato il film nel quartiere romano dell’Axa dov’è nata, considera Susi “migliore” di se stessa: “Fa tutto per gli altri, investe tutto il suo tempo nelle persone che ama”. Resta con Luca “perché ne è innamorata, stanno male insieme ma stanno peggio divisi. Conosce gli altarini del marito ed è abbastanza libera da accettarli. Ho immaginato che fanno bene l’amore e abbiano trovato così un loro equilibrio”.
Sgrena, la guerra che uccide la veritàL’emergenza fake news tra violenza sulle donne e migranti
01 ottobre 201912:47
– GIULIANA SGRENA, MANIFESTO PER LA VERITA’ (IL SAGGIATORE, 264 PP, 15 EURO) – Violenza sulle donne, guerra, migranti. L’informazione può modificare il corso degli eventi, trasformare carnefici in vittime, essere piegata alla propaganda di leader e partiti. Se è vero che le fake news sono sempre esistite, in tempi di internet e social network il loro potenziale distruttivo è cresciuto fino a diventare una vera e propria emergenza. Giuliana Sgrena, giornalista e scrittrice, inviata del Manifesto, analizza nel suo Manifesto per la Verità, come è cambiato il mondo dei media e come le notizie possono essere costruite ad arte e piegate all’interesse del potente di turno. Un saggio diviso in tre sezioni, che parte dall’analisi del Movimento #MeToo, per passare poi al conflitto Mediorientale, che l’ha vista impegnata sul campo, e concludere con il fenomeno migratorio. Tutti campi nei quali l’informazione gioca un ruolo centrale e nei quali il giornalismo spesso deborda dai confini della deontologia professionale.L’autrice guarda al trattamento subito dalle donne che hanno denunciato violenze, a partire da quella “pornografia mediatica” che non lesina sui particolari e condiziona la vita quotidiana delle vittime. Così è nella vicenda di Asia Argento, che tra le prime ha denunciato le molestie subite da Harvey Weinstein e che, in particolar modo in Italia, soprattutto da giornali come Libero, è stata oggetto di pesanti accuse per aver denunciato in ritardo quelle violenze e non solo. Il doppiopesismo della stampa è diventato palese anche in vicende di cronaca, come nella diversa reazione al caso dello stupro di Rimini da parte di immigrati marocchini e di quello di due carabinieri nei confronti di due turiste americane a Firenze. E’ ancora la cronaca nera, con gli omicidi delle donne, a provocare un cortocircuito quando sui quotidiani e in trasmissioni tv si parla di un “amore assassino”, che in realtà non esiste.Il ruolo della stampa si fa evidente nella guerra. La propaganda – sottolinea l’autrice – è un’arma indispensabile in un conflitto, soprattutto per guadagnare il favore del popolo che deve sostenere i costi di una guerra. E’ successo nella guerra in Iraq, a partire dalla fake news delle armi di distruzione di massa del regime di Saddam Hussein e dalla “photo-opportunity” del celebre abbattimento della statua del dittatore in piazza a Baghdad. La giornalista analizza l’avvento di Al Jazeera, nata dalla rottura dell’omertà e della censura imposta dai governi ai giornalisti, per dare voce alle opposizioni e soprattutto a quella di matrice islamista. E poi, per sottrarre pubblico all’emittente qatariota, a quello di Al Arabiya. Oggi, in Italia e non solo, è anche il fenomeno migratorio a provocare sbandamenti dell’informazione. Quando si tratta di numeri – spiega l’autrice – gli zeri sembrano non contare: leggendo i giornali si trovano spesso milioni confusi con miliardi e viceversa. Nel racconto delle migrazioni, si assiste a una specie di sovrapposizione tra l’agenda della politica e quella mediatica. Ben più problematico e denso di conseguenze, perché riguarda la salute delle persone, appare poi il rapporto tra il giornalismo e l’informazione medico-scientifica. La vittima di questa guerra mediatica – sottolinea Giuliana Sgrena – è la verità. E se la verità non è più verità, si mette in gioco la sopravvivenza della democrazia. Non esistono ricette salvifiche: l’unico modo per combattere le fake news e salvare i giornali – avverte – è garantire un giornalismo di qualità, opzione che, purtroppo, non viene tenuta in considerazione.
Festa Roma apre con Prima donna a OperaAnteprima al Costanzi il 14/10 con storia Carelli di Saccucci
01 ottobre 201912:07
– Grande evento di Preapertura della Festa del Cinema di Roma 2019 la sera di lunedì 14 ottobre al Teatro dell’Opera di Roma, per l’anteprima mondiale de La prima donna, film documentario di Tony Saccucci, con Licia Maglietta. Il film, prodotto da Istituto Luce-Cinecittà con il Teatro dell’Opera di Roma racconta la vicenda clamorosa di Emma Carelli: diva assoluta del teatro d’opera, osannata in tutto il mondo nei primi del ‘900, e una delle prime donne manager italiane, direttrice del Teatro Costanzi (l’odierno Teatro dell’Opera di Roma) dal 1912 fino al 1926. Soprano acclamata in Italia, in Europa, fino in Sudamerica, riuscì a trionfare anche come impresaria in un ambiente dominato esclusivamente da uomini portando nel suo teatro, per la prima volta in Italia, Picasso, i Balletti russi, i Futuristi. Saccucci la racconta attraverso documenti originali e inediti, preziose immagini di importanti archivi nazionali ed esteri, primo tra tutti l’immenso Archivio storico Luce.
