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Renzi: ‘Italia Viva contro l’aumento delle tasse, non contro il governo’
In tanti si avvicinano a noi, entusiasmo sorprendente. Boccia: ‘Se trova altre risorse ce lo dica’
05 ottobre 2019 11:30
“Italia Viva studia le carte, lancia proposte, trova coperture. Propone idee insomma. Questa è la prima novità da quando c’è Italia Viva: si discute di tasse e asili nido, non di mojito e alleanze. Noi non siamo contro il Governo, anzi: ma noi siamo contro l’aumento delle tasse. E lo abbiamo spiegato bene”. Lo scrive su Facebook il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
“Molti cittadini, in tutta Italia – prosegue Renzi – si stanno avvicinando a noi. C’è un entusiasmo persino sorprendente. E la Leopolda lo dimostrerà. Cresciamo anche in Parlamento: da oggi si è unita a noi una delle senatrici più brave e competenti. Annamaria Parente ci ha aiutato molto sul Dopo di Noi, sul sociale, sul JobsAct, sul ruolo delle donne nella società. Da oggi
ha aderito
al gruppo Italia Viva e arricchisce la Casa comune con la sua intelligenza e la sua preparazione. Benvenuta a lei e ai tanti che ci stanno dando una mano su tutti i territori”. Lo annuncia su Fb il leader di Iv Matteo Renzi.”Sul cuneo fiscale si fa quello che si può con le risorse disponibili. Se Renzi trova altre risorse ce lo dica”: lo dice il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia (Pd) a margine di un’iniziativa Dem per raccogliere nuove adesioni. “Renzi – sottolinea – venga a lavorare con noi sui problemi reali. E’ meglio se nessuno fa proclami. Dire che non si è il partito delle tasse è come dire che ci piace il mare…”.Nel governo “ci sono ancora idee diverse” sulla riduzione delle tasse sul lavoro: “c’è chi vorrebbe dare un segnale (molto contenuto) subito e chi, come Italia Viva ha detto al tavolo sul Def, preferirebbe concentrare tutte le risorse su uno shock all’Irpef nel 2021, dedicando il 2020 a un massiccio piano per gli asili nido e i servizi alle famiglie”, dice il vicecapogruppo di Iv Luigi Marattin. “Qualsiasi linea si sceglierà, se discussa e decisa insieme, sarà anche la nostra, senza polemiche”, aggiunge.
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“Molti cittadini, in tutta Italia – prosegue Renzi – si stanno avvicinando a noi. C’è un entusiasmo persino sorprendente. E la Leopolda lo dimostrerà. Cresciamo anche in Parlamento: da oggi si è unita a noi una delle senatrici più brave e competenti. Annamaria Parente ci ha aiutato molto sul Dopo di Noi, sul sociale, sul JobsAct, sul ruolo delle donne nella società. Da oggi
ha aderito
al gruppo Italia Viva e arricchisce la Casa comune con la sua intelligenza e la sua preparazione. Benvenuta a lei e ai tanti che ci stanno dando una mano su tutti i territori”. Lo annuncia su Fb il leader di Iv Matteo Renzi.”Sul cuneo fiscale si fa quello che si può con le risorse disponibili. Se Renzi trova altre risorse ce lo dica”: lo dice il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia (Pd) a margine di un’iniziativa Dem per raccogliere nuove adesioni. “Renzi – sottolinea – venga a lavorare con noi sui problemi reali. E’ meglio se nessuno fa proclami. Dire che non si è il partito delle tasse è come dire che ci piace il mare…”.Nel governo “ci sono ancora idee diverse” sulla riduzione delle tasse sul lavoro: “c’è chi vorrebbe dare un segnale (molto contenuto) subito e chi, come Italia Viva ha detto al tavolo sul Def, preferirebbe concentrare tutte le risorse su uno shock all’Irpef nel 2021, dedicando il 2020 a un massiccio piano per gli asili nido e i servizi alle famiglie”, dice il vicecapogruppo di Iv Luigi Marattin. “Qualsiasi linea si sceglierà, se discussa e decisa insieme, sarà anche la nostra, senza polemiche”, aggiunge.
