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Cambi:euro in rialzo a 1,098
Voci di accordo su valute in trattative per i dazi
10 ottobre 2019 05:57
– Euro in rialzo all’avvio della giornata dove sale dello 0,12% a 1,098 dollari. Gli investitori guardano all’inizio dei negoziati di alto livello che si svolgono a Washington fra Usa e Cina sui dazi nei quali l’amministrazione Trump vorrebbe, secondo la Bloomberg, proporre un accordo sui cambi come premessa alla trattazione di temi quali proprietà intellettuale e trasferimenti di tecnologia.
Avanza la sterlina (+0,1% a 1,222) con i negoziati sulla Brexit fra Londra e Bruxelles di nuovo in stallo e un duro confronto fra le parti sulle responsabilità.
Oro stabile a 1506 dollari l’onciaMetallo segna variazione frazionale di +0,05%
10 ottobre 201908:35
– Prezzo dell’oro stabile sui mercati.
Il metallo con consegna immediata scambia a 1506 dollari l’oncia con una variazione di +0,05%.
Petrolio: poco mosso a 52,2 dollariBrent a 58,2 dollari
10 ottobre 201908:38
– Prezzo del petrolio poco mosso sui mercati, dove resta vicino ai livelli minimi degli ultimi due mesi. Il greggio Wti del Texas scambia così a 52,2 dollari al barile. debole anche il Brent (-0,1% a 58,26 dollari).
Spread Btp/Bund apre invariatoRendimento del decennale allo 0,87%
10 ottobre 201908:48
– Apertura senza variazioni per lo spread fra Btp e Bund che resta a quota 142 punti. Il rendimento del decennale è pari allo 0,87%.
Borse Asia nervose, focus negoziato daziTokyo in rialzo, bene indici cinesi
10 ottobre 201908:54
– Le Borse asiatiche si avviano a chiudere in rialzo una seduta nervosa, movimentata dalle attese sugli esiti del negoziato sui dazi tra Usa e Cina, con gli indici che hanno ‘ballato’ sulle indiscrezioni che avvaloravano o allontanavamo le ipotesi di accordo parziale. Alla fine Tokyo è salita dello 0,45%, Sydney è rimasta piatta (+0,01%) e Seul ha perso lo 0,88%. Avanzano invece i listini cinesi di Hong Kong (+0,38%), Shanghai (+0,59%) e Shenzhen (+1,09%).
Il flusso di notizie sui negoziati è abbastanza confuso con il South China Morning Post che parla di scarsi progressi e della possibilità che la missione cinese si accorci a un solo giorno mentre Bloomberg ipotizza che gli Usa vogliano includere nell’accordo parziale un patto valutario e il Ny Times afferma che Trump sarebbe pronto a concedere ad alcune società americane una licenza per vendere a Huawei beni non sensibili.
Borsa: Milano apre in rialzo (+0,1%)L’indice Ftse Mib sale a 21.554 punti
MILANO10 ottobre 201909:09
– Apertura poco mossa per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in rialzo dello 0,1% a 21.554 punti.
Borse Europa, avvio di seduta cautoFrancoforte flette dello 0,09%, Londra +0,19% e Parigi +0,4%
10 ottobre 201909:18
– Avvio di seduta cauto per le Borse europee mentre gli investitori attendono con ansia l’esito dei negoziati sui dazi tra Cina e Usa che inizieranno oggi a Washington. A Francoforte l’indice Dax ha aperto in calo dello 0,09%, a 12.082 punti, a Parigi il Cac 40 avanza dello 0,4%, a 5.520 punti, mentre a Londra il Ftse 100 sale dello 0,19%, a 7.179 punti.
Borsa Milano giù con Atlantia e AmplifonAcquisti su Moncler, piatta Mediobanca. Spread sale a 145 punti
10 ottobre 201909:41
– Avvio di seduta incerto per Piazza Affari dove prevale, come sulle altre piazze europee, la linea attendista in attesa di indicazioni sull’andamento dei negoziati tra Usa e Cina sui dazi. Il Ftse Mib, dopo un avvio in cauto rialzo, è sceso sotto la parità (-0,4%) appesantito da Amplifon (-1,28%), Hera (-1,06%), Prysmian (-0,95%) e Atlantia (-1,07%) mentre tira il fiato Tim (-0,46%), forte nelle ultime sedute.
