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Scattati i dazi Usa sui prodotti Ue: per l’Italia colpiti parmigiano e pecorino
Dazi al 25% anche per i vini francesi, le olive greche, il whiskey scozzese
18 Ottobre 2019 04:42
Scattati oggi i dazi di Donald Trump contro il made in Europe. Per l’Italia saranno colpiti tra gli altri prodotti i formaggi, a partire da pecorino e parmigiano, i liquori e gli amari.
Dazi al 25% anche per i vini francesi, le olive greche, il whiskey scozzese. In tutto la stretta Usa sulle importazioni dal Vecchio continente riguarda beni per un valore di 7,5 miliardi di dollari.
Oro: fermo a 1491 dollariInvestitori guardano a dati Cina e accordo su dazi
18 ottobre 201908:22
– Prezzo dell’oro fermo sui mercati. Il metallo con consegna immediata scambia a 1491 dollari l’oncia (-0,01%). Gli investitori guardano ai dati del Pil cinese, ancora in rallentamento e ai progressi dei negoziati fra Pechino e Washington.
Petrolio:prezzo cala a 53,8 dollariBrent scende dello 0,6% sotto i 60 dollari
18 ottobre 201908:25
– Prezzi del petrolio in calo sui mercati. Il greggio Wti scende di 12 centesimi a 53,8 dollari al barile e si avvia a chiudere la settimana in negativo. Il passivo fino ad ora è di 89 centesimi. Debole anche il Brent, sotto i 60 dollari (-0,6% a 59,57) che accusa un ribasso dell’1,6% nella settimana.
Brexit: Boe, possibile rialzo tassiAumenti ‘graduali e limitati’
18 ottobre 201908:27
– Un accordo ‘soft’ per la Brexit che comporti una transizione graduale, potrebbe indurre la Banca d’ Inghilterra a un rialzo dei tassi. Lo afferma il vice governatore dell’istituto centrale Dave Ramsden in un’intervista a Bloomberg tv secondo cui nel caso l’uscita incassasse il voto del Parlamento britannico allora sarebbero comunque necessari “limitati e graduali” aumenti dei tassi.
Cambi:euro stabile a 1,1123Mercati guardano a Brexit. Yen invariato a 108,5
18 ottobre 201908:31
– Euro stabile sui mercati all’avvio di giornata, dove scambia a 1,1123 dollari (-0,02%). In ribasso la sterlina (-0,4% a 1,2844) che riduce comunque il passivo dopo che il vice governatore della Bank of England ha annunciato possibili rialzi dei tassi in caso di una Brexit ‘soft’. In Asia dove il Pil cinese ha nuovamente frenato la crescita, invariato lo yen a 108,57.
Borsa: Cina scivola, tiene TokyoIn ribasso i futures sull’avvio dei listini europei
18 ottobre 201908:52
– I dati macroeconomici cinesi e in particolare la frenata del Pil hanno fatto scivolare le Borse di Shanghai e Shenzhen, che si avviano alla chiusura in calo di oltre un punto percentuale. Deboli anche gli altri listini azionari dell’area asiatica e del Pacifico, con Tokyo che ha comunque chiuso in tenuta (+0,18% l’indice Nikkei 225, -0,13% il Jpx Nikkei 400).
Anche le incertezze della Brexit, con la sterlina comunque sostanzialmente stabile nelle prime battute dei mercati valutari, pesano sugli scambi, con Hong Kong che cede lo 0,6%, Seul che ha perso lo 0,8% e Sidney mezzo punto percentuale.
Leggermente positiva Mumbai, che verso la chiusura sale dello 0,4%.
In ribasso i futures sull’avvio delle Borse europee.