Allarme di Di Maio: ‘Serio rischio boss e terroristi fuori da cella’Ministro, preoccupa decisione Strasburgo su ergastolo ostativo
05 ottobre 201921:55
La decisione prevista lunedì dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sull’ergastolo ostativo, pone “il serio rischio di ritrovarci fuori dal carcere anche boss mafiosi e terroristi” e la possibilità di “una serie infinita di ricorsi da parte di questi detenuti”. Lo afferma il ministro degli Esteri e capo del M5s Luigi Di Maio su Facebook sottolineando che “è doveroso aprire una seria riflessione, lo dobbiamo alle troppe vittime di mafia e terrorismo che hanno perso la vita senza nessuna colpa”. A giugno la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sancito che l’ergastolo ostativo rappresenterebbe una violazione dei principi della dignità umana. Se lunedì il verdetto sul ricorso presentato dal governo confermasse questa posizione “ovviamente – argomenta Di Maio – si andrebbero a depotenziare gli strumenti giudiziari che oggi ci permettono di fronteggiare il fenomeno mafioso e terroristico. E non si tratta di un problema che interessa solo l’Italia, ma ne va della sicurezza di tutta l’Europa”.Di Maio sottolinea che “da sempre il MoVimento si batte contro la mafia e i mafiosi” e che “ancora oggi siamo davanti a un fenomeno che, nonostante l’ottimo lavoro di magistratura e forze dell’ordine, continua a rimanere vivo nel nostro Paese”. “Uno degli strumenti a disposizione della giustizia italiana – conclude – è quello dell’ergastolo ostativo. Una delle tante intuizioni del magistrato Giovanni Falcone che ci ha permesso di contrastare con fermezza mafiosi e terroristi”.L’ergastolo “ostativo” stabilisce che i condannati all’ergastolo per reati di mafia e di terrorismo non possano accedere ai benefici penitenziari – e in particolare alla liberazione condizionale – se non abbiano offerto, insieme ad altre prove della loro rieducazione, anche la loro collaborazione con la giustizia. La pronuncia della Cedu riguardava la vicenda di Marcello Viola, condannato a fine anni ’90 per omicidi plurimi, occultamento di cadavere, sequestro di persona, armi e in regime di 41 bis dal 2000. La Corte ha dunque superato le peculiarità del caso sottoposto alla sua attenzione per andare dritto alla disamina dell’istituto giuridico generale. Il Governo italiano ha quindi presentato richiesta di rinvio alla Grande Camera, che ora è sottoposta al vaglio di ammissibilità di un panel di cinque giudici.
Il Def in Parlamento, test Senato per la maggioranza Occhi sui renziani, serve maggioranza qualificata per pareggio bilancio
05 ottobre 201920:05
Le votazioni sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, in calendario per mercoledì prossimo al Senato e per giovedì alla Camera, rappresentano il primo test numerico il governo Conte bis, a quasi un mese dalla fiducia incassata a Palazzo Madama dalla maggioranza giallo-rossa.Mentre alla Camera la maggioranza dovrebbe essere abbastanza tranquilla, al Senato i numeri conteranno in modo particolare: prima della Nadef, infatti, l’Aula sarà chiamata a dare il via libera dallo scostamento rispetto al pareggio di bilancio. Una votazione particolare, questa, per la quale viene richiesta una maggioranza qualificata pari alla metà più uno dei componenti dell’Assemblea, ovvero a 161 voti.Alla prima fiducia, lo scorso 10 settembre, il governo Conte Bis incassò a Palazzo Madama 169 voti a favore, 133 no e 5 astensioni. Tra quelli a favore c’erano anche i senatori a vita Mario Monti, Elena Cattaneo e Liliana Segre. In teoria, far passare la Nadef non dovrebbe dunque essere un problema visto che la maggioranza può contare su otto voti in più rispetto a quelli richiesti. Tuttavia, rimane l’incognita di Italia Viva, il nuovo partito nato dall’addio di Matteo Renzi al Pd e che a Palazzo Madama può contare su ben 17 senatori con l’approdo al gruppo di Annamaria Parente.Se i renziani, sulla base delle tensioni tra Italia Viva e il governo che hanno caratterizzato le ultime giornate di dibattito politico, decidessero di non votare la Nadef, il governo potrebbe contare solo su 152 voti di M5S, Pd, LeU e dei senatori a vita che già lo hanno sostenuto nella prima fiducia: voti che non sarebbero sufficienti a far passare l’ok allo scostamento dal pareggio di bilancio. Un rischio che però nessuno al momento sembra davvero temere.