Matera e gli Uffizi, mostra sul paneEike Schmidt, “Opportunità unica per gli appassionati di arte”
MATERA01 ottobre 201912:22
– Il pane come cibo e nutrimento dell’anima e l’importanza di “fare rete” fra istituzioni culturali per celebrare Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Questi gli elementi che rendono “unica” la mostra “Il Pane e i Sassi”, che vede una selezione di opere provenienti delle Gallerie degli Uffizi, negli spazi espositivi della Fondazione Sassi (nel Sasso Barisano) dal prossimo 10 ottobre al 10 gennaio 2020. Con la progettazione di questa mostra, prosegue l’intento degli Uffizi di allargare i propri confini culturali e dialogare attivamente con altri territori: “È un’opportunità unica per gli appassionati d’arte – ha spiegato Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – quella di ammirare la bellezza originale di queste opere che raccontano un alimento simbolo nella città capitale Europea della Cultura 2019”.
La mostra si divide in quattro sezioni, ognuna delle quali “racconta”, grazie alle opere selezionale, il valore storico, allegorico e religioso del pane.
Morta la soprano Jessye NormanMetropolitan Opera NY, tra le più grandi degli ultimi 50 anni
Morta la soprano Jessye NormanMetropolitan Opera NY, tra le più grandi degli ultimi 50 anni (2)
NEW YORK01 ottobre 201912:40
– Il soprano Jessye Norman, stella di scuola wagneriana, è morta a New York a 74 anni: lo ha reso noto la portavoce di famiglia, Gwendolyn Quinn.
Norman – vincitrice di quattro Grammy Award, della National Medal of Arts e del Kennedy Center Honor – era ricoverata all’ospedale Mount Sinai St. Luke per complicazioni legate ad una lesione al midollo spinale risalente al 2015.
Norman, afferma il Metropolitan Opera di New York, è stata una delle “più grandi soprano dell’ultimo mezzo secolo. Si è esibita in più di 80 perfomance per la nostra società, affascinando il pubblico con la sua voce, la sua forza e la sua sensibilità musicale”.
Modà, siamo tornati più carichi di primaEsce Testa o croce. Kekko, “ero bollito, non mi divertivo più”
01 ottobre 201912:58
– “Avevamo bisogno di ricaricarci. Ero provato da 7 anni vissuti sempre in giro, ero bollito. Io sono un cantautore per passione, non per professione ed ero arrivato al punto di non divertirmi più”. Kekko Silvestre, cuore e anima dei Modà, spiega così l’assenza durata quattro anni e ora interrotta con la pubblicazione di un nuovo album di inediti dal titolo Testa o croce, in uscita il 4 ottobre (Friends & Partners/Believe). “Per scrivere bisogna vivere – ha aggiunto Kekko -. In questo periodo mi sono riappropriato della mia vita e le canzoni di questo disco nascono dall’incontro con tante persone”. Il disco continua nella direzione, già presa con gli ultimi lavori, del cantautorato intimista. “Sicuramente è lontano dalla musica di oggi, ma sono convinto che i dischi suonati siano quelli che durano nel tempo. Con questo disco inizia la terza vita dei Modà”.
La band tornerà anche dal vivo, a dicembre con una prima tranche del tour (6 date dal 2 dicembre da Bologna) e poi con una seconda tranche dal 6 marzo.
Mtv Emas, 7 nomination per Ariana GrandeBest Italian Coez, Elodie, Elettra Lamborghini, Mahmood, Salmo
01 ottobre 201913:13
– Ariana Grande, con sette presenze tra cui Best Artist, Best Video e Best Song, è l’artista con più nomination ai prossimi Mtv Emas 2019. Sei le nomination per Lil Nas X e Billie Eilish, cinque per la star latino-americana J Balvin. Subito dietro, in lizza in quattro categorie, Lizzo e Taylor Swift, anche loro tra le altre per la categoria Best Artist. Coez, Elodie, Elettra Lamborghini (scelta tramite Wild Card dai fan), Mahmood, Salmo sono gli artisti in nomination per il Best Italian Act.
Gli Mtv Emas si terranno il 3 novembre al FIBES, Centro Fiere e Congressi di Siviglia, in Spagna, e saranno trasmessi in diretta sul network globale di canali MTV in oltre 180 paesi e territori. In Italia saranno in onda su Mtv e in streaming su Now Tv. Votazioni aperte fino alle 23.59 del 2 novembre su mtvema.com.