Gli acquisti si concentrano su Moncler (+1,57%), Cnh Industrial (+0,94%), Leonardo (+0,85%) e Fca (+0,62%). Tra i bancari positiva Unicredit (+0,4%), che dal 2020 farà pagare i depositi sopra i 100 mila euro. I programmi di Del Vecchio su Mediobanca non scaldano il titolo (+0,08%) mentre Generali cede lo 0,22%. Lo spread Btp-Bund si allarga a 145 punti base mentre il rendimento dei titoli di Stato decennali sale allo 0,9%.
Dl fisco: evasione come Mafia, ci sarà la confiscaDalle prime norme anti-evasione fino a 3,3 miliardi. Faro sui paradisi fiscali
10 ottobre 201910:24
Il fisco procederà alla confisca di beni ‘per sproporzione’ nel caso di condanna penale per evasione di imposte sui redditi e Iva. E’ una delle norme prevista dalla bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. La norma punta a colpire le organizzazioni criminali che fondano la propria capacità operativa sull’abilità di accumulare, occultare e reimpiegare proventi illeciti. La confisca, che di fatto estende le norme antimafia, scatta quando il condannato non può giustificare la provenienza dei fondi accumulati.La stretta contro l’evasione fiscale, già nelle prime norme indicate nella bozza del decreto fiscale, potrebbe portare in dote alla manovra fino a 3,3 miliardi. Nel testo di molte misure c’è solo il titolo (ad esempio Imu-Tasi) o manca la quantificazione quindi si tratta di prime stime che potranno aumentare nella stesura definitiva del provvedimento. Al momento il recupero più consistente arriva dalle varie norme sulle compensazioni (circa 1,5 miliardi il primo anno) e dagli interventi contro le frodi sui carburanti (1,1-1,3 miliardi).Vale quasi tre miliardi in tre anni la stretta sulle compensazioni in arrivo con il decreto fiscale collegato alla manovra. Lo prevede uno dei 51 articoli della bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. La norma modifica i presupposti per compensare crediti e debiti d’imposta prevedendo la presentazione della dichiarazione per credito sopra i 5 mila euro l’anno e comunque l’obbligo di presentare un F24 tramite i servizi telematici delle Entrate. Il gettito previsto è di 1.084 milioni nel 2020, e 878 milioni nel 2021 e nel 2022.Occhio del fisco sui ‘trust’ realizzati all’estero in territori a fiscalità privilegiata – i cosiddetti ‘paradisi fiscali’ – da beneficiari italiani. La norma, contenuta nella bozza del decreto fiscale collegato con la manovra, serve ad evitare smagliature elusive alle norme, in particolare nel caso in cui non sia possibile possibile distinguere come considerare le somme ricevute dal beneficiario per i cosiddetti trust ‘opachi’, nei quali il beneficiario riceve reddito o parte del reddito per una scelta discrezionale del trustee (il gestore del trust).
Industria: produzione +0,3% agostoIn primi 8 mesi flessione dello 0,9%
10 ottobre 201910:30
La produzione industriale in Italia ad agosto è aumentata dello 0,3% rispetto a luglio (dato destagionalizzato) mentre è diminuita dell’1,8% rispetto ad agosto 2018 secondo i dati corretti per gli effetti di calendario (-4,8% il dato grezzo). Lo rileva l’Istat sottolineando che nella media dei primi 8 mesi dell’anno l’indice della produzione industriale ha segnato una flessione tendenziale dello 0,9%.
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Borsa: Europa nervosa in attesa dazi
Philips affonda dopo profit warning. A Milano male le utility
10 ottobre 201910:50
– Le Borse europee restano incerte sulla rotta da seguire in attesa di capire l’esito dei negoziati tra Usa e Cina sui dazi. Londra cede lo 0,3%, Francoforte e Milano lo 0,2%, Parigi è invariata. In calo i future su New York dopo che una serie di indiscrezioni contrastanti sulla direzione dei negoziati ha tenuto in apprensione anche le Borse asiatiche.
I conti sopra le attese di Lvmh (+3,8%) spingono i titoli del lusso, dove avanza anche Kering (+2,8%). Affonda Philips (-7,8%) dopo il lancio di un profit warning. Gli investitori aspettano anche la diffusione dei verbali della Bce, per analizzare il confronto interno all’Eurotower sulla ripresa del quantitative easing, riavviato – ha rivelato l’Ft – nonostante il parere contrario del comitato di politica monetaria.