Cina:rallenta crescita Pil, +6%Stime erano del 6,1%. Dato ai minimi ultimi 30 anni
PECHINO18 ottobre 201909:38
Frena ancora il Pil cinese nel terzo trimestre, cresciuto del 6% annuo a fronte di attese pari a +6,1%. Il dato si attesta intorno ai minimi degli ultimi 30 anni dopo il +6,2% del secondo trimestre e il +6,4% del primo, nel mezzo delle turbolenze commerciali con gli Stati Uniti. L’economia, ha spiegato l’Ufficio nazionale di statistica in una nota, “ha di fronte rischi e sfide in aumento sia interne sia esterne”.BORSE CINESI IN CALO Le Borse cinesi chiudono a ridosso dei minimi intraday, con il deludente dato sul Pil del terzo trimestre cresciuto del 6%, meno del 6,1% atteso e al passo più lento dai primi tre mesi del 1992, e dell’1,5% congiunturale: l’indice Composite di Shanghai perde l’1,32%, a 2.938,14 punti, mentre quello di Shenzhen perde l’1,17%, a quota 1.616,72. Lo yuan recupera 99 punti base dopo che la Banca centrale cinese ha fissato la parità a 7,0690: alla chiusura dei listini azionari, il renminbi segna uno spot rate di 7,0847 (+0,11%).
Borsa: Milano apre in rialzo, +0,13%In aumento anche l’indice Ftse All share, +0,06%
MILANO18 ottobre 201909:04
– Avvio marginalmente positivo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,13%, l’Ftse It All-Share un aumento dello 0,06%.
Borsa: Europa parte debole, Londra -0,2%In lieve calo anche Parigi e Francoforte
18 ottobre 201909:09
– Mercati azionari del Vecchio continente tutti in ribasso nei primi scambi: Londra ha aperto in calo dello 0,2% con la sterlina stabile nei confronti dell’euro, Parigi negativa dello 0,3% e Francoforte dello 0,1%.
Borsa: Milano incerta, giù Pirelli e FcaBanche tengono con spread, corre Bper, stabile Popolare Sondrio
18 ottobre 201909:21
– Partenza senza una direzione precisa per Piazza Affari, in linea con le incertezze dell’Europa che attende il voto di domani del Parlamento di Londra sul nuovo accordo Brexit: dopo un avvio leggermente positivo, l’indice Ftse Mib nei primi scambi cede lo 0,2%, con Pirelli, Fca e Leonardo che perdono oltre due punti percentuali.
In tenuta le banche con lo spread nei confronti della Germania sempre attorno a quota 130 e l’ottimo avvio in particolare di Bper, che sale del 3%. Nel paniere a minore capitalizzazione, scarse ripercussioni per la Popolare di Sondrio (+0,2%) dal mancato acquisto della Cassa di risparmio di Cento.
Spread apre in calo a 128 puntiRendimento decennale allo 0,88%
18 ottobre 201909:31
– Avvio di giornata in calo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 128 punti contro i 130 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è pari allo 0,88%.
Borsa: Europa fiacca in attesa BrexitMilano piatta, deboli industriali, tengono banche, bene Bper
18 ottobre 201910:42
– Mercati azionari del Vecchio continente ancora senza grandi movimenti in attesa del voto del Parlamento di Londra sul nuovo accordo Brexit: Londra, con la sterlina sempre sostanzialmente stabile nei confronti di euro e dollaro, cede lo 0,4%, Francoforte e Milano provano a tenere, Parigi perde lo 0,4% appesantita da Renault (-12%).
In Piazza Affari (Ftse Mib -0,1%) faticano ancora gli industriali con Leonardo che perde il 2,4% dopo la corsa di ieri e Pirelli due punti percentuali, mentre Fca sta limitando il calo iniziale innescato dallo scivolone del gruppo francese all’1,1% a 12 euro. In tenuta le banche, con qualche titolo forte come Mps che sale di un punto percentuale, la Banca popolare di Sondrio dell’1,1% dopo lo stop della Bce all’acquisizione della Cassa di risparmio di Cento e Bper dell’1,7%.