Bonolis si racconta oltre lo schermoEsce il 1 ottobre per Rizzoli ‘Perché parlavo da solo’
01 ottobre 201913:27
Riflessioni ad alta voce diventate appunti scritti, quelli che ora aprono i diciotto capitoli di ‘Perché parlavo da solo’ (pp.336, euro 19), il libro in cui Paolo Bonolis svela per la prima volta il suo mondo oltre lo schermo. Un diario intimo e ironico alla ricerca del senso della vita che arriva in libreria il 1 ottobre per Rizzoli in cui Bonolis si interroga sul mondo, sulla felicità, sulla televisione, sullo stupore, sull’amore e la famiglia, sulla tecnologia che non rispetta i ritmi della biologia, sullo sport che è passione e su Roma. Un libro da consegnare ai suoi figli e a tutti quelli che nel tempo l’hanno apprezzato o anche criticato che sarà presentato in un tour nei teatri italiani: il primo appuntamento è il 7 ottobre al Teatro Manzoni di Milano con Bonolis in dialogo con Mario Calabresi mentre a Roma sarà il 29 ottobre al Teatro Eliseo con Walter Veltroni. “Viaggia veloce il fiume del tempo, molto più di quanto scorreva in passato. E scava sempre più profondo il canyon che attraversa” scrive Bonolis. “I miei figli sono dall’altra parte e potrebbero partire prima che possa raggiungerli” scrive. “Gli vorrei consegnare quello che ho conservato. Non c’è molto tempo e, senza il mio bagaglio, ho paura che il loro viaggio possa essere più faticoso di quello che intrapresi io. Ho 58 anni adesso che scrivo e, il mio viaggio, l’ho iniziato che ero ragazzo. A quei tempi anche mio padre mi consegnò il suo bagaglio, ma gli bastò allungare un braccio per passarmelo” dice Bonolis, nato a Roma nel 1961, che negli ultimi quarant’anni ha condotto sia per la Rai sia per Mediaset importanti trasmissioni tra cui il Festival di Sanremo ed è stato ideatore, autore e anima di programmi innovativi di straordinario successo che hanno segnato la storia dell’intrattenimento in tv. Da sempre Bonolis, come racconta lui stesso, parla da solo per tornare sui suoi pensieri, elaborarli, rivoltarli. E’ nato così questo flusso appassionato e coinvolgente di riflessioni, ricco di ricordi di personaggi ed episodi, in cui Bonolis sorprende i lettori con le sue domande ora poetiche ora al vetriolo: leggerezza e accettazione sono antibiotici per l’esistenza? Un amore è un dato oggettivo o un fiume di farfalle?Per gentile concessione della Rizzoli pubblichiamo un brano tratto dal nuovo libro di Paolo Bonolis ‘Perché parlavo da solo’ che arriva in libreria oggi. Ecco il brano, in cui parla del rapporto con lo sport e con il passare del tempo”Invecchiando, si sa, il nostro corpo perde acqua ed elasticità, piano piano ci raggrinziamo, viene meno l’appetito, diminuisce la potenza sessuale, sparisce il desiderio, siamo sempre meno liberi perché compaiono fragilità che vanno assecondate. Pian piano, queste fragilità le noto anche su di me: lo sport mi è sempre piaciuto tanto, ma lo devo praticare in una maniera molto più ridotta. Adesso si innesca una specie di sfida col mio corpo e col tempo che passa: mi accanisco a fare sport e mi diverto a vedere dove riesco ad arrivare nonostante questa lenta decomposizione delle carni. A calcio, ho sempre giocato nel ruolo del mediano: è un po’ il furiere, quello che si fa carico di tutti gli altri. È colui che va a tamponare dove uno non ce la fa, o che assiste quello che ce la sta facendo per aiutarlo a concludere. È anche quello che si fa più chilometri perché si sposta ovunque. Giocare come mediano mi ha sempre dato grande soddisfazione anche grazie alla fortuna di avere un organismo particolare, che si affatica meno degli altri: a dispetto della generalità brucio il 25% in meno di ossigeno nello sforzo fisico. Almeno, questo succedeva PRIMA e non sentivo la fatica. Mo avoja se la sento. E sento pure i dolori! Quindi, con tutte le ‘afflizioni’ che mi porto appresso, quando gioco una partita che va a buon fine, sono contento e soddisfatto come se avessi giocato ai livelli di una volta, quando non c’erano acciacchi e i risultati probabilmente erano più lusinghieri. Quello che voglio dire è che, con le armi che mi sono rimaste a disposizione, sono contento di constatare che ancora ce la faccio. Certo, sebbene il corpo sia tutto sommato sano, non è immune dai segni del tempo. Specialmente da quelli