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Naruhito è ufficialmente imperatore
Sale sul trono del Giappone dopo l’abdicazione del padre Akihito
TOKYO22 ottobre 2019 07:13
– L’Imperatore Naruhito è stato ufficialmente proclamato il nuovo sovrano del Giappone, in una cerimonia solenne al palazzo imperiale di Tokyo, alla presenza di circa 2.000 ospiti, tra cui capi di stato e dignitari di 190 nazioni. Nel suo discorso inaugurale il nuovo sovrano del trono del Crisantemo, la più antica monarchia ereditaria esistente al mondo, ha detto che “si impegnerà a rispettare la Costituzione e adempiere le proprie responsabilità come simbolo dello stato e l’unità del popolo giapponese”.
Canada: Trudeau resta in sella ma con governo minoranzaPerde 28 seggi ma stacca i conservatori. Exploit Blocco Quebec
OTTAWA22 ottobre 2019 07:13
Il premier liberale Justin Trudeau vince la sfida nelle tesissime elezioni canadesi contro i conservatori di Andrew Scheer ma perde la maggioranza e sarà quindi costretto ad un più precario governo di minoranza, probabilmente con l’appoggio esterno del New Democratic Party (Ndp). Secondo le proiezioni della tv pubblica canadese Cbc, il suo Cpc conquista 156 dei 338 seggi della House of Commons, sotto quindi la fatidica soglia dei 170 deputati necessari per governare da solo. Il premier perde ben 28 scranni rispetto al 2015, facendo pagare al partito il prezzo dei recenti scandali che lo hanno coinvolto, dalla pressioni per salvare il colosso canadese Snc-Lavalin in un’inchiesta per corruzione sino alle vecchie immagini caricaturali che lo ritraggono con la faccia dipinta di nero. Un arretramento confermato anche dal voto popolare, sceso dal 39,5% di quattro anni fa al 33%, dietro ai conservatori (34,4%). Questi ultimi hanno fatto senza dubbio un balzo in avanti, strappando 121 seggi contro i 97 delle precedenti elezioni (+24). Ma non sono riusciti nell’impresa di mettere fine all’offuscata carriera di Trudeau, che negli ultimi giorni di campagna ha recuperato terreno facendo in qualche modo un miracolo.
La sorpresa delle urne è stato il Bloc Quebecois di Yves-Francois Blanchet, il partito separatista che si è presentato solo nel francofono Quebec, dove ha più che triplicato il numero dei seggi, da 10 a 32, diventando il terzo partito a livello federale. Non è escluso che possa giocare un ruolo nel futuro governo. Flop invece del Ndp, che ha quasi dimezzato la sua presenza (da 40 a 25 deputati): il suo carismatico leader col turbante, JagMeet Singh, è rimasto probabilmente vittima dell’invito al “voto utile” da parte del premier. I Verdi invece confermano i loro tre seggi, senza sfondare nonostante la grande attenzione dei canadesi per clima e ambiente. Trudeau è riuscito quindi ad evitare il disonore di essere in 84 anni il primo premier del Paese con una maggioranza parlamentare a non farsi riconfermare. Pare, secondo alcuni esperti, che i canadesi ci abbiamo ripensato nel weekend.
Non tanto perdonandogli scandali e gaffe che hanno allungato un’ombra sulla sua immagine progressista quanto pensando che fosse l’opzione ‘meno peggiore’ di fronte ad uno scialbo leader conservatore non in sintonia con gran parte del Paese sulle questioni sociali, dall’aborto alle nozze gay sino all’ immigrazione. Ora però il bel Trudeau sarà il leader di un ‘hung Parliament’, un parlamento a rischio stallo per il continuo braccio di ferro con chi lo sosterrà esternamente. Uno dei primi nodi sarà convincere il Ndp o il Bloc a mantenere la sua promessa di espandere l’oleodotto Trans Mountain dopo averlo comprato con i soldi pubblici, nonostante il suo impegno a difesa del clima.