Tim: Buffagni, nomine non per lottizzareRossi? Scelta che spetta all’azienda, noi giudichiamo risultati
18 ottobre 201911:34
– La nomina di Salvatore Rossi in Tim deve perseguire obiettivi “di sistema e non di lottizzazione”, contribuendo a garantire “il progetto e l’interesse nazionale” e la creazione di una “rete unica” fondamentale per il Paese.
“Chiunque stia avvallando questo tipo di scelta, se ritiene che sia la scelta giusta, lo deve fare nell’ottica di un sistema e non per piazzare qualcuno che gli interessa”. Lo ha detto il viceministro al Mise, Stefano Buffagni. “Non entro nel merito di scelte di aziende private – ha aggiunto – ma giudico i risultati”. “Vediamo le scelte che farà l’azienda, dopodiché – ha proseguito – l’importante è che si garantisca il progetto e l’interessa nazionale. Per quanto ci riguarda per noi il tema della rete unica è fondamentale, perché dobbiamo portare il Paese nel futuro”.
Borsa Milano scende, Londra tieneProsegue crollo di Renault dopo profit warning, scende Leonardo
18 ottobre 201912:20
– Ancora pochi movimenti sui mercati finanziari europei, con Parigi (-0,4%) che resta la Borsa più debole per il crollo di Renault (-12%) dopo il profit warning, seguita da Milano (-0,2%), con Londra limata dello 0,1% e Francoforte che ondeggia sulla parità.
Piazza Affari si avvicina a metà giornata sempre con prese di beneficio su Leonardo (-3,3%), mentre Moncler scende del 2,4% e Pirelli del 2,3%. Fca limita il calo all’1,6%, piatta Tim, in rialzo dell’1,5% Bper.
A.Mittal:cede piano calpestio, no feritiIncidente nell’area Agglomerato, ‘sfiorata la tragedia’
TARANTO18 ottobre 201913:54
– Un incidente senza conseguenze per i lavoratori si è verificato questa mattina nell’area agglomerazione dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto. Lo rende noto l’Usb, precisando che “un piano di calpestio è crollato negli impianti OMO2, in una torre con nastri trasportatori, dove a causa dell’usura dei rulli si sono depositate quantità di materiale in eccesso che hanno provocato il cedimento di una lamiera della struttura con chiari ed evidenti segni di usura e corrosione”.
Al cedimento della lamiera “ha contribuito – aggiunge il sindacato di base – la mancanza di pulizia periodica e si è sfiorata la tragedia perché in questi giorni in quest’area erano iniziate le attività di una ditta esterna dopo tre mesi di assenza totale di pulizia dell’area”.
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Saldo-stralcio e rottamazione, partono 700mila lettere Agenzia della riscossione comunica esito della domanda e importi
18 ottobre 201915:45
In arrivo 700 mila comunicazioni di Agenzia delle entrate-Riscossione in risposta ai contribuenti che hanno chiesto di aderire ai provvedimenti di definizione agevolata delle cartelle.Le lettere sono rivolte a tutti coloro che hanno presentato la domanda per il “saldo e stralcio”, ma anche i “ritardatari” della “rottamazione-ter”, cioè chi ha mancato l’appuntamento entro la scadenza iniziale del 30 aprile scorso e ha usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019. Lo comunica l’Agenzia.La Comunicazione (sarà o su Pec o con raccomandata) contiene i bollettini di pagamento in base alla scelta effettuata in fase di adesione (per il saldo e stralcio fino a 5 rate in tre anni, per la “rottamazione-ter” fino a 17 rate in cinque anni). La scadenza della prima rata è fissata dalla legge al 30 novembre 2019, che cadendo di sabato slitta a lunedì 2 dicembre.
Borsa: Europa galleggia, piatta MilanoIn rosso comparto dell’auto, stabile euro sul dollaro
18 ottobre 201914:54
– Le Borse europee galleggiano alla vigilia del voto nel Regno Unito dopo l’accordo sulla Brexit e con i futures americani in positivo. Piatta Milano (+0,01%) sostenuta dalle banche. Sul versante monetario l’euro sul dollaro è stabile a 1,1148 mentre la sterlina è ancora in calo a 1,2882 a Londra.