esteriori. Il mio volto è solcato dalle tanto temute rughe. Niente di strano, fanno parte del processo di invecchiamento e le accetto, non c’è problema. Quando vedo il mio faccione sullo schermo, quei solchi non mi infastidiscono, anzi non dedico loro neanche un pensiero fugace. Non sono vanitoso. Non sono tipo da creme e trattamenti vari: non mi vedo con pappette verdi in faccia e cetrioli sugli occhi; rispetto chi si sottopone a quegli intrugli, ma mi sentirei piuttosto ridicolo a metterli. Cacchio, un Arcimboldo! Così come i trattamenti estetici non sono una mia preoccupazione, non lo è stata neanche mai lontanamente la moda. Quando esco con mia moglie la sera, è capitato diverse volte che davanti all’ascensore Sonia mi squadri dalla testa ai piedi e mi chieda: Da che ti sei vestito?. È una domanda molto maligna. C’è chi si veste casual, e chi si veste ‘a casual’. Ecco, io appartengo a quest’ultima categoria, senza dubbio. È che, per quanto mi sforzi, non capirò mai il senso della ‘moda’. Quest’anno, il must per la donna moderna e sicura di sé è il cappotto blu oltremare. Ma perché? Che vuol dire? Chi l’ha deciso? Mia moglie ci tiene tantissimo, è attenta agli abbinamenti, alle fogge, alle marche, ma non è mai riuscita a spiegarmi (o io a capire) il senso di questa febbrile rincorsa dello stile. A quanto sembra, anche mia figlia Adele, la più piccola, ha lo stesso mio atteggiamento di fronte ai vari brand modaioli. Brava, bella de papà. Non lasciarmi da solo, sostienimi! Scherzi a parte, la mia immagine è sempre stata secondaria ai miei occhi. Se la gente ha guardato in tutti questi anni quello che ho fatto, credo sia stato per ciò ciò che raccontavo, per come lo raccontavo e non di certo perché ero più o meno bello, meglio o peggio vestito”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Maledetti Amici Miei, show senza freni con cast all star
Su Rai2 dal 3/10 con Giovanni Veronesi, Rubini, Papaleo, Haber
01 ottobre 201919:16
Alessandro Haber dopo aver detto all’ospite Carlo Verdone che è da sempre il suo mito non solo come regista e attore, ma anche come musicista, lo prende a parolacce pesanti perché, gli spiega, “hai fatto recitare cani e porci, persino Max Tortora, e per me neanche una particina…”.
Giovanni Veronesi fa confessare a Rocco Papaleo il suo rapporto con il sesso prima e dopo la conduzione di Sanremo: “Poco davvero prima” è la risposta dell’attore, “ma frequentavo amici uomini accompagnati dalle donne. Dopo, il picco… se di picco vogliamo parlare”.
“Dopo i 50 anni vuotiamo il sacco”, senza freni e senza pudori, come si fa tra veri amici. Con questa premessa Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi danno vita a ‘Maledetti Amici Miei’, l’attesissimo e irriverente nuovo programma in onda su Rai2 in 7 prime serate da giovedì 3 ottobre in prime time, con la regia di Cristiano D’Alisera. Uno show televisivo – prodotto da Rai2 in collaborazione con Ballandi – in cui l’anima è il racconto che, sulle fondamenta della grande confidenza e del feeling tra i quattro protagonisti, mette in scena ogni sera uno spettacolo diverso, capace di ricreare quella magica atmosfera della commedia all’italiana (il titolo è un omaggio al film di Monicelli), fatta di storie, aneddoti e confessioni raccolte in 35 anni di vita e amicizia spietata. Accanto a loro la “maestra d’ansia” Margherita Buy e Max Tortora, pronti entrambi a mettersi in gioco e a sopportare l’irriverenza dei padroni di casa. In ogni puntata come ospiti grandi nomi dello spettacolo, invitati nelle vesti di cari amici dal mondo del cinema, della musica e del teatro. “Il programma – spiega Veronesi – è nato dalla nostra amicizia, siamo quattro amici veri, abbiamo iniziato per caso per un forfait all’Ambra Jovinelli uno spettacolo teatrale per scherzo senza un testo, ‘A ruota libera’, lo abbiamo fatto per un po’ di anni, in certe date particolari dell’anno, poi Freccero, il direttore di Rai2, che è pazzo, ci ha portato in tv”. In un intercalare di monologhi, impietosi trabocchetti, stacchi musicali e ricordi nostalgici, momenti di tenerezza e ironia. E benché non ci sarà un copione, i ruoli di ognuno ci sono. Veronesi sarà il padrone di casa, Haber una sorta di valvola di sfogo per tutti gli altri, Papaleo il responsabile musicale e Rubini l’imbucato.