Pd: banchetti in mille piazze. Zingaretti: ‘Nessuno ci fermerà”La mobilitazione – fanno sapere dai Dem – è andata meglio delle più rosee aspettative’
05 ottobre 201919:48
“Grazie a tutte le donne e gli uomini, ai giovani volontari che anche oggi hanno dato vita a centinaia di iniziative in tutta Italia. Una forza straordinaria. Vogliamo un Italia più verde, più giusta e più competitiva. Nessuno ci fermerà la costruiremo con il buongoverno e riorganizzando nelle città e nei paesi una presenza attiva con le persone. Grazie ancora a tutte e a tutti. Non fermiamoci più”. Lo scrive su Facebook il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti parlando della mobilatazione del partito di questo weekend.”La mobilitazione ai banchetti di questi due giorni è andata benissimo, meglio delle più rosee aspettative. E manca ancora domani, che è il giorno con più iniziative”, affermano fonti Dem. Il segretario Nicola Zingaretti viene descritto “molto soddisfatto per come ha risposto il partito in tutta Italia”.Ministri e dirigenti Pd sono stati anche oggi ai banchetti organizzati in diverse città, per il secondo giorno di mobilitazione del Partito democratico “Per amore dell’Italia”. I Dem contano 1.000 banchetti con oltre 5.000 volontari da nord a sud del Paese. Questa mattina hanno partecipato alla mobilitazione i ministri Peppe Provenzano a Bologna, Enzo Amendola a Roma, Lorenzo Guerini a Lodi, Francesco Boccia nel pomeriggio sarà a Roma. Il segretario Nicola Zingaretti è stato in piazza Cola di Rienzo, nella capitale, mentre il vicesegretario Andrea Orlando stamane è stato a Rimini. I Dem testimoniano la loro mobilitazione sui social con tweet e foto. “Oggi a Rimini per ascoltare e parlare con le persone che sono venute in piazza “per amore dell’Italia””, scrive Orlando su Twitter.E Amendola: “Roma, quartiere Monteverde. Questa mattina ad uno degli oltre 1000 banchetti del Pd. Per amore dell’Italia, per ascoltare, dialogare e rendere più forti il nostro Paese e l’Europa #scelgoilPd”. Boccia annuncia: “Anche oggi giornata di mobilitazione del Pd in centinaia di piazza italiane. Vieni a raccontarci la tua idea, ad avanzare le tue proposte, iscriviti al Pd!”. Lorenzo Guerini twitta dalla sua città: “Una bella e grande comunità che si impegna per amore dell’Italia. Oggi con i militanti e i volontari del Pd di Lodi”. E la senatrice Anna Rossomando, a Rimini con Orlando, scrive: “Anche oggi, in tutta Italia, il Pd in piazza per #scelgoilPD. Confronto, dialogo, proposte e idee per amore dell’Italia”. “Oggi a Pofi e Ceccano per incontrare le sezioni del Pd. Storie, racconti, proposte: una bella atmosfera”, riferisce in un tweet Gian Paolo Manzella, sottosegretario allo Sviluppo economico.
Congedo per i papà si cambia. Bonetti: ‘Almeno 10 giorni’La ministra per le Pari Opportunità: ‘ridurre o rendere gratuita la retta per gli asili nido. Ius culturae? Sono a favore ma non diventi terreno di scontro’
05 ottobre 201921:46
Congedo per i papà, si cambia. La ministra Bonetti incontrando i cronisti a Terrasini (Pa), dove è in corso la seconda giornata della scuola politica per i giovani #Futura, organizzata da Davide Faraone ha parlato di alcune misure a cui sta lavorando e da inserire nel collegato alla prossima manovra.”Un assegno unico – ha detto – come contributo economico alle famiglie per ciascun figlio dalla nascita all’età adulta, ridurre o rendere gratuita la retta per gli asili nido, sostegno ai territori per aumentare gli asili perché in alcune regioni sono al di sotto dell’8% di copertura, aumento del congedo di paternità portandolo ad almeno 10 giorni e bonus nascita”.”Insegno matematica – ha detto in un altro passaggio – se alla fine dall’Iva lo Stato incassa 105 invece di 100, significa che c’è stato un aumento. Ed è evidente che questo significherebbe aggravare i carichi economici delle famiglie. Questo governo nasce per evitare lo sfacelo ai danni delle famiglie italiane. Non aumentare l’Iva significa non caricare ulteriormente le famiglie, perché incide sui consumi e sui costi dei nuclei più disagiati”. “Sono convinta che il premier Conte non userà lo specchietto per le allodole”, ha aggiunto il ministro.”Lo Ius culturae – ha detto alla fine – non è nel programma di governo e quindi è una azione che deve maturare come input parlamentare. Io l’ho sostenuto e quindi se le altre forze di maggioranza dovessero riconoscerne il valore noi siamo in prima linea. Ma non può diventare misura di scontro e battaglia politica nella maggioranza, litighiamo su altro”.
Assodelivery, forte preoccupazioneStrada maestra tutele è modello francese
05 ottobre 201913:02
– Assodelivery esprime una “forte preoccupazione” per l’indirizzo intrapreso dal governo sulle norme che riguardano i rider e chiede un confronto con il governo. “Ancora non c’e’ nessun documento ufficiale condiviso”, dice Matteo Sarzana, presidente di Assoldelivery e general manager di Deliveroo Italia. “Ma se fossero confermate le voci uscite fino ad oggi, l’industria del food delivery sarebbe in serie difficoltà”.Per una tutela adeguata dei rider “la via maestra da seguire è il modello francese” dice, precisando:”siamo stati tra i primi favorevoli ad una regolamentazione proprio per evitare un mercato selvaggio e la totale assenza di tutela” per chi effettua le consegne.
“I francesi- spiega Sarzana hanno trovato una buona soluzione.
Il loro modello individua una zona di garanzia nella quale l’azienda possa dare più diritti ai lavoratori secondo un insieme di requisiti minimi senza variarne la classificazione”.
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