In calo Parigi (-0,4%) appesantita da Renault (-12%) dopo il profit warning. Piatte Londra (-0,05%) e Francoforte (+0,01%) mentre è debole Madrid (-0,1%). I listini del Vecchio continente risentono dell’andamento negativo dei comparti dell’auto (-1,2%) e tecnologico (-0,4%).
A Piazza Affari corre Unipolsai (+2,2%). Bene anche Bper (+1,8%), Mps (+1,2%), Unicredit (+0,7%) e Ubi (+0,6%). In calo Leonardo (-3,4%), Moncler (-2,5%) e Pirelli (-2%).
Bankitalia:calo spread,benefici a bancheSe ribasso si mantiene sostegno a finanziamenti
18 ottobre 201915:05
– “Tra marzo e giugno di quest’anno il livello medio di patrimonializzazione è migliorato, beneficiando prevalentemente del contributo della redditività nel periodo”.
Lo sottolinea la Banca d’Italia nel Bollettino economico secondo cui “inoltre nostre stime indicano che nel terzo trimestre il patrimonio avrebbe beneficiato degli aumenti dei corsi dei titoli di Stato valutati al fair value nei portafogli delle banche”. E mantenimento del basso spread, che ha già provocato il calo del costo della raccolta delle banche italiane, può sostenere la capacità degli istituti di credito di erogare prestiti. “La riduzione dei rendimenti sovrani si è tradotta in un calo significativo del costo della raccolta bancaria all’ingrosso, tornato sui livelli prevalenti all’inizio del 2018; è lievemente sceso il costo del credito”.
Bankitalia:stranieri tornano su BtpIn 8 mesi acquisti netti 81mld per mancata sanzione Ue e Bce
18 ottobre 201915:05
– Tornano gli investitori stranieri sui titoli di stato italiani. Tra giugno e agosto si è registrato un “forte aumento della domanda estera” registra Banca d’Italia nel bollettino economico che cita “la decisione della Commissione Ue di non raccomandare l’avvio di una Procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e le prospettive di accomodamento monetario”. Nei primi otto mesi gli investitori esteri hanno effettuato acquisti netti di titoli italiani per 98 miliardi di euro, di cui 81 in titoli pubblici, pari all’ammontare delle emissioni nette del Tesoro.
Borsa: Europa debole dopo Wall StreetPiazza Affari senza scossoni dopo bollettino Bankitalia
18 ottobre 201915:51
– Le Borse europee restano deboli dopo l’avvio di Wall Street. Gli investitori restano alla finestra in attesa delle decisioni del Parlamento del Regno Unito sull’accordo per la Brexit. Milano (+0,04%) prosegue piatta dopo il bollettino di Bankitalia sull’economia.
Parigi (-0,5%) è la peggiore, appesantita da Renault (-12%).
Debole Londra e Madrid (-0,1%) mentre è piatta Francoforte (+0,02%). I listini sono appesantiti dal calo dei comparti dell’auto e dei tecnologici.
A Piazza Affari proseguono in terreno positivo le banche con Bper (+2%), Unicredit (+0,8%), Mps (+0,7%) e Ubi (+0,4%). In rialzo anche la Popolare di Sondrio (+0,9%), dopo il no della Bce alla modifiche dello statuto per l’acquisizione della Cassa di Risparmio di Cento. In rosso Leonardo (-3,4%), Moncler (-2,9%) e Pirelli (-2,4%).