Accanto al racconto, la musica ricopre un ruolo centrale in questo show: è Rocco ad aver riunito e a condurre una resident band formata da Roberto Dell’Era (basso chitarra e voce), Federico Poggipollini (chitarra e voce), Beppe Scardino (sax e flauto), Simona Norato (piano, chitarra e voce), Valeria Sturba (theremin, sinth e voce) e Sergio Carnevale (batteria e voce) “Ogni serata – spiega Veronesi (che ad opinione di Freccero ha un futuro da conduttore, perché ha tempi e ritmo da vendere, nel caso si stancasse di fare il regista ndr) – si apre con un vero e proprio gioiello musicale: ogni sera Paolo Conte reinterpreta uno dei suoi grandi successi da Azzurro a Messico e Nuvole, solo per i suoi Maledetti Amici. Ospiti del debutto Carlo Verdone e Giuliano Sangiorgi, primi tra i tanti che si alterneranno nel programma a raggiungere i padroni di casa, per un abbraccio, un racconto, una cantata, un pettegolezzo, il disvelamento di un segreto. Sangiorgi, leader dei Negramaro, sarà anche autore della sigla finale. Tra monologhi, trabocchetti spietati, altissimi momenti musicali, una kermesse e qualche nostalgia, quattro uomini “maturi solo all’anagrafe”, si guardano indietro e soprattutto dentro con disincantata e cattivissima tenerezza e una dose elevatissima di ironia. Sette serate con una scenografia definita ‘il borgo dell’amicizia’, con i quattro che si ritrovano sui tetti e parlano con i vari ospiti che intervengono dalle finestre. E tutto è improvvisato e prende spunto dai racconti che si sono fatti durante cene e incontri in oltre 30 anni di amicizia. “Faremo nomi e cognomi – dice ancora Veronesi – chissà se mi faranno più fare un film”. “A noi piace tanto l’idea di vuotare il sacco e non dire più bugie dopo i 50 anni, Haber ne ha 78 ma li porta bene” aggiunge il regista. Rubini precisa: “Non è facile per noi, perché gli amici sono una rottura di scatole mostruosa, non ci sono confini, non c’è un regista, una capo, un margine e non ci sono le dinamiche che ci sono sui set, ma quelle di un gruppo di amici; ogni giorno ci amiamo, litighiamo, ci tradiamo, torniamo indietro è un’esperienza forte dal punto di vista umano, non a caso ‘Maledetti’ ci sta benissimo”
Sgarbi, Raffaello tra donne e capolavoriDa 9/10 a Roma nel 500/o della morte. Poi Dante e Artemisia
01 ottobre 201914:47
– “Raffaello è la più rognosa di queste avventure. È un genio che non ha bisogno di me né del mio racconto. È il nostro più grande pittore, un filosofo, un sistematore di idee. Dipinge in presenza di Dio. Ha un solo punto dove appigliarsi: l’ossessione maniacale per le donne.
Vasari racconta che non poteva dipingere senza appagare i suoi sensi”. Così, dopo Caravaggio, Michelangelo e Leonardo, Vittorio Sgarbi prosegue nella sua galleria di grandi anniversari e porta in scena ‘Raffaello’, il maestro delle Madonne e della Scuola di Atene, alla vigilia dei 500 anni dalla morte (dal 9 al 13/10 al Teatro Olimpico di Roma). Uno spettacolo, dice, “che dovrò ridurre: al momento dura oltre 4 ore, tanti sono i capolavori realizzati in 37 anni di vita”. Ma già pensa ai prossimi capitoli. “Dante, nel 2021 – dice – Ci potrebbe essere un Canova nel 2022. Soprattutto vorrei dedicare uno spettacolo ad Artemisia Gentileschi e uno agli ‘invisibili’, maestri come l’Ortolano o Saturnino, bravissimi ma sconosciuti”.
Lavazza celebra la moka con una mostraPer la Giornata internazionale del caffè, fino a 3/11 a Milano
01 ottobre 201915:43
– La moka, oggetto di uso quotidiano per eccellenza, è protagonista del design nella mostra ‘Le caffettiere dei Maestri. Quando l’architettura e il design incontrano la Moka’ organizzata da Lavazza (fino al 3 novembre) in occasione della giornata internazionale del caffè nel flagship store di Piazza San Fedele, a Milano.
Giulio Iacchetti, industrial designer che con Lavazza ha collaborato nella collezione Paradiso e curatore dell’ esposizione, ha selezionato 24 caffettiere disegnate da archistar – da De Lucchi a Richard Sapper, da Zanuso ad Aldo Rossi, Cini Boeri e Gaetano Pesce – e anche da giovani promesse. Perché come disse anche Alessandro Medini “ogni grande architetto ne ha tentato il progetto, ambisce a costruire una caffettiera così come prima di morire vorrebbe fare una torre”, citato in apertura del piccolo catalogo della mostra ideata in collaborazione con Moleskine.
Torna in Arena di Verona ‘Notre Dame’Presentato sulle note di ‘Vivere per amare’
VERONA01 ottobre 201916:04
– Seduto al pianoforte per far risuonare le note di ‘Vivere per amare’, accompagnato dalla voce di Elhaida Dani, la nuova Esmeralda. Così, dal vivo nella hall del municipio di Verona, Riccardo Cocciante ha presentato il ritorno in Arena di Verona di ‘Notre Dame de Paris’. “Un gioiello nel gioiello”, secondo l’artista, il connubio tra la sua opera e l’anfiteatro scaligero. E, per l’occasione, anche il programma di Rai1 ‘Storie italiane’ era in diretta da Palazzo Barbieri.