A Piazza Affari corre Moncler (+2,2%) mentre scivola Amplifon (-1,9%) e vengono vendute le utilities da Hera (-1,3%) a Italgas (-1,3%). Lo spread Btp-Bund si assesta a 143 punti mentre l’euro si apprezza a 1,1018 sul dollaro (+0,33%).
Tesoro:rendimento Bot sale a -0,219%Collocati titoli per 6 miliardi di euro
10 ottobre 201911:31
– Risalgono i rendimenti nell’asta odierna in cui il Tesoro ha collocato 6 miliardi di Bot a 12 mesi. Nell’operazione il rendimento medio è stato di -0,219% contro il -0,226% dell’asta dello scorso settembre. Le richieste dal mercato sono state pari a 9,9 miliardi con un rapporto bid-to-cover dell’1,65 contro 1,59 di settembre.
Italia Independent: si dimette adObiettivo è dare un futuro alla società quotata sull’Aim
10 ottobre 201911:37
– Crisi al vertice di Italia Independent con le dimissioni dell’ad Mario Pietribiasi anche da consigliere. Il board ha già identificato il sostituto e comunicherà il nome del nuovo consigliere appena completate le procedure per la nomina. Il presidente e fondatore Lapo Elkann e il consigliere Giovanna Dossena hanno confermato la volontà di supportare la società nel rilancio e col nuovo business model per dare un futuro all’azienda quotata sul mercato Aim di Borsa Italiana e al marchio di prodotti di eyewear lifestyle.
Il tutto accade a meno di due settimane dalla diffusione della semestrale in perdita di 12,1 milioni su un fatturato di 4,1 milioni dopo la vendita di assets e la chiusura di attività non strategiche nonché per il mancato apporto di alcune componenti straordinarie. Ad agosto è stato poi chiuso il negozio di proprietà di Miami e a settembre gli outlet di Serravalle e Valdichiana insieme al monomarca di Porto Rotondo.
Fisco:9 mld da lotta a evasione nel 2019Maggiore, 2,8 mld rottamazione e 6,2 mld riscossione ordinaria
10 ottobre 201912:19
– Dalla riscossione l’Agenzia delle Entrare-Riscossione dovrà recuperare nel 2019 almeno 9 miliardi di tributi non pagati. E’ l’obiettivo fissato dall’atto aggiuntivo tra Mef e Agenzia Entrate illustrato dal presidente dell’ente Antonino Maggiore in commissione finanze della Camera.
Di questi, 6,2 miliardi dovrebbero arrivare dalla riscossione ordinaria e 2,8 miliardi da rottamazione delle cartelle e saldo stralcio. “Siamo convinti – ha detto Maggiore – di poter raggiungere l’obiettivo di 9 miliardi di riscossione nel 2019 e addirittura anche di superarlo di poco. Questo perché, ad oggi, la prima rata della rottamazione ter scaduta il 31 luglio ha visto pagamenti pari al 54,5% sulle domande, con un trend in crescita rispetto alle precedenti edizioni della rottamazione”.
Borsa: Milano resta cauta con l’EuropaBene Moncler, Unicredit guida bancari, vendite su Italgas e Enel
10 ottobre 201912:53
– Piazza Affari resta inchiodata sulla parità e le Borse europee sono poco mosse in attesa di conoscere l’esito dei negoziati tra Usa e Cina. A breve la pubblicazione dei verbali della Bce rivelerà quale è stato il tono del dibattito all’interno del consiglio direttivo nella riunione che ha riavviato il Qe, su cui – ha scritto l’Ft – la Bce ha bypassato il parere negativo dei comitati tecnici.
Milano cede lo 0,06%, Londra sale dello 0,03%, Francoforte dello 0,2% e Parigi dello 0,5%. A Piazza Affari brilla Moncler (+2%), in scia ai buoni risultati di Lvmh. Riprendono tono i bancari con Unicredit (+1,16%), Intesa (+0,88%) e Banco Bpm (+0,8%) mentre tra gli industriali si mettono in luce Prysmian (+1,34%) e Fca (+0,96%).
Vanno male i titoli delle apparecchiature medicali Amplifon (-2%) e Diasorin (-1,35%), in scia al profit warning di Philips.
Vendite su Italgas (-1,38%), Bper (-1,32%) ed Enel (-0,91%).
Fuori dal Ftse Mib brilla Mondadori (+6,54%). Poco mosse Mediobanca (+0,08%) e Generali (-0,25%).
