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Siria: accordo Damasco-curdi per Kobane
Mosca media intesa per ingresso truppe Assad in città chiave
13 ottobre 2019 18:33
– BEIRUT
– Le forze curdo-siriane si sono accordate con la Russia per consentire all’esercito governativo siriano di entrare in due località chiave nell’est siriano, ancora controllate dalle forze curde, per respingere l’offensiva turca in corso nell’area. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, che afferma di aver ricevuto informazioni certe dell’intesa, mediata dalla Russia, tra curdi e governo siriano. In base all’accordo, le truppe di Damasco sono pronte a entrare a Manbij e a Ayn Arab (Kobane in curdo), rispettivamente a ovest e a est dell’Eufrate.
Siria: truppe di Damasco verso nordNell’ambito dell’accordo con i curdi contro l’offensiva turca
DAMASCO13 ottobre 201919:43
– DAMASCO
– Truppe del governo siriano stanno muovendo verso il nord del Paese nell’ambito dell’accordo tra i curdi e Damasco per respingere l’offensiva della Turchia. Lo riferisce la tv di stato siriano senza fornire ulteriori dettagli.
Siria: IL VIDEO choc su un ‘raid turco’ contro un convoglio Il filmato del massacro è stato diffuso dagli attivisti curdi
13 ottobre 201920:27
Un filmato choc proveniente dal nord-est della Siria, dove è in corso l’offensiva turca contro le forze curde, è circolato oggi sui social network e sui media: nel video, diffuso dagli attivisti curdi del Rojava Information Center e della durata di circa un minuto, si mostrano le immagini di resti di corpi di donne e uomini, miliziani curdi ma anche civili, uccisi da un non meglio precisato ‘raid turco’ a sud della cittadina frontaliera di Ras al Ayn/Serekanie. Il filmato,
sebbene in parte debitamente oscurato – mostra altri miliziani e civili feriti a terra, aiutati dai primi soccorritori in uno scenario di devastazione: pozze di sangue, brandelli di corpi carbonizzati, lamiere contorte di veicoli in fiamme, il corpo senza vita di una donna. Non è possibile verificare le circostanze del bombardamento che ha preso di mira il convoglio di miliziani e civili. Le fonti affermano che si trattava di un convoglio di pulmini sui quali viaggiavano miliziani, giornalisti e civili diretti a Ras al Ayn per esprimere solidarietà alla cittadina frontaliera assediata dalle forze turche. IL VIDEO IN ESCLUSIVA CHE HO DECISO DI PUBBLICARE PER DOVERE DI TESTIMONIANZA INFORMATIVA:
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Tunisia: vince il conservatore Saied
Netto vantaggio alle presidenziali sul magnate tv Nabil Karoui
ISI13 ottobre 201920:28NEW
– Il giurista conservatore indipendente, Kaies Saied, si appresta a divenire il nuovo presidente della Repubblica della Tunisia, il secondo eletto a suffragio universale dopo Beji Caid Essebsi. Saied ha battuto il magnate tv Nabil Karoui, con un netto margine di vantaggio, totalizzando il 72,53% delle preferenze contro il 27,47% di Karoui, secondo gli exit poll della società Emrhod Consulting.
In attesa dei risultati ufficiali, gli exit poll della società Emrhod Consulting consacrano il giurista conservatore indipendente Kaies Saied nuovo presidente della Tunisia, con il 72,53%% delle preferenze. Sconfitto il magnate delle tv Nabil Karoui, distaccato di molte decine di punti al 27,47%. Superiore al 50% il tasso di affluenza. Ha pagato, dunque, la linea di una dichiarata integrità morale e dell’indipendenza del 61enne professore di Diritto costituzionale, che ha fatto della lotta alla corruzione e della volontà di rivalutare il ruolo sociale dello Stato il fulcro della sua campagna elettorale. Non hanno invece giovato al magnate Nabil Karoui le accuse di riciclaggio e evasione fiscale che lo hanno costretto al carcere per 7 settimane fino alla sua liberazione, avvenuta solo 4 giorni prima della data del ballottaggio, impedendogli di fatto di svolgere una campagna elettorale ad armi pari. Anche se il suo arresto ha sollevato molti dubbi sull’indipendenza della magistratura e sull’uso politico della giustizia, gli elettori hanno evidentemente percepito queste accuse come “macchie” e preferito un personaggio dall’aura integerrima e al di fuori degli schemi della politica tradizionale quale Saied. Non sono bastate a Karoui la sua vicinanza alle popolazioni povere del sud del Paese con l’associazione caritativa “Khalil Tounes”, intitolata al figlio morto in un incidente stradale, le sue doti di comunicatore, la sua esperienza di uomo d’affari e la promessa di “sradicare la povertà” con un piano eccezionale in tre anni. Rimane però all’imprenditore, da questa discesa in campo, il buon risultato ottenuto alle legislative dal suo Qalb Tounes, che come seconda forza politica del Paese lo pone come principale partito di opposizione e interlocutore fondamentale nel nuovo paesaggio politico tunisino.
Macron e Merkel, Turchia posi le armi’Situazione umanitaria insostenibile, un aiuto all’Isis’
PARIGI13 ottobre 201922:51
– Emmanuel Macron ed Angela Merkel hanno lanciato oggi un appello congiunto, dall’Eliseo dove la cancelliera tedesca è stata ricevuta a cena, per una cessazione delle operazioni militari turche contro le forze curde in Siria, che – hanno detto i due leader – “rischia di creare una situazione umanitaria insostenibile e di aiutare l’Isis a riemergere”.
