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Studenti italiani, ora è davvero difficile restare
Olimpia, da dopo il referendum ha vinto il ‘prima gli inglesi’
LONDRA17 ottobre 2019 14:06
“Rimaniamo ma è davvero difficile”. Ha 28 anni Olimpia, da dieci in Inghilterra, dove si è trasferita a studiare dopo la maturità al liceo Mamiani di Roma. “Sono venuta qui perchè amo la lingua e la letteratura inglese – racconta – ed era il mio sogno frequentare l’università in Gran Bretagna”. “Dieci anni fa l’Inghilterra era ancora una meta ambita – spiega Olimpia – si poteva immaginare di poter realizzare il futuro che desideravi. Io, ad esempio, volevo insegnare all’Università e qui era possibile, molto più che in Italia”. “Inoltre – aggiunge – lo Stato aiutava gli studenti Ue con rette inferiori a quelle riservate agli extra Ue e prestiti d’onore. Ora tutto ciò rischia di scomparire. Con la Brexit, infatti, gli studenti italiani potrebbero essere equiparati agli extrauropei e costretti a sborsare rette due o tre volte più salate delle attuali, pari a 9 mila sterline”.”Ma intanto già da subito dopo il Referendum è cambiato l’atteggiamento nei confronti degli stranieri. Anche qui ‘prima gli inglesi’ è diventata una realtà”. “Così dopo una laurea triennale, un master e un dottorato in letteratura, ogni volta che affronto un colloquio di lavoro mi trovo di fronte alla domanda: ‘sei inglese?’ e la risposta cambia il risultato”.Anche trovare un alloggio è diventato più difficile per un non inglese. “Prima del Referendum – racconta Carlotta, 24 anni, di Catania, che frequenta un corso di robotica all’Università – se eri studente per affittare un appartamento bastava la busta paga di un genitore a garanzia. Oggi sono molto più fiscali e spesso pretendono garanti inglesi”.”Forse anche per questo – aggiunge – già da due anni in autunno le banchine della metro di Londra piene di genitori italiani al seguito dei figli che si trasferivano a studiare qui sono diventate un ricordo”.Ed infatti se l’Inghilterra, dopo anni di crescita costante, piange un meno dieci per cento di studenti stranieri nuovi iscritti, a gioire è l’Olanda diventata la meta preferita dei giovani europei che scelgono di studiare all’estero. In particolare gli italiani sembrano aver virato decisamente per i Paesi Bassi dove lo scorso anno si sono iscritti in 4 mila con una crescita del 272% rispetto a quattro anni prima. Con la Brexit, dunque, sembra passato un secolo da quando Baglioni cantava ‘Viva l’Inghilterra, pace donne amore e libertà’.
Brexit: Gb sabato vota sull’accordoGoverno annuncia il testo in Parlamento in questi termini
LONDRA17 ottobre 201914:44
– Il governo di Boris Johnson intende presentare sabato mattina alla Camera dei Comuni britannica una mozione in cui chiedere ai deputati di votare “o per il deal” raggiunto oggi sulla Brexit con Bruxelles per “un no deal”. Lo ha annunciato oggi i ministro dei Rapporti col Parlamento, Jacob Rees-Mogg in aula, precisando che il voto sarà preceduto da uno statement del primo ministro e da un dibattito. La formulazione della mozione è però contestata dalle opposizioni, che vogliono far valere a legge anti-no deal.
Siria: la Turchia apre alla treguaMinistro Ankara, ‘se Mosca-Damasco cacciano i curdi’
ISTANBUL17 ottobre 201915:09
– “La Russia trasmette i messaggi tra Damasco e Ankara. Se la Russia toglie gli elementi (curdi) dell’Ypg dalla regione insieme all’esercito siriano, non ci opporremo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, aprendo così a una possibile tregua mediata da Mosca.
Di Maio a Usa, evitiamo escalation daziMinistro, incoraggiamo la strada negoziale
WASHINGTON17 ottobre 201916:21
– “Siamo contrari ad una escalation dei dazi e incoraggiamo soluzioni negoziali per prevenire misure che danneggerebbero entrambe le nostre economie”: lo ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio intervenendo ad un incontro all’ambasciata italiana intitolato “Un futuro comune: Stati Uniti e Italia”, organizzato dal Consiglio per le relazioni tra Italia e Stati Uniti. L’appello è stato lanciato alla vigilia dell’entrata in vigore dei dazi Usa dopo la decisione del Wto su Airbus.
Studenti protestano a BarcellonaPolizia dispiega un cannone ad acqua nei pressi del corteo
17 ottobre 201916:36
– Continuano le proteste in Catalogna contro le condanne a 12 leader separatisti. Dopo gli scontri dei giorni scorsi, oggi migliaia di studenti sono scesi per le strade di Barcellona. Secondo la polizia locale, i partecipanti sono 25 mila. Lo riporta La Vanguardia.
Anche se la manifestazione è al momento pacifica i Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, hanno dislocato un cannone ad acqua nei pressi del corteo.
Siria: Conte, Ue valuterà i passi utili’Per raggiungere un processo politico senza opzioni militari’
17 ottobre 201916:48
– “Valuteremo ora con tutti i leader dell’Ue le iniziative utili per raggiungere e perseguire un processo politico e pacifico senza opzioni militari” per risolvere la crici in Siria. Lo ha dichiarato il premier Giuseppe Conte entrando al vertice europeo a Bruxelles.
Amendola, garantiti gli italiani in GbAssicurate anche ‘la tutela dell’export e le nostre imprese’
17 ottobre 201917:16
– “Raggiunto il Brexit Deal. L’Italia ha sempre sostenuto e incoraggiato un accordo per una mediazione con il Regno Unito sui principi e gli interessi dell’Ue.
Garanzie assicurate per i cittadini italiani residenti in UK, tutela per l’export e le imprese italiane”. Lo scrive il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola su Twitter.
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Catalogna:ministro,194 poliziotti feriti
Dall’inizio delle proteste, 97 arresti
17 ottobre 201917:19
– Il ministro degli Interni spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha aggiornato a 97 il numero delle persone arrestate dall’inizio delle proteste in Catalogna contro la condanna di 12 leader separatisti. Lo riporta La Vanguardia.
Secondo i dati del ministero, inoltre, 194 agenti dei Mossos d’Esquadra e della polizia nazionale sono stati feriti negli scontri con i manifestanti.
Brexit: ok dei 27 all’accordo con LondraFinita la discussione dei leader europei
BRUXELLES17 ottobre 201918:22
– E’ finita la discussione dei 27 leader Ue sulla Brexit. Il dibattito si è concluso con l’adozione delle conclusioni circolate, in cui i capi di Stato e di governo danno il loro endorsement all’accordo raggiunto ed “approvano” la dichiarazione politica sulle relazioni future.
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