Conte: ‘Italia traino per stretta mano economia-ecologia’Oggi il decreto clima in Consiglio dei ministri
10 ottobre 201911:58
“L’Italia, in materia di green economy e nella promozione di misure che mettono al centro l’economia circolare, ha un ruolo di primato, e vuole essere protagonista di un’inversione di marcia che sia coinvolgente per tutti gli altri Paesi che ancora nutrono qualche legittima diffidenza verso questa transizione energetica. L’Italia può fungere da da traino, per l’intera comunità Ue, lanciando la scommessa di una “stretta di mano” tra economia e ecologia”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte al “The Hydrogen Challenge: 2019 Global ESG Conference”.”Ci troviamo alla vigilia dell’insediamento di una nuova Commissione europea – ha detto Conte – la cui Presidente, Ursula von der Leyen, ha posto, come mai in precedenza, il tema ambientale al centro delle priorità e della visione per il futuro dell’Europa. Sono convinto che il richiamo alla dimensione eurounitaria sia una prospettiva avvertita da chi oggi partecipa a questo momento di confronto. Le sfide principali che ci troviamo ad affrontare suggeriscono inevitabilmente di scommettere sulla collaborazione tra Stati e su un rinnovato multilateralismo, fondato su un’agenda condivisa che rifiuti impulsi isolazionisti e autoreferenziali”. “Se l’idrogeno diventerà il fattore addizionale di trasformazione per rispondere alle sfide di cui ho finora parlato, ecco, allora sarà certo merito anche dei vostri sforzi. Vincere la “sfida dell’idrogeno” può rappresentare, per il nostro Paese, una grande opportunità. Anzi, considero questo obiettivo il primo dei pilastri su cui si fonda il Green New Deal, punto qualificante del programma di Governo, al quale stiamo lavorando con la massima determinazione”. Conte spiega quindi che il progetto del Green New Deal “lo stiamo definendo nei dettagli”.Oggi in Consiglio dei ministri il decreto clima. Il decreto – ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio – “è un grande primo passo verso il cosiddetto Green New Deal, di cui si vuole caratterizzare anche l’Europa ma di cui l’Italia è capofila”, essendo il Paese “più all’avanguardia”. Il decreto rappresenta “la nuova visione dell’Italia green che investe in energie rinnovabili”.
Giovani: in Sicilia primato dei neet. Italia prima in Ue Studio Unicef Italia su ragazzi che non studiano e non lavorano. Tra chi è fermo l’11% ha la laurea
0 ottobre 201909:11
Nel nostro Paese la presenza di giovani etichettabili come ‘Neet’ (Not in education, employment or training), vale a dire che non studiano, non lavorano e non seguono nessun percorso di formazione, vede al primo posto la Sicilia, con un’incidenza del 38,6% della popolazione.A seguire la Calabria (36,2%) e la Campania (35,9%). E’ uno dei dati più significativi contenuti nella ricerca di Unicef Italia ‘Il silenzio dei Neet. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio’, realizzata sugli ultimi dati Istat del 2018, e lanciata oggi nell’ambito del progetto ‘Neet Equity’, selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile.La fotografia dei giovani Neet italiani evidenzia una composizione particolare quanto intuibile sotto il profilo dell’età: nel 47% dei casi tra i 25 e i 29 anni, nel 38% tra i 20 e i 24 e il restante 15% nella forchetta 15-19 anni. Interessante inoltre il fatto che la maggior parte di questa tipologia di giovani ha anche conseguito un diploma di scuola secondaria superiore (49%), a fronte di un 40% con un livello di istruzione più basso e addirittura di un 11% di laureati.Nel complesso i nostri neet – ricorda ancora Unicef Italia nel suo rapporto, che sarà presentato in tre eventi, oggi a Taranto, domani a Napoli e il 25 ottobre a Carbonia – nella fascia di età 15-29 anni conta in tutto 2.116.000 persone. Nel Nord Italia sono il 15,5%, nel Centro il 19,5% e nel Sud il 34%. Nel confronto con l’Europa, che presenta una media del 12,9%, l’Italia si posiziona purtroppo al primo posto, seguita dalla Grecia (19,5%), Bulgaria (18,1%), Romania (17%) e Croazia (15,6%). Invece le nazioni con il tasso di neet più contenuto sono i Paesi Bassi (5,7%), la Svezia (7%) e Malta (7,4%).
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