Il premier liberale Justin Trudeau vince la sfida nelle elezioni canadesi contro i conservatori di Andrew Scheer, ma perde la maggioranza e sarà quindi costretto ad un più precario governo di minoranza, probabilmente con l’appoggio esterno del New Democratic Party (Ndp). Secondo le proiezioni della tv pubblica canadese Cbc, il suo Cpc conquista 156 dei 338 seggi della House of Commons, sotto quindi la soglia dei 170 deputati necessari per governare da solo.Il premier perde ben 28 scranni rispetto al 2015, facendo pagare al partito il prezzo dei recenti scandali che lo hanno coinvolto, dalle pressioni per salvare il colosso canadese Snc-Lavalin in un’inchiesta per corruzione, sino alle vecchie immagini caricaturali che lo ritraggono con la faccia dipinta di nero. Un arretramento confermato anche dal voto popolare, sceso dal 39,5% di quattro anni fa al 33% di oggi, dietro ai conservatori (34,4%). Questi ultimi hanno fatto senza dubbio un balzo in avanti, strappando 121 seggi contro i 97 delle precedenti elezioni (+24). Ma non sono riusciti nell’impresa di mettere fine all’offuscata carriera di Trudeau, che negli ultimi giorni di campagna ha evidentemente recuperato terreno.La sorpresa delle urne è stato il Bloc Quebecois di Yves-Francois Blanchet, il partito separatista che si è presentato solo nella provincia francofona, dove ha più che triplicato il numero dei seggi (da 10 a 32), diventando il terzo partito a livello federale. Flop invece dell’Ndp, che ha quasi dimezzato la sua presenza (da 40 a 25 deputati). Il suo carismatico leader col turbante, JagMeet Singh, vittima probabilmente dell’invito al “voto utile” da parte del premier, ha detto di aver già parlato con Trudeau e che lavorerà per ottenere risultati sulle priorità del Paese: parole che lasciano intendere la volontà di cooperare e sostenere il futuro governo di minoranza dei liberali. I Verdi, infine, confermano i loro tre seggi, senza sfondare nonostante la grande attenzione dei canadesi per clima e ambiente.Tra i primi a congratularsi con Trudeau, il presidente statunitense Donald Trump che, via social, ha scritto: “Congratulazioni a Justin Trudeau per una vittoria meravigliosa e molto combattuta. Il Canada sarà ben servito. Non vedo l’ora di lavorare con te per il progresso di entrambi i nostri Paesi”.
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Tusk: su Brexit pronti a ogni scenario
‘La situazione è complessa, sto consultando i capi di Stato’
STRASBURGO22 ottobre 201909:29
– Sulla Brexit “la situazione è piuttosto complessa dopo gli eventi dello scorso fine settimana, sto consultando i capi di Stato e deciderò nei prossimi giorni, tutto dipende da cosa deciderà il parlamento britannico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk alla plenaria del Parlamento europeo. “Noi dovremo essere pronti a qualsiasi scenario – ha aggiunto -, ma una cosa deve essere chiara: non sarà mai una nostra decisione un recesso senza accordo”.
Manovra: Ue, non rispetta calo debitoRischio di deviazione significativa dallo sforzo raccomandato
BRUXELLES22 ottobre 201909:39
– Il piano italiano “non rispetta il target di riduzione del debito per il 2020: lo scrive la Commissione Ue nella lettera all’Italia. La bozza prevede un peggioramento del deficit strutturale di 0,1% del Pil, “che manca il raccomandato aggiustamento strutturale di 0,6%”, e “un aumento della spesa dell’1,9%, che eccede la riduzione raccomandata di almeno lo 0,1%”. Elementi che “appaiono non in linea” con le raccomandazioni, puntando ad un rischio di deviazione significativa” dallo “sforzo raccomandato”.
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