L’opera moderna, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna dal 3 al 6 ottobre nell’Arena, facendo salire a ben 43 le repliche che nel corso degli anni sono state fatte solo a Verona. Dopo le date scaligere, lo spettacolo musicato da Riccardo Cocciante, sull’adattamento di Luc Plamondon e Pasquale Panella, sarà in scena a Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Torino, Roma, Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania e Ancona.
Scala, sindacati dichiarano scioperoCda non ha ratificato accordo su diaria tournee firmato a maggio
MILANO01 ottobre 201917:08
– I sindacati della Scala hanno annunciato scioperi a partire dal 18 ottobre, data della prima rappresentazione del Giulio Cesare di Haendel. Il motivo è che il 30 settembre il cda del teatro non ha ratificato l’accordo sulla diaria nelle tournée stipulato lo scorso maggio. Cgil, Cisl, Uil e Fials chiedono “un incontro urgente per affrontare – spiega la dichiarazione dello stato di agitazione – le questioni di merito compresi gli effetti retributivi per il personale che ha partecipato alle trasferte già effettuate”.
Torna JazzMi, c’è anche Herbie HancockDall’1 al 10 novembre concerti in tutta città, anche periferia
01 ottobre 201917:09
– E’ già sold out l’appuntamento con Herbie Hancock al Conservatorio di Milano, uno dei concerti di punta della quarta edizione di JazzMi, il festival diffuso che torna dal primo al 10 novembre con oltre 190 eventi, divisi tra la celebrazione dei maestri del jazz, uno sguardo attento ai protagonisti della scena contemporanea e lo spazio dato ai giovani talenti emergenti.
L’edizione 2019 vede tra i protagonisti il vecchio leone del free Archie Shepp, il duo pianistico Stefano Bollani e Chucho Valdés, Kenny Barron con un elegante piano solo, Enrico Rava, in cartellone con il progetto Special Edition che include Gianluca Petrella e Giovanni Guidi. Per il quarto anno consecutivo – dopo gli oltre 50mila spettatori della scorsa edizione – saranno Triennale Milano Teatro e Blue Note i luoghi principali del festival, che coinvolgerà oltre 80 differenti spazi culturali ma anche quartieri in periferia dove si terranno progetti speciali come le brass band itineranti a Gratosoglio, Casoretto e Via Padova.
Polizie Usa in allerta per prima ‘Joker’Mobilitazione agenti per il 4 ottobre, giorno del debutto
NEW YORK01 ottobre 201918:32
Le polizie di New York e Los Angeles sono in allerta per “Joker”, il controverso film di Todd Phillips che negli Usa uscirà il 4 ottobre (un giorno prima in Italia). Agenti saranno dispiegati nelle sale che proiettano la pellicola con Joaquin Phoenix, Leone d’Oro all’ultima Mostra di Venezia, secondo conferme ricevute dall’Hollywood Reporter. La decisione è stata presa sulla scia del malessere evocato dal film della Warner dopo tre sparatorie di massa nel corso dell’estate e alla luce del collegamento indiretto del protagonista con la strage del 20 luglio 2012 in un cinema di Aurora dove a mezzanotte doveva essere proiettato “Il cavaliere oscuro – il ritorno”, terzo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan. Nei giorni scorsi cinque famiglie di Aurora avevano scritto una lettera aperta alla Warner esprimendo preoccupazione per il contenuto violento del film. “Non ci sono minacce specifiche e fondate, ma continuiamo a tenere la guardia alta”, ha detto la polizia all’HR.
Incerti e sospesi, Anni Venti in ItaliaA Genova dal 5 ottobre il grande racconto di un’epoca cruciale
01 ottobre 201917:25
– Non solo ruggenti. Incerti, sospesi, dominati dall’inquietudine. Gli Anni Venti per l’arte italiana furono un tempo cruciale. Li racconta la mostra “Gli Anni Venti in Italia. L’età dell’incertezza”, a cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone, dal 5 ottobre al 1 marzo 2020, a Palazzo Ducale di Genova. E’ un viaggio affascinante attraverso un centinaio di opere provenienti da importanti musei, gallerie e collezioni private, per descrivere il passaggio dal trauma della Grande Guerra, con la fine dei punti fermi e dell’ottimismo, alla crisi mondiale degli Anni Trenta, anticipata dal crollo di Wall Street dell’ottobre del 1929 e l’ascesa dei regimi dittatoriali che portarono alla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale. Il racconto si snoda in nove sezioni. Dai Volti del Tempo – una lunga galleria di ritratti per mano di Gino Severini, Giorgio de Chirico, Felice Casorati, Achille Funi, Baccio Maria Bacci, Ubaldo Oppi, Carlo Levi, Alberto Savinio, Fillia – al capitolo dedicato alla fine della guerra.