Polonia, più forte partito di KaczynskiAlla Camera entrano anche i nazionalisti di estrema destra
VARSAVIA13 ottobre 201922:56
– Il partito del leader polacco Jaroslaw Kaczynski ha conservato, anzi rafforzato, la sua maggioranza assoluta alla Camera e potrà continuare, se i risultati definitivi confermeranno gli exit poll, il suo corso conservatore, populista ed euroscettico. E’ quanto emerge da primi risultati delle elezioni parlamentari in Polonia dove resta da vedere se le desistenze fra tre gruppi di opposizione finora divisi possano togliere al Pis il controllo del Senato.
Al Sejm, la Camera polacca, entrano intanto anche i nazionalisti di estrema destra di Confederazione.
Almeno secondo i primi exit-poll, il partito “Diritto e Giustizia” (Pis) di cui Kaczynski è presidente esercitando un enorme influsso sul premier Mateusz Morawiecki e l’intero sistema polacco, avrebbe ottenuto il 43,6 dei voti e soprattutto 239 dei 460 seggi della Camera con un balzo rispetto al 37,6% raccolto nelle precedenti elezioni del 2015.
Marina libica soccorre 94 migrantiErano a bordo di un gommone in difficoltà, ignoto loro destino
TUNISI13 ottobre 201923:35
– Una motovedetta delle forze navali speciali della Marina libica ha tratto in salvo questa mattina 94 migranti, tra i quali 14 donne e 4 bambini, a bordo di un piccolo gommone in difficoltà a 4 miglia dalla base navale di Tajoura, in Libia. Lo ha reso noto la pagina facebook dell’ufficio stampa della Marina libica precisando che i migranti soccorsi sono di diversi paesi africani.
La maggior parte è del Ghana, altri venivano dalla Nigeria, dal Senegal, dal Mali e dal Burkina Faso. Ai migranti sono state fornite le necessarie cure mediche e umanitarie, in attesa che l’Autorità per la lotta alla migrazione illegale decida il loro destino. La Marina libica minaccia di liberare i migranti se le autorità del ministero dell’Interno non se ne faranno carico, si legge nel comunicato.
Ungheria, Orban perde BudapestParziali delle amministrative, opposizione espugna la capitale
BUDAPEST13 ottobre 201922:59
– Il partito Fidesz del premier ungherese Victor Orban ha perso il controllo di Budapest e di oltre la metà dei capoluoghi dell’Ungheria dove oggi si è votato per elezioni amministrative. E’ quanto emerge da dati provvisori pubblicati sul sito dell’Ufficio elettorale nazionale (Nvi) e relativi a circa il 75% delle schede scrutinate. Gergely Karacsony, il 44enne candidato dei Verdi che si è imposto nelle primarie fra tutti i partiti d’opposizione a Budapest sta ottenendo il 50,4% dei voti a fronte di un 44,6% per ora attribuito al sindaco uscente, il settantunenne Istvan Tarlos.
Delle 20 città in cui si è votato, in più della metà sono in testa i candidati delle opposizioni che si sono presentate unite, a Budapest anche grazie a un patto di desistenza con la formazione nazionalista di destra Jobbik.
Sassoli, fabbricanti di armi non premano’I loro contratti non valgono la vita delle persone’
13 ottobre 201923:03
– “L’Europa può fare una grande pressione politica e diplomatica, può tagliare i rifornimenti di armi alla Turchia come è stato detto bene da Merkel, Macron e anche da Di Maio”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, a Che Tempo che fa su Raidue. “Domani c’è un importante Consiglio a Lussemburgo. Facciamo un invito alle industrie di armi che non facciano pressione, perchè i loro contratti non valgono la vita delle persone”, ha sottolineato”.
“Il popolo curdo ha combattuto per la nostra sicurezza corpo a corpo, quindi deve essere molto forte il senso di gratitudine.
L’indignazione non basta, servono gesti concreti”, ha aggiunto Sassoli.
‘In Siria è in corso una pulizia etnica’Lo dice il generale Usa Allen, ‘mani di Trump sporche di sangue’
WASHINGTON14 ottobre 201900:38
– “Il presidente Donald Trump ha le mani sporche di sangue per aver abbandonato i nostri alleati curdi”: è durissimo il giudizio dell’ex comandante della coalizione internazionale anti-Isis, il generale americano John Allen, che ricoprì l’incarico durante l’amministrazione Obama dopo esser stato capo delle forze Usa in Afghanistan. “Le conseguenze dell’attuale crisi erano del tutto prevedibili e nonostante questo gli Usa hanno dato la luce verde”, denuncia Allen che parla di “pulizia etnica in corso” voluta dal leader turco Recep Tayip Erdogan. “Questo è quello che succede quando il presidente Trump segue il suo istinto e si allinea con gli autocrati”.
Hillary difende Meghan dalle criticheL’ex first lady Usa: l’attaccano perché è birazziale
WASHINGTON14 ottobre 201902:10
– Hillary Clinton scende in campo in difesa di Meghan Markle, moglie del principe Harry d’Inghilterra e afroamericana da parte di madre: “L’attaccano perche’ e’ birazziale”, afferma la ex first lady Usa in un’intervista, commentando la decisione di Harry di fare causa a diversi tabloid. “Il modo in cui viene trattata e’ inspiegabile, dovrebbero vergognarsi tutti”, aggiunge Hillary. Dalla parte della duchessa di Sussex anche Chelsea Clinton: “L’attaccano anche perche’ ha avuto il coraggio di rompere con alcune etichette reali. Ha una professione alle spalle e ha una voce che per fortuna continua ad usare”.
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