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Incidono nome su Torre Pisa, arrestati
Fermati per danneggiamento aggravato, poi liberati
PISA02 ottobre 2019 18:49
– Due fratelli di nazionalità statunitense, 38 e 35 anni, entrambi medici, in vacanza in Italia, sono stati arrestati questo pomeriggio dopo avere inciso il nome di uno dei due sui pregiati marmi della Torre pendente a Pisa. I due sono stati fermati all’uscita dal monumento dopo la segnalazione fatta da un altro turista all’addetto alla vigilanza che li ha poi consegnati ai carabinieri. Accompagnati in caserma i due fratelli sono stati arrestati con l’accusa di danneggiamento aggravato su disposizione del pm di turno Egidio Celano che ne ha poi ordinato l’immediata liberazione ex articolo 121 del codice di procedura penale ritenendo di non dover applicare ulteriori misure coercitive nei loro confronti.
Scontro treni:commozione per videoImmagini ricostruiscono primi momenti e soccorsi
BARI02 ottobre 201919:15
– Un video di circa 8 minuti con le immagini di lamiere accartocciate e cadaveri coperti da lenzuoli è stato proiettato durante l’udienza del processo sul disastro ferroviario che il 12 luglio 2016, sulla tratta tra Andria e Corato, causò la morte di 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri. Il video, con immagini girate da terra e da un elicottero della polizia scientifica, ha ricostruito l’intera giornata del disastro, dai primi rilievi nell’immediatezza dell’incidente con i corpi ancora a terra tra gli ulivi e i soccorsi in corso all’interno dei vagoni distrutti dall’impatto, fino alle ultime ricerche a notte fonda.
Le immagini hanno provocato commozione tra i familiari delle vittime presenti in aula. “Le ricostruzioni che hanno mostrato mi hanno causato un immenso dolore anche perché domani sarebbe stato il compleanno di mia sorella” ha commentato Anna Aloysi, sorella di Maria. “Ha fatto male. Erano immagini che non avevamo mai visto.
Confermata condanna Traini a 12 anni’Me lo aspettavo. Ora fare chiarezza su morte Pamela’
ANCONA02 ottobre 201919:49
– Dopo 4 ore di camera di consiglio la Corte d’Assise d’appello di Ancona ha confermato la condanna, inflitta in primo grado, a 12 anni di reclusione per Luca Traini, 30enne di Tolentino che il 3 febbraio 2018 ferì sei migranti di colore a colpi di pistola per le strade di Macerata.
Un raid che Traini aveva giustificato dicendo di voler vendicare l’uccisione della 18enne Pamela Mastropietro. Traini è accusato di strage aggravata da odio razziale, danneggiamento e porto d’arma abusivo. “La condanna per strage? Me lo aspettavo, ora aspetto la verità anche per Pamela, Oseghale non può aver fatto tutto da solo” ha detto Traini mentre veniva portato via dall’aula dalla polizia penitenziaria per essere trasferito nel carcere di Montacuto. Per l’omicidio di Pamela è stato condannato all’ergastolo il pusher nigeriano Innocent Oseghale, mentre per i suoi presunti complici nigeriani, inizialmente arrestati e poi rimessi in libertà, la Procura di Macerata ha chiesto l’archiviazione delle accuse.
È morto Giorgio Squinzi Ex presidente di Confindustria, patron della Mapei e del Sassuolo Calcio
02 ottobre 201922:25
Si è spento, dopo una lunga malattia, Giorgio Squinzi, il padron della Mapei e proprietario del Sassuolo Calcio. Nato a Cisano Bergamasco nel 1943, Squinzi è stato presidente di Confindustria dal 2012 al 2016. Squinzi è deceduto nel tardo pomeriggio all’ospedale San Raffaele dove era ricoverato da un paio di settimane a causa del peggioramento del male che lo aveva colpito da tempo. Lascia la moglie Adriana Spazzoli e i figli Marco e Veronica, da tempo già impegnati nella Mapei.
Fassina ferito, inammissibile quanto accaduto ieri a RomaManifestazione indetta dai sindacati al Campidoglio. Deputato scrive ai lavoratori
02 ottobre 201918:49
E’ terminata la manifestazione indetta dai sindacati Cgil Roma e Lazio, Uil Lazio, Cisl Roma-Rieti dopo i fatti di ieri alla manifestazione davanti la sede di Roma Metropolitane. I partecipanti stanno lasciando piazza del Campidoglio.”Carissime compagne e compagni, mi dispiace non essere lì con voi. Sto bene, ma il triste pomeriggio di ieri mi ha lasciato qualche ammaccatura al torace. Sono bloccato a casa. Ieri, i diritti di lavoratrici e lavoratori sono stati calpestati. L’arroganza dell’Assessore al Bilancio e alle Partecipate del Comune di Roma è inaccettabile”. Così il messaggioche il deputato di Leu Stefano Fassina ha inviato ai lavoratori riuniti in piazza del Campidoglio. “Chi ha responsabilità di governo deve sempre cercare il dialogo, in particolare quando il dialogo è invocato dai lavoratori – aggiunge – quanto è accaduto ieri a Roma Metropolitane è inammissibile in un Paese democratico. La ministra Lamorgese ha disposto un’indagine interna. Speriamo si concluda al più presto e accerti i responsabili di fatti che non si devono più ripetere. Il presidio oggi è importante sia per denunciare la violazione del diritto a difendere il proprio lavoro, sia per contrastare lo sciagurato disegno portato avanti dalla Giunta Raggi”. “Siamo di fronte al sabotaggio programmato delle principali e più appetibili aziende municipali capitoline per privatizzarne le attività più idonee a generare profitti e rendite da monopolio naturale. Quanto avviene per Roma Metropolitane non è un caso isolato, è l’applicazione di un modello, lo stesso applicato su Farmacap e su Ama. Abbiamo chiesto consigli straordinari per le partecipate del Campidoglio. Ci aspettiamo che la sindaca Raggi annunci la sostituzione dell’assessore Lemmetti – prosegue – condizione necessaria per girare pagina e aprire il confronto con l’assemblea capitolina e con le rappresentanze sindacali. Gli obiettivi immediati sono chiari. Su Roma Metropolitane va ritirato il piano di liquidazione e i conseguenti 45 licenziamenti. Su Farmacap va nominato il cda e finanziato il rilancio come azienda speciale interamente comunale. Sulle mense, va archiviato il bando ancora oggetto di contenzioso, prorogato il contratto in essere e nel frattempo definito un bando per il 2020-2023 vincolato alla qualità e a decenti condizioni del lavoro. Su Ama, chiediamo al ministro Costa il commissariamento delle attività sui rifiuti di competenza comunale. In assenza di risposte adeguate già da subito, vuol dire che la sindaca è complice del piano di privatizzazioni”.
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