Zucchero, il 4 ottobre esce FreedomPrimo singolo del nuovo disco D.O.C. in uscita l’8 novembre
01 ottobre 201917:59
– È Freedom il nuovo singolo di Zucchero, in uscita il 4 ottobre. Un brano, scritto a quattro mani insieme all’artista britannico Rag’n’Bone Man, dal sound ricercato e internazionale figlio di una nuova ricerca musicale che si mescola al tradizionale stile Fornaciari. Freedom anticipa il disco di inediti D.O.C in uscita in tutto il mondo l’8 novembre (Polydor/Universal Music), con 11 brani e 3 bonus track. L’album sarà disponibile in 3 versioni: CD, Doppio Vinile e in un edizione limitata doppio vinile color arancio. D.O.C. sarà presentato live in tutta Europa a partire dal 6 giugno (il via da Glasgow) e arriverà in Italia a settembre con 10 concerti all’Arena di Verona (22, 23, 25, 26, 27, 29, 30 settembre e 2, 3 e 4 ottobre).
Fai, villa Balbianello la più visitataIn grande aumento arrivi India dopo matrimonio star Bollywood
COMO01 ottobre 201918:01
– Per il quinto anno consecutivo Villa del Balbianello a Tremezzina, sul lago di Como, si conferma il bene del Fai (Fondo Ambiente Italiano) più visitato d’Italia, con un nuovo record di 120mila presenze registrato a fine settembre, con provenienze principali da Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Cina, Thailandia, Europa dell’Est e moltissimi dall’India, sull’onda del clamore suscitato dal matrimonio in Villa, un anno fa, tra due famosi attori di Bollywood, Ranveer Singh e Deepika Padukone. Già dalla scorsa primavera, Villa del Balbianello aveva annunciato l’apertura cinque giorni su sette la settimana fino all’Epifania. Il bilancio è in costante crescita: due anni fa, erano stati 2.300 i visitatori invernali, lo scorso anno il numero è salito a 3.000. La dimora arroccata sul lago circondata dal suo parco sarà quindi aperta al pubblico fino a lunedì 6 gennaio 2020 tutti i giorni tranne i lunedì e i mercoledì non festivi.
Ferlinghetti, il mio ‘Little Boy’ è un lungo respiroParla il poeta centenario, arrivano libro e documentario
01 ottobre 201919:31
– Visionario, poetico, arriva in Italia ‘Little Boy’, l’atteso libro in cui, a 100 anni, Lawrence Ferlinghetti si racconta in un flusso di coscienza trascinante e senza punteggiatura. Uscito in Usa per il suo compleanno, festeggiato il 24 marzo scorso, è un memoir, un’autobiografia, un autoritratto in prosa. E’ il libro di un poeta in viaggio, di un ragazzino che vivrà per sempre, come tutti i giovani.
“La cosa più importante di una vita è imparare a respirare. Parole e respiro sono a volte due cose diverse. Little Boy è un lungo respiro. Come una vita intera” dice Ferlinghetti dalla sua abitazione di San Francisco, sopra la libreria e casa editrice City Lights da lui fondata.Il padre della Beat Generation, il testimone della Summer of Love e della rivoluzione hippy, primo editore di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, di Gregory Corso e William Burroughs, da sempre non ama “dare risposte. Sono un poeta. Lascio alla critica – sottolinea – il compito di decidere se ‘Little Boy’ sia più memoir, più autobiografia, o anche altro. I poeti hanno sempre preferito che fosse la critica a farlo!”.
Dell’esperienza della Beat Generation dice ridendo “Beat chi?” e dei suoi amici racconta: “Mi manca il buffo senso dell’umorismo di Gregory Corso. Eppure la sua poesia era così piena di premonizioni di morte”. Mentre di quello che pensa del mondo di oggi perduto nella tecnologia, a cui più volte fa riferimento nel libro, tra smartphone, Facebook e droni, Ferlinghetti spiega: “E’ una domanda troppo grande. Domande, risposte. Dovrei scrivere un libro intero solo per rispondere a questa singola domanda. Sono solo – ribadisce – un poeta, le domande e le risposte sono più adatte agli storici, ai critici”. Dissidente romantico o romantico dissidente come parla di se stesso nelle ultime pagine del libro, Ferlinghetti, poeta, pittore, artista di origini italo-americane nell’edizione di Little Boy pubblicata da Edizioni Clichy e tradotta dalla sua fedele collaboratrice Giada Diano, saluta i lettori del paese d’origine della sua famiglia facendoci entrare nello spirito del libro: “Sono felice che Little Boy sia riuscito ad arrivare in Italia. Credo che Little Boy sia universale. Ci sono Little Boy ovunque nel mondo e Little Boy può essere di qualunque nazionalità”.Con il libro, che sarà presentato per la prima volta in Italia il 5 ottobre a Umbrialibri 2019, arriva il giorno prima al Festival, in anteprima nazionale, anche il film documentario ‘Lawrence. A Lifetime In Poetry’, diretto dalla stessa Diano ed Elisa Polimeni, il 4 ottobre alle 18.00 a San Pietro. “Questo meraviglioso film di Giada Diano e Elisa Polimeni è davvero prezioso come documento letterario perché nessuno ha mai raccontato così la mia figura di poeta. Sono felice e spero che lo vedano tutti” dice Ferlinghetti al quale è molto piaciuto il film. L’appuntamento di Umbrialibri dedicato a Ferlinghetti e alla cultura ‘On the road’ vedrà anche la partecipazione di Omar Pedrini, il cantautore e chitarrista ex leader dei Timoria, legato a Ferlinghetti da una lunga collaborazione artistica. Il viaggio che si compie con ‘Little Boy’ a cui Ferlinghetti ha lavorato per quasi tutta la vita ci porta dentro la realtà e il sogno dell’autore di ‘A Coney Island of the Mind’, ‘Il senso segreto delle cose’ e ‘Poesia come arte che insorge’.