Conte: ‘Non mi sottrarrò ad altre verifiche sulla manovra’Il premier chiarisce che la legge di bilancio è chiusa e non serve un nuovo Consigli dei Ministri
18 ottobre 201911:17
Da Bruxelles dove è prevista la sua partecipazione al Consiglio europeo, il premier Giuseppe Conte annuncia:”Stiamo già lavorando per riformare l’Irpef. Dobbiamo superare l’attuale regolamentazione, l’obiettivo è abbassare le tasse, non aumentarle, ma per farlo dobbiamo recuperare risorse che adesso sono nell’economia sommersa. Non si tratta di criminalizzare nessuno, l’obiettivo è pagare tutti per pagare meno”. “Ritengo la manovra molto equilibrata – aggiunge – nel segno della redistribuzione. Abbiamo evitato l’aumento della pressione fiscale in un quadro di finanza pubblica complesso”, infatti “la prima riforma significativa è non aumentare la tassa sui consumi, 23 miliardi e poi altre misure favorevoli a famiglie e imprese”.”Al di là delle singole dichiarazioni, ci confronteremo lavorando all’articolato definitivo quando torno a Roma, ricordiamoci che abbiamo approvato salvo intese, c’è la possibilità di fare ulteriori verifiche, non mi sottrarrò, ci metteremo attorno a un tavolo e verificheremo”Il premier, intervistato da Repubblica, Stampa e Messaggero aggiunge: “Stiamo lavorando come matti. C’è una task force già all’opera sulle simulazioni per la riforma dell’Irpef. Non possiamo realizzarla quest’anno, abbiamo solo poche settimane. La approveremo nel 2020. Pagare tutti, pagare meno. Ridurremo il numero delle aliquote e abbasseremo la pressione fiscale”.Al quotidiano romano chiarisce: “Unificare al 20% le due aliquote del 27 e del 23 lo considero un bell’obiettivo a cui ambiamo, ma non voglio esagerare e sbilanciami”.”Sull’uso del contante – prosegue Conte a proposito della gestazione del decreto fiscale – c’è stata una forza politica che ha sollevato perplessità, io non ho fatto mistero che si potesse portare da duemila a mille il limite senza particolari scossoni sociali. Ma anche a duemila va benissimo. Ma questo non è un aspetto dirimente rispetto a quello che abbiamo fatto, ma dovevamo dare un segnale”.”Avrei voluto di più – ammette quindi – ma va bene così. Ma ripeto, non è questo il punto centrale del piano cashless’ che orienta i cittadini verso l’uso della moneta elettronica e di meno contante”. E sottolinea: “Il contante è un costo anche per le banche. Ci sono studi che stimano il costo a 10 miliardi l’anno perché dietro c’è un grande impiego di persone che custodiscono, trasportano, gestiscono il contante. Se noi ci orientiamo verso pagamenti digitali non favoriamo solo l’emersione, e comunque non stiamo rendendo più difficile l’uso del contante”.Il presidente del Consiglio infine chiosa: “La legge di bilancio è chiusa non serve un nuovo Consiglio. Lunedì solo il dl terremoto”. Conte annuncia quindi “una task force palazzo Chigi-Mef per ridurre le tasse al ceto medio: è l’obiettivo a cui ambisco”.
Renault rivede stime 2019, giù in BorsaGruppo francese prevede calo ricavi fra 3 e 4%
18 ottobre 201912:31
Tonfo in Borsa di Renault che ha rivisto al ribasso le stime sui ricavi 2019, attesi in calo fra il 3 e il 4% contro le previsioni precedenti si attestavano ai livelli del 2018, e sul margine operativo previsto intorno al 5% dalla precedente stima del 6%. Il titolo a Parigi fa uno scivolone del 13%, il peggior calo dall’arresto a novembre dell’ex numero uno Carlos Ghosn, e pesa sull’intero comparto automobilistico europeo.
In attesa della trimestrale settimana prossima il mercato fa i conti anche con le parole di Clotilde Delbos, ceo ad interim di Renault dopo la recente uscita di Thierry Bollorè, che in un messaggio ai dipendenti ha detto fra l’altro che ci sono da rivedere le strategie del piano che era stato concepito da Ghosn. Il profit warning viene accolto dai mercato come un elemento che aggrava le difficoltà del gruppo francese e del partner giapponese Nissan.
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