“Non sono memorie, le memorie sono per le signore vittoriane. Non è nemmeno un’autobiografia, è semplicemente un io immaginario, il tipo di libro che ho scritto per tutta la mia vita. Diciamo che è un romanzo sperimentale” come spiega Ferlinghetti di questa autobiografia di stampo quasi joyciano che ti trascina nella pagine e ti fa stare dentro la storia fin dalle prime parole: “Little Boy si sentiva completamente perso. Non sapeva chi fosse né da dove venisse”. E la sua è la vita di un ragazzino, little boy appunto, dall’infanzia travagliata: nato nel 1919 a Yonkers, New York, rimasto orfano di padre da piccolo, affidato dalla madre sconvolta nelle braccia della zia Emilie che lo porta in Francia, tornato con lei a New York, finito in orfanatrofio, ripreso dalla zia e adottato dalla facoltosa famiglia Bisland. Arruolato in Marina appena prima di Pearl Harbor. Duecentotrentasette pagine in cui tra poeti, folli, artisti, Ferlinghetti ci parla anche di noi e di quella paura dell’ignoto che genera nemici ovunque.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Festa di Roma, Viola Davis premio carriera
Film di chiusura ‘Tornare’ di Cristina Comencini
ROMA01 ottobre 201919:33
– L’attrice statunitense Viola Davis riceverà il Premio alla carriera nel corso della 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma (17-27 ottobre). Lo annunciano il direttore artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, direttore generale. Film di chiusura sarà “Tornare” di Cristina Comencini.In occasione del Premio alla carriera, Viola Davis, uno dei volti più intensi e celebrati del cinema mondiale, sarà protagonista di un Incontro ravvicinato con il pubblico in cui ripercorrerà il percorso artistico che l’ha vista eccellere fra cinema, televisione e teatro. “Viola Davis è una attrice straordinaria, che è riuscita a trasformare la sincerità e la dignità in sublime arte recitativa – dice Antonio Monda – È un grande onore per me, e per tutta la Festa, celebrarne il formidabile talento e la sua profonda umanità”. Viola Davis è stata la prima attrice afroamericana ad aggiudicarsi i premi Oscar©, Emmy e Tony. Candidata per tre volte agli Academy Award, ha vinto nel 2017 il riconoscimento come miglior attrice non protagonista per Barriere. Ha inoltre ricevuto due Tony Award per il suo lavoro nelle opere teatrali “Barriere” e “King Hedley II”, mentre nel 2015 è stata la prima interprete afroamericana a ottenere il premio come miglior attrice protagonista in una serie drammatica per Le regole del delitto perfetto, per cui ha ricevuto altre due candidature nel 2016 e nel 2019. Come lo scorso anno, la Festa del Cinema assegnerà due Premi alla Carriera: già annunciato quello a Bill Murray che sarà consegnato da Wes Anderson.”Tornare”, il nuovo atteso film di Cristina Comencini, nominata all’Oscar© per il miglior film straniero (La bestia nel cuore), vincitrice di due Nastri d’argento, uno per la miglior sceneggiatura con Il più bel giorno della mia vita e uno Speciale per Latin Lover, è ambientato negli anni Novanta a Napoli. La protagonista è Alice, una donna di quarant’anni al suo rientro dall’America dopo una lunga assenza, a seguito della morte del padre. Alice e la sorella decidono di vendere la casa di famiglia, ma occorre svuotarla dagli oggetti di una vita. Inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima. Con lei inizia un dialogo intenso e promettente, come il legame che si crea con Marc, un uomo affascinante e gentile incontrato alla commemorazione del padre. Intorno ad Alice prende forma un mondo nuovo, intrigante e pericoloso, che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza. Tornare vede come interpreti principali Giovanna Mezzogiorno, che aveva già collaborato con Cristina Comencini ne La bestia nel cuore, affiancata da Vincenzo Amato (Respiro e Nuovomondo di Emanuele Crialese). Il film è una produzione Lumière & Co. con Rai Cinema ed è distribuito da Vision Distribution. “Sono onorato di chiudere la Festa del Cinema con il film di Cristina Comencini – sottolinea Monda -. Ammiro il coraggio e l’onestà con cui riesce a raccontare il dolore in una splendida Napoli assolutamente inedita nel cinema